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82 commenti

Disinformatico radio di ieri

I temi del Disinformatico radiofonico di ieri. Bonus: intervista a un meteorologo sulle ”scie chimiche”


È disponibile temporaneamente qui il podcast della puntata del Disinformatico di ieri, dedicata alla violazione a fin di bene dell'account Twitter di Ashton Kutcher, agli aggiornamenti a raffica per browser e sistemi operativi, ai chiarimenti sul documentario della TV svizzera sulle “scie chimiche”, all'attacco DDOS contro il sito della CIA, contro Wordpress e la Corea del Sud, e a Google che perde la mail di 40.000 utenti di Gmail.

A proposito di “scie chimiche”, a 8:25 e fino a 15:20 circa nel podcast trovate l'intervista telefonica a Piernando Binaghi, meteorologo, pilota e ingegnere aeronautico, notissimo in Canton Ticino per la sua pluripremiata conduzione della rubrica televisiva meteo della Radiotelevisione Svizzera. Trovate l'audio dell'intervista qui sotto:


Ed ecco la trascrizione dell'intervento di Binaghi:

Paolo: ...abbiamo in linea Piernando Binaghi, che oltre a essere il popolarissimo conduttore del programma meteo della RSI è anche pilota e ingegnere aeronautico. Tre domande veloci a Piernando...

Binaghi: Buongiorno, è “ex pilota” a questo punto [ride] comunque....

P: Perché, perché adesso adesso ci sono solo i cattivi che volano, sono tutti....

Credit: RSI.ch
B: No no no, eh, pilotare è una passione, ma è onerosissima per il mio portafogli [ride] quindi non non me lo posso più permettere, pilotavo elicotteri e quindi... però, insomma, sia dal punto di vista accademico, come hai voluto ricordare, sia per quello meteorologico, insomma, è un problema sul quale spesso gli ascoltatori mi hanno... mi hanno portato, perché effettivamente è una questione che rimbalza su Internet da molto tempo. Adesso... ci sono tantissime cose da dire in merito a queste... a queste scie. Io giocherei... a sorpresa, in questo senso, cioè: sono scie naturali? No. Sono scie artificiali, nel senso che sono realizzate dai motori degli aeroplani che volano ad alta quota. Sono composte dalla chimica? Si, sono composte dalla chimica, perché abbiamo dentro dell'ossido di carbonio, degli ossidi di azoto, abbiamo dentro del... del cherosene incombusto, ma sono proprio questi elementi che fungono da àncora, da punto di aggregazione e di condensazione, i cosiddetti nuclei di condensazione, del vapore acqueo, che allo stato aeriforme si trova ad essere invisibile ma se è in alte concentrazioni, cioè se l'aria è molto umida, eh beh, trova estremamente divertente ritornare allo stato visibile, diciamo liquido e poi addirittura solido, perché queste scie sono fatte da minutissimi cristalli di ghiaccio. Quindi il vapore acqueo istantaneamente solidifica su questi... su questi elementi che vengono dispersi dai... dai motori a reazione. Ora il fatto che queste scie persistano a lungo non avviene sempre, perché tutti avremo notato che in certe giornate le scie sono persistenti e in altre giornate invece l'aereo lascia una scia molto corta o addirittura non la lascia per nulla. E perché questo avviene? Perché i motori funzionano sempre allo stesso modo... ma avviene perché la... le... caratteristiche dell'aria a quelle quote sono variabili, oserei dire, di minuto in minuto, di ora in ora, cioè non c'è mai la stessa situazione, l'aria non si presenta mai nella stessa configurazione, con lo stesso volto tutti i giorni, quindi quando l'aria è più umida le scie sono più persistenti.

P: Ecco quindi... quindi per esempio una cosa che... Sulla persistenza, è vero, come si è detto nel documentario, che una scia che duri più di due minuti è da considerare anomala e sospetta?

B: Ma no! Le scie possono durare molto perché se, se l'aria è così... umida da aver rilasciato, da aver, così, dato modo al vapore di realizzare una grande quantità di cristalli di ghiaccio, ebbene, devono cambiare le condizioni. Innanzi tutto la scia si deve gradualmente disperdere, ci devono essere dei venti, e invece se i venti in quota sono debolissimi questo non favorisce la dispersione delle scie. Ma non solo: anche le caratteristiche dell'aria devono cambiare, devono modificarsi, è chiaro che non può persistere per interi giorni, una stessa scia.

P: E se qualcuno decidesse da domani di cominciare a fare irrorazioni chimiche nel cielo, voi meteorologi ve ne accorgereste.

B: Di cominciare a fare? Scusa non ho capito.

P: Irrorazioni chimiche, come si sostiene secondo questa teoria.

B: Ah, beh... Con questo non... Allora, io non voglio escludere che ci siano, visti i tempi poi, voglio dire, dei [ride] dei dittatori o dei, voglio dire, dei capi di stato che magari segretamente vogliono sperimentare delle... delle modalità belliche basate sulla dispersione nell'aria di miscele nocive, venefiche, eccetera; noi questo siamo liberi di pensarlo. Ma bisogna essere sicuri di poterlo provare. Allora, i dati che noi abbiamo a nostra disposizione.. ci fanno capire che in base a tutte le fotografie che sono emerse – poi anche sulle fotografie potremmo fare dei grandi distinguo – questi fenomeni sono da ricondurre a quella caratteristica fenomenologica che ho appena brevemente riassunto. Faccio un inciso proprio sulle fotografie, perché oggi giorno è facilissimo anche camuffare le fotografie, eh. Voglio dire, vendere delle foto...

P: Infatti, infatti gli esperti hanno notato che ci sono molte fotografie di questo genere che sono state manipolate per farle sembrare più drammatiche. Quindi possiamo stare tranquilli in sostanza?

B: Allora, io non starei... io sono mai tranquillo [ride] perché voglio sempre guardare la situazione. Relativamente a questo fenomeno, non mi preoccupa; mi preoccupa il fatto che certo, c'è un'azione inquinante comunque fatta da quegli elementi, dagli aerei, e certo se uno abita vicino a un hub, cioè un grande aeroporto intercontinentale, ovviamente queste scie saranno più frequenti, più persistenti, perché tutti gli aerei vanno lì.

P: Perché comunque gli aerei inquinano, come del resto anche le automobili e tutti gli oggetti che hanno un combustibile.

B: Per ora.

P: Benissimo! Direi che per ora siamo tranquilli, sempre che la CIA non abbia spento il sito, come dicevamo poco fa, per riattivare perché sta cambiando gli spruzzatori [ride]. Non lo sappiamo, ma grazie a Piernando Binaghi per il chiarimento.
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Commenti (82)
Paolo, un appunto sull'articolo degli aggiornamenti software che hai linkato: le nuove versioni di firefox e thunderbird sono, rispettivamente, 3.6.15 e 3.1.9
Posso dire che trascritta così non rende proprio per niente?

Meglio sarebbe stato lasciarla agli onori del podcast.
Non lo so Ataru, la 3.1.9 di thunderbird l'ho "trovata" stamattina, forse è successiva, pure se di poco, alla puntata, di ieri.
le nuove versioni di firefox e thunderbird sono, rispettivamente, 3.6.15 e 3.1.9

Non lo erano quando ho scritto l'articolo giovedì notte, ma vedo infatti che mi è arrivato l'avviso di aggiornamento di Firefox alla 3.6.15.

Grazie, aggiorno l'articolo.
Effettivamente ho notato che ultimamente capita spesso che, subito dopo un aggiornamento software, si presenti quasi subito il successivo: aggiornamento dell'aggiornamento?
Ma pensarci subito no, eh?
Vero!

Ritengo siano magagne scoperto subito dopo una release frettolosa.

In effetti era meglio stare più attenti prima.
Ascolto solo ora il podcast, grazie della citazione.

Resto però dell'idea che il trascritto perde moltissimo.

Varrebbe anche il viceversa, ma resta un mio parere.

:D

Buona domenica a todos.
Segnalo un errore all'inizio della trascrizione:

più che elicotteri e quindi...

pilotavo elicotteri e quindi...
Una piccola disquisizione sulle scie di condensazione attorno agli Hub.
Nell'avvicinarsi ad un aereoporto un aereo inizia a scendere con largo anticipo. Mi dicevano (spero di ricordare bene) che per atterrare a Linate si inizia a perdere quota a Bologna. Idem per la fase di decollo: non si arriva in quota istantaneamente. Se in condizioni standard le scie si creano solo ad alta quota (siberia a parte) forse attorno agli hub ci sono meno scie che in altri posti.
Per quanto riguarda l'inquinamento credo che si possa calcolare il numero litri di carburante per passeggeri e km percorso vedere chi inquina di piu' rispetto alle auto. Ma sarebbe una perdita di tempo. Ha inquinato milioni di volte di piu' il Pinatubo nel 91 ed il recente Eyjafjallajokull.
Per Francesco53

Nell'avvicinarsi ad un aereoporto

Aeroporto.

un aereo inizia a scendere con largo anticipo. Mi dicevano (spero di ricordare bene) che per atterrare a Linate si inizia a perdere quota a Bologna. Idem per la fase di decollo: non si arriva in quota istantaneamente. Se in condizioni standard le scie si creano solo ad alta quota (siberia a parte)

... quota (Siberia a parte).

forse attorno agli hub ci sono meno scie che in altri posti.
Per quanto riguarda l'inquinamento credo che si possa calcolare il numero litri di carburante per passeggeri


Forse intendi per passeggero: questi calcoli si fanno sul singolo.

e km percorso

Percorsi.

vedere chi inquina di piu' rispetto alle auto. Ma sarebbe una perdita di tempo. Ha inquinato milioni di volte di piu' il Pinatubo nel 91 ed il recente Eyjafjallajokull.

Eyjafjallajökull. Per gli amici Mario. :-)
Un airbus A380 ciuccia per passeggero più o meno la metà di un'automobile di piccola cilindrata.

In litri.
Dimenticavo: immaginando che l'airbus sia nella configurazione più promiscua e che ogni sedile sia occupato mentre l'automobile trasporta solo il guidatore. Con un passeggero nell'automobile sono circa alla pari, con due o più passeggeri nell'automobile è l'automobile a ciucciare di meno.
Sullo hub. Vero che gli aerei che devono atterrare/partire sono a quote basse, ma il radiofaro dello hub è un ottimo punto di riferimento per le rotte. E quindi hai effettivamente un traffico più intenso, IN QUOTA, attorno ad uno hub. Basta guardare una cartina delle aerovie per verificarlo.
Anche secondo me la trascrizione non rende, con tutti quei puntini di sospensione... comunque grazie per avermi fatto scoprire tindeck! proprio di un servizio così avevo bisogno adesso.
l'indice di occupazione degli aerei è molto raramente al 100% ma è comunque più elevato di quello di un'autovettura. Anche perché la vettura è trasporto privato mentre l'aereo è trasporto collettivo.
Avevo fatto dei calcoli tempo fa, vedo di riaggiornarli e di condividerli qui, se sono interessanti.
paOLO, SO CHE SONO SEMPRE FUORI TEMA...MA CHE NE PENSI DELLA SCOPERTA DI BATTERI -ANCHE "ALIENI" - http://www.repubblica.it/scienze/2011/03/06/news/batteri_meteorite-13246265/?ref=HREC1-7 - FATTA DAL RICERCATORE DELLA NASA Richard Hoover IN UN METEORITE?
Per Pino

Questo è lo spazio per le segnalazioni:

http://attivissimo.blogspot.com/p/segnalazioni.html

E scrivere tutto in maiuscolo, sul web, equivale a urlare. Parla più piano, ché nessuno t'ascolta.
Che un aereo inquini come qualsiasi veicolo non è certo una scoperta, ma le scie chimiche sono una vera idiozia
Rileggevo stanotte dei capitoli di un libro sulle battaglie aeree della Guerra Fredda, essendo un grande appassionato di storia militare. Mi ha colpito il fatto che, soprattutto durante i primi voli spia americani ed inglesi sui cieli sovietici, dalla fine della guerra ai tardi anni 50, ovviamente ad alta quota, spesso gli aerei erano in tandem... Il motivo principale era controllarsi a vicenda, così da segnalare all'istante al compagno qualora si fossero formate delle scie di condensazione, da eliminare cambiando quota. Le scie avrebbero reso la presenza degli aerei evidente anche ad alte quote, cosa fondamentale in zone ancora non sufficientemente coperte dai radar sovietici, ergo facilmente violabili. Ennesimo chiodo sulla bara delle sciocchezze sciachimiste, direi...
Per la cronaca, il libro in questione è: 'Le battaglie aeree della guerra fredda' di Paolo Gianvanni, edizioni Mursia. (2003)
Da qualche tempo Trenitalia riporta sul retro dei biglietti un piccolo diagramma con le emissioni di CO2 di auto, treno e aereo sulle tratte Milano-Napoli e Roma-Venezia per passeggero.

Stando a quanto scrive Trenitalia l'aereo è il mezzo di trasporto che emette più CO2 (quasi il doppio dell'automobile).

Se servono dati più precisi ve li trascrivo.
Hammer:

La questione è che per le tratte corte, il decollo è una sanguisuga. Chiaramente se spostiamo il calcolo, chessò tra Los Angeles e New York, i calcoli cambiano :)
Palin,

Trenitalia si riferisce alla CO2, non al consumo di carburante. Vale lo stesso il tuo discorso?
Trenitalia si riferisce alla CO2, non al consumo di carburante. Vale lo stesso il tuo discorso?

Sì.
1kg di carburante idrocarburico produce poco più di 3 kg di CO2 (cherosene o diesel). Un po' di più la benzina.
Per mastrocigliegia

1kg di carburante idrocarburico produce poco più di 3 kg di CO2 (cherosene o diesel).

Cherosene o gasolio. Il Diesel è un tipo di motore, come il Wankel, non un combustibile.
@ Hammer

A parità di carburante, la produzione di anidride carbonica è la stessa... basta guardare la reazione chimica di combustione.

Anche il metano (CH4) produce CO2 quando brucia:

CH4 + 2O2 → CO2 + 2H2O

(fonte: wikipedia).
Il Diesel è un tipo di motore, come il Wankel, non un combustibile.
Vero. Dovevo scrivere gasolio.

mc

ps. Non sapevo che anche i nomi propri di motore andassero scriti con la maiuscola.
Motore a Scoppio, a Reazione ecc.
Va allungata la lista a http://www.itg-rondani.it/dida/italiano/FONOLOGIA/14.htm
Il rapporto tra carburante e CO2 prodotta dalla combustione di questi, precedentemente citato, a nessuno fa pensare che siamo niente altro che una manica di pazzi idioti? Buttare chili e chili di CO2 da ogni apparecchio a nessuno fa pensare che squilibra "leggermente" il sistema atmosfera? Sottolineo, qua non si tratta di modelli climatologici più o meno precisi, qua si tratta di buttare in atmosfera ogni giorni quantità spropositate di un gas non precisamente inerte...
Il Diesel è un tipo di motore ...

... che porta il nome del suo inventore. Perciò si scrive maiuscolo
mastrociliegia:
1kg di carburante idrocarburico produce poco più di 3 kg di CO2 (cherosene o diesel). Un po' di più la benzina.
Principio di conservazione della massa, questo sconosciuto :-)

TheDrakkar:
a nessuno fa pensare che siamo niente altro che una manica di pazzi idioti?
Hai una soluzione migliore, allo stato attuale delle conoscenza tecnologiche? Certo, si potrebbero attraversare i continenti in bicicletta e gli oceani a nuoto, ma dubito che questo farebbe bene all'economia globale.
@Impe

Hai una soluzione migliore, allo stato attuale delle conoscenza tecnologiche? Certo, si potrebbero attraversare i continenti in bicicletta e gli oceani a nuoto, ma dubito che questo farebbe bene all'economia globale.

Ehr... non puoi dopare un atleta e poi dirmi "hai una soluzione migliore per farlo andare così forte?"...
TheDrakkar:
Tu pensi davvero che il mondo possa oggi andare avanti senza combustibili fossili? Bene, alternative?
Mea grandissima culpa, dimenticai l'O2 della combustione. Farò penitenza al più presto.
Senti Impe, più che riscrivere quel che ho scritto non posso fare...
Impe,

credo che il parere di TheDrakkar (correggimi se sbaglio) è che l'automobile va usata il meno possibile.

Se interpreto correttamente il suo pensiero lui suggerisce di prendere treni, metropolitane, autobus, tram per andare al lavoro anziché l'automobile. Io ho tanti amici che fanno lo stesso tragitto che faccio io con i mezzi propri anzichè con i pubblici e la motivazione che danno è "Sono abituato così" che è un risposta idiota.

Questo voleva dire TheDrakkar (credo).
@Hammer: Sono d'accordo che se l'auto non è necessaria allora se ne potrebbe fare anche a meno. Se intendeva questo, allora concordo. Tuttavia, il commento mi sembrava molto più generico: credere che oggi sia possibile smettere di utilizzare di punto in bianco i combustibili fossili credendo di non fare un disastro per l'economia è una pazzia, spero che questo sia evidente.
L'energia serve per vivere, fino a qui penso che siamo tutti d'accordo.

Possiamo produrre l'energia in tanti modi diversi, ognuno con i suoi pro e i suoi contro. Nostro compito è (o almeno dovrebbe essere) quello di minimizzare il più possibile le inevitabili modifiche all'ambiente che un sistema di produzione (o per meglio dire conversione) dell'energia determina.

Nello specifico abbiamo tanti piccoli sistemi che estraggono l'energia potenziale contenuta negli idrocarburi. Nell'ambito di questo processo vengono a crearsi alcuni prodotti "di scarto". Tali prodotti ancora oggi, e molto di più in passato, sono e sono stati semplicemente lasciati nell'ambiente.

Ora il punto focale è questo: NON SI PUÒ fare una valutazione globale sulla nostra evoluzione economica di periodo ESCLUDENDO gli immani costi per recuperare il danno ambientale che è stato determinato in tale periodo.

Questo è quel che si dice una economia dopata.
@Impe

Se si denuncia un disastro come quello che ho denunciato io, non per questo si deve venire fraintesi e indicati come un verde alternativo dell'ultima ora... Io non ho mai affermato che noi domani potremmo smettere di bruciare idrocarburi, sarebbe alquanto errato pensare che ciò sia fattibile in termini scientifico-economici. Ciò per non determina che quel che si sta facendo non sia una cosa da pazzi idioti.
TheDrakkar:
Neppure io ho mai affermato che tu sei un verde alternativo dell'ultima ora. Diciamo che il commento non specificava molto bene che ti riferivi ai consumi "personali", per così dire.
È sui "pazzi idioti" che non posso fare a meno di dissentire: fino ad oggi siamo stati costretti ad esserlo, e non esiste modo di cambiare la situazione. In futuro si vedrà, per adesso abbiamo ben poche scelte.
@Impe

Neppure io ho mai affermato che tu sei un verde alternativo dell'ultima ora. Diciamo che il commento non specificava molto bene che ti riferivi ai consumi "personali", per così dire.

Come ho scritto poc'anzi, non mi riferisco ai consumi personali, se non in minima parte.

E infatti, che senso avrebbe? Il sistema è progettato per automobili a benzina o gasolio, già avere una macchina a gas implica fila pesanti ai pochi distributori, almeno in Italia. Il discorso continua con la tua affermazione successiva:

È sui "pazzi idioti" che non posso fare a meno di dissentire: fino ad oggi siamo stati costretti ad esserlo, e non esiste modo di cambiare la situazione. In futuro si vedrà, per adesso abbiamo ben poche scelte.

Non c'è scritto da nessuna parte che lo sviluppo dell'umanità debba comportare massicci danni all'ambiente in cui essa vive.

Dimostrami che l'uomo non può prescindere da questa caratteristica e chiudiamo il discorso. Poiché però finora ciò non è stato dimostrato è ipotizzabile che l'uomo possa avere un impatto ENORMEMENTE minore sull'ambiente PRESERVANDO uno simile ritmo di sviluppo.

In questo, è evidente a tutti, siamo stato pazzi e idioti. Solo infatti dei pazzi idioti possono distruggere l'unico pianeta in cui possono, allo stato attuale delle conoscenze, vivere.

E in questo essere pazzi e idioti c'è anche l'idea di spostare 70 o 140 o anche 280 chili usando mezzi che ne pesano 1500 o 2000 o 3000, che sono da spostare, ovviamente, anch'essi.

Il tutto lasciando i prodotti di scarto in giro come se niente fosse.

Dimmi tu se tutto ciò ti sembra sensato e soprattutto "obbligatorio" (cfr. tuo "siamo stati costretti ad esserlo").
TheDrakkar:
Eh no, non funziona così, e dovresti saperlo bene: tu affermi che lo sviluppo dell'umanità avrebbe potuto attuarsi senza fare dei danni al pianeta? Bene, allora dimostralo. Dimostrami per ogni epoca che, date le appropriate conoscenze scientifiche, il petrolio e i suoi derivati non sarebbero stati necessari per raggiungere un livello di civilizzazione pari a quello attuale.
Oggi sappiamo che le attività umane possono avere un forte impatto sul clima: ma secondo te quando hanno costruito il primo motore a carbone, potevano forse minimamente immaginarsi una cosa del genere? No, e io dico che hanno avuto ragione: hanno visto che con questa nuova invenzione si poteva fare molta meno fatica, ridurre notevolmente i tempi di viaggio e quindi aumentare a dismisura le possibilità di sviluppo. Se non fossero state le ferrovie, dove saremmo oggi? Senza centrali termoelettriche che danno energia a fabbriche e città, a che punto saremmo rimasti?
Siccome non c'era modo di sapere che l'immissione massiccia di CO2 avrebbe fatto danni a livello globale, non si sono posti il problema. Non capisco poi come mai ti fissi sul fatto che "lasciamo in giro gli scarti": il problema della cattura della CO2 non è così facile, altrimenti l'avrebbero già risolto. Se bastasse così poco a evitare che essa venga dispersa dove starebbe il problema?
@Impe

Eh no, non funziona così, e dovresti saperlo bene: tu affermi che lo sviluppo dell'umanità avrebbe potuto attuarsi senza fare dei danni al pianeta?

No. Io ho detto

è ipotizzabile che l'uomo possa avere un impatto ENORMEMENTE minore sull'ambiente PRESERVANDO uno simile ritmo di sviluppo.

Bene, allora dimostralo.

Finora quando l'uomo ci ha provato ci è riuscito.

Dimostrami per ogni epoca che, date le appropriate conoscenze scientifiche, il petrolio e i suoi derivati non sarebbero stati necessari per raggiungere un livello di civilizzazione pari a quello attuale.

No, questo neanche posso dimostrare, ma non lo credo neanche possibile: anzi ritengo che appunto, tale sviluppo sai stato dopato dall'assenza di recupero di cui prima. Inserendo nel bilancio anche il recupero allora tale sviluppo non è più così mirabile...

Oggi sappiamo che le attività umane possono avere un forte impatto sul clima: [...]

Come detto prima, non mi riferivo ai modelli climatologici più o meno precisi, tuttavia posso anche accettare tale obiezione, con i dovuto distinguo che non è il caso di fare.

Ma ora questa obiezione non vale. Sappiamo che stiamo ammazzandoci pesantemente con le nostre attività "evolute". E ho citato la combustione di idrocarburi solo perché era stata citata da un altro commentatore.


La mia opionione è lineare:

- ogni attività umana ha un impatto ambientale
- minimizzare l'impatto ambientale ha un costo economico
- tale costo prima o poi lo si deve pagare: "non esiste un pasto gratis".

O lo si paga subito = p. e. (1)recuperare il più possibile gli scarti al momento dell'emissioni

o lo si paga dopo = risanare (se ancora possibile) l'ambiente e (1)


Ora non puoi valutare nessuno tipo di sviluppo perché non è stato compiuto: manca il risanamento ambientale.
Ultima frase scritta frettolosamente causa chiamata da real-world: intendevo dire che l'attuale "civilizzazione" non può essere valutata senza il ripristino ambientale che seguirà.
Finora quando l'uomo ci ha provato ci è riuscito
Fai un esempio. Poi dimostrami che l'esempio è generalizzabile all'intero sviluppo umano, dopodiché ne riparleremo.

Ma ora questa obiezione non vale. Sappiamo che stiamo ammazzandoci pesantemente con le nostre attività "evolute"
Certo, ora lo sappiamo: prima no. Oggi sappiamo che possiamo cambiare agire in modo da cambiare la situazione, ma solo perchè siamo consci del problema. Il punto è che non si può addossare la colpa della situazione attuale a chi non aveva le conoscenze scientifiche necessarie per immaginarsi che sarebbe potuto accadere un simile fenomeno. Magari fra 30 anni si scoprirà che alcune delle tecniche che oggi stiamo usando per combattere il problema sono inefficaci (o magari addirittura ancor più dannose). Allora che si fa? Si ferma tutto, perchè non si sa cosa potrebbe succedere? No, bisogna agire nel modo più consono alle conoscenze scientifiche del momento, in modo da assicurarci un futuro migliore. Un paio di secoli fa, qualcuno inventò un motore a scoppio pensando che ciò avrebbe portato incredibili vantaggi ai suoi discendenti, e diresti forse che questo non si è avverato? Però quel tale non poteva sapere che la sua invenzione avrebbe potuto provocare dei danni al pianeta, ciònonostante ti senti davvero di dargli la colpa di quello che sta succedendo? Io no, anzi lo ringrazio di cuore per il fatto che oggi per percorrere 100 chilometri basta girare una chiave e arrivare in tutta comodità a destinazione in meno di due ore, pur essendo ben consapevole che il problema dell'inquinamento esiste e va affrontato.
Seppure oggi siamo consci del problema provocato dalla CO2 non abbiamo modo di risolvere il problema alla radice, poiché l'intero sistema economico globale si regge sull'utlizzo degli idrocarburi: è giusto e doveroso cercare soluzioni alternative, ma per ora siamo solo all'inizio e siccome non è pensabile fermare tutto dobbiamo tenerci il petrolio, che ci piaccia o no.

Infine, ti dimostro che i tre punti del tuo ragionamento non sono così lineari:
- ogni attività umana ha un impatto ambientale
1) Impatto che non necessariamente è valutabile in base alle conoscenze scientifiche del momento; es: amianto. Lo si riteneva estremamente utile, finché non si è scoperta la sua azione cancerogena. L'impatto ambientale prima di questa scoperta era zero.

- minimizzare l'impatto ambientale ha un costo economico
2) Il costo necessario a ridurre l'impatto è compensato dal risparmio che se ne ricava? Ciò non è necessariamente vero; es: efficienza energetica. Se per aumentare l'efficienza del mio sistema dello 0,1% devo aumentare il costo di produzione di 10 volte, allora non è economicamente conveniente minimizzare l'impatto ambientale.

- tale costo prima o poi lo si deve pagare: "non esiste un pasto gratis".
3) Per diretta conseguenza dei punti 1 e 2, il pasto non è gratis solo se esistono delle conoscenze scientifiche che ce lo dimostrino e non è necessariamente vero che il costo da pagare per minimizzare l'impatto ambientale è compensato dai vantaggi derivati. Bisogna analizzare caso per caso la strategia migliore.

Se questi processi fossero davvero così lineari, il riscaldamento globale (e l'inquinamento in generale) non sarebbe più una preoccupazione già da un bel pezzo.
@Impe

Molti moderni sistemi di produzione dell'energia hanno un trattamento dei prodotti di scarto tale da inquinare un infinitesimo di quelli precedenti.

Lo stato della scienza ai primi del novecento non era tale da non avere gli strumenti e le competenze per capire la velenosità dei fumi di scarico delle automobili o delle fabbriche.


Chi ha inventato il motore a scoppio non è certo imputabile di niente. L'umanità è imputabile di essersi danneggiata gravemente usando massicciamente e senza consapevolezza questo strumento. Un prezzo troppo grande sta pagando e pagherà per i vantaggi che ha ricevuto.


Per quanto riguarda le tue osservazioni il processo di sfruttamento dell'energia ai fini del progresso

1) l'impatto ambientale è tale che lo si conosca o no, il compito dell'uomo è prevenire e se non è stato possibile rimediare immediatamente, cose che evidentemente sono molto deficitarie attualmente

2) Stai facendo il solito errore di non considerare il risanamento. È come valutare un viaggio a metà. Un viaggio simile ad una caduta libera dal tetto di un palazzo...

3) Il costo NON è mai compensato dai vantaggi derivati... Caso mai il contrario, è proprio questo che rende dopato, drogato questo tipo di sviluppo!
E cmq non riesco a capire perché nessuno interviene a dire la sua e mi si lascia in balìa del mastino Impe.... O_O
TheDrakkar:
Siamo d'accordo che già all'inizio del '900 si sapesse che gli scarichi dei motori facevano male alla salute ma fermati un attimo a riflettere su cosa sarebbe successo se, dopo aver verificato gli effetti sulle persone, si fosse deciso di non costruire le automobili: sei d'accordo con me che le conseguenze di questa scelta sarebero state ben peggiori, a livello economico, dei danni alla salute? Spero di sì, se no è inutile star qui a discutere.
Ora, siccome nessuno era a conoscenza dell'entità del riscaldamento globale provocato dalla CO2 è sembrato ragionevole continuare ad utilizzare l'automobile. Di recente si è capito che l'entità dei danni provocati era stata sottostimata, e si è quindi deciso di cominciare a prendere provvedimenti. Sinceramente non riesco a trovare il colpevole di questo giallo.

Sui tre punti:
1) Come fai a prevenire un pericolo di cui non sei a conoscenza? E se non ne sei a conoscenza, come fai a sapere se l'impatto ambientale è tale da dover prendere provvedimenti? Perdonami, ma questo punto proprio non regge.
2) Se il costo del risanamento è inferiore al costo necessario a ridurre l'impatto ambientale allora non ha senso in primo luogo ridurre l'impatto ambientale; il problema è che questo bilancio non è così facile da calcolare, e bisogna valutare caso per caso.
3) Non ha senso pagare un costo che non viene almeno compensato dai vantaggi derivati: se il mondo avesse lavorato in perdita, ci saremmo estinti già da un pezzo.

in balìa del mastino Impe
Non mi piace il mastino, preferisco il lupo ;-)
E cmq non riesco a capire perché nessuno interviene a dire la sua e mi si lascia in balìa del mastino Impe.... O_O

Hai voluto la bicicletta? Pedala!
E cmq non riesco a capire perché nessuno interviene a dire la sua e mi si lascia in balìa del mastino Impe.... O_O

Per lo stesso motivo per cui mi lasciaste da sola a discutere con qualcuno (non mi ricordo il nome) sulla strage di Ustica, tié!
TheDrakkar:
Siamo d'accordo che già all'inizio del '900 si sapesse che gli scarichi dei motori facevano male alla salute ma fermati un attimo a riflettere su cosa sarebbe successo se, dopo aver verificato gli effetti sulle persone, si fosse deciso di non costruire le automobili: sei d'accordo con me che le conseguenze di questa scelta sarebbero state ben peggiori, a livello economico, dei danni alla salute? Spero di sì, se no è inutile star qui a discutere.


In realtà non riesco a immaginare un "mondo alternativo". Se si fosse pensato al motore a scoppio con annesso catalizzatore di qualche sostanza, in modo da non disperderla nell'ambiente in modo del tutto casuale, avremmo avuto un progresso più lento? Certo, se immagino un accantonamento del motore a scoppio a causa del suo potenziale venefico posso poi immaginare un progresso molto più lento. Però la ricerca è spinta dalle decisioni collettive, nessuno ricerca un motore alternativo a quello a scoppio se quello a scoppio è usabile... Magari vietando il motore a scoppio ora avremmo 100 anni di ricerca su altri motori, che so elettrici, e quindi avremmo un progresso in questo settore inimmaginabile. Con i se non si fa la storia (cit.)

Ora, siccome nessuno era a conoscenza dell'entità del riscaldamento globale provocato dalla CO2 è sembrato ragionevole continuare ad utilizzare l'automobile.

Per l'ennesima volta :) La dannosità del motore a scoppio è determinata da un ventaglio di sostanze oltre la CO2. Inoltre io parlavo dello squilibrio fisico di un sistema chiuso causato dall'immissione continua di grandi quantità di un gas, non tanto degli effetti che esso ha sul clima. Per intenderci: in un remoto passato la continua immissione di ossigeno ha determinato un enorme cambiamento della vita sulla terra. Non positivo e negativo: enorme. Attenzione a giocare con sistemi così complessi come un intero pianeta...

Di recente si è capito che l'entità dei danni provocati era stata sottostimata, e si è quindi deciso di cominciare a prendere provvedimenti. Sinceramente non riesco a trovare il colpevole di questo giallo.

Più che colpa, pazza idiozia... Come detto prima...
(segue)

Sui tre punti:
1) Come fai a prevenire un pericolo di cui non sei a conoscenza? E se non ne sei a conoscenza, come fai a sapere se l'impatto ambientale è tale da dover prendere provvedimenti? Perdonami, ma questo punto proprio non regge.


Avevo detto: se sei a conoscenza prendi provvedimenti, se non ne sei a conoscenza quando ne vieni a conoscenza DEVI IMMEDIATAMENTE ovviare. Cose che non si fanno.
E comunque anche se non sai cosa fa la CO2 in atmosfera, magari non farla accumulare, piuttosto rimettila in un posto dove la puoi controllare. Questo vale un po' per tutto.

2) Se il costo del risanamento è inferiore al costo necessario a ridurre l'impatto ambientale allora non ha senso in primo luogo ridurre l'impatto ambientale; il problema è che questo bilancio non è così facile da calcolare, e bisogna valutare caso per caso.

Forse non usiamo gli stessi termini per dire le stesse cose LOL. Per me risanamento è tentativo di cancellazione del danno determinato dall'impatto dei sistemi sull'ambiente. Diciamo che risanamento sta a impatto come cura sta a causa. Bisogna lavorare su entrambe: meglio che l'impatto sia il minore possibile così che anche il risanamento eventuale sia minimo. Ma, anche se non c'è una formula che funzioni allo stesso modo per tutto, sia il risanamento che la diminuzione dell'impatto ambientale sono costi aggiuntivi, sempre.

3) Non ha senso pagare un costo che non viene almeno compensato dai vantaggi derivati: se il mondo avesse lavorato in perdita, ci saremmo estinti già da un pezzo.

No, non la vedo così. La vedo in quest'altro modo: abbiamo un tot di energia dal Sole direttamente e indirettamente e un tot, molto più piccolo, dalla Terra (geotermia etc.).

Noi possiamo sfruttare queste risorse ma cercando di lasciare il più possibile intatta la Terra (e il Sistema Solare, ma per ora è praticamente non minacciato, per fortuna).

Possiamo mangiare agrumi ma non dobbiamo far estinguere le piante. Mangiare animali ma non far estinguerli. Bruciare idrocarburi ma non inquinare l'atmosfera. E così via.

Tutte le attività che non rispettano questa regola sono attività i cui costi totali sembrano minori ma in realtà sono uguali o maggiori delle attività "regolari", perché bisogna ripristinare gli ambienti danneggiati.

Tu potresti contestarmi questa filosofia, e se non è secondo me legittimo, perlomeno fattibile. Ma non puoi contestarmi che se si deve avere il minimo impatto sulla Terra i costi sono a volto poco ma a volte molto, quasi enormemente, più alti.

Ecco perché, secondo questa concezione dello sviluppo umano, i costi dell'attuale sviluppo, oltre che essere stati quasi sempre privi dei costi di moderazione degli impatti, sono privi degli immani sforzi di risanamento che le generazioni future dovranno affrontare. Tra 200 o 300 anni voglio vedere cosa diranno di noi i nostri discendenti, sempre che possano essere in grado di farlo, io me l'immagino così: "che egoisti di m...."

Non mi piace il mastino, preferisco il lupo ;-)

Uhm, se non ricordo male il Lupo ha il morso più forte di qualsiasi cane, anche dei molossi... :-)
Magari vietando il motore a scoppio ora avremmo 100 anni di ricerca su altri motori, che so elettrici, e quindi avremmo un progresso in questo settore inimmaginabile. Con i se non si fa la storia (cit.)
Probabilmente invece no, dato che per produrre il primo motore elettrico avresti dovuto consumare energia, che avrebbe dovuto essere prodotta... con dei motori tradizionali. Ma non addentriamoci anche in questo discorso se no non finiamo più :-) .

La dannosità del motore a scoppio è determinata da un ventaglio di sostanze oltre la CO2
Sì ma è la CO2 è il problema principale, le altre sono piccole complicazioni. Se si risolvesse il problema anidride carbonica saremmo quasi del tutto a posto. Quindi limitiamoci a questo per ora.

Attenzione a giocare con sistemi così complessi come un intero pianeta...
Proprio perchè il sistema è così grande si pensava che le attività umane non potessero avere un impatto così significativo, e se vogliamo questa è anche un'ipotesi ragionevole (che ora sappiamo falsa, ma comunque ragionevole). Io questo punto lo metterei tra le giustificazioni, non tra le colpe passate dell'umanità.

Più che colpa, pazza idiozia... Come detto prima...
Pazza idiozia necessaria, come si è visto.

Avevo detto: se sei a conoscenza prendi provvedimenti, se non ne sei a conoscenza quando ne vieni a conoscenza DEVI IMMEDIATAMENTE ovviare. Cose che non si fanno.
E comunque anche se non sai cosa fa la CO2 in atmosfera, magari non farla accumulare, piuttosto rimettila in un posto dove la puoi controllare. Questo vale un po' per tutto.

Eh no, così non ci capiamo: se non sai che la CO2 può fare danni così ingenti, non puoi considerarla un problema: il primo uomo ad aver incontrato il leone non l'avrà considerato una minaccia, il secondo uomo sì. Questo implica anche che se per 100 anni non hai mai pensato a catturare la CO2 (per i motivi già detti) non puoi realisticamente pensare in un mese di scoprire un modo per catturarla tutta e tamponare il problema: ci vuole tempo, gli isterismi sono solo dannosi. (continua...)
(continua)

Bisogna lavorare su entrambe: meglio che l'impatto sia il minore possibile così che anche il risanamento eventuale sia minimo
Sì certo, ma siamo sempre daccapo: devi sapere valutare l'impatto! Se non hai il minimo indizio di un impatto ambientale significativo non puoi pensare di minimizzarlo. E per valutare l'impatto, devi aspettare che accada qualcosa che ti dica "Ehi, guarda che quello che sta succedendo non va bene! Forse è meglio capire che succede!"

Bruciare idrocarburi ma non inquinare l'atmosfera. E così via.
Giusto per ribadire: se non hai il minimo indizio del reale rischio che le sostanze che stai immettendo possono provocare, non hai modo di sapere se stai inquinando poco o tanto. Deve prima capitare qualcosa che ti dia un indizio, e poi prendere provvedimenti.

Tra 200 o 300 anni voglio vedere cosa diranno di noi i nostri discendenti, sempre che possano essere in grado di farlo, io me l'immagino così: "che egoisti di m...."
Questa frase speravo proprio di non leggerla, l'ho sempre considerata solo una semplicistica espressione di un'ideologia ambientalista completamente slegata dalla realtà dei fatti: i fatti sono che noi abbiamo fatto tutto ciò che si riteneva giusto al fine di aumentare il benessere comune; è ovvio che possono capitare dei problemi, l'importante è che si lavori per poterli risolvere. Mettiamola così: tu diresti la stessa cosa dei metodi di cura dei medici di qualche secolo fa? Dopotutto, le terapie dell'epoca erano assolutamente inefficaci e le sofferenze dei pazienti erano immani rispetto ad oggi. Dobbiamo allora considerarli come dei criminali per questo? No, loro pensavano di comportarsi nel modo giusto, poiché non avevano le conoscenze necessarie per capire che stavano sbagliando. Allo stesso modo ora che abbiamo capito che la CO2 produce molti più danni di quelli che si pensava, è compito nostro lavorare per migliorare la situazione.
Chi aveva detto che la Storia si ripete?
Impe,
le altre piccole complicazioni sono tumori e avvelenamenti vari!

Proprio perchè il sistema è così grande si pensava che le attività umane non potessero avere un impatto così significativo, e se vogliamo questa è anche un'ipotesi ragionevole (che ora sappiamo falsa, ma comunque ragionevole). Io questo punto lo metterei tra le giustificazioni, non tra le colpe passate dell'umanità.

E per quale motivo era ragionevole ipotizzare questo e non il contrario? Io ti dico che era ragionevole ipotizzare che immettere sostanze in un ambiente qualsiasi senza controllo significava cercare grane...

Pazza idiozia necessaria, come si è visto.

Necessaria? E chi lo dice? Ma soprattutto, necessaria a cosa?

Eh no, così non ci capiamo: se non sai che la CO2 può fare danni così ingenti, non puoi considerarla un problema: il primo uomo ad aver incontrato il leone non l'avrà considerato una minaccia, il secondo uomo sì

Qui non si tratta di considerare il Leone una minaccia, qui si è trattato di andare a mettere la testa dentro la bocca del Leone.

Cmq, snippo, perché mi sto rendendo conto che alla fine la questione verte solo su un punto.

Per me è stato un male non necessario, per te un male necessario, ma non capisco perché lo reputi necessario. Per caso pensi che il progresso debba necessariamente causare vittime umane e non?
Tumori e avvelenamenti sono danni secondari su scala planetaria, e comunque il vantaggio avuto dall'invenzione dell'automobile compensa pienamente questi effetti collaterali.

E per quale motivo era ragionevole ipotizzare questo e non il contrario?
Perchè è molto più facile alterare l'equilibrio di un sistema piccolo piuttosto che un sistema enorme e complesso governato da forze imponenti quali l'irraggiamento solare e i movimenti tettonici, a confronto dei quali l'uomo è impotente.

Necessaria? E chi lo dice? Ma soprattutto, necessaria a cosa?
Lo dice il grado di civilizzazione a cui siamo arrivati dovuto nel bene o nel male agli idrocarburi, necessari per arrivare a questo punto. Lo dimostra il fatto che oggi, in cui il campo di ricerca di fonti di energia alternative è più attivo che mai, non si è ancora riusciti a trovare una soluzione realmente alternativa al petrolio. Figurarsi se sarebbero stati capaci di farlo due o tre secoli fa.

Qui non si tratta di considerare il Leone una minaccia, qui si è trattato di andare a mettere la testa dentro la bocca del Leone.
Ripeto, se il leone lo vedi per la prima volta è perfettamente ragionevole pensare che non sia pericoloso infilargli la testa in bocca.

non capisco perché lo reputi necessario. Per caso pensi che il progresso debba necessariamente causare vittime umane e non?
Non è necessario che il progresso causi vittime, ma può capitare. Credere che lo sviluppo possa essere raggiunto sempre in pace ed armonia col resto del mondo è una visione fiabesca e idealistica.
Credo che possiamo giungere entrami alla conclusione che le nostre visioni del mondo sono inconciliabili :-)
Sì probabilmente è così. Per oggi il lupo ha deciso di mollare la presa ;-)
Tumori e avvelenamenti sono danni secondari su scala planetaria, e comunque il vantaggio avuto dall'invenzione dell'automobile compensa pienamente questi effetti collaterali.

Certo, con l'automobile possiamo spostarci rapidamente verso il posto dove fanno la chemio migliore.

Che razza di ragionamento!
martinobri:
Certo, con l'automobile possiamo spostarci rapidamente verso il posto dove fanno la chemio migliore.

Che razza di ragionamento!

Non ho detto che siano secondari in assoluto: ho detto che su scala globale, i vantaggi dati dal motore a scoppio sono stati talmente importanti che possiamo anche accettare il fatto che possa esserci qualche malato o qualche laghetto senza pesci in più. Mi piacerebbe sapere quanti sarebbero disposti a tornare a muoversi in carrozza e bicicletta pur di evitare qualche migliaio di malati in più all'anno al mondo. Potete anche dire che sono cinico, ma la realtà dei fatti è questa.
Impe ha commentato:

Mi piacerebbe sapere quanti sarebbero disposti a tornare a muoversi in carrozza e bicicletta pur di evitare qualche migliaio di malati in più all'anno al mondo,

E pensare che l'invenzione dell'auto salvò New York dallo sterco di cavallo.

:D
Mi piacerebbe sapere quanti sarebbero disposti a tornare a muoversi in carrozza e bicicletta pur di evitare qualche migliaio di malati in più all'anno al mondo.

Magari.
Magari fossero un migliaio.
Puoi moltiplicare tranquillamente per 10 alla terza.
Puoi moltiplicare tranquillamente per 10 alla terza.
Siccome la popolazione mondiale è 10^9, siamo comunque a un millesimo del totale. Uno su mille è una percentuale accettabile a fronte dei vantaggi derivati.
Contento te...
Mi piacerebbe sapere quanti sarebbero disposti a tornare a muoversi in carrozza e bicicletta pur di evitare qualche migliaio di malati in più all'anno al mondo.

Io!
Contento te...

È la teoria del progresso a tutti i costi.

Tra l'altro ricorda molto Marinetti :-)

# Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
# Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.[...]
# Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli ; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.


Un po' fuori tempo massimo per fortuna :-)
È la teoria del progresso a tutti i costi.
No, semplicemente trovo immorale sputare nel piatto in cui mangio: prova a dire a quei poveracci che vivono in Africa che si devono fare chilometri a piedi per un po' d'acqua e che muoiono di malattie da cui noi oggi possiamo guarire con pochi soldi che il progresso è una cosa brutta e cattiva che inquina l'ambiente e porta solo disastri, e quanto sono fortunati loro che vivono ancora in un ambiente selvaggio e incontaminato. Poi quando ti porteranno dal leone come spuntino, salutamelo da parte mia :-)
Chi diavolo ha detto che "il progresso è una cosa brutta e cattiva che inquina l'ambiente e porta solo disastri" e "quanto sono fortunati loro che vivono ancora in un ambiente selvaggio e incontaminato".

Una curiosità personale, ha dai 20 ai 25 anni?
Ne ho 22, tra pochi giorni 23.

E' implicito nelle considerazioni fatte sopra: il "progresso a tutti i costi" è quello che ci ha permesso di avere energia elettrica quando vogliamo, la possibilità di raggiungere l'altra parte del mondo in poche ore, acqua corrente nelle case e medicinali per guarire dalle malattie. Invece i poveracci africani che hanno sempre vissuto in armonia e in equilibrio con la natura secondo lo stile di vita eco-sostenibile per eccellenza (tanto per usare un po' di termini eco-chic) guarda come sono messi. Grazie, preferisco tenermi il mio smog.
Quindi gli africani sono messi "così", perché hanno vissuto in armonia e equilibrio con la natura?
PS Auguri!
No, sono messi così perchè non hanno sperimentato il "progresso a tutti i costi"; di chi sia colpa poi è un altro discorso che in questo momento non è importante. Fatto sta che senza il "progresso a tutti i costi" probabilmente anche noi saremmo ancora in quelle condizioni.

I casi sono due:
1) resti al livello dei poveracci africani: la natura è indubbiamente incontaminata, ma vivrai da schifo;
2) progredisci per cercare di uscire dalla miseria: in questo caso qualche danno lo devi fare, non c'è santo che tenga. Inevitabilmente dovrai cercarti delle risorse aggiuntive, risorse che puoi ottenere solamente alterando l'ambiente in cui vivi.

Io la penso così: prima cerchiamo di vivere degnamente, poi potremo anche permetterci il lusso di preoccuparci per i simpatici animaletti dei boschi.

PS: Grazie comunque degli auguri :-)
Veramente il progresso l'hanno sperimentato. Purtroppo nel ruolo di chi viene solamente sfruttato...
Non è certo colpa del progresso in sé se la loro situazione è quella, bisognerebbe essere un po' più esperti di geopolitica per capire chi o cosa sta ostacolando la loro crescita economica: per esempio, in nome della difesa della biodiversità si impedisce l'introduzione di colture OGM che potrebbero crescere anche in un ambiente più arido e secco; poi bisognerebbe cercare di ridurre la corruzione dilagante, oltre a cercare di instaurare finalmente dei governi democratici e stabili. Ma come ho detto prima questo è un altro discorso, per il quale le mie conoscenze sono piuttosto scarse, e che esula dall'argomento originario.
Ho detto che anche loro hanno vissuto il progresso degli ultimi 300 anni, solo che il loro ruolo è stato quello di materia prima.

PS L'Africa arida e secca?
Vorrei fare un passo indietro, e chiedere quali sono le malattie che l'inquinamento dell'aria ha favorito, e qual è l'incidenza.
@Acca

Tutti i veleni immessi nell'ambiente colpiscono gli esseri viventi in modo diversi.

Per quanto riguarda il tuo esempio, riferito all'uomo e all'inquinamento dell'aria: tumori e malattie polmonari.

http://scholar.google.it/scholar?q=air+pollution+respiratory+disease&hl=it&as_sdt=0&as_vis=1&oi=scholart
Su questo ti dò perfettamente ragione: infatti sarebbe ora che la classe politica locale pensasse finalmente ad utilizzare le risorse che ha a disposizione per aumentare un po' il benessere dei suoi cittadini. Non sono in grado di dire come (o se) stia cambiando la situazione, devo dire che non è un argomento che mi ha mai interessato molto. Quello che intendo è: le possibilità di sviluppo ce le hanno, farebbero bene a darsi una mossa a concretizzarle.
Solo una cosa mi sento di aggiungere, che noi Paesi sviluppati abbiamo una grossa colpa: crediamo che la situazione si possa risolvere con i LiveAid, solo che sono vent'anni che lo si fa e non è cambiata una cippa. Non sarebbe forse il caso di agire diversamente? Lascio la questione a chi ne sa di più.

PS: Pensi forse che le zone di savana sub-sahariane siano buone per coltivare i campi? Ovvio, la foresta tropicale sicuramente cresce su un suolo più ricco, ma per sfruttarlo dovresti abbattere la foresta... e poi chi glielo dice a quelli di Greenpeace?
Africa sub-sahariana significa semplicemente "Africa sotto il Sahara": cioè dal Sahel al Sud Africa... Sì, è la "zona" (LOL) dell'Africa in cui è più sviluppata l'agricoltura. Rimangono le coste dell'Africa del Nord e del Nilo, ma si tratta per estensione di un infinitesimo rispetto al territorio da te citato...

E per quanto riguarda gli effetti del colonialismo una scuola di pensiero storico sicuramente non neo-comunista afferma che sono stati tali da avere ripercussioni per i secoli successivi...
Su wikipedia inglese ho trovato questo:

The OECD says Africa has the potential to become an agricultural superbloc if it can unlock the wealth of the savannahs by allowing farmers to use their land as collateral for credit. Recently, there has been a trend to purchase large tracts of land in Sub-Sahara for agricultural use by developing countries.
Quindi le possibilità ci sono, tuttavia...

Biotechnology has been advocated to create high yield, pest and environmentally resistant crops in the hands of small farmers... Biotechnology and GM crops have met resistance both by natives and environmental groups
...come sempre arrivano gli ambientalisti a mettere i bastoni fra le ruote. E intanto gli si fa fare la fame. Ma tanto a loro che importa? Le battaglie ideologiche si fanno meglio con la pancia piena.

Riguardo al colonialismo: verissimo, tuttavia ora che quel periodo è finito sarebbe forse il caso che le ex-colonie capiscano che possedendo le risorse che servono ai Paesi avanzati possono permettersi di stringere con questi rapporti economici solidi e di mutua collaborazione, invece per noi è più comodo fargli l'elemosina ogni tanto (regolarmente intascata da chi non ne avrebbe bisogno) giusto per avere la coscienza a posto, e intanto continuare a fare il bello e il cattivo tempo.
Non è solo una questione di "capire". Il depauperamento è di risorse umane e culturali, oltre che economiche. La cosa peggiore che si può fare a un popolo, dopo lo sterminio, è il colonialismo.
Va bene, allora che si fa? Li si lascia lì agonizzanti aspettando che si estinguano? No, bisognerebbe stimolare la loro crescita economica e culturale, ma questo non si realizzerà mai se si ostacolano le idee e le nuove tecnologie adducendo stupide scuse ideologiche e ci si accontenta di mandargli qualche spicciolo raccolto da una manica di musicanti, impegnati più a vantarsi davanti alle telecamere per il loro "impegno nel sociale" che non a fare qualcosa di davvero concreto.
Uhm... basta tagliare i consumi/persona di un 75% ed il gioco è fatto.
Uhm... basterebbe avere la bacchetta magica ed il gioco è fatto.