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22 commenti

Rocket Road 1, Hawthorne

di Paolo G. Calisse. Ultimo aggiornamento: 2016/09/10 16:00.

Alcuni giorni fa mi trovavo per motivi di lavoro a Pasadena, un quartiere di Los Angeles noto agli appassionati di scienza e spazio in quanto sede di CalTech, NASA-JPL etc. Avevo qualche ora libera e così ho preso la metro verso l'aeroporto con l'intenzione di scendere alla modesta stazione di Crenshaw. Da pochi giorni il panorama è questo:


Una strada trafficata, un parcheggio multipiano e una banale “ciminiera”. Proviamo però ad ingrandire l’immagine:



Gli appassionati del settore avranno capito: il tubo bianco visibile nella prima foto non è altro che il primo stadio di un vettore SpaceX Falcon 9. E non uno qualsiasi, ma il primo ad essere atterrato verticalmente, nel dicembre 2015, dopo avere completato con successo una missione operativa e messo in orbita 11 satelliti della serie Orbcomm.



Nonostante fossi andato lì apposta, quando ho capito cosa si scorgeva in lontananza, le gambe, credetemi, hanno cominciato a tremare. Le mie, non quelle del booster! Raggiungere il quartier generale di SpaceX, dove i vettori vengono assemblati in serie per essere spediti alle basi di lancio, richiede dalla stazione dieci minuti a piedi. Si passa il piccolo aeroporto locale di Hawthorne per trovarsi davanti al mitico simbolo della compagnia più visionaria di questa decade.

Impiegati di SpaceX ammirano la loro "creatura". L'età media
degli impiegati della compagnia sembra in effetti quella di un
liceo italiano.
Ci si può avvicinare, gratuitamente, a pochi metri dallo storico vettore. In realtà pensavo di trovare una calca di fotografi ed appassionati in zona. Invece ero l’unico “turista spaziale”. Una possibilità straordinaria che mi ha permesso di ammirare il manufatto in totale tranquillità. All’interno dell'area recintata da una grata provvisoria c’erano invece, oltre ad un addetto della security, un gruppetto di impiegati di SpaceX in ammirazione del loro prodotto. Ma non provate a chiedere loro informazioni, perché si rifiuteranno cortesemente di rispondere a qualsiasi domanda. Probabilmente la direzione ha dato indicazioni molto restrittive per i rapporti con il pubblico di appassionati.

In passato ho visto numerosi manufatti spaziali, sia per lavoro che per turismo e passione, ma si trattava spesso di eredità (Apollo), o di rami comunque secchi (Space Shuttle). In questo caso l’emozione è garantita. A quel vettore sembrano ancora fumare i Merlin. Sarà stato forse il freno ad aria di qualche camion in transito su Crenshaw Blvd., ma nella mia memoria ho il ricordo chiaro del suono caratteristico di qualche valvola che si apre e si chiude e il ribollire di ossigeno liquido. In cima appaiono ancora dispiegate le 4 alette per la frenata nella bassa atmosfera.

Quando anni fa scrissi un articolo per dimostrare al pubblico italiano che il recupero di vettori era tecnicamente possibile e anzi potenzialmente conveniente, rispetto all’uso dell’attrito aerodinamico (non lontano da lì è anche possibile visitare lo Space Shuttle Endeavour, l'ultimo mai realizzato) non avrei mai immaginato di ritrovarmi un giorno davanti a questo monumento dell’avventura umana, che mi ricordava vagamente ben altri del passato, e in particolare un obelisco del Bernini a Roma al quale sono particolarmente affezionato. Anch’esso poggiato su quattro zampe (notoriamente dotate di "dita" dal Bernini, che non aveva mai visto un elefante dal vivo), e anch'esso frutto della più grande perizia tecnica disponibile nel periodo.

A questo e ai tanti altri dipendenti di SpaceX di passaggio avrei desiderato sfilare la t-shirt
molto più che al concorso Maglietta Bagnata, sezione Maggiorate. Purtroppo SpaceX
non dispone ancora di un visitor center. Le si possono acquistare esclusivamente online.

Su una delle zampe, scritto con un pennarello bianco, un numero di serie e l'indicazione “Flown hardware”, “esemplare che ha volato”, la designazione caratteristica di tutto ciò che ha volato veramente nello spazio invece di essere stato usato per test e sviluppo in laboratorio.

"Flown hardware". Eh sì, l'esemplare ha volato.
I 9 potenti Merlin capaci ognuno di generare 690 kN di spinta.

Semaforo sempre verde per chi svolta per Marte.

Per puro caso un mio collega, Dave Boettger, ha visitato gli stessi luoghi pochi giorni dopo. Alla base del vettore era stata posta una base bianca che gli dava ancora maggiore spicco. Inoltre, girando intorno all'hangar, si trovava un booster parcheggiato...

Parcheggio selvaggio ad Hawthorne (photo credit: Dave Boettger)

... e un secondo stadio in manovra:

Un secondo stadio in manovra (non orbitale) con il criostato ben visibile. Notare la finitura a specchio per ridurre il trasferimento radiativo (photo credit: Dave Boettger)

Allungando fino al porto di Long Beach (al termine di Miner St.) era anche possibile trovare due capsule Dragon sul pontile, a pochi metri di distanza dalla chiatta Just Read the Instructions, destinata al recupero dei vettori. Quella dietro è forse solo un mock-up, mentre quella davanti, protetta, mostra le bruciature tipiche del rientro in atmosfera.

(photo credit: Dave Boettger).

Se passate per Los Angeles, e se siete appassionati di spazio, non dimenticate questa esibizione permanente e gratuita, questa "porta" sul futuro dell'umanità.

AGGIORNAMENTO: in seguito l'area dove è esposto il Falcon 9 è stata sistemata. Una protezione completamente trasparente in vetro circonda il vettore e le cuffie di protezione sono state rimosse dagli ugelli. Motivo in più per una visita.
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Commenti
Commenti (22)
Bellissimo!

Ho letto giusto ieri di un mandato di arresto verso ignoti che hanno aggredito un ragazzo lasciandolo a terra a torso nudo ;)

Piccola correzione: "flown hardware", non "flow article" :)
Ok, se passo da quelle parti, vado a visitare queste meraviglie!
Paolo, guarda meglio, c'è scritto: Flown HARDWARE, not "flown article".
Devi essere ancora molto emozionato ... con le lacrime ^_^
corretto. Grazie Jhack!
Jhack,

grazie della segnalazione, ho corretto io per Pgc.
Piccola inesattezza: motori del falcon non sono criogenici.
Grazie per questa chicca, pgc!
Claudio,
non ho scritto motori criogenici ma PROPELLENTE criogenico. Sbagliato comunque perché il propellente è raffreddato (letteralmente "chilled", ghiacciato). E' l'ossigeno ad essere mantenuto a temperature criogeniche. Quindi ho aggiustato, grazie! :)
Una pignoleria: l'obelisco della Minerva non è “del” Bernini, bensì un autentico obelisco egizio, il più piccolo fra quelli presenti a Roma. È l'elefante che gli fa da base (il “porcino”, poi “pulcino”) e la sistemazione del tutto, a essere del Bernini.
Wow! Che *sballo! (*sinonimo di "figata" dalla Treccani, che mi sa che non si puo dire ^^) ..a volte guardando questo tipo di foto, penso che sono prese dai videogiochi sci-fi ai quali gioco io :D
Se qualcuno si trovasse da quelle parti con un gruppo fino (fino a 10 oppure 20 o piu') e' possibile prenotare fare una visita guidata del JPL.
Altrimenti, una volta all'anno (verso Maggio, di solito) organizzano l'open house, che permette di girare 'liberamente' per le strutture e vedere dimostrazioni pratiche di prototipi o copie di sonde e rover gia' in lanciati.
http://www.jpl.nasa.gov/events/special-events.php

Ho avuto la fortuna di fare questo pellegrinaggio una volta, e dopo aver visto il prototipo (funzionante) di Curiosity allora in viaggio e il gemello terrestre di Opportunity, ho versato una lacrima sincera allo schermo della Master Control Room che mostrava il T+34 anni (all'epoca) delle due sonde Voyager.

Fortemente raccomandato, anche se doveste organizzare apposta il viaggio da queste parti.
E lungo autostrada che passa tra Irvine e Santa Ana si vedono anche diversi propulsori Boeing (Delta, azzarderei) in bella mostra.
Daniele,
si, con "del Bernini" intendo quello che hai detto. E' che ho una passione smodata per il Bernini e davo per scontato che si sapesse che l'obelisco è ovviamente originale.

p.s. Sono fermamente convinto che la vera arte contemporanea sia questa, e che il legame tra un motore RS-25, o un caccia da combattimento, o una Ferrari da strada e il Ratto di Proserpina sia molto più forte che tra certa arte delle ultime decadi e quella di allora. Per questo sono convinto che l'arte non sia morta, ha solo traslocato. Ma il livello resta lo stesso.
@pgc: Grazie per la precisazione e per tutto l'articolo!
Grazie del report, pgc. Ho già impostato la foto "Rocket road" come sfondo del telefono!
Piccola correzione, Pasadena è un comune della contea di LA, non un quartiere.
Mio dio, questo post è in grado di oscurare cinquant'anni di conquiste spaziali. Che emozione, mi batte il cuore, questa retorica ti colpisce nel profondo. Persino lo Space Shuttle, che finisce per diventare "un ramo secco", appare nient'altro che un dettaglio.
Voglio ancora reportage così!
rico,

nel campo delle opinioni c'è spazio per valutazioni completamente diverse. E anche per un po' di sana ironia... :) Ma nel campo dei numeri la questione è diversa.

Dal punto di vista emotivo, continuo a considerare il progetto Space Shuttle assolutamente straordinario e affascinante. Esattamente come la ISS. Ti assicuro che sono rimasto in adorazione di fronte ad un RS-25, quasi con le lacrime agli occhi.

Dal punto di vista razionale invece penso che lo Space Shuttle sia stato affossato da un set di requirements impossibile (cargo + equipaggio). Che, essendo impossibile un commissionamento completo, ha portato alla morte di 14 persone. Che ha rallentato il progresso nelle missioni spaziali assorbendo risorse immense per decenni. Che non era in grado di accedere orbite alte. Che ha fallito l'obiettivo per il quale era stato disegnato (realizzare un sistema orbitale a basso costo) malgrado l'impegno profuso da tutti nel raggiungere. Per questo oggi sta in un museo e non se ne vede un successore paragonabile (no: il Dreamchaser è profondamente diverso).

Per quanto riguarda la strategia di SpaceX - realizzare vettori a bassissimo costo ma affidabili attraverso il rientro a motore invece che planato - non è detto che abbia completamente successo. Può essere che anche i loro tentativi finiscano in un museo. Può essere che qualcun altro riesca seguendo la stessa strategia ma soluzioni tecniche leggermente diverse (Blue Origin, Ariane?).

Può darsi invece che no. Aspettiamo e speriamo. L'ipercomplicazione è bella, ma spesso fallisce.
scusate: bacillus, non rico.

p.s. sto scrivendo da un osservatorio a 5200 m... la carenza di ossigeno a volte crea problemi :)
pgc, le tue alte considerazioni (#15) in carenza di ossigeno sono pressoché identiche alle mie a quota più bassa sotto i mille metri, quindi concordo con te.

Però ora ci devi dire dove stai esattamente.
A Cerro Toco in Cile?
p.s. sto scrivendo da un osservatorio a 5200 m... la carenza di ossigeno a volte crea problemi :)

Lo si era già postato, ma repetita iuvant :-)
http://xkcd.com/1463/
bravo Claudio: Cerro Toco...

@martino: più che "funny" direi "idiot". Il numero di errori, dimenticanze totali (torni giù e qualcuno ti dice che hai fatto qualcosa di cui non ricordi assolutamente nulla) etc. è sorprendente... E' uno stress notevole per il fisico fare su e giù da 2400, 6 giorni su 7.
E ti sei fermato a cena da Leonard e Sheldon???
ovviamente solo i fan di Big Bang Theory potranno apprezzare....
Cmq, che invidia!!

Francesca
No. Però ho conosciuto David Saltzberg anni fa.
@pgc
Fico!!