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16 commenti

Ragazza austriaca fa causa ai genitori: postano sue foto imbarazzanti su Facebook

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/09/24 8:55.

Secondo The Local in Austria e Deutsche Welle, una ragazza austriaca di diciott’anni ha avviato una causa legale contro i propri genitori perché pubblicano su Facebook le sue foto intime e imbarazzanti di quando era bambina e rifiutano di rimuoverle. Si tratta di oltre 500 foto, condivise con i 700 amici dei genitori a partire dal 2009, quando la ragazza aveva undici anni.

“Non conoscono né limiti né pudore. A loro non importava se ero seduta sul gabinetto o nuda nel lettino: ogni momento veniva fotografato e reso pubblico”, dice la ragazza, che ha fatto ricorso alla legge perché è “stanca di non essere presa sul serio” dai propri genitori, che hanno ignorato sia le sue richieste verbali sia quelle fatte tramite il social network. Secondo quanto riportato da The Local, le foto includono cambi di pannolino e sedute sul vasino.

I genitori si difendono dicendo che “la figlia è nostra, e per [noi] è un bell’album di famiglia che è stato accolto bene dai nostri amici su Facebook.”

Se il tribunale accoglie le richieste della ragazza, i genitori potrebbero trovarsi obbligati a un risarcimento e a sostenere le sue spese legali. L’udienza è prevista per novembre. Graham Cluley di Naked Security nota che anche altri paesi, come la Francia, hanno norme estremamente severe sul diritto alla privacy dei minori, che molti genitori ignorano disinvoltamente.

A parte il rischio che vengano usate da pedofili, le foto d’infanzia, specialmente se intime e imbarazzanti come quelle descritte dalla ragazza austriaca, possono essere sfruttate per molestie e bullismo online da parte dei compagni di scuola. Sarà forse il caso, per molti genitori, di farsi un esame di coscienza e chiedersi se è davvero necessario condividere questi momenti personali proprio con tutti e se è accettabile trattare i minori come se fossero oggetti da esibire.


2016/09/24 8:55. The Local segnala che sono emersi alcuni dubbi sull’autenticità della notizia, che al momento è impossibile da verificare o smentire a causa dello stretto riserbo che protegge le persone coinvolte e le procedure legali.

– Si sa che la fonte originale è il settimanale austriaco Die Ganze Woche, che ha pubblicato la notizia usando un nome di fantasia, Anna Maier, per la ragazza, come consueto in questi casi.

– Il legale citato nell’articolo originale, Michael Rami, esiste realmente ma ha negato di essere il rappresentate legale diretto della ragazza, dichiarando invece di essere semplicemente un consulente.

– Se la ragazza vive in Carinzia, come affermato dall’articolo originale, il foro competente sarebbe Klagenfurt, dove però non risulta pubblicamente alcuna causa legale di questo genere in calendario per novembre. Questo però non vuol dire che la causa non esiste.

– Burkhard Trummer, caporedattore di Die Ganze Woche, ha dichiarato alla Frankfurter Allgemeine Zeitung che “la storia è autentica” ma non ha fornito prove, e la redazione non risponde alle richieste telefoniche.

L’autenticità della vicenda è insomma incerta, ma le considerazioni sollevate dal caso restano valide. Per chi volesse indagare ulteriormente, segnalo alcune fonti aggiuntive in tedesco: Die Ganze Welt del 20/9/2016, Morgenpost, FAZ, Der Standard.
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Commenti
Commenti (16)
ciao Paolo,
solo un paio di refusi:

1. imbarazzanti di quanto era bambina
2. fotografato e preso pubblico
“stanca di non essere presa sul serio”
“la figlia è nostra”

Questa é una tipica situazione in cui i genitori abusano emotivamente dei figli, chissà quante ne ha passate questa ragazza.
La frase "la figlia è nostra" mi fa rabbrividire. L'idea che un figlio non sia un essere umano ma una "proprietà" del genitore e a sua completa disposizione è roba da medioevo.
Coraggiosa la ragazza, ora deve convivere con i due genitori-stalkers
Se la sua richiesta non verrà accolta, spero che gli renda pan per focaccia, riprendendo e pubblicando i LORO momenti intimi e le LORO scappatelle.
@Infrid @Taron Infatti posso ancora capire che i genitori presi dall'entusiasmo non si siano resi conto delle conseguenze di quello che facevano. Quello che non ammetto è che di fronte alle proteste della figlia ormai maggiorenne non abbiano almeno "corretto il tiro" rimuovendo le foto che più la infastidivano.
Poi io sono così talebano (o amish) che non metto foto di mia figlia sui social, meno che mai quelle "compromettenti" mentre fa il bagnetto.
una "proprietà" del genitore e a sua completa disposizione è roba da medioevo.

Il diritto di vita e morte del paterfamilias è roba dell'antichità precristiana.
Il medioevo almeno in questo era più civile.
troppi genitori mettono foto dei loro figlioli aggiro, senza rendersi conto dei rischi connessi (e senza considerare che il figliolo stesso potrebbe non gradire in futuro). Oltretutto che una volta che sono "la' fuori" ne hai perso il controllo...Ed e' per lo stesso motivo che il backup automatico lo tengo disattivato...
@martino
cum manu e sine manu :D
p,

grazie della correzione, ho sistemato.
Questi sono i frutti di chi semina alla cavolo come hanno fatto questi genitori e come fanno tanti altri. Non vogliono proprio capire che il web, ed in questo caso i social network sono da prendere con le pinze.
Sul gabinetto o nuda nel lettino "a partire da quando la ragazza aveva undici anni" non sono innocenti foto d'infanzia. Si va verso il pedoporno.
Infatti è strano. Non è per caso FINO agli undici anni?
I genitori si difendono dicendo che “la figlia è nostra, e per [noi] è un bell’album di famiglia che è stato accolto bene dai nostri amici su Facebook.”

Ecco la sintesi maxima di quelli che io chiamerei "genitonti" (TM) ovvero gente a cui la natura ha dato il diritto di concepire e generare un figlio, mentre purtroppo non esiste una legge che glielo vieti. Gente per cui tutto deve essere esibito su FB, compresi i figli, che diventano uno strumento per acchiappare like da altri diversamente furbi: la loro approvazione è la loro unica ragione di vita. E se i loro contatti hanno approvato...allora va tutto bene.
"Ah ma io ho impostato la privacy, solo i miei amici possano vedere le foto". E poi hanno 800 amici, di cui conosceranno di persona meno del 10%

Io spero che questo sia solo il primo caso di una lunga serie. Confesso che tra i miei contatti ho/avevo diverse persone che mi piacerebbe poter vedere alla sbarra per questo tipo di imputazione. In particolare, mi ricordo di una tizia tra i 40 e 50 anni, single e ancora piacente, che alterna le foto di lei vestita da panterona o quelli dei suoi piedi (giusto per far ingrifare i morti di f**a) a quelle dei suoi figli adolescenti, solitamente scattate di nascosto, mentre leggono o studiano.
Le didascalie sono roba del tipo "ecco gli amori della mia vita" oppure "ssssh...non fate rumore...lui non vuole essere fotografato perchè è grande ormai". Immaginate cosa vuol dire, per questi ragazzi, andare a scuola sapendo che qualche loro compagno di classe potrebbe avere la loro madre tra i contatti FB...
Al di là di alcuni dettagli inquietanti (foto di lei nuda a 11 anni?????) il problema generale è che i genitori non capiscono che i figli hanno diritto alla loro privacy.
Quando ho dovuto subire un'operazione mia mamma è rimasta sconvolta dal fatto che il dottore abbia risposto alle sue domande "Non posso dirle nulla, suo figlio è maggiorenne quindi ha pieno diritto alla privacy".
Ero presente e avrei voluto abbracciare il medico e dirgli che è raro vedere una persona di così elevata professionalità (e infatti ha anche svolto il suo lavoro come chirurgo in modo ottimale).

Che dire, a volte le persone non riescono a fare 2+2!
>Il diritto di vita e morte del paterfamilias è roba dell'antichità precristiana.
>Il medioevo almeno in questo era più civile.

Poi invece uno è meno civile se è contro l'aborto. C'è dunque una distribuzione di civiltà che non è monotona crescente verso il non uccidere le persone. Basta saperlo.

Marco e lufo88,

Io ho interpretato la faccenda degli 11 anni nel senso che quando la bambina aveva 11 anni i genitori hanno cominciato a pubblicare le foto, non a scattarle. Non che questo cambi la mia opinione nei loro confronti...