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18 commenti

Ma quanto sono spione le “smart TV”

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se avete acquistato una “smart TV”, vi siete mai fermati a leggere le sue condizioni di gestione dei vostri dati personali? Probabilmente no. Probabilmente non immaginavate neanche che un televisore avesse delle condizioni del genere.

Ma le ha, e sono sorprendentemente invadenti e soprattutto vengono cambiate unilateralmente. In pratica, se comprate una “smart TV”, pagate per farvi schedare e spiare: quello che dite mentre il televisore è acceso verrà registrato. Non dai criminali informatici, ma dai produttori di questi dispositivi.

È un problema segnalato da varie fonti, come Techdirt e Salon, i cui esperti si sono presi la briga di leggere le tediosissime pagine informative sulla privacy che accompagnano questi e altri dispositivi “smart”. Per esempio, l'informativa generale di Samsung dice che Samsung “usa tecnologie... che consentono di sapere quando avete visto uno specifico contenuto o una specifica mail” e registra “le app che usate, i siti Web che visitate, e come interagite con i contenuti.”

Non è finita. La seguente perla è presente in questo documento sulla privacy di Samsung (link breve: tinyurl.com/tv-pettegola; versione italiana), specifico per le Smart TV: “Siete pregati di tenere presente che se le vostre parole pronunciate includono informazioni personali o altre informazioni sensibili, tali informazioni faranno parte dei dati catturati e trasmessi a terzi tramite il vostro uso del Riconoscimento Vocale.”


In pratica, se usate le funzioni di riconoscimento vocale incorporate nelle “smart TV”, state attenti a quello che dite quando siete davanti alla TV accesa, perché il riconoscimento non viene effettuato localmente, sul televisore: quello che dite viene trasmesso via Internet a “terzi” (imprecisati; forse Nuance, secondo questo manuale Samsung, pagina 222), che lo analizzano e convertono al volo in comandi.

Come se tutto questo non bastasse, i fabbricanti delle “smart TV” possono cambiare le proprie regole di gestione dei dati personali dopo che avete acquistato l'apparecchio: Techdirt riferisce che LG, per esempio, ha inviato a maggio 2014 un aggiornamento software ad alcune sue “smart TV” che conteneva una modifica di questo genere. L'utente si è trovato obbligato a scegliere fra perdere le funzioni “smart” regolarmente pagate all'acquisto, e quindi trovarsi con un televisore menomato, e consegnare a LG e ai soliti “terzi” (sempre imprecisati) una quantità esagerata di dati personali, comprese “le parole usate per cercare contenuti, i dettagli delle azioni compiute durante la visione (per esempio riproduzione, stop, pausa, eccetera), la durata di visione del contenuto”.

Se a qualcuno tutto questo fa venire in mente 1984 di Orwell, non è il solo, ma ci sono differenze importanti: nella realtà siamo noi a pagare per farci mettere in casa il teleschermo che ci cataloga, ci scheda e ci timbra, e la sorveglianza non è imposta da un governo totalitario, ma viene spinta di soppiatto dai social network e dalle agenzie pubblicitarie. E noi la abbracciamo felici. Neppure Orwell era riuscito a immaginare un futuro così.

Soluzioni? Ce ne sono poche, per ora: non comperare una “smart TV” ma un televisore normale; comperarla ma non collegarla a Internet o filtrarne la connessione e perdere così la maggior parte delle sue funzioni; oppure andare nelle impostazioni della TV e rifiutare di attivare il riconoscimento facciale e vocale. Più in generale, è opportuno far conoscere l'esistenza del problema.


Aggiornamento (2015/02/20): Samsung ha dichiarato che cambierà la formulazione del documento sulla privacy per chiarire meglio cosa viene ascoltato, registrato e trasmesso; inoltre ha indicato che i “terzi” ai quali invia i dati acquisiti sono in questo momento la società Nuance Communications. Al momento, tuttavia, la formulazione pubblicata qui e qui è invariata.
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Commenti
Commenti (18)
Si dovrebbe trovare il modo di sviare queste comunicazione, oppure installare un sistema operativo differente, lo stesso vale per android
Da informatico evito accuratamente tutte le piattaforme esageratamente integrate e che richiedono un sacco di tempo per approfondirne il funzionamento. Vado ancora di FTP, dischi locali, tv semplici, account separati per tutti i servizi, etc.
Domanda da uomo tecnologicamente preistorico: il problema si verifica solamente per la navigazione diretta su internet tramite TV o anche in caso la SmartTV sia semplicemente collegata ad apparecchi connessi alla rete (per esempio decoder come quelli Sky)?
Onestamente: c'è qualcuno che spenderebbe dei soldi per mettersi in casa un dispositivo che spia lui e la sua famiglia?

È chiaro che per poter vendere questo tipo di TV il produttore debba sorvolare su questo aspetto, sia nella pubblicità che nell'installazione dell'apparecchio. Siamo ai limiti della truffa.
Ma per filtrare basta bloccare i dati sulle porte diverse da 80 o avete notizie di smartv che usano anche la 80 per tutto questo?
Ma a me pareva abbastanza normale che per usare il comando vocale della TV quella dovesse ascoltare tutto quello che veniva pronunciato in cerca delle "parole chiave" per entrare in modalità ascolto. é come il tablet che va su Google quando dici "ok google".. Pensavo però che il riconoscimento venisse fatto nel device e non chissà dove in Internet.. Su questo però non possiamo far nulla, il comando vocale funziona così.

Ma la domanda che farei a Samsung ed agli altri è diversa.. Cosa se ne fanno di tutti quei dati? Delle mie abitudini di navigazione, dei file che ho nella rete.. E soprattutto, magari se me le chiedete e mi pagate potrei essere d'accordo a fornirvi direttamente quelle informazioni, senza che mi dobbiate "imbrogliare".

Qualche commentatore parla di condotta "al limite della truffa", purtroppo di truffaldino non c'è nulla: è tutto specificato nei contratti di licenza e non è che i produttori ti promettono qualcosa e poi non te lo forniscono, anzi, i "dati catturati" gli servono PROPRIO per fornirti il servizio. Che possano farlo anche senza è un discorso diverso.
@Lupo della Luna

Qualche commentatore parla di condotta "al limite della truffa", purtroppo di truffaldino non c'è nulla: è tutto specificato nei contratti di licenzai

Quanti degli utenti di tecnologia di consumo hanno le competenze nonché la forma mentis per andare a leggere le condizioni di utilizzo di un televisore? Un aspetto così importante e invasivo per la privacy andrebbe sottolineato per bene dal costruttore stesso, così che ogni utente possa essere ben informato di cosa fa il prodotto ancor prima del suo acquisto. Scritto ben chiaro e non con vaghi accenni qua e là in un'informativa generale che non sai nemmeno che esiste.

Penso sia diritto di ogni consumatore quello di essere chiaramente ed esplicitamente informato su ciò che trova in negozio, e dovere del produttore quello di essere chiaro ed esaustivo nell'elenco delle caratteristiche del device che ti sta vendendo.

Ricordi EULA?
La domanda vera è però un'altra: perchè?

Posto che la raccolta e l'esame di queste informazioni non è funzionale al tipo di servizi che una smart TV offre, perchè viene fatta? Chi, e per quali scopi, ha deciso che una smart TV debba avere (e per default) queste capacità? Dobbiamo forse diventare tutti complottisti, visto che al confronto, le "scie chimiche" sono roba da asilo infantile?
"Quanti degli utenti di tecnologia di consumo hanno le competenze nonché la forma mentis per andare a leggere le condizioni di utilizzo di un televisore?" Non c'entra. La licenza c'è e dovresti essere tenuto a leggertela. Se non lo fai e l'accetti pedissequamente senza manco sapere cosa c'è scritto è colpa tua. Nel contratto di licenza c'è scritto che "le informazioni potrebbero essere trasmesse a terzi"? Si. Allora non puoi parlare di truffa.

Che poi non sia necessario trasmetterle per far funzionare la smart tv e che il produttore lo faccia per lucrarci sopra è un altro paio di maniche.

Se è vera la premessa che ho fatto, il consumatore E' informato. Sono problemi suoi se non legge le informative.
@Il Lupo della Luna
La licenza c'è e dovresti essere tenuto a leggertela

Avresti ragione se potessi leggere la licenza prima di acquistare il televisore o se potessi rifiutare le condizioni solo sulle parti che riguardano la privacy, ma così non è. Di fatto la licenza d'uso non la puoi rifiutare. E' in questo che si sfiora la truffa.
io ho comprato uno smart tv perché costava meno di uno normale, mi sono ben guardato da collegarlo a internet, ci ho collegato un raspberry pi che ha molte piu funzioni di uelle che perdo con lo smart non collegato a internet. l'unica cosa é quel fastidioso tasto in mezzo al telecomano che apre un menu inutile del televisore.
Tutta roba vecchia trita e ritrita. Non si capisce perché i sistemi di riconoscimento dovrebbero funzionare diversamente da siri o similari che si sa si che hanno bisogno di connessioni sempre attive per funzionare.
L'alternativa sono sistemi come dragon dictate che però hanno bisogno di ore per essere istruiti al riconoscimento vocale e buona velocità dei processori e memorie all'altezza.
Cose che uno smart tv sicuramente non ha.
Ma la domanda, la domanda che da sempre cerca risposta, la domanda che riecheggia ovunque nell'universo è: perché uno smart tv?
Siamo sempre li'. Se non ti sta bene la licenza porti indietro la TV e hai diritto a un rimborso. (Non ho letto la EULA del mio BD ma penso sia uguale)..
Il Lupo,

Siamo sempre li'. Se non ti sta bene la licenza porti indietro la TV

No, no, no. Non sono d'accordo.

Un consumatore non deve essere tenuto a leggersi 46 pagine di licenza per scoprire, scritto in piccolo, che Samsung lo sorveglia e lo scheda.

Soprattutto quando acquista un prodotto che non ha alcun motivo di pensare che contenga funzioni così invasive. Io compro la TV per guardare, non per essere guardato.


Un'invasione della sfera privata di questa portata deve essere messa bene in evidenza. Meglio ancora, il legislatore deve intervenire per impedirla.

Il "non hai letto, cavoli tuoi" è impraticabile. I Vogon proprio non hanno insegnato niente?
Personalmente credo che se all'utente medio non importi nulla di quali dati da in pasto alle aziende, anzi credo che sia ancora più contento se gli viene proposta una pubblicità mirata o cose simili. Quando ho cambiato il televisore nei centri commerciali ero visto come un alieno, chiedevo requisisti hardware e non le applicazioni installate. Alla fine ho preso una tv che permetterebbe anche la connessione a internet ma che soprattutto ha la porta DVI e VGA. Mi è bastato collegare un vecchio pc (aggiornato a windows 7) dedicato esclusivamente alla connessione internet e una tastiera wireless e ho la tv più smart di tutte le altre.
@Paolo: "Il "non hai letto, cavoli tuoi" è impraticabile. I Vogon proprio non hanno insegnato niente?" Risponderò con una poesia.. :p

No, seriamente, capisco bene il tuo punto di vista, Paolo e lo condivido pure, non ha senso che la mia TV mi spii (anche se mi avvisa) il mio discorso era che non possiamo parlare di truffa: la licenza è vincolante come un contratto, piaccia o no. Sono d'accordo con te che è assurdo che una TV "chiami casa" per dire ai produttori cosa sto facendo, ma l'unico modo per costringere i produttori a smettere è NON comprare quella TV. Anzi, prenderla e resittuirla, pretendendo un rimborso proprio per la non accettazione della licenza.
Capisco che in questo modo è il consumatore che ci perde, perché non ha la TV che vuole, ma è il solo modo per colpire i produttori.

In alternativa, pubblicare gli IP dei server delle aziende e bloccarli coi firewall personali. Non alla portata di chiunque, ma risolutivo.
Ehilà, se ne è accorto anche il Corriere.
Dice che l'allarme rimbalza sui siti specializzati da diverse oreO


---risate a crepapelle---
Quando sento parlare di Samsung ho l'istinto di controllare che non ci sia un ninja nascosto sotto il mio letto XD