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52 commenti

iPhone 7, le cose realmente da sapere


Ultimo aggiornamento: 2016/09/11 17:20.

Gli articoli che forniscono tutte le specifiche tecniche del nuovo iPhone 7 e 7 Plus sono già tantissimi e non si fa fatica a trovarli, grazie alla solita campagna di promozione Apple offerta gratuitamente da tanti giornalisti, per cui non mi dilungo sulle novità di base: l’iPhone diventa resistente all’acqua e perde la presa per cuffie dedicata. Per il resto, è semplicemente un altro smartphone, mica la soluzione alla fame nel mondo.

La scomparsa della presa per cuffie standard, a mio avviso, è il punto da ponderare, a breve e a lungo termine. Con il nuovo iPhone occorre usare le apposite cuffie (fornite) che si collegano all’unico connettore rimanente del dispositivo, il Lightning, oppure adoperare un adattatore (fornito) per continuare a usare le cuffie dotate di jack standard. L’alternativa è usare cuffie Bluetooth oppure pagare circa 160 euro per le cuffie senza filo AirPod di Apple (non fornite insieme al telefonino e facilissime da perdere camminando o da lasciar ingerire a un bambino).

In altre parole, tutti i dispositivi che finora sfruttavano la presa per cuffie (selfie stick, terminali per carte di credito, accessori per disabili, dispositivi medici, microfoni per i tanti giornalisti che usano lo smartphone come unità di registrazione e montaggio tascabile per le interviste) non funzioneranno più o dovranno essere collegati all’adattatore, che è scomodo e ingombrante (per non parlare dell’estetica, cosa alla quale gli utenti iPhone di solito sono molto affezionati).

Cosa più significativa, il nuovo iPhone rende sempre più difficile estrarre audio dal dispositivo senza passare dai controversi filtri anticopia: l’eliminazione della presa per cuffie chiude sempre più strettamente il cosiddetto analog hole, la “falla analogica”, ossia la possibilità finora presente di poter aggirare sempre e comunque eventuali restrizioni arbitrarie all’uso esportando l’audio attraverso l’uscita analogica.

Un utente legittimo poteva copiare per sé un brano protetto da sistemi anticopia passando dalla presa per cuffie e ottenere una versione di buona qualità da usare su altri suoi dispositivi (esempio tipico: la canzone comprata legalmente ma lucchettata contro la copia e quindi impossibile da riprodurre sul lettore CD dell'auto senza acrobazie discutibili). Nel nuovo iPhone, invece, per ascoltare in cuffia la musica, la radio o qualunque altro contenuto audio occorre passare da dispositivi digitali, sui quali è facile imporre restrizioni, come già accaduto in passato. Questo è decisamente appetibile per chiunque voglia esercitare controllo sui contenuti: case discografiche, case cinematografiche (difficile guardare un film se l’audio non c’è, come fa Cinavia), governi.

Se credete che sia impensabile che vengano messi in commercio dispositivi che si rifiutano di riprodurre un suono scelto arbitrariamente da un’autorità (che so, parole chiave come echelon o falun gong), arrivate tardi: il sistema Cinavia funziona già così ed è nel mio lettore Blu-ray di casa.

La Electronic Frontier Foundation spiega bene le implicazioni a lungo termine della scelta di Apple. Nel leggerle, ricordate la storiella della rana messa nella pentola d’acqua tiepida sopra un fornello acceso. Se l’acqua si scalda lentamente, la rana si abitua man mano alla temperatura che sale, e quando si rende conto che la stanno cucinando è già bollita. Le rane siamo noi.

...Quando infili un cavo audio in uno smartphone, funziona e basta. Non importa se le cuffie sono state fabbricate dalla stessa marca che ha fabbricato il telefono. Non importa neanche cosa intendi fare con il segnale audio: funziona comunque, sia che il cavo vada ad un altoparlante, sia che vada a un mixer o a un registratore.

Il connettore Lightning funziona diversamente. I fabbricanti devono applicare e pagare un compenso di licenza per creare un dispositivo compatibile con Lightning... se è impossibile connettere a un iPhone un altoparlante o un altro dispositivo audio senza che lo governi il software di Apple, allora le grandi aziende dei media possono fare pressioni su Apple perché limiti i modi in cui i clienti di Apple possono usare i loro contenuti. Dato che la legge statunitense protegge le tecnologie di gestione dei diritti digitali (DRM), può essere illegale eludere le eventuali restrizioni anche se lo si fa per ragioni perfettamente legali. Non manca di certo il precedente: queste aziende spinsero Apple a includere il DRM in iTunes.

...I produttori televisivi e cinematografici hanno insistito che devono avere il potere di decidere quali dispositivi possono ricevere segnali video. Possiamo credere che l’industria dei contenuti lascerà stare i segnali audio se le uscite diventano totalmente digitali?

...Va riconosciuto ad Apple che è stata chiara nel dire che non userà la nuova concezione per imporre restrizioni. Ma sta proprio qui il problema: non dovremmo essere costretti a dipendere dal permesso di un fabbricante per usare i suoi apparecchi nel modo che desideriamo (o per fabbricare periferiche o accessori per quegli apparecchi). Quello che possiamo fare con i nostri dispositivi dovrebbe dipendere dai limiti della tecnologia stessa, non dalle decisioni di politica dei loro fabbricanti.
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Commenti
Commenti (52)
Facciamoci una risata, in anteprima i nuovi Airpods!

https://pbs.twimg.com/media/Cr0MByoXEAAvatm.jpg:small
Peroni,

ROTFLMAO!!!
A chiosa dell'ultimo paragrafo nel riquadro, "ma tanto c'è sempre Android".
Paolo, dimentichi però di specificare che l'adattatore adattatore per jack cuffie da 3,5 m è INCLUSO DI SERIE nella confezione.
Paolo, sinceramente credo che chi sceglie Apple è da sempre disposto al compromesso (vedi iTunes per accedere al dispositivo), pur di essere nel club.
Unknown,

ho aggiunto, grazie.
Sì, ma lato iPhone passi sempre da un connettore digitale, non elimina i problemi indicati da Paolo...
Due precisazioni.

"l’eliminazione della presa per cuffie chiude sempre più strettamente il cosiddetto analog hole, la “falla analogica”, ossia la possibilità finora presente di poter aggirare sempre e comunque eventuali restrizioni arbitrarie all’uso esportando l’audio attraverso l’uscita analogica."

L'analog hole si può ancora sfruttare, basta utilizzare l'adattatore(fornito).


"Un utente legittimo poteva copiare per sé un brano protetto da sistemi anticopia passando dalla presa per cuffie e ottenere una versione di buona qualità da usare su altri suoi dispositivi (esempio tipico: la canzone comprata legalmente ma lucchettata contro la copia e quindi impossibile da riprodurre sul lettore CD dell'auto senza acrobazie discutibili)"

Passando da iTunes è possibile convertire la musica acquistata in formato plus (con costo maggiorato) in formato MP3 e scaricarla su CD o altro dispositivo, senza acrobazie discutibili (come descritto qui:https://support.apple.com/kb/PH19494?locale=it_IT&viewlocale=it_IT).

Nonostante non sia fan di Apple, mi sembravano giuste queste due precisazioni.
C'è una semplice soluzione per evitare che il fenomeno dilaghi: NON COMPRARE! Per quanto figo possa essere il nuovo iCoso, non mi pare che offra nulla di davvero irrinunciabile, o sbaglio?

Ah già, è water-resistant... beh gente, io ho uno smartphone "rugged", quelli pensati per gli sport estremi per capirci; è IP68, non si frantuma miseramente se scivola di tasca, ha la presa per le cuffie e non necessita di connettori proprietari per essere caricato. E costa circa un quinto del nuovo gizmo della mela.

Certo, è di marca ignota, è spesso, è pesante, non ha lo chassis super liscio che sembra studiato nella galleria del vento e tutto quel che volete. Però...
Interessanti l riflessioni di Paolo sul controllo delle copie digitali.
Ma se si utilizza l'adattatore per jack come fa il software a capire che cosa c'è collegato (cuffia Apple, cuffia compatibile, impianto stereo, registratore analogico, ecc.)
Sarebbe interessante che qualcuno facesse una prova per capire.
Ma in ogni caso, anche utilizzando l'adattatore, è impossibile ricaricare il telefono mentre si ascolta musica dal jack stereo, esatto?
…le cose realmente da sapere. Non ce le dirai tu… (senza offesa)
C'è un errore nel ragionamento secondo cui non disporre più dell'uscita analogica consentirebbe di tappare l'analog hole.
Dico questo perché, in un dispositivo digitale come uno smartphone, il segnale analogico che esce dall'uscita cuffia non ha origine analogica (come ad es. in un vecchio videoregistratore) ma deriva da un segnale digitale, convertito in analogico subito prima dell'uscita a cura di un componente "stupido", ossia un convertitore digitale-analogico.
Prima della conversione il segnale è digitale, e come tale può essere elaborato con qualsiasi metodo (digitale) in grado di limitarne i contenuti. Se un costruttore volesse eliminare dall'uscita cuffia qualcosa di indesiderato o di non autorizzato, lo potrebbe fare già ora, e questo vale per qualunque riproduttore digitale e non solo per gli iPhone.
Quindi il fatto che nei nuovi iPhone esca solo un segnale digitale e non uno analogico non cambia assolutamente nulla riguardo alla possibilità di limitarne i contenuti.

C'è invece uno svantaggio che forse non è da poco: non posso tenere alimentato il telefono mentre uso l'uscita audio cablata. Per farlo sarei costretto a tirar fuori l'audio via Bluetooth, e questo non si può sempre fare senza penalizzazioni, perché ci sono dei ritardi. Quindi, ad esempio, tutte quelle app che elaborano l'audio in tempo reale emulando un amplificatore per chitarra, che non possono tollerare i ritardi introdotti dal Bluetooth, tengono occupato l'unico connettore esistente e il telefono non può essere contemporaneamente in ricarica.

Poi magari verranno prodotti degli adattatori che lo consentono.

L'altro grosso svantaggio sarebbe quello di non avere più l'ingresso per microfono esterno, ma dico "sarebbe" perché Potrebbe essere un falso allarme. In una foto tratta dalla presentazione di Tim Cook, dove si vede l'adattatore fornito di serie, il jack mostrato nell'atto di essere inserito nell'adattatore ha *quattro* contatti, perciò è previsto anche il microfono.
A me Attivissimo fa ridere quando parla di Apple, tutto il tempo a dare addosso ai complottisti e poi, appena può, trova i gomblotti di Apple. Ilare.
Apple ha, dopo anni di contrattazioni, tolto i DRM dalla musica acquistata (non in streaming, ma acquistata) da iTunes Store. E che dire di iTunes Match che permette di avere un file legale da uno piratato? Ovviamente ufficiosamente, ma non sono affari miei.

GOMBLOTTO GOMBLOTTO
Fearandil,

io cito le considerazioni della EFF. Non sono una mia fantasia. La EFF è un'associazione di difesa dei consumatori che ha alle spalle un'esperienza notevole. Dubito che dica fesserie.

Non è complottismo. Se Apple è così aperta come dici, perché non consente di installare su dispositivi iOS applicazioni che non siano al di fuori dell'App Store e abbiano passato la sua approvazione?

Se è aperta come dici, come mai c'è ancora il DRM sui film acquistati su iTunes?

Il complottismo si ha quando si teorizza qualcosa senza fatti a sostegno. Qui i fatti ci sono.

Intanto l'industria del cinema ha imposto con successo l'HDMI, per cui il mio televisore HD parla con il mio Blu-ray solo se lo vuole la Warner o la Paramount o la Sony. Ma tu vai pure avanti a ridere, non c'è problema.
https://www.engadget.com/2016/09/09/iphone-7-closed-computer/

Incredibile come tutti abbocchino alle inverosimili motivazioni di Apple... La motivazione è una sola ed è lampante: eliminare l'unica porta i/o utilizzabile liberamente.

Most closed iPhone ever.

La notizia positiva è che è difficile pensare a un sistema più blindato di così, ma su questo Apple è ancora in grado di stupire
Semplice, business, le major non glielo permettono. Con la musica c'è l'hanno fatto coi film no. Quanto all'EFF sono tanto estremisti nel pensiero che rasentano il complottismo, si.
Quanto a installare altri OS su iPhone: quando capirete che per fare un prodotto ottimo bisogna fare sia software che hardware? Di prodotti mediocri ne son pieni gli scaffali, pigliatevi quelli. Apple non ne ha mai fatto una questione di libertà, ma di qualità.
Sinceramente non avevo valutato questa situazione, mi sembrava più una semplice commercialata per vendere solo le proprie cuffie con la scusa dell'innovazione. Ma è uno scenario abbastanza inquietante.

Comunque a tema adattatori c'è chi parla di adattatori, con costi da 3 a 40€ e non approvati da Apple a quanto pare che permettono di ricaricare e sentire musica assieme. Non so quando abbia senso innovativamente, visto che sul mio modestissimo MotoG posso sentire musica e ricaricare senza aggeggi inutili.
Fearandil,

Si scrive GÖMBLÖDDÖ.

Mettiamo i puntini sulle "o", per favore.
Fearandil,

Chiamare "prodotto mediocre" un Galaxy S7 ( l'S8 in prossima uscita), perché "Apple non ne ha mai fatto una questione di libertà, ma di qualità" mi fa tanto fanboy.

I fatti sembrano darti infatti torto. Nulla da ridire sulle qualità sbandierate da un iPhone, ma ti sarai reso conto che sono ormai anni che Apple insegue la concorrenza in fatto di innovazione. Ultimamente (vedasi bendgate) anche in materia di qualità, sembrerebbe. Se vogliamo parlare di "ottimizzazione hardware" si veda la voce "durata batterie" dell'iPhone6, o il buco nell'acqua totale qual'è stato quella baracca dell'iPhone 5C. Ah, tanto per dirne una, l'impermeabilità è una feature che esiste sul mercato della telefonia già da qualche anno.
Inoltre anche Apple non è scevra da difetti software, ben documentati in svariate occasioni, versioni di iOS problematiche per quanto riguarda sicurezza ed usabilità, oltre alla farsa di aggiornamenti incompatibili con device di appena 4/5 anni di età.

Parlare nel 2016 ancora di "qualità" Apple, rimane segno distintivo di chi crede ciecamente all'hype della mela morsicata. Certo, sono belli, funzionano bene, sono status symbols, ma sono davvero il meglio su piazza?

No. Non in senso assoluto almeno. C'è chi ci si trova bene e chi invece no. Io sono un androidiano da sempre e se è assolutamente vero che negli anni passati pagava dazio nei confronti di iOS, oggi Android sta staccando iOS di qualche lunghezza. Non foss'altro che permette di avere la medesima "qualità" di un Apple qualsiasi mantenendo la libertà di utilizzo.

Non è quindi un discorso di qualità reale ma percepita. Ai tempi di iPhone 5 c'era chi giudicava il peso di quel telefono un pregio rispetto ai "plasticoni" coreani, perché dava la sensazione di qualcosa di solido. Da che settore di marketing può uscire una bestialità del genere "più peso è meglio" se non dagli uffici di venditori di sogni di Cupertino?

P.S. il mio vecchio Galaxy S2 è tuttora perfettamente funzionante, benché plasticoso, anche grazie al team di Cyanogenmod che lo tiene aggiornato. Amici con il 4 o il 4S che prende polvere in un cassetto, assieme alla matassa di cavi di collegamento rotti. Ora ho un S5 da qualche anno e tra un po' uscirà l'S8 ma non sento minimamente il bisogno di cambiarlo dato che funziona ancora come un orologio. Qualità? It should be a real thing, not a feature.
Ahahah, davvero mi parli Galaxy Exploding 7? Dai maggiore serietà. In ogni caso io non sostengo iPhone siano migliori, ma che Apple vuole puntare alla qualità. Uno è un giudizio, l'altra una lettura di intenti, fatta grazie a dichiarazioni e interviste. Poi vedila come vuoi, la tua opinione vale 1 come la mia, sulla qualità o meno, ma ricorda, le tue esperienze non hanno valenza statistica perchè, per esempio, potrei ribatterti che conosco due persone con il 4 e 4 persone con il 4s e lo stesso non avremmo una statistica.

Vi rendete conto, vero, che fate i ragionamenti da complottisti vero? Spero mi stiate trollando a sto punto.
Fearandil,

No no. Stiamo dicendo la medesima cosa in effetti. Non esiste prodotto senza nessun difetto. Apple & Samsung comprese. La qualità è altrettanto materia di marketing ormai, anziché reale.
Benvenuto nel mondo della tecnologia, Attivissimo. L'idea che il mondo "Open" e quindi l'offerta informatica (e quindi anche informativa, culturale) gratuita, potessero diffondersi indefinitamente a scapito del cosiddetto "profitto", grazie alle caratteristiche intrinseche della Rete, mi pare finalmente tramontata.
Apple dimostra che l'eccellenza è in grado di distinguersi, di essere in grado di andare oltre le abitudini ed i luoghi comuni, di inventarsi cose che oltre ad essere appetibili dai consumatori, le fanno guadagnare denaro.
Bene così, è su queste leve che si solleva il mondo.
bacillus,

Benvenuto nel mondo della tecnologia, Attivissimo.

Veramente io in quel mondo ci sto probabilmente da quando tu portavi i pannolini, ma fa niente :-)


L'idea che il mondo "Open" e quindi l'offerta informatica (e quindi anche informativa, culturale) gratuita, potessero diffondersi indefinitamente a scapito del cosiddetto "profitto", grazie alle caratteristiche intrinseche della Rete, mi pare finalmente tramontata.

Come no. Qual è in questo momento il sistema operativo più diffuso al mondo su dispositivi elettronici?

Su cosa è basato OS X?


Bene così, è su queste leve che si solleva il mondo.

Grazie, non ci ero arrivato da solo, mo' me lo segno.
@bacillus ...
L'idea che il mondo "Open" e quindi l'offerta informatica (e quindi anche informativa, culturale) gratuita, potessero diffondersi indefinitamente a scapito del cosiddetto "profitto", grazie alle caratteristiche intrinseche della Rete, mi pare finalmente tramontata
Il mondo "Open" è un'offerta informatica libera e non necessariamente gratuita (mai sentito parlare di free speech vs free beer?). Il software open si è diffuso in moltissimi campi scalzando le alternative proprietarie e ha pure generato profitto.
Se si tratta del bacillus che penso, Paolo, mi sa che non hai a che fare con un giovincello.
Un motivo in più per restare con Android...
"diventa resistente all’acqua" -> "diventa parzialmente resistente all’acqua" Ref: http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/news/iphone-7-apple-warranty-doesn-t-cover-water-damage-to-waterproof-new-phone-a7232231.html
Apple dimostra che l'eccellenza è in grado di distinguersi, di essere in grado di andare oltre le abitudini ed i luoghi comuni, di inventarsi cose che oltre ad essere appetibili dai consumatori, le fanno guadagnare denaro.

mentre leggevo queste righe, vedevo con gli occhi immagini motivazionali e una musica epica. Alla fine della frase, schermo nero, silenzio e il logo Apple. Magari con "messaggio promozionale" scritto in piccolo in basso a destra.

In effetti, era un po' che non sentivo parole così perfettamente banali e profondamente vuote.

Un bell'esempio di come si scrive la fuffa pubblicitaria, perfettamente confezionata.


Bene così, è su queste leve che si solleva il mondo.


Sarebbe di una tristezza sconsolante anche se fosse vero. Non capirò mai come le persone possano trovare piacevole ciò che uccide qualunque voglia di vivere e distrugge qualsiasi vero progresso per gli esseri umani.

Cieca arroganza, suppongo.
Dal sito Apple: iPhone 7 dramatically improves the most important aspects of the iPhone experience. It introduces advanced new camera systems.

Come ha scritto qualcuno: e io che per 1000 euro stavo per comprarmi una reflex...
Non sono sicuro ma mi sa che ci sono delle royalties sui Jack audio, dato che sono brevettati
Nota, sono esplosi due Galaxy s7. Su quattro milioni di terminali prodotti. E chissà su quanti milioni di batterie. Non parlerei di scarsa qualità.
Lupo,

Credo che son parlasse dei Note 7, dove la casistica aggiornata a ieri sembra di 35 batterie difettose. Samsung America, oltre al ritiro di quasi 3 milioni di phablet, offre ai proprietari o un device nuovo oppure la restituzione totale dei soldi paesi per comprarlo. Chi decide di cambiarlo, può decidere se prendere un buono di 25 dollari oppure il conto del corriere per la spedizione in fabbrica.

Samsung stima che i device difettosi siano meno di un centinaio (ma è una dichiarazione della casa quindi da prendere con le pinze), ma per buona misura li riporta a casa tutti e li cambia con altri non difettosi.

Almeno si spera. Ad ogni buon conto il problema si verifica con la ricarica wireless. Caricando il device con il cavo, mi sembra di capire, il problema non sussiste.
È davvero un peccato che non si possa mai parlare di Apple con serenità. Alla fine arriva sempre un fanboy a difendere a spada tratta gli iCosi e la discussione dilaga su chi ce l'ha più lungo.
A me invece interesserebbe una replica di Paolo alle osservazioni poste da Marco Morocutti che parrebbero pertinenti.
Inoltre vorrei capire perché Apple continua ad imporre un connettore proprietario mentre tutte le altre aziende si sono adeguate alle direttive europee adottando lo standard USB.
Inoltre vorrei capire perché Apple continua ad imporre un connettore proprietario mentre tutte le altre aziende si sono adeguate alle direttive europee adottando lo standard USB.
Perché Apple è di moda ed ha una discreta schiera di fanatici del brand, quindi se per assurdo perdesse TUTTI i clienti "normali" (quelli che comprano il telefono che più soddisfa le loro esigenze, a prescindere dal marchio) venderebbe comunque un botto. E se vendi a prescindere da tutto, puoi fare il bello e il cattivo tempo fregandotene di qualsiasi direttiva europea e di qualsiasi standard.

Chi si ricorda quando un allora sconosciuto Mario Monti multò la Microsoft per abuso di posizione dominante per poco meno di mezzo miliardo di euro? Ricordate quale fu il commento di zio Bill in merito alla vicenda, ma sopratutto all'importo? Ecco.
faccio però sommessamente notare che le audio docking specifiche per iphone da sempre si collegano al connettore proprietario e in questo modo ricaricano e amplificano senza passare dal jack e tanta gente usa cuffie bluetooth. davvero vogliamo continuare a difendere una tecnologia analogica con tutte le sue limitazioni?
"Inoltre vorrei capire perché Apple continua ad imporre un connettore proprietario mentre tutte le altre aziende si sono adeguate alle direttive europee adottando lo standard USB."

'think different'. Che non è detto equivalga sempre a 'think better' :D
Marco,

piacere di ritrovarti qui, è un po' che non ci vediamo di persona.

Quello che dici sull'origine digitale del segnale che arriva alla cuffia è naturalmente vero. Ma lasciare una uscita analogica e inibirla solo quando i contenuti sono vincolati da DRM renderebbe le restrizioni troppo evidenti e quindi commercialmente inaccettabili per il consumatore. Il DRM (che è, in sostanza, una fregatura per il cliente onesto) è vendibile se non irrita eccessivamente il cliente. Se il cliente nota che certe canzoni o certi video non vengono riprodotti ma molti altri sì, allora percepisce la scocciatura del DRM; se invece tutto viene riprodotto, ma solo su una filiera interamente criptata, allora il cliente non si accorge del DRM e lo accetta, anzi neanche sa che c'è, perché gli è invisibile.

Il parallelo che fa la EFF è con il mondo video, dove per compiacere le case cinematografiche amanti del DRM l'uscita analogica è stata dapprima degradata (niente HD su uscita video analogica, ma solo sull'uscita HDMI, che è criptata ed esige che il monitor/televisore sia HDMI criptato, quindi il segnale HD è fruibile solo sui dispositivi approvati dalle case cinematografiche). Lo scopo è evitare che il segnale digitale venga catturato da un dispositivo non approvato, che possa convertirlo per esempio in un file video senza DRM, invalidando tutto il processo di restrizione. Adesso il mio Blu-Ray Samsung comunica (in casa mia, non via Internet o in altre lande di briganti) in modo criptato con il mio televisore Telefunken o con il mio proiettore Epson e tutto funziona magicamente bene. Almeno fino a che tutto il sistema di cifratura sta in piedi.

Ma questo non cambia il fatto che i dispositivi che io ho comprato, con i miei soldi, e che stanno in casa mia e riproducono film e video legalmente acquistati, sono comunque costruiti espressamente per trattarmi come un criminale di cui non si possono fidare.

In altre parole, la paura dell'EFF ha un precedente storico concreto.
@Silvano Marioni

Mi sono imbattuto in questo problema, ma non ho saputo capacitarmi su come facesse il computer (un programma flash 6 o meno, presumibilmente action script puro) a capire che il jack è collegato ad un entrata microfono piuttosto che ad un auricolare o ad un amplificatore.

Non che mi ci sia spaccato la testa, volevo registrare una musichetta orecchiabile, mi resi conto che il programma swf si rifiutava di partire senza fornire alcuna spiegazione o rimostranza se all'uscita c'era attaccato un registratore fra quelli in mio possesso.

Ripeto, non ho idea di cosa chiedesse il codice al sistema operativo, probabilmente un elettrotecnico potrebbe conoscere la differenza fra microfoni e altoparlanti dal punto di vista della scheda audio.
@barbagianni (°v°)

Una banda di burloni si è posta questa domanda ed ha dato una risposta...

https://www.youtube.com/watch?v=jyTA33HQZLA

Molto francamente non riesco ad immaginarmi nessun'altra ragione.
Detto questo, me ne torno a giocare ad Harvest Moon per SNES installato sulla mia PS vita. (Lo so che qua si sta parlando di apple, ma mi pare che quello che fa la SONY ci somigli parecchio.)

Ho comprato PSP e PS vita di seconda mano apposta per giocare a giochi per SNES, N64, GBC e GBA... visto che la SONY è taaanto riluttante a permettere a chi ha la playstation N di giocare coi SUOI giochi per playstation N-1, E già che c'ero ci ho installato anche i miei giochi per PSX.

Anzi, se qualcuno volesse infilare le sue cartucce per sistemi nintendo o PSX in una PSP sarò lieto di fornire un ghost generico
Paolo: "Il DRM (che è, in sostanza, una fregatura per il cliente onesto)"

Mhmm, non sono proprio del tutto d'accordo. Ci si dimentica che Jobs, ai tempi dell'iPod, non voleva vendere la musica con delle limitazioni così forti, furono le case discografiche a fare pressioni ed obbligarlo a costruire un sistema molto più chiuso rispetto alle abitudini di Apple (questa cosa mi fa sempre ridere a pensarci, ricordando chi era Jobs).
"Plus" arrivò molti anni dopo, l'unica casa discografica che appoggio l'iniziativa all'inizio fu la EMI (se non ricordo male).

A tutt'oggi sullo store vengono venduti brani musicali con forti restrizioni e altri con restrizioni meno forti, perché alcune case discografiche o alcuni gruppi (vedi gli AC/DC) non aderiscono al programma "Plus". Però fino a quando rimani dentro l' "ecosistema" creato da Apple (iCosi, iTunes, AppleStore), non hai problemi di sorta, per cui la frase sul DRM al momento non è vera (parlando di Apple, altre marche hanno fatto scelte decisamente più infelici, tipo la Sony).

Apple ha fatto anche pesanti passi falsi, per esempio Match: un escamotage per dirimere certe questioni sui diritti d'autore e copia privata con tutta una serie di storture eccezionali. Non so quanti si siano accorti che per un po' di tempo sull'iPhone non era possibile riprodurre i brani masterizzati da CD originali sul proprio iPhone un'ingiustizia bella e buona, tanto che personalmente ero arrivato a non attaccare più alcuni vecchi iPod ad iTunes per poter continuare ad ascoltare i miei brani legalmente comprati (io la musica la pago sempre, non credo sia mio diritto usufruirne gratuitamente quando è residente nei miei HD). Il problema è stato poi risolto.

C'è stato un periodo in cui non si riuscivano a riprodurre alcuni brani senza un collegamento ad internet, malgrado fosse stata scaricata dallo store e poi riversata su un iPhone (ve n'eravate accorti?). Problema risolto anch'esso.

Apple insiste in modo pedante perché ci si abboni a quella ciofega di Music ... ecco questa cosa mi preoccupa di più, perché credo voglia migrare tutto sullo streaming in abbonamento e mi chiedo quando (e non se) deciderà che i brani scaricati dallo store e residenti sui nostri iCosi non saranno più suonabili. Più delle cuffiette bluetooth, che non riesco a vedere come un problema, mi preoccupa questo, visti i precedenti errori.
Apple non ha bisogno di un'uscita digitale per impedirti di ascoltare quello che non vuole, lo fa a monte, quando vuole o quando fa dei marchiani errori di programmazione.

Insomma mi sembra un po' tardi per accorgersi solo adesso del controllo che Apple ha sulla nostra libreria musicale, ce l'ha sempre avuto, ma fino a quando rimani all'interno del suo ecosistema la cosa fila liscia ... tra alti e bassi, va detto.

Pur detestando la mia malafede, credo però che per il futuro Apple voglia abusare di questo potere e a quel punto il sottoscritto abbandonerà del tutto il mondo della mela, con grosso dispiacere è vero, ma anche la mia pigrizia ha una pazienza limitata.

p.s. le PowerBeats BT costano 30 euro in più delle AirPod e suonano da dio, occhio che Apple con gli auricolari non ci prende mai.
Le Mpow costano meno di 50 euro e valgono quello che si spende. Per le Q7 con archetto vale lo stesso discorso delle Mpow.

p.p.s. Cacchio su alcune cose la casa di Cupertino vende delle cavolate pazzesche che uno è costretto a cambiare subito se le si ritrova in bundle, tipo il magic mouse. Mah!
Vorrei correggere una cosa. Nella nuova versione di iOs per iPhone (la 10 che sto provando or ora), nell'applicazione "Musica", esiste adesso una sezione "Musica scaricata", cioè quella residente sul proprio iPhone e per la quale quindi non dovrebbe essere più necessaria alcuna autorizzazione da parte di Apple, anche se sono convinto sia sempre sotto controllo.

Rimane il fatto che nella libreria distingue tra musica sul cloud, musica scaricata e musica masterizzata. Vediamo come butta nei prossimi mesi.
Dei Moni,

Ci si dimentica che Jobs, ai tempi dell'iPod, non voleva vendere la musica con delle limitazioni così forti, furono le case discografiche a fare pressioni

Non l'ho dimenticato. Vorrei chiarire che la mia osservazione sul DRM come fregatura per il cliente onesto non è riferita ad Apple: è riferita al DRM in generale. Vale per qualsiasi produttore.
Caro Paolo, è divertente vederti fare il complottista una volta ogni tanto. Con una teoria poi molto più smontabile di quelle sulla Luna o sull'11 settembre, perché Apple Music ce l'hai su Mac, Windows, persino Android, e neppure nei loro sogni egemonici più sfrenati a Apple possono pensare che togliere il jack dall'iPhone possa portare a farlo sparire ovunque.
Il motivo per cui è stato tolto il jack è che impediva di ridurre lo spessore del telefono ed era un problema per l'impermeabilità. Scelta discutibile, che per esempio impedisce di ascoltare musica se il telefono è in carica, stesso problema del MacBook 12", ma perfettamente nella linea di design Apple di togliere tutto quello che si può togliere, senza andarsi a cercare roboanti teorie che non hanno nessuna base logica.
Tra l'altro Apple è così ansiosa di salvaguardare i DRM che è stata la prima a toglierli dalla musica in vendita, e se oggi la musica viene venduta ovunque in MP3 e non in qualche formato windows assurdo è merito di Apple.
Silvio,

è divertente vederti fare il complottista una volta ogni tanto

Ci provo. Però cerco di farlo sulla base dei fatti, a differenza dei Veri Complottisti :-)


Apple Music ce l'hai su Mac, Windows, persino Android, e neppure nei loro sogni egemonici più sfrenati a Apple possono pensare che togliere il jack dall'iPhone possa portare a farlo sparire ovunque.

Come la presa SCART (o uscita analogica) sul tuo televisore HD? :-)


Il motivo per cui è stato tolto il jack è che impediva di ridurre lo spessore del telefono ed era un problema per l'impermeabilità.

Altri modelli impermeabili (Galaxy S5, per citarne uno) hanno manutenuto la presa per cuffie.

Sulla riduzione di spessore, non so quanti utenti saranno contenti di avere un iPhone minimamente più sottile (da proteggere poi con uno spessissimo case) ma dover comperare cuffie apposite.


Scelta discutibile, che per esempio impedisce di ascoltare musica se il telefono è in carica, stesso problema del MacBook 12", ma perfettamente nella linea di design Apple di togliere tutto quello che si può togliere

...e al diavolo la convenienza dell'utente ;-)

Smettila di fare esempi che mi danno ragione, perdinci!



Tra l'altro Apple è così ansiosa di salvaguardare i DRM che è stata la prima a toglierli dalla musica in vendita, e se oggi la musica viene venduta ovunque in MP3 e non in qualche formato windows assurdo è merito di Apple.

Se è così ansiosa di togliere i DRM, come mai altri commentatori notano che su certi brani il DRM c'è ancora? Come mai non lo ha fatto anche per i film?

Perdonami il cinismo, ma Apple, come qualunque azienda che deve rendere conto agli azionisti, farà quello che è conveniente fare. Non avrà mai slanci morali puri. Anche la scelta di Cook di andare contro l'FBI serviva a difendere la reputazione di sicurezza del suo prodotto di punta. A volte il tornaconto aziendale e quello dell'utente coincidono, e allora c'è la possibilità di fare un gesto nobile, ma non mi faccio illusioni sulle scelte etiche di aziende.
Ma per i video... Dump della memoria dalla scheda video? Secondo me funziona..
Secondo me certe preoccupazioni su quello che potrebbe decidere un giorno di fare Apple, nascono da quello che potenzialmente è già in grado di fare oggi ad un libreria musicale e di questo se ne hanno avuto evidenze sia per errori concettuali (vedi Match), errori per eccesso di prudenza (vedi le continue richieste di autorizzazione alla riproduzione sull’iPhone) o marchiani errori di programmazione (vedi il caso del compositore che si è visto piallare tutta la sua musica originale dopo essersi abbonato a Music e Match).

Fino ad ora Apple, e va riconosciuto, non ha mai abusato troppo del proprio potere e anche quando l’ha fatto è tornata indietro, per fortuna Cooks è più aperto alle critiche di Jobs. Ed è altrettanto vero che Jobs ha lottato anni contro un certo modo di concepire la vendita della musica delle case discografiche, “Plus” non è stata una conquista da poco, anzi. Apple non è il male assoluto, ma è legata alla logica del profitto. Quando deciderà di seguire del tutto il “lato oscuro”? Spero mai e alle volte ho l’impressione che legga i blog tecnici come questo, altrimenti non mi spiego la nuova sezione “Musica scaricata” nell'applicazione "Musica", per questo rompo così tanto le balle su queste cose: sono pigro, non vorrei cambiare sistema e allora li prendo per sfinimento sui blog.

Poi c’è il caso della Sony e secondo me lì si parla del male assoluto, la Umbrella Corporation per antonomasia: oh per riuscire a comprare il CD degli Hitorie ho dovuto fare l’ordine ad un negozio in Giappone. Su YouTube nemmeno dietro ad una VPN da server giapponese puoi ascoltarli per un assaggio, giusto su DailyMotion, notoriamente refrattaria a discorsi sul diritto d’autore.
E gli Hitorie sono presenti anche sullo store di Apple, ma solo in Giappone, perché Sony colca’ … e guarda caso i casi più assurdi sulla questione dei DRM pippano fuori quasi sempre con questa casa giapponese. Si provi a pensare se Sony avesse un ecosistema come quello di Apple che dolori, per fortuna ha solo la playstation per fare la voce grossa.

Hai capito Tim? Vedi di fare il bravo.

p.s. Comunque i DRM ci sono su tutti i brani, in alcuni sono molto laschi perché seguono la filosofia “Plus” e puoi sentire la musica anche su un Nokia (tanto per fare un esempio); altri proprio no, ma lo decidono le case discografiche, se non gli stessi artisti. Distingui i due tipi di DRM dalla dicitura: “File ACC acquistato” e “File ACC protetto”. A titolo di esempio: “Cochise” degli Audioslave è protetto, “Thunderstruck” degli AC/DC è acquistato … sono sorpreso nello scoprirlo. Comunque entrambi i file sono sotto mio nome e ne sono responsabile immagino.
Credo che Music nelle intenzioni, oltre a voler seguire Spotify nella sua deriva streaming, debba servire a togliersi dalle palle queste distinzioni sui vari tipi di DRM Apple, che credo paghi uno scotto per i brani “Plus”.
Ok basta, ho stressato abbastanza su questa cosa.
Il problema dei DRM di apple non è tanto il fatto che impediscono di rubare dal loro negozio, quanto il fatto che potrebbero mettere le loro manacce sugli artisti che han deciso di regalare le loro opere.

Cosa ci garantisce che un bel mattino il nostro dispositivo apple non si rifiuti di riprodurre i brani che abbiam comprato dalle garage-bands del vicinato?

(Vabbè, lo stesso vale per la SONY: quando voglio trasferire dati in una ps vita devo staccare il router dal muro ed attaccare un computer con occhiali-naso-baffoni che fa finta di essere Akio Morita e dice alla macchina: "No, no, non preoccuparti, tutto a posto, non sei stato liberato, non occorre che fai Hara-kiri.")

Il concetto di una macchina che si riserva il diritto di dire: "Maicol Jexon (banda di 3 critini che ogni tanto suona a gratis nei pub) ha detto che non siamo fichi, adesso siam offesi ed incazzati e per questo da oggi in poi il tuo lettore non riprodurrà più le canzoni di Maicol Jexon." è in sè per sè assurdo e mi stupisco che qualcuno possa accettarlo, tantopiù coi prezzi che fischiano.
Scusa, rispondo: diciamo che intanto Apple è oggettivamente un'azienda che ha una certa propensione morale, perché fa parte della sua identità dagli anni settanta, perché è californiana, perché fa bene alle sue relazioni pubbliche, mettila come vuoi, ma questa propensione c'è. Non può essere assoluta, ovviamente, per cui resta criticabile sotto molti punti di vista.
Quando tolgono il DRM, non lo fanno perché il DRM è sbagliato, ma perché questo permette di vendere meglio l'hardware che producono. La sparizione del DRM dalla musica in vendita fa sì che tu possa ascoltare con l'iPhone la musica che viene venduta su Amazon, su Google Play, su qualsiasi negozio. Se non fosse andata così, avresti dovuto usare Windows o Android, non l'iPhone.
Apple ovviamente nel caso della musica e dei film è un rivenditore. I diritti sono di altre entità. Quindi Apple può lottare per imporre la sua idea, in alcuni casi vincere in altri no, ma non è lei che decide se mettere il DRM o meno, lo decide il proprietario del contenuto.
Se vogliamo guardare le dietrologie di Apple sul jack, senza andare a tirare fuori cospirazioni sul drm che non stanno in piedi da nessun punto di vista, ce n'è una molto più semplice: Apple prende qualche dollaro per ogni prodotto che viene messo in commercio che usa il suo connettore lightning, e anche se è vero che c'è l'adattatore, il parco degli iPhone è abbastanza vasto da garantire che verranno messi in commercio centinaia di prodotti già pronti con il connettore lightning.
Se si vuole analizzare un fenomeno, bisogna farlo basandosi sulla storia precedente. Apple non ha mai adattato il proprio hardware alle pretese dei fornitori di contenuti. Viceversa, c'è una lunga storia che prova che Apple ha sempre teso per motivi di design a ridurre al massimo gli elementi presenti su un device, e dall'altra una lunga storia che prova che Apple ha sempre fatto di tutto per mantenere saldo il controllo sui fornitori di accessori dei suoi prodotti.
Ma quel connettore non mi risulta un brwvetto Apple.
Caro Paolo, visto che tu fai l'acchiappabufale di mestiere, ti segnalo che la storia della rana bollita è una leggenda metropolitana! Peraltro è anche abbastanza interessante e potresti scriverci un post. Di solito la attribuiscono a Noam Chomsky (che insieme ad Einstein e a Bill Gates detiene il record delle citazioni fasulle), ma in realtà è più antica di un secolo. Una volta avevo trovato una intervista al famoso intellettuale in cui saltava fuori la storiella. Ora non mi ricordo esattamente e per di più il mio inglese fa schifo, ma mi pare di ricordare da come ne parlava che non ne sapesse niente. E' inutile che io alleghi informazioni prese googlando visto che sicuramente lo sai fare meglio tu.