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51 commenti

Il “maxisequestro” italiano di siti per download di film si aggira in un minuto

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “norina” e “ivano.m*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Panico fra gli internauti italiani per il “più vasto sequestro di portali informatici portali mai compiuto in Italia”, come scrive l'avvocato Fulvio Sarzana, elencando alcuni dei 46 siti che offrivano streaming e download di film e telefilm e accusati dal GIP di Roma di essere in violazione del diritto d'autore italiano.

Il termine “sequestro” fa pensare a irruzioni della Guardia di Finanza nelle sale server di questi pirati, ad arresti di massa e tranciamenti di cavi. Nulla di tutto questo: i server sono ancora tranquillamente al loro posto e connessi a Internet. Semplicemente, a quanto risulta dai miei test, è stato ordinato ai provider italiani di modificare i propri DNS in modo da restituire ai propri utenti l'illusione che i siti siano diventati inaccessibili. In realtà all'utente italiano basta di norma una banale modifica delle impostazioni del proprio DNS per eludere completamente il “sequestro”.

Mio screenshot di
Mondotorrent.eu stamattina.
A me, per esempio, siti “sequestrati” come Mondotorrent.eu, 7tv.org, Eurostreaming.org. Piratestreaming.tv, Filmxtutti.org, Dopaminatorrent.com (elenco completo disponibile qui su Censura.bofh.it, grazie a peppe per la segnalazione) rispondono perfettamente, come se nulla fosse cambiato, proprio perché in effetti non è cambiato nulla. Non li uso perché mi puzza l'idea di dover installare un codec di dubbia provenienza, come mi chiedono di fare questi siti invece di usare i codec standard di streaming, ma i siti funzionano.

Filmsenzalimiti.net mi risulta ancora attivo; non mi risponde, invece, Filmsenzalimiti.it, che mostra una schermata di sequestro (relativa a un altro provvedimento), probabilmente perché si tratta di un dominio .it sul quale le autorità italiane hanno maggiori possibilità d'intervento.

Non entro nel merito morale o etico delle norme italiane antipirateria audiovisiva: segnalo solo che in Svizzera, dove abito, il download puro di opere vincolate dal diritto d'autore non è punito dalla legge e le forze di polizia non vengono distolte dai compiti di sicurezza per andare a caccia di ragazzini che scaricano film, eppure l'industria del cinema prospera comunque, secondo l'indagine del Consiglio Federale pubblicata nel 2011.

A proposito di Svizzera, l'unico dominio .ch sottoposto a “sequestro”, ossia Watchfreemovies.ch, mi risponde perfettamente. Secondo Domaintools è intestato a Vladimir Stanislav
Kamyanogirska 16, UA-69100 Zaporozhye, Ukraine e secondo IP Location Finder il suo server è fisicamente in Romania.

Viste le modalità tecniche del “sequestro”, chi sa usare Internet continuerà a scaricare esattamente come prima, mentre chi è semplice cliccatore d'icone, trovandosi improvvisamente a bocca asciutta, imparerà a cambiare il proprio DNS. Risultato netto sulla pirateria: zero. Esattamente come tutti gli altri “sequestri” precedenti. Anzi, c'è il rischio che gli utenti inesperti imparino il trucchetto del DNS e quindi diventino immuni agli interventi fatti in questo modo. Un po' come dosi da cavallo di antibiotici alla lunga non fanno altro che rendere più resistenti i batteri. Per non parlare della pubblicità gratuita regalata a questi siti dall'annuncio del loro “sequestro”.

Sono curioso di vedere quanti altri decenni passeranno prima che il legislatore si renda conto che questo approccio goffo e maldestro è inutile e che dedicare le poche risorse delle forze dell'ordine a questo genere di intervento è al limite dell'immorale.
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Commenti
Commenti (51)
Purtroppo pare che il trucco non funzioni per tutti. Sembra che Vodafone, ad esempio, reindirizzi tutte le chiamate DNS sui propri server.
Ciao Paolo mi è piaciuto molto il tuo commento che condivido nelle forma e nella sostanza. Però vorrei darti qualche info in più. L'ordine non è stato dato a livello di DNS ma di IP, il che ha comportato l'inibizione anche per siti che non c'entrano nulla. Sul blog troverai oggi l'elenco completo dei siti. per quanto attiene alla pubblicità non sono d'accordo con te. Il motivo per il qualche i titolari dei diritti chiedono sequestri a gogo risiede nel fatto che la diminuzione del traffico di un sito a seguito di blocco fa venir meno anche una parte dei guadagni legati all'advertising per non parlare della diminuzione del traffico in home page.
Le conseguenze dei blocchi,nel bene e nel male, sono ben più serie di un semplice cambio di DNS. Complimenti ancora per il blog che seguo in modo assiduo! Fulvio Sarzana
la cosa buffa è che gran parte degli utenti non si accorgeranno nemmeno della retata, visto che hanno cambiato i parametri DNS già da tempo
Come quasi tutti, anch'io scarico film e telefilm (meno la musica perché mi piace possedere i cd) ma giuro di non aver mai sentito nominare tutti i siti menzionati in questi giorni. Infatti continuo a scaricare...legalmente, visto che abito in Svizzera. :-)
forse (e dico forse) quando il legislatore stesso sarà una persona cresciuta oggi e inserita nei "nostri" giri, se mi passate la vaga categorizzazione.
Fulvio,

Se ho capito bene quello che mi dici del blocco a livello IP, la misura diventa ancora più irrazionale e immorale perché colpisce anche utenti e siti non colpevoli che hanno la sola "colpa" di coabitare allo stesso indirizzo IP.

Però non capisco come mai, se il blocco è a livello IP, io vedo questi siti senza problemi.

Sulla pubblicità: certo, si ottiene un calo di introiti momentaneo, ma per quanto? E ha senso mobilitare la Guardia di Finanza per queste cose? Capirei se in Italia non ci fossero altri illeciti un tantinello più prioritari da indagare, ma...

Grazie dei complimenti!
Scatola Grande,

bisognerebbe fare un po' di sperimentazione. Qui dal Maniero Digitale mi risulta difficile.
@Paolo: probabilmente perché il tuo ISP non ha ancora recepito/implementato i blocchi. I tempi sono variabili.

Cf. inoltre http://censura.bofh.it/ che è sempre piuttosto aggiornato sull'argomento.
Paolo Attivissimo,
"le forze di polizia non vengono distolte dai compiti di sicurezza per andare a caccia di ragazzini che scaricano film"

Mai parole più sagge!
In realtà basta installare un browser preconfigurato per avere DNS diversi. Per esempio Comodo Dragon oppure Comodo Ice Dragon basato su firefox. All'installazione si può scegliere se modificare i DNS per tutti i programmi o solo per IceDragon. In questo secondo caso si ha un Firefox normale che naviga con i DNS normali ed Icedragon che aggira i blocchi della polizia.
Ma le tecniche sono innumerevoli.
Ma poi Youtube quand'è che lo bloccano? avete mai visto quanti film ita ci sono sul portale google?!
>> dedicare le poche risorse delle forze dell'ordine a questo genere di intervento è al limite dell'immorale
[...]
soprattutto perché NON È VERO che il file sharing fa diminuire gli introiti, è vero l'opposto: da dati ccianet

http://www.ccianet.org/blog/2013/01/the-sky-continues-to-rise-for-industry-study-says/

dietro la caccia alle streghe al file sharing e più in generale agli UGC (user generated contents), ci sono ben altri motivi, cioé ad esempio quello di svuotare internet da contenuti ANCHE PERFETTAMENTE LEGITTIMI, perché creati dall'utente ex novo, solo perché entrano in concorrenza con i contenuti commercializzati

e del resto se il file sharing avesse un impatto negativo sulle vendite dei suporti audiuvisivi, hai voglia da quanto tutti sarebbero falliti, senza contare che i supposti studi che dicono l'opposto o sono fatti malker o sono addirittura finanziati da cosiddette associazioni di copyright
Ciao Paolo, guarda qua!
http://www.hdblog.it/2014/03/05/huvr-lo-skate-ad-antigravita-di-marty-mcfly-e-reale-video-con-tony-hawk-e-moby/

Peccato sia sicuramente un fake..
Ne ho provati una decina e solo uno non si è aperto.

Scorrendo la lista mi ha fatto riderissimo la tipologia "Sementi(?)".
Ore 15:40 con Firefox digitando Mondotorrent.eu su Google e cliccando sul primo risultato restituito si accede tranquillamente...
Le notizie stanno degenerando in modo vertiginoso (parlando di qualità).
Cose come queste non fanno altro che alimentare polemiche e simili; questo è l'unico metodo che hanno per bloccare certi siti, visto che non sono registrati a italiani. Hanno sempre fatto così.


Tra parentesi, anche in svizzera è illegale scaricare opere protette da copyright; lo sarà sempre.
@Paolo,
pensa che anche vkontakte (vk.com), il facebook russo, è stato bloccato perché su quella piattaforma si scambiano file
http://www.tomshw.it/cont/news/vk-com-e-9-siti-pirata-bloccati-procura-di-roma-in-azione/50932/1.html
ovviamente lo hanno fatto perché non è famoso in occidente come Facebook.
PEr quanto riguarda la storia di Vodafone e dei DNS ne parlano qui
http://lab.vodafone.it/forum/viewtopic.php?p=59841
e qui
http://andreapigliacelli.com/cambiare-dns-vodafone-station/
Parlano di un "Transparent DNS Proxy". Quello che non ho capito è se l'implementazione è sulla Vodafone Station (risolvibile cambiando modem) oppure lo fanno sulla rete.
Una domanda: avendo "oscurato" i File locker, chiunque abbia caricato file personali non li potrebbe più raggiungere?
Mmmm... Quindi se capisco bene i sequestri dei siti di streaming fatti nel 2014 si potrebbero paragonare a dei sequestri di negozi di videocassette copiate negli anni 90 fatti come segue:
-Modifica DNS: cancellazione dell'indirizzo del negozio dall'elenco del telefono
-Modifica IP: Rimozione del numero civico dal muro del palazzo

E' accetabile come paragone? Ha lo stesso grado di efficacia?
Se ho capito bene, posso paragonare il sequestro dei siti di streaming nel 2014 al sequestro di negozi di viedocassette pirata negli anni '90 che sarebbe stato fatto come segue:
-Cancellazione dell'indirizzo del negozio dall'elenco del telefono ( oscurazione DNS)
-Rimozione del cartellino col numero civico dal palazzo dove ha sede il negozio (blocco IP)

E' un paragone corretto secondo voi?
Gestisco un sito no-profit che si occupa di monitorare i blocchi DNS/IP.

Anche se l'ordine è stato dato a livello di IP, i casi precedenti che ho sotto analisi dimostrano che raramente i provider effettuano davvero il blocco IP, solitamente si limitano al blocco DNS.

Paolo, uno dei rischi che forse valeva la pena citare, è che il cambio DNS permette di incappare anche in siti pedopornografici, in Italia TUTTI bloccati solo via DNS.

L'Italia non è l'unico paese che effettua blocchi DNS, ma è forse l'unico a non redirigere sempre verso una pagina di spiegazioni del blocco, con riferimenti ai vari provvedimenti.
In Italia è tipico il redirect a 127.0.0.1 e simili.
Le uniche eccezioni sono i blocchi di CNCPO, CICAMP e AAMS, che redirigono ad una pagina esplicita.
La trasparenza in questi casi non dovrebbe essere un diritto degli internauti?



Confermo quanto dice Scatola Grande: Vodafone redirige tutto il traffico destinato a qualsiasi IP su porta 53 ai loro server. E' l'unico provider italiano che conosco che esegue questo genere di alterazione del traffico.
Interventi che fanno scassare la uallera dal ridere.

Ora, pur non riuscendo ad appoggiare o riconoscermi in alcune questioni "morali ed etiche" dei torrentisti (vedi tntvillage), non posso non pensare a quale sia stata la mia esperienza con i cofanetti dei DVD dei serial TV (rigorosamente sempre rovinati), il modo di comportarsi dell'iTunesStore e certi film a qualità infima per prezzi insolitamente alti (per non parlare di un catalogo da spettatore da cine-panettoni), la generale incuria con cui molti DVD vengono confezionati (i famosi extra nella stragrande maggioranza dei casi potrebbero pure evitare di metterli), il totale disprezzo per l'utente finale, la pubblicazione dei cofanetti delle serie TV su tempi biblici ... nel mio caso sarei più che felice di creare un danno all'industria della distribuzione cinematografica.

Sto scaricando "Battlestar Galactica" stagione 1, perché i DVD comprati sono illeggibili;
ho scaricato "La morte e la fanciulla" per lo stesso motivo;
"Alien" uguale;
"Apocalypse now Redux" perché quello scaricato dallo store apple era solo in inglese e quando l'ho scaricato io c'era l'indicazione "italiano dolby 5.1" ... che poi hanno tolto, thanks to cock;
"Hellboy" DVD maciullato;
"Serenity" DVD maciullato, ricomprato sullo store apple il file (qui la lista si farebbe piuttosto lunga, ma mi vergogno di ammettere quanti film ho ricomprato così);
"Philadelphia experiment" al momento introvabile, se non lo stampano più, che cacchio gliene frega che io lo scarichi coi torrent? mah!

Insomma a me a pensarci, pur sapendo di fare una cosa sbagliata, un enorme e sincero "VAFFA" mi viene da rivolgerlo a chi mi ha fatto cambiare idea a furia di disservizi e prese per i fondelli. Per come la vedo io, ho dato tanti soldi e prima che mi rifaccia delle fregature ne passeranno di Giga. È un discorso idiota da fare lo so, ma ho veramente speso dei cifroni.

... ma ritornando in topic e dovendo fare un commento alla notizia, voglio esprimere la mia appassionata, nonché spassionata, opinione:
AHAHAHAAHAHAHAHAHAAHHAHAHAH!
AJAAHAHAHAHAHAAHAH!
AHAHAHAHHAAHAHHAA!!!!
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Andrea,

anche in svizzera è illegale scaricare opere protette da copyright; lo sarà sempre.

Mi daresti gli estremi di legge a supporto di questa tua affermazione?

Permettimi di essere dubbioso, perché ho chiesto ai responsabili del copyright (SUISA) e ho visto anche pubblicazioni governative che ribadiscono che il download _puro_ per uso personale di film, video, telefilm, musica non è punibile. Articolo 19 della LF sul diritto d'autore.
Mah... qui a Milano funzionano tutti...
Mondotorrent non lo conoscevo. Grazie al maxi-sequestro adesso l'ho aggiunto ai bookmark.
@ La Haine

Sto scaricando "Battlestar Galactica" stagione 1,

Ti stimo, fratello. :D
DSN?
C'è una spiegazione ad usum delphini?
Come dice qualcuno, io non avrei notato la cosa perché utilizzo i dns di google, anzi il blocco è servito per farmi conoscere siti che non conoscevo prima.
@Martinobri
Quando colleghi un computer ad una rete riceve un indirizzo IP, indicato da 4 bytes, cioè numeri che vanno da 0 a 255.
Il DNS è il sistema che associa il nome di un dominio all'indirizzo IP che lo ospita.

Diciamo che [Vendomattoni.it] ha un IP 255.255.255.255. Il DNS è il protocollo di associazione che quando scrivi "vendomattoni.it" cerca l'IP associato a tale dominio e stabilisce che vuoi connetterti al server con IP 255.255.255.255.
@ La Haine

Sto scaricando "Battlestar Galactica" stagione 1,

So say we all! ;-)
Potendo, è meglio vederlo in inglese, con i nomi corretti Starbuck e Adama invece di Scorpion e Adamo...
In rep. Ceca è come in Svizzera. Puoi fare il download, ma non puoi condividere. Quindi niente torrent. Esiste un sito www.uloz.to dove puoi scaricare tutto quello chevuoi. Legale. Mai bloccato. Se torrentizzi ti trovi la policie in casa che ti porta via tutti gli hard disk.
Le solite min****ate.
rimane il fatto che la pirateria ditrugge solo il cinema che fa' schifo. Il resto se mi piace e SE POSSO PERMETTERMELO lo compro.
Basta con queste baggianate. la pirateria uccide solo la spazzatura.

@Paolo
rimane il fatto che se detengo o copio file protetti da copyright senza l'autorizzazione dei detentori dei diritti rimango, per la legge italiana, un criminale. Se dall'oggi al domani tolgo a 2-300 famiglie la possibilità di sostentarsi perche' trasferisco la fabbrica in un paese dell'est europa e causo indirettamente 30-40 suicidi sono un imprenditore creativo.
Grazie, puffolotti.
Ma quella storia che si possono modificare il DSN?
Paolo, domanda tecnica. Volendo bloccare (indipendentemente dalla ragione) l'accesso a siti web l'unica alternativa a questo tipo di (finti) blocchi è disconnettere fisicamente il server dalla rete?

Secondariamente non c'è il rischio che venga interdetto per vie legali l'uso di DNS differenti da quello del provider d'appartenenza?
- Per l'altro argomento, anzi per il test per vedere "Quanto sei tracciabile in Rete", risponde pagina non esistente
@martinibri

ciao, puoi guardare qui: https://developers.google.com/speed/public-dns/docs/using
Beh aggiungo per esperienza vissuta (ho scoperto questo simpatico vincolo mentre testavo alcune mie macchine) che il blocco a livello DNS non è in alcun modo (semplice almeno) aggirabile per gli utenti di vodafone adsl in quanto il provider effettua un vero e proprio hijack delle connessioni DNS alterandole per farle sempre puntare alla mirabolante vodafone station, quindi non importa quali dns ci siano impostati, le richieste verranno sempre evase dai dns di vodafone
Ok.. dite che bisogna cambiare i dns per raggirare questo nuovo blocco dei siti,ma che numeri devo inserire?? Io li avevo gia modificati lo scorso anno in seguito al blocco dei siti di hosting(tipo rapidgator,bitshare ecc ecc) che non erano piu raggiungibili,mentre i siti di downoad andavano,mentre ora vedo che proprio non riesco nemmeno ad accedere al sito,io solitamente mi affidavo a www.streamita.net.
Quindi chiedo.. ma che numeri dns devo inserire per far funzionare ancora il sito?? Io non lo sò.
luca81, la cosa non è banale ma fattibile. Basta trovare un server DNS che è in ascolto su un IP X su una porta non standard tipo Y o installartelo su qualche server esterno. Il problema è che, di default, nei sistemi operativi, puoi impostare solo il server X e l'interrogazione verrà automaticamente fatta sulla porta 53 del server X che vodafone ti ridirigerà sui suoi server. Ma se hai un router con capacità di destination nat poi rimappare le richieste al server X:53 su X:Y prima che passino per vodafone. Vodafone le fa passare perchè non le riconosce come query DNS (a meno di non fare deep inspection Layer 7 che non farà mai nessuno) ed ecco bypassato (semplicemente???) il blocco di Vodafone.
@spacesurfer: no ti prego, in lingua originale no, non mastico l'inglese e in tutta onesta riesco a godermi la serie anche se Starbuck viene chiamata Scorpion oppure non li sento esclamare "Frack".

@stupidocane: YEAH!
Se il problema stesse nella Vodafone Station si potrebbe cambiare modem oppure sbloccare la Vodafone Station (il primo modello, con la 2 ancora non si può), se non è in comodato d'uso, in rete ci sono miriadi di guide e soluzioni.
Temo invece che la cosa venga realizzata nel tratto che compete al provider.
@eSSSe:

grazie
"frack" l'hanno tenuto e l'unico grosso cambio è il nome :D

Chi chiedeva gli indrizzi DNS, Googlate per OpenDNS e per Google Public DNS.

Ah funziona molto bene anche Tor con i bridge attivi.
considerato che non uso DNS italiani questi siti sono raggiungibilissimi... Senza modifiche da fare sui pc di casa visto che è il router che fa da DHCP per cui è lui che fornisce anche il dns :P
anche provando altri dns nisba.. io non riesco piu ad accedere a streamita
I blocchi sono stati annullati quasi tutti:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/03/12/news/pirateria_di_nuovo_accessibili_i_siti_del_maxi_sequestro_torrent-80814252/?ref=nrct-10

perchè un blocco IP oscura ovviamente TUTTI i siti in hosting su quegli IP, non solo quelli incriminati.

Questa faccenda mi ha ricordato il blocco Moncler,
in cui furono oscurati 493 domini semplicemente perchè avevano 'moncler' in parte del nome di dominio, indipendentemente dai contenuti.
http://punto-informatico.it/3327472/PI/News/italia-rimosso-blocco-moncler.aspx
Attualmente tutti gli ISP (fornitori di Internet) italiani bloccano NON a livello DNS cioè a livello applicazione ma a livello TCP cioè a livello di trasporto, alcuni server che ospitano siti considerati illegali dalla magistratura italiana.

Ciò significa che non c'è verso di raggiungerli. Mi spiego meglio.

Per raggiungere il sito www.google.it io inserisco tale stringa nella barra degli indirizzi del browser, il browser si occupa di tradurre l'indirizzo in formato stringa nell'indirizzo in formato numerico, cioè ad esempio 173.194.113.247. Questo operazione viene fatta usando un server DNS. Il server DNS è offerto dal proprio IPS, ma è anche possibile utilizzare un server DNS non del proprio ISP. Siamo a livello applicazione, qui.

Dopo di che il browser contatta il server usando l'indirizzo numerico ricevuto dal server DNS. Se però i router del proprio ISP contengono nella propria "lista nera" quell'indirizzo numerico, bloccano la richiesta del browser: il sito è irraggiungibile, qualsiasi DNS si usi, perché comunque la richiesta deve passare per i router del proprio ISP. Siamo a livello di trasporto.

Questo tipo di blocco non è aggirabile dall'utente.
@Adriano G. V. Esposito
Dopo di che il browser contatta il server usando l'indirizzo numerico ricevuto dal server DNS. Se però i router del proprio ISP contengono nella propria "lista nera" quell'indirizzo numerico, bloccano la richiesta del browser: il sito è irraggiungibile, qualsiasi DNS si usi, perché comunque la richiesta deve passare per i router del proprio ISP. Siamo a livello di trasporto.

Questo tipo di blocco non è aggirabile dall'utente.


Nemmeno con i multiproxy?

In quel caso il la mia richiesta va verso un proxy e non al sito pirata estero. Come farebbero i router a bloccare anche quel tipo di traffico?

Fino ad ora quando ho saputo di un sito sequestrato (ad esempio piratebay) la prima cosa che ho provato è stata quella di collegarmi (del resto la curiosità è donna ed io, per quanto brutto, sono un uomo). I DNS mi hanno dato come risposta l'ip 127.0.0.1 (credo si chiami loopback), ma quella risposta è facilmente aggirabile usando DNS stranieri, ad esempio, o "fabbricandosene" uno in casa.

I siti elencati nell'articolo sono tutti bloccati con la tecnica indicata da Paolo attivissimo.

Mi sai dire un esempio di siti bloccati a livello di trasporto?
Sono curioso e vorrei provare a collegarmivicici.... collegarmiticiv.... UFF... ad aprirli per vedere che tipo di risposta ottengo.
Risposta breve: sì, se il sito ospitato dal server bloccato a livello trasporto è molto molto semplice.

Leggi la risposta lunga per capire perché.

Risposta lunga: il proxy è un sistema che, detto in parole molto povere, interroga un server al posto tuo (e quindi "non si presenta come te") e ti mostra i contenuti ospitati da quel server. Questo significa che usando un proxy non stai contattando un server ma stai contattando un proxy. Questa distinzione è importante perché un proxy è solitamente contattato a livello applicazione, via HTTP o SOCKS, e non ha livello trasporto.

Il risultato più immediato di ciò è che "l'esperienza" di un sito visto col proxy è limitata: a titolo d'esempio, puoi avere problemi a vedere dei video mandati in streaming perché la connessione è effettuata, a livello applicazione, con un protocollo diverso da HTTP, tra il proxy e il server, o puoi avere problemi ad accedere a file offerti mediante FTP.
Se il proxy riesce ad accedere a un server che a te è bloccato a livello di trasporto, potrai ottenere da quel server "solo i contenuti che il proxy è programmato per mandarti", che sono meno di quelli necessari per un utilizzo completo, a causa

Per quanto riguarda la lista dei server bloccati a livello IP, ti rimando a questa lista http://censura.bofh.it/elenchi.html

Gradirei sapere gli esiti dei tuoi esperimenti, grazie!
@Adriano G. V. Esposito

Grazie per la lista di siti bloccati :-)

I siti per i quali non sono stati sequestrati anche i server sono raggiungibilissimi utilizzando DNS non italiani (ad esempio www.freedocast.com che annuncia nella sua homepage che sarà presto di nuovo online).

Invece www.hdcaster.net sembra giù. Ma anche in questo caso i DNS italiani mi danno il 127.0.0.1 mentre quelli stranieri danno un IP "sensato" ma il sito sembra comunque giù.

Il sito bestgenericdrugs.net è, invece, in "piena efficienza" e raggiungibile con i DNS stranieri.
Invece, i DNS italiani restituiscono 127.0.0.1 se gli interroghi sullo stesso sito.

Quindi per questi siti (e altri, ne ho provati una decina) il blocco è sui DNS.

Non mi fraintendere, non sto polemizzando, voglio solo capire meglio, che risposta devo ricevere se cerco di collegarmi ad un sito è bloccato livello di trasporto?
Hai citato siti per i quali non è indicato se sono bloccati a livello applicazione o a livello trasporto. Dovresti provare coi siti in cui è esplicitato questo aspetto nella colonna Note.
@Adriano G. V. Esposito

Sì. Gli ho trovati :-)

Eseguendo un trace dal mio pc all'indirizzo IP di destinazione ci sono dei router che non sanno "instradare" verso la destinazione.

Mi sembra, però, un po' difficoltoso applicare questo tipo di restrizioni, tant'è vero che alcune "censure" non funzionano (crazytorrent ad esempio, peò il dominio sembra scaduto).

A meno che la censura sia stata revocata proprio perché il sito non esiste più e chi cura l'elenco non ha ancora aggiornato la situazione.

Ora che conosco questo sistema "censurerò" dal router dell'azienda dove lavoro i siti FB e social vari così i miei colleghi si ****zzeranno con me e mi gonfieranno di botte e il mio capo mi licenzierà EHEHEHEH!!!!....ehm... no
Forse è meglio di no :-)