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41 commenti

Pensieri sull’Internet delle Cose

Un tempo questo era soltanto un film.
Oggi è un documentario.
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “morenotr*”, “ebaysto*” e “simone@bad*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Televisori “smart” che ascoltano quello che dici, annotano quello che guardi e lo riferiscono ai fabbricanti (Samsung, LG). Smartphone che tracciano la tua posizione (tutti). E-reader che dicono ai loro fabbricanti cosa leggi, quando e per quanto tempo (Kindle, Kobo, Nook, Sony, Google Books). Dispositivi digitali di fitness che mandano a chissà chi le tue pulsazioni. Sistemi di domotica che dicono a Google quando sei in casa e in che stanza sei (Nest). Malware preinstallato da Lenovo sui PC. NSA che viola i fabbricanti di SIM per intercettare tutti i telefonini e preinfetta i dischi rigidi per spiare i computer.

“Io non voglio l'Internet delle Cose. Voglio l'Internet delle Cose che si Fanno i Cazzi Loro” — anonimo.
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Commenti
Commenti (41)
Il problema non e' l'internet delle cose... sono le persone che vivono in un modo dove esiste l'internet delle cose e non si ribellano, non si proteggono e pensano che sia giusto condividere e commentare ogni piccola cosa.
Viviamo in un mondo in cui il cittadino non pensa alla sua sicurezza, non pensa a cosa e' giusto e cosa e' sbagliato. E' diventato piu' importante 'avere' e ci siamo dimenticati di 'essere'. Gli immigrati invadono le nostre coste (soprattutto perche' l'alternativa e' molto spesso morire in patria), lo stato e' piu' legato all'economia che non al cittadino e noi non vediamo oltre il nostro naso.
Io ne ho visto (internet delle) cose che voi umani non potreste immaginarvi... ho visto televisori pettegoli più del parrucchiere di mia moglie, ...ed o visto i Led balenare nel buio vicino al mio social spy network... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.
È tempo di entrare nei luther blisset o negli anonymous.
We are the COSE. Your biological and technological house distinctiveness will be added to our own internet. Resistance is futile.
Davanti a certe cose c'è da aver vergogna a sapere di avere uno smartphone. :-(
92 minuti di applausi!
Ma io seguito a chiedere una cosa, a cui nessuno mi ha ancora dato risposta:in pratica, nella vita quotidiana, cosa implica il fatto che, che so, nei server di Google ci sia la lista dei libri che ho letto o che alla LG sappiano cHe film ho visto? Cosa comporta? Siamo sicuri che siano cose che valga la pena tutelare e fare discorsi tipo "la gente si deve ribellare"? Per me, no.
@Il Lupo della Luna Daresti le chiavi di casa tua al primo che passa e che garantisce che non le userà mai?
Cosa importa se Google sa cosa leggo? forse nulla ma che ne sai che un giorno quella lista non verrà usata per dimostrare che tu sei un delinquente perché leggevi libri che saranno considerati vietati? oppure che domai qualcuno riuscirà ad intercettare in tempo reale i dati trasmessi da Nest e sapendo che non sei in casa ne approfitterà per farti una visitina?
@lupo
allora, dopo 6 mesi le email di gmail sono considerate come archiviate e la polizia può leggersele senza passare per il consenso di una corte federale. L'alternativa è sospettare, e ribadisco suspettare che tu sia implicato in terrorismo (quale?! islamico? interno? anarchico?) e per il patrioct act possono leggersele anche prima.
Fatto questo vedono che sul tuo account google hai impostato la sicurezza dell'account inserendo un numero di cellulare. Prendono il numero di cellulare e sanno il nome e cognome del contratto. Ma dove sei? tracciano tutti i tuoi movimenti del microchip del cellulare che tiene la connessione con la rete telematica. In base alla velocità degli spostamenti misurano come ti muovi (a piedi, in autobus, in auto), cosa fai, dove lavori, ... Poi passano a linkedin e si leggono le informazioni sul tuo lavoro, che inconsiamente hai offerto non capendo che stavi cedendo info ad un'altra nazione e legge (già è difficile sapere quelle italiane, figuriamoci quelle straniere dove non hai nemmeno diritto di voto per condizionare il governo).
Fatto questo se ti devono sganciare una bombetta con un drone, gli basta seguire la geolocalizzazione....che magari hai attivato solo per farti dire dal cellulare il tempo preciso della zona dove abiti...in pratica lo vedevi aprendo la finestra. La stasi era decisamente meno efficiente.
La maggior parte di questi dati sono su server che possono soffrire di bug come shellshock o simili, e sono online 24 ore su 24... con IP fissi. Il non plus ultra per gli hacker, a differenza dell'utenza domestica che cambia IP ogni volta che spegni il router.
Una delle prime regole di sicurezza sarebbe suddividere le informazioni in + società diverse e non comunicanti. Non è così se le società sono tutte BIG americane sotto la legge USA.
Vivendo in Italia, un paese che vede Poletti (ministro del lavoro) e Renzi (presidente del consiglio) andare a cena con due mafiosi (Buzzi e Carminati di Roma), dare un simile potere allo Stato, per me è un grosso rischio.
Gli USA se da un lato combattono il terrorismo islamico (un moto che non ha mai fatto i danni provocati da subprime, evasione fiscale e corruzione internazionale), dall'altro non hanno mai dato sicurezza contro la lotta alla mafia e lotta alle corporazioni illecite. Anzi...
"Daresti le chiavi di casa tua al primo che passa e che garantisce che non le userà mai?" l'elenco dei libri che leggo o dei film che guardo NON sono le mie "chiavi di casa".
"un giorno quella lista sarà usata per dimostrare che sei un delinquente" beh, se è per questo "un giorno" potrei essere arrestato solo per possedere uno smartphone. O con *qualsiasi altro* pretesto. Quindi mi dispiace ma l'obiezione non vale, in un ipotetico un regime totalitario *non c'è bisogno* di dimostrare che io sia un delinquente se qualcuno è convinto che io lo sia.
"riuscirà ad intercettare in tempo reale i dati trasmessi da Nest e sapendo che non sei in casa ne approfitterà per farti una visitina?" Se vuoi venire a rubare a casa mia ti apposti lì vicino e aspetti che esca, non ricorri a sistemi così inutilmente macchinosi. Ricordate sempre http://imgs.xkcd.com/comics/security.png questa vignetta.
"allora, dopo 6 mesi le email di gmail sono considerate come archiviate e la polizia può leggersele senza passare per il consenso di una corte federale" *forse* in USA e manco sono sicuro che si possa. Fonte?
"L'alternativa è sospettare, e ribadisco suspettare che tu sia implicato in terrorismo" sospettare. Bravo. Sai, per accusare qualcuno di qualcosa in tribunale ci vogliono delle cose che si chiamano prove. Poter sapere dove vado (stocavolo, senza una richiesta di un giudice Google non te le dà) è il miglior modo di dimostrare che sono innocente. Ognuno è innocente fino a prova contraria, questo anche nella Common Law.
"se mi devono sganciare una bombetta" Continuate a perdere di vista il punto della domanda.

Tutte queste cose si possono fare. In teoria. Ci sono tanti di quei "se" e di quei "ma" in tutta quella storiella da renderla pura fantasia. Sto parlando di rischi concreti e reali. Incrociare dati PUBBLICI può essere fatto da chiunque.
Bricco Baldo: geniale, il tuo commento #2 =D
«Vivendo in Italia, un paese che vede Poletti (ministro del lavoro) e Renzi (presidente del consiglio) andare a cena con due mafiosi (Buzzi e Carminati di Roma), dare un simile potere allo Stato, per me, è un grosso rischio.»

CLAP CLAP CLAP!

92 minuti di applausi (poi - e scusate l'ignoranza - qualcuno mi spiega perchè proprio 92 ;D )

Ah... benché sia molto, ma molto ostico, consiglierei vivamente la lettura di questo...


Lupo della Luna: passi il realismo, e in linea di massima sono d'accordo sul fatto che, da tutte queste nuove tecnologie di "networking diffuso", probabilmente - e lo ripeto: probabilmente - a medio-lungo termine si ricaveranno più vantaggi che svantaggi.

Però... e che diavolo! sembra che per te vada sempre TUTTO bene.

Fatte le debite proporzioni, se, verso gli anni 1960-70, non ci fossero stati dei rompi-c...ni alla Paolo Attivissimo nei confronti dell'industria automobilistica (americana, ma non solo), oggi probabilmente andremmo ancora senza cinture di sicurezza e senza serbatoi del carburante antincendio. In fondo, a voler ben vedere, tanto le une che gli altri (e non parliamo, poi, dell'ABS, dei sistemi di controllo della trazione, eccetera) a che servono, se uno va sempre a 50 all'ora? Sono solo dei costi in più, no?

E così dicasi per tutto questo "accumulare dati PERSONALI" da parte dei grandi fornitori di contenuti, o dei maggiori fabbricanti di hardware con cui interagire con quei contenuti: se uno non ha niente da nascondere, paga le tasse e non esporta capitali, e ha la fedina penale pulita, che gli frega che Samsung, magari, sappia che, nell'intervallo fra il primo e il secondo tempo del "Gesù" di Zeffirelli, ha fatto una puntatina su un canale porno, si è guardato 5 minuti di Freddie Lamont, e magari si è anche - diciamo così - procurato del piacere autoerotico? In fondo è tutta natura, no?


«Ma io seguito a chiedere una cosa, a cui nessuno mi ha ancora dato risposta: in pratica, nella vita quotidiana, cosa implica il fatto che, che so, nei server di Google ci sia la lista dei libri che ho letto o che alla LG sappiano che film ho visto? Cosa comporta? Siamo sicuri che siano cose che valga la pena tutelare e fare discorsi tipo "la gente si deve ribellare"? Per me, no.»

E allora, dell'identità digitale di ciascuno, secondo te COSA vale la pena tutelare?

Perché il discrimine è sottile, eh? Una volta che si accetta di cederne - in cambio, all'incirca, di NULLA - questi pezzettini iniziali, chi è interessato a poterne controllare la massima percentuale possibile ti chiederà altri pezzettini (sempre per il tuo bene, s'intende: o - il che è lo stesso - perché in cambio ti verranno forniti altri servizi gratuiti più o meno superflui): e tu disciplinatamente accetterai di fornirglieli, perché tanto non hai nulla da nascondere.

Finché, un bel giorno, la tua INTERA identità digitale sarà disponibile ad un qualche "potere" (economico o statuale): mentre, del tutto asimmetricamente, tu continuerai a non sapere MAI NULLA di quella di chi ti controlla.

A te va bene?

A me, no ;)
@Il Lupo della Luna
Ma io seguito a chiedere una cosa, a cui nessuno mi ha ancora dato risposta:in pratica, nella vita quotidiana, cosa implica il fatto che, che so, nei server di Google ci sia la lista dei libri che ho letto o che alla LG sappiano cHe film ho visto? Cosa comporta?

Una implicazione diretta c'è: la sicurezza dei nostri dati viene oggettivamente ridotta quando non compromessa. Se non ti aspetti che un televisore trasmetta in internet persino l'elenco dei tuoi file condivisi, dal punto di vista della sicurezza informatica, è come dimenticare una finestra socchiusa: può darsi che nessuno se ne accorga, ma se "qualcuno" la vede...

Se Superfish compromette la sicurezza delle connessioni cifrate nei pc in cui è installato, ti possono "alleggerire" il conto corrente.

Se non sono effetti pratici questi...
Il Lupo,

in pratica, nella vita quotidiana, cosa implica il fatto che, che so, nei server di Google ci sia la lista dei libri che ho letto o che alla LG sappiano cHe film ho visto?

Che non sai chi compra quei dati e che uso ne fa.

"Buongiorno, signor Della Luna...

"...abbiamo notato che lei e la sua signora avete visto "Ultimo tango a Parigi". Possiamo interessarla a una confezione di burro Prealpi?"

"... è la Questura. Dai dati di Amazon abbiamo visto che sua figlia ha letto assiduamente Mein Kampf sul suo Kindle ed è l'unica persona di piccola corporatura ad averlo fatto che vive nel raggio di 15 km dal cimitero ebraico che hanno imbrattato ieri notte. Testimoni dicono di aver visto una persona minuta allontanarsi di corsa dal cimitero verso le 2 AM. Dov'era sua figlia ieri notte?"

(sulle pagine Facebook degli amici) "A Il Lupo della Luna è piaciuto "Ultimo Tango a Parigi", che ha visto sul suo nuovo Smart TV LG! Clicca "mi piace" se vuoi ricevere come lui una confezione prova di burro Prealpi¨"


Più in generale:

"...in merito alla sua polizza sulla casa per la quale sta chiedendo risarcimento a causa dell'incendio avvenuto il 2/2/2014, segnaliamo che lei ha sottoscritto una polizza sulla casa dichiarando di non essere fumatore. Tuttavia i sensori Nest del suo impianto di domotica il 2/2/2014 hanno registrato in camera da letto un livello di opacità dell'aria compatibile con fumo di sigaretta. Pertanto la sua richiesta di risarcimento è respinta. Buona giornata."

"... sua moglie ha acquistato presso un sito online a noi affiliato dei preservativi alla carruba Oral-Easy. Le interessa uno sconto sulle biglie intime alla menta piperita? Come dice? Lei queste cosacce con sue moglie non le fa? Boh, io riferisco solo quello che vedo qui sul mio terminale. Non è che sua moglie le fa con qualcun altro? Pronto? Pronto?"

"...è la sua compagnia assicurativa. Dalla sua cronologia di navigazione abbiamo notato un interesse per i siti riguardanti le malattie terminali. Come sta? Tutto bene? Volevamo dirle che da oggi il suo premio salute aumenta del 10% e ricordarle, puramente come cortesia, l'obbligo di segnalare per tempo eventuali problemi di salute, pena decadimento della tutela assicurativa."

"...qui è la Polizia Stradale. La geolocalizzazione di Google dice che lei il 14/2/2015 viaggiava a 90 km/h in un tratto con limite di 50 km/h. Si presenti entro 3 giorni lavorativi per il sequestro della patente."

"...Congratulazioni! È in arrivo un bambino! Ci siamo permessi di inviarle i nostro catalogo premaman e un buono sconto del 10% su tutti i prodotti di maternità... In che senso come facciamo a saperlo? Abbiamo notato che è cambiato il tipo di prodotti di cosmesi che acquistate in famiglia: tutti prodotti naturali e bio, e questo statisticamente avviene quando inizia una gravidanza e si vuole avere maggior cura del corpo che ospita il nascituro. Come dice? Sua moglie è in menopausa e sua figlia ha solo 14 anni? Ah. Uhm... le mando il catalogo dei prodotti premaman di Hello Kitty. Buona giornata e congratulaz... eh, mi scusi. Volevo dire, buona giornata."


Uno di questi esempi è ispirato a un caso già avvenuto realmente.
"... sua moglie ha acquistato presso un sito online a noi affiliato dei preservativi alla carruba Oral-Easy. Le interessa uno sconto sulle biglie intime alla menta piperita? Come dice? Lei queste cosacce con sue moglie non le fa? Boh, io riferisco solo quello che vedo qui sul mio terminale. Non è che sua moglie le fa con qualcun altro? Pronto? Pronto?"

A me sembra questa la storia vera ma tutte le altre sono più che realistiche.

Un mio ex collega fu sgamato dai superiori mentre giocava a un famosissimo gioco per smartphone durante l'orario di lavoro perché, il gioco in questione, all'epoca appena uscito, si pubblicizzava spedendo sms e/o whatsapp. Per la cronaca, non fu licenziato per questo ma, sicuro, questa storia ha avuto il suo peso.
Paolo, ho condiviso il tuo commento #14 (tanto di cappello) qui: http://www.collectiontricks.it/forum/edicolandia/Ct6050-pensieri-sull-internet-delle-cose-paolo-attivissimo.html
Ho cercato un paio di sci usati su un noto sito di vendita usato e trac!, Facebook mi si è riempita all'istante di pubblicità di sci.
Prima, erano 10 giorni che mi proponeva pubblicità di terrari perchè avevo cercato una specie particolare di anfibio su Google.


Noioso, però a ben pensarci questa cosa può essere sfruttata a nostro vantaggio: se googlo un paio di volte "bikini", mi rifaccio gli occhi in automatico per un paio di settimane.

ricordiamo che le stesse tecnologie di spionaggio di massa che noi consideriamo innocue, perché "tanto cosa abbiamo da nascondere" sono quelle che in Iran, Arabia Saudita, Cuba, Cina sono usate contro i diritti umani. Quando il top degli smartphone era Blackberry e c'era una specie di whattsapp liimtati al BB, l'Arabia Saudita impose a RIM l'aut-aut: "se vuoi venderli da noi, devi lasciarci la possibilità di leggere i messaggi. Perche noi dobbiamo reprimere il reato di sexting" (sms con proposte sessuali). Quindi non solo "magari in futuro...."
ricordate la legge italiana sulla privacy? Quell'incubo? bene, c'è un concetto da salvare. Il DPS, documento programmatico sulla sicurezza. Ognuno dovrebbe sviluppare il suo. Elencare i rischi e di ognuno valutare la probabilità, la gravità e le contromisure. Altrimenti siamo sempre lì: "c'è un cookie" "un imcrofono aperto" "chissenefrega, la privacy non esiste"....

il mio DPS informale è più o meno così:
telvisore con telecamera? se qualcuno lo porta in casa mia, lo spacco a martellate (il portatore, e il TV)

cookie pubblicitari? non ho voglia di sbattermi

facebook? solo da Mac, tramite un browser ad-hoc creato con fluid

ebook? orgogliosamente comprato su ebay un ebook reader offline. COMPRO gli ebook, RIMUOVO il DRM e carico via USB il mio ebook

musica? whattsap? smartphone? .... eccetera

qual è il tuo "DPS", Paolo?
Domenico,

qual è il tuo "DPS", Paolo?

La prima regola del buon DPS è che non si divulga il DPS :-)

Battute a parte, dovrei scriverlo per esteso; mi piacerebbe farlo ma non ne ho il tempo. Prima o poi lo pubblicherò.
@Paolo, commento #14
Semplicemente geniale. E terrificante. Capisco i gridi di allarme sulla A.I. (perchè questa non è intelligenza, sono solo trigger, eventi, automatismi... ma allora cosa succederà quando un software intelligente incrocierà i dati intelligentemente...?)
Intanto ho staccato il Samsung dalla rete e la Chromecast la collego solo quando mi serve...
Qualche giorno fa ho provato ad iniettare dell'inchiostro volatile (che ho trovato nel chiosco di un malefico cinese) nella cartuccia di una stampante HP con una siringa ipodermica, ed ho piacevolmente scoperto che "va come quello vero"...
Oggi una gocciolina ha imbrattato quel buffo disegnino che sembra un cruciverba ed una finestra di dialogo mi ha chiesto di accendere il router per denunciare l'irriferibile furfante che ha osato iniettare dell'inchiostro contraffatto in una cartuccia da lui regolarmente acquistata che funziona su una stampante di sua proprietà

Potrei comprare un'altra cartuccia col disegnino pulito, ma siccome fra una ricarica e la successiva funziona benone, qualche compilatore C++ sa dirmi come posso dire alla stampante "Siccome l'irriferibile furfante di cui blateri sono io, e siccome i danni che mi hai pronosticato pare non avvengano prima che il risparmio abbia ammortato i costi 3 volte, puoi scordarti che ti lasci vicino ad un telefono" ?

(Un irriferibile furfante sarebbe uno che rivela che il punto da perforare sulla cartuccia 301xl nero è all'angolo sinistro dell'asta superiore destra della X)
Da Paolo Attivissimo:

"...è la sua compagnia assicurativa. Dalla sua cronologia di navigazione abbiamo notato un interesse per i siti riguardanti le malattie terminali. Come sta? Tutto bene? Volevamo dirle che da oggi il suo premio salute aumenta del 10% e ricordarle, puramente come cortesia, l'obbligo di segnalare per tempo eventuali problemi di salute, pena decadimento della tutela assicurativa."

Che io sappia, è questo il caso REALMENTE successo in America. Ne parla Eli Pariser nel suo fondamentale libro che farei leggere nelle scuole su internet, filtri e destino dei dati personali.

Il sito è una miniera: http://www.thefilterbubble.com/
Due pensieri sulle applicazioni impiccione.

La prima è vita vissuta: Pochi mesi fa ho avuto un fantastico incidente automobilistico. La mia auto ha installata la black box fornita da alcune compagnie assicurative. Il che è stato un bene: per via della dinamica del sinistro (nessun contatto), senza la presenza dei dati forniti dalla scatola nera e legalmente accettati come veritieri, non avrei ottenuto alcun risarcimento per un danno in fondo provocato da altri. In particolare, la scatola nera ha testimoniato che la mia velocità era ben al di sotto del limite. Senza questa informazione... sarebbe stato parola contro parola.

Al tempo stesso, l'assicurazione di controparte ha fatto le pulci al mio modo di accelerare, ottenendo un buon fondamento per una riduzione dell'importo risarcitorio; stranamente non ha tenuto conto del fatto (dimostrato dai dati) che il mio modo di guidare ha anche notevolmente limitato i danni possibili in un evento simile, sia a me che alla controparte.

Nel complesso va bene così, quindi in questo caso devo dannatamente ringraziare l'apparecchio in questione. Eppure, le assicurazioni, anche la mia, suggeriscono come un passo avanti il momento in cui i dati registrati potranno essere usati per determinare lo stile di guida e il rischo presunto del conducente e calcolare su di esso il premio assicurativo, in una sorta di Minority Report da vita reale.

Sullo stesso apparecchio, con i dati inviati dal sistema si può tracciare un'auto in caso di furto, ma si possono anche determinare gli spostamenti del veicolo quando è guidato da chi lo possiede legalmente.

Quindi? Buono o cattivo? Beh, come tutto, la tecnologia non è intrinsecamente né buona né cattiva, dipende dalla situazione e dall'uso che se ne fa (come nel caso dei dati del mio sinistro, per l'appunto). E questo dipende dal rapporto costi/benefici. Se nel caso di una black box automobilistica utilizzata secondo la legislazione vigente i benefici sono quasi sicuramente maggiori dei costi, si può sicuramente questionare se questo vantaggio sarebbe mantenuto con possibilità di utilizzo dei dati maggiore di oggi, o se i vantaggi di un televisore smart valgano il prezzo di cedere i nostri dati e le nostre abitudini a chissà chi.
Per quanto riguarda i suggerimenti sui propri gusti...

Come già in altri momenti scritto su questo blog da altri, a me interessa scoprire cose nuove, non indulgere costantemente sulle cose che già conosco. L'autoreferenzialità finisce per trasformarsi in un recinto chiuso, e i suggerimenti ad hoc diventano le pareti del recinto che ti impedisce di andare altrove, ingabbiandoti nei tuoi stereotipi.

No, grazie.
@ALan Ian Ross
92 minuti di applausi deriva da questo
Le implicazioni legali sono proprio quelle che mi preoccupano di meno. Se mi arriva la multa per la rilevazione tramite GPS significa che la violazione c'è stata. Sulle pubblicità "mirate" beh succede già. Danno noia, ma si possono ignorare.

Davvero, io vedo solo problemi "di principio " sulla generica tutela della riservatezza (anche se i miei gusti cinematografici non rientrano nella sfera della riservatezza, a mio avviso). Ma quei problemi valgono anche per le telecamere per strada...
Le implicazioni legali sono proprio quelle che mi preoccupano di meno. Se mi arriva la multa per la rilevazione tramite GPS significa che la violazione c'è stata.

Tu dici? Hai presente come vengono definiti i limiti di velocità in Italia? Proprio l'Italia dimostra che se la regola è fatta male, o apposta per fregarti, il controllo totale è il cappio che ti strangolerà definitivamente.

Esattamente come la scatola nera in un sinistro può penalizzarti (e aiutarti nello stesso momento). Pensa: incidente classico, auto non rispetta la precedenza, danni; "100% di ragione a chi aveva precedenza e procedeva entro i limiti di velocità?" "No, perché quello che aveva la precedenza e stava rispettando i limiti di velocità ha avuto un'accelerazione troppo vivace poco prima." "Ma non hai detto che era nei limiti?" "Eh, ma se avesse accelerato più lentamente sarebbe stato più lento e avrebbe fatto meno danni." "Ti faccio causa" "E' un attimo che la perdi".

E così, magari: 70%-30%, e ci rimetti un po' di soldi, anche se avevi ragione.

Non è un caso campato per aria, è esattamente quello che mi è successo nell'evento che raccontavo prima.

Per come è fatta la legge, avrei fatto meglio a schiantarmi contro l'altra auto, con urto frontale con velocità pari a 40 km/h miei più 5-10 dell'altra auto (su strada in lieve discesa a mio favore), facendo incredibilmente più danni e feriti. Invece ho scartato, evitato, richiuso, e baciato il marciapiede con le ruote di destra (tra l'altra auto e il marciapiede -dietro- di essa contro cui ho urtato non sarebbero passate due auto). Nemmeno uno pneumatico rotto, ma tre elementi sospensivi importanti piegati e un cerchione storto, a 32 km/h. Chiaramente le capacità che ti portano a non bloccarti come una marmotta stupita davanti al pericolo sono le stesse che possono spingerti ad avere accelerazioni meno da pensionato in gita, pur senza infrangere alcuna legge. Mi dai un premio perché ho ridotto i possibili danni? No, mi punisci perché ho accelerato da 28 km/h a 40 km/h in maniera troppo rapida. Wow.

70%-30%. Non c'è stato contatto, tocca accettare, vista la legge, va già di lusso così. Non avessi avuto i dati di velocità e posizione, la controparte avrebbe potuto obiettare che andavo troppo veloce e non sono stato in grado di controllare la manovra, e l'unico testimone non sarebbe stato minimamente influente su questo, per quello che ha visto. Invece, la scatola nera mi ha salvato da una legge scritta in maniera abbastanza stupida (mancato contatto nei sinistri automobilistici), ma non mi ha salvato dall'interpretazione stupidamente e maliziosamente troppo ampia di una legge intelligente (moderare la velocità).

Capirai che se mi applichi un controllo costante sullo stile di guida, al di là dei danni che realmente provoco, mi stai castigando e mettendo guinzagli senza darmi alcuna certezza che la legge sia stata scritta e venga interpretata bene per proteggere realmente me e gli altri e non sia sbagliata, fuorviante o scritta e applicata per fare cassa o decidere se sono il profilo di conducente che ti interessa per vendere polizze assicurative. Perché diamine dovrei essere contento del guinzaglio?

La tecnologia non è né buona né cattiva, ma dipende fortissimamente da come viene usata. Ogni tecnologia ha vantaggi e svantaggi. Quando affidiamo i nostri dati a una di esse, cosa otteniamo e cosa perdiamo? Non sarebbe il caso di usare la legislazione proprio per impedire le perdite, pur mantenendo i vantaggi?
Le implicazioni legali sono proprio quelle che mi preoccupano di meno. Se mi arriva la multa per la rilevazione tramite GPS significa che la violazione c'è stata.

Tu dici? Hai presente come vengono definiti i limiti di velocità in Italia? Proprio l'Italia dimostra che se la regola è fatta male, o apposta per fregarti, il controllo totale è il cappio che ti strangolerà definitivamente.

Esattamente come la scatola nera in un sinistro può penalizzarti (e aiutarti nello stesso momento). Pensa: incidente classico, auto non rispetta la precedenza, danni; "100% di ragione a chi aveva precedenza e procedeva entro i limiti di velocità?" "No, perché quello che aveva la precedenza e stava rispettando i limiti di velocità ha avuto un'accelerazione troppo vivace poco prima." "Ma non hai detto che era nei limiti?" "Eh, ma se avesse accelerato più lentamente sarebbe stato più lento e avrebbe fatto meno danni." "Ti faccio causa" "E' un attimo che la perdi".

E così, magari: 70%-30%, e ci rimetti un po' di soldi, anche se avevi ragione.

Non è un caso campato per aria, è esattamente quello che mi è successo nell'evento che raccontavo prima.

Per come è fatta la legge, avrei fatto meglio a schiantarmi contro l'altra auto, con urto frontale con velocità pari a 40 km/h miei più 5-10 dell'altra auto (su strada in lieve discesa a mio favore), facendo incredibilmente più danni e feriti. Invece ho scartato, evitato, richiuso, e baciato il marciapiede con le ruote di destra (tra l'altra auto e il marciapiede -dietro- di essa contro cui ho urtato non sarebbero passate due auto). Nemmeno uno pneumatico rotto, ma tre elementi sospensivi importanti piegati e un cerchione storto, a 32 km/h. Chiaramente le capacità che ti portano a non bloccarti come una marmotta stupita davanti al pericolo sono le stesse che possono spingerti ad avere accelerazioni meno da pensionato in gita, pur senza infrangere alcuna legge. Mi dai un premio perché ho ridotto i possibili danni? No, mi punisci perché ho accelerato da 28 km/h a 40 km/h in maniera troppo rapida. Wow.

70%-30%. Non c'è stato contatto, tocca accettare, vista la legge, va già di lusso così. Non avessi avuto i dati di velocità e posizione, la controparte avrebbe potuto obiettare che andavo troppo veloce e non sono stato in grado di controllare la manovra, e l'unico testimone non sarebbe stato minimamente influente su questo, per quello che ha visto. Invece, la scatola nera mi ha salvato da una legge scritta in maniera abbastanza stupida (mancato contatto nei sinistri automobilistici), ma non mi ha salvato dall'interpretazione stupidamente e maliziosamente troppo ampia di una legge intelligente (moderare la velocità).

Capirai che se mi applichi un controllo costante sullo stile di guida, al di là dei danni che realmente provoco, mi stai castigando e mettendo guinzagli senza darmi alcuna certezza che la legge sia stata scritta e venga interpretata bene per proteggere realmente me e gli altri e non sia sbagliata, fuorviante o scritta e applicata per fare cassa o decidere se sono il profilo di conducente che ti interessa per vendere polizze assicurative. Perché diamine dovrei essere contento del guinzaglio?

La tecnologia non è né buona né cattiva, ma dipende fortissimamente da come viene usata. Ogni tecnologia ha vantaggi e svantaggi. Quando affidiamo i nostri dati a una di esse, cosa otteniamo e cosa perdiamo? Non sarebbe il caso di usare la legislazione proprio per impedire le perdite, pur mantenendo i vantaggi?

Sulle pubblicità "mirate" beh succede già. Danno noia, ma si possono ignorare.

Se il feed delle mie notizie mi offre solo cose che già conosco, non imparerò mai nulla di nuovo, e la mia visione del mondo si ridurrà. Perché questo dovrebbe essere un bene?
@Il lupo della luna.

Alla scuola tedesca viene spiegato ai bambini che internet è una piazza. Quello che fai su internet, è come se lo facessi in piazza, forse non vedi nessuno che ti sta osservando in quel momento, ma può essere che stia dall'altro lato della fontana della piazza.

Potresti aver ragione, niente di più facile, ma a livello commerciale di sicuro una coppietta in luna di miele si secca se apre la porta per appendere il cartello: "Non disturbare" e trova il fattorino dell'albergo con l'orecchio attaccato alla porta.
Se poi alla domanda: "Scusi, ma lei che codroipo ci fa qui, le ho appena dato una mancia ingente al punto che potrebbe andare al bordello lei stesso" il fattorino rispondesse: "Volevo sentire se avreste rivelato cosa volevate domani per colazione, per offrire un servizio più mirato."

Forse ci sarebbe un pizzico di onestà se ricevuto il reclamo il direttore dell'albergo dicesse "Certo, li ho istruiti io a riguardo" invece di indignarsi rumorosamente per poi spiegare al fattorino che ha solo fatto finta di indignarsi appena gli sposini han girato l'angolo.
E a lui piacerebbe che appena ha fatto pat-pat sulla testa del fattorino spiegandogli: "Grazie ai tuoi appunti abbiamo appena compreso che alzeremo 7 euri in più per stanza ogni mese appendendo il quadro di un saguaro (cactus-erectus nei cartoni di Wile E. Coyote, circa) sopra al frigo-bar" i clienti tornassero dentro dicendo: "Ci siamo nascosti fuori dalla porta, ma abbiamo registrato tutto."

Quello che penso a riguardo è che la gente potrebbe rivolgersi a fornitori che non esibiscono simili comportamenti. Un omniveggente che sente e vede ma non parla si tollera molto meglio di uno che ti raggiunge mostrandoti i tuoi archivi e ti parla coi toni di un ricattatore.
Perchè in questo punto del libro, l'utonto dovrebbe aver capito che i fornitori di software ed hardware non rinunceranno al fatto che i loro bots ogni tanto telefonino alla mammina per descrivere le prodezze.

Nel commento #22 ironizzavo appunto su quella che è una scena che mi pare degna di "2001 odissea nello spazio." Per come la vedo io, siccome la stampante in questione è un prodotto di mia proprietà e non qualcosa che viene mi è stato concesso in comodato d'uso pocomenoche perpetuo come le SIM o l'isola di Hong kong, una volta che ho dato i miei milioni al negozio, ho tutto il diritto di portarla in una stalla e usarla come scopino per raschiare il canale che porta alla cloaca.
Gli abusi dei governi "autoritari" accadevano ben prima di internet e soprattutto non hanno bisogno di effettivi strumenti di spionaggio dato che basta un sospetto. Le prove sono chi le regole le rispetta, quei governi non lo fanno
@Il lupo della luna.

Posso anche dire che a quanto ne sappiamo in questo momento hai perfettamente ragione, ma io auspico che un giorno i bots lascino la casa costruttrice con una quarta legge di Asimov che dica: "Quello che succede in casa del padrone rimanga in casa del padrone, a meno che ciò non contrasti con la legge -1 o con la legge 2."

Sono un sostenitore delle telecamere ai semafori, degli autovelox, dei poliziotti di quartiere, tanto per chiarire, ma ritengo che la casa dovrebbe essere un posto dove uno può stare senza pancera & parrucchino senza sentirsi in imbarazzo.
In ogni caso c'è un altro aspetto seccante, e prendo sempre l'esempio della stampante.

Quando c'è un sacco di inchiostro nero, ma poco MYC, la stampante fa uno schifo, perchè usa quando stampi a colori gli inchiostri colorati vengono impiegati comunque per aiutare a comporre le scale di grigio.
Ora, se hai un volantino in bianco e nero con un unico punrto colorato, di rosso, quella cartucciasi beve rosso giallo e blu per stampare l'intero volantino.

Perchè l'HP si preoccupa di quante me ne tiro ma nell'interfaccia della stampante non ho un'opzione per dirle "Dove i valori RGB sono uguali non bermi inchiostro colorato peggio di un'armata di lanzichenecchi in libera uscita" ?

Sinceramente mi secca che abbiano speso migliaia, decine di migliaia di ore uomo per inventarsi il sistema di rompere le palle a parsimoniosi che non possono neanche essere definiti propriamente pirati e non abbiano speso due settimane-uomo per risparmiare il contenuto della cartuccia a colori laddove neanche un bambino dell'asilo potrebbe venir persuaso che la cartuccia dell'inchiostro nero non potrebbe benissimo lavorare da sola.
@ Il Lupo della Luna

...però io ti ho portato un caso reale fatti da persone e organismi (non governi) che di autoritario hanno solo il potere che si possono ricavare tramite leggi scritte da altri...

Le cose non vanno poi particolarmente bene, le tecnologie vanno gestite bene, e certi comportamenti sono abusi della tecnologia.

Il cittadino ha diritto alla sua privacy e a decidere come e per quali scopi rivelare i fatti suoi perché non può sapere prima, e non può controllare poi, in che modo potrebbero venire usate le informazioni ottenibili tramite uno screening liberalizzato e costante dei fatti suoi.
«Sono un sostenitore delle telecamere ai semafori, degli autovelox, dei poliziotti di quartiere, tanto per chiarire, ma ritengo che la casa dovrebbe essere un posto dove uno può stare senza pancera & parrucchino senza sentirsi in imbarazzo.»

Oh... direi che hai CENTRATO il punto.


«Gli abusi dei governi "autoritari" accadevano ben prima di internet e soprattutto non hanno bisogno di effettivi strumenti di spionaggio dato che basta un sospetto.»

Certo: ma vuoi mettere, le molto maggiori possibilità di abuso e di controllo che si verrebbero a rendere disponibili in una società in cui, diciamo così, ci fossero le telecamere addirittura nei cessi pubblici? Installate, s'intende, sempre per il bene dei sudd... pardon: dei cittadini. Per impedire loro di farsi male... ;D

E poi, comunque, che determinati abusi "ci siano sempre stati" non mi pare ragione sufficiente per continuare a tollerarli, o per tollerarne le quantità sempre crescenti consentite dalla tecnologia di volta in volta disponibile...
«Sinceramente mi secca che abbiano speso migliaia, decine di migliaia di ore uomo per inventarsi il sistema di rompere le palle a parsimoniosi che non possono neanche essere definiti propriamente pirati e non abbiano speso due settimane-uomo per risparmiare il contenuto della cartuccia a colori laddove neanche un bambino dell'asilo potrebbe venir persuaso che la cartuccia dell'inchiostro nero non potrebbe benissimo lavorare da sola.»

Che dire: secondo me, hai fatto UN ALTRO CENTRO.

The sniper non ti allaccia nemmeno le scarpe (metaforicamente parlando, s'intende ^_^ )
@SirEdward:
Non avessi avuto i dati di velocità e posizione, la controparte avrebbe potuto obiettare che andavo troppo veloce e non sono stato in grado di controllare la manovra, e l'unico testimone non sarebbe stato minimamente influente su questo, per quello che ha visto.

Curiosità. Una dashcam non sarebbe stato meglio, registrando l'accaduto ma evitando di fornire dati troppo precisi sul tuo comportamento di guida da usare a tuo sfavore?
E, allargando il discorso: con tutte le leggi sulla privacy delle videoriprese che abbiamo, quelle cose lì sono legali in Italia?
@ martinobri

Se non erro, le dashcam in Italia non abbiano alcuna legislazione dedicata, per cui ci si può fare poco. E poi c'è la privacy... Ma onestamente non ne so abbastanza. So per certo che puoi avere registrazione di un reato (furto, nel caso specifico) con identificazione della persona, e non poterci fare comunque nulla (tipo non poterlo arrestare solo su quella base), ma non so se dipende dalle circostanze particolari o sia una cosa diffusa. Ci vorrebbe un avvocato esperto in materia.
Da una veloce ricerca pare che il panorama non sia così fosco. Sulla legalità l'uomo della privacy ha detto sì (1) e pare che si possano usare nei processi (2).

(1) http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/2257616
(2) https://ilbroker.wordpress.com/2013/09/09/lavvocato-soave-risponde-validita-processuale-delle-immagini-di-una-dashcam/
Sulle stampanti: la maggior parte delle macchine non "sa" quanto inchiostro c'è ma calcola il numero di passate che fa la testina di stampa e fa una stima. E per fare il nero si usano sempre anche c m y, sulle comuni stampanti il file viene inviato in rgb e poi convertito direttamente dalla stampante in cmyk..

SuI limiti di velocita, lo so bene che sono a cavolo ma questo non significa nulla... Ci sono e basta
@Il lupo della luna.

Per fare le scale di grigio si usano sempre CMY?

Non direi, se tu dai alla stampante l'ordine di stampare in scale di grigio, non impiegherà l'inchiostro colorato, ma se la cartuccia a colori viene stimata vuota e tu dai l'ordine di stampare qualcosa in scale di grigio, la stampante che ho comprato il mese scorso protesta due volte che ha bisogno della cartuccia a colori, prima di abbassare le orecchie e mettersi al lavoro.

Stessa cosa se apri il coperchio per scansionare un disegno, devi rispondere ad un terzo grado sul perchè non vuoi stamparlo su carta immediatamente. Poi quando hai consegnato un campione di feci all'archivio vaticano e i ninja lo han confrontato col sangue che han estratto loro stessi perchè andava consegnato personalmente, finalmente puoi scansionare il disegno anche se non ci sono le cartucce nella stampante.

Quando cambi le cartucce devi togliere la carta, perchè quando hai messo la nuova cartuccia, la stampante prima comincia alacremente a stampare la pagina di allineamento, e solo se non trova carta ti chiede se ne hai conservata una stampata in passato.

Con tutto il rispetto per l'inconfutabile saggezza dell'antico detto: "Mai cercare malizia in quello che può essere spiegato con la stupidità", le stampanti bevono più di quanto dovrebbero e somigliano, nell'atteggiamento a questo riguardo, a dei patetici ubriaconi.

Non ho parlato delle difficoltà per realizzare un algoritmo che misuri l'inchiostro nella stampante perchè conosco il problema, ma considerando che l'inchiostro originale costa più del sangue, mentre l'inchiostro "cinese" costa "solo" come tre bottiglie di un buon vino... (E sospetterei fortemente che sia lo stesso identico prodotto timbrato in modo differente, se quello cinese non avesse minor residuo fisso) Mi aspetto che gli ingegnerissimi alla HP si arrovellino per far usare gli ultimi 3 CC, visto che stiamo parlando di 9 eurozzi che vanno in bangladesh senza portare il mio messaggio politico-religioso alla galassia.


Rimango della mia idea: Facendo il famoso paragone con le automobili, mi pare una buona idea vendere le automobili a 2000 eurozzi e la benzina a 4 euri al litro per permetterne l'acquisto anche a persone meno favorite di altre dal mitocondrio o dalla fortuna (che poi sospetto essere la stessa cosa), ma diventa ridicola se dal momento in cui questa scelta viene fatta le macchine si mettono a consumare 1 litro per chilometro, come è misteriosamente successo quando le stampanti per uso privato han cominciato a costare meno di "5 giorni-hombre cintura-arancione-CCNL" Se poi si scopre che quello che viene venduto a 4 euri al litro è semplice succo di mela, un atteggiamento onesto potrebbe essere:
"nelle automobili a 2000 eurozzi mettiamo un dado pentagonale con valvola a 3 punti in superlega sul serbatoio, ma potrete comprare a 10000 eurozzi le stesse automobili col tappo del serbatoio a vite così potrete versare il succo di mela direttamente dal tetrapak senza sporcarvi i ditini. "

Come succedeva quando la gente aveva cervello e il primo ministro in persona si assicurava che le automobili fossero ben tornite. <-Questa è una battuta.