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17 commenti

56 anni fa l’umanità scopriva la faccia nascosta della Luna


26 ottobre 1959: per la prima volta l’umanità vide la faccia della Luna che da milioni di anni era nascosta al suo sguardo terrestre. L’immagine sgranata e confusa che vedete qui sopra fu il primo colpo d’occhio su un mondo così vicino eppure ignoto per metà.

Fu trasmessa dalla sonda russa Lunik 3, che aveva a bordo una fotocamera a pellicola, un laboratorio automatizzato di sviluppo, uno scanner per acquisire le immagini (una trentina in tutto) e un trasmettitore per inviarle a Terra, dove i russi le analizzarono per poi renderle pubbliche appunto il 26 ottobre del 1959. Per l’epoca questi apparati erano il top della tecnologia.

Le immagini furono autenticate intercettando il segnale radio di Lunik 3 presso l’osservatorio britannico di Jodrell Bank, per assicurarsi che i russi non stessero facendo finta a scopo di propaganda (i russi furono ben lieti di fornire informazioni per l’ascolto agli inglesi, proprio per far autenticare l’impresa).

Chicca: la pellicola resistente alle radiazioni usata a bordo della sonda spaziale russa era di produzione americana, rubata dai palloni-spia militari americani della serie Genetrix caduti per errore o abbattuti in territorio sovietico.

La prima pagina de L'Unità del giorno dopo.
Per gentile concessione di @giaroun.


Oggi abbiamo immagini della faccia nascosta notevolmente migliori, come quella mostrata nel confronto qui sotto: ma la meraviglia di vedere per la prima volta qualcosa che nessun essere umano, in tutta la storia dell’umanità, aveva mai potuto vedere dev’essere stata incredibile. Forse abbiamo vissuto un’ebbrezza simile con le recenti immagini di Plutone.

Fra l'altro, quella prima visione fu una sorpresa enorme: si scoprì, in quelle prime foto, che la faccia nascosta della Luna è diversissima da quella rivolta verso la Terra: i mari sono praticamente assenti. Questo non se l’aspettava nessuno. Ed è per questo che si esplora: perché non sappiamo cosa troveremo, e l’universo ha dimostrato ripetutamente di saperci sorprendere.



Fonti: Sven Grahn, NASA, NASA, Astrosurf, DamnInteresting.
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Commenti
Commenti (17)
Chicca: la pellicola resistente alle radiazioni usata a bordo della sonda spaziale russa era di produzione americana, rubata dai palloni-spia militari americani della serie Genetrix caduti per errore o abbattuti in territorio sovietico
mitici nemmeno copiata... direttamente rubata :)
Un non addetto ai lavori avrebbe l'impressione che l'immagine di Luna 3 sia davvero di scarsa qualità, finché non la confronta con quella di LRO di 50 anni dopo! La qualità dell'immagine di allora è davvero notevole, il degrado più significativo credo dipenda dal processo di sviluppo.
There is no dark side in the moon, really. Matter of fact it's all dark. The only thing that makes it look light is the sun.
@Stepan
e anche dalla digitalizzazione.... già lo sviluppo con gravità quasi nulla non dev'essere stato semplice da risolvere (spugne? gel?), ma poi digitalizzare una pellicola ancora sporca di reagenti, elaborare la scansione e spedirla... Ha del miracoloso.
Ed è per questo che si esplora: perché non sappiamo cosa troveremo, e l’universo ha dimostrato ripetutamente di saperci sorprendere.

Immagino Paolo che tu abbia visto questo bellissimo video della NASA ;)
Personalmente ogni volta che lo vedo mi lascia senza fiato.
P.S. Non dura tanto, 2 minuti e 35 secondi; fate tutti un piccolissimo sforzo perché veramente merita.
[quote-"Guido Baccarini"]già lo sviluppo con gravità quasi nulla non dev'essere stato semplice da risolvere (spugne? gel?)[/quote]

Occavolo... è vero!!! Esistono i dettagli tecnici di uno sviluppo in quelle condizioni? E, se esistono, dove si possono trovare? E' possibile leggerli?
Stepan,

per quel che ho letto, il degrado maggiore non fu prodotto dallo sviluppo ma dalla scansione e dalla ricezione a Terra. Il segnale radio risultò più debole del previsto ed essendo analogico fu disturbato dal rumore di fondo.


Maria Rosa.

I dettagli sono descritti approfonditamente negli articoli che ho citato come fonti. Purtroppo sono in inglese e mi manca il tempo di includerne un sunto in questo articolo, ma sono meravigliosamente ricchi di dettagli tecnici.


Vittorio,

no, non l'avevo visto, grazie!
Col senno di poi, si può intuire perchè la faccia nascosta della luna non ha "mari" ma ha molti più crateri: la faccia a noi visibile è stata in parte protetta dall'impatto dei meteoriti proprio da noi, cioè dal nostro pianeta terra.
Ma chi se lo sarebbe immaginato, senza andare a dare un occhiata?
Vittorio,
un bel filmato anche se, purtroppo, tutto con immagini NASA o di esplorazioni statunitensi.

Un'altra bella storia è quella delle uniche immagini finora esistenti della superficie di Venere, quelle delle sonde russe Венера/Venera.

La mia domanda è:
Si potrà mai far atterrare una sonda sulla faccia della Luna non rivolta verso la terra? Arrivano le comunicazioni radio?
Andrea,

Si potrà mai far atterrare una sonda sulla faccia della Luna non rivolta verso la terra? Arrivano le comunicazioni radio?

Sì, si potrà ed è una delle opzioni attualmente in via di sviluppo. Era tecnicamente fattibile anche negli anni Settanta: come hai giustamente intuito, il problema da risolvere è la comunicazione radio. Lo si risolve collocando in orbita lunare un satellite che faccia da ripetitore.
@ Scatola Grande

un bel filmato anche se, purtroppo, tutto con immagini NASA o di esplorazioni statunitensi.

D'altronde è fatto da loro, ed è solo alla fin fine uno "spottone pubblicitario". Lo ho segnalato solo perché raccoglie in poco più di due minuti 50 anni (e più) di una esaltante astronautica, ed inoltre perché incita all'esplorazione, che è anche parzialmente il tema di quest'articolo.
Grazie, Paolo. Per pigrizia (e per fiducia nell'autore!) non ero andata a leggere le varie fonti (male: mai dare nulla per scontato! Come "scettica" faccio acqua da tutte le parti: se continua così mi revocano l'iscrizione al Cicap! ;-) ).
Mi pare che l'articolo che dà più dettagli sia quello di DamnInteresting.
Da quello che ho capito nessun gel o prodotti particolari, ma semplicemente un liquido per lo sviluppo in una singola fase (di solito era necessario un liquido di sviluppo, uno per il fissaggio e acqua per i lavaggi) all'interno di spesse guarnizioni di gomma (idem con patate per l'asciugatura, in modo che i liquidi non se ne andassero in giro per la sonda a far danni).
Ora sto sfogliando il libro di fotografia del nonno (c'è la data 1922, ma essendo una terza edizione dovrebbe essere stato stampato più tardi, forse negli anni '30) per farmi un'idea su qualche prodotto che permettesse uno sviluppo di una pellicola in un singolo passo, ma temo che non ci sia nulla...
Di che anno sono le prime pellicole a sviluppo istantaneo?
@Vittorio
nonostante le mancanze è un bel filmato, è pubblicitario ma sembre un bel filmato.

@Lupo
La prima Polaroid commerciale è del 1948 e per anni è stato l'unico processo in commercio che io sappia. I concorrenti arrivarono negli anni 70.
Adesso immaginati il lunik che tira fuori una polaroid, scatta la foto, la agita fancedola asciugare all'aria (che non c'e') e poi la scansiona e la invia a terra... :P
Bellissima la nota sul furto di pellicola, che, visto che si parla di Unione Sovietica, va definito "esproprio proletario".
Mi chiedo se la tecnologia impiegata per la fotocamera a sviluppo automatico non sia stata poi impiegata nei vecchi casottini pubblici a pellicola per fare le foto per i documenti, oggi rimpiazzati da fotocamere con stampante digitali.