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Cosmonauti perduti, esce finalmente il libro che fa chiarezza. Fate voi la copertina? [UPD 2013/09/16]

Credit: Alexei Leonov.
Sì, proprio lui.
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se siete rimasti incantati dai racconti a proposito dei presunti “cosmonauti perduti”, ossia degli intrepidi russi che sarebbero periti segretamente nello spazio durante le prime fasi della corsa spaziale tra Unione Sovietica e Stati Uniti e che forse avrebbero volato ancora prima di Gagarin, ho una bella novità: il CICAP sta per pubblicare un libro che finalmente chiarisce cosa c'è di vero e anche cosa c'è di artefatto in queste tesi (comprese quelle dei fratelli Judica Cordiglia).

Io l'ho letto in anteprima tutto d'un fiato ed è davvero notevole, soprattutto perché dimostra che la realtà è ancora più affascinante e avventurosa della sua versione romanzata e rende giustizia ai veri eroi dimenticati di quest'epopea.

Vi va di creare la copertina di questo libro, intitolato provvisoriamente Cosmonauti perduti? Fra l'altro, se avete idee migliori per il titolo, segnalatele nei commenti qui sotto.

Le regole sono queste:

  • l'immagine dovrebbe mostrare un cosmonauta russo (in tuta d'epoca) chiaramente sperduto che vaga nello spazio con la Terra lontana (ed eventualmente la capsula) sullo sfondo, ma se ci sono altre proposte più originali sono benvenute;
  • l'immagine deve essere originale (creata da voi);
  • l'immagine dovrà servire da copertina per un volume di 15 x 22 cm (ma se state un filo più larghi è meglio), in quadricromia, formato JPEG a 300 dpi;
  • l'immagine può essere fotorealistica oppure un disegno;
  • come riferimento per sapere dove lasciare lo spazio per il titolo e le altre eventuali diciture potete guardare questa immagine e questa;
  • la scadenza per la consegna è la fine di marzo 2013;
  • dovete concedere al CICAP il permesso di usare gratuitamente l'immagine per il libro e per altri eventi sullo stesso tema (una licenza Creative Commons va benissimo);
  • verrà indicato il vostro nome come autore della copertina e riceverete un paio di copie del volume e la gratitudine imperitura del CICAP. Di più, nelle condizioni finanziarie del CICAP non si può;
  • mandatemene una copia via mail (paolo.attivissimo@gmail.com), usando come oggetto “Copertina cosmonauti perduti”


Come materiale per ispirarvi, potete usare per esempio questa foto di Wikipedia di una tuta russa Berkut (accettabile come tuta del periodo); scontornandola e aggiungendo uno sfondo stellato e una foto di una capsula russa e della Terra in lontananza si potrebbe ottenere un risultato dignitoso. Sì, lo so che se si vede la Terra le stelle non si vedono, ma consideratela una licenza poetica.

Come immagini della capsula russa propongo di ispirarsi a queste, suggerite in parte dall'autore:

http://3docean.net/item/russian-spaceship-vostok-1/2463341

http://www.sciencephoto.com/media/150495/enlarge

http://sagancult.blogspot.ch/2011/03/vostok-3ka.html (questa in particolare è nello stile vintage che starebbe bene per un libro di questo tipo)

http://spacemodels.nuxit.net/modelers/vostok.jpg

Vostok: http://www.celestialmatters.org/?q=node/14

Tute spaziali del periodo: http://historicspacecraft.com/Spacecraft_Vostok.html, http://www.brianbero.com/Berklylg.jpg, http://en.wikipedia.org/wiki/File:Berkut_spacesuit.JPG

Prima passeggiata spaziale di Leonov (ma l'immagine è molto piccola e
sgranata): http://www.wired.com/wiredscience/2008/09/skywalking-hero/

Possibile sfondo per la composizione: http://russianwomenblog.hotrussianbrides.com/image.axd?picture=2012%2f9%2fspace.jpg

Un'altra idea di soggetto, sempre dall'autore: si potrebbero mettere in primo piano i cosmonauti di una di queste foto (una, due, tre) e far incombere sullo sfondo una tuta spaziale da cui si intravveda uno scheletro.

Buon divertimento!


2013/03/16


Ieri sera Massimo Polidoro mi ha comunicato che la copertina "vincente" per il libro è stata scelta, per cui non occorre che mandiate altri bozzetti. Pubblicherò i dettagli non appena li riceverò; per ora non so altro. Grazie a tutti di aver partecipato!


2013/09/16


Questo articolo ha un aggiornamento ulteriore qui.
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Commenti
Commenti (289)
Ottima notizia. Sarà pubblicata anche una versione ebook in formato ePub/Mobi?
Al cosmonauta che vaga disperso si può mettere la faccia di Bersani?

Ah, no, niente politica...
:-)
Paolo Amoroso,

non so se ci sarà l'epub o altro formato digitale.
Deve essere per forza un disegno serio?

Con GIMP e soci faccio piuttosto pena, quindi passo!

Sono però molto interessato al libro, si sanno già le info base? (periodo di pubblicazione, prezzo indicativo...)
Ma Bersani non fa politica! Almeno a giuicare dagli scorsi mesi... ;-(
Ho ancora gli incubi se penso ai manichini di legno che mi facevano copiare alle medie... però non vedo l'ora di dare un'occhiata alle proposte -e al libro, ovviamente-.
Rado,

Deve essere per forza un disegno serio?

Direi di sì, ma teniamo la mente aperta (del resto, siamo del CICAP!).


Tommy,

si sanno già le info base? (periodo di pubblicazione, prezzo indicativo...)

Io non ne sono al corrente, ma se lo vengo a sapere lo segnalo senz'altro.
Scusa la domanda, ma non ho capito una cosa, o almeno non è molto chiaro dall'articolo; il libro sarà a pagamento?
Perché dici «...riceverete un paio di copie del volume e la gratitudine imperitura del CICAP. Di più, di questi tempi, non si può.»
Ma se poi il libro viene fatto pagare vuol dire che qualcuno i soldi se li becca.
Allora non ci si potrebbe pagare un grafico professionista che faccia una copertina decente in cambio di un congruo compenso?
Perché di questi tempi si tende a fare questi "concorsi" online, con la scusa della gloria, solo per non pagare un lavoratore vero.
Se poi il libro sarà gratuito o i fondi devoluti in beneficenza, beh, allora avevo effettivamente capito male. ;)
Potrebbe essere un'idea disegnare la tuta spaziale senza casco né testa? Così, per simboleggiare la mancanza di una vera identità.
Se sì sviluppatela pure, io non sono capace :(
Potrei suggerire un'idea: primo piano della Vostok e, riflessi in un punto lucido e specchiante della capsula, il cosmonauta e la terra.
Non si potrebbero usare astronauti italiani degli anni '30, tipo i fascisti su Marte di Corrado Guzzanti? :DDD

Saluti,

Mauro.
Ma porc... anni fa ti chiesi cosa si celava dietro la storia dei cosmonauti perduti e tu mi dicesti che stavi raccogliendo material e che poi avresti fatto un articolo. Mi sa che il libro è molto meglio, però. Per quando è prevista l'uscita più o meno che mi prenoto? :)
Concordo con Marco, del commento #9...
Ormai sta diventando un malcostume chiedere di fare lavori gratis, in cambio di "pubblicita'" (e cioe' ci sara' scritto da qualche parte, in caratteri minuscoli sul retro della copertina, il nome di chi avra' fatto il disegno prescelto).
Puo' avere un senso quando si fa beneficenza, NON lo ha, a mio avviso, quando l'operazione ha carattere commerciale.
Mi ricorda quando l'anno scorso gli organizzatori dei Giochi Olimpici di Londra cercavano musicisti volontari per suonare (GRATIS!) alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi (cerimonia i cui diritti venivano venduti a peso d'oro alle televisioni di tutto il mondo,...Ma i soldi per pagare i musicisti non si volevano tirare fuori). (Alla fine successe il finimondo, tutto il mondo dello spettacolo si rivolto' e gli organizzatori accettarono di pagare).
Non credo che se chiedessi al mio meccanico di aggiustarmi la macchina gratis, in cambio della scritta "Questa macchina e' stata riparata da...." accetterebbe. Perche' allora lo devono fare altre categorie?

Vi invito a leggere questo post sulla situazione in Italia, e' molto illuminante ... http://www.frizzifrizzi.it/2012/10/24/non-e-stato-previsto-un-budget/
A mio avviso se l'editore non ha i soldi per pagare un disegnatore, dovrebbe pubblicare il volume con solo il titolo e l'autore, oppure usare un'immagine gratuita (sapete che tutte le immagini della Nasa sono utilizzabili gratuitamente anche per scopi commerciali? Se non compare il marchio NASA non e' nemmeno necessario chiedere il permesso)

Ciao Paolo, complimenti e tanta stima per i tuoi articoli e per i tuoi libri. Aspetto di poter leggere questo, l'argomento mi tormenta da anni! :)

Spero che il mio commento non sia sgradito, ma non posso fare a meno di dedicare due righe al discorso di Marco, purtroppo la pratica del "contest" è tristemente diffusa e becera, e rischia di scatenare polemiche e allontanare molti potenziali donatori (donatori di immagini).

Di questi tempi di più non si può? Non sono d'accordo, il minimo che si può fare, e ne dico una così, è l'accesso alle pagine a pagamento del CICAP.

Insomma, capisco le necessità, capisco la natura del progetto, questa può essere una bella occasione per organizzare qualcosa di bello, parlatene alla vostra associazione e pensate a cosa si può offrire in cambio.

I miei simbolici due cents!
Magari questi disegni possono venire utili:
http://www.ninfinger.org/models/vault2004/vostok%20reference/index.html
Libro. Judica Cordiglia. Cosmonauti perduti (e non solo).

Sono tutta orecchi.
http://www.craniocreations.com/public/boardgames/4/slide/03_giuliaghigini-artwork1-eftaios.jpg
http://www.craniocreations.com/public/boardgames/4/slide/06_giuliaghigini-artwork7-eftaios.jpg

questa è la prima cosa a cui ho pensato, è un'illustrazione di u gioco in scatola fantasciantifico e claustrofobico (http://www.craniocreations.com/it/boardView.php?id=4), credo che una copertina nero lucido e un'illustrazione in questo stile sarebbe bellissima.

l'illustratrice è Giulia Ghigini
http://giulia.ultra-book.com/portfolio
Ciao,
servirebbero alcune info importanti:
Autori (quanti a "cura di"), Va messo il marchietto CICAP (se sì ditemi dove reperirlo ad una risoluzione che sia accettabile), altre info di copertina, il colore della copertina deve continuare nel retro o va riquadrato in maniera da define retro e bordi della copertina in un unico colore, va fatto anche il retro (commenti, prezzo, quarta ecc..)?
Non mi dispiacerebbe provare a lavorarci su nel tempo libero.

Grazie
Il CICAP vuole una illustrazione originale, ad alta risoluzione, detta anche il contenuto della illustrazione stessa, chiede di avere il diritto di riprodurla non solo sul libro, ma anche altrove, e come compenso

"verrà indicato il vostro nome come autore della copertina e riceverete un paio di copie del volume e la gratitudine imperitura del CICAP. Di più, di questi tempi, non si può."

Andava tutto bene fino a prima di "Di più, di questi tempi, non si può." A questa frase io, in quanto illustratrice, mi rivolto.
Sembra di sentire gli innumerevoli datori di lavoro che non pagano, o pagano poco, o che prendono stagisti a lavorare gratis, o dipendenti con anni di esperienza a lavorare quasi gratis, perché "Di più, di questi tempi, non si può."

In questi tempi, si può e SI DEVE dare di più, proprio perché siamo in questa fase di crisi. Potremmo girarla in un altro modo: chi si può permettere, "di questi tempi", di lavorare gratis?

Mi associo a quanto scritto da un commentatore sopra: il libro non sarà probabilmente gratuito, ma a pagamento, quindi perché non si può prevedere una quota per l'autore della copertina? Il CICAP non è a scopo di lucro, ma se sostiene le spese di stampa perché non può sostenere le spese della copertina?
Il libro glielo stampano gratis gli stampatori?
Perché stampare un libro se non puoi pagare il lavoro delle persone che te lo stampano che ti fanno la copertina, in primis?

Perché fare una illustrazione tramite un concorso online gratis e affidarla a qualcuno (magari professionista, anche se suona strano ultimamente) pagandolo è diventato uguale?

Se invece il libro sarà pubblicato gratuitamente può avere senso una collaborazione gratuita, ma allora andrebbe indicato chiaramente.
Saluti
Ah, aggiungo che fare una copertina per un libro non è semplicemente un "divertimento", come sembra trasparire dal tono dell'articolo. Può avere una componente piacevole, ma E' un lavoro e una operazione professionale. L'illustratore non si mette sul foglio, fa due disegnini divertendosi ed è fatta: realizzare una illustrazione di qualità (e ad alta qualità) per la copertina di un libro, e renderla adatta alla stampa, richiede ore di lavoro.
"chi si può permettere, "di questi tempi", di lavorare gratis?"

Il sottoscritto, per esempio (illustratore e grafico), che accetterebbe la sfida principalmente per il gusto di fare qualcosa di diverso dal solito.
Però potrebbe accettarla anche per approfittare della visibilità e delle occasioni di lavoro che potrebbero concretizzarsi, e che spesso le "costose" operazioni per procacciarsi clienti non offrono (avete presente il "redemption zero"?).

Tuttavia, se mi si convince che, accettando il capitolato, sarei davvero direttamente responsabile del mancato guadagno di un altro illustratore/grafico che non se lo può permettere, di lavorare gratis, posso decidere di ritirare la mia "candidatura".

Convincetemi, dunque. Quanto ho letto fino ad adesso non è bastato a farmi cambiare l'idea che si è liberi di accettare o meno condizioni del genere.

Saluti
Marcoz
"una licenza Creative Commons va benissimo"

Beh, l'importante è che vada benissimo che anche il libro sia in Creative Commons,

perché altrimenti, predicare il CC per gli altri e poi pubblicare sotto copyright a pagamento, sarebbe l'uccisione di ogni speranza che il CC acquisti un senso, oltre che una forte incoerenza e un atto che appare un po' antipatico (sarebbe come dire: io appoggio l'open source, ma uso solo windows)

Quindi, ben venga l'invito a prestare opere in CC solo e unicamente se si chiarisce in modo molto netto che anche il libro non sarà soggetto a Copyright, ma a Creative Commons.

Se il libro sarà soggetto a Copyright e venduto dietro un prezzo, allora restiamo pure nella mentalità del diritto d'autore. Ciò è legittimo, ma occorre essere coerenti e pagare l'illustratore.

(scusate se sono un po' "duro", ma questi aspetti sono importanti)
Per sdrammatizzare su questo triste tema consiglio l'ascolto di Help me di Elio e le Storie Tese, cover dei Dik Dik.
Tutti 'sti lamentoni... poi però il software lo volete freeware o, meglio ancora, open source, eh? Solo i disegnatori non li si può non pagare. I programmatori invece va benissimo... Inoltre sembra esista ancora il libero arbitrio. Quindi se non vi va di fare la copertina gratis non fatela e non rompete le balle a chi lo vuole fare. Comunisti...!
O.T.

di sicuro lo sapete gia'...

Si è impallato l'hard disk di Curiosity

da repubblica.it
A proposito delle polemiche sul "dovuto compenso": ricordo che il CICAP è un'organizzazione senza fini di lucro che si autofinanzia, verosimilmente quindi i proventi andranno "in tasca" all'organizzazione stessa, nessuno ci lucrerà sopra.
Per quanto mi riguarda pubblicare una copertina col CICAP sarebbe un onore e una ricompensa più che sufficiente!
Emma.m solleva un problema reale.

Quello di un costume nato in Italia negli ultimi decenni e che sta producendo guasti ovunque. Quello secondo cui si crede di poter fare scelte con l'idea che gratis (o a costo minore) consente di risparmiare, mentre abbassa solo la qualità, che è uno dei motivi per cui la stampa italiana, specie quella online, sia di così scarsa qualità.

A me sembra che per un lavoro come questo, se si vuole fare un investimento, ci vogliano professionalità che non si trovano per strada o tra "gli amici". E che risparmiare sulla professionalità, pagare gente qualificata come fosse un operaio, o l'invenzione degli stage gratuiti, o l'idea che "così ti fai il cv" sia per molti motivi diversi una delle cause del declino del nostro Paese.

Lo dico senza polemiche. Mi sembra veramente che ormai sia passata l'idea in Italia che risparmiando ci si guadagna. E' una politica perdente in partenza che porta e porterà una perdita di competitività e qualità che durerà a lungo.
@AFMcrime
I programmi freeware sono appunto... freeware, ovvero non si pagano, così come quelli open source.
Secondo il tuo ragionamento, quindi, neanche il libro non si dovrebbe pagare.
E se così fosse, infatti, non ci sarebbe nessun problema.
Ma se il libro si fa pagare, perché non usare parte dei soldi guadagnati per pagare un professionista che faccia un lavoro fatto bene?
Forse perché è più comodo (oltre che meno costoso) far credere che sia un privilegio poter fare la copertina di un libro.
In questo modo addirittura si avranno a disposizione anche più proposte fra le quali scegliere.

@ilfinegiustificailme
Dato che si parlava "di questi tempi", dovresti sapere anche tu che c'è molta gente senza lavoro.
Considera che in questo modo incentiveresti l'uso di queste "pratiche" anche per il futuro.
E se poi un domani ti ci trovi tu senza lavoro? Saresti contento di sapere che nessuno ti farà fare quel lavoro perché tanto glielo fanno altri a gratis? E allora saresti disposto ugualmente a farlo a gratis nel tempo libero?
Beh, non è la stessa cosa. Open source NON vuol dire gratis. Ci sono un sacco di programmatori Open Source che vengono regolarmente pagati (la Canonical dice niente?).

Purtroppo questo non succede per grafici/illustratori....
AFMcrime ha commentato:
Tutti 'sti lamentoni... poi però il software lo volete freeware o, meglio ancora, open source, eh? Solo i disegnatori non li si può non pagare. I programmatori invece va benissimo... Inoltre sembra esista ancora il libero arbitrio.

Esatto AFM, tutto "et amore dei" per gli smanottoni eh? Poi, ché mica il Cicap ha 450milioni€ di contributi statali (e parliamo solo di CONI). Ma che stiamo a dì.
Grezzo,

Ma porc... anni fa ti chiesi cosa si celava dietro la storia dei cosmonauti perduti e tu mi dicesti che stavi raccogliendo material e che poi avresti fatto un articolo.

Sì, ma poi sono subentrate delle considerazioni umane che mi hanno frenato. E quando ho saputo che se ne sarebbe occupato Luca molto meglio di me, mi sono fatto da parte con piacere.


Mi sa che il libro è molto meglio, però. Per quando è prevista l'uscita più o meno che mi prenoto? :)

Non lo so.
Marco,

il libro sarà a pagamento?

Presumo proprio di sì.


Allora non ci si potrebbe pagare un grafico professionista che faccia una copertina decente in cambio di un congruo compenso?

Certo. Se ci fossero i soldi per il congruo compenso, si farebbe così. Ma non ci sono. Allora le alternative sono due: o una copertina vuota, o una copertina donata.


Perché di questi tempi si tende a fare questi "concorsi" online, con la scusa della gloria, solo per non pagare un lavoratore vero.

Questo è un ragionamento che condivido se stai parlando di una casa editrice, il cui mestiere è fare soldi vendendo libri. Allora pagare per i servizi dei collaboratori fa parte della sua economia commerciale.

Ma il CICAP non è una casa editrice, è un'associazione senza scopo di lucro. Chiede se qualcuno ha voglia di donare una copertina, così come chiede ai suoi soci di donare tempo e risorse. Così come io dono il mio tempo a fare divulgazione o realizzare documentari (se mi facessi pagare per le ore che ho speso su Moonscape o "Luna?" o l'11/9 o questo blog, o se tutti quelli che hanno donato il loro tempo a questi progetti volesse un compenso professionale, nessuno di questi progetti sarebbe mai partito).

E' un rapporto di collaborazione chiaro e trasparente: un ente senza scopo di lucro ti chiede se ti va di donargli una copertina? Bene. Non ti va? Nessun problema, amici come prima. Non è che si vuole avere a scrocco quello che si potrebbe pagare. E' che non ci sono i soldi per pagare, per cui o si fa con il volontariato o non si fa.
Elena,

A mio avviso se l'editore non ha i soldi per pagare un disegnatore, dovrebbe pubblicare il volume con solo il titolo e l'autore, oppure usare un'immagine gratuita (sapete che tutte le immagini della Nasa sono utilizzabili gratuitamente anche per scopi commerciali? Se non compare il marchio NASA non e' nemmeno necessario chiedere il permesso)

Lo so. Ma usare un'immagine NASA per una copertina sui cosmonauti russi parrebbe poco plausibile.

E, ripeto, il CICAP non è un editore. Non è una macchina per fare soldi.
pKrime,

Di questi tempi di più non si può? Non sono d'accordo, il minimo che si può fare, e ne dico una così, è l'accesso alle pagine a pagamento del CICAP.

Buona idea. La giro al CICAP.
Paolo,

non serve che ti occupi della parte di testo/logo CICAP: a quella pensa il CICAP.

Non mi risulta che il colore della copertina debba continuare sul retro.

Grazie!
emma.m,

Sembra di sentire gli innumerevoli datori di lavoro che non pagano, o pagano poco, o che prendono stagisti a lavorare gratis, o dipendenti con anni di esperienza a lavorare quasi gratis, perché "Di più, di questi tempi, non si può."

Solo che il CICAP, come appunto noti, non è un datore di lavoro. E' un'associazione di volontari che il lavoro ce lo mettono di tasca propria.

Mi sorprende che la distinzione non sia chiara.
emma.m,

L'illustratore non si mette sul foglio, fa due disegnini divertendosi ed è fatta: realizzare una illustrazione di qualità (e ad alta qualità) per la copertina di un libro, e renderla adatta alla stampa, richiede ore di lavoro.

Non intendevo sminuire il lavoro di nessuno. Allo stesso modo, scrivere un blog o un libro richiede ore di lavoro. Ma stai leggendo queste pagine gratuitamente perché ho scelto -- liberamente -- di donare parte del mio tempo e del mio lavoro. Il fatto che io lo doni non significa che sia lavoro fatto male o da disprezzare. E' semplicemente volontariato.
Daniele,

perché altrimenti, predicare il CC per gli altri e poi pubblicare sotto copyright a pagamento, sarebbe l'uccisione di ogni speranza che il CC acquisti un senso, oltre che una forte incoerenza e un atto che appare un po' antipatico (sarebbe come dire: io appoggio l'open source, ma uso solo windows)

Non è detto. Faccio un esempio. La NASA ha scelto di mettere in public domain le proprie foto. Grazie a questo fatto io posso pubblicare un libro ("Luna?") con oltre 300 foto NASA. Le foto sono e restano public domain, il testo no (è CC).

Quello che voglio dire è che capita spesso che una parte di un'opera sia (C) e un'altra parte sia (CC). Le due cose possono convivere.
Paolo, ti rispondo nuovamente, non per polemicizzare gratuitamente o alimentare una discussione sterile, ma perché tengo molto a questo argomento:

ribadisco, sicuramente il CICAP paga la stampa del libro, o ha qualche accordo con qualche stampatore. La stampa viene pagata. Non conta che sia una casa editrice o meno: se l'ente X ha i soldi per la stampa (e si tratta non di decine o centinaia, ma di migliaia di euro), senza contare che il libro viene venduto, ha anche 300 euro da dare a un illustratore. Semplicemente SCEGLIE di richiedere quel servizio gratuitamente. Poi possiamo girarci intorno quanto vogliamo...ma siamo onesti.

E' vero, non è una associazione a scopo di lucro. Infatti ciò che non mi va bene è la frase "di questi tempi di più non si può fare", che scusami ma fa davvero salire il sangue alla testa. Io stessa ho lavorato gratuitamente per associazioni senza scopo di lucro, ma i patti erano chiari e nessuno mi vendeva la frase "eh scusa ma son tempi duri". Sono tempi duri anche per me, per tutti noi.

Per entrare nel merito della professionalità, il CICAP affiderebbe la programmazione del proprio sito a un concorso online? Affiderebbe la scrittura stessa del libro a un concorso online? Affiderebbe la stampa del libro a un concorso online?
La risposta a queste domande è probabilmente no, e allora perché invece affida l'illustrazione a un concorso online senza una minima retribuzione?
Riflettiamo sul fatto che l'operato creativo/artistico è svalutato e percepito come qualcosa che chiunque può fare "divertendosi" e poi vivendo di gratitudine. Lo stampatore e l'editor del libro viene pagato, l'illustratore no.

A tutti quelli che si sentono offesi perché vogliono partecipare, come se li avessi attaccati personalmente (mentre non li ho minimamente menzionati): volete lavorare gratis per qualcosa in cui credete, come il CICAP? Fatelo. Ma è anche ora di dire di no a proposte in cui i soldi ci sono, ma scelgono di non essere dati. La svalutazione della professionalità, del lavoro stesso, è uno dei motivi per cui così tante persone sono sotto pagate in Italia, soprattutto in campo artistico/intellettuale, e uno dei motivi per cui siamo in questa situazione di estrema crisi del lavoro nel nostro Paese. E la colpa è sia di chi propone queste condizioni (i datori di lavoro), ma anche e soprattutto di chi le accetta.

(ah, e non parlatemi di visibilità. La visibilità ce l'hai lavorando per Microsoft, Coca Cola, o Unicef se vogliamo. Non per il CICAP, senza nulla togliere al CICAP.)

Saluti
emma.m,

credo sia importante chiarire alcuni punti, sempre senza polemizzare.

Primo, la frase "di più..." è mia e non è del CICAP. Era semplicemente una riflessione ispirata dal fatto che il CICAP rischiava di chiudere per carenza di iscrizioni e quindi non si poteva permettere di spendere.


Io stessa ho lavorato gratuitamente per associazioni senza scopo di lucro, ma i patti erano chiari

La cosa ti fa onore, ma sottolineo che anche qui i patti sono molto chiari sin dall'inizio.

è anche ora di dire di no a proposte in cui i soldi ci sono, ma scelgono di non essere dati

Perdonami ma mi sembra che tu stia facendo i conti in tasca al CICAP senza conoscerne la realtà. La dico molto schietta: i soldi non ci sono.


perché invece affida l'illustrazione a un concorso online senza una minima retribuzione?

Non me ne volere, ma penso (parere mio) che la risposta sia piuttosto ovvia. La stampa è una parte vitale della produzione; la copertina, se il budget è risicato o inesistente, è sacrificabile; a malincuore, ma sacrificabile. Un libro può anche uscire con la copertina vuota; non può uscire senza carta o con una rilegatura che cade a pezzi (lo so, l'editoria la faccio anch'io, nel mio piccolo).

Lo so, questo magari a te sembra sminuire il lavoro dell'illustratore. Per me no: significa che se i soldi impongono rinunce, l'illustrazione di copertina è quella che ci può andare di mezzo con il danno minore per il libro.

Giusto per chiarirti: sto gestendo anch'io un progetto editoriale (il mio libro "Luna?"). Lo stampo di tasca mia. Io 300 euro per una copertina fatta da un illustratore non ce li ho. Quindi capisco la scelta del CICAP di chiedere se qualcuno vuole donarla.

Donare il proprio lavoro non lo sminuisce, a meno che il tuo metro di merito sia solo quanto ti pagano e non quanto la gente che stimi ti sarà riconoscente. Io cerco di fare in modo di guadagnarmi di che vivere e al tempo stesso di donare parte del mio lavoro alle cause che ritengo valide. Tutto qui.
@Gentile Marco

Dato che si parlava "di questi tempi"
Prima di tutto, io avevo interpretato - a quanto pare correttamente - che questa frase fosse strettamente inerente all'attuale situazione Cicap, che ha promosso di recente una raccolta per non chiudere o ridimensionarsi sensibilmente. Quindi, partecipare al "concorso" e, magari, "vincendolo", significherebbe contribuire a modo mio alla sopravvivenza del Comitato (se non sarò il prescelto, invece, quegli antipatici e mezzi orbi del Cicap si dovranno accontentare della mia iscrizione).

dovresti sapere anche tu che c'è molta gente senza lavoro.
Considera che in questo modo incentiveresti l'uso di queste "pratiche" anche per il futuro.
E se poi un domani ti ci trovi tu senza lavoro? Saresti contento di sapere che nessuno ti farà fare quel lavoro perché tanto glielo fanno altri a gratis? E allora saresti disposto ugualmente a farlo a gratis nel tempo libero?


[Considerazione. Da quando ho intrapreso la strada del libero professionista, io non ho "tempo libero", ma semplicemente tempo, da impiegare a seconda delle possibilità. Compresa quella di andare a sciare, naturalmente.]

Il discorso alla base della serie di domande - anche se comprendo bene il sentimento che vorrebbe lavoro per tutti (lo provo anch'io, neh!) - suggerisce una forma di sindacalizzazione di un terreno di competizione, che è quello degli illustratori/grafici freelance.
Ciò significa che, se per i prossimi tre mesi ho lavoro assicurato per otto/dieci ore al giorno, quando mi giunge un'altra richiesta, dovrei dire al cliente che deve rivolgersi a chi sta lavorando part-time (ué, a volte lo faccio, indirettamente, perché sono cotto, ma non ci sono obblighi morali dietro, solo fisici).

Nella fattispecie, il Cicap non intende assumere un dipendente che gli faccia le illustrazioni gratis, ma pesca occasionalmente nelle opportunità del mercato, che è costituito pure di "concorsi" del genere*, contando evidentemente anche sull'aura di prestigio che il comitato ha. Infatti, a prescindere che a me il soggetto richiesto piace (se mi avessero chiesto di elaborare dei fiori o della frutta, avrei glissato), il concorrere per il Cicap gratis si può considerare un investimento, come ho già accennato più su. È un modo di gettare semi qua e là e sperare che qualcuno si sviluppi (funziona, io ci vivo da anni, sul passaparola).
Tra l'altro, questo dei concorsi in cui come premio c'è la gloria, non è una novità del web, ma si usava quando erano d'obbligo i pennelli e l'aerografo (quello veri, non quelli di Photoshop).

Saresti contento di sapere che nessuno ti farà fare quel lavoro perché tanto glielo fanno altri a gratis?
Potrebbe succedere e non avrei da recriminare, perché farebbe parte del gioco. E nel caso il fenomeno non fosse occasionale ma superasse il sopportabile, semplicemente, mi metterei a fare qualcosa con maggiori probabilità di essere remunerato.

Saluti
Marcoz

*Polemiche a parte, a questo punto mi rivolgo ad Attivissimo e al Cicap con la seguente proposta.
Col materiale giunto in redazione, potrebbe essere fatta una mostra, anche solo virtuale (magari si può trovare un web designer che fa tre pagine gratis) di tutti gli elaborati che non hanno vinto. In questo modo si dà un'opportunità di visibilità a tutti coloro che (professionisti e non, oberati di lavoro e non) vi hanno partecipato. Mi pare fattibile.
Per il titolo:
PULVIS REDIEBIS
I cosnonauti che si sono immolati per noi.
Mi permetto di contraddirti, Paolo, e spezzare una lancia a favore di Emma.

Anch'io lavoro nel campo della comunicazione come art director e non riesco proprio a capire perché non possa essere pagato un designer per la copertina. Facciamo un esempio, se il CICAP ha bisogno di ristrutturare la propria sede fisica, chiama un ingegnere o un geometra (pagandolo) oppure indice un concorso online?

Il problema è sempre quello; la professionalità di un designer non viene percepita come tale. Spesso, in buona fede, molte persone non si rendono contro che un designer, per raggiungere un certo grado di professionalità, ha impiegato lo stesso numero di anni di un architetto. Quello che otterrai, Paolo, è una copertina realizzata da un amatore e non da un professionista (attenzione, non è la stessa cosa). Perché un professionista, non sminuisce il proprio lavoro con progetti non pagati (in linea generale; attualmente sto seguendo un progetto gratuito per una ONG). Se ritieni che il messaggio veicolato dalla copertina non sia importante come il contenuto del volume, allora affidati pure a non professionisti che smanettano con Photoshop.

Naturalmente, il mio intervento non vuole essere polemico e mi rendo conto che stai agendo in buona fede :)

P.S. Paolo, invieresti un tuo saggio gratutitamente a un blog che indice un concorso online generico?
Posso capire un professionista che si sente derubato del mestiere ma il contesto mi pare fuori luogo. Se si vuole partecipare si partecipa altrimenti .....ognun per se e Dio per tutti. Premetto di essere informaticamente incapace e graficamente disastroso ma ho fatto una bozza, giusto per buttare lì un'idea, poi chi ha capacità e voglia di lavorarci si diverta! L'effetto è un pò macabro ma la storia mi fa venire la pelle d'oca.......
Non sapendo come inviare l'immagine posto il link a Flikr, se ci sono altri modi fatemelo sapere!!!
http://www.flickr.com/photos/7634770@N05/8523633075/in/photostream
Poichè si chiedono anche consigli, vorrei spendere due righe sul discorso visibilità. In poche parole, è sbagliato. Il ruolo di una copertina è dare visibilità al libro, non riceverne. Se non succede così, abbiamo a che fare con una copertina che non funziona, che quindi difficilmente potrà beneficiare di luce riflessa. L'immagine che vince un concorso avrà tanta visibilità quanta ne avrebbe se venisse postata su un deviantart qualsiasi, se è buona avrà successo, se non lo è sarà dimenticata.

Qualcuno vuole cimentarsi in quest'opera? Ok, sappia che sta facendo una donazione. Quanto prenderei, 300 €? Sto donando 300 € al cicap, fine.

Da cosa nasce cosa? Può darsi, ma nell'ipotesi si tratterebbe di un prendi due paghi uno, quest'ultima parte un'eventualità quantomeno accidentale.
Spero che i professionisti del settore non me ne vogliano, riporto una mia esperienza che mi sembra simile a quanto proposto da Paolo.
Tempo fa una compagnia teatrale dilettante mi chiese il favore di preparare del materiale sonoro (effetti speciali, musiche, ecc.) da usare in un loro spettacolo.
Non sono un professionista del settore (ma nemmeno un dilettante), ma questo secondo me non cambia il fatto che io ho accettato pro-bono perché avevo il tempo per farlo e mi sembrava una cosa divertente.

Ne è venuta fuori una cosa che ha dato un bel contributo allo spettacolo, anche se per me è stato un impegno, ma sono stato io ad accettare di farlo. Se non lo avessi fatto non avrebbero avuto nessun altro a disposizione e semplicemente la rappresentazione sarebbe andata in scena senza questi elementi.

Credo che lo spirito stia tutto qui: sai farlo? Hai voglia e tempo da dedicare? Altrimenti semplicemente se ne fa a meno. Se nessuno farà la copertina per diletto, allora non ci sarà nessuna copertina.

Con tutto quello che ho imparato da questo blog, se sapessi disegnare e ne avessi il tempo e la voglia, lo farei per puro piacere e gratitudine.

"Il ruolo di una copertina è dare visibilità al libro, non riceverne."
Mi pare un buon consiglio. Me lo segno.

"Ok, [chi vuole partecipare] sappia che sta facendo una donazione."
Ne avevo il sospetto, effettivamente.

Saluti
Marcoz

P.S.: 300 euro sono pochi.
Giusto per controbattere a tutti coloro che stanno montando un'eccessiva (almeno in questa sede) polemica sul presunto sfruttamento degli illustratori con relativa svalutazione della loro professionalità o sulla ineluttabile necessità di ore ed ore di lavoro spese su sofisticatissimi programmi di grafica per tirar fuori una copertina "d'autore", ecco uno schizzo per una possibile copertina, realizzata in meno di 20 minuti dal sottoscritto con il noto software libero "GIMP", montando insieme immagini raccattate qua e là sul web (soprattutto dai link suggeriti da Attivissimo):
[img]http://image.bayimg.com/02f96bfa419738a5fa56657d299449afa51df180.jpg [/img]

Ovviamente non sono uno del mestiere (nella vita faccio tutt'altro), eppure in pochi minuti e con un programmino freeware ho fatto questo... non è chissà quale opera d'arte, per carità, però penso che al CICAP possa andare più che bene qualcosa del genere senza particolari pretese ed impegni da parte di nessuno... stile pizzaware per intenderci... ^_^
Non posso che condividere la posizione di chi ha espresso dubbi sul fatto di chiedere un lavoro e pretenderere di non pagarlo.
Quello che stona a mio modesto avviso è la scelta di mettere da una lato in competizione dei professionisti attraverso una sorta di concorso che individui il lavoro migliore e dall'altro sostenere che si tratta di un lavoro volontario. Penso che sarebbe stato molto più corretto dire, per le ragioni sostenute da Paolo, che il CICAP chiede la disponibilità ad un grafico per realizzare la copertina senza compenso.
In altre parole il lavoro volontario, nobilissimo, deve essere volontario perché lo si sceglie di fare e si ha la possibilità di farlo.
Diverso è partecipare a una competizione con altri colleghi per vincere .... un lavoro gratis!
Ecco, al lavoro di Giovanni Pracanica ho tolto la testa, come avevo pensato nel post più sopra http://i45.tinypic.com/2liu73l.jpg

P.S. Ma "L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale." a che aggiornamento si riferisce?
@Giovanni Pracanica

Che non sia il prodotto di un addetto ai lavori, è evidente. Sappiamo inoltre che, con il software oggi a disposizione, qualsiasi persona normodotata può raggiungere un risultato del genere e anche di più, senza training specifico.

Tuttavia, devo comunque complimentarmi perché lei è riuscito a cogliere, col posizionamento in orizzontale della tuta, il senso di "abbandono" che l'immagine dovrebbe trasmettere (il fatto che ci si trovi nello spazio, e che alto/basso/verticale/orizzontale non esistono, è irrilevante: la postura aiuta a suggerire al nostro cervello quel significato).
Il bello è che a me non è venuto in mente di adottare tale stratagemma comunicativo (è il rischio che corre il professionista che si mette "in competizione" con dei naif).

Spero che non le dispiacerà se, nella versione definitiva della mia proposta, mi ispirerò a alla sua.

Buona serata
Marcoz
@ jst

beh, però in questo modo, più che un "cosmonauta perduto" sembrerebbe tuttalpiù una "tuta abbandonata"...
^_^
@jst
P.S. Ma "L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale." a che aggiornamento si riferisce?

Ha modificato la frase: "di più di questi tempi non si può".
La frase che ha toccato un nervo scoperto di emma m e non solo.

Giusto per precisare (ma senza polemica), il problema sollevato da emma m e altri riguarda un po' tutti i campi, diciamo, non indispensabili.

Ad esempio, io rubo il lavoro ai veri sistemisti. Infatti, nell'azienda dove lavoro ho un altro incarico, però, ho una certa esperienza, derivata dalla passione, con i sistemi operativi. Per questo motivo mi usano anche come sistemista.
Il titolare dell'azienda che ha stipulato il contratto d'assistenza con noi mi odia perché, per colpa mia, i miei capi riducono all'osso i suoi servizi (e i suoi guadagni). Non gli do torto. Di più di lui mi odia il sistemista che ha perso o perderà il lavoro per colpa mia e di quelli come me. Però, se non avessi questa competenza in più, adesso sarei io quello a spasso insieme ai miei colleghi d'ufficio. E tengo famiglia.

L'intervento di un sistemista è sacrificabile esattamente come lo è la copertina di un libro, anche se si tratta di due elementi importantissimi nei loro rispettivi campi. Ma oggi, purtroppo sempre più spesso, ci si trova a dover scegliere persino se "mangiare o bere" perché non ci sono risorse per tutte e due le cose.
@ ilfinegiustificailme (Marcoz)

"con il software oggi a disposizione, qualsiasi persona normodotata può raggiungere un risultato del genere e anche di più"...

è verissimo!... il guaio è che, pur con i software oggi a disposizione, tantissimi professionisti sottodotati riescono ad ottenere risultati molto peggiori facendoli passare (non si sa come) per lavori di alto livello... ^_^

Detto questo, la ringrazio per i complimenti e sono lieto di averla ispirata...

Saluti
Non partecipo perchè sono assai imbranata in questo campo... ma aspetto con ansia l'uscita del libro, anche senza copertina e scritto in Comic Sans va bene. I cosmonauti perduti! *_* Ficooo! E' uno dei miei argomenti preferiti!!
Se fate anche un libro sui calamari giganti vi fornirò un salame di cioccolato a settimana per dieci anni. (creando disoccupazione e rancore tra i professionisti della produzione del salame di cioccolato)
"una tuta spaziale da cui si intravveda uno scheletro."

Questa espressione, e l'immagine di Bytho del commento#45 mi fanno venire un dubbio...

...ma un corpo umano in una tuta spaziale nello spazio va in decomposizione? Quindi all'interno della tuta sono presenti, oltre all'ossigeno, tutti i microorganismi necessari per ridurre un corpo ad uno scheletro?

Questa cosa non l'avevo mai pensata...
Non sono molto bravo a disegnare, quindi non mi cimento, però i miei due penny voglio provare a darli:

mi immagino una soggettiva del cosmonauta che si sta allontanando dalla terra(visibile tutta o in parte nella parte alta della copertina) nella quale si vedono i suoi piedi e le sue mani protese, quasi a voler afferrare il pianeta e la capsula ormai lontana.

Per rendere meglio l'idea: un po' quello che si vede in questa clip al 3:16

http://youtu.be/hDDpq9kex30
@ Daniele

...ma un corpo umano in una tuta spaziale nello spazio va in decomposizione?...

Effettivamente in decomposizione proprio no... magari si deteriora un pochino, ma prima di ridursi ad uno scheletro ce ne vuole (è più verosimile che mummifichi)... però, sai com'è, in certi casi si preferisce soprassedere sui rigori della biologia (e su molto altro) per dar spazio all'efficacia comunicativa di talune licenze...
Stavo per scrivere la stessa cosa di Daniele sul "teschio". La fantascienza ci ha dato almeno un paio di immagini. Viso incartapecorito o esplosione per decompressione... :)
"Facciamo un esempio, se il CICAP ha bisogno di ristrutturare la propria sede fisica, chiama un ingegnere o un geometra (pagandolo) oppure indice un concorso online?"

Certo che parlare di professionalità e trascurare la figura che realmente dovrebbe occuparsi di una ristrutturazione, ovvero l'architetto, significa aver scelto proprio l'esempio sbagliato.
Sappiamo inoltre che, con il software oggi a disposizione, qualsiasi persona normodotata può raggiungere un risultato del genere e anche di più, senza training specifico.

Non la farei così facile. Io, ad esempio, secondo questo criterio sarei un ipodotato. :-P
Ehh.. lo sapevo. Gli "art director", i fotografi, i grafici che vogliono i software freeee scaricati dalla reeeeeeete esigono che il LORO lavoro sia sempre pagato. Morte ai crumiri! Il lavoro dei programmatori, invece... E come si ribalta la frittata? Parlando dell'oggetto del lavoro, anziché del lavoro del professionista: "neanche il libro non si dovrebbe pagare" dice uno. Io invece parlo del LAVORO dello scrittore, non del libro. Stiamo parlando del lavoro, non dell'oggetto. Ribadisco comunque che se uno lo vuole fare gratis e lo fa. Senza che il soviet che frequenta questo blog lo tacci di sabotaggio e di essere un kulako. Dopodiché, il committente dovrebbe essere cosciente del fatto che rinunciando a pagare probabilmente rinuncia ad una certa professionalità: ma è nel conto dell'iniziativa. Comunisti!
Mi sembra che stia sfuggendo a tutti che i primi cosmonauti - Gagarin compreso - per tutta la durata della missione stavano chiusi dentro a moduli di forma sferica e non avevano nessuna possibilità di uscirne per fare passeggiate nello spazio. Quindi l'immagine del cosmonauta che vaga tra le stelle mi sembra fuorviante rispetto alla realtà. (Poi boh, il libro non l'ho letto.)
Ciao, scusa il leggero OT, anche se comunque si parla sempre di proposte, Cicap e "idee originali". Che fine ha poi fatto il consorso "Trova un nome al convegno"? C'erano state proposte molto interessanti.... Perdonami, ma davvero non riesco più a trovare notizie su come sia finita. Grazie! Ecco il link al post:
http://attivissimo.blogspot.it/2011/09/gioco-con-premio-il-cicap-cerca-un-nome.html
"Non la farei così facile. Io, ad esempio, secondo questo criterio sarei un ipodotato."

Non è da escludere (almeno per quel che riguarda strettamente le "arti" visive).

Tuttavia, sono convinto che questa affermazione sia analoga a quella abbastanza comune "non canto perché sono stonato", quando, in realtà, sono ben poche le persone veramente prive di orecchio. Per riuscire a cantare o a fare un montaggio fotografico, seppur senza particolari pretese, basta solo provare un po', di solito.
Poi, se nella fattispecie, c'è alla base un'idiosincrasia per i computer e l'informatica a creare difficoltà, beh, questo è un altro discorso.

Saluti
Marcoz
Non so se sia stata già segnalata (mi sono perso nei commenti) ma qui è possibile trovare una immagine migliore della EVA di Leonov. La pagina originale è in polacco, per i crediti.
non per voler essere malizioso a tutti i costi ma... come si è finiti a cercare un'immagine di sfondo su un sito chiamato
russianwomenblog.hotrussianbrides.com ? ;-)

immagino che lo stesso sito sia pieno di immagini di astronaute sovietiche... con o senza tuta spaziale...
@Giovanni Pranica
Immagino che un corpo alla deriva nello spazio si congeli e quindi rimanga immutato nei millenni, almeno fino alla decompressione della tuta. Il viso, invece, probabilmente si mummificherebbe cotto dai raggi solari, l'umidità prima o poi riuscirebbe ad uscire dalla tuta.
Questa l'ho fatta in qualche minuto con le prime foto trovate in giro, se il concept piace poi lascio ad altri l'onore di farla bene :)
FAR FROM THE EARTH

Senza troppi fronzoli: la Terra è lontana nella visiera...
Giako: "Stavo per scrivere la stessa cosa di Daniele sul "teschio". La fantascienza ci ha dato almeno un paio di immagini. Viso incartapecorito o esplosione per decompressione... :)"

Dunque: basandoci più sulla scienza che sulla fantascienza (ovviamente quando non convergono...), dato che abbiamo ormai confermato l'antiscientificità dell'opzione "teschio", che costituirebbe un segnale piuttosto negativo da parte del CICAP (e non capisco bene perché sia stata presa in considerazione), io farei questa riflessione:

L'esplosione per decompressione mi lascia perplesso. Perché avvenga occorre che, quando la tuta cessa di essere pressurizzata (quando quindi si esaurisce la riserva di energia) deve ancora esserci il battito cardiaco che è all'origine dell'esplosione (il corpo esplode perché la potenza del battito cardiaco non ha più il "freno" dell'atmosfera). Quindi l'astronauta dovrebbe essere ancora vivo quando si esaurisce l'energia della tuta. Allora mi/vi domando: che cosa avviene prima: la depressurizzazione o la morte del cosmonauta?

a) Se avviene prima la depressurizzazione, ad astronauta vivo, il corpo esplode.

b) Se avviene prima la morte dell'astronauta, il battito cardiaco cessa e il corpo si mummifica perché nessuna forza lo fa esplodere.

Credo che per avere un disegno che non sia scientificamente sballato, la soluzione a questo problema sia essenziale.
Giovanni Pracanica: "... però, sai com'è, in certi casi si preferisce soprassedere sui rigori della biologia (e su molto altro) per dar spazio all'efficacia comunicativa di talune licenze...".

A me sembra che qui occorra comunicare con efficacia qualcosa di scientifico, non di antiscientifico.
Scusatemi, c'è già la risposta al mio quesito precedente sull'esplosione per depressurizzazione. La morte sopraggiunge comunque prima e il corpo (a differenza di ciò che propone alcuna fantascienza approssimativa) non esplode. È ben spiegato in questa pagina di Vialattea.net.
Quindi: nessun teschio, e nessun corpo esploso.
...ma un corpo umano in una tuta spaziale nello spazio va in decomposizione?...

Considerando il fatto che la una parte del processo di decomposizione va dall'interno all'esterno (batteri dell'intestino, bocca, etc.) i batteri non penso siano un problema. Rimane il fatto di verificare se loro possano sopravvivere a cicli di congelamento e scongelamento. Immagino che dopo poco tempo i sistemi di controllo della temperatura della capsula o della tuta si fermino per mancanza di corrente. Tutto sarebbe in balia dell'esposizione alla luce o al buio. Con quegli sbalzi mi sa che anche le ossa si polverizzerebbero in breve tempo. Se volessimo essere realistici rimarrebbero dei denti galleggianti in un casco.......immagine poco evocativa......così giusto per dare una virata splatter alla discussione ;).
Interessante il libro, ma ancora di più il dibattito sulla copertina. Volevo giusto dare il mio piccolo contributo, come appassionato di grafica e di fotografia. E' naturale che per chi è del settore, sentire parlare di passione, hobby, pubblicità, lavoro gratuito, volontariato, perchè naturalmente per loro vuol dire concorrenza, sotto certi aspetti sleale. Perchè l'amatore non ci vive, non deve pagare tasse, bollette, software originale, ecc.... Però purtroppo la situazione è questa, forse per mancanza di leggi adeguate o semplicemente di controlli, o di entrambe le cose. Giustamente i soldi CI SONO, perchè se si manda in stampa un libro, i soldi ci devono essere, quindi mi sembra sterile puntare il discorso in questa direzione. Semplicemente è una questione di scelte, di dove indirizzare il budget. Purtroppo è d'uso proporre concorsi, per reperire tante idee a costo zero e pagare solo la migliore (decisa dal committente, intendo). Starbytes è un esempio pratico di questo concetto. lì si paga il grafico vincitore, e tutti gli altri hanno lavorato gratuitamente. Però è la concorrenza, o meglio la legge delle domanda e dell'offerta. Esattamente come accade nel mercato del lavoro, e altri settori. Una legge delle Jungla applicata alla società moderna. O ci si adegua, o si trova il modo di sopravvivere a questo sistema, altrimenti si muore (lavorativamente parlando, e forse non solo). Forse basterebbe una legge, per cui se un'opera viene utilizzata a fini commerciale, va pagata, con un tariffario o con una percentuale sui guadagni e l'autore, se citato, ci paga sopra le tasse, certi comportamenti sparirebbero.....
@ilfinegiustificailme Ho messo uno smiley ma c'è poco da scherzare: dal punto di vista delle arti visive sono proprio ipodotato... Nel mio caso particolare non è l'interfaccia PC+programma a creare difficoltà, quanto forse un'eccessiva affinità con l'informatica (nel senso di "forma mentis"). Infatti di mestiere faccio per metà l'amministratore di sistema (in prevalenza linux) e per metà lo sviluppatore... :-)
Pav, quello di cui proprio non c'è bisogno, è una SIAE - che il Prodigioso Spaghetto Volante ce ne scampi! - dei grafici.

Buona serata
Marcoz
>quesito precedente sull'esplosione per depressurizzazione

Succederebbe, immagino, quello che insegnano al corso per il brevetto da sub nel caso di risalite troppo rapide, solo centuplicato: estese lacerazioni all'interno dei polmoni (se la risalita avviene a bocca chiusa) ed embolie a palla (la diminuzione della pressione causa la formazione di bolle di gas, principalmente azoto, nel plasma sanguigno). La pressione del sangue indotta dal battito cardiaco non credo che abbia rilevanza.
una tuta spaziale da cui si intravveda uno scheletro.

Dì la verità, Paolo, pensavi a Silence in the Library! ;-)
Visto l'acceso dibattito sullo stato di conservazione dei corpi nello spazio, un'altra idea potrebbe essere questa:
[img]http://image.bayimg.com/5463012da95a77c2f31723a31c9839257758ed85.jpg [/img]
Io pensavo come spunto ad un'immagine del film "Space Cowboys" (lo so, l'astronauta e' americano); ma quando ero bambino e mio padre mi raccontava di astronauti morti sulla luna, e' cosi' che mi immaginavo la scena:

http://megalife.com.ua/uploads/posts/2011-02/1296687441_space-cowboys.2-02-43.840.jpg
Perdonatemi una provocazione costruttiva: non è forse pseudoscientifico tenere nell'articolo la frase che considera verosimile l'immagine dello scheletro?
L'idea della tuta in cui si intravede lo scheletro sembra uscire direttamente da una copertina di Karel Thole... quello stile lì non sarebbe male.

Io comunque ho mandato il mio bozzetto "fotografico" (Paolo l'hai ricevuto?)
Il mio contributo per la copertina
@Emma.m

Non credo il tuo ragionamento abbia senso. Se pensi che una Associazione non a scopo di lucro che ha problemi a chiudere il bilancio quest'anno debba pagare per una copertina hai forse le idee un po' confuse su come funziona l'associazionismo. Guarda:

Scenario 1:

Ti chiedo di fare la copertina del libro gratis. Vendo il libro, ci guadagno (cioè lucro) e a te non do un euro.

Scenario 2:

Ti chiedo di fare la copertina del libro gratis. Vendo il libro e con il ricavato ci copro (magari parzialmente) le spese (cioè non lucro) e a te non do un euro.


Nel primo caso è evidente che sei sfruttata.

Nel secondo caso, invece, è evidente che ti viene chiesto un favore. Se vuoi (perché credi nel CICAP) e puoi (hai tempo ad esempio) lo fai. Sennò amen. Se ti metti a dire "perché a quello l'hai pagato e a me no?" evidentemente non vuoi davvero farlo gratis ma lo fai gratis "solo se non viene pagato nessuno". Questo è precisamente il lavaggio del cervello che t'hanno fatto gli sfruttatori lucratori: cioè ti hanno detto "guarda, tutti vengono pagati poco o niente". Non solo nello scenario 1 questo tipo di ragionamento è sbagliato (a prescindere di se e quanto sono pagati i lavoratori c'è comunque qualcuno che lucra) ma è del tutto fuori luogo nello scenario 2!


Nota a latere: il CICAP ha chiesto aiuto proprio in questi mesi. Io ho risposto. Perché voglio (ritengo il CICAP meritevole) e posso (nei limiti delle mie disponibilità finanziare, di tempo e di competenze). Devo però aggiungere che sono sicuro che avrò molto in cambio. Non denaro, naturalmente, ma conoscenze sociali e culturali. Se non altro imparerò molto.




In quanto grafico autonomo mi permetto di esprimere la mia opinione sul dibattito circa la copertina, partendo da un paio di affermazioni di Attivissimo e concludendo con una osservazione personale.
Paolo, tu dici:
- "E' un rapporto di collaborazione chiaro e trasparente: un ente senza scopo di lucro ti chiede se ti va di donargli una copertina? Bene. Non ti va? Nessun problema, amici come prima."
- Non sono d'accordo. Sarebbe Chiaro&Trasparente se il CICAP chiedesse a Pinco Pallo, grafico, di realizzare la copertina gratis: "Pinco Pallo (tu, in persona), mi fai la copertina gratis?" "Volentieri, non avevo una cippa da fare e poi mi state simpatici", oppure "No, scusa, ho da fare un sacco di lavoro e non ho tempo, chiedi a tuo cuggino che è così bravo con fotosciopp".
Così è "Chiaro&Trasparente", secondo me.
Invece, il CICAP avvia un "contest" per poter poi decidere quale progetto più gli aggrada scegliendo tra i molti ricevuti. Cioè, non chiede DIRETTAMENTE a Pinco Pallo di lavorare gratis dimostrandogli, quantomeno, fiducia nelle sue capacità. No. Il CICAP vuole la possibilità di scegliere ma non vuole l'onere di pagare. Il grafico, per vedere pubblicato il suo lavoro, deve anche gareggiare con indefiniti altri concorrenti e, per tutto premio, un bel grazie SE riesce a emergere dalla massa (ma chi è che decide, poi, quale copertina merita la pubblicazione?). Spiacente, non trovo corretto questo approccio. IMHO.

Poi dici:
- "La stampa è una parte vitale della produzione; la copertina, [...] è sacrificabile; a malincuore, ma sacrificabile"
- Eccallà! Allora prova, Paolo, a vendere un libro con la copertina bianca, un disco con la copertina bianca, un detersivo con la scatola bianca, un'automobile con una pagina pubblicitaria bianca. In realtà questa tua frase dimostra quanto noi grafici (ma anche informatici) tristemente sappiamo già: il lavoro intellettuale non vale un cazzo (è francese, non bannarmi). Ogni maledetto giorno i miei clienti pagano per la fornitura di "pallets" di carta stampata, pesante quintali, che si devono spostare col muletto e occupano spazio in magazzino; ma MORIRE che diano valore al mio lavoro che ha permesso che quella carta stampata diventasse il loro messaggio. Senza il mio lavoro (quello dei grafici) la carta è carta, e basta. Solo la disposizione dell'inchiostro che decidiamo noi la trasforma in una EMOZIONE. Che a volte fa vendere il prodotto.
Però è sacrificabile, a malincuore. Proverete molta malinconia quando il libro sui cosmonauti russi, con la copertina bianca, venderà 80 copie in tutto e il tipografo presenterà la fattura della pesantissima carta movimentata coi muletti (ovviamente non accadrà, ma pensa "se").

Per concludere: non c'è da stupirsi (e non ci stupiamo affatto) che il lavoro intellettuale, non protetto da corporazioni (architetti, notai, avvocati, ...giornalisti) sia SOTTOVALUTATO. In fondo lo può fare chiunque (il Sig. Pracanica al commento 49 lo ha dimostrato benissimo). Basta un po' di gusto, un fotosciop qualsiasi e un PC anche del mercatone. Questa è la mentalità corrente, così diffusa che anche uno come Attivissimo non riesce a capire che è deformata.
Solo per esercizio mentale provate a pensare se questa stessa richiesta di copertina fosse stata fatta 10 (non 100) anni fa, in quanti avrebbero potuto rispondere e cimentarsi. Ma 10 anni fa i grafici già c'erano e lavoravano e, ancora, sembravano dei professionisti. Oppure provate a pensare di inoltrare in Comune il progetto di una ristrutturazione edilizia stilato dal vostro allenatore di tennis, o dal vostro vicino, cardiochirugo ma così bravo con autocad. Non pare un po' stonato? Ancora IMHO.

Ricordo benissimo che una volta 'ste cose, gli enti benefici di volontariato senza soldi, le chiedevano agli scolari delle medie o delle elementari, e ottenevano il giusto per quello che pagavano.
non è forse pseudoscientifico tenere nell'articolo la frase che considera verosimile l'immagine dello scheletro?

Mah, una copertina è anche un'opera d'arte.
Quando l'arte non falsifica nella sostanza l'episodio che vuole illustrare, si può considerarla una licenza artistica.


My 5 cents sulla questione del lavoro gratis. Un lavoro con un contenuto tecnico va pagato. Sempre. Tagli da altro, vai in giro in mutande, ma lo paghi ("tu" impersonale). Piuttosto non lo fai fare.
Volontariato ne faccio anch'io, ma mai in quello che riguarda il mio lavoro, o comunque un lavoro con un contenuto tecnico. Lì mi devi pagare.
10 euro? OK, ma mi paghi.
IMHO, ovviamente.
Facciamo un bell'esperimento:
1) copertina in bianco
2) copertina amatoriale
3) copertina professionale ( con sovraprezzo per retribuzione del professionista)
(Sono libero professionista anche se di tutt'altro.)
... un disco con la copertina bianca... un certo "White Album" di un gruppo di Liverpool degli anni '60?

Scusate ma non capisco tutte le polemiche. Mi sembra che nessuno abbia screditato il lavoro del grafico o abbia affermato che non vale nulla.

Altrimenti potremmo dire che Attivissimo, con il suo blog gratuito, scredita il lavoro del giornalista divulgatore... che è lavoro intellettuale come quello del grafico. Ma voi siete qui a goderne gratis e non ve ne lamentate affatto...
aggiungo.... se andate alla sagra del cavolfiore e scoprite che il cuoco presta la sua opera gratis, magari perché il ricavato della sagra va in una buona causa... ve ne andate indignati?
se non lo fate, significa che il lavoro del cuoco vale meno del vostro?
Ecco un'altro bozzetto "pseudoscientifico":
[img]http://image.bayimg.com/6a3dd1348e8536778b6c82e66804ca1131a41a37.jpg [/img]
Concordo pienamente con il commento #86, direi che mi ha tolto le parole di bocca, anche se in verità avrei risposto con argomentazioni sicuramente inferiori.

Arrivato a leggere il post con un numero elevato di commenti e con la discussione già avanzata, non posso che confermare,semplicemente,come il lavoro tecnico/intellettuale debba essere sempre retribuito, facendo a pugni con la realtà che spesso ti impedisce di farlo.

Analizziamo la situazione: il CICAP non ha i soldi per un professionista che gli confezioni la copertina; ma potrebbe anche risparmiare i soldi invitando molti volontari a far parte di tutto il processo che sta alla base della creazione del libro.
Qualcuno dattilografa, qualcun altro corregge, un altro ancora porta nel suo ufficio i files e li stampa (a straforo),ecc............ (credo che sia chiaro il concetto).
Si risparmiano ulteriori soldi che andrebbero a coprire le spese del CICAP.

Invece si preferisce sacrificare la copertina, e come dice Maurizio <> si rischia di avere un risultato finale inferiore che magari non copre le spese.

Ne vale la pena? Paolo dice <> Non credo che sia una scelta che aiuti le vendite, visto che il libro dovrebbe essere a pagamento.

Tutto, ovviamente,IMHO......
> non posso che confermare,semplicemente,come il lavoro tecnico/intellettuale debba essere sempre retribuito

Ma da dove cavolo l'avete tirato fuori questo assioma?

Allora io non posso fare e mantenere un sito Internet ad una associazione a scopo di lucro come forma di volontariato? E perché no?

Il volontariato non funziona così, ragazzi, non ci siamo proprio.

Se non volete fare volontariato tout court o col CICAP va bene, non è un problema, ma non vi inventate cose tipo "non posso che confermare,semplicemente,come il lavoro tecnico/intellettuale debba essere sempre retribuito".

Ma da dove cavolo l'avete tirato fuori questo assioma?

E tu da dove hai tirato fuori che è un assioma?
E' la nostra opinione, sic et simpliciter.
Quasi tutti quelli che hanno scritto così hanno anche aggiunto IMHO, che si sa che vuol dire.
> E' la nostra opinione, sic et simpliciter.

Come direbbe Straker "basta alzare gli occhi al cielo".

Ma vai vai cammina :D
il lavoro tecnico/intellettuale va sempre retribuito.
quello manuale invece no?
cioè è accettabile fare volontariato spostando le casse piene di libri del CICAP, ma è eticamente sbagliato farlo disegnando una copertina?
e chi decide quale lavoro è degno di essere definito tecnico/intellettuale?
suonare uno strumento? cucinare? preparare una vetrina? sono lavori manuali "inferiori" prestabili gratuitamente? o lavori tecnico/intellettuali da retribuire sempre e comunque?
@contekofflo

Stanno delirando :D
No, Contekofflo, non credo si ponga la distinzione tra lavori teoricamente degni oppure no, ma di un semplice "cane non mangia cane". Secondo il noto adagio, io, grafico di professione, non dovrei fare beneficienza col mio lavoro (che danneggerebbe - si dice - la categoria), ma prestare opera nell'àmbito di un altro settore.
Però, adesso, non venga il Cicap a dire che dovrebbe dare una rinfrescata alle pareti della sede, che non c'ho più il fisico.

Buona serata
Marcoz
> Secondo il noto adagio, io, grafico di professione, non dovrei fare beneficienza col mio lavoro (che danneggerebbe - si dice - la categoria), ma prestare opera nell'àmbito di un altro settore. Però, adesso, non venga il Cicap a dire che dovrebbe dare una rinfrescata alle pareti della sede, che non c'ho più il fisico.

Si fa anche questo. E per questo ci sono volontari aitanti come me :D

Poi mi fa sorridere 'sta cosa. Devi portare gli scatoloni coi libri da vendere e non puoi chiedere ai volontari di portarli, devi chiamare i facchini.

Ripeto, state delirando. E di brutto.
@ilfinegiustifica...

mentre a curare i bambini in Africa per Medici senza Frontiere potrebbero andare idraulici e pizzaioli! :-)

a questo punto mi offro volontario per suonare come batterista al prossimo Live Aid :-D
@contekofflo,
come spiegato da Maurizio nel commento #86, il problema non e' il volontariato: e' il bando. Per te sarebbe accettabile una richiesta del tipo "Ci sarebbero da spostare delle casse di libri. Chi e' disponibile si presenti in sede domenica mattina. Ne scegliamo tre abbastanza forzuti e gli altri possono tornare a casa"?
Allo stesso modo un conto e' una richiesta "C'e' qualcuno (professionista/amatore/dilettante che sia) che si presterebbe gratuitamente a realizzare una copertina per un libro del CICAP? Se si' ci sentiamo via mail per i dettagli.", un'altra e' la pubblicazione di un bando di concorso con tanto di specifiche.

PS: difendo l'importanza della grafica e penso che il CICAP dovrebbe alzare il costo del libro di 0.20 euro per realizzare la copertina. In tal caso inoltre attirerebbe piu' acquirenti. Egoisticamente pero' penso anche che mi sono gia' convinto di comprare il libro, per cui pubblicatelo pure senza copertina, anche ciclostilato-in-proprio va bene e la spirale di plastica ce la metto io, MA PUBBLICATELO IN FRETTAAAAAAA!!! :-)
> o "Ci sarebbero da spostare delle casse di libri. Chi e' disponibile si presenti in sede domenica mattina. Ne scegliamo tre abbastanza forzuti e gli altri possono tornare a casa"? Allo stesso modo un conto e' una richiesta "C'e' qualcuno (professionista/amatore/dilettante che sia) che si presterebbe gratuitamente a realizzare una copertina per un libro del CICAP? Se si' ci sentiamo via mail per i dettagli.", un'altra e' la pubblicazione di un bando di concorso con tanto di specifiche.

Ma che cavolo significa ora questa cosa?!?!

Cioè nel volontariato i bandi non si possono fare?

Oh ma che è 'sta storia?

Poi mi fa sorridere 'sta cosa. Devi portare gli scatoloni coi libri da vendere e non puoi chiedere ai volontari di portarli, devi chiamare i facchini.

Ripeto, state delirando.


Adriano, guarda che è stato detto proprio il contrario.

Quello che è stato detto è nei commenti qui sopra e non ha senso alcuno.
@claudio

e dovr starebbe il problema? se mi viene detto in anticipo che il mio impegno potrebbe non servire a nulla, decido liberamente se per me vale la pena o no.

@martinobri

per spostare le casse posso chiamare i facchini, ma allora li devo pagare per forza, anche se loro sarebbero disposti a farlo gratis.
oppure chiamo dei neurochirurghi, e loro sì che possono farlo per beneficenza...
A me sembra che si possa chiudere così: il commento 49 reca in allegato una copertina. E' gratis, non fa proprio schifo, anzi, ed ha il logo CICAP.

Che usino quella (se Giovanni Pracanica non si oppone) e non ne parliamo più (almeno io...).
per spostare le casse posso chiamare i facchini, ma allora li devo pagare per forza, anche se loro sarebbero disposti a farlo gratis.
oppure chiamo dei neurochirurghi, e loro sì che possono farlo per beneficenza...


Spostare le casse lo può fare chiunque. Una copertina degna di questo nome no.
Non mi disturba il fatto che qualcuno decida di regalare il suo lavoro, anche se richiede conoscenze, abilità ed esperienza. Anzi, tanto di cappello: è uno più generoso di me. Mi lascia perplesso invece il chiederlo.
A meno che non ci siano alternative, come i dottori in Africa: o vanno, o i soldi non ci saranno mai.
Ma mi sembra un caso non del tutto assimilabile.
Ma non facciamone una guerra di religione: opinioni diverse, e stop. Mi spiace solo per quei professionisti del ramo (io no, disegno come un cane zoppo) che hanno un'occasione di lavoro in meno.
@Adriano G.V. Esposito
"Ma che cavolo significa ora questa cosa?!?!
Cioè nel volontariato i bandi non si possono fare? "

Dipende da bando e bando e da lavoro e lavoro. Diciamo che sarebbe meglio non farli, soprattutto se richiedono la presentazione di elaborati a monte della scelta. Stai chiedendo un opera pro bono: se chiedi a qualcuno di dedicare qualche ora del suo tempo per una buona causa, non e' bello dire "probabilmente non useremo il frutto del tuo lavoro".

Forse funziona meglio con un altro esempio:
"C'e' qualcuno disposto a preparare una torta per il lancio del libro? La torta deve essere di pan di spagna col ripieno di marmellata di lamponi e la copertura di panna montata. Se ci sono pure le fragole sopra e' meglio. Portatele in sede che scegliamo quella che sembra venuta meglio. Le altre le buttiamo."

Nella maggior parte dei casi le opere richieste non presentano grandi difficolta' tecniche. Non hai bisogno di un concorso per avere una torta decente, e nemmeno per una copertina decente (nel senso che un grafico non ha problemi a tirarne fuori una).
"Mi lascia perplesso invece il chiederlo. "

Sono d'accordo, per una volta, con Martinobri (ma che non ci facesse l'abitudine... :) ).

Vorrei aggiungere che non è vero che offrendo una prestazione d'opera gratuita, qualsiasi essa sia, per un lavoro che andrebbe retribuito, non cambia nulla agli altri. Il problema è:

1) in Italia questo costume di chiedere di svolgere una prestazione gratuitamente è diventata talmente comune, da divenire la norma. Ad artisti, autori, musicisti, grafici, etc. vengono CONTINUAMENTE richiesto di prestare gratuitamente la loro opera per una presunta "costruzione di cv". Conosco gente - mia moglie per esempio, che non è esattamente una ragazzina - cui è stato chiesto più volte di lavorare gratis come giornalista e come musicista (fa entrambe le cose). La cosa singolare è che solo quando il committente era italiano. Quando è di un altro paese (UK, Australia, whatever) nessuno si sogna di chiedere una cosa del genere.

2) Ogni lavoro svolto gratuitamente è un lavoro retribuito in meno. Chi non ha problemi di sopravvivenza (perchè pagato dai genitori, o perchè ha molto tempo libero e buon reddito) fa quindi concorrenza sleale a tutti gli altri soggetti e si amplia il divario tra chi se lo può permettere e chi no. Se il CICAP ha voglia di creare un libro, deve investire. Chiedere una collaborazione gratuita per un libro che poi viene posto in vendita, mi sembra scorretto.

un saluto

p.s. al signore che grida ai comunisti, casomai non scherzasse (come spero), consiglio di farsi un giro in uno di quei tanti paesi conservatori come UK dove le prestazioni gratuite sono disciplinate duramente proprio per i motivi di cui sopra.

@ martinobri

tutti possono spostare le casse esattamente come tutti possono creare una copertina.
la professionalità di un facchino è "diversa" ma non inferiore a quella di un grafico, di un insegnante o di un ingegnere.
se faccio spostare le casse a un volontario accetto il rischio che possa farla cadere; se faccio fare la copertina a un volontario accetto il rischio che venga fuori una copertina mediocre.
è una questione di scelte e di priorità: e se quei 300€, risparmiati dalla copertina, il CICAP li usasse per pagare un insegnante di scienze naturali per tenere una conferenza divulgativa? ne sarebbe valsa la pena o no?
tutti possono spostare le casse esattamente come tutti possono creare una copertina.
la professionalità di un facchino è "diversa" ma non inferiore a quella di un grafico, di un insegnante o di un ingegnere.


Senza voler svalutare il lavoro manuale (uno dei drammi della nostra epoca è la poca considerazione del secondo da parte delle madri quando si tratta della scelta della scuola superiore), quanti anni bisogna studiare per spostare delle casse? Quanti anni bisogna studiare per fare l'ingegnere?
Dirai: conta l'esperienza. D'accordo. Per spostare le casse bene l'esperienza necessaria si conta in giorni, per altri lavori in anni.


se quei 300€, risparmiati dalla copertina, il CICAP li usasse per pagare un insegnante di scienze naturali per tenere una conferenza divulgativa? ne sarebbe valsa la pena o no?

Per me no. Posto che una copertina ben fatta costa ben più di 300 euro, che per inciso è il mio prezzo standard per una serata standard*, trovo sbagliato mettere in contrapposizione cose che non lo sono.


*non fatevi idee strane. Parlo dell'attività di conferenziere, eh.
Caro pgc, in realtà noi due siamo in accordo molto spesso. E' che parlando di religione in uno dei due (indovina chi) la logica e la razionalità decadono in passionalità :-)
Io ho studiato anni con l'idea di diventare un grande esperto antibufale.
Avrei aperto un blog antibufala a pagamento e ci avrei guadagnato abbastanza da viverci.
Ma poi scopro con orrore che Attivissimo fa lo stesso lavoro GRATIS!!!! E se lo può permettere grazie ai 6000€ signoraggiati che gli passano i rettiliani!!!!!1!!!! ;-)
Così ora per colpa di Attivissimo sono un esperto antibufala disoccupato.
è una questione di scelte e di priorità: e se quei 300€, risparmiati dalla copertina, il CICAP li usasse per pagare un insegnante di scienze naturali per tenere una conferenza divulgativa? ne sarebbe valsa la pena o no?

Finora ho letto questo strano dibattito propendendo più per le ragioni di chi non pensa ci sia nulla di scandaloso nella richiesta di Paolo Attivissimo, ma questo esempio mi ha fatto pensare: perché un insegnante deve essere pagato per una conferenza e il grafico per la copertina no? Anche l'insegnante potrebbe prestarsi gratuitamente... e in questo caso si farebbe un concorso chiedendo di inviare un tema su un argomento scientifico scegliendo il migliore da presentare in una conferenza, o ci si rivolgerebbe direttamente a qualcuno che si sa essere esperto in un certo campo?

Insomma, penso di essere passato dall'altra parte del campo ;-)

In ogni caso: vogliamo il libro!!
"in Italia questo costume di chiedere di svolgere una prestazione gratuitamente è diventata talmente comune, da divenire la norma."

Io posso portare solo la mia esperienza (che vale per quel che è). Andando a memoria, dico che in vent'anni di attività mi sarà stato chiesto di offrire la mia prestazione (grafica/illustrazione) aggratis - o con un compenso simbolico - circa cinque volte, e sempre da parte di chi aveva in corso progetti con obiettivi non prettamente commerciali (mostre didattiche, comunicazione per organizzazioni no-profit e simili).
Si vede che, fino ad adesso, sono stato fortunato.

Saluti
Marcoz
Il problema non è il volontariato.
Credevo di essere stato chiaro. Ho riletto anche il mio commento 84 per vedere se era ambiguo. Non mi pare.
Il problema è l'emissione di un bando. È scorretto "a prescindere".

L'esempio della torta che fa Claudio al commento 108 chiarisce molto bene la situazione che, mutatis mutandis, è la seguente: chi vuole faccia una torta, io le assaggio tutte e poi METTO IN VENDITA(*) solo quella che mi piace. Le altre le butto e al pasticcere più abile dico un bel "grazie".
(*) non è che ci guadagno dalla vendita beninteso, uso i soldi ricavati per pagare l'affitto dei locali, l'impresa di pulizie, le bollette del telefono e il riscaldamento. Non obbligo nessuno a fare le torte che poi butterò, farle è una libera scelta, sappiate che ne tengo una sola. E non fate i sofistici se il vostro lavoro, impegno, tempo e ingredienti li butto perchè li reputo non all'altezza: è tutto per una buona causa.

- Quanti pasticceri si iscriverebbero a questo concorso?

Ben diverso sarebbe se io dicessi:
- "chi vuole faccia una torta che poi le metto in vendita tutte e il ricavato lo usiamo per pagare l'affitto le bollette eccetera. Più torte ci sono e meglio andrà la vendita".
Oppure dicessi:
-"Pinco, sei un bravo pasticcere, mi faresti una o più torte per una causa benefica? Ne metterò in vendita una sola ma sarebbe una torta speciale perchè l'hai fatta tu".
O ancora:
-"Lungo, Corto, Pacioccone, siete tre bravi cowboy. Mi fareste una torta insieme o anche tre torte? Poi decidiamo insieme quale torta è la più adatta a finire in vetrina per incrementare le vendite e far conoscere a più gente le benemerite e gratuite attività del Comitato Italiano per il Controllo sulle Attività Pasticcere".

Ecco, secondo me queste sono le premesse con le quali un volontario si può avvicinare al progetto ANCHE SE fa il pasticcere di professione. Altrimenti è un masochista.
Dato che non so preparare torte... e di offrirmi per spostar casse non ci penso proprio... continuo a dare il mio contributo sulla copertina del libro:
[img]http://image.bayimg.com/341d0a8ee48b60691cafef0d52be356f80cbe094.jpg [/img]
Pensando ai cosmonauti abbandonati nello spazio, mi torna alla mente l'inizio del film "Le orme" di Luigi Bazzoni (1972):
http://www.youtube.com/watch?v=bOS8uadu02E
In effetti ne è uscita una discussione stimolante: dove finisce il volontariato, e dove comincia la "prestazione intellettuale non retribuita"?
Quanto a volontariato, essendo medaglia d'oro (e passa) per la donazione di sangue, qualcosa ne so e lo faccio con piacere. Però ci sono anche molte occasioni, come la presente, che si prestano a discussioni che trovo un po'limitativo liquidare con un "Se ti va è così, se no pazienza".
Ho già postato un commento (il #65) sempre relativo ad un concorso del Cicap (questa volta, dichiaratamente con una "ricompensa" in palio: riviste, abbonamenti gratuiti o simili). Ebbene, non è per polemica gratuita, ma veramente non riesco a trovare nulla in rete circa l'esito di quell'interessante proposta ("Trova un nome per il Convegno"). C'erano 500 e più proposte molto carine (tra cui infilo molto immodestamente la mia), e visto che il discorso è calzante con il presente post vorrei sapere da qualcuno come sia stata utilizzata questa creatività. Saluti e grazie.
Plottygat, cambiare idea va benissimo. Ma cambiarla per un esempio sbagliato va meno bene.

Chi offre la prestazione in beneficienza non lo fa per permettere di pagare qualcun altro, (anche se in pratica così può accadere in concreto), lo fa e basta, perché gli tocca quella volta lì. Naturalmente, senza obblighi di sorta. È tutto qui.

Poi, a proposito di quanto osservato in precedenza sulle tipografie, che non stamperebbero il libro gratis, conosco casi particolari in cui aziende litografiche hanno prodotto stampati gratis o con il solo riconoscimento delle spese vive (ricordo che gli stampatori hanno margini di quadagno molto bassi), per favorire oganizzazioni no-profit.
Quindi, può capitare a tutti di lavorare gratis, a turno, a determinate situazioni.

Chi ha orrore della cosa, semplicemente, non lo faccia. Non sarò certo io a biasimarlo per questo.

Saluti
Marcoz
Aggiungo (se Paolo me la permette) un'altra considerazione, anche rileggendo molti interessanti commenti qui sopra.

Il punto fondamentale da tenere presente, secondo me, è il principio del "caval donato".
Se qualcuno mi chiede una mano, dichiaratamente pro bono, per realizzare una qualunque opera o servizio, resta implicito che posso accettare o meno. Ma è anche "nei patti" che la mia opera o servizio VERRA' UTILIZZATA.

Esempio 1: il Cicap ha bisogno di qualcuno che tenga una conferenza su un determinato argomento. Ciò sarà a titolo gratuito. Paolo Attivissimo ci sta, si prepara con la sua consueta professionalità, fa la conferenza, il pubblico gradisce (oppure no, pazienza: la prossima volta, chiedano ad un relatore migliore, no?). Ringraziamenti, e arrivederci.

Esempio 2 - Le cose sarebbero un po' diverse se il Cicap dicesse: "Dobbiamo fare una conferenza su questo argomento. I relatori ovviamente dovranno essere il più possibile bravi e preparati. Facciano una registrazione della loro conferenza, che venga il meglio possibile. Ce la mandino, e noi sceglieremo la migliore e la trasmetteremo. Sia chiaro, con i nostri ringraziamenti, ma non retribuita: è nei patti".

La situazione è piuttosto diversa, non vi sembra?
Beh, il caso presente della copertina è secondo me del tutto in linea con l'esempio 2.
Un ente (in questo caso il Cicap) ha sovrabbondanza di scelta, materiale di sicuro interesse, e nessun rischio e nessun costo, comunque vada a finire.

La differenza sta proprio nel "come vanno a finire" il tempo e/o la creatività e/o la manodopera che io investo in un'opera pro bono.

Il buon senso, secondo me, suggerirebbe almeno che tutte le opere mandate avessero un "ritorno" di qualche tipo. Un premio di consolazione, un qualcosa che almeno ci garantisca che il nostro impegno non sia andato a vuoto. Qualcuno ha suggerito un accesso gratuito alle pagine del Cicap: buona idea. Oppure una mostra con le opere realizzate.

Ecco perchè sarei anche curioso, come da miei commenti precedenti, di sapere l'esito del concorso dell'ottobre 2011 "Trova un nome per il concorso del Cicap".

Porta pazienza, Paolo, ma capisco benissimo quelli che hanno "storto il naso" nei commenti precedenti: in Italia, ormai, con la scusa dei soldi che mancano si fa fare volontariato in tutti i campi e a tutte le professionalità, dai grafici agli avvocati, dai giornalisti agli architetti. Un caro saluto.
Rispondo in ritardo al commento di Paolo (#34), che replicava al mio suggerimento (al #14) di usare un'immagine NASA (gratuita)perche' "usare un'immagine NASA per una copertina sui cosmonauti russi parrebbe poco plausibile".
In realta' non e' necessario che compaiano astronauti nell'immagine (allora si' che gli astronauti della NASA sarebero poco plausibili), basterebbe un'inquadratura della Terra dallo spazio che occupasse parte della copertina, e lo spazio vuoto (o magari qualche satellite che ci gira intorno), e allora che si NASA o altro on importerebbe...Sarebbe meglio di una "copertina bianca" e sarebbe gratuita; certo bisognerebbe accontentarsi e bisogna vedere se il CICAP e' contento.

In non ce l'ho con chi decide di lavorare gratis (io poi non sono grafica e disegno peggio del mio gatto, figuriamoci) , se a uno va bene cosi' faccia pure, tanto piu' che il CICAP e' comunque un'associazione che merita, non e' che uno vada a lavorare gratis per la Coca-Cola...Pero' mi fa specie che sempre piu' lavori vengano sostituiti dal volontariato.

Pochi mesi fa una persona che conosco ha ricevuto una richiesta da parte di una (grossa) casa editrice per poter usare in un libro una sua fotografia che era su Flickr... Gratis ovviamente, con il solo riconoscimento dei "credits" in fondo al libro. Non e' il primo caso che sento e penso che stia diventando la norma in certi settori dell'editoria. Una volta le fotografie si pagavano, ci sono fior fiore di banche dati di immagini su internet, ma gli editori per prima cosa cercano fotografie gratis su Flickr... Poi c'e' da dire che la media delle persone ( la mia conoscente inclusa) si sentono ONORATE dal fatto che la loro fotografia sia pubblicata su un libro con il loro nome, e non passa loro nemmeno per la testa il pensiero di essere state in realta' sfruttate per avere materiale gratis (e ripeto, qui si tratta di primare case editrici che proprio non hanno assolutamente nessun aspetto di associazione, volontariato o beneficenza...)
Lo ripeto, chi vuole lavori pure gratis (pero'in questo caso con la possibilita' molto alta di lavorare per niente, perche' alla fine il concorso lo vincera' solo uno...), pero' consiglio davvero di leggersi l'articolo che citavo nel mio precedente Post (al #14)io l'ho trovato davvero molto interessante

Bravo Andrea! Esempio molto più calzante della torta. Perfetto per sostenere ogni accusa di "grettezza" da parte dei grafici. Per conto mio chiarisce la posizione al di là di ogni altra obiezione.
Straquoto il commento di Maurizio, che non era ancora pubblicato, quando ho scritto il mio ultimo post. Esauriente e chiarissimo.
Andrea, Maurizio, capirei la vostra posizione se il Cicap avesse contattato singolarmente 10 grafici, li avesse convinti a lavorare gratis et amore, e poi questi DOPO avessero scoperto che, con tutta probabilità, il loro lavoro non sarebbe servito a nulla.

Ma in questo caso tutto è chiaro e palese fin dal principio. Ritenete che lavorare gratis e forse inutilmente sia troppo? Benissimo, siete liberi di non farlo.
Credete che il Cicap si ritroverà una copertina scadente, realizzata da un dilettante? E' possibile, e magari questo spingerà il Cicap, la.prossima volta, ad affidarsi ad un professionista pagandolo per il suo lavoro.

Ma gridare allo scandalo mi sembre eccessivo e ridicolo.
Ma gridare allo scandalo mi sembre eccessivo e ridicolo.

Ullallà, che paroloni.
Nessuno ha gridato allo scandalo. E' un semplice e civile scambio di opinioni.
@martinobri

qualche commento lassù (non tuo, si intende) mi sembrava avesse un tono abbastanza vicino allo scandalizzato ;-)
@Conte
"poi questi DOPO avessero scoperto che il loro lavoro non sarebbe servito a nulla"
In questo caso si chiama truffa e non c'entra nulla con quello di cui si discute.


"Ritenete che lavorare gratis e forse inutilmente sia troppo?"
Evidentemente scrivo in arabo senza accorgermene. Non è il VOLONTARIATO il problema è il CONTEST!! Lo hai letto l'esempio 2di Andrea? Ti sembra sensato?

"Credete che il Cicap si ritroverà una copertina scadente, realizzata da un dilettante? E' possibile, e magari questo spingerà il Cicap, la.prossima volta, ad affidarsi ad un professionista pagandolo per il suo lavoro."
Macchissenefrega! Ci sono tanti professionisti presunti (basta un PC e una p.IVA per fare il grafico) che non è per niente una garanzia di qualità affidarsi ad un PRO (o wannabe). Il contendere ruota intorno al tipo di approccio da tenere quando si chiedono opere o disponibilità a titolo gratuito. Ribadisco la validità dell'esempio 2 di Andrea.


"Ma gridare allo scandalo mi sembre eccessivo e ridicolo."
Non ho gridato proprio per niente. La voce, ormai, l'ho persa tanto tempo fa cercando ridicolmente di inculcare questo concetto in tante teste solide. Come c'era da aspettarsi non ci sono riuscito.

Macchetelodicoaffare.
@maurizio

Grazie per "testa solida". La pensa così anche la mia fidanzata!

Ho capito benissimo che il tuo problema è il CONTEST!!! (!!1!!!)

Ma a me, l'idea del contest non dà nessun fastidio. Né per la copertina, né per la torta, né per la conferenza.

Chi vuole partecipare, lo fa. Chi non vuole, non lo fa.
@contekofflo:

Come ha ben spiegato Maurizio nei suoi commenti #86 e #116, e come credo di aver sintetizzato nel mio commento #121, non si tratta di fare le primedonne o gli schizzinosi. Secondo me in questo caso, come già nell'esempio del concorso dell'ottobre 2011 "Trova un nome al Convegno Cicap", è il metodo che è sbagliato. Non si tratta di "accettare o meno il volontariato". Il problema è "sapere che fine fanno il tempo e/o la creatività che poi non vengono utilizzate, e perchè".

Raramente ho visto commenti così pacati ed argomentati come in questo post: non ho visto nessuno che grida "allo scandalo".

Se poi la condizione è quella che ripeti tu, cioè "O e così o non lo fai".... ebbene, allora mi sento di fare il tifo per chi non lo fa.
"Chi vuole partecipare, lo fa. Chi non vuole, non lo fa."

Bravo. Sei riuscito a condensare tutta la discussione in !!11!! parole. Addio.
Addio?
Non era una discussione amichevole e pacata?
@contekofflo: "Ma a me, l'idea del contest non dà nessun fastidio. Né per la copertina, né per la torta, né per la conferenza".

Sì, neanche a me dà fastidio l'IDEA. Dà fastidio il partecipare concretamente, senza aver risposte nè spiegazioni su che fine farannio i tuoi sforzi.
Quindi tu parteciperai?
@contekofflo: "Ma a me, l'idea del contest non dà nessun fastidio. Né per la copertina, né per la torta, né per la conferenza".

Sì, neanche a me dà fastidio l'IDEA del contest. Dà fastidio il partecipare concretamente ad un concorso, senza aver risposte nè spiegazioni su che fine faranno i tuoi sforzi.
Quindi tu parteciperai?
Sto seguendo da un po' la discussione in merito alle modalità del "contest" e così via.
Devo dire che trovo in parte giuste le tesi di entrambi gli "schieramenti"; mi spiego meglio.
Sono d'accordo che il lavoro per la grafica di un libro andrebbe pagata e che spesso il lavoro di tipo artistico-intellettuale viene sottostimato, però d'altro canto bisogna anche provare a contestualizzare il tutto. Io prima che partissero tutti i commenti la prima cosa che ho pensato è stata questa: se il cicap vuole una copertina tramite questo pseudo-contest sarà sicuramente conscia che i partecipanti saranno principalmente degli appassionati di grafica ma difficilmente dei professionisti, quindi probabilmente vuol dire che si "accontenteranno" di un livello medio o medio basso di qualità.
Così io ho partecipato creando una copertina senza stare troppo a sbattermi e in 30 minuti ho inviato un'immagine a Paolo. Perchè mi piace il libro, mi piace l'idea, mi piace divertirmi con la grafica e accetto implicitamente le condizioni preposte.
Che poi il grafico di professione si scandalizzi un po' lo trovo anche giusto, ma non credo che questo contest sia rivolto principalmente a lui, anzi.
Concordo con Alister!

[img]http://image.bayimg.com/341d0a8ee48b60691cafef0d52be356f80cbe094.jpg [/img]

[img]http://image.bayimg.com/6a3dd1348e8536778b6c82e66804ca1131a41a37.jpg [/img]

Mi spiace che Paolo sia un po' latitante.... Ok, capisco che ci siano dei post in cui è più "coinvolto" (come l'ultimo pubblicato). Però qui sono nate un po' di domande (come la mia nei commenti precedenti, girata anche via mail a Polidoro del Cicap, senza per ora aver avuto riscontro), e sarebbe interessante una cortese risposta. Fermo restando che: il blog è gratuito, il tempo è quello che è , nessuno paga niente, ecc., tutte cose giustissime che apprezzo. Altrimenti non seguirei da oltre 6 anni questo splendido blog, condividendone ovunque gli articoli. Saluti!
@ andrea m

io no, non parteciperò. e per un motivo molto semplice: non sono un grafico ;-)

ma ti dirò di più: il giorno che verrà lanciato il contest sulla conferenza scientifica (che potrebbe essere il mio campo) valuterò serenamente se vale la pena partecipare, e magari deciderò che no, non ne vale la pena.
ma non punterò i piedi dicendo che il Cicap degrada e mortifica la nobilissima et gloriosissima professione dello scienziato.
@contekofflo:

Non mi pare di aver sostenuto che il Cicap degrada e mortifica alcunchè. Poi, se si vuole capirla a tutti i costi così, pazienza....
Parteciperai, nel caso alla conferenza? Beh, tanto meglio. Ma se te lo richiedessero... con quale modalità: secondo il mio esempio 1 (accetti, e la fai con il tuo pubblico), oppure secondo il mio esempio 2 (la registri, con tutti i santi crismi, e loro ne sceglieranno una)?
Buona giornata.
Andrea, tu forse no (dopo due giorni faccio un po' di fatica a ricordare chi ha scritto cosa) ma di sicuro qualcuno si è mostrato offeso dalla proposta di Paolo.

Ora, io non ho mai detto che si debbano accettare a tutti i costi le condizioni del Cicap.Ho soltanto contestato due posizioni, espresse da diversi commentatori:
- che il lavoro tecnico-intellettuale non vada mai prestato gratuitamente
- che le modalità del contest siano tali da mortificare/umiliare o simili la professionalità del grafico

Ovviamente è tuo sacrosanto diritto dire: mi dispiace, a queste condizioni non ci sto. Ci mancherebbe altro!

Nel caso della ipotetica conferenza, come ho già scritto prima, valuterei se partecipare in base alle condizioni. Se fossero inadeguate, direi "no grazie" in tutta serenità.
@contekoflo:
Quindi, stringi stringi.... in quale caso le riterresti inadeguate? Esempio 1 o esempio 2?
@ marco

ad esempio, a seconda dell'argomento della conferenza potrei ritenere inadeguato 1 o ritenere più che sufficiente 2.

ma non è questo il punto: il punto è che direi "serenamente" no.

mentre molti (ripeto: non so se anche tu tra questi) invece di dire un semplice "no, grazie" hanno ritenuto offensiva la sola idea di proporre un simile concorso. questo ho contestato,non certo la legittima scelta di non partecipare.
molti (ripeto: non so se anche tu tra questi) invece di dire un semplice "no, grazie" hanno ritenuto offensiva la sola idea di proporre un simile concorso

Vero, però non ci darei troppa importanza.
Se uno fa fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, e vede cose come queste che SECONDO LUI gli tolgono un po' di lavoro, è anche comprensibile qualche commento un po' stizzito.
@martinobri

Mah, io ho avuto l'impressione di vedere qualcuno presentarsi qui col ditino alzato, che è un approccio un po' diverso dalla stizza; come quella che può venire a me quando propongo un prezzo già competitivo per un lavoro e poi scopro che non te l'hanno dato perché qualcuno ha chiesto meno (spero, a parità di qualità). Per un attimo mi viene il cribbio, però passa in fretta, perché fa parte della vita. Ma soprattutto non mi viene la tentazione di prendermela col committente, prospettandogli le piaghe d'Egitto, o di invocare leggi che stabiliscano tariffari, prezzi minimi e robe del genere.

Saluti
Marcoz
Vorrei dire un paio di cose, purtroppo in Italia generale c'è la corsa al ribasso e quindi essere pagati per quello che si vale (e ve lo dice un sistemista programmatore) è il più delle volte un'utopia. Ma collaborare gratuitamente ad un progetto è possibile anche se si è professionisti (debian anyone?) e se il progetto è grosso fa curriculum. Non guadagni in denaro, ma guadagni in visibilità e in "fama". Quindi in questo caso, se qualcuno vede la copertina e gli piace può contattare l'autore e proporgli qualche lavoro (pagato). E' così che funziona...
L'unica cosa che effettivamente può dare fastidio è che uno potrebbe lavorare per niente. Il problema non è il volontariato in sé, se il CICAP avesse chiesto una raccolta di immagini per un'esposizione la questione non si sarebbe posta, effettivamente se è accettabile lavorare per uno scopo (gratis o a pagamento) lavorare per niente è accettabile solo se ti pagano. Se lavori sapendo che il tuo lavoro potrebbe non servire a niente e per di più quel tempo non ti verrà pagato non è che faccia molto piacere :)
Leggendo questo post ero partito "favorevole" al lavorare gratis per la buona causa del Cicap e della sua copertina. Poi, ragionando anche sulla base di altri commenti, ne sono uscito sempre più sfiduciato verso questo modo di richiedere "collaborazioni pregiate". Il fatto che non abbia più ricevuto risposta nemmeno dal dott. Polidoro via mail, circa il concorso "Proponi un nome per il convegno" fatto nel 2011 e più volte citato sopra nei miei commenti, rafforza la mia posizione di sfiducia verso queste collaborazioni.
Ciao Paolo, posso chiedere un'informazione sulla tuta spaziale a te che sei esperto? Sto provando a fare una bozza di copertina e sto usando come riferimento per la tuta questa immagine (tra le tante) http://en.wikipedia.org/wiki/File:Berkut_spacesuit.JPG
Il tubo che si vede ad altezza ombelico (che ho googlato e scoperto che si chiama proprio umbilical) normalmente a cosa è collegato? Alla tuta stessa? Alla navetta spaziale? Quindi il punto per me è: se l'astronauta vaga nello spazio il tubo sta fissato alla tuta da qualche parte o penzola? Ho provato a cercare info in internet ma la cosa non mi è molto chiara.
Grazie in anticipo a te o a chi altri vorrà rispondere.
@ la Ucci

Il tubo a cui ti riferisci suppongo che sia il cosiddetto "LSU" (Life Support Umbilical), le cui specifiche sono riportate su questo link.
Uno schema dettagliato è riportato qui.
In pratica il tubo va collegato da una parte alla tuta dell'astronauta e dall'altra parte alla navicella spaziale.
Come si può notare dalla figura, all'interno del LSU passano varie cose tra cui, cavi di alimentazione elettrica, tubi per l'ossigeno e l'acqua e una fune di sicurezza.
@ Guido DR

"Vorrei dire un paio di cose, purtroppo in Italia generale c'è la corsa al ribasso e quindi essere pagati per quello che si vale (e ve lo dice un sistemista programmatore) è il più delle volte un'utopia."

Ma...ora non vorrei apparire un cinico reaganiano selvaggio, però la corsa al ribasso non è che sia un'invenzione italiana, eh...l'economia di mercato funziona così, prendere o lasciare. Frasi come "pagati per quello che si vale" non significano assolutamente niente di niente. Il valore (cioè il costo) di una certa classe di prestazioni è determinato unicamente dalla domanda-offerta. Poi, fra prestazioni della stessa classe viene scelta quella più conveniente dal punto di vista qualità/prezzo a seconda della possibilità/obiettivi del committente. Punto.
Sia chiaro, non voglio sminuire le capacità di nessuno (dato che non è che io riceva ennemila mila-euro al giorno per quello che faccio, anzi, per cui posso capire la frustrazione).
Però, ripeto, l'economia di mercato è questa, o ci si adatta o si muore. Può sembrare una roba fredda, crudele, inumana per ceri aspetti, ma così è (se vi pare, altrimenti ci sono tanti altri bei posti con diverso modello economico che garantiscono un'esistenza soddisfacente e paradisiaca allo stesso identico modo per tutti tutti ma proprio tutti! *)

* Your mileage may vary.


A-User
@ Giovanni Pracanica, grazie mille, chiarissimo e gentilissimo :-)
@ la Ucci

Prego! ^_^
Prima passeggiata spazialie di Leonov (ma l'immagine è molto piccola e sgranata):

Se può servire, o anche solo come semplice curiosità, della prima passeggiata spaziale di Leonov la Nasa ha un breve filmato Leonov (Movie Clip 1,7 MB) visibile anche su Yuotube (First Space Walk) così come delle bellissime fotografie delle prime passaggiate statunitensi (la tecnica, in quegli anni, era simile, scomodita compresa) The First U.S. Spacewalk.

Ps. @Paolo: ti è scappata una I di troppo nella parola spaziale.
[semi-OT] Visione surreale oggi su Rai1 (Linea Verde): Giacobbo, la conduttrice e... Paolo Nespli, seduti allo stesso tavolo!
Giacobbo ha infilato due perle da 1000 punti ciascuna: con grande tatto e signorilità ha ricordato il lutto familiare di Nespoli mentre era sulla ISS, poi, quando Nespoli si era già spostato altrove, ha "buttato lì", come avesse commentato le previsioni del tempo, che (cito imprecisamente a memoria) riguardo la vita su Marte c'erano delle foto sul sito della Nasa ma sono state tolte subito perché presentavano si vedeva qualcosa di strano, e a proposito delle prime missioni spaziali russe, che sono stati mandati uomini nello spazio ben prima della cagnetta Laika, e che tali uomini sono "scomparsi" senza lasciare tracce. Fonti ? Due tizi si erano messi ad "ascoltare lo spazio" e avevano rilevato attivià nello spazio anni prima dei primi voli spaziali russi noti.

Kèzzengerrrr!

(ora purtroppo non ho tempo di recuperare il filmato e provare a farne un puntuale sbufalamento... :( )
Ho letto e riletto l' articolo di paolo e non trovo da nessuna parte che si chieda l' intervento di un professionista. Da subito ho inteso la cosa come un appello ad una grande famiglia, del tipo "hey, dobbiamo pubblicare un libro che se venduto aiuterà il cicap a rimanere vivo, volete darci una mano a ridurre le spese che già ne abbiamo pochi di quattrini?".
A me sembrava bello, mi dispiace solo essere una chiavica in disegno e un neanderthalensis col pc.
Non capisco da cosa si siano sentiti chiamati in causa i professionisti.
Se sei professionista e lo vuoi fare fallo, ma lo fai come simpatizzante del cicap, non come lavoro.
Motogio,

refuso sistemato, grazie!
Siamo alle solite vero?
Perchè non la smettete di considerare noi disegnatori dei poveri cristi e iniziate a vederci come dei professionisti?

Mi dispiace leggere proprio su Attivissimo di questo "concorso" (che concorso non è e per questo lo virgoletto più che accuratamente).
Ma è proprio ora di smetterla con questo costume tutto italiano di non pagare chi LAVORA.
I lavori si pagano.

Se io non ho soldi per il dentista, non ci vado.
Se non ho soldi per pagarmi uno studio, lavoro in casa.
Se non ho soldi per farmi fare una copertina, aspetto di avere un budget per potere pagare un grafico e un illustratore che curino la copertina.

Chiaro il concetto?

Saluti
Scusate se mi intrometto, ma per una copertina "donata" conle caratteristiche richieste, un disegnatore dovrebbe lavorare per diversi giorni, se non di più, considerando che dietro ci dovrebbe essere anche un lavoro di documentazione non da poco.
La crisi c'è anche per i creativi, che spesso e volentieri sono costretti a fare più di un lavoro, per poter pagare le bollette (a me è capitato di lavorare anche sedici ore al giorno, per due mesi.). Se voglio aiutare il cicap preferisco fare una donazione (cosa che per altro ho già fatto), in quanto per me impiegare il mio tempo in un'opera del genere significa non dedicarmi ad altro per almeno una settimana, quindi perdere un quarto del mio già esiguo reddito mensile. (a fine mese devo pagarele bollette e l'affitto. Ho anche il brutto vizio di mangiare).

A differenza di quanto detto da qualcuno, i software li paghiamo, paghiamo la corrente e paghiamo l'hardware. L'anno scorso ho speso un paio di migliaia di euro per l'acquisto di plug-in, pacchetti di texture, fonts, modelli tridimensionali e pennelli.
Non sono ancora rientrata della spesa.

Se non si hanno i soldi per pagare un professionista, la soluzione non è solo una copertina vuota. Ci si può tranquillamente rivolgere a qualche sito che vende immagini in stock, anche per l'uso editoriale.
Una spesa di nemmeno una decina di euro e si può avere una foto ad alta risoluzione, di ottima qualità.

Di alternative che non strozzino ulteriormente i creativi italiani ce ne sono diverse, basta avere la volontà di cercarle.
Un'idea sensata potrebbe essere, ad esempio (se quella di comprare una foto in stock a pochi euro non piace) di fare una colletta per raccogliere quelle poche centinaia di euro necessarie a pagare un professionista. Penso sia più facile trovare tot persone con la possibilità di donare uno, due, cinque euro, piuttosto che qualcuno che possa permettersi di sacrificare una settimana di lavoro o più.
La crisi c'è per tutti, quindi chiedere un grosso sacrificio ad uno, piuttosto che uno piccolo a molti, non mi pare un gran che giusto.
Quoto l'ultimo commento di Strix. Gradirei tanto vedere una risposta di Paolo, visto che negli ultimi 100 commenti circa è venuta fuori una discussione interessante, circa le modalità del Cicap di selezione e utilizzo delle opere inviate per "volontariato" (che siano copertine, o nomi per i convegni).
@ Strix

"...per una copertina "donata" con le caratteristiche richieste, un disegnatore dovrebbe lavorare per diversi giorni, se non di più, considerando che dietro ci dovrebbe essere anche un lavoro di documentazione non da poco."

"diversi giorni"???... "documentazione non da poco"???... Con tutto il rispetto per il CICAP, non è stato mica richiesto di creare illustrazioni per la nuova edizione della Treccani, eh? ^_^


"Se non si hanno i soldi per pagare un professionista, la soluzione non è solo una copertina vuota. Ci si può tranquillamente rivolgere a qualche sito che vende immagini in stock, anche per l'uso editoriale... Di alternative che non strozzino ulteriormente i creativi italiani ce ne sono diverse, basta avere la volontà di cercarle."

Vabbè, ma allora che c'è di male nel chiederla a qualche "dilettante allo sbaraglio" che abbia voglia di perderci su una mezz'oretta per mettere insieme uno sfondo stellato, una navicella spaziale ed un cosmonauta defunto?... suvvia... non mi pare che con questa richiesta il CICAP stia togliendo il pane di bocca ai disegnatori professionisti, come hanno già fatto notare molti prima di me...
@ Morena et al.
Siamo alle solite vero?
Perchè non la smettete di considerare noi disegnatori dei poveri cristi e iniziate a vederci come dei professionisti?


Come sparare sulla tenda della Croce Rossa.

Se chiamate il 118 per un malore pensate che l’autista, i barellieri siano stipendiati?
Anche se arriva una medicalizzata il personale non medico è volontario, non retribuito, così come chi aiuta nell’amministrazione di un Centro Volontari del Soccorso.
E il nonno vigile che aiuta i vostri nipotini ad attraversare la strada uscendo da scuola è stipendiato?

E si potrebbe continuare con i volontari dell’Aib, con i volontari che assistono gli ammalati in ospedale, con chi tiene corsi di insegnamento agli immigrati, con lo psicologo che presenzia alle riunioni degli Alcolisti Anonimi, con quelli che dedicano una domenica a raccogliere i rifiuti lasciati nei boschi ecc. ecc. ecc.
Tutti retribuiti, vero? anche quelli che prestano il loro aiuto professionale come il medico che segue la squadra di rugby anche se non vi gioca nessuno di sua conoscenza?


Giustamente i professionisti sono considerati tali, e come tali retribuiti:
credo sia questo il motivo o uno dei motivi che hanno indotto il Cicap a ritenere di dovere/potere chiedere una collaborazione con tale modalità.


Ps
dato che con tutto quello che riguarda l’editoria (progettazione grafica, impaginazione, editing, trattamento immagini ecc.) io ci lavoro, ci campo, ci tiro fuori la michetta e la fetta di mortadella - qualche volta se va bene anche la bistecca - mi ritengo pienamente titolato a intervenire con queste considerazioni.

E poi dai, insomma, se uno studio deve chiudere per mancanza di lavoro non sarà certo perché è arrivato il Cicap o qualcuno altro con una richiesta di gratuità!
Morena e tutti gli altri che obiettano che sto considerando i disegnatori dei poveri cristi e non vi vedo come dei professionisti,

vorrei soltanto ricordarvi che state leggendo un blog fruibile gratuitamente e scritto gratuitamente da un professionista.

Quindi se siete contrari al lavoro professionale offerto volontariamente e gratuitamente, smettete di leggere questo blog, il Servizio Antibufala, il mio libro sui complotti lunari, il blog Undicisettembre, il mio documentario Moonscape e non usateli mai più. Grazie di essere coerenti :-)

Andrea M,

Gradirei tanto vedere una risposta di Paolo

Ci sto provando, ma sono un po' preso. Penso che il mio pensiero sullo sfruttamento del lavoro gratuito altrui sia già abbastanza chiaro dalla mia risposta a Morena.

Sulle modalità del CICAP bisogna chiedere al CICAP. Io rispondo solo di questo specifico progetto della copertina.
Vorrei far notare a chi obbietta un'altra cosa non da poco, chi accetterà questa "sfida" i disegnatori avranno due cose che, nell'attuale momento di grave crisi, un professionista non può sputarci sopra, sono la pubblicità per i proprio lavoro e una nuova voce sul curriculum.
Vero sarà un lavoro di volontariato ma, come hanno fatto notare altri, di di esempi di professionisti che fanno lavori gratis ne è pieno il mondo.
@granmarfone
secondo me il punto è diverso. Un volontario che presta la sua opera non si sentirà mai dire guarda ti ringraziamo del tempo che hai speso a formarti ma scegliamo quest'altro che è più bravo.
Il punto è tutto lì, se uno chiede un regalo per come la vedo io è tenuto ad accettarlo, magari i lavori non scelti li usi per fare una mostra ma li usi in qualche modo, facendo così non dai l'idea che uno sarà l'eletto e gli altri s'attaccano. Il discorso venuto fuori secondo me non è sbagliato, nel senso se ti rivogli a PincoPallino è ovvio che userai il suo lavoro e quindi PP sa che non lavorerà per niente. Quando degli amici mi hanno chiesto di sviluppargli un gestionale e poi dopo mesi che gli stai dietro e glielo fai aggratisse perché sono amici vedi che usano un gestionale comprato ti girano parecchio ma parecchio le scatole, perché prima ti chiedono un favore e poi ti scopri che hai lavorato per niente... Il punto è tutto lì. Se il CICAP volesse conciliare capra e cavoli potrebbe proporre il "concorso" specificando che i lavori "scartati" saranno usati per una mostra (o qualcos'altro) in modo da dare la giusta visibilità a tutti...
@Luca Favro
vero. Ma solo per quello che verrà scelto. gli altri? Attualmente il CICAP non si è espresso riguardo ai lavori scartati...
Assolutamente d'accordo con Marco e tutti gli latri che hanno sollevato il problema. Ho massimo rispetto per il CICAP, capisco che non sia un associazione a scopo di lucro e stimo davvero il lavoro che porta avanti però sono abbatsanza sicuro che l'affitto della sede lo paghino, l'elettricità che usano la paghino, il tipografo che gli stamperà le copie lo paghino.... come al solito l'illustratore viene considerato quel cazzone che si può far lavorare gratis tanto si diverte e si accontenta dell'onore e della visibilità.
Davvero una delusione dal CICAP non me lo aspettavo : \
A @ilfinegiustificailme e gli altri della stessa opinione ho chiesto alla mia banca ma non accetta la visibilità come pagamento delle rate del mutuo... per cui sono davvero contenta per voi che nonostante il periodo possiate permettervi di lavorare gratis ma io come tantissimi altri professionisti del settore dobbiamo per forza prendere dello sporco denaro in cambio del nostro lavoro per vivere, esattamente come l'idraulico o l'elettricista. Come gli altri professionisti abbiamo delle competenze costruite con lo studio e la pratica e come gli altri professionisti il nostro tempo e la nostra professionalità vanno pagati.
Non ho mai visto in giro concorsi organizzati da associazioni no-profit il cui premio per vincitore è aggiustare il computer dell'associazione e avere il proprio nome riportato in un angolino in fondo al loro sito web...
Ognuno è libero di fare beneficenza come crede ma alimentare questo malcostume e questa credenza condivisa del "tanto l'illustratore si può non pagare, basta fare un concorso e dare la visibilità" è deletereo! Questa mala abitudine va cambiata se vogliamo sopravvive come categoria di professionisti o credete che sia giusto che finiamo tutti a fare i commessi al supermercato o i muratori perchè lavorare con le immagini non è un vero lavoro?
Sa al CICAP piace una copertina, bene!... se non gli piace e la scarta, pazienza! ^_^

altra copertina

[img]http://lh6.googleusercontent.com/-JNYBKuwRdBQ/UT2ucf9CUDI/AAAAAAAAAJg/xhsZd-4L17w/s898/cosmonauta+russo4b+lr.jpg [/img]
@ Daniela

Io credo invece che se qualcuno se la sente ed ha le possibilità di donare una copertina a chicchessia, ha la libertà di farlo.

Nessuno è forzato a fare nulla.
Il ritorno lavorativo che questa persona può avere fa parte della sfera personale.
Chi decide di "perdere" tempo creando la copertina lo fa per motivi che non hanno nulla a che vedere con la categoria.
C'è chi si accontenta di una citazione su un libro.
C'è chi ha la possibilità economica per farlo.
C'è chi non ha bisogno del guadagno per quella copertina per arrivare a fine mese.
C'è chi lo fa per passione, sia essa per il progetto, per amore del suo lavoro, per cercare visibilità.

Ci sono molteplici motivi per cui si può chiedere una copertina gratis, come ci sono molteplici motivi perché questa richiesta venga accolta.

Ma a latere c'è un'altra considerazione da fare.

Nel mio lavoro ho speso molti soldini per iniziative senza ritorno economico immediato (campionature di manufatti costosi e/o pezzi unici) e la maggior parte non hanno fruttato una cippa di per sé. Ma qualcuna di esse è stata notata da un architetto che mi ha ordinato altre cose.

Lo stesso dicasi per un illustratore. Sicuramente non beccherà un centesimo dal suo lavoro, almeno direttamente, ma avrà un'ottima vetrina dove mostrare le sue capacità. Chissà mai che a qualcun altro non venga in mente di chiamarlo per un lavoro ben retribuito.

IMHO
Piccola (mia) considerazione a latere:
per un professionista, in genere, del settore grafico/editoriale non è indispensabile saper disegnare e questo vale anche per la realizzazione di una copertina;
occorre che gli elaborati prodotti siano professionalmente, graficamente e tecnicamente corretti, fatti "secondo le regole dell'arte" (è una espressione camerale…).
Gli è indispensabile invece, ne sono più che convinto, una buona padronanza della grammatica e dell'ortografia, ancor più nell'espressione scritta.
Noto in vari commenti (specie tra quelli "protestatari") una carenza di questa padronanza.
A @ilfinegiustificailme e gli altri della stessa opinione ho chiesto alla mia banca ma non accetta la visibilità come pagamento delle rate del mutuo

Daniela, se da un lato non mi dà piacere sapere che c'è chi fatica a rispettare certe scadenze, dall'altro non sarà certo un'ironia spicciola a farmi sentire in colpa per colpe che non ho.
E, come già altri hanno fatto, nemmeno prospettare piani inclinati serve granché.

Saluti
Marcoz
@ Daniela
"...io come tantissimi altri professionisti del settore dobbiamo per forza prendere dello sporco denaro in cambio del nostro lavoro per vivere, esattamente come l'idraulico o l'elettricista. Come gli altri professionisti abbiamo delle competenze costruite con lo studio e la pratica e come gli altri professionisti il nostro tempo e la nostra professionalità vanno pagati."

Quello che dici è corretto, ma non dimentichiamo che il CICAP non ha mica richiesto chissà quale tipo di immane lavoro, nè tantomeno di perderci su giornate e giornate di strenua fatica... se ci fate caso, è più il tempo perso a polemizzare sulla questione piuttosto che tirar fuori qualche idea... chi riesce a trovare il tempo di leggere questo blog e di lasciar commenti avrà sicuramente anche il tempo di buttar giù qualche disegnino senza troppe pretese, o sbaglio?...

Inoltre, un disegnatore professionista può permettersi ogni tanto di essere un pò "superficiale" perché di sicuro non rischia di far del male a qualcuno... mentre se un idraulico fa un lavoro con leggerezza, le case si allagano... se lo fa un elettricista, la gente muore fulminata... se lo fa un ingegnere, gli edifici crollano... per non parlare dei medici... insomma ci sono professionalità e professionalità...
Grazie a Paolo per la risposta. In effetti eri un po' la mia ultima speranza, perchè alla mail mandata a Polidoro non ho più avuto risposta. Per il convegno del 2011, pazienza: mi rassegnerò a non saperne più nulla... o magari chiederò a Giacobbo e ai suoi improbabili misteri!

Per quanto riguarda invece il tuo invito ad essere coerenti e a non leggere più questo, o altri splendidi blog gratuiti: mi spiace, ma il discorso è un po' diverso.
Come avevo scritto al commento #121, la presente questione della copertina, o del "Trova un nome al concorso del Cicap", si basano su meccanismi un po' diversi.

Se io accetto, per amore della conoscenza (e anche del "farmi conoscere"), nonchè per interesse personale verso i temi trattati, di curare e gestire gratuitamente un blog, ho almeno la certezza che i miei sforzi non saranno stati vani. I lettori ci saranno, i link a questo blog arriveranno, le occasioni e gli spunti di dibattito che avrai saputo suscitare saranno una gratificazione al tuo lavoro gratuito, o al limite ripagato con offerte e contributi volontari. Questo è nei "patti" da ambo le parti: io leggo un qualcosa di interessante e stimolante. Tu lo fai gratuitamente, e resta inteso che di fronte a critiche (tipo "Che articolo di m....", "Perchè non lo aggiorni 3 volte al dì" e simili), tu potrai legittimamente dire : quanto avete pagato? Il tempo ce lo mettete voi? Bene, allora non seguitemi più".

Diverso sarebbe il seguente caso (riprendo il mio commento #121) : Paolo Attivissimo decide di scrivere un articolo gratis e investendoci tempo ed energie psicofisiche, e lo manda ad un ipotetico "gestore di Blogspot" che ha bandito una sorta di concorso: "Giornalisti, professionisti e ricercatori, udite udite: dobbiamo pubblicare sul nostro sito un articolo (ad esempio) dedicato allo sbarco sulla Luna. Che sia esauriente, documentato e preciso. POI SCEGLIEREMO IL MIGLIORE SECONDO I NOSTRI PARAMETRI, e lo metteremo in rilievo su questa prestigiosa finestra. Sia chiaro, gratis e per amore della conoscenza".

Ecco, Paolo, adesso il paragone è secondo me corretto. In quest'ultimo caso non verrebbe anche a te voglia di sapere: -Che fine fanno gli articoli poi scartati, -Se c'è comunque un'altra forma di "consolazione" (pubblicazione in altri momenti e spazi, ecc.), -Perchè non farlo fare ad un volontario ben preciso, restringendo cioè la scelta, ma applicando almeno il principio del "caval donato" (cioè, facciamo che tutto sia pro bono e per amore della conoscenza, MA ALMENO ti pubblico) ? Tu parteciperesti, a queste condizioni? Così, eh, molto serenamente e per amore dello scambio di idee, a cui anche tu ci hai abituati così bene. Un caro saluto.
"può permettersi ogni tanto di essere un pò "superficiale" perché di sicuro non rischia di far del male a qualcuno"

Beh, su questo non sono d'accordo. Nei limiti della ragionevolezza, e dei termini dell'investimento, un grafico/illustratore/eccetera deve sempre dare dimostrazione di professionalità. A volte, pure declinando l'offerta di lavoro, se necessario.
Nessuno dovrebbe avere un atteggiamento da minimo sindacale, nello svolgimento della propria mansione, perché "tanto non muore nessuno".
Nella fattispecie, un lavoro di comunicazione non adeguato ha sicuramente dei possibili risvolti nefasti che, a caduta (dal grafico fino ad arrivare al dipendente di un azienda per cui è stato fatto il lavoro), non sono difficili da immaginare.

Gentile Pracanica, io ho apprezzato il suo entusiasmo e le sue intuizioni, ma qui un po' di pipì fuori dal vasino l'abbiamo fatta, lo ammetta.

Marcoz
@Giovanni Pracanica

Se permetti una critica di dico la mia: l'idea è buona ma non userei mai la foto di Gagarin e Titov a bordo del pulmino che li stava portando alla rampa di lancio; o almeno farei di tutto per nascondere lo schienale del sedile così poco spaziale.

E poi c'è un problema di prospettiva con loro che salgono dal basso a destra e il fantasma in alto al centro; da l'idea di qualcosa di poco omogeneo e brutto da vedere.

Seconda cosa: il cosmonauta fantasma è troppo in alto; buona l'idea ma io li avrei messi quasi sullo stesso piano verso il centro della pagina.

Terza e ultima cosa, ma è solo un suggerimento: e se per aumentare il contrasto tra la realtà e l'immaginazione invece di una foto di reale di Gagarin utilizzassi l'immagine scultorea che esalta la sua impresa lasciando il cosmonauta fantasma alle sue spalle come un'ombra che la offusca?

Per la scultura mi riferisco a questa: Statua di Juri Gagarin a Mosca

Ps: anche se mi rendo conto che la statua è un po' troppo da nerd post sovietici :-D

Pss: scusa se ti critico invece di proporre qualcosa di mio ma non saprei da che parte cominciare, sono negato con i disegni.
@ ilfinegiustificailme

ovviamente il mio dire era riferito sempre al contesto in cui ci troviamo... e quindi se la qualità della copertina scade un pochino, di sicuro il CICAP non fallisce per colpa della "poca professionalità" dell'illustratore... nè d'altra parte l'illustratore "superficiale" sarà, per tale ragione, radiato dall'albo degli illustratori... ciononostante, se pensate comunque che l'abbia fatta fuori dal vasino, mi scuso... e prometto che la prossima volta mi munirò di pannolone... ^_^


@ motogio

grazie per i suggerimenti e la critica costruttiva... appena posso, provo a buttar giù qualcosa... ^_^

Ecco un'altro schizzo realizzato sulla base dei suggerimenti di Motogio:

[img]http://lh4.googleusercontent.com/-ptkH9VJElag/UT4MgrWCPnI/AAAAAAAAAJw/6byf2Tdrk5M/s898/cosmonauta+russo5+lr.jpg [/img]

p.s.: ho fatto alcune prove con la statua, ma non sono riuscito ancora a trovarle la giusta collocazione nel disegno... quindi intanto ho optato per una foto di gruppo in cui compaiono alcuni tra i più noti cosmonauti russi del passato.
Non posso fare a meno che intervenire anche io sulle polemiche che si sono alzate per far notare una semplice cosa soprattutto a chi dice (o pensa) che l'illustratore/grafico etc. può essere un può superficiale tanto non muore nessuno e che fare qualcosa di gratis ogni tanto è tutto di guadagnato, soprattutto in visibilità.
Il problema fondamentale è che nella società odierna se si accetta un lavoro gratis verrai poi chiamato per fare lavori gratis. Ne va della professionalità di questo mestiere che è già precaria per via di gente che appunto crede sia qualcosa di opzionale, che si può anche non retribuire e che può fare chiunque.
Organizzare contest per trovare gente che dona copertine a libri e simili (scegliendo tra quelle che vengono inviate) fa morire questo lavoro perché con la scusa che non ci sono soldi si pretenderà sempre più il lavoro gratuito. E sempre più gente con la scusa della visibilità proporrà queste condizioni come se si vivesse di visibilità. La visibilità fa comodo è vero ma secondo voi quando un editore scopre che tutto quello che hai fatto non è stato retribuito secondo voi vi prende sul serio?
È vero alla fine nessuno ci sta costringendo ne c'è scritto che si richiede un professionista (anche se lo si dovrebbe richiedere come lo si richiede in altri ambiti ed è stato detto).
Si poteva anche proporre un compenso più basso delle richieste di mercato precisando che si trattava di un favore che si faceva al CICAP (per spiegare il basso compenso), e magari inserire il restante delle opere in fondo al libro.
P.S.: se davvero pensate che non ci sia niente di male a questo punto apriamo tutti dei contest per trovare gente che ci crei siti e articoli per blog aggratis e, perché no, che ci aggiusti la presa elettrica a casa...in cambio visibilità e riconoscenza (ovviamente un solo vincitore, gli altri nell'immondizia) :P
>Il problema fondamentale è che nella società odierna se si accetta un lavoro gratis verrai poi chiamato per fare lavori gratis.

Vero.


Approfitto per una domanda: si è precisato, da parte degli esperti dels ettore, quanto tempo occorrerebbe per un lavoro simile. Ma il costo quanto sarebbe, più o meno?
Perchè se si parla di 5000 euro è un conto, se si parla di 500 è un altro.

Come siete pesanti, mammà... :-)
Per Pracanica: secondo me non vanno messe le foto degli astronauti, ma solo una o più tute vuote che "galleggiano" nello spazio con la Terra in lontananza.
Perdonami, non è una critica, ma solo un suggerimento (che non saprei mettere in pratica) :-)
P.S.: se davvero pensate che non ci sia niente di male a questo punto apriamo tutti dei contest per trovare gente che ci crei siti e articoli per blog aggratis e, perché no, che ci aggiusti la presa elettrica a casa...in cambio visibilità e riconoscenza (ovviamente un solo vincitore, gli altri nell'immondizia) :P

Perché no? Prima, però, dovresti aprire un'associazione no-profit che si occupi di divulgazione nelle rispettive materie, come per i siti (Comitato Italiano per il Controllo dei Click sul Web, o CICCW), per i Blog (Comitato Italiano per l'Affermazione delle Mie Idee, o CICAMI) ed uno per le prese elettriche (Comitato Italiano per la Lotta alle Folgorazioni Domestiche da Faidate, o CILFDF).

Dovresti coinvolgere altre persone che aiutino nell'opera di divulgazione su base volontaria e, una volta che avrai bisogno di fare un sito, aprire un Blog o aggiustare una presa, chiedere aiuto agli appassionati sostenitori.

Il CICAP stesso fa con poco, come per esempio i beni da ufficio, comprati tramite le donazioni se non donati direttamente.

Ma mi si scusi una cosa: come mai se il CICAP chiede una mano fa brutto a tanti, quando magari gli stessi sarebbero più che disposti a donare una propria creazione grafica per una ONLUS contro i tumori? Che v'ha fatto sto CICAP?
@Martinobri

Posso parlare solo per me, che sono sul mercato come illustratore e fotoritoccatore (oltre che grafico) - in particolare del packaging - con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa almeno è l'opinione media della mia clientela, anche se non ho ancora capito se si tratta di un complimento oppure no. Si tenga presente che lavoro sia per prodotti "a marchio", sia per prodotti di marca.

Il tempo.
Dipende dal tipo di trattamento, naturalmente.
Però, in un caso come questo, con un po' di materiale fotografico di base (pure a media-bassa risoluzione) e con i prodigiosi strumenti digitali, è possibile creare una illustrazione realistica in poco più di mezza giornata. Io per esempio, ho abbozzato il soggetto a livello di finish layout in un'ora e mezza (aggiungendoci anche un po' di grafica), e conto di rifinirla e di ottimizzarla per la stampa in un altro paio abbondanti.
Va detto, che la scelta stilistica, l'ho scelta consapevole di non essere pagato. Quindi ho anche optato per una soluzione che, pur mantenendo qualità e coerenza con la comunicazione che deve assolvere l'immagine, mi richiede meno lavorazione possibile.

Il prezzo.
Sempre limitatamente alla mia fascia di mercato (non sono un illustratore di grido), la mia forchetta di prezzo per un lavoro del genere va da 600 a 900 euro circa.
Tuttavia, non avendo mai lavorato attivamente nel campo dell'editoria, la mia valutazione potrebbe discostarsi con la tendenza dominante nel settore, per eccesso o per difetto.

Marcoz
@Giovanni Pracanica

Ecco un'altro schizzo

A me piace come idea ma in quella foto manca Korolëv; e visto che era lui il capo ai tempi dei fantomatici cosmonauti perduti quella foto, ai miei occhi da nerd, appare un po' fuori contesto.

A occhio direi che è stata scattata tra il 1966 e l'aprile del 1967 quindi siamo a oltre un lustro da quegli ipotetici avvenimenti.
(Giuro, non abbozzo più commenti mentre intrattengo contemporaneamente conversazioni telefoniche. Non tanto per la modesta prosa e gli errori dello scritto, quanto per quello che potrei dire a voce senza rendermene conto.)

Marcoz
@Stupidocane:
"Ma mi si scusi una cosa: come mai se il CICAP chiede una mano fa brutto a tanti, quando magari gli stessi sarebbero più che disposti a donare una propria creazione grafica per una ONLUS contro i tumori?".

Nessuno ha niente contro il Cicap, ma anche tu secondo me continui a non centrare il punto: io ne dono anche 10, di creazioni grafiche per la Onlus contro i tumori, e magari anche per il Cicap.
Questo, beninteso, con l'implicito accordo che le mie donazioni saranno gradite e utilizzate.

Se ti dicono: fate tutti del vostro meglio, investite tempo ed energie, poi scegliamo il migliore dei vostri contributi (a nostro giudizio, senza pagare nulla e tante grazie), il meccanismo cambia un po', non credi? Sto ancora aspettando di sapere che fine abbia fatto il concorso del Cicap "Trova un nome per il convegno", fatto nell'ottobre 2011. Oltre 500 proposte di slogan e nomi, poi nessuno ne ha saputo più nulla e via mail non ho più avuto risposta. Ovviamente nessuno è diventato più ricco nè più povero, tantomeno io. Ma è una questione di cortesia e correttezza, se non altro. Almeno un "grazie", arrivederci, non riutilizzeremo il tuo slogan per altre cose e nel caso ti citeremo.... nulla di nulla.
@ Motogio

e che Korolëv sia!... facciamo finta che la foto di gruppo risalga a prima del '66... ma che resti tra noi!... tanto tra tutte le foto ritoccate dai russi, chi vuoi che se ne accorga!... una più una meno... ^_^


@ oui, c'est moi

effettivamente quella con la tuta fluttuante era la prima che avevo proposto (al commento #49).
Nessuno ha niente contro il Cicap, ma anche tu secondo me continui a non centrare il punto: io ne dono anche 10, di creazioni grafiche per la Onlus contro i tumori, e magari anche per il Cicap.
Questo, beninteso, con l'implicito accordo che le mie donazioni saranno gradite e utilizzate.


Perdonami, ma non credo che si possano utilizzare tutte le copertine che saranno mandate. E' una richiesta a chi può e vuole farle se e solo se ha tempo e motivazione. Tenendo fermi questi due punti, chi vorrà rispondere alla richiesta, saprà che potrà anche non essere scelto. Mi sembra un ragionamento lineare e che non si dovrebbe prestare a recriminazioni.

Se ti dicono: fate tutti del vostro meglio, investite tempo ed energie, poi scegliamo il migliore dei vostri contributi (a nostro giudizio, senza pagare nulla e tante grazie), il meccanismo cambia un po', non credi?

Mah, secondo me, no. E' chiaro fin dall'inizio che sarà così. Chi vorrà e/o potrà, farà. Chi non vorrà e/o non potrà, lascerà perdere. Semplicemente, senza arrabbiature e tante grazie a chi sarà scelto.

Nei commenti si è delineata una disquisizione sul "ma non è giusto". Per quanto logiche e circostanziate, rimangono comunque parole inutili al fine di dare una copertina ad un libro. Infatti il punto focale, non è se è giusto o meno che il CICAP paghi un professionista per la copertina. Bensì è una richiesta di collaborazione/aiuto di una ONLUS nella speranza che qualcuno la accolga. Personalmente, se ne avessi le capacità, mi piacerebbe mandare qualcosa. Non sia mai che venisse scelta la mia e trovassi il mio nome stampato in una pubblicazione del CICAP. Io ne andrei orgoglioso.

Il mio pensiero, in questo momento, va al progetto Moonscape di Paolo. Sta lavorando per montare un documentario mai visto prima, avvalendosi dell'aiuto di appassionati competenti e volenterosi, dai grafici ai compositori della colonna sonora, dai traduttori agli esperti in CGI, dai revisori dei testi ai titolisti e chi più ne ha più ne metta. Chi non ha le capacità o il tempo, ha contribuito finanziariamente per comprare i filmati originali restaurati della missione o per sostenere le spese generali dovute ad un progetto del genere se non proprio per pagare il professionista quando non se ne può fare a meno.

Non vedo nessuna differenza tra la richiesta di Paolo a contribuire al suo documentario e quella del CICAP di contribuire alla pubblicazione di un suo libro, che, lo ricordo, non è un'azienda multimilionaria bensì un'organizzazione senza scopo di lucro che pochi mesi fa è sopravvissuta all'oblio solo grazie ad una campagna sostenitori sul web.

Ripeto, non è questione di "giusto" o "sbagliato". E' questione di volere e se possibile, fare.
@Giovanni Pracanica

e che Korolëv sia!...

Così è perfetta :-D

Ps. la foto è del 29 marzo 1966 quindi più che perfetta per rappresentare il massimo dello splendore dell'epopea sovietica nello spazio.
Ed intanto, finché si discute se sia corretto o meno, Giovanni Pracanica sforna copertine... :D
Variante dell'ultima copertina, in cui Korolëv indossa abiti più in sintonia con il resto del gruppo. ^_^
@ Motogio

"Perfetta" è una parola grossa, almeno per quanto riguarda la grafica... i vari disegnatori professionisti che bazzicano su questo sito, se dovessero incontrarmi per strada, mi sputerebbero volentieri in faccia per la mia sacrilega profanazione dell'arte illustrativa! ^_^

Però, come ho già sottolineato in precedenza, non intendo affatto ergermi a disegnatore professionista, nè tantomeno sminuire il mestiere del disegnatore... sto solo provando a dare il mio modestissimo contributo all'appello di Attivissimo per conto del CICAP, raccogliendo le idee proposte dallo stesso Attivissimo ed i suggerimenti dei vari commentatori "di buona volontà" del blog... sperando che qualche disegnatore professionista ne possa trarre ispirazione per tirar fuori qualcosa di più decente dal punto di vista della resa grafica...

Insomma, invece di perder tempo a polemizzare, questo dovrebbe essere il vero "lavoro di squadra" (a cui noi italiani ci siamo purtroppo da tempo disabituati) su cui contava Attivissimo con il suo "Fate voi la copertina?"... ^_^
@Giovanni Pracanica

"Perfetta" è una parola grossa, almeno per quanto riguarda la grafica...

Mah... io non avrei lasciato Bykovski al centro della foto ( :-P ) ma ho visto di peggio e creati da professionisti; ho visto anche di meglio ma ci mancherebbe altro....

Insomma, invece di perder tempo a polemizzare, questo dovrebbe essere il vero "lavoro di squadra"

Da questa parte della discussione mi astengo dal commentare; ho i piedi al caldo e non ho talenti speciali quindi farei solo la figura di quelle comari citate da De Andrè in Bocca di rosa:

"Si sa che la gente da' buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio si sa che la gente da' buoni consigli se non può dare cattivo esempio."

E io di cattivi esempi ne posso dare tanti...
E' questione di volere [...]

Io aggiungerei .. e di valore. (non c'è polemica e non c'è provocazione: non sono il tipo.)

Forse il problema è il "valore" del CICAP in rapporto al valore della copertina da realizzare.

Cerco di spiegarmi con un esempio.
Se, anziché il CICAP, fosse lo studio MetaDesign a organizzare un contest per la realizzazione della copertina di un libro?
E se per partecipare si dovesse pure pagare?

Quanti tra i grafici che non sono d'accordo sulle modalità del contest del CICAP si butterebbero a capofitto in quello, identico, della MetaDesign?

[...] fate tutti del vostro meglio, investite tempo ed energie, poi scegliamo il migliore dei vostri contributi (a nostro giudizio, senza pagare nulla e tante grazie), il meccanismo cambia un po', non credi?

Andrea M., la penseresti ancora in questo modo?

La pubblicazione sul sito del CICAP di tutti i lavori inviati, compreso quello scelto per il libro, sarebbe un buon compromesso?

Io penso che l'iniziativa porterebbe visibilità ai partecipanti e, contemporaneamente, pubblicità al libro.

Ho detto una str...ata?

Perché vedo delle mazze ferrate che si avvicinano?
Sono per schiacciare le mosche... vero?
Ne ho una sul naso? Non vi preoccupate, la tolgo da solo.

AIIIIIUUUUUTOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!
Gentile Signor Attivissimo,
mi spiace ma la sua argomentazione qui è davvero scarsa.
Vuole proprio saperla tutta?
Non sono in toto contro il lavoro gratuito, MA quantomeno si poteva richiedere un'immagine già esistente che qualcuno voleva misericordiosamente donare per l'evento.
Ma qua si chiedono pure giorni di studio,la consultazione di reference grafiche e fotografiche.
Non ci si rende proprio conto di stare chiedendo tantissimo. Sia a un amatore che ad un professionista.
E' inutile che tira fuori queste considerazioni da quarta elementare con "allora non veniteci più sul mio blog" , ha detto una cazzata e la si fa notare. Avere un blog è anche questo.
Buona continuazione.
Ricordo inoltre che esistono gli stock di immagini gratuite, perchè non utilizzarle?
Oppure, ci sono siti come photostock o dreamstime che cedono immagini a meno di 10 dollari.
Se volete fare informazione, fatela come si deve.
@ Motogio

Perchè? Cosa hai contro Bykovskij?... in fondo detiene ancora il record per il volo spaziale più duraturo effettuato da un singolo uomo... ^_^

A questo punto, se proprio vogliamo essere critici, bisognerebbe precisare che la foto in cui compare "magicamente" Korolëv non può essere datata 29 marzo 1966, perché a quel tempo Korolëv era già morto da circa 2 mesi...

in ogni caso siamo fortunati, perchè la foto originale (senza Korolëv) fu quasi certamente scattata intorno al 18 settembre 1965... ^_^
sbaglio o i grafici sono la categoria professionale più permalosa? ;-)

rilassatevi ragazzi... credo che un semplice "no, grazie" sia una risposta più che sufficiente!
@Giuseppe:

"Andrea M., la penseresti ancora in questo modo?".
Se ti riferisci al mega-sito che ho trovato qui: http://www.metadesign.com, non solo la penserei in questo modo, ma molto peggio! Se già il principio è poco simpatico nel presente caso del Cicap, figuriamoci per un sito di quell'importanza (e i cui progetti di design, a quanto pare, sono fatti pagare eccome, in mezzo mondo).

E' proprio il concetto di "Mi fanno ancora la grazia di pubblicarmi", ad essere diventato antipatico negli ultimi tempi. E, come molti utenti fanno notare, ormai è diventato un modus operandi costante, per avere collaborazioni di qualità a costo zero.

"La pubblicazione sul sito del CICAP di tutti i lavori inviati, compreso quello scelto per il libro, sarebbe un buon compromesso?". Sì, l'avevo suggerito io stesso nei commenti precedenti. Ecco perchè mi piacerebbe sapere che fine ha fatto il concorso "Trova un nome per il Convegno del Cicap". 500 proposte molto interessanti, e poi? Che fine ha fatto l'iniziativa? Almeno una mail di cortesia a chi ha partecipato. Nulla.