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2019/07/05

Ho fatto Moonbounce!

Mentre ero al festival della comunicazione scientifica Starmus, a Zurigo, ho fatto un Moonbounce: la mia voce è stata mandata in tempo reale via Internet al radiotelescopio di Dwingeloo, nei Paesi Bassi, e da lì è stata trasmessa via radio verso la Luna.

Viaggiando alla velocità della luce, il segnale radio ha raggiunto la Luna circa un secondo e un quarto più tardi ed è stata riflessa dalla superficie lunare, tornando indietro verso la Terra un altro secondo e un quarto più tardi, ed è stata ricevuta dal radiotelescopio. Questo è il risultato:


L’esperimento è stato organizzato da Martine-Nicole Rojina, del progetto SisterMoon, ed è aperto a tutti: se visitate il sito FirstSteps.space, il 20 luglio potrete inviare anche voi la vostra voce verso la Luna.

Trovatevi qualcosa di molto breve da dire, oppure dividete la vostra frase in spezzoni molto corti, e otterrete un ricordo molto speciale del cinquantenario del primo allunaggio.

Fra l’altro, il tempo di andata e ritorno del segnale consente di misurare con discreta precisione la distanza corrente fra Terra e Luna. Nel mio caso, il segnale ci ha messo esattamente 2,549 secondi ad andare e tornare.


In questo tempo il segnale radio, viaggiando alla velocità della luce, ha coperto 764.170 chilometri. Dividendo per due si ottiene 382.085 chilometri, che è un valore abbastanza vicino a quello della distanza della Luna calcolata da WolframAlpha al momento del mio Moonbounce, ossia 392.032 chilometri.

Ma siccome la distanza calcolata è da centro a centro, bisogna sottrarre da questo valore 6.371 di raggio terrestre e 1737 km di raggio lunare, per cui si ottiene una distanza da superficie a superficie di 383.924 km (non tengo conto qui del fatto che al momento del Moonbounce il radiotelescopio non si trova nel punto della superficie terrestre più vicino alla Luna ma è leggermente più lontano a causa della curvatura terrestre). Niente male, come precisione.

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