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96 commenti

“Into Darkness”: per favore non chiamatelo “Star Trek”

Premessa: Diversi mesi fa la rivista ufficiale italiana di Star Trek mi ha contattato chiedendomi di scrivere una recensione di Star Trek Into Darkness. La rivista, conoscendo il mio parere sul film, mi ha chiesto esplicitamente di scriverne una negativa e dettagliata, perché intendeva pubblicarla accanto a una positiva nello stesso numero, in modo da stimolare il dibattito sui meriti di Into Darkness. Ho scritto la mia recensione in italiano e poi l’ho tradotta in inglese, dato che tutto il materiale delle riviste ufficiale di Star Trek dev’essere tradotto per l’approvazione da parte della sede centrale statunitense. Mi è stato detto poco fa che la mia recensione non è stata approvata, per cui sono libero di pubblicarla qui (la versione inglese è qui) a completamento di quella senza spoiler che scrissi dopo l’anteprima del film. Ovviamente siete liberi di essere d’accordo o meno col mio punto di vista.

QUESTA RECENSIONE RIVELA DETTAGLI IMPORTANTI DELLA TRAMA (SPOILER).


Si rende conto dell’assurdità di nascondere una nave stellare in fondo all’oceano?” esclama indignato Scotty pochi minuti dopo l’inizio di Into Darkness.

Sì, Scotty, ce ne rendiamo conto. Anche troppo. È supremamente assurdo, ed è proprio questo il problema. Non ha alcun senso nel contesto ed è perfettamente evidente che la scena è stata voluta soltanto perché far emergere l’Enterprise dall’acqua sarebbe stato molto cool. Con questa battuta Into Darkness si è autodefinito perfettamente e completamente: una serie di scene spettacolari ma totalmente senza senso. Conosco e amo Star Trek da quarant’anni, e questo, mi dispiace dirlo, non è Star Trek.

Star Trek ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore di appassionato di fantascienza perché era l’esatto contrario di questo film: ti proponeva situazioni che raramente erano spettacolari ma quasi sempre avevano un senso profondo. Ti faceva pensare. T’importava poco della vistosa cartapesta dei fondali o dei raggi dei phaser che facevano gli schizzi, perché le sue storie (non tutte, ma quasi tutte) ti lasciavano qualcosa dentro: accanto alla meraviglia per l’avventura nel cosmo c’era una riflessione morale.

Bele e Lokai (Sia questa l’ultima battaglia) mettevano in luce l’assurdità ipocrita del razzismo e di ogni discriminazione; l’insensatezza della Guerra Fredda era il tema di fondo di Una guerra incredibile; in tempi più recenti, l’episodio La misura di un uomo nella serie La Nuova Generazione ci faceva riflettere su come definiamo l’essere umano, con tutte le sue implicazioni sulla schiavitù e sull’intelligenza in altre creature viventi (e, in futuro, quelle artificiali), mentre Tuvix in Voyager sollevava, con la concretezza di un esempio che solo un contesto fantascientifico poteva dare, il tema del diritto alla vita. Eccetera, eccetera, eccetera. Per non parlare dei personaggi, ai quali ti affezionavi perché avevano spessore, erano imperfetti, fallibili, dilaniati dai conflitti: in altre parole, umani.

Non c’è nulla di tutto questo in Into Darkness. Lascio stare volutamente le polemiche, già fatte egregiamente da altri, sulle luci che ti sparano in faccia ossessivamente e sulle colossali incoerenze della trama. Un modellino dell’astronave supersegreta in bella mostra in sala riunioni? Pazienza. Esiste un dispositivo di teletrasporto portatile capace di raggiungere istantaneamente il cuore dell’impero Klingon dalla Terra, eppure tutti continuano ad andare in giro con le astronavi? Sorvoliamo. Con tutta la tecnologia che ha Starfleet, con i telefonini che comunicano da un capo all’altro del quadrante galattico, non c’è un telecomando, un timer o un robottino che possa attivare la bomba su Nibiru, ma bisogna proprio calare nel vulcano una persona? E non c’è nessun altro, a parte Spock, capace di fare questa semplice operazione? Amen. Tutti i film di Star Trek hanno incoerenze di questo genere, se andiamo a scavare abbastanza. Certo, qui le incoerenze ti si spiattellano in faccia come badilate, senza dover scavare alcunché, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Come sempre, ci si passa sopra se nel complesso la storia funziona, ha un tema che avvince e dei personaggi che intrigano.

Il guaio di Into Darkness è che la storia, nel suo complesso, proprio non funziona (per quanto gli attori siano bravi, Benedict Cumberbatch in testa, a usare quel poco che viene dato loro): non c’è un tema di fondo. I personaggi sono sagome di cartone che fanno qualunque cosa sia richiesta dalla sceneggiatura. Qualche esempio: McCoy, nel bel mezzo di una crisi, con Khan accanto a lui in sala medica che battibecca con Kirk, si mette a pasticciare con le infusioni di sangue di Khan a un triblo morto. Deve farlo proprio in quel momento? Sì, perché lo richiede il copione: questo lavoro totalmente irrilevante gli servirà per resuscitare Kirk poco dopo: per il resto la scena non ha senso. Spock originale dice che ha giurato solennemente di non rivelare il futuro, ma poi fa dietrofront e rivela tutto su Khan. Dei giuramenti solenni dei vulcaniani c’è poco da fidarsi, allora. Spock giovane che aspetta ad informare Kirk che c’è un impostore a bordo (la specialista in armi avanzate, nientemeno) perché attendeva che la cosa diventasse rilevante”. Come se avere a bordo un impostore durante una missione segreta potesse essere irrilevante. Siamo seri.

La colpa peggiore di Into Darkness, però, per un fan di lungo corso come me, è che prende dei personaggi cari a generazioni di appassionati come Spock, Kirk e McCoy e li snatura completamente. Nella metafora fondamentale di Star Trek, Spock è la fredda razionalità di una mente brillante, McCoy è l’emotività di una persona che pensa col cuore e Kirk è la mediazione e sintesi ideale di entrambi. Kirk ascolta il proprio cuore e la propria ragione e poi decide. Per questo Kirk, Spock e McCoy funzionano da decenni: rispecchiano e incarnano i nostri eterni dibattiti interiori. In Into Darkness, invece, Spock è semplicemente un alieno pedante generico che sconfigge Khan non con l’intelletto, ma a suon di cazzotti, e che quando vede Pike morente lo stupra con una fusione mentale forzata. McCoy è lì soltanto per fare battute bisbetiche. Ah, e anche per iniettare sangue di Khan a un triblo morto, tanto per fare. Kirk è un moccioso spaventato, indeciso e incompetente ma tanto carino e baciato da una fortuna assurda, che non mostra nessun presagio della propria futura grandezza.

Ricordate le parole del Kirk della Serie Classica a Carolyn Palamas in Dominati da Apollo? Quando le ricorda che siamo creature effimere sospese brevemente in un universo infinito, e che quindi tutto ciò che conta davvero è quel momento di umanità condivisa con coloro che amiamo? O il suo discorso agli abitanti di Vendikar ed Eminiar sulla necessità di ridare loro gli orrori della guerra per indurli alla pace? Parole potenti e commoventi, che mentre concludono la crisi della puntata fanno riflettere lo spettatore. Ora confrontatele con i dialoghi di Kirk in Into Darkness. Coraggio, fatelo. Aspetto qui.

Fatto? Bene, ora riascoltate il finale del film, quando Kirk cita il Giuramento del Capitano. Dovrebbe essere la morale conclusiva di Into Darkness, anzi il “monito”, come lo definisce Kirk, ma ascoltatelo bene. Recita testualmente: Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise, nella sua missione quinquennale diretta all’esplorazione di strani e nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà. Per arrivare laddove dove nessuno è mai giunto prima. Eh? Tutti i capitani della Flotta Stellare giurano citando i viaggi dell’Enterprise? E a dirla tutta, quello non è neanche un giuramento. Oltretutto Spock precisa, poco dopo, che la loro è la prima missione quinquennale: ma allora perché se ne parla già nel Giuramento? Questi sono dialoghi privi di senso. L’hanno intitolato Into Darkness perché l’hanno scritto brancolando nel buio.

Questi non sono i personaggi, non sono i temi e non sono le storie che noi Trekker abbiamo imparato ad amare. Sono delle loro parodie mal riuscite, spacciate per gli originali. Magari per chi non conosce quegli originali il problema non si pone, ma io devo dire, sinceramente e a malincuore, che mi sento tradito. Chiamatelo come volete, ma non chiamatelo Star Trek, perché non è Star Trek. È semplicemente l’ennesimo film spettacolare con gente che risolve tutto con esplosioni e scazzottate in un contesto di fantascienza già visto e stravisto. Khan stritola la testa dell’ammiraglio Marcus con le mani? Blade Runner. Gli eroi corrono inseguiti dai nativi primitivi ai quali hanno rubato un oggetto sacro? I Predatori dell’Arca Perduta. L’astronave passa per un pelo da un varco strettissimo? Il Ritorno dello Jedi. C’è una bomba da disinnescare agendo delicatamente sui suoi meccanismi? All’ultimo istante uno strappo brutale risolverà tutto, come al solito.

Con cliché totalmente prevedibili come questi, con dialoghi sconclusionati di questo calibro, non c’è nessuna sorpresa, nessuna tensione, nessuna sensazione che possa accadere qualcosa che non sia ovvio e scontato. Interrompere una battuta con un’esplosione non è un geniale colpo di scena che crea drammaticità: significa dover ricorrere al botto per mancanza di argomenti migliori e di dialoghi decenti. E alla terza volta stufa.

A proposito di cose scontate: vogliamo parlare della Grande Trovata? Quella di prendere una delle scene più toccanti de L’ira di Khan, quella in cui Spock, mentre muore davanti all’impotente Kirk, dichiara finalmente la propria profonda amicizia per il capitano, e capovolgerla facendo morire Kirk? Che idea geniale. Che originalità. Che sforzo creativo, partorito oltretutto togliendo ogni drammaticità, perché qui Kirk resuscita ancora prima della fine del film invece di restare quasi certamente morto fino al prossimo, come succedeva invece a Spock nell’originale. Noi Trekker d’annata abbiamo penato due anni con l’ansia che Spock fosse davvero uscito di scena per sempre (e conoscendo Leonard Nimoy, a quell’epoca era un pericolo concreto); chi vede Into Darkness pena (si fa per dire) nove minuti. Nove. Sì, li ho cronometrati.

Lo schiaffo estremo è veder gridare “Khaaaan!” a Spock anziché a Kirk. Non so voi, ma quando ho visto massacrare così quella scena originale memorabile il mio grido interiore è stato un sentitissimo, irrefrenabile...


... “Aaaabraaaaams!”.

Non ho ancora finito (beh, volevate una recensione negativa, no?). Into Darkness tradisce Star Trek non solo nei dialoghi e nella caratterizzazione, ma anche negli ideali. Le donne in Into Darkness sono fondamentalmente suppellettili ornamentali che non fanno praticamente nulla se non infilarsi nel letto di Kirk, lamentarsi del partner vulcaniano perché non mostra emozioni (cosa s’aspettava Uhura da un vulcaniano, serenate mattutine e petali di rosa alla propria postazione?) e fare spogliarelli gratuiti e senza senso per compiacere gli spettatori. In questo film le decisioni le prendono solo gli uomini e le azioni (positive o negative) le fanno solo gli uomini: le donne sono relegate a ruoli di contorno decorativo o di donzelle in pericolo. Dov’è finita la spinta verso la parità dei sessi che era una delle novità sovversive della Serie Classica, tanto che osava (negli anni Sessanta) proporre una donna come braccio destro del capitano dell’Enterprise (Lo zoo di Talos) e come capitano romulano (Incidente a bordo) e tanti altri personaggi femminili professionali, competenti e non sottomessi, sexy senza per questo dover rinunciare a un cervello?

C’è, infine, un altro ideale tradito, ed è quello che personalmente mi brucia di più. Lo Star Trek originale mostrava protagonisti che risolvevano le crisi soprattutto con l’astuzia e l’intelligenza (e qualche cazzotto al momento giusto), attingendo alla propria competenza e preparazione. Nessuno nasceva pronto al comando: bisognava studiare e sgobbare per ottenerlo. In Into Darkness, invece, tutto viene risolto con battaglie, sparatorie e scontri fisici e tutti sono istintivamente capaci di fare qualunque cosa senza neanche spettinarsi i capelli.

Chekov deve sostituire Scotty? Nessun problema: è un po’ come mandare in sala parto un idraulico, ma è tanto cool. Kirk è totalmente indisciplinato e insubordinato: viola anche la Prima Direttiva. Certo, lo faceva anche il Kirk originale, ma perlomeno non lo faceva per manifesta incompetenza: in Into Darkness, su Nibiru sarebbe bastato intervenire di notte e nessuno avrebbe visto nulla. Ma siccome questo Kirk è tanto bello ed è sfacciatamente raccomandato da Pike, gli danno lo stesso il comando dell’Enterprise. Se uno dei messaggi di fondo della Serie Classica era usa il cervello, studia e farai strada”, il nuovo Star Trek grida “se sei bello, studiare non serve e il cervello è un optional: mal che vada, userai quello degli altri”. La serie che rappresentava un simbolo e un rifugio per i nerd è diventata un’ulteriore fonte d’umiliazione.

Sì, lo so, Into Darkness e il film che l’ha preceduto hanno il merito di aver riportato alla ribalta il nome Star Trek. Vedendo questi film, nuovi fan saranno incuriositi e forse scopriranno che esistono la Serie Classica, la Nuova Generazione, Deep Space Nine e gli altri film e le altre serie che hanno storie e personaggi un po’ meno da popcorn. Ma se per rianimare Star Trek bisogna ricorrere alle infusioni di sangue di triblo e andare così tanto contro i suoi valori, forse il risultato ha un prezzo troppo alto. O forse quello che avete letto è soltanto lo sfogo di un vecchio nerd troppo attaccato al passato e al quale piacciono ancora le storie intelligenti e i personaggi che non hanno bisogno del 3D per bucare lo schermo.
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Commenti
Commenti (96)
Errata corrige: mancano i link incrociati fra le versioni ita-eng
Standing ovation, d'altra parte te l'han chiesto loro. :)
La mia personalissima recensione sul film invece è giocoforza molto più breve: "non pervenuta causa botta di sonno dopo venti minuti".
La vera notizia e' IMHO che in un giornale su Star Trek non si deve parlare male di Star Trek.

Se cercavamo una meta-storia che va contro i messaggi di molte storie di Star Trek direi che l'abbiamo trovata.
92 minuti di applausi!!! :-D
Ciao Paolo,
questo è il mio primo commento sul tuo blog, e volevo farti i complimenti per l'analisi di questo spin-off (perchè in soldoni altro non è) di Star Trek.
Volevo scrivere qualche integrazioni alla tue riflessioni... esporre qualche punto di vista personale... ma arrivato in fondo all'articolo, semplicemente non rimaneva più nulla da dire.

Ho una domanda (forse un po' off-topic) che vorrei porti. Cosa ne pensa un trekker di lungo corso come te della serie "Enterprise"? Premetto che a me è piaciuta molto, nonostante la terza stagione non sia più orientata all'azione e meno "Trekkie" e la quarta lasci l'amaro in bocca di una storia chiusa troppo frettolosamente.

Grazie,
Andrea
Wow...l'hai demolito...più che una recensione mi sembra un epitaffio! :-)
Matt-o,

li ho aggiunti, grazie.

Probabilmente sei arrivato a leggere pochi secondi dopo la pubblicazione, prima che io avessi il tempo di aggiungerli (non potevo farlo prima di pubblicarli perché so che URL ha un post soltanto dopo che l'ho pubblicato).
Luigi Rosa,

le motivazioni che mi sono state date erano cordiali e non prestampate. In parte le condivido. In sintesi, mi hanno detto che se il tono fosse stato leggermente meno sferzante l'avrebbero probabilmente pubblicata, per cui non è che sia vietato parlar male di ST sulle riviste ufficiali ST, ma bisogna usare toni più moderati dei miei.
Voodoo,

Cosa ne pensa un trekker di lungo corso come te della serie "Enterprise"?

Tediose le prime tre stagioni, con punte di ridicolo. Da applausi la quarta (a parte la puntata con Troi e Riker, imbarazzantissima).
Stesso sentimento. Tradimento e sfruttamento di un nome che con questo film non ha proprio nulla a che vedere.
Parlare male di Into Darkness è come sparare (con i phaser) sulla croce rossa...
Da fan di Star Wars sono preoccupato per il prossimo lavoro di Abrams :(
Mi associo alla standing ovation per Paolo.
È ora che i vecchi trekker organizzino la resistenza contro il flagello Abrams. È tempo di insorgere e creare dei gruppi di insurrezione che abbiano come simbolo il logo della Federazione rovesciato.
:)
Caro Paolo non potrei essere più d'accordo.
Hai scritto quello che io penso dal giorno in cui ho visto il film.

---Alex
assolutamente d'accordo
92 minuti di applausi!!!!
Concordo al 100%. Non mi sorprende che l'articolo sia stato scartato, daltronde mica si può sputare dove si mangia :-D
Sul discorso della trama incoerente sono in perfetto accordo. Quando guardo questi film di fantascienza ho sempre la sensazione di perdere continuamente il filo della storia tanto da arrivare a pensare: "ma perchè hanno intrecciato questa storia in maniera così assurda da non riuscire a capirci più nulla?" Per poi comprendere alla fine del film che non è la storia ad essere complessa ma è semplicemente piena di buchi!
clap clap clap.
Oggi più di ieri TSO rimane un mito.
Da nerd basta cambiare una consonante per definire il film
tono sferzante? toni moderati?

a me sembra che ti sei trattenuto :-)
Si evince, dalla tua recensione, che la cosa che ti è andata meno a genio è l'infusione di sangue al tribolo (o triblo) :)
Strano che non te l'abbiano pubblicata. E' così... vera! Forse troppo per mettere in gioco apertamente tutti i milioni spesi per fare il film. :)

Immagino l'imbarazzo in redazione appena finito di leggere la recensione.

"Beh... ha ragione..."
"Sì, è vero. Ma come la mettiamo con la produzione?"
"Ehm..."
"Cioè, non possiamo pubblicare una cosa del genere. Se lo facciamo, da qua ci cacciano a pedate..."
"Già..."
STANDING OVATION

Il Vero Star Trek aveva effetti da far ridere i polli ma faceva pensare. I suoi autori sapevano che navi stellari, alieni, teletrasporto potevano essere strumenti per raccontare storie che erano metafore, o talvolta iperboli, per parlare di umanità, di dilemmi etici, di conflitti culturali, di crescita spirituale.
Il vero Star Trek recconta di una umanità futura più evoluta e più saggia, perché il suo valore più forte è la sete di conoscenza, la volontà "to explore strange new worlds, to seek out new life and new civilizations". Una umanità che impara dal contatto con gli alieni, che esalta l'"Infinite Diversity in Infinite Combinations", che aspira al continuo miglioramento di sé. Nel vero Star Trek Kirk, in "The Corbomite Maneuver", dice che "You know the greatest danger facing us is ourselves, an irrational fear of the unknown. But there's no such thing as the unknown, only things temporarily hidden, temporarily not understood". E mi vengono i brividi.

Di tutto questo Abrams, alla fine, ne ha fatto due film su un gruppo di ragazzotti che vogliono fare carriera.
Per quanto riguarda l'astronave nell'oceano. Se non erro il teletrasporto era stato creato prorpio per non far atterrare l'Enterprise (per motivi di budget). Se hai il teletrasporto, teletrasporta direttamente la bomba (come giustamente da te indicato) magari con un timer?

I due film non mi sono piaciuti, oltre che per la lontananza dallo spirito della serie classica, anche per come sono state realizzate le tecnologie a disposizione. Forse sarò troppo legato alla mitica poltrona da barbiere di Kirk...
Non ci ero ancora arrivato alla "velinizzazione" degli uomini…
Sono d'accordo. Alla prima visione l'avevo valutato meglio (e commentato anche meglio qui sul tuo blog) perché dopo l'enorme cartoon del primo film, questo mostrava un pelino più di attenzione nella sceneggiatura: il conflitto morale tra Scotty e Kirk, un cattivo con una motivazione valida e condivisibile per fare quel che fa, era ancora lontano dal classico star trek ma aveva un certo livello di attenzione che il primo film non aveva, con il suo Nero che sembrava un cattivo di 007. Poi però a forza di rivederlo le pacchianate della seconda parte, quando la storia si trasforma in un semplice "gli eroi vs ennesimo cattivo con ennesima astronave grossa", si fan sentire tanto e si vede che questa nuova serie di film necessita fortemente di uno sceneggiatore serio.

Solo una cosa: non è colpa di Abrams. Abrams è un regista puro e semplice e, come molti altri registi tipo Spielberg, si concentra sugli attori, le scene, il movimento di camera, ecc... Su quello Abrams è fantastico. La colpa è del trittico di Orci, Kurtzman e Lindelof che han lavorato allo script e che ormai qualsiasi cosa tocchino diventa un incoerente ammasso di plot hole e cliché (Star Trek, Into Darkness, Lost, Prometheus, ecc...).
Riprendendo il discorso di Luigi Rosa, comunque nella rivista ufficiale è comunque mancata una recensione negativa, sia pure con i toni moderati richiesti. Come conseguenza è mancato il dibattito.

Ne parliamo alla Sticcon magari.

Giuseppe Ruiu
Paolo hai la mia totale approvazione. In modo particolare per quanto riguarda la scena della morte di Spock "rivoltata" su Kirk. Pensa che all'epoca la mia fidanzata uscì dal cinema piangendo, adesso sarebbe uscita vomitando bile dallo schifo.
Solo a me Spock che urla "Khaaaaaaaaaaaan!" suonava più simile a Sheldon Cooper che a Kirk? ;-)
Wheeeatoooon!
Ho visto anche io il film e ho pianto. Concordo con ogni tua parola.
Io la vedo un po' diversamente, ma vi risparmio tutto quello che penso. Quello che mi è piaciuto molto è il lavoro filologico sull'intreccio, parlando di una rebuild, non era facile starci dentro senza stravolgere tutto, poi comunque ha senso non riproporre i personaggi uguali uguali a come erano nati, in fondo le situazioni che hanno vissuto il trio originario sono ben diverse da quelle del trio odierno: per esempio a spock gli han fatto fuori la madre e il pianeta madre, sarà pure per metà vulcaniano, ma ci può stare che sia appena un po' scombussolato, più preda dell'emozioni, secondo me ha senso. In compenso questo kirk mi pare molto cretino, ma è cresciuto senza un padre e la madre NP (non pervenuta) ...

... poi la sceneggiatura è terribile, non c'è una scena che si leghi all'altra; la fotografia fatta a flare è molto pesante, sebbene la primissima scena col pianeta bianco-rosso preso dall'alto è molto ben fatta; i poveri attori mi paiono un po' in difficoltà in alcuni momenti, devono essere sembrato strane pure a loro certe scelte.

È un film da pop-corn, spiace anche a me che abbiano banalizzato la serie, ma fa niente, sono stati più rispettosi loro di tanti altri.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Premesso che non sono un fan (della serie classica ho visto l'episodio pilota e poco altro, conosco un po' meglio La Nuova Generazione), non posso non essere d'accordo con la recensione. Quelli evidenziati sono problemi che chiunque può riscontrare anche senza sapere cos'è Star Trek, con una semplice analisi dei personaggi e della narrazione. Personalmente, e, ripeto, da non-fan, mi sento però di salvare la scena iniziale del vulcano, dal mio punto di vista è un buon incipit e non penso che rappresenti l'intero film, il quale cambia strada molto in peggio. Il fatto poi dei discorsi interrotti dalle esplosioni è ridicolo, ho contato anch'io le volte in cui è successo già alla prima visione. Il film precedente invece mi era piaciuto abbastanza.
Complimenti per l'articolo penso non ci sia altro da dire, Star Trek e' quasi una religione e questo terzetto fatto da JJ, Orci e Kurtzman l'ha ridicolizzato! Forse e' meglio che vadano a fare film come Trasformers o Star Wars che sono sicuramente piu' adatti alle loro corde..
Volevo aggiungere solo una cosa riguardante soltanto i set usati per fare l' Enterprise che sembra una profumeria, anche qui non c'e' paragone con quelli usati nei primi film e nelle serie tv..
Non ho ancora visto "Into the Darkeness" e francamente mi hai fatto perdere la poca voglia che avevo. Se devo guardarmi una parodia allora mi rivedoGalaxy Quest. Gli ultimi film sono di fatto una evoluzione (o involuzione?) della politica che ha contraddistinto tutte le serie di Star Trek sucessiva alla prima: prendere una storia completamente disgiunta e metterla nell'universo (alternativo,prima,dopo,altro quadrante ...) della serie originale che ha avuta tanto successo. Negli ultmi film è solo mancato clamorosamente il controllo qualità.
Azz... Pensa che a me "Enterprise" serie aveva proprio preso tantissimo...
Complimenti Paolo.
Questa recensione è la "rivincita dei nerd" non solo per i trekker, ma anche per tutti i fan degli innumerevoli film, fumetti e serie televisive che per anni hanno dovuto subire la doppia umiliazione di sentirsi traditi da pessimi remake e improbabili trasposizioni, e per di più dovere sentire le proprie critiche negate e apostrofate in quanto "troppo attaccati" alle versioni originali.
Caro Paolo, per favore, ritorna a sbugiardare le catene di sant'Antonio, a deridere gli sciachimisti, a smentire i lunacomplottisti, a trasformare gli ufo in ifo, a mostrare le meraviglie dello spazio e a erudire gli informaticamente svantaggiati. Quelle sono cose che sai fare.
Simone Gremmo,

Caro Paolo, per favore, ritorna a sbugiardare le catene di sant'Antonio, a deridere gli sciachimisti, a smentire i lunacomplottisti, a trasformare gli ufo in ifo, a mostrare le meraviglie dello spazio e a erudire gli informaticamente svantaggiati. Quelle sono cose che sai fare.

Scusami. La prossima volta, prima di prendermi la libertà di esprimere una mia opinione documentata, chiederò il tuo permesso.

Live long and prosper.
da una parte mi sono divertito guardando il film e dall'altra condivido in pieno la tua recensione: da questo ne deduco che mi piacciono le baracconate.

Star Trek purtroppo sta subendo lo stesso trattamento dei Supereroi della Marvel (quelli DC sono stati trattati un po' meglio) e purtroppo guerre stellari sarà il prossimo.

Il problema sai qual'è secondo me? Gli effetti speciali costano poco.
domanda: perchè i film di fs sono da un po' di tempo in qua tutti "bluastri"...? dal fotogramma pubblicato vedo che la cosa si applica anche a questo. O no? :)

pgc,

perchè i film di fs sono da un po' di tempo in qua tutti "bluastri"...?

Non solo i film di fantascienza: ecco perché.
Veramente interessante! Immaginavo qualcosa del genere - grazie!

Un'altra ossessione è quella per la scena iniziale che mostra un avvicinamento alla Terra dallo spazio. Pensavo che sarebbe divertente mettere insieme tutte le aperture di film di SF (e non solo) che cominciano così. Sono certo che se ne potrebbero mettere insieme diverse decine, forse un centinaio, senza considerare quelle addirittura di Case di produzione che usano questa scena per i titoli. Sempre. :)
Riguardo i colori dei film, avete mai notato che nella serie Matrix è tutto verdognolo?

O come non menzionare Traffic con tre fotografie cromaticamente diverse per ogni storia.
Concordo con tutto o quasi quello che hai scritto (diciamo che, secondo me, un'esplosione che cionca un dialogo a metà può essere un trucco che ridà azione a una scena che potrebbe stancare, ma ribadisco solo per una scena. Se diventa la routine fa sbadigliare!).
Tutto sommato il primo reboot di Star Trek mi era piaciuto perché aveva la "scusante" di essere un prequel in cui si vedevano i personaggi neo-diplomati all'accademia, poco più che ragazzini, ancora prima di acquisire quell'esperienza di cui si sarebbero avvalsi nella serie ufficiale, insomma una vicenda in cui "imparavano" a essere il futuro equipaggio dell'Enterprise (e, come hai fatto notare tu, uno dei messaggi della serie ufficiale di Star Trek era proprio che "nessuno nasce imparato"). E tutto sommato era in linea, in qualche modo, con i temi della serie originale.
Il secondo film invece, nel tentativo di tracciare non si sa quale nuova strada, deraglia completamente, sia dai valori e dai temi della serie da cui ha preso il nome, sia da una qualche coerenza nella sceneggiatura.

Non ho capito bene il problema delle dominanze di colore nei film di cui parla pgc: ho visto che alcuni film le hanno verso l'azzurro e altri verso l'arancio, ma a me non dispiacciono (in altri campi ne faccio uso pure io), anche se preferisco i colori caldi a quelli freddi
sempre riguardo ai colori dei film è interessante vedere il restauro di Ghost in the shell. Il primo film aveva i toni verde/acciaio tipici degli anni 80, mentre il secondo film aveva i toni arancioni retrò degli anni 2000.

Quando il primo film è stato rimontato nella versione 2.0 i colori sono stati cambiati verso questo secondo arancione.
Completamente daccordo, questa roba non è Star Trek e anche come film è di una vuotezza assurda.
In generale Hollywood negli ultimi anni sembra pensare che nella fantascienza la sceneggiatura sia un optional, e questi Star Trek sono tra gli esempi più tristi perché di primissimo piano insieme a Prometheus e Oblivion.
È la prima volta che leggo parlare di viraggi in fotografia come fossero una cosa strana: i toni caldi girano attorno all'arancione, giallo e rosso; quelli freddi blu, verde, viola. O almeno questi sono i viraggi più usati, non vedo la stranezza.

Mi pare un pelino stupido far notare che su 312 trailer, i film siano o con fotografia calda (arancione/rosso) o con fotografia fredda (blu/verde) ... è come stupirsi che la mano destra sia a destra e quella sinistra (sorpresa) a sinistra.
posso aggiungere "I have a bad feeling 'bout that", tanto per...

Che Il prossimo film di JJ è l'episodio VII.

Forse, più che 'I have a Bad Feeling' sarebbe da dire ' We're doomed!"
Il colore è percezione e anche educazione (cultura), in generale gli americani prediligono i toni caldi, gli europei quelli freddi (vedi come esempio stampe fotografiche e diapositive).
Io non sono un trekker, lo ammetto.
Il primo (e al momento unico) contatto con la serie, l'ho avuto grazie a Rai4, che qualche tempo fa ha ritrasmesso tutti i film.
Capisco perfettamente lo scorno, ma i nuovi film svolgono il loro sporco lavoro : permettono ad una casa cinematografica di fare cassa senza spendere troppi soldi in nuove idee e riciclando elementi sicuri (spendendo quindi meno soldi, in generale, per creare un "nuovo universo narrativo").
E chi detiene i diritti della serie ne sarà felice perché riuscirà in qualche modo a fare nuovi soldini con un prodotto di nicchia, reso di massa.

Non posso nono pensare, da appassionato, a quella ciofeca del film di Dylan Dog fatto negli USA, il quale era un altro esponente del genere .
Mi pare un pelino stupido far notare che su 312 trailer, i film siano o con fotografia calda (arancione/rosso) o con fotografia fredda (blu/verde) ... è come stupirsi che la mano destra sia a destra e quella sinistra (sorpresa) a sinistra.

Beh, c'è anche chi le confonde ancora.

"Gira a destra"
"Ok"
"No. L'altra destra"
"Ops..."
[quote-"Raffaele Tropea"]Non posso nono pensare, da appassionato, a quella ciofeca del film di Dylan Dog fatto negli USA, il quale era un altro esponente del genere . [/quote]
Hai avuto il coraggio di andare a vederlo??????
Dì la verità: ti hanno tramortito e ti sei risvegliato in sala saldamente legato alla poltroncina!
Standing Ovation!
"Dei giuramenti solenni dei vulcaniani c'è poco da fidarsi, allora."

Questa parte a me sembra invece splendida, perchè rende l'idea dello Spock "diverso" (solo metà vulcaniano) che ha appreso da Kirk quel po' di "sano" egoismo.
@Paolo su molte cose hai ragione, e sarebbe meglio poter vedere il prossimo Star Trek più fedele alla profondità e fedeltà scientifica originali. Ma una cosa va rimarcata: Abrams ha sdoganato Start Trek al grande pubblico, in primis con una regia anni luce avanti rispetto ai precedenti (quasi sempre film a basso budget).
Arricchire il prossimo Star Trek con tanti dilemmi etici e morali e riflessioni su grandi tematiche sarebbe un'occasione da sfruttare: tutti andranno a vederlo in ogni caso e sarebbe un'occasione per far accedere molti alla profondità di Star Trek.
@Stupidocane: sono verdognole le riprese in Matrix (realtà simulata) mentre le riprese nel mondo vero sono normali.
Grazie mille per la pazienza che hai avuto ad attendere, Paolo. Il tuo articolo sta creando un bel contraddittorio anche sul gruppo Facebook dello STIC, con una moltitudine di commenti, che al confronto quei pochi sulla mia recensione sul Poster Magazine impallidiscono. E di questo sono contenta, anche se come sai avrei tanto voluto dare alle tue opinioni un posto nella storia dell'ISTM. Ti ho chiesto di scrivere l'articolo in maniera graffiante e ci sei riuscito in pieno e anche se non sono d'accordo con alcune delle cose che scrivi, ti ringrazio moltissimo per averlo scritto!
Condivido pienamente, del resto molti dei tuoi argomenti si sovrappongono ai miei "10 motivi per cui Into Darkness non è Star Trek", scritto all'epoca dell'uscita e che si guadagnò un seguito di polemiche durato mesi :-) http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/17813/10-motivi-per-cui-into-darkness-non-a-star-trek/
Ti riporto solo il decimo punto che era una curiosità molto geek:
Il film si conclude con la lettura della classica frase di apertura, “these are the voyages of the starship Enterprise”, è chiaramente la frase della serie classica perché fa riferimento alla “five year mission”, ma finisce con “where no one has gone before”. J.J., "no one" lo dicevano in Next Generation, nella Classica dicevano "no man".
purtroppo non è un problema solo di questo film,ma di tutta la cosiddetta cultura "nerd".
dal momento che è diventata di moda sono usciti film,serie tv,libri e videogiochi che cavalcano l'onda,alcuni anche ben fatti,con il risultato che ormai quello che poteva definirsi quasi un movimento(grazie internet) adesso non crea più nulla e si ciba di se stesso.
ormai hanno più valore i marchi che i prodotti stessi, Spider-Man vende meno di 70000 copie in USA eppure il film(triste e ormai sempre più lontano dal'eroe di Lee e Ditko) lo sono andati a vedere tutti.
Complimenti per la recensione, che ho letto anche senza aver visto il film, fregandomene altamente del fatto che contenesse spoiler (e questo è molto significativo, perché io di solito odio visceralmente gli spoiler!).

@OldPap
Se hai il teletrasporto, teletrasporta direttamente la bomba (come giustamente da te indicato) magari con un timer?

Ma in tal caso avremmo potuto dire: "Eh no, già fatto anche quello: Stargate, nel 1994".

@Danilo
La colpa è del trittico di Orci, Kurtzman e Lindelof che han lavorato allo script e che ormai qualsiasi cosa tocchino diventa un incoerente ammasso di plot hole e cliché

Già, ma allora sembra quasi che Abrams "se li porti dietro" come Roberto Benigni deve sempre portarsi dietro la moglie...

@Luciano
Da fan di Star Wars sono preoccupato per il prossimo lavoro di Abrams :(
@Locomotiva
Che Il prossimo film di JJ è l'episodio VII.
Forse, più che 'I have a Bad Feeling' sarebbe da dire ' We're doomed!"


Ma non vi ricordate? Prima che uscisse "La minaccia fantasma" c'era un entusiasmo pazzesco, un crescendo di aspettative, intorno al grande ritorno di Guerre Stellari sugli schermi.
E poi... beh, sappiamo bene com'è andata.
Stavolta mi sto concentrando e ripetendo "sarà una ca**ta pazzesca, sarà una ca**ta pazzesca", così magari verrò positivamente smentito e stupito...
(...forse...)
Per parafrasare una battuta de: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?"
Marvin: Tirate la leva
Roger e Eddy: Quale leva?
Marvin: Quale leva!? Quella leva!!!

L'attore che interpretava Eddy Valiant, Bob Hoskins, è morto oggi RIP

Tornando al film quando avevano detto che facevano un Reboot di Star Trek ho pensato, da non esperto e da conoscitore solo di una parte del vastissimo mondo universo trekker (corrispondente, forse, alla sola Terra) che avrebbero fatto una schifezza.
Già sul primo film avevo letto molti pareri negativi se non peggio su questo la recensione di Paolo ha messo una pietra tombale sulla mia voglia di guardare certe ciofeche
L'astronave passa per un pelo da un varco strettissimo? Il Ritorno dello Jedi.

....e Independence Day :-)


perchè i film di fs sono da un po' di tempo in qua tutti "bluastri"...?

Tranne Sunshine. Per forza, vista la storia.




ma bisogna usare toni più moderati dei miei.

Chiamano Paolo Attivissimo e poi vogliono moderazione?
E' come aspettarsi serenate mattutine e petali di rosa da un vulcaniano.
"Peter Jackson ha letto Tolkien, ma non l'ha capito".
Questo è l'azzeccato giudizio di non ricordo quale critico parlando della brutta trilogia del SdA.
MI pare che vada bene anche qui.
Troppo negativo, molti difetti da te citati riguardano un po tutti i film di star trek. Purtroppo pero' condivido gran parte di quello che hai scritto...
@martinobri
....e Independence Day :-)

E qualsiasi altro film dove c'è un pilota che ha la prontezza di ruotare di 90° mentre i besughi che lo inseguono... no.

@Luca Favro
Marvin: Tirate la leva
Roger e Eddy: Quale leva?
Marvin: Quale leva!? Quella leva!!!


Bellissima, ma il taxi si chiamava Benny. (Marvin è la vittima dell'omicidio).
come dicono tanti ho paura per star wars...tanta paura e qui mi fermo perchè non vedo in lui quella sana vena creativa e fantastica di una persona che dovrebbe creare la continuazione di un mito...purtroppo non la vedo in nessuno dei grandi registi attuali sulla cresta dell'onda...
@Van Fanel #60
Episodio I? quale Episodio Uno? Mai sentito nominare.
É una leggenda metropolitana, con rane rosa e Yipiè. Mai esistito.

E, mi chiedo, se questi due nuovi Star Trek di JJ abbiano poi funzionato: intendo, il franchise si sta impolverando, i trekker invecchiano.

Il tentativo è un rinverdimento - come quello della nuova trilogia degli ep.II e III dei primi anni duemila per Star Wars che nel bene o nel male ha formato una generazione di Jedi-addicted (con gran scorno dei vecchi barbogi legati agli X-wing)

Ecco, mi pare manchi proprio questo, nel JJ-trek: i vecchi son delusi, i nuovi non ci sono perché i due film sono banali.
Gran casino, gran effetti, gran scene, ma ciccia poca o niente.
Quel 'quid' che fa amare una serie, un film, un qualcosa, nei due JJtrek è assente.

Insomma, mi domando se ci sia stato veramente un'impennata di vendite di phaser e spillette.
Non posso che condividere la recensione di Paolo, mettendola accanto a quella di Leo Ortolani :)
http://leortola.wordpress.com/2013/06/14/star-trek-lira-di-into-darkness-la-recensione/
Franz
All'uscita del film un amico mi chiese un parere, risposi "se non fai caso alle parole star trek nel titolo..... è quasi accettabile".
Anche Leo Ortolani (autore del fumetto rat-man) disse la sua con questa bellissima recensione a fumetti. http://leortola.wordpress.com/2013/06/14/star-trek-lira-di-into-darkness-la-recensione/
E io direi AMEN.
Claudio Chillemi.
"le donne sono relegate a ruoli di contorno decorativo o di donzelle in pericolo"

Perché, Hollywood sa fare altro? In questo senso Hollywood negli ultimi 20 hanni ha fatto passi da gigante... ma indietro. Nei film d'azione o di fantascienza (o film d'azione mascharata da fantascienza), nei polizieschi, nei thriller, etc, non c'è quasi mai una donna che risolve la situazione. Anche quelle poche volte che mettono delle donne "forti" le mettono come villain.
Anche se non è un'espressione Trek... "So say we all!".
Oddio... "Hanni"... sigh...

Comunque la cosa triste è che nella società americana di donne in ruoli che richiedono "forza" mentale e fisica ce ne sono eccome, ma questo non traspare affatto dai film hollywoodiani.
@TNT
curioso! ne avevamo già parlato un annetto fa, ricordi?
E al mio commento #74 di un anno fa ora devo aggiungere anche Elsa e Anna del regno d'Arendelle.
Non posso che concordare.
Film passabile se non fosse che porta la dicitura Star Trek che non ha senso.
Se ti può interessare qui la mia video recensione di 10 mesi fa
https://www.youtube.com/watch?v=ORlFy-ql100
Concordo con molto di quanto scritto, ma ci sarebbe qualcosina da dire anche in difesa del film. Abrams ha sicuramente un senso della regia interessante, sa come rendere spettacolari le scene, sa come spiegare una situazione più con le immagini che con i dialoghi. Non sarebbe tutto da buttare. La trama è inesistente (o peggio: fa schifo) ed è una suppellettile per tenere insieme l'unico talento del regista, le immagini appunto.
Dunque l'errore non mi pare del regista ma dei tre sceneggiatori.
Devo dire che in questo il film non ha commesso un peccato unico, non dimentichiamoci di Nemesis, Insurrection o The Final Frontier, delle ciofeche senza capo né coda. Secondo me Star Trek non è fatto per i tempi cinematografici. In 2 ore non si riesce a trasmettere la grandezza dell'idea dietro alla serie di Roddenberry. E comunque quell'idea romantica di un'umanità volta all'esplorazione, a comprendere molto più che a combattere, è difficilissima da mantenere sullo schermo. Le persone si appassionano molto di più alla guerra che alla ricerca, non a caso serie come Games of Thrones vanno per la maggiore. Lo stesso Star Trek ha preso la strada delle guerre subito dopo la morte di Roddenberry (i Borg, il Dominio, la Guerra Fredda Temporale, tutti filoni godibili ma la guerra non era il proposito della serie). In definitiva a me lo stile di Abrams piace, se riuscissero a trovare uno sceneggiatore munito di cervello, andrei a vederlo un altro film fatto da lui.
@Van Fanel: infatti mi ricordavo di aver fatto un discorso simile prima, anche se non mi ricordavo in quale circostanza. :)
@burglar sinceramente non riesco a vedere uno stile in J.J.Abrams,sembra quasi che quello che non viene deciso dagli sceneggiatori venga risolto con stratagemmi dal direttore della fotografia.
non voglio essere critico fino al punto di mettere in discussione le sue capacità ma se si guarda bene tutti i lavori che hanno avuto successo lo vedevano impegnato come produttore o sceneggiatore(e sulla sceneggiatura ho dei dubbi,parte bene ma si perde irrimediabilmente).
sicuramente non è uno stupido,però non è questo gran fenomeno di regista.

nella notizia di Abrams alla direzione di Star Wars si può vedere quasi un barlume di speranza,non sia mai che la saga colpevole di aver rovinato Hollywood possa fare fiasco e far capire ai produttori che ci vuole qualcosa di nuovo ; )
Comunque quoto tutto quanto dicevo al tempo... in certi generi, le donne sono usate quasi solo come decoro o come damigelle da salvare, come in questo film (almeno a detta di Paolo Attivissimo, io il film non l'ho visto). Ed è altrettanto vero che anche in film scritti da donne per le donne ci sono stereotipi maschili altrettanto irrealistici (qualcuno ha citato la serie - che trovo veramente insopportabile - "Sex and the City"), ma questo non giustifica nulla, per me stereotipi come quelli fanno scadere i film pesantemente, che siano usati da una parte e dall'altra. Sullo schermo voglio vedere personaggi che sembrano veri, non dei cliché.
Mi hai fatto quasi piangere… è da quando uscii schifato dalla visione del primo, nuovo, Star Trek che sostengo questa battaglia… Il bello è che i sostenitori della nuova saga considerano come cose positive proprio gli orrori che riferivi… superficialità, assurde battaglie fini a se stesse, l'incredibile Hybris del sig, J.J. nel voler 'cancellare' tutto lo star trek del passato come fosse una linea temporale ormai evaporata !
Per me questa roba semplicemente non esiste.
Bravo, bravissimo.
Comunque trattasi di zeitgeist… sono tempi di crisi, di futuro incerto, del ritorno dell'irrazionale al comando.
C'é tanta bella roba in tv, per carità, ma utopie positive (pur a costo di tanti sacrifici) quali Star Trek sono attualmente fuori dalle corde degli spettatori… Cosa piace ? La pornografia della morte, vedi gli innumerevoli C.S.I. e roba del genere, e cose di puro disimpegno tipo l'infestazione dei vari american idol et similia.
Ed ecco che arriva questa cretinata, e piace.
Era meglio una morte dignitosa, in attesa di una prevedibile resurrezione anche fra dieci anni… ma non questa roba.
Mi sa che per sfogarmi butto giù una fanfiction dove 'aggiusto tutto'… eheheh
Paolo, ti lincerò l'articolo ovunque, a partire dal mio forum.
@Van Fallen

Hai ragione ricordavo male.

le donne sono relegate a ruoli di contorno decorativo o di donzelle in pericolo.

Unica eccezione: Alien, secondo me uno dei 5 migliori film di SF in assoluto.
Concordo in pieno. Anzi, sei stato fin troppo buono :-)
Ovviamente volevo dire 'linkerò', non lincerò...
Non mi ricordo: avevi fatto anche una recensione del film precedente? Devo dire che comunque condivido moltissimo la tua recensione, per quanto comunque sia stato un film piacevole al cinema (ma con un occhio critico,a riguardarlo...c'hai ragione!)
LastHope,

l'avevo fatta alla radio, ma non trovo più il podcast online. Qualche info:

http://attivissimo.blogspot.ch/2009/05/star-trek-e-apollo-stasera.html

http://attivissimo.blogspot.ch/2009/05/1100-trek-rete-trek.html
A proposito di SW, dalla rivista "Ciak" di gennaio: "Molti gli scettici, ma ci sono alcune buone notizie: Mark Hamill, Carrie Fisher e Harrison Ford saranno della partita. Uscita prevista 18 dicembre 2015". Dove, all'accademia Jedi della terza età? Mi domando se il Millennium Falcon avrà un frigorifero foderato in piombo...

@burglar
non dimentichiamoci di Nemesis, Insurrection o The Final Frontier, delle ciofeche senza capo né coda

Insurrection fu la prima "cosa di Star Trek" che vidi, anni fa, per caso, girando i canali, quando c'erano ancora le lire.
Non ressi 15 minuti, dicendo: che brutto! Ora, a distanza di anni, dico che è molto meglio Insurrection di quel suo clone 3D pieno di effetti gagliardi e puffi di 3 metri diretto da un certo James Cameron. Come dico sempre, non c'è come un Jar-Jar per riabilitare gli Ewoks.

@Luca Favro
Sei perdonato, e secondo me vuoi un drink, alla salute! Bevi il tuo drink! Come dici, non vuoi un drink? Lo vuoi! Lo vuoi! Anzi, non lo vuoi...
Star Trek è morto, evviva Star Trek.
Come tutte le resurrezioni, è venuto fuori uno zombie: King e Jacobs (quello della zampa di scimmia) insegnano.
Rabbrividisco all'idea che le nuove generazioni considerino questo cadavere putrefatto alla stregua dello ST coi cui valori son cresciuto
Bè Paolo, non che la serie classica o next generation non avessero buchi di sceneggiatura o non le avessero i film, quello che credo abbia spaventato i fan è l'eccessiva azione rispetto ai flm/serie precedenti che avevano invece uno stile molto più introspettivo. Non sbaglia qualcuno quando dice che JJ ha fatto un misto Star Trek/Star Wars, e a me, da fan di Star Wars, la cosa non è dispiaciuta. Quello che mi è dispiaciuto è invece non essere riusciti a miscelale bene azione e drammaticità come riesce invece a fare bene Star Wars, con la prima trilogia sopratutto. Spero che che JJ metta la giusta dose di azione e di drammaticità nel prossimo Star Wars, perchè se della storia di Anakin/Luke e Han Solo prende solo l'azione esce un cosa pari alla corazzata Potemkin di Fantozziana memoria....
Perfettamente d'accordo! L'unico motivo per vedere Star Trek Into Darkness potrebbe essere Benedict Cumberbatch che é un attore talmente bravo da riuscire ad essere più che dignitoso anche con un copione così fiacco!
Adesso però tremo all'idea di Star Wars VII nelle mani di Abrams...!!
Direi che concordo con la recensione, non mi sembra negativa ma veritiera! Spero che questi due film parodistici servano per riesumare il nome di Star Trek, magari per produrre nuove serie della linea temporale originale. Poi possono pure proseguire anche questi, intendiamoci... ci mettiamo Cirilli e Pozzetto nelle parti di Spock e Kirk.
Girovagando e girovagando per il web finalmente trovo una recensione che cercavo da tempo.
Premessa (non buttatemi uova addosso grazie): sono giovane, ho 24 anni, questi 2 star trek sono i primi che io abbia mai visto e sono cresciuta con film...come hai detto? Ah sì, da "pop-corn, scazzottate ed effetti speciali". Ho adorato questi due film di Star Trek, ma non mi definisco una fan perchè so bene quanto mi manca da vedere. E studiare xD
Sono qua per chiederti un consiglio: per una come me che si avvicina ora a questa serie, cosa suggerisci di vedere per prima? Ci sono così tanti film e così tante serie che non so proprio dove sbattere la testa, un aiutino (o un'opinione) sarebbe molto utile!

Grazie :)
Dana, Star Trek è uno. Il resto è solo uno spin-off, più o meno interessante. Vai di serie originale.
Dana,

per una come me che si avvicina ora a questa serie, cosa suggerisci di vedere per prima?

Le puntate che ho citato nell'articolo, per esempio.
Quoto TUTTO! la penso esattamente come te! ho una rabbia inimmaginabile nel vedere star trek stuprato in questo modo.... Abrams è il peggior regista della storia.... E poi nientemeno che fan di Star wars! Detto da lui! Infatti e alla regia del nuovo film... TRISTEZZA :(
Star trek 1966-2005 stop
al quale piacciono ancora le storie intelligenti e i personaggi che non hanno bisogno del 3D per bucare lo schermo

Amen...