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Samantha Cristoforetti cita la Guida Galattica e altre chicche spaziali in conferenza stampa

Manca ormai pochissimo alla partenza di Samantha Cristoforetti, Terry Virts e Anton Shkaplerov a bordo di una Soyuz verso la Stazione Spaziale Internazionale, prevista per il 23 novembre prossimo. Pochi giorni fa al Johnson Space Center di Houston si è tenuto questo incontro pubblico, nel quale sono emersi molti dati interessanti e parecchie chicche.


L'incontro è interamente in inglese e russo, ma vi traduco in sintesi i punti a mio avviso salienti.

3:30. Il logo del volo verso la ISS è stato realizzato (dettagli su ForumAstronautico) con il contributo di RikyUnreal (Riccardo Rossi), noto ai frequentatori di questo blog e a chi segue il progetto Moonscape.


32:00. Dopo l'incidente occorso a Luca Parmitano (acqua nel casco), le tute sono state modificate per includere un materiale assorbente nel casco e un tubicino per respirare.

33:20. Samantha chiede che venga realizzata una tuta più piccola e più adatta alla sua taglia. Terry spiega che le tute sulla ISS sono molto meno flessibili (ma più sicure) di quelle usate sulla Luna dalle missioni Apollo e causano problemi alle spalle per via della loro struttura rigida. Uno dei giovani tecnici presenti sta lavorando alla versione futura delle tute e le promette una versione più flessibile e su misura.

35:10. Samantha mostra e spiega la mini-patch “Don't Panic” e le sue origini nella Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams. Oltretutto, per una felice coincidenza, la missione di Samantha è la numero 42 (anche se all'incontro indossa la polo della spedizione 43; è una storia complicata). La prossima settimana verrà reso pubblico il poster della missione, che Sam preannuncia sarà “epico!”.


37:45. Si discute di eventuali protocolli e procedure in caso d'incontro con forme di vita extraterrestri. Terry e Samantha dicono che non c'è un protocollo per queste cose, ma presumono che la procedura sarà semplice: “Contenimento!” (presumibilmente l'incontro sarà con batteri o simili).

38:40. Terry segnala che uno dei problemi medici principali delle lunghe permanenze in assenza di peso è l'alterazione della vista. Nei voli di breve durata del passato, circa il 30% degli astronauti tornava a Terra con problemi di vista, che però poi si sistemavano da soli. Oggi, invece, il 60% degli astronauti che partecipa a missioni di lunga durata ha questi problemi e per alcuni di loro la vista risulta degradata in modo permanente (non è il tipo di cosa che vuoi che ti capiti, se vai su Marte e quando arrivi non ci vedi più). Uno degli esperimenti che condurrà Terry su se stesso sarà proprio una serie di esami per capire meglio questo fenomeno e trovare come rimediare. Nota, inoltre, che uno dei problemi del passato, ossia la perdita drastica di massa ossea, oggi è stato risolto con l'esercizio fisico, i medicinali e l'alimentazione, per cui gli astronauti di oggi tornano a Terra con solo lo 0.3% di perdita di massa ossea.

50:10. Emozionati ora che si avvicina la partenza? Samantha dice che la botta emotiva probabilmente arriverà quando inizieranno le due settimane di quarantena appena prima del volo. Cosa porterai a bordo? Un pigiama comodo, regali per famiglia e amici, libretti di poesie, gadget per dimostrazioni scientifiche e una bandiera ricordo per il gruppo WeFly (pattuglia di piloti acrobatici disabili); nessuno dei suoi gadget elettronici preferiti, perché le batterie standard sono vietate (possono incendiarsi). Per lei volare nello spazio e trasformarsi nel giro di cinque anni da un'appassionata di spazio a una persona in grado di lavorare sulla Stazione Spaziale è un sogno di una vita che si avvera.

Potete seguire Samantha, Terry e Anton su Twitter: sono rispettivamente @AstroSamantha, @AstroTerry e @AntonAstrey.
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Commenti (10)
@Paolo grazie. In una nostra intervista di qualche mese fa, Samantha aveva parlato un po' più in dettagglio delle misure per evitare il ripetersi di problemi di acqua nel casco come quelli della EVA di Parmitano, dal minuto 28:15 in questo video.
Spettacolo...

Una cosa, ma quindi le numerose macchine fotografiche che hanno a bordo usano batterie speciali che non sono le standard prodotte da Nikon?
"per cui gli astronauti di oggi tornano a Terra con solo lo 0.3% di perdita di massa ossea."

Siccome AFAIK questo è/era uno dei problemi chiave per viaggi di lunga durata, potresti per favore precisare cosa vuol dire questa affermazione? 0.3% di perdita di massa ossea/X (X = unità temporale da precisare), oppure (in presenza di adeguate precauzioni) la perdita non supererà mai lo 0.3%, qualunque sia la durata della missione?
Però la nostra Samantha non conosce il lungo-arnese (che le serve!)

https://twitter.com/AstroSamantha/status/499569625802493952

cavolo, questa cosa della perdita della vista non la sapevo! e mi sembra davvero inquietante...
Sojuz con tecnologia Russa !
mentre gli USA aspettano space X
ma che dovrebbe utilizzare la nuova tecnolgia di emergenza "escape safety".
Ti ringrazio anche io per avere citato me e Astronautinews.
Ma soprattutto colgo l'occasione per ringraziati per tutto l'incredibile lavoro che svolgi da anni nel campo della divulgazione scientifica, con sempre un occhio di riguardo per l'astronautica.

Sarà un piacere seguire insieme a te l'avventura nello spazio di Samantha.
RikyUnreal complimenti per il logo!!!

Sulle batterie. Immagino ci si riferisca a quelle al Litio, ormai ampiamente usate, che effettivamente qualche volta hanno provocato incidenti a terra. Probabilmente il pacco batterie è realizzato diversamente, magari usano le NiMh che credo non abbiano questi problemi.

Maaaaa..... di che tipo di degradazione della vista si parla? I difetti visivi sono tanti.
Consiglio la lettura di questo articolo per dissipare un po' di dubbi:

http://www.ilpost.it/2014/01/31/spazio-salute-astronauti/
Paolo, se non te l'hanno già segnalato, ecco il poster dell'Expedition 42 di Samantha. Ogni riferimento è puramente voluto ...