Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni di
“risposte” e
“vitali50”.
Il 15 novembre, intorno alle 14, il programma
Jalla! Jalla! di
Radio Popolare
(ascoltabile anche in streaming) parlerà di complottismo
lunare: non nel senso di
"svitato", ma in quello di
"non siamo mai andati sulla Luna, è stato fatto tutto in studio e ne abbiamo
le prove". Sarò ospite della trasmissione, per cui ho preparato qui un po' delle
immagini di cui parleremo ma che non posso farvi vedere via radio.
Ecco un po' di foto pessime scattate dagli astronauti lunari, per chi contesta
che sia strano che tutte le foto sono perfette, dimenticando che le foto che
sono state pubblicate nei media sono come quelle dei matrimoni: sono una
selezione delle migliori. Quelle venute male, quelle col dito davanti
all'obiettivo, mica si pubblicano. Ma la Nasa ha archiviato tutto, anche quelle
da imbarazzo galattico, come queste (la sigla sotto ogni foto è il riferimento
d'archivio; cliccate sull'immagine per vederla ingrandita in qualità
migliore).
E come rispondere a chi nota che in alcune foto, come quella qui sotto, mancano
le impronte delle ruote del Rover, l'automobile usata nelle missioni lunari più
sofisticate? E' stata calata in posizione dalla troupe usata per le riprese?
No; molto più banalmente, essendo un'automobilina leggera e per di più situata
sulla Luna, dove tutto pesa un sesto di quello che pesa sulla Terra, gli
astronauti spesso trovavano più comodo sollevare un lato dell'auto e girarla,
invece di fare inversione a U.
Chi fosse interessato al lunacomplottismo può divertirsi con questa
pagina antibufala, che contiene le risposte alle domande più frequenti (che sono legittime, per
carità, se non si conosce l'astronautica) e un elenco di siti che
approfondiscono la questione. C'è anche questa mia
critica a una patetica trasmissione di
La storia siamo noi, sfacciatamente pro-messinscena. Ma se volete veramente divertirvi, date
un'occhiata a cosa s'inventano i lunacomplottisti di Luogocomune.net: sì, il
famoso (o famigerato) sito che sostiene le cospirazioni dell'11 settembre
sostiene anche i lunacomplotti. Trovate qui la
discussione delle "prove"
e qui i
forum, nei quali ho fatto più di una capatina con sommo divertimento.
Un blog di Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale
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2007/11/13
0141/455414, il numero che vi succhia la ricarica!
Indagine iniziale: 2005/11/01. Ultimo aggiornamento: 2017/01/05 12:30.
Con le solite variazioni tipiche degli appelli che circolano via Internet, il senso dell'appello è quello mostrato nell'esempio qui sotto.
Molto semplice: perché chiamando quel numero, come qualsiasi altro numero della rete telefonica fissa nazionale, non viene addebitato nulla di quanto indicato nell'appello. Cosa più importante, il numero risulta inesistente. Inoltre la storia dell'inserire un codice per clonare la SIM fa parte di un'altra celebre bufala, quella del codice "#09" o "#90" (come raccontato dal 2001 sul sito di F-secure.com), che si è evidentemente incrociata con questa.
Del numero 0141-455414 parla per esempio Gsmbox.com:
Anche Cellularmania riporta la stessa notizia, che è di fonte Reuters ed è datata 29 ottobre 2001. Probabilmente, però, non si tratta di una burla inventata da qualche buontempone, ma della mutazione di un'altra bufala di origine straniera.
È infatti assai probabile che l'appello si riferisse originariamente al medesimo numero telefonico, ma di un altro paese. Ho trovato infatti un allarme riguardante lo stesso numero (prefisso compreso), pubblicato nel luglio del 2001 in un forum tedesco, che ne parla come se si trattasse di un numero situato in Germania:
Ecco la traduzione, gentilmente fornita da Emilia Corsanego (citata col suo permesso) e rossemarlboro:
Emilia, fra l'altro, nota che non c'è "nessun riscontro su Google sull'esistenza di questa fantomatica Centrale tranne che in un messaggio uguale all'indirizzo http://www.noldenedv.de/news/detail_news.php?nid=54".
Il sito antivirus F-secure classifica come burla (hoax) un appello analogo, riguardante lo stesso numero della rete telefonica tedesca, facendolo risalire a maggio 2000 e localizzandolo appunto in Germania. Ecco la spiegazione di F-secure in inglese (o in qualcosa che gli assomiglia):
A quanto mi risulta, questo prefisso 0141 non esiste in Germania: perlomeno non è un prefisso di località, stando a T-Info.de.
Una collega cacciatrice di bufale, Paléonora, segnala la versione francese di questa bufala che risale al 2000 e fa parte della "hoaxliste" di Hoaxbuster.com: in Francia questo tipo di numero esiste, dato che "01" è il prefisso della regione di Parigi. Paléonora riferisce che Hoaxbuster aveva svolto un'indagine, e che il numero esisteva davvero ed era "quello di una società di comunicazione che è stata proprio sommersa dalle chiamate... La società aveva presentato denuncia 'contro X' (cioè contro l'autore sconosciuto della bufala) e pensava che si trattasse di una vendetta.". Questa sembra essere l'origine più probabile dell'appello.
L'appello è tuttavia circolato anche in molti altri paesi, citando sempre lo stesso numero: "webmaster" mi scrive che se ne è parlato anche in Spagna, Portogallo e Brasile e Polonia.
È comunque al di là di ogni dubbio una bufala, e pertanto non va assolutamente diffusa.
Questa bufala ha mietuto non poche vittime di spicco (nel senso di "gente che si presumerebbe faccia un po' più attenzione della media prima di aprir bocca").
Una lettrice (Sonia) mi dice che il 7/11/2003 "al radiogiornale di RTL 102.5 delle 12.00 hanno annunciato il pericolo dell'ormai famoso numero 0141-455414 fra le prime notizie! Non mi sembra abbiano ancora smentito".
A novembre 2003 ci è cascata anche la redazione di PC Facile, che ha però successivamente pubblicato una smentita.
Il caso più clamoroso è quello segnalato da tanti lettori (i più solerti sono stati stefano.cam**s e alberto na**le): nel 2003 il Questore della Camera Edouard Ballaman ha chiesto al ministro delle Comunicazioni Gasparri di "intervenire con provvedimenti ad hoc per tutelare i consumatori" per questo addebito da 50 euro. Ecco le notizie ANSA:
In altre parole, purtroppo Ballaman ha riportato pari pari il testo della bufala che circola in Rete, senza alcun controllo preliminare prima di presentarla all'attenzione del ministro. Una rapida verifica avrebbe permesso di evitare di disturbare un sacco di gente che ha (o dovrebbe avere) altre cose forse più importanti a cui badare.
Miriam mi segnala che intorno a luglio 2006 l'Associazione Poliziotti Italiani ha pubblicato l'allarme. A ottobre 2007 l'allarme è stato integrato con una breve smentita che linka la mia indagine antibufala.
Daniela mi segnala questo episodio:
In un messaggio datato 15/11/2007, Daniele mi ha avvisato che "ci è cascato anche il settimanale Oggi a pag. 153. credo sia il numero di questa settimana...". Al momento non ho modo di avere un riscontro e ho chiesto (giusto per scrupolo) una scansione della notizia per verificare il modo in cui Oggi l'avrebbe presentata.
Come spesso accade, anche questo appello ha subito varie mutazioni man mano che passava di mano.
A gennaio 2004 l'appello si è arricchito di una "firma", quella di www.finanza.it, in calce al messaggio. Il sito Finanza.it non c'entra nulla con la Guardia di Finanza, come si potrebbe pensare, ma è un sito dedicato alle informazioni finanziarie. In ogni caso, Finanza.it non conferma né convalida in alcun modo l'appello e non è chiaro come il suo nome sia finito nel messaggio. Può darsi che l'abbia aggiunto qualche buontempone per conferire maggiore credibilità alla bufala.
Un lettore (angelo frasca****) ha contattato Finanza.it in proposito e ne ha ricevuto una laconicissima risposta: "non ne sappiamo nulla".
A metà gennaio 2004 l'appello si è arricchito di un allegato, costituto da quella che sembra essere la scansione di un fax inviato dalla Polizia Postale di Torino al Comando della Polizia Municipale di Grugliasco (Torino); lo vedete qui accanto (ho rimosso alcune informazioni su richiesta degli interessati).
Il fax "trascrive quanto pervenuto dall'Ufficio Prevenzione Generale Compartimento Polizia Postale di Roma", ossia il solito allarme riguardante il numero 0141-455414, con una mutazione: ora ogni secondo di conversazione costerebbe ben venti euro anziché 2,5.
Fra l'altro, nelle proprietà del file (che circola come immagine inserita in un documento Word) si trovano spesso i dati di "piero e caterina" e la data del 15 gennaio 2004. In una versione ho trovato un rimando al Gruppo Unicredito.
Stando ai dati disponibili sul Web, il numero di telefono (011/3014611) e l'indirizzo postale (Corso Tazzoli 235, Torino) riportati a fine pagina corrispondono effettivamente a quelli del compartimento di Torino della Polizia delle Comunicazioni, al quale ho inviato il 27/1/2004 un e-mail (poltel.torino chiocciola mininterno.it) chiedendo chiarimenti a proposito del fax.
Il 16 dicembre 2004 ho ricevuto un e-mail dal Compartimento Polizia Postale di Torino che ha confermato che "si tratta di un'informazione non vera", anche se "sia i numeri dei nostri uffici che il nome dell'Ispettore di Polizia risultano veritieri". Su richiesta del Compartimento, ho oscurato firma e timbro nell'immagine del fax riportata qui sopra.
Il fax è stato preso per buono dal Comune di Grugliasco, che lo riporta pari pari nelle sue notizie del 15 gennaio 2004. Ringrazio "costabile" per la segnalazione.
Un lettore (Roberto.bere****) segnala inoltre che a sua moglie è pervenuta (presumo come allegato a un e-mail) "una versione cartacea della bufala, su carta impropriamente intestata POLIZIA DI STATO, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle d'aosta - SEZIONE OPERATIVA. Squadra Controlli e Vigilanza Esterna". La comunicazione, dice il lettore, "sembra essere indirizzata alla Polizia Municipale di Pianezza (TO)". Si direbbe insomma che il passaparola si sia davvero scatenato, oppure che c'è un falsario intraprendente all'opera.
A metà giugno 2006 l'appello si è trasformato in un allegato, in formato Word o PDF o fax, che sembra essere redatto sulla carta intestata della Federconsumatori di Parma. Il testo è praticamente identico alle versioni precedenti (lo trovate trascritto qui) e circola come se fosse fresco di stampa nonostante contenga un riferimento a Omnitel, operatore cellulare italiano ormai da tempo ribattezzatosi Vodafone.
Il numero dell'associazione indicato nell'appello è autentico, ma non ha risposto ai miei ripetuti tentativi di contattarlo. A ottobre 2007 la Federconsumatori ha pubblicato una laconica smentita: "Circola sia su internet, sia nelle strade, un volantino promosso da qualcuno che si spaccia per la Federconsumatori: E' TOTALMENTE UNA BUFALA!!!" (ringrazio nuer.uto per la segnalazione).
Un lettore, danilo.t, nota che l'indirizzo di e-mail indicato in questo volantino è federconsumatori chiocciola libero.it. Può sembrare sospetto che la Federconsumatori utilizzi una casella di posta sotto Libero.it invece di usarne una sotto il proprio nome di dominio: lo avevo scritto inizialmente, anche perché a novembre 2007 l'avevo contattato (dopo averlo validato con Yellowpipe) senza ottenerne risposta. Indagini successive di un lettore (daki77) indicano che l'indirizzo p usato dalla sezione di Parma della Federconsumatori.
Sta circolando una nuova versione dell'appello, sotto forma di immagine del foglio della Federconsumatori timbrato apparentemente dalla Procura della Repubblica a Napoli. I dettagli sono in questo supplemento d'indagine.
English abstract
An e-mail circulating in various languages and several countries warns of the alleged "danger" of receiving calls from the telephone number 0141-455414. According to the e-mail, if this number appears on the display of your mobile phone and you answer, you will be charged 50 euros, plus 2.5 euros per second until you hang up.
The same appeal also warns about the risk of receiving a call from your mobile operator, asking you to enter a code on your phone. According to the appeal, this is a scam to "clone your SIM card".
Both claims are false. The same hoax, citing exactly the same number, is circulating in several countries, such as Germany, France, Spain, Portugal and others. In many of these countries, this number is not assigned at all, and therefore no calls can originate from it. Moreover, the billing systems in Italy and in the other countries mentioned in the various versions of the e-mail do not allow a charge of 50 euros on reply.
The hoax has been circulating at least since 2000 and has fooled many authorities that one would expect to be more careful before forwarding any such alarm. This hoax went as far as the Italian Parliament and some departments of the Italian police.
Sources and links are provided below.
Il testo dell'appello
Con le solite variazioni tipiche degli appelli che circolano via Internet, il senso dell'appello è quello mostrato nell'esempio qui sotto.
ATTENZIONE!!!!!!!!!
SE RICEVETE UN MESSAGGIO SUL VS. CELL CHE VI PREGA DI RICHIAMARE IL NUMERO 0141-455414 OPPURE VI CHIAMANO CON VISUALIZZAZIONE DI QUESTO NUMERO NON RISPONDETE E NON RICHIAMATE PER NESSUN MOTIVO.
SE RISPONDETE ALLA SOLA RISPOSTA VI VENGONO ADDEBITATI 50 EURO piu 2,5 euro per secondo di conversazione che non sentirete perche il telefono sara muto ma continueranno a spendere i Vs. soldi. Se avete una ricaricabile la prosciugano interamente alla risposta.
Se vi chiamano spacciandosi per il Vs provider omnitel tim o wind e vi chiedono di inserire un codice per utilizzare ad esempio i programmi java oppure per ottimizzare le funzioni del Vs cellulare non fate nulla e RIAGGANCIATE IMMEDIATAMENTE VI STANNO CLONANDO LA SIM
informate il maggior numero di persone possibile
Perché è una bufala
Molto semplice: perché chiamando quel numero, come qualsiasi altro numero della rete telefonica fissa nazionale, non viene addebitato nulla di quanto indicato nell'appello. Cosa più importante, il numero risulta inesistente. Inoltre la storia dell'inserire un codice per clonare la SIM fa parte di un'altra celebre bufala, quella del codice "#09" o "#90" (come raccontato dal 2001 sul sito di F-secure.com), che si è evidentemente incrociata con questa.
Del numero 0141-455414 parla per esempio Gsmbox.com:
L'Unione consumatori mette in guardia anche da alcuni scherzi che girano su Internet. Una delle ultime trovate riguarda un'e-mail, nella quale si scrive di non rispondere agli SMS che invitano a chiamare il numero 0141-455414 per usufruire di un controllo gratuito dell'allacciamento, anzi avverte di non chiamare assolutamente quel numero perché sarebbe intestato a truffatori che hanno la possibilità di leggere il codice del telefonino e clonarlo. Il burlone invita poi caldamente tutti a mandare SMS ai conoscenti per scongiurarli di non rispondere e di non chiamare il 0141-455414.
Il numero, con il prefisso di Asti, è però inesistente e - come avverte l'Unione - se anche fosse attivo, non potrebbe tecnicamente leggere il codice del cellulare. E tuttavia, sorge un interrogativo: c'è qualcuno interessato a far inviare più SMS possibili?
Anche Cellularmania riporta la stessa notizia, che è di fonte Reuters ed è datata 29 ottobre 2001. Probabilmente, però, non si tratta di una burla inventata da qualche buontempone, ma della mutazione di un'altra bufala di origine straniera.
Origini
È infatti assai probabile che l'appello si riferisse originariamente al medesimo numero telefonico, ma di un altro paese. Ho trovato infatti un allarme riguardante lo stesso numero (prefisso compreso), pubblicato nel luglio del 2001 in un forum tedesco, che ne parla come se si trattasse di un numero situato in Germania:
Wichtig! Warnung vor der Rufnummer 0141/455414 durch die Deutsche Telekom
-Liebe Kolleginnen und Kollegen,
bitte unbedingt beachten!
Zur Information an alle Inhaber von Mobiltelefonen Wenn Sie eine Nachricht auf Ihrem Handy erhalten, dass Sie unter der Nummer 0141/455414 zurückrufen sollen, antworten Sie auf keinen Fall darauf. Ihre Rechnung würde sonst ins Unermessliche steigen. Diese Information wurde von der "Zentrale zur Unterdrückung von betrügerische Machenschaften" herausgegeben.
Seit einiger Zeit haben Betrüger eine Möglichkeit gefunden, mit der sie Ihr Mobiltelefon auf betrügerische Weise nutzen können: Sie rufen auf Ihrem Handy an und geben sich als Ihr Provider aus. Sie fordern Sie dann auf, eine Geheimnummer entweder die 09 oder die 90 einzugeben, mit der Erklärung dass dies dazu dient, die richtige Funktionsweise zu überprüfen.
Auf keinen Fall diese Geheimnummer eingeben und sofort auflegen! Mit dieser Geheimzahl verfügen die Betrüger ansonsten über eine Möglichkeit, die Nummer Ihrer SIM-Karte zu lesen, mit der dann eine neue Karte erstellt werden kann.
Dieser Betrug findet im großen Maßstab statt. Es ist daher erforderlich, diese Information sehr schnell weiter zu verschicken und sie an möglichst viele Personen zu verbreiten.
Bitte an alle Handy Besitzer weiterleiten!!!
Ecco la traduzione, gentilmente fornita da Emilia Corsanego (citata col suo permesso) e rossemarlboro:
Importante! La Deutsche Telekom mette in guardia sul numero 0141/455414
Cari colleghi e colleghe,
Importante!
Informazione a tutti i proprietari di telefoni cellulari
Se ricevete un messaggio sul vostro cellulare che vi invita a chiamare il numero 0141/455414, non rispondete in alcun caso, altrimenti riceverete una bolletta astronomica. Questa informazione è stata diffusa dalla "Centrale per la repressione delle frodi".
Da qualche tempo, i truffatori hanno scoperto un modo di usare il vostro telefono cellulare a scopo di truffa: chiamano il numero del vostro cellulare spacciandosi per il vostro provider. Vi invitano a digitare un codice, 09 o 90, dicendo che serve a verificarne il corretto funzionamento.
Non digitate in alcun caso questo codice e riattaccate immediatamente! Altrimenti i truffatori avranno la possibilità di leggere il codice della vostra scheda SIM e di clonarla.
Questa truffa si sta diffondendo a macchia d'olio ed è quindi necessario inoltrare molto rapidamente questa informazione al maggior numero di persone possibile.
Speditela a tutti i possessori di un cellulare!!!
Cordiali saluti
Emilia, fra l'altro, nota che non c'è "nessun riscontro su Google sull'esistenza di questa fantomatica Centrale tranne che in un messaggio uguale all'indirizzo http://www.noldenedv.de/news/detail_news.php?nid=54".
Il sito antivirus F-secure classifica come burla (hoax) un appello analogo, riguardante lo stesso numero della rete telefonica tedesca, facendolo risalire a maggio 2000 e localizzandolo appunto in Germania. Ecco la spiegazione di F-secure in inglese (o in qualcosa che gli assomiglia):
A fake Deutsche Telekom warning message appeared in Germany in the enf of May, 2000. Here's the English translation by Hagen Bender:
Dear collueges,
the following Message of the Deutsche Telekom AG shall be forwarded to as many owners of mobile phones as possible:
If you receive a message on your mobile to call the number 0141/455414,
don't reply to it in any case. Otherwise your invoice could become hight as a montain.
This information was puplished by the "Office Central de Repression du Banditisme". Some time ago, peculators found a posibility to use your mobile in a surreptitious way. They call your mobile and pretend to be your provider. They ask you to enter a PIN-number (the 09 or 90) with the explanation, that this is needed to proove the functionallity. Do not enter this Codenumber and hang up at once! Otherwise the peculators have the possibility to read the number of your SIM-card, with which they will produce new cards.
This cheat is going on on a high level. Therefore it is necessairy to forward this information very fast and to post it to as many people as possible.
A quanto mi risulta, questo prefisso 0141 non esiste in Germania: perlomeno non è un prefisso di località, stando a T-Info.de.
Una collega cacciatrice di bufale, Paléonora, segnala la versione francese di questa bufala che risale al 2000 e fa parte della "hoaxliste" di Hoaxbuster.com: in Francia questo tipo di numero esiste, dato che "01" è il prefisso della regione di Parigi. Paléonora riferisce che Hoaxbuster aveva svolto un'indagine, e che il numero esisteva davvero ed era "quello di una società di comunicazione che è stata proprio sommersa dalle chiamate... La società aveva presentato denuncia 'contro X' (cioè contro l'autore sconosciuto della bufala) e pensava che si trattasse di una vendetta.". Questa sembra essere l'origine più probabile dell'appello.
L'appello è tuttavia circolato anche in molti altri paesi, citando sempre lo stesso numero: "webmaster" mi scrive che se ne è parlato anche in Spagna, Portogallo e Brasile e Polonia.
È comunque al di là di ogni dubbio una bufala, e pertanto non va assolutamente diffusa.
Chi ha abboccato
Questa bufala ha mietuto non poche vittime di spicco (nel senso di "gente che si presumerebbe faccia un po' più attenzione della media prima di aprir bocca").
RTL 102.5 (2003)
Una lettrice (Sonia) mi dice che il 7/11/2003 "al radiogiornale di RTL 102.5 delle 12.00 hanno annunciato il pericolo dell'ormai famoso numero 0141-455414 fra le prime notizie! Non mi sembra abbiano ancora smentito".
PC Facile (2003)
A novembre 2003 ci è cascata anche la redazione di PC Facile, che ha però successivamente pubblicato una smentita.
Il Questore della Camera Ballaman (2003)
Il caso più clamoroso è quello segnalato da tanti lettori (i più solerti sono stati stefano.cam**s e alberto na**le): nel 2003 il Questore della Camera Edouard Ballaman ha chiesto al ministro delle Comunicazioni Gasparri di "intervenire con provvedimenti ad hoc per tutelare i consumatori" per questo addebito da 50 euro. Ecco le notizie ANSA:
Cellulari: tariffe, rischio rapine
Ballaman (lega) chiede intervento ministro Gasparri
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Addebito immediato di 50 euro solo rispondendo a una telefonata, clonazione della carta sim, scatti da 2,5 euro per ogni secondo di conversazione. Sono i pericoli a cui ogni possessore di cellulare rischia di andare incontro a causa della nuove 'rapine telefoniche' perpetrate ai danni dei telefonini.
La denuncia arriva da Edouard Ballaman (Lega), Questore della Camera, che ha chiesto al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri di intervenire con provvedimenti ad hoc per tutelare i consumatori.
TLC: RISCHIO RAPINE TELEFONICHE, A RISPOSTA ADDEBITO 50 EURO
2003-11-07 05:15 (New York)
R ECO BLG XQKS
TLC: RISCHIO RAPINE TELEFONICHE, A RISPOSTA ADDEBITO 50 EURO
(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Addebito immediato di 50 euro solo rispondendo a una telefonata, clonazione della carta sim, scatti da 2,5 euro per ogni secondo di conversazione. Sono i pericoli a cui ogni possessore di cellulare rischia di andare incontro a causa della nuove ''rapine telefoniche'' perpetrate ai danni dei telefonini. La denuncia arriva da Edouard Ballaman, parlamentare della Lega e Questore della Camera, che ha chiesto al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri di intervenire con provvedimenti ad hoc per tutelare i consumatori.
Le truffe vengono attuate con diverse modalita': al cellulare, spiega Ballaman, puo' arrivare un sms con un invito a chiamare il numero 0141-455414 o direttamente una chiamata dallo stesso numero. Sia in caso di chiamata che di risposta ''vengono addebitati 50 euro alla risposta e 2,5 euro per ogni secondo di conversazione''. Ma altre ''rapine'' avvengono anche attraverso telefonate di persone che, spacciandosi per provider Tim, Omnitel o Wind, invitano a inserire un codice nel cellulare per ottimizzarne le funzioni. ''In caso di esecuzione di tale procedura - denuncia ancora il deputato - il risultato e' la clonazione della carta Sim''.
Ballaman chiede quindi a Gasparri di prendere provvedimenti ''per individuare e far cessare queste truffe'' e di attuare, ''vista anche la giovane eta' di molti utenti di telefoni cellulari, opportune campagne informative per poter prevenire in futuro nuovi casi simili''. (ANSA).
In altre parole, purtroppo Ballaman ha riportato pari pari il testo della bufala che circola in Rete, senza alcun controllo preliminare prima di presentarla all'attenzione del ministro. Una rapida verifica avrebbe permesso di evitare di disturbare un sacco di gente che ha (o dovrebbe avere) altre cose forse più importanti a cui badare.
L'Associazione Poliziotti Italiani (2007)
Miriam mi segnala che intorno a luglio 2006 l'Associazione Poliziotti Italiani ha pubblicato l'allarme. A ottobre 2007 l'allarme è stato integrato con una breve smentita che linka la mia indagine antibufala.
Rai Radiodue con Grazie per averci scelto (2007)
Daniela mi segnala questo episodio:
...mia sorella Monica mi ha chiamata qualche ora fa dicendomi che su Radio2, al programma Grazie per averci scelto (va in onda alle 10.00), stamattina hanno parlato di una truffa telefonica: si viene chiamati da un numero, che mia sorella ha identificato con il +39041 e qualcos'altro (stava guidando quando sentiva la radio, sicché non ha potuto prendere nota), e la sola risposta costa 50 euro, più un tot di euro per ogni secondo che si sta in linea. La prova che fosse tutto vero? Mia sorella medesima è stata chiamata da un misterioso +39041 per ben due volte questo pomeriggio, ma, naturalmente, se ne è guardata dal rispondere. E, bada bene, non è veneta!
Il settimanale Oggi (2007)
In un messaggio datato 15/11/2007, Daniele mi ha avvisato che "ci è cascato anche il settimanale Oggi a pag. 153. credo sia il numero di questa settimana...". Al momento non ho modo di avere un riscontro e ho chiesto (giusto per scrupolo) una scansione della notizia per verificare il modo in cui Oggi l'avrebbe presentata.
Varianti
Come spesso accade, anche questo appello ha subito varie mutazioni man mano che passava di mano.
Prima variante: www.finanza.it
A gennaio 2004 l'appello si è arricchito di una "firma", quella di www.finanza.it, in calce al messaggio. Il sito Finanza.it non c'entra nulla con la Guardia di Finanza, come si potrebbe pensare, ma è un sito dedicato alle informazioni finanziarie. In ogni caso, Finanza.it non conferma né convalida in alcun modo l'appello e non è chiaro come il suo nome sia finito nel messaggio. Può darsi che l'abbia aggiunto qualche buontempone per conferire maggiore credibilità alla bufala.
Un lettore (angelo frasca****) ha contattato Finanza.it in proposito e ne ha ricevuto una laconicissima risposta: "non ne sappiamo nulla".
Seconda variante: il fax (autentico) della Polizia Postale
A metà gennaio 2004 l'appello si è arricchito di un allegato, costituto da quella che sembra essere la scansione di un fax inviato dalla Polizia Postale di Torino al Comando della Polizia Municipale di Grugliasco (Torino); lo vedete qui accanto (ho rimosso alcune informazioni su richiesta degli interessati). Il fax "trascrive quanto pervenuto dall'Ufficio Prevenzione Generale Compartimento Polizia Postale di Roma", ossia il solito allarme riguardante il numero 0141-455414, con una mutazione: ora ogni secondo di conversazione costerebbe ben venti euro anziché 2,5.
Fra l'altro, nelle proprietà del file (che circola come immagine inserita in un documento Word) si trovano spesso i dati di "piero e caterina" e la data del 15 gennaio 2004. In una versione ho trovato un rimando al Gruppo Unicredito.
Stando ai dati disponibili sul Web, il numero di telefono (011/3014611) e l'indirizzo postale (Corso Tazzoli 235, Torino) riportati a fine pagina corrispondono effettivamente a quelli del compartimento di Torino della Polizia delle Comunicazioni, al quale ho inviato il 27/1/2004 un e-mail (poltel.torino chiocciola mininterno.it) chiedendo chiarimenti a proposito del fax.
Il 16 dicembre 2004 ho ricevuto un e-mail dal Compartimento Polizia Postale di Torino che ha confermato che "si tratta di un'informazione non vera", anche se "sia i numeri dei nostri uffici che il nome dell'Ispettore di Polizia risultano veritieri". Su richiesta del Compartimento, ho oscurato firma e timbro nell'immagine del fax riportata qui sopra.
Il fax è stato preso per buono dal Comune di Grugliasco, che lo riporta pari pari nelle sue notizie del 15 gennaio 2004. Ringrazio "costabile" per la segnalazione.
Un lettore (Roberto.bere****) segnala inoltre che a sua moglie è pervenuta (presumo come allegato a un e-mail) "una versione cartacea della bufala, su carta impropriamente intestata POLIZIA DI STATO, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle d'aosta - SEZIONE OPERATIVA. Squadra Controlli e Vigilanza Esterna". La comunicazione, dice il lettore, "sembra essere indirizzata alla Polizia Municipale di Pianezza (TO)". Si direbbe insomma che il passaparola si sia davvero scatenato, oppure che c'è un falsario intraprendente all'opera.
Terza variante: il fax/PDF della Federconsumatori
A metà giugno 2006 l'appello si è trasformato in un allegato, in formato Word o PDF o fax, che sembra essere redatto sulla carta intestata della Federconsumatori di Parma. Il testo è praticamente identico alle versioni precedenti (lo trovate trascritto qui) e circola come se fosse fresco di stampa nonostante contenga un riferimento a Omnitel, operatore cellulare italiano ormai da tempo ribattezzatosi Vodafone.Il numero dell'associazione indicato nell'appello è autentico, ma non ha risposto ai miei ripetuti tentativi di contattarlo. A ottobre 2007 la Federconsumatori ha pubblicato una laconica smentita: "Circola sia su internet, sia nelle strade, un volantino promosso da qualcuno che si spaccia per la Federconsumatori: E' TOTALMENTE UNA BUFALA!!!" (ringrazio nuer.uto per la segnalazione).
Un lettore, danilo.t, nota che l'indirizzo di e-mail indicato in questo volantino è federconsumatori chiocciola libero.it. Può sembrare sospetto che la Federconsumatori utilizzi una casella di posta sotto Libero.it invece di usarne una sotto il proprio nome di dominio: lo avevo scritto inizialmente, anche perché a novembre 2007 l'avevo contattato (dopo averlo validato con Yellowpipe) senza ottenerne risposta. Indagini successive di un lettore (daki77) indicano che l'indirizzo p usato dalla sezione di Parma della Federconsumatori.
2010/04/23
Sta circolando una nuova versione dell'appello, sotto forma di immagine del foglio della Federconsumatori timbrato apparentemente dalla Procura della Repubblica a Napoli. I dettagli sono in questo supplemento d'indagine.
Attenti a Toolsicuro.com
Toolsicuro.com, l'unica cosa sicura è la fregatura
Mi sono arrivate numerose segnalazioni di un allarme per un sito e per la relativa pubblicità che compare visitando anche siti normalmente innocui, come la Webmail di Yahoo.it: si tratta di Toolsicuro.com, reclamizzato in vari banner e in messaggi pop-up dall'italiano piuttosto stentato, come questo che mi ha inviato ausnick.

Grazie ai forum di Zeus News abbiamo la conferma che si tratta di tutt'altro che un tool di sicurezza: è in realtà un programma ostile che va evitato a tutti i costi.
Il sito Toolsicuro.com, inoltre, ha tutte le caratteristiche della buggeratura: non viene indicato un indirizzo fisico o un numero di telefono, ma con molta disinvoltura vi viene chiesto di pagare per questo fantomatico "tool di sicurezza" usando la carta di credito. Non cascateci, e rivolgetevi a una persona di fiducia per i vostri problemi di sicurezza invece di fidarvi di quello che chissà chi fa comparire sul vostro schermo.
Bufalovirus: il ritorno della Torcia Olimpica
Antibufala revival: torna anche "Invitation"
E' decisamente una settimana improntata ai ritorni di vecchi appelli. Oltre ai Golden Retriever da piazzare, descritti in un altro articolo, e alle "scie chimiche" (descritte qui), è riemersa la variante italianizzata di un falso allarme virale che risale a gennaio del 2006 e si è arricchito di un nuovo garante apparente:
Buongiorno,
faccio seguire perché EUROPA 1 ieri ha diffuso la conferma di questa informazione. Messaggio da far girare!!! Nei prossimi giorni dovrete fare attenzione a non aprire alcun messaggio avente per oggetto ‘invito’, a prescindere da chi ve l’abbia inviato! È un virus che ‘apre’ una torcia olimpica e che brucia l’hard disk del pc.
Questo virus sarà inviato da una persona che avete nella lista dei contatti ed è per questo che dovete assolutamente inviare quest’e-mail. Sarà meglio ricevere questo messaggio 25 volte piuttosto che ricevere il virus ed aprirlo!! quindi, se ricevete un messaggio chiamato ‘invito’ non l’aprite prima di tutto e spegnete immediatamente il vostro pc.
È il virus peggiore annunciato dalla CNN ed è stato classificato dalla Microsoft come il virus più distruttivo che sia mai esistito fino ad oggi! Questo virus è stato scoperto ieri pomeriggio da MCAfee e non ci sono ancora soluzioni per rimediare a questo virus. Esso distrugge semplicemente tutta la ‘zona zero’ dell’hard disk dove sono nascoste le informazioni vitali!
INVIATE QUEST’E-MAIL A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE!! Ai vostri amici, i vostri contatti… perché più persone avvertite più il virus avrà difficoltà a propagarsi. Fate un copia incolla per inoltrare questo messaggio. Buona giornata...
Niente panico: è semplicemente una versione aggiornata del bufalovirus Invitation, descritto appunto quasi due anni fa (altro che "scoperto ieri pomeriggio") in questo mio articolo. Cancellate pure l'appello e dite a chi ve l'ha mandato di smetterla di inoltrarvi tutto senza prima controllare presso i servizi antibufala.
Antibufala Classic: fermate quei Golden Retriever!
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/02/17
Circola con virulenza da qualche settimana, ma risale almeno a marzo del 2007, quest'appello per piazzare degli adorabili cuccioli di cane, a volte indicati come "cuccioli di labrador":
L'appello è accompagnato da queste tenerissime immagini:




Ma attenzione: l'appello è obsoleto e i cani sono stati piazzati anni fa. I nominativi indicati attualmente dall'appello non sono quelli dei proprietari dei cani, ma quelli di persone che hanno aderito al passaparola senza sapere che è obsoleto. L'indirizzo di e-mail cristina@graphicworld.it non esiste più.
Si tratta infatti di un appello lanciato anni fa e trasformatosi man mano, acquisendo referenti sempre diversi ma sempre sbagliati. Esistono moltissime varianti di quest'appello, datate addirittura 2002 e anche prima, che presentano le medesime foto e fanno riferimento ad altre persone. Eccone qualche esempio:
Un'altra variante, che risale allo stesso periodo e mostra sempre le stesse foto:
La cosa più drammatica di questo appello non è la minaccia che incombe sulle bestiole, ma il fatto che continui a circolare nonostante contenga in bella vista l'elemento fondamentale che consentirebbe di verificarla facilmente, se non si fosse collettivamente così lazzaroni: il numero di telefono o l'indirizzo di e-mail della persona da contattare.
Basterebbe pigliare in mano il telefono e comporre quel numero, o mandare un e-mail prima di inoltrare l'appello, per sapere se i cuccioli sono ancora disponibili o in pericolo di vita. Macché, l'utente bufalato non si pone questo problema: intenerito dalle foto, prende il messaggio e diligentemente lo invia a tutti quelli che conosce, senza porsi minimamente il dubbio che quelle “prossime due settimane” possano essere già trascorse da un pezzo.
Infatti è proprio così: i cuccioli sono stati piazzati e a quest'ora sono probabilmente grossi come vitelli.
Nel 2002, quando mi occupai di questa bufala per la prima volta, bastava telefonare al numero indicato per ascoltare la voce registrata di Elisabetta Miari che diceva: “Sono Elisabetta Miari, se state chiamando per i cuccioli, vi ringrazio, sono già stati assegnati, se potete fare il passaparola è utile. Grazie mille, buongiorno”. Fine della storia.
Oggi come allora, basta mandare un e-mail a cristina@graphicworld.it per sapere che l'indirizzo non esiste più (si ottiene via mail la risposta "Sorry, no mailbox here by that name"). Ma non lo fa quasi nessuno, a giudicare dalla furia con la quale quest'appello inutile circola in Rete ancora adesso.
Ricercando nei newsgroup si scopre che a marzo 2002 circolavano le smentite (“Boh, sono *mesi* che circola questo appello: i cuccioli sono nati il 6/10/01 e credo godano ottima salute”, da it.discussioni.animali). Il messaggio sulla segreteria della Miari era già presente ad aprile 2002, visto che in quel periodo in it.discussioni.animali.gatti un utente scriveva “ho chiamato il numero indicato, un messaggio registrato dice che i cuccioli sono già stati assegnati”. E nel newsgroup it.discussioni.animali.cani un utente segnalava che “la prima segnalazione su IDAC è del 2/12 u.s. e diceva che i cuccioli erano nati il 6/10”.
Insomma, l'appello è probabilmente nato con le migliori intenzioni, ma è come al solito sfuggito di mano a chi l'ha incautamente lanciato. Per arrivare al punto di dedicare un messaggio sulla propria segreteria, la Miari si è evidentemente trovata bersagliata da infinite chiamate di chi, leggendo il suo appello, voleva offrire aiuto anche quando ormai l'aiuto non serviva più.
Lo stesso è successo a Sara Matteucci, il cui indirizzo sara.matteucci@gmacio.com è stato soppresso, probabilmente perché sommerso da infinite richieste di aiuto o informazioni su questi benedetti Golden Retriever. E Cristina dev'essere stata altrettanto bersagliata, tanto da dover eliminare il proprio indirizzo.
Niente cuccioli da salvare, dunque, ma un classico esempio di cosa non bisogna fare se si decide di lanciare un appello in Rete, sempre ammesso che sia saggio disseminare ai quattro venti ogni sorta di richiesta (ma per queste cose non ci sono gli annunci economici?). Bisogna perlomeno datarlo, affinché non continui ad appestare Internet in eterno e si ritorca contro chi l'ha innocentemente lanciato.
Come ulteriore esempio dei danni involontari causati da quest'appello e dalla Sindrome dell'Inoltra A Tutti, cito Panorama di fine aprile 2003, che racconta cosa succede a chi gioca con i fiammiferi – pardon, con le catene di sant'Antonio.
Patrizia mi segnala che la testata gratuita Leggo del 7 novembre 2007 è incappata in questa bufala, come documentato da questa scansione:

Un lettore (igor, che ringrazio) nota nei commenti qui sotto che Leggo ha poi pubblicato una smentita il giorno successivo, ma prestare un pochino di attenzione in più, prima di pubblicare queste storie e quindi donare loro nuova vita, davvero non guasterebbe.
Nel 2012 quest'appello si è riaffacciato in Canton Ticino, coinvolgendo Cristina B., una signora che l'ha inoltrato mettendo in calce i propri dati personali (nome, indirizzo postale di Ponte Capriasca, numero di cellulare, indirizzo Skype e indirizzo di mail crisbono@ticino.com) ed è così stata scambiata per la persona da contattare. Ha ricevuto una cinquantina di telefonate al giorno e si è rivolta alla radio nazionale per chiedere di bloccare l'appello.
English AbstractThe appeal listed below to find a home for seven Italian Golden Retriever puppies is genuine but quite obsolete (it dates back to 2001). I've written this page in an attempt to stop the incessant circulation of this appeal in newsgroups and e-mail chain letters. The puppies found a home years ago and the people involved no longer wish to be contacted for help. Thank you.
Il testo dell'appello
Circola con virulenza da qualche settimana, ma risale almeno a marzo del 2007, quest'appello per piazzare degli adorabili cuccioli di cane, a volte indicati come "cuccioli di labrador":
Oggetto: Fw: MI FAI DA PASSAPAROLA
E' IMPORTANTE : Chi ne prende uno gratis?
Altrimenti i proprietari li faranno sopprimere entro la prossima settimana.
Anche se non lo prendi, mi aiuti a spargere la voce?
Contattare: cristina@graphicworld.it
P.S. Non costano nulla e sono uno più bello dell'altro!
GRAZIE
L'appello è accompagnato da queste tenerissime immagini:




Ma attenzione: l'appello è obsoleto e i cani sono stati piazzati anni fa. I nominativi indicati attualmente dall'appello non sono quelli dei proprietari dei cani, ma quelli di persone che hanno aderito al passaparola senza sapere che è obsoleto. L'indirizzo di e-mail cristina@graphicworld.it non esiste più.
Si tratta infatti di un appello lanciato anni fa e trasformatosi man mano, acquisendo referenti sempre diversi ma sempre sbagliati. Esistono moltissime varianti di quest'appello, datate addirittura 2002 e anche prima, che presentano le medesime foto e fanno riferimento ad altre persone. Eccone qualche esempio:
Cucciolata di 7 Golden Retriever. Chi ne prende uno? Altrimenti i proprietari li faranno sopprimere entro le prossime due settimane.
Anche se non lo prendete voi, spargete la voce.
CHI FOSSE INTERESSATO O CONOSCESSE QUALCUNO DI FIDUCIA CONTATTI MIARI ELISABETTA AL N. 02-3264278
P.S. non costano nulla e sono uno piu [sic] bello dell'altro!
Un'altra variante, che risale allo stesso periodo e mostra sempre le stesse foto:
“ciao, cucciolata di 6 golden retriever.
Chi ne prende uno?
Altrimenti proprietari li fanno sopprimere entro le prossime due settimane.
Anche se non lo prendete voi, spargete la voce.
contattare Sara Matteucci qui sotto
sara.matteucci@gmacio.com”
Perché è una bufala
La cosa più drammatica di questo appello non è la minaccia che incombe sulle bestiole, ma il fatto che continui a circolare nonostante contenga in bella vista l'elemento fondamentale che consentirebbe di verificarla facilmente, se non si fosse collettivamente così lazzaroni: il numero di telefono o l'indirizzo di e-mail della persona da contattare.
Basterebbe pigliare in mano il telefono e comporre quel numero, o mandare un e-mail prima di inoltrare l'appello, per sapere se i cuccioli sono ancora disponibili o in pericolo di vita. Macché, l'utente bufalato non si pone questo problema: intenerito dalle foto, prende il messaggio e diligentemente lo invia a tutti quelli che conosce, senza porsi minimamente il dubbio che quelle “prossime due settimane” possano essere già trascorse da un pezzo.
Infatti è proprio così: i cuccioli sono stati piazzati e a quest'ora sono probabilmente grossi come vitelli.
Nel 2002, quando mi occupai di questa bufala per la prima volta, bastava telefonare al numero indicato per ascoltare la voce registrata di Elisabetta Miari che diceva: “Sono Elisabetta Miari, se state chiamando per i cuccioli, vi ringrazio, sono già stati assegnati, se potete fare il passaparola è utile. Grazie mille, buongiorno”. Fine della storia.
Oggi come allora, basta mandare un e-mail a cristina@graphicworld.it per sapere che l'indirizzo non esiste più (si ottiene via mail la risposta "Sorry, no mailbox here by that name"). Ma non lo fa quasi nessuno, a giudicare dalla furia con la quale quest'appello inutile circola in Rete ancora adesso.
Origini
Ricercando nei newsgroup si scopre che a marzo 2002 circolavano le smentite (“Boh, sono *mesi* che circola questo appello: i cuccioli sono nati il 6/10/01 e credo godano ottima salute”, da it.discussioni.animali). Il messaggio sulla segreteria della Miari era già presente ad aprile 2002, visto che in quel periodo in it.discussioni.animali.gatti un utente scriveva “ho chiamato il numero indicato, un messaggio registrato dice che i cuccioli sono già stati assegnati”. E nel newsgroup it.discussioni.animali.cani un utente segnalava che “la prima segnalazione su IDAC è del 2/12 u.s. e diceva che i cuccioli erano nati il 6/10”.
Effetti
Insomma, l'appello è probabilmente nato con le migliori intenzioni, ma è come al solito sfuggito di mano a chi l'ha incautamente lanciato. Per arrivare al punto di dedicare un messaggio sulla propria segreteria, la Miari si è evidentemente trovata bersagliata da infinite chiamate di chi, leggendo il suo appello, voleva offrire aiuto anche quando ormai l'aiuto non serviva più.
Lo stesso è successo a Sara Matteucci, il cui indirizzo sara.matteucci@gmacio.com è stato soppresso, probabilmente perché sommerso da infinite richieste di aiuto o informazioni su questi benedetti Golden Retriever. E Cristina dev'essere stata altrettanto bersagliata, tanto da dover eliminare il proprio indirizzo.
Niente cuccioli da salvare, dunque, ma un classico esempio di cosa non bisogna fare se si decide di lanciare un appello in Rete, sempre ammesso che sia saggio disseminare ai quattro venti ogni sorta di richiesta (ma per queste cose non ci sono gli annunci economici?). Bisogna perlomeno datarlo, affinché non continui ad appestare Internet in eterno e si ritorca contro chi l'ha innocentemente lanciato.
Come ulteriore esempio dei danni involontari causati da quest'appello e dalla Sindrome dell'Inoltra A Tutti, cito Panorama di fine aprile 2003, che racconta cosa succede a chi gioca con i fiammiferi – pardon, con le catene di sant'Antonio.
Sabrina Lozzo di Roma, per esempio, si è commossa per le foto di sette cagnolini arrivate via internet. "Adottate questi cuccioli di golden retriever" diceva il testo che le accompagnava "o saranno soppressi entro due settimane". Per abbreviare la catena, nel caso di una risposta positiva, la signora ha aggiunto al messaggio il proprio nome e numero di telefono. È stata tempestata di centinaia di chiamate. "C'era chi voleva adottare i cuccioli" racconta "e chi mi insultava pensando che fossi io a volerli uccidere". Altri devono aver fatto lo stesso errore, perché foto identiche circolano in rete con vari recapiti. "Tanto amore per gli animali" continua Lozzo "fa piacere, però io ho proposto a quelli che telefonavano di adottare dei bastardini e nessuno li ha voluti". Per forza, un golden retriever costa circa 900 euro. È inverosimile che qualcuno ne regali sette o li sopprima, buttando via più di 6 mila euro. Nei siti animalisti sono infatti apparse delle smentite. "I golden retriever" si legge "sono nati il 6 ottobre del 2001, stanno tutti bene e non sono più cuccioli da un pezzo".
Vittime
Patrizia mi segnala che la testata gratuita Leggo del 7 novembre 2007 è incappata in questa bufala, come documentato da questa scansione:

Un lettore (igor, che ringrazio) nota nei commenti qui sotto che Leggo ha poi pubblicato una smentita il giorno successivo, ma prestare un pochino di attenzione in più, prima di pubblicare queste storie e quindi donare loro nuova vita, davvero non guasterebbe.
Nel 2012 quest'appello si è riaffacciato in Canton Ticino, coinvolgendo Cristina B., una signora che l'ha inoltrato mettendo in calce i propri dati personali (nome, indirizzo postale di Ponte Capriasca, numero di cellulare, indirizzo Skype e indirizzo di mail crisbono@ticino.com) ed è così stata scambiata per la persona da contattare. Ha ricevuto una cinquantina di telefonate al giorno e si è rivolta alla radio nazionale per chiedere di bloccare l'appello.
Scie chimiche, seconda parte
Tornano le “scie chimiche”, stavolta in formato PowerPoint
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Non ci posso credere. L'articolo precedente dedicato alle cosiddette “scie chimiche” o “chemtrails” ha battuto ogni record di questo blog, arrivando a ben 853 commenti. Per chi si fosse perso (per sua fortuna) la vicenda, le “scie chimiche” sono, secondo alcuni, delle scie lasciate nel cielo da aerei misteriosi, apparentemente simili alle normali scie di condensazione, ma in realtà pericolosissime perché costituite da un cocktail di veleni.
E chi le diffonde? Ma gli americani, ovviamente, che nel complottismo di ogni genere hanno sistematicamente lo stesso ruolo dei nazisti nei film di Indiana Jones: cattivoni sempreverdi, che si possono tirar fuori in qualsiasi occasione.
Torno sull'argomento perché ci sono due novità interessanti.
La prima è una domanda formale (Atto n. 4-02585) rivolta ai ministri della salute e della difesa italiani dal senatore Amedeo Ciccanti, che parla di “scie chimiche (chem trails), rilasciate da aerei non meglio identificati”. I sostenitori di queste “scie chimiche” (li ho affettuosamente battezzati sciachimisti) vedono sempre questi atti ufficiali come una conferma delle loro teorie. Ma cosa dice di preciso il senatore Ciccanti? Dice per esempio che:
diversamente dagli aerei civili, i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensazione a dispersione quasi immediata, le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa e vengono nebulizzate da aerei che volano a bassa quota e sono irrorate nell’aria attraverso sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo
Notate la granitica certezza con la quale vengono fatte queste affermazioni. Come siano state misurate la “natura gelatinosa” e le quote basse degli aerei (e come faccia la gelatina a stare per aria) e quali siano questi “sistemi di supporto” che sarebbero “ben visibili ad occhio nudo” non è dato saperlo. È così e basta. Però viene subito un dubbio: se fosse davvero una cospirazione per irrorare di nascosto il mondo in un piano ultrasegreto, non sarebbe un pochettino da imbecilli usare dei “sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo”? Qualcosina di più discreto, più sobrio, che dia meno nell'occhio, non ci sarebbe?
La domanda del senatore Ciccanti prosegue, per fortuna più ipoteticamente, con i danni angoscianti apparentemente attribuibili a queste “scie chimiche”:
sembra che da tali scie chimiche derivino conseguenze disastrose sulla salute dei cittadini, stante, per esempio, l’alto numero di tumori rilevati nella vallata feltrina
Quel “sembra” suona un po' tanto “me l'ha detto mio cuGGino”; non ha l'aria di riferirsi a un dato concreto, misurato per esempio tramite statistiche o in modo razionale, come prevederebbero il buon senso e il rigore tecnico. “Sembra” e basta. Portare prove prima di fare affermazioni così allarmistiche pare troppo una pignoleria da pedanti, vero?
Ma il “sembra” è portato a nuovi livelli dall'affermazione conclusiva:
il CNR, nel 2005, sembra che abbia rilevato, nelle analisi effettuate su campioni di pioggia coincidente con il rilascio di scie chimiche, una concentrazione al di sopra della norma di sostanze chimiche come quarzo, ossido di titanio, alluminio, idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute, in quanto cancerogene
Capito? Chi ha redatto quest'atto ufficiale non si è neppure preso la briga di verificare se il CNR abbia o non abbia fatto questi rilievi: dai, seminiamo un po' di panico, che tonifica! Siamo al livello della diceria; adatto forse alle chiacchiere da bar, insieme alle vipere lanciate dagli elicotteri, ma non per una discussione in Senato. E grazie a leggerezze come queste, delle quali i contribuenti sono certamente grati per l'uso attento delle risorse dello Stato, gli sciachimisti credono che le loro teorie siano confermate in alto loco. Andiamo bene.
Alza la testa, ti casca fuori il cervello
La seconda novità è una presentazione PowerPoint che sta impazzando in Rete e ha probabilmente sedotto almeno un giornalista di una testata ticinese, che un amico ha salvato in extremis dagli sberleffi dei professionisti del volo. Quello vero, non quello pindarico.
La presentazione si chiama di solito Alza_LaTesta_e_guarda.pps, pesa ben sei megabyte e viene distribuita via e-mail (con somma gioia di chi si collega in banda stretta) per diffondere immagini che sicuramente possono sembrare inquietanti a chi non conosce l'aviazione e la meteorologia, ma che in realtà mostrano fenomeni e oggetti perfettamente noti.
Molte foto della presentazione, infatti, sono tratte dal celeberrimo archivio di foto di appassionati d'aviazione Airliners.net, nel quale basta immettere “contrail”, che è il nome inglese delle normali scie di condensazione, per trovare gli originali delle foto in questione, con tanto di data, luogo e autore dell'immagine. Queste foto non mostrano aerei dotati di “sistemi di supporto ben visibili ad occhio nudo” per spruzzare “scie chimiche”, ma normali aerei da rifornimento in volo o attrezzati per applicazioni tutt'altro che segrete.
E poi scusate: ma se le “scie chimiche” sono una cospirazione ipersegreta che usa aerei ipersegreti per scopi ipersegreti, come diavolo fanno gli sciachimisti a procurarsi foto così ravvicinate di questi velivoli senza essere impallinati? Mi sembrano un tantinello sbadati, questi supercospiratori.
Ma vediamo qualcuna di queste “prove” presentate dagli sciachimisti e vediamo di documentare quanto l'anonimo autore di questa presentazione sia tragicamente incompetente (e, a quanto pare, senatorialmente accompagnato in quest'incompetenza):
Quelle non sono “attrezzature per il rilascio delle sostanze chimiche”:
- a sinistra c'è lo spruzzatore utilizzato per collaudare in volo i sistemi antighiaccio degli aerei, usato nell'Airborne Icing Tanker Project e descritto qui: è molto simile alla normale sonda rigida per il rifornimento in volo utilizzato dagli aerei militari, per il quale l'avevo infatti scambiato inizialmente (ringrazio axlman e John per la correzione), e ne vedete un esempio qui;
- a destra c'è uno scarico di gas ad alta temperatura posto in coda a un aereo, non certo uno spruzzatore: lo si capisce dalle bruciature sotto lo stabilizzatore, e si tratta, come del resto dice la scritta “APU”, della Auxiliary Power Unit: un comunissimo generatore ausiliario, in genere costituito da un piccolo motore a turbina, dotazione standard di tutti gli aerei di linea e di molti aerei militari, e gli esperti d'aviazione nei commenti hanno identificato il tipo di aereo: è un McDonnell Douglas DC-10/MD11 (grazie hanmar!);
- nella foto in basso c'è quello che sembra essere un apparato radio o radar montato su un vecchio aereo cargo (di certo non un apparato idraulico, vista la mancanza di condotti o tubi), ma anche qui spero che gli appassionati d'aviazione mi sapranno dare una mano con l'identificazione precisa.
Prima di proseguire, fermiamoci un attimo per chiarire che cosa sono le scie lasciate dagli aerei. Si chiamano scie di condensazione (contrail in inglese): vapore acqueo, presente nell'atmosfera (e in parte nel getto dei motori), che si ghiaccia momentaneamente intorno alle minutissime particelle presenti nei gas di scarico degli aerei quando umidità e temperatura sono propizie. In pratica, le scie di condensazione sono semplicemente nuvole artificiali.
Non è detto che le scie di condensazione debbano scaturire soltanto dai motori: l'intera ala, per via della sua funzione (creare portanza generando una depressione sulla propria superficie superiore), altera localmente la pressione atmosferica e può quindi portare il vapore acqueo a un rapporto pressione/temperatura tale da produrne il ghiacciamento. Questo produce scie ampie anche quanto l'ala stessa, come si vede in alcune delle foto mostrate qui sotto e tratte dalla presentazione sciachimista.
Le scie di condensazione durano pochi minuti se c'è poca umidità nell'aria: il ghiaccio si forma ma riprende subito lo stato di vapore acqueo. Se invece l'aria contiene molta umidità, la scia è più grande e persistente. Se oltre all'umidità c'è anche vento, la scia non solo persiste, ma si espande distribuendosi nel cielo. Tutto qui.
Fateci caso, cari sciachimisti: quando il clima in quota è secco, non si vedono scie di nessun genere; quando è umido, le scie compaiono. Coincidenza?
Ci sono anche altri tipi di scia di condensazione, che si verificano a bassa quota ma sono molto transitori: un aereo al decollo o in atterraggio può produrre una scia se si verifica un calo di pressione e di temperatura nel vortice prodotto dall'ala in condizioni adatte di umidità atmosferica.
Esistono anche altri fenomeni artificiali che producono scie e sono in effetti irrorazioni, ma non si tratta di “scie chimiche” nel senso sciachimistico-complottistico del termine: mi riferisco alla distribuzione di insetticidi tramite aerei che volano sopra i campi a bassissima quota e alle assodate tecniche di innesco della pioggia (o della formazione di nubi) a base di dispersioni di sali di ioduro d'argento o ghiaccio secco effettuate in quota. Questi sono fenomeni ben noti e documentati, ma non c'entrano nulla con le scie di condensazione o con le presunte “scie chimiche”.
Tutta la questione è spiegata ampiamente dagli esperti di settore, molti dei quali sono italiani, presso MD80.it in questo documento scaricabile.
Ora torniamo alle immagini degli sciachimisti: nelle immagini della schermata mostrata qui sotto, tratta sempre dalla presentazione PowerPoint che gira, la foto in alto a sinistra mostra un aereo cisterna, un KC-135 Stratotanker statunitense, che scarica in volo il proprio carburante (cosa che avviene talvolta in caso di emergenza) attraverso gli appositi bocchettoni dei serbatoi. Niente di misterioso: cercate fuel dumping in Google e troverete spiegoni come questo, che chiariscono che il kerosene scaricato evapora rapidamente e non ricade a terra e che ci sono norme molto precise che regolamentano questa procedura d'emergenza. La foto, fra l'altro, compare proprio nel documento di MD80.it a pagina 148 (grazie a John per la segnalazione).
La foto in alto a destra mostra una normale scia di condensazione che ha assunto una colorazione grazie alla rifrazione della luce, come in un arcobaleno (infatti si chiama rainbow contrail ed è ambitissima dai fotografi d'aviazione), e sbufala completamente la storia degli aerei “non identificati”: il velivolo è infatti un Airbus A-340 della Virgin Atlantic Airways, sigla G-VBLU, fotografato sopra la Cina a luglio del 2006. Lo so perché quella foto la conosco benissimo, la uso come salvaschermo, ed è questa.
La foto in basso a sinistra è invece una scia di condensazione resa rossa dalla luce crepuscolare. Quella in basso a destra, infine, è una scia di condensazione prodotta dall'intera ala del velivolo grazie al cambio di pressione e di temperatura che avviene al passaggio dell'aria satura di umidità sopra e sotto l'ala stessa. Anche qui, insomma, nulla di misterioso.
Anche nella serie di foto qui sotto vediamo semplici scie più o meno abbondanti, che si formano secondo i principi della fisica, non violandoli come sostiene per esempio Sciechimiche.org.
La didascalia della foto qui sotto dice invece che “gli aerei di linea non volano in formazione e non seguono rotte di questo tipo”, ma è abbastanza evidente che in cielo ci sono anche aerei di altro genere: quelli militari, per esempio, il cui mestiere è appunto volare in formazione e seguire le rotte necessarie alla loro missione (che, mi confermano i piloti militari, non ha nulla a che fare con le “scie chimiche”).
Le “nuvole con i buchi” mostrate poi dalla presentazione sciachimista (schermata qui sotto) sono un fenomeno raro ma naturale: si chiamano in inglese fallstreak hole, hole punch cloud o glaciating supercooled cloud, e sono cirrocumuli o altocumuli nei quali l'acqua è sul punto di ghiacciarsi ma non lo ha ancora fatto: quando una zona della nuvola inizia a ghiacciarsi, innesca un effetto a catena che fa ghiacciare la zona circostante, che inizia a precipitare, e così via, formando quindi lacune approssimativamente circolari. Trovate una collezione di fotografie per esempio qui. Anche qui, quindi, le “scie chimiche” non c'entrano nulla.
Anche queste altre nubi mostrate dalla presentazione (qui sotto) sono spettacolari ma non sono nulla di misterioso: sono nubi mammellari (la forma evidentemente ispira facili quanto fantasiose analogie). Se cercate mammatus clouds troverete proprio le foto utilizzate come “prova” di cospirazione dall'anonimo quanto disinformato realizzatore di questo PowerPoint. Ne parla anche la Wikipedia qui. Altre foto di nuvole “strane” mostrate nel file sciachimista rappresentano normali billow clouds.
Nel Powerpoint sciachimista ci sono molte altre immagini presentate come presunte prove, ma la presenza di questi errori grossolani di interpretazione è già sufficiente a liquidare questa presentazione come il lavoro di una persona che ha molto tempo da perdere ma ne spende ben poco per studiare i fatti prima di lasciarsi prendere dalle fantasie. Una studiatina nei link tecnici forniti nel mio articolo precedente eviterebbe figure imbarazzanti. Per chi volesse poi saperne ancora di più, aggiungo le FAQ della Nasa (tradotte qui) sulle scie di condensazione.
E con questo, lo so, spalanco le porte alla nuova ondata di commenti...
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2007/11/12
Alan Carter di Spazio 1999 in Italia
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
Nick Tate, mitico interprete del pilota Alan Carter in Spazio 1999 e uno dei pochi personaggi a sopravvivere a un doppiaggio italiano particolarmente catatonico, arriva in Italia questo week-end (17-18 novembre) per la Reunion Fantascienza al Centro Congressi "Le conchiglie" di Riccione.
Ci sarà anche Anthony Montgomery, il timoniere della serie Star Trek: Enterprise prematuramente cancellata proprio quando aveva finalmente trovato autori che scrivessero storie decenti.
Io sarò lì a fare da interprete ai due ospiti e a godermi la convention di fantascienza, che riunisce fan di Star Trek, Spazio 1999 e Farscape. I dettagli su come partecipare sono qui.
Alcune puntate di Spazio 1999 sono a disposizione online negli archivi RAI, e se volete rinfrescare i vostri nostalgici ricordi di Spazio 1999, che ormai risale a trent'anni fa, datevi da fare presso questo sito oppure presso la Wikipedia in italiano.
La prima serie di Spazio 1999 va inoltre in onda ogni domenica alle 20 su Canal Jimmy, ricevibile anche come canale 140 del bouquet di Sky (grazie a Cronawer per la segnalazione).
Alcuni utenti Mac mi segnalano che le puntate di Spazio 1999 disponibili sul sito della Rai non funzionano. Sul mio Mac ne vedo le immagini, ma non ho l'audio.
Esigere che un servizio pubblico usi un formato universalmente disponibile per lo streaming, uno che non obblighi isudditi cittadini a comperare esclusivamente Microsoft Windows per fruire dei programmi pagati col canone, sarebbe stato difficile, vero?
Se non l'ha capito neppure la BBC con il suo iPlayer solo per Windows (almeno per ora), forse il concetto è davvero al di sopra delle capacità cerebrali del dirigente televisivo medio. E poi si lamentano che la gente ricorre alla pirateria per avere quello che le spetterebbe di diritto.
Nick Tate, mitico interprete del pilota Alan Carter in Spazio 1999 e uno dei pochi personaggi a sopravvivere a un doppiaggio italiano particolarmente catatonico, arriva in Italia questo week-end (17-18 novembre) per la Reunion Fantascienza al Centro Congressi "Le conchiglie" di Riccione.Ci sarà anche Anthony Montgomery, il timoniere della serie Star Trek: Enterprise prematuramente cancellata proprio quando aveva finalmente trovato autori che scrivessero storie decenti.
Io sarò lì a fare da interprete ai due ospiti e a godermi la convention di fantascienza, che riunisce fan di Star Trek, Spazio 1999 e Farscape. I dettagli su come partecipare sono qui.
Alcune puntate di Spazio 1999 sono a disposizione online negli archivi RAI, e se volete rinfrescare i vostri nostalgici ricordi di Spazio 1999, che ormai risale a trent'anni fa, datevi da fare presso questo sito oppure presso la Wikipedia in italiano.
La prima serie di Spazio 1999 va inoltre in onda ogni domenica alle 20 su Canal Jimmy, ricevibile anche come canale 140 del bouquet di Sky (grazie a Cronawer per la segnalazione).
Aggiornamento: interoperabilità, questa sconosciuta
Alcuni utenti Mac mi segnalano che le puntate di Spazio 1999 disponibili sul sito della Rai non funzionano. Sul mio Mac ne vedo le immagini, ma non ho l'audio.
Esigere che un servizio pubblico usi un formato universalmente disponibile per lo streaming, uno che non obblighi i
Se non l'ha capito neppure la BBC con il suo iPlayer solo per Windows (almeno per ora), forse il concetto è davvero al di sopra delle capacità cerebrali del dirigente televisivo medio. E poi si lamentano che la gente ricorre alla pirateria per avere quello che le spetterebbe di diritto.
2007/11/07
Allarme per “virus” Mac, calma!
Trappola osé per utenti Mac, ma niente panico
Le segnalazioni di virus o altro malware per il mondo Apple sono talmente rare che quando arrivano fanno subito notizia, anche quando (come in questo caso), si tratta di un "virus" particolarmente sdentato, il cui unico pregio tecnico è di utilizzare dietro le quinte un sistema abbastanza elegante per commettere raggiri informatici.Il meccanismo di base di questo "virus" (più propriamente un trojan), denominato OSX.RSPlug.A, è classico: l'utente visita un sito pornografico seguendo l'invito di un messaggio di spam e vi trova quelli che sembrano essere fotogrammi di un filmato osé.
Se vi clicca sopra nella speranza di vedere il filmato, ottiene una pagina che dice che Quicktime non è in grado di riprodurre il videoclip e che invita a scaricare un programma apposito, descritto come "una nuova versione del codec" necessaria per visualizzare il filmato, come mostrato nell'immagine qui sopra, tratta da Wired.
Se l'utente scarica il programma e accetta di installarlo (dando la password di amministratore), il trojan s'installa e prende il controllo del Mac.
Come avrete notato, si tratta quindi di una serie davvero notevole di azioni volontarie che l'utente deve compiere prima di potersi infettare: e se l'utente è così sprovveduto da abboccare a questa serie, non c'è sistema operativo che tenga ed è forse il caso di togliergli dalle mani il computer fino a quando avrà imparato a tenere a freno il testosterone e seguito un corso base di sicurezza e buon senso (quello che include la lezione "Passeggiare bendati in autostrada è pericoloso?"). Siamo, fin qui, nel campo del social engineering più classico: beccare gli allocchi usando le donne nude.
La parte tecnicamente interessante è quella dietro le quinte: il trojan cambia il server DNS impostato nel Mac e lo rimpiazza con uno ostile. Il server DNS ostile intercetta le richieste dell'utente di visitare siti dove avvengono transazioni, tipo Ebay o Paypal, e le redirige su siti-fotocopia nei quali l'utente immette i propri dati personali, password comprese, senza potersi accorgere di nulla. In alcune varianti, il server DNS ostile porta semplicemente ad altri siti porno, forse per trarre guadagni indiretti dalla pubblicità aumentando il numero di visitatori.
Sotto Mac OS X Tiger (10.4) non c'è modo di accorgersi della trappola, almeno a livello di interfaccia grafica; sotto Leopard (10.5) lo si può fare nelle preferenze di rete avanzate.
Chiaramente la prevenzione è come al solito la cura migliore; ma se siete così malaccorti da farvi infettare, usate uno dei tanti antivirus per Mac. Il vero problema è che se un utente è così poco sveglio da abboccare a trappole come questa, difficilmente sarà all'altezza di accorgersi dell'infezione. Almeno fino a quando non si accorgerà che il suo conto Paypal o in banca è stato svuotato.
Al di là di queste considerazioni tecniche, come nota anche l'articolo di Wired linkato sopra, questo trojan segna una tappa importante: significa che il Mac ha raggiunto una diffusione tale da diventare appetibile per i creatori di malware. E si potrebbe anzi dire che gli utenti Mac sono vittime più facili di quelli Windows, perché sono poco abituati a prendere precauzioni.
Questo vuol dire che è finito il mito dell'invulnerabilità dei Mac? Assolutamente no. Quello esiste soltanto nella fantasia dei fanboy e degli irresponsabili del marketing. Al sistema operativo si deve chiedere soltanto di essere robusto; al resto deve e dovrà sempre pensarci l'utente.
Ci vediamo a Firenze il 10? Parliamo di reti civiche come ponte fra cittadino e istituzioni: come cambia Internet ora che è "vecchia"?
Sono stato incautamente invitato a partecipare come relatore all'incontro "Reti Civiche 2.0: l’evoluzione del rapporto tra cittadini, istituzioni e web" che si terrà a Firenze sabato 10 novembre, dalle ore 9,30, presso la Sala Blu dell’Educatorio del Fuligno, in Via Faenza 48.
A tenermi compagnia ci saranno Lucia De Siervo, Antonio Dini, Elena Farinelli, Sergio Maistrello, Flavia Marzano, Nicola Novelli, Antonio Sofi, Enrico Sola e Simone Storci. L'incontro, aperto a tutti, sarà coordinato da Marzio Fatucchi. Per tutte le informazioni, andate qui oppure contattate ass.informatica chiocciola comune.fi.it. A sabato, se siete da quelle parti!
A tenermi compagnia ci saranno Lucia De Siervo, Antonio Dini, Elena Farinelli, Sergio Maistrello, Flavia Marzano, Nicola Novelli, Antonio Sofi, Enrico Sola e Simone Storci. L'incontro, aperto a tutti, sarà coordinato da Marzio Fatucchi. Per tutte le informazioni, andate qui oppure contattate ass.informatica chiocciola comune.fi.it. A sabato, se siete da quelle parti!
Urban Legends in TV, una rettifica
Urban Legends non è Urban Legends Revealed
Ho toppato. Devo una rettifica ad Andrea Pellizzari, conduttore del programma Urban Legends di Italia Uno, e ai lettori del Disinformatico: avevo scritto in questo articolo che il programma era un riconfezionamento di una serie del 2002, intitolata "Mostly True Stories: Urban Legends Revealed". Ma sono stato cortesemente corretto da Pellizzari, che ha chiarito che le due serie hanno sì alcune storie in comune, ma soltanto perché "le leggende metropolitane quelle sono e quelle noi abbiamo raccontato", dice Pellizzari.
Urban Legends è infatti in realtà la versione italiana di un format anglo-canadese del 2007 di Cineflix.com. Ho corretto l'articolo originale e chiedo scusa per lo scivolone.
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