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2022/11/02

Il Messaggero pubblica un tweet di un finto Zuckerberg spacciandolo per vero

Questo articolo è disponibile anche in versione podcast audio.

Il Messaggero ha pubblicato oggi (2 novembre 2022) a firma di Francesca Pierantozzi una “polemica a colpi di tweet” fra Stephen King, Elon Musk e Mark Zuckerberg a proposito dell’ipotesi di far pagare un canone mensile per il bollino blu di autenticazione su Twitter.

Il siparietto è surreale e divertente: secondo la traduzione del Messaggero, il celeberrimo autore horror Stephen King avrebbe scritto “Venti dollari al mese per le mie spunte blu? Che si fott... Mi dovrebbero pagare. Se fanno una cosa simile, vado via come Enron”.

Enron, per chi non se lo ricordasse, non è un personaggio del Signore degli Anelli ma era una multinazionale statunitense del settore energetico, fallita clamorosamente e di colpo nel 2001 in seguito a un enorme scandalo contabile (Britannica; Wikipedia).

Elon Musk avrebbe risposto così a Stephen King: “Dobbiamo in qualche modo pagare le bollette! Twitter non può fare interamente affidamento sulla pubblicità. Che ne dici di 8 dollari?”.

Sempre secondo l’infografica del giornale, il battibecco sarebbe proseguito con l’intervento di Mark Zuckerberg, che avrebbe messo a segno una battuta tagliente: “Ciao Elon, Facebook è gratuito”.

Ma solo i primi due tweet sono autentici. Quello di King è qui (“$20 a month to keep my blue check? Fuck that, they should pay me. If that gets instituted, I’m gone like Enron.”) e quello di Musk è qui (“We need to pay the bills somehow! Twitter cannot rely entirely on advertisers. How about $8?”).

Il terzo, invece, è stato scritto da un account di un utente comune, privo di bollino, che il giornale ha disinvoltamente pubblicato spacciandolo per una vera risposta del CEO di Meta.

L’utente comune scambiato per Zuckerberg è @di_reddito, che ha semplicemente impostato il proprio account in modo che il suo nickname, ossia il nome in grassetto, sia Mark Zuckerberg e ha usato una foto di Zuckerberg come immagine del proprio profilo, ma ha il vero nome account, cioè @di_reddito, ben visibile e non ha appunto il bollino blu di autenticazione.

Inoltre nella bio dell’utente è scritto chiaramente che si tratta di un account parodia: “Non sono Mark Zuckerberg. Sono il Ceo-Gestore del @posillipostore e Sindaco del @Comune_Fanculo.”

Ma tutti questi avvisi sono stati ignorati: come capita spesso, chi fa giornalismo si è fatto sedurre dalla fretta e dalla notizia ghiotta, non ha controllato e ha mandato in stampa.

La pagina del Messaggero (fonte: @di_reddito):

Ironicamente, lo scivolone avviene proprio in un articolo nel quale si parla del bollino blu di autenticazione. L’errore del giornale non è il primo del suo genere, ed è probabilmente la migliore dimostrazione della tesi che l’autenticazione che Elon Musk vorrebbe far pagare ai propri utenti viene ignorata molto facilmente, specialmente quando si vuole credere che un tweet sia autentico, e quindi forse quel bollino vale meno di quello che molti pensano.

Fonte aggiuntiva: Giornalettismo.

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