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56 commenti

Il Fatto Quotidiano e la notizia copiaincolla: giornalismo 2.0

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/09/15 1:40.

Un lettore, Simone, mi ha segnalato una perla di giornalismo 2.0: Il Fatto Quotidiano ha pubblicato a fine 2014 un articolo (copia su Archive.is), firmato da Elisa D’Ospina, sul casting milanese per il collettivo femminile “Ragazze del porno”. Lasciate perdere un attimo l’argomento e guardate l’ultimo paragrafo dell’articolo:



Notate la frase “Potrebbe interessarti: www.today.it. Seguici su Facebook.” Che c’entra con il resto del testo? Assolutamente nulla. Come mai questa frase linka Today.it (specificamente un articolo di Today.it sullo stesso argomento) e il “seguici” porta alla pagina Facebook di Today.it?

Un commentatore del Fatto Quotidiano aveva già una sua teoria in merito un annetto fa: “non siete nemmeno in grado di copiare un articolo da un altro quotidiano on line.. TOGLIETE TODAY.IT razza di capre che non siete altro..”.


Francamente faccio fatica a trovare altre spiegazioni, ma sono aperto a suggerimenti. Come nota UfoOfInterest, se si copiaincolla da questo articolo di Today.it (o da questo) la frase “Potrebbe interessarti...” viene inserita automaticamente.




Noto inoltre che la redazione del Fatto Quotidiano a quanto pare non legge granché attentamente i commenti dei lettori, visto che a distanza di quasi due anni quella strana frase è ancora al suo posto nell’articolo di Elisa D'Ospina e il commento è rimasto inevaso.

Il copiaincolla è una bellissima invenzione, ma bisogna anche saperlo usare.


Nota: A maggio 2015 Elisa D’Ospina è stata anche l’autrice di un articolo, sempre per il Fatto Quotidiano, sulla donna della provincia di Napoli che ieri (13 settembre) si è suicidata in seguito al “clamore mediatico sollevato dai video hard che la ritraevano e che erano finiti in rete a sua insaputa” (ANSA). L’articolo è stato rimosso poche ore fa (ma persiste ancora su Archive.org e Archive.is, perché la Rete non dimentica) e Peter Gomez, direttore del Fatto, ha pubblicato un articolo di scuse. È davvero triste che serva un suicidio per far capire che scrivere un articolo di gossip intitolato “[nome e cognome], gira un video hard con l’amante e diventa il nuovo idolo del web”, citando ripetutamente il nome e il cognome della donna, descrivendo in dettaglio il video, indicandone il titolo e mostrando la foto della donna, vuol dire strafregarsene della privacy delle persone, fare pettegolezzo sensazionalista attiraclic, e soprattutto scrivere senza pensare che il clamore mediatico uccide.
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Commenti
Commenti (56)
Ma insomma, e se ti copincollano una lista senza citarti non ti va bene, se copincollano un articolo citando, linkando e incitando a seguire su FB l'autore non ti va bene...
Non te ne va bene una!
:)
Paolo, credo che sia il punto di partenza ad essere errato. Questo non è (più) giornalismo. Basta guardare i portali online dei quotidiani pieni di "cose" che si possono definire tutto fuorché notizie. Questa è la comunicazione come viene interpretata oggi, e quando devi riempire di stimoli il lettore "un tanto al click" lavori sulla quantità anche se è copiata male. Viviamo nel tempo dell'"instant journalism", che dal mio punto di vista è un ossimoro e rappresenta la fine del giornalismo come lo conoscevamo fino a qualche anno fa. Se sia un male o un bene, lascio ad altri il giudizio.
Si vabbè, ma Elisa D'Ospina ... capirai.
È già nota ai più per non avere idee sue, fidati. Spari sulle croce rossa, non ne vale la pena.
"Lasciate perdere un attimo l’argomento"...
proprio per un attimo... ancora prima di finire il tuo articolo ero già a leggere l'originale... ora vedo se riesco a liberarmi per il 5 e il 6 novembre :-p
Ogni tanto anch'io sono Fatto, ma NON quotidiano, o non riuscirei più a capire quello che scrivo... ;)
Per copia-incollare anche i riquadri del sito originale ci vuole uno STRAFATTO quotidiano.
Paolo, sono venuto oggi sul tuo blog perché ero sicuro che in qualche modo avresti parlato del suicidio di questa ragazza. Sarebbe bello se da qualche parte (qui, o nella trasmissione del Disinformatico) venisse dedicato uno spazio per fare qualche riflessione in più su come gli articoli attiraclic, l'uso irresponsabile dei social network e delle applicazioni di messaggistica, il villaggio globale di cui nostro malgrado facciamo parte, l'effetto Streisand, abbiano ucciso una persona (e non solo una).
Provo una pena indicibile per questa ragazza, di cui francamente ignoravo la storia fino a stamattina. E provo una rabbia altrettanto indicibile verso tale Elisa D’Ospina, che in quanto giornalista e soprattutto in quanto donna avrebbe dovuto avere un minimo di tatto in più nei confronti di un'altra donna che è stata fatta carne da macello...
Ah! La D'Ospina dall'alto del suo pulpito, aveva fatto la morale anche a quella ragazza?

Questa racconta di essere stata vittima delle spietate logiche della moda. Da qualche anno a questa parte pontifica sul mondo della moda di cui non sembra proprio sapere una beata, dal 2011 fa guerrilla marketing di sé stessa raccontando di essere una top model internazionale, eppure i servizi coperti sono piuttosto anonimi http://www.affaritaliani.it/cronache/elisa_modella_no_allo_spot_pilllola_dimagrante50511_mm_241935_mmc_1.html (è un discreto stoccafisso) e raccontando una storia che ha ripetuto uguale a chiunque volesse ascoltarla.

Parebbe proprio un'abile manipolatrice della propria immagine.

Ad aver voglia e pazienza, si dovrebbero trovare altre immagini da "OMG quanto sei imbranata a posare", tipo la pagina FB del collettivo "Curvy Can" https://www.facebook.com/curvycan o il loro sito http://www.curvycan.it/ in manutenzione da una vita, roba da vere TOPs. Tutta roba auto-prodotta comunque ... e se qualcuno si ricorda cosa fosse l'Associazione Borromeo su usenet, una mosca al naso dovrebbe saltargli.

A me sa tanto di una wannabe a cui ha detto di cu7o.
Chiamatelo istinto.

... e ha un blog su un quotidiano a tiratura nazionale e la chiamano come opinionista sulle televisioni nazionali. Mah!

Niente più dovrebbe stupirmi.
Nei confronti di Elisa D’Ospina non dovrebbe intervenire l'ordine dei giornalisti?
Visto che l'hai accennato nell'aggiornamento dell'articolo, colgo l'occasione per dire che per l'ennesima volta i media italiani fanno una figura da ignoranti. Due volte.
Una volta per la vicenda in sé, un'altra volta perché parlano del diritto all'oblio. Come se l'inesistente diritto all'oblio centrasse qualcosa: quel video è finito online senza il consenso della ragazza stessa, questa è violazione del diritto alla privacy, altro che diritto all'oblio che è un non-diritto!
La D'Ospina non è una giornalista, è una curvy model e blogger.
copia su Archive.is

... e 23 copie su Archive.org.

L’articolo è ora stato rimosso

... ma le 36 copie su Archive.org restano, a ricordare che oggi "nella cabina elettorale Dio ti vede e Stalin pure".
Però Paolo il caso della ragazza di Napoli non può essere liquidato come un caso di "violazione della privacy". Il nome e cognome della rsgazza comparivano sui social e sui sito porno da prima che il Fatto ne parlasse e lei invocando il diritto all'oblio in tribunale ha innescato un terribile effetto Streisand. È terribile che sia arrivata ad un gesto estremo ma non me la sento di dare la colpa ai media.
meno male che il fatto si era proposto quando ha iniziato, come giornalismo di qualità... e invece è uno di quelli che va a rovistare tra la fuffa acchiappaclick... http://www.butac.it/la-bilancia-della-fuffa/
Mi associo a quanto detto da AVisintini.

Per me è deprimente il modo in cui le conversazioni su questi eventi, i salti mortali per non ammettere che esistono "cattive decisioni" suonano come se l'unico motivo per cui ci son donne che arrivano alla tomba passando per la menopausa senza gravidanze indesiderate, meretricio, problemi di droga o disoccupazione e appaiono serene nella loro vecchiaia...

...sia la mera fortuna.

Trattare 'ste questioni con un atteggiamento del tipo:
"Questa ragazza ha incontrato il fichissimo Miguel ed è finita male. Se non avesse incontrato il fichissimo Miguel che la ha traviata, sarebbe diventata una [Hildegarde Von Binge].
Se [Hildegarde Von Binge] avesse incontrato il fichissimo Miguel sarebbe finita male"

Mi pare un insulto alle donne.
avisintini,

Il nome e cognome della rsgazza comparivano sui social e sui sito porno da prima che il Fatto ne parlasse

Il fatto che i social e i siti porno abbiano diffuso il nome e cognome non significa che il Fatto Quotidiano o qualunque altra testata debba imitarli o sia legittimata a farlo. Si chiama deontologia. Puoi parlare della vicenda senza citare il nome, rispettando la persona, riflettendoci sopra come fenomeno di costume. Scegli di farlo perché sai benissimo quali sono le conseguenze e i rischi che possono nascere quando si infligge a un privato cittadino una gogna mediatica.

Ah, già: ma se non metti il nome e cognome, nessuno trova il tuo articolo in Google, per cui li metti. Decidi di sacrificare la deontologia al Dio Clic. E di massacrare la vita di una persona per qualche clic e Like in più.

Poi c'è chi s'incazza quando uso l'espressione "puttane del clic".
In merito all'articolo sulla 31enne che si è tolta la vita posso raccontare un fatto di per se che lascia da pensare:
- Due giorni fa sull'app di facebook negli articoli della pagina de ilfattoquotidiano leggo l'articolo sul suicidio della ragazza. Finito di leggere l'articolo, lo chiudo e torno nella sezione home generale di facebook, il quale, registrando la lettura dell'articolo su quella ragazza con nome e cognome, mi propone come contenuti che potrebbero interessarmi l'articolo dell'anno prima dove si scriveva della ragazza (e della sua possibile carriera nel porno). Sono veramente rimasto basito, in quanto nel primo articolo letto, si dichiaravano colpevoli anche i mezzi di informazione che avevano calcato l'onda sull'episodio di quella ragazza. Quando si dice la coerenza.
@avisintini
È OT ma IMHO non c'è stato nessun effetto Streisand: magari la cosa mi è sfuggita, ma non ero affatto a conoscenza di ingiunzioni al tribunale; hai qualche link a riguardo?.
Per quanto ne so io, il caso esplose perché, quando già girava da un po' il video su Internet ad un certo punto un famoso youtuber (o un gruppo di... - purtroppo non ricordo) realizzò un servizio in cui intervistava i napoletani chiedendo se fossero a conoscenza del video. Purtroppo so con certezza che quel "servizio è stato rimosso.
Da allora il video divenne davvero virale e il Fatto Quotidiano diede il suo ulteriore contributo con quell'articolo di Elisa D’Ospina.
... non capisco perchè si continua a "parlare" della ragazza Napoletana che si è tolta la vita in questo post di Paolo... l'articolo scritto qui sopra parla del copia/incolla senza un minimo di cervello da parte de Il Fatto Quotidiano su un'altro argomento... anche se sempre centrante col sesso...
Patrick,

rileggi l'articolo, in particolare la nota finale, e ti sarà chiaro.
... mi ero perso l'ultimo trafiletto...
mi sa che nei programmi delle scuole medie (se già non l'hanno fatto, non sono aggiornato) dovrebbero inserire una nuova materia: la gestione della dimensione digitale. Almeno un'oretta settimanale.
Credo che per discutere della D'Ospina non serva mettere i link a webarchive, tanto la tipa si spu77ana benissimo da sola con le sue crociate contro le magre accusate di essere anoressiche a prescindere (cosa su cui dopo un po' ha aggiustato il tiro), la richiesta di una certificazione per le modelle, le sue personali turbe contro "al photoshop" (per lei è un verbo), i suoi veleni contro il didietro delle tipe famose (roba cancellata da ieri ad oggi sul suo FB) etc. etc. È proprio una persona a cui piace fare la splendida col cu7o degli altri.

La ragazza del video nel suo gesto estremo ha desiderato l'oblio, concediamoglielo. Tanto di storie identiche alla sua è pieno il WEB, sono tante le ragazze che hanno una percezione completamente distorta su queste cose e poi si trovano a dover fare i conti con le proprie scelte. Ci sono siti, soprattutto XXXXX, che si pregiano di catalogarle: uno spettacolo ignobile.
Alcune ne sono uscite per il rotto della cuffia senza troppi danni, altre no.
Molte si pentono di determinate scelte (soprattutto quando arriva il momento di cercarsi un lavoro vero), altre abbracciano le loro scelte, vivono da dio e per assurdo sono anche molto rispettate.

È un discorso molto complicato, non se ne esce bene.
@Dei Moni

Come mai hanno una percezione distorta?

Chi è mai che insegna ai bambini che la bassora è un premio da ambire anche a costo della vita, che non essere disposti a mentire o rubare per ottenerla è motivo di vergogna, e che il sesso eterosessuale è un lavoro, una prestazione professionale in cui la donna è fornitore e l'uomo è cliente?

Prima di tutto: Perchè [la donna] fra parentesi quadre deve rispondere di come la gestisce... Di fronte alle altre donne?

La domanda che mi pongo è:

Se dicessimo che il sesso è un innocuo passatempo in cui l'uomo e la donna sono alla pari, che non c'è fornitore e non c'è cliente, che la papaya è già ben pagata con il mango, Cosa succederebbe di tanto terribile alla società?
è un discorso che avrei fatto già dopo alcuni tuoi tweet, Paolo, ma twitter non è luogo adatto ad approfondimenti complessi come merita questo caso.

diciamo che sulla scandalosa mancanza di professionalità del 90% dei "giornalisti" sono completamente d'accordo con te.
sulla tristezza di una logica acchiappaclic basata sul continuo scatenare shitstorm su questo o quel tema quando non su questo o quel personaggio, altrettanto.

nel caso della ragazza suicida invece starei molto attento ad un processo ex-post che rischia di tornare ad essere semplicemente una gogna all'aroma di lacrime di coccodrillo.
Puffolotti.

Diciamo che come base di partenza quello che dici potrebbe anche esserci, ma c'è altro. Le 20/30enni d'oggi sono persone diverse dalle loro madri, si sentono diverse, chiedono venga loro riconosciuto un ruolo diverso, più attivo e non certo da comprimaria ... ca77o quanto la sto prendendo larga.

Prendiamo come esempio Mapplethorpe. Negli anni '70 questo splendido fotografo ha pubblicato il "Portfolio x", dove aveva inserito immagini di sé molto forti. Ci aveva messo la faccia (vabbè non solo quella), si era presentato per come lui si sentiva e per quello che faceva e piaceva. Il "Portfolio X" presentava la scena BDSM gay che lui frequentava. Ricordo che parliamo degli anni '70. Fu una rottura incredibile, Mapplethorpe subì molto per questo suo atto di coraggio e spavalderia, ma conosceva le conseguenze, forse non gli erano chiare tutte le conseguenze, ma le accettò (più o meno bene). Oggi ne parliamo con molto rispetto, molti di noi sono più disposti nei suoi confronti.

George Platt Lynes, gay anch'egli, pur fotografando uomini nudi ... tra l'altro nudi piuttosto classici, non certo eccessivi come quelli di Mapplethorpe ... decise di nascondere il proprio lavoro e solo da poco conosciamo queste sue opere, perché per fortuna molte foto le donò all'istituto Kinsey e i tipi della Rizzoli hanno pubblicato recentemente un bellissimo libro. Quello che Platt Lynes non donò all'Istituto Kinsey, lo bruciò, sapendo perfettamente quale sarebbe stata la reazione della gente alla sua sessualità. Che amasse gli uomini era piuttosto evidente da quelle foto.

La sessualità è spesso il grimaldello per far accettare agli altri un'immagine di sé diversa, ma, come purtroppo molto volte capita, è qualcosa che rischia di ritorcersi contro, soprattutto quando non ci sono chiare le conseguenze o non siamo disposti ad accettarle tutte. Alle volte ci sopravvalutiamo o sopravvalutiamo la preparazione "culturale" di chi ci guarda in vesti diverse.

Possiamo essere forzatamente trasgressivi, ma non ci rendiamo conto che questa cosa ha un prezzo, alle volte salato, altre addirittura crudele. Non è necessariamente la propria sessualità quello che vogliamo mostrare: "Ma se accetti quello, voglio credere accetterai altro di me".

Esempio un po' cretino: se io Mapplethorpe riesco a farti accettare che mi piacciono gli uomini e un certo tipo di rapporti sessuali, potrai accettare anche che quando vedo un alba bellissima urlo di gioia, che mi commuovo davanti ad un bambino che piange e altro ancora.

... e se tu mi accetti, allora posso accettarmi a mia volta, ma se mi rifiuti sono guai.

Vabbè. Non so quanto mi possa essere spiegato, ma a fare discorsi in generale è un po' un casino, tra l'altro mi sa che questo l'avevo già fatto uguale in altre occasioni. Almeno sono coerente.


Comunque che la D'Ospina mi sia antipatica credo si sia capito, no? Ecco!
Premettendo che, ovviamente, sono tremendamente dispiaciuto per l'epilogo di questa vicenda, trovo alquanto insensato il fatto che alcuni mezzi d'informazione ora ne parlino senza fare il nome della donna, come se questo possa effettivamente servire a garantirne l'oblio.

L'oblio era giusto garantirlo prima, quando si trattava di salvare la reputazione di una donna innocente, forse un po' sprovveduta, ma che non meritava un trattamento del genere. Non c'era neppure la scusante del diritto all'informazione, perchè la storia di un video hard uploadato di nascosto, di per sè, non è neppure un fatto di cronaca rilevante.
La storia di un suicidio a causa di quel video, invece, è un fatto di cronaca, per di più estremamente rilevante. E fare il nome della persona coinvolta non è una mancanza di rispetto, anzi, è un modo per riabilitarla e ricordare a quegli stronzi che l'hanno infamata che quel nome simboleggia il male che possono fare il cyberbullismo e, in generale, le malelingue di paese
Un po' come Clara Palomba è il nome simbolo del male che può essere causato dai ciarlatani.

Proprio ora in radio, ho sentito la notizia per cui "si sono svolti i funerali della trentunenne". A che serve fare dei giri di parole del genere? Il suo nome ormai è di dominio pubblico, chiunque voglia cercarlo, lo troverà su google, nonchè su tutti i siti giornalistici che hanno deciso di continuare a pubblicarlo. Addirittura in questo post, dove nessuno fa il nome della donna (e io, pertanto, mi adeguo) questo è presente in due degli URL presenti nell'articolo, che ovviamente non potevano essere modificati.
Secondo me, tentare di garantirle l'oblio ora, sembra come il voler tentare di tappare la falla di una nave già affondata. Tanto, la rete stessa, nella sua grandezza, può garantire un naturale oblio a queste storie e la possibiltà alle loro vittime di ricominciare a vivere serenamente. Fra qualche anno, probabilmente, nessuno si ricorderà più di chi era T. (e questo, forse, sarebbe sucesso anche se lei fosse ancorain vita). Ma ora trovo che sia più che giusto ricordarla e parlare di lei con il suo nome e con la sua identità, non con una descrizione generica.
Ho letto l'articolo di scuse di Peter Gomez. Le scuse e l'ammissione della gravità dell'errore sono evidenziate nettamente, l'articolo è scritto magistralmente e condivisibile al 99%.
Eppure, sarò ipercritico, sarò ipocrita, ma c'è una frase in quell'articolo, poche parole, una nota stonata che non riesco ad evitare di sentire:

avevamo come altri ipotizzato che la vicenda potesse essere un'operazione di marketing in vista del lancio di una nuova attrice

@Dei Moni:

Voglio aggiungere qualcosa a quello che hai detto, non perché non sia d'accordo ma perché secondo me in questo caso rispetto a quello citato da te ci sono delle differenze fondamentali differenze.

Le opere di Mapplethorpe erano realizzate volutamente in quel preciso modo, sapeva di stare ritraendo degli atti praticati da una ristrettissima minoranza (con questo non voglio dire che siano sbagliati, anormali o cavolate del genere), e li presentava provocatoriamente per lottare affinché venisse accettata l'esistenza di queste pratiche a quel momento condannate e rinnegate come se non esistessero.
Che poi abbia o meno avuto successo, o che la reazione non sia stata quella in cui sperava e che abbia pagato colpe (nessuna) che non meritava affatto di pagare, è un altro discorso.

Ma qui siamo di fronte a un video che ritrae una ragazza in un atto praticato, probabilmente, dalla maggioranza delle persone che l'hanno visto.
Lei è stata filmata mentre faceva quello, e quindi? Qual è il problema? Lo faceva con una persona che non era il suo fidanzato attuale? Era veramente quello il problema? Sai che novità.

Io di quel video ho visto pochi secondi perché mi è stato mandato su Whatsapp e l'ho aperto prima di capire cos'era, dopo di che non mi è più interessato. È rimasto una frase buffa (che a posteriori ho capito provenire da quello stesso video) e niente di più.
Una frase che magari si citava tra amici così come capitava di citare la battuta di un film, senza neanche quasi ricordarsi da dove venisse.

Quello che non capisco è perché tantissimi tra giornali, opinionisti, popolo del web e compagnia, l'abbiano descritto sin dall'inizio come un video scandaloso, qualcosa di cui lei dovesse assolutamente vergognarsi, fino a convincerne lei stessa, fino a fare diventare un incubo una frase a lei associata che poteva al più avere la valenza di un soprannome.
Forse ancora più della violazione della privacy, la cosa più assurda di questa vicenda è l'ipocrisia di chi addita, deride, umilia una persona perché è ritratta in un video mentre partecipa ad un atto al quale magari loro han partecipato la sera prima (o peggio, a cui avrebbero voluto partecipare).
[Commento di Replicante Cattivo eliminato per errore:]

@Tukler
"ma c'è una frase in quell'articolo, poche parole, una nota stonata che non riesco ad evitare di sentire:"
avevamo come altri ipotizzato che la vicenda potesse essere un'operazione di marketing in vista del lancio di una nuova attrice


Oggi che la storia si è rivelata tristemente vera, si storce il naso nel rileggere ipotesi del genere. Ma lo scenario ipotizzato da Gomez non era poi così implausibile.
Quante pseudo-star hanno devono la loro popolarità proprio grazie ad un sextape pubblicato senza il loro permesso?
Quante star, già famose per conto proprio, hanno tratto dei vantaggi (o quantomeno, non hanno avuto alcuno svantaggio) grazie a video di questo genere?
Quante volte si è ipotizzato, più o meno malignamente, che le protagoniste di tali video possano aver contribuito alla loro diffusione?

Insomma, all'epoca si poteva anche pensare ad una sorta di marketing virale realizzato da una donna (ormai non più giovanissima, per i canoni dello spettacolo) in cerca di popolarità. Ma tali ipotesi, in mancanza di prove, uno se le deve tenere per sè. Tu, giornalista, puoi pensarlo, ma non puoi dirlo, perchè di fatto stai accusando una persona senza averne le prove. E se, per caso, ti sbagliassi, rischi di infamare una persona innocente, vittima di un raggiro. Ma, infatti, Gomez ha chiesto scusa anche per questa leggerezza.
[Altro commento di Replicante Cattivo eliminato per errore:]


ATTENZIONE
Quello che sto per chiedere può essere pesantemente frainteso e quindi faccio tutte le premesse del caso, sperando che gli altri commentatori capiscano che si tratta di una curiosità esclusivamente "tecnica" e non riferita a questo caso specifico. Non è quindi una teoria 'complottista', tantomeno vuol dire che io stia ipotizzando questa situazione riferita al caso attuale[*].

Ho letto che la donna aveva fatto richiesta di cambio d'identità.
Dal punto di vista puramente tecnico, sarebbe possibile simulare la morte di una persona comune (e quindi non facilmente riconoscibile) proprio per permetterle un definitivo cambio d'identità? Per intenderci: una sorta di programma protezione testimoni dove però la persona viene fatta "morire" (a livello burocratico e legale) per far sì che nessuno possa più cercarla e riconoscerla?

[*] Applicata alla vicenda attuale, questa teoria sarebbe esageratamente rischiosa ed impraticabile, perchè prevederebbe che i parenti vengano tenuti all'oscuro di tutto (non mi sembrano persone che sarebbero in grado di mantenere un segreto del genere) e si dovrebbe avere la certezza che T. non tenti, prima o poi, di rimettersi in contatto con loro. Questo è per ribadire che non sto assolutamente ipotizzando che questa vicenda possa essere una messinscena degna dell' FBI.
Dal punto di vista puramente tecnico, sarebbe possibile simulare la morte di una persona comune (e quindi non facilmente riconoscibile) proprio per permetterle un definitivo cambio d'identità?

Mi hai fatto venire in mente questo.

Tuckler

Allora mi sono proprio spiegato male. Quello che tenevo a sottolineare era la differenza tra Mapplethorpe e Platt Lynes: uno pubblicò e l'altro no, uno mostrò la propria sessualità, l'altro la tenne nascosta fino alla morte (arrivando a bruciare stampe e negativi). Ho aggiunto per completezza una breve descrizione di quali scatti fossero, ma volendo entrare nello specifico dovrebbe dare da pensare che Platt Lynes pur facendo nudi molto più delicati di quelli di Mapplethorpe e non mettendoci la faccia personalmente, preferì non pubblicarli.

Il mio discorso partiva da lì.

Poi ampliando il discorso, io non so te, ma personalmente non pubblicherò mai video di me mentre faccio sesso orale con la mia compagna, pur sapendo di non fare nulla di male e di fare quello che fanno tutti.
Va bene essere di ampie vedute, ma pubblicare o far circolare una cosa così è un passo molto più lungo, non fingiamo che non sia così.

Anche i miei figli sanno di non essere stati concepiti per immacolata concezione, ma non è che devo portargli le prove dei miei amplessi con la madre e comunque ci sono già loro come prova.

Facciamo un esempio stupido: se i miei figli vedessero su FB alcune foto o video di me ubriaco che festeggio coi miei amici, sarei molto imbarazzato. Non è che faccia qualcosa di male a divertirmi, ma non è uno spettacolo che mi sentirei di condividere con loro.
Lì mi sarebbe facile capire i confini di quello che voglio mostrare, perché quell'immagine di me ubriaco non corrisponderebbe con l'immagine che ho (o vorrei avere) di me di fronte ai miei figli.

Il problema non è nato da quello che ha fatto la ragazza, ma di averlo mostrato e non aver capito in tempo le conseguenze ... e ca77o c'è un abisso, non mi puoi dire che non c'è. Sono tante le ragazze (e i ragazzi) che pretendono di essere accettate per l'immagine che hanno di sé, ma non capiscono di avere una percezione distorta di quello che gli altri possano vedere di loro per quello che decidono di mostrare.

Quelle che si fanno il selfie al culo, lo pubblicano e poi si arrabbiano se qualcuno commenta: "Che bel cul'", quando invece vorrebbero sentirsi dire una cosa come: "Ma quanto sei in forma". Vaglielo a far capire che un selfie al culo è un selfie al culo. Anche a scendere su cose più innocenti, alla fine il discorso torna sempre lì: la volta che mostri qualcosa o capisci quali sono le conseguenze e oltretutto che l'immagine che dai di te rischia di non corrispondere all'immagine che hai di te o ne rimani sopraffatto e paghi un prezzo molto salato.

... poi possiamo anche aggiungere il discorso sul bullismo, la cattiveria di internet e altro ancora, ma quello è accessorio.

Parlando della D'Ospina, se qualcuno le da della grassa si arrabbia, perché lei si vede curvy, intelligente, top model, blogger, opinionista, fashionist e assolutamente necessaria.
Capisci così quale nocumento può portare al mondo l'immagine di sé in certe persone. Son problemi anche questi.
@Replicante Cattivo:
Ma, infatti, Gomez ha chiesto scusa anche per questa leggerezza.

Non lo so, a me a quel punto, in quel contesto (l'introduzione), unito a quel "come altri", mi sa più di tentativo di introdurre una scusante per quello che segue, piuttosto che di un ulteriore azione per cui si sta chiedendo scusa. E, in un articolo del genere, sarebbe stato meglio che non ci fosse nessun tipo di scusante. Ma questa è una mia interpretazione.

Tra l'altro poche righe dopo scrive che non sono riusciti a contattarla prima di scrivere l'articolo. Se fosse stata in cerca di popolarità, si sarebbe molto probabilmente resa reperibile, quindi già dal lavoro stesso di preparazione avrebbero dovuto capire che l'ipotesi era sbagliata.
In ogni caso, se erano veramente convinti di questo, allora che senso aveva l'articolo originale? Perché aggiungere nome, cognome e foto? Per aiutarla in questa sua presunta campagna di marketing?
dal vostro link :
[quote]“Stai facendo il video? Bravo.”[/quote]
i complottisti direbbero :
dunque era consenziente.
[quote]lui orgoglioso risponde “un cornuto” e il rapporto continua.[/quote]
I complottisti direbbero che :
Forse che la signora voleva vendicarsi dell' ex ma invece è rimasta travolta dal vento mediatico ?
Anche nell' antichità succedevano questi fatti.
(Deuteronomio 22:22,23)

portiamo il discorso sul SFW.

Un paio di mesi fa mi son graffiato il dito medio della mano destra mentre tagliavo delle carote. La mia capa mi chiese se stessi bene, le mostrai il dorso della mano sinistra, aperta, indicai il dito medio della mano sinistra e dissi: "Non c'è problema, per trasportare pappa noi autisti usiamo il dito medio di QUESTA mano." (è un po' difficile da rendere in italiano)

Un collega venne vicino e ripetendo il mio gesto disse: "Senza questo dito non si può consegnar pizze"

Naturalmente si stava scherzando, immagino sia ben chiaro: sarei capacissimo di guidare un'automobile, portare una cassetta, aprire porte, suonare campanelli, contar soldi senza il dito medio della mano sinistra, la mia persona non risiede nel dito medio della mia mano sinistra, ho altre 4 dita in quella mano, un'altra mano con 5 dita, una frattura o un graffio al suddetto dito mi rallenterebbe giusto il tempo che serve a mettere un cerotto.

Pertanto io può unirsi* al coro e cantare:

"Siaaamooooo Phaaaaantooooms
Oltre al dito medio c'è di piuuuuuuu"

Se un graffio al dito mi facesse cascare in ginocchio a piangere: "oh, no, il mio dito medio... Come posso lavorare se il mio dito medio non funziona bene?"

Se il rendermi conto di aver mostrato il dito medio** subito dopo aver passato un segnale di "dare la precedenza" mi gettasse nello sconforto per 3 mesi... "Occielo, ho mostrato il dito medio a qualcuno che non se lo è legittimamente meritato, mondorotondo che tragedia! Ho gettato disdoro sulla categoria dei pizzaboys, sono un pessimerrimo, sigh sigh sob sob."

Allora la gente avrebbe ragione a dire: "Puffolotti è il suo dito medio, oltre al dito medio non c'è niente"

Questo è il dettaglio che mi perplime nell'educazione delle bambine occidentali.

L'atteggiamento, di fronte alla sessualità femminile, del tipo:
" Non esiste l'A-10, esiste solo il GAU 8... L'A-10 è solo un mezzo per portare il GAU 8 davanti al bersaglio. " ***
Incoraggiato da una legislazione che sembra un manuale per il più macilento di tutti i pesci d'acquario, per non parlare dei mass media in generale...

...Genera quanto meno un po' di confusione ed inquietudine.

'Sta Elisa D'ospina è un mero sintomo di uno stato di cose che andrebbe esaminato e se è il caso rivisto.


*Licenza poetica

**Cosa che non ho mai fatto e mai farò. La strada è piena di plebei della guida a cui la patente è stata data perchè altrimenti non potrebbero recarsi al lavoro. Che S.Cristoforo li perdoni così come ha perdonato me fintanto che ero uno di tali plebei.

***Per chi non conoscesse gli aeroplani da guerra americani...
http://2new2.fjcdn.com/comments/Especially+the+gau+8+_55561c89a033ceb4f3766bcb393685a5.jpg
Ma se credo che una trentenne si voglia dare al porno, perché dovrei pubblicare un articolo che la sponsorizzi, con tanto di nome e cognome?
Su un giornale che si vende come d'approfondimento, e politicamente impegnato?

@Paolo Attivissimo
Grazie per non aver fatto nomi o messo foto.
In questi giorni si moltiplicano gli articoli e i post su facebook di gente comune che grida al rispetto, ho letto un articolo in cui si produceva la foto, si scriveva per esteso nome e cognome, e non contenti si aggiungeva anche la via di residenza. CHIARAMENTE il tutto era in nome del rispetto, non per gonfiare l'ego e procacciarsi click.

Avvenimenti come questo aiutano quantomeno a far pulizia sui social. L'ultima è stata "Ma che mongoli, come si fa ad esser così insensibili!".
Rimossa.
Non sono d'accordo Puffolotti. Ritornando al NSFW, analizzerei la vicenda.

Continui a dire che tutto gira intorno alla vagina, ma non è questo il caso. Lei era in una posizione attiva e di controllo, ce lo dice anche la presenza del fidanzato cuckold, la famosa frase tormentone e per ultimo il fatto che fosse stata lei a distribuire il video agli amici "fidati". Per quello che ne ho capito io, la vagina manco si vede.

La sua personale percezione era quella: "Questa cosa la controllo io" ... ma così non è stato.

Una donna che fa sesso orale ha un ruolo attivo, controlla il piacere, solo che noi ometti (o la buona parte di noi) la vediamo in maniera diversa, spesso pensiamo che la stessa pratica sia un'umiliazione per la donna, qualcosa che subisce e noi imponiamo suo malgrado. Molte volte non capiamo questa trasformazione nelle ragazze di oggi.

Il ragazzino che si fa la ragazzina nel bagno della discoteca e poi si vanta con gli amici con tanto di video è una cosa che conosciamo tutti ... la ragazza che si fa l'amico con in parte il fidanzato cuckold e si vanta, è qualcosa che non capiamo, il massimo della fantasia che riusciamo a mettere in campo è che si voglia far pubblicità per fare la pornodiva.

Il ragazzo che si fotografa in palestra mettendo in mostra in muscoli è un pavone, la ragazza una puttana.

Siffredi, l'intellettuale della scopata, in fondo ha ragione: non vogliamo capire che non siamo più noi i padroni dell'orgasmo femminile, non possiamo più misurare la nostra virilità sulle volte che facciamo venire la nostra partner; le donne se ne sono riappropriato, spesso sono loro a condurre, a voler controllare il nostro piacere. È un gioco al quale spesso non siamo ancora pronti.

Cerchiamo di essere di ampie vedute dicendo che in fondo ha fatto qualcosa che facciamo tutti, eh thanks to dick! Fingiamo di non capire che la volta che il video è stato mostrato, noi maschietti (e tragicamente anche le femminucce) abbiamo riportato la cosa a quello che è la nostra percezione di tale pratica: umiliazione.

Questo esclude che la ragazza possa essere stata plagiata? No, il trucco spesso è proprio questo, farti credere di essere tu a controllare, che sia tu a scegliere, perché chi plagia ha una percezione migliore della realtà di chi è plagiato.
È diventato un tormentone: "Sono un cornuto"? Direi proprio di no.

Comunque chi ha plagiato chi e le varie responsabilità lo deciderà la magistratura, anche se dubito ne abbia le capacità culturali, perché siamo di fronte ad una novità eclatante del rapporto uomo-donna e i confini sono sempre meno netti.

p.s. mamma che fatica parlare di queste cose.
@Del Moni:
Allora mi sono proprio spiegato male.

No no, avevo capito il senso del tuo discorso, e la differenza tra i due casi che citavi, ma volevo solo aggiungere che questo era diverso da entrambi in quanto in questo la componente vergogna e umiliazione è del tutto inammissibile.
Non che negli altri ci fosse da vergognarsi, ma purtroppo si sa che, tanto più in quegli anni, quei comportamenti non erano ritenuti accettabili dalla maggioranza delle persone. Qui invece quello ritratto era un comportamento per molti naturale.

Certo che, come dici tu, non pubblicheresti un video di te mentre fai la stessa cosa, ma nel caso venisse reso pubblico da altri proveresti indignazione per la privacy violata, un po' di pudore per esser stato visto in comportamenti non destinati al pubblico, ma nessuno dovrebbe anche solo pensare che tu o la tua compagnia vi dobbiate vergognare o sentirvi umiliati (anche nel senso che scrivi tu nel secondo post).

In ogni caso, lei non l'ha pubblicato volontariamente (non è neanche chiaro se sia stato lì a condividerlo con alcune persone), per cui non sto parlando di quali conseguenze dovesse aspettarsi e di quali siano arrivate.

E non parlo neanche di bullismo, perché gli insulti sono persino più comprensibili dell'ipocrisia di chi (e ho messo in testa proprio giornali e opinionisti) ha gridato subito "che scandalo, che schifo, che umiliazione, un video dove queste cose, si deve proprio vergognare!".
@Dei Moni

Ottimo: dopo migliaia di anni in cui noi maschietti ci siam divertiti, è giusto che venga il turno delle sfittinzie... non ho il benchè minimo problema a riguardo.

Però non capisco 'sto uso della parola "Plagiato"

Scusa, ma c'è un'età in cui possiamo dire: "Stiamo parlando di una persona di XX anni, arrivare illibata al matrimonio col principe di Thailandia è, salvo stupro a viva forza, interamente una sua responsabilità. Incluso il condurre e tenere una professione che non la costringa a piegarsi al meretricio per sopravvivere." ?

Se non per le faccende di letti & lenzuola... per lo meno quando si parla di rapine coll'ipnosi.

Cioè... Quand'è che la donna diventa "maggiorenne" e ci aspettiamo che... "puede dir di no al mago della pioggia di turno" ?

30? 40? 50? mai?

Parlo dal punto di vista legale, non ho alcun dubbio sul fatto che la maggior parte delle donne è capacissima di gestire queste situazioni.
Conosco un sacco di donne che a 15 anni han detto: "Fra 9 anni finirò l'università, poi avvierò il mio studio, poi, fra i 29 ed i 32 anni farò uno o più bambini, anche se ora come ora non so prevedere che cognome avranno " ed han fatto esattamente così.
No scusa Tuckler, ma 4/5 persone o tutto il mondo, al giorno d'oggi, non fa alcuna differenza. Avevo pure preso in considerazione questa distinzione per puro gusto accademico, ma proprio no.

Vuoi che ti scriva cosa mi raccontava la mia maestra di religione 40 anni fa (ca77o) sui segreti? Lo aggiorno ai tempi nostri.


"Ciao Pino"
"Ciao Gino"
"Come stai?"
"Bene grazie”
“Hai più sentito XY?”
“Sì, ci siamo visti ieri sera al Pistorius”
“Ah perbacco, potevate dirmelo”
“Eh dai, sai come è fatta XY, a me m’ha chiamato un’ora prima di andarci … alle 11. Ma vabbè, la conosci no?”
“Eh se la conosco, è tutta matta … le voglio un bene dell’anima, ma è proprio un tipo tutto matto”
“A proposito di matta, guarda questo … è un video che mi ha mandato su whatsapp”
“Ahahaha, che fuori di testa … comunque lui è proprio un cornuto”
“Ah beh, lei fa benissimo, se lui è un co4lione, peggio per lui”
“Oh mandamelo su whatsapp”
“No dai, XY ieri sera al Pistorius mi ha fatto promettere di non farlo vedere a nessuno”
“Ma dai, a chi vuoi che lo faccia vedere?”
“Va bene, però stai attento”
“Ma va, te l’ho detto che le voglio bene, no?”


… e oplà.

Ti sembra uno scenario così improbabile? Non c’è nemmeno così tanta malafede, solo molta leggerezza.

Una volta queste cose rimanevano confinate al paesino, adesso il paesino è tutto il mondo, mi stupisce non l’abbiate ancora capito.
Vi attaccate a delle distinzioni che non esistono … non esistevano una volta, perbacco, pretendete esistano adesso?
Puffolotti, https://it.wikipedia.org/wiki/Jonestown_(Guyana) .

Non è una questione né di età né di sesso, chiunque può essere plagiato. Nel caso specifico, oltre ad essere plagiati, furono anche assassini.

Le meraviglie della psiche umana.
Paolo scusa se insisto, io forse non faccio testo ma pur leggendo il sito del Fatto e visitando siti porno di tanto in tanto (!) di questa tizia non sapevo nulla. Ne ho saputo dopo la morte. Siamo sicuri che i giornalisti abbiano realmente contribuito a dare notorieta' (negativa) alla ragazza per spingerla al suicidio? Secondo me mancano gli elementi per sostenerlo.
@avisntini:
Paolo scusa se insisto, io forse non faccio testo ma pur leggendo il sito del Fatto e visitando siti porno di tanto in tanto (!) di questa tizia non sapevo nulla. Ne ho saputo dopo la morte. Siamo sicuri che i giornalisti abbiano realmente contribuito a dare notorieta' (negativa) alla ragazza per spingerla al suicidio? Secondo me mancano gli elementi per sostenerlo.

Tu non ne sapevi nulla, io l'ho scoperto per sentito dire, ma ad esempio mia madre l'ha appreso proprio da un giornale (non ricorda quale)... a meno che non mi stia nascondendo qualcosa sulle sue attività su Internet;)

Il numero effettivo di persone che l'hanno appreso direttamente dai giornali è ormai impossibile da sapere.

Ma quando viene pubblicato un articolo su un giornale, lo scopo è quello di farlo leggere ai lettori. E non mi sembra che quell'articolo fosse una riflessione filosofica sulla sfera privata nell'era dei social network.
Un articolo con nome, cognome e foto (tra l'altro non presa dal video di cui si sta parlando, ma ricercata appositamente attraverso un'ulteriore passaggio di indagine) della persona, e che descrive dettagliatamente il contenuto del video, come si può dire che non avesse lo scopo di dare notorietà al video, e insieme alla persona?

E se lo scopo è quello, che importanza ha quanto siano riusciti in questo scopo o meno?

@Dei Moni:

Mi sa che non ci stiamo capendo...

Certo che è andata così, qualcuno (lei o il partner) l'ha fatto vedere a qualcuno di fidato, che l'ha fatto vedere a qualcun altro di fidato, che tanto fidato non era.
Cosa ti fa pensare che qualcuno lo stia mettendo in dubbio? Che bisogno c'è di dire che "ti stupisce che non l'abbiamo ancora capito"?

Io non ho mai detto che non sono d'accordo con te, ho detto che il discorso che stavo facendo era diverso, ed era sull'ipocrisia di chi ha presentato il video dall'inizio come una cosa scandalosa, quando non è stata né concepita per essere scandalosa né meritevole di scandalo.

Il fatto che non fosse concepito dall'inizio per essere pubblico, significa che l'intento nel realizzarlo non era quello di provocare scandalo pubblico.
Anche ammesso che l'abbia condiviso lei e non il partner (questo non è provato), e anche se da parte sua sarebbe stato incredibilmente ingenuo pensare di poterlo condividere con un numero selezionato di persone senza la fortissima possibilità che diventasse pubblico, questo non toglie che c'è comunque una distinzione rispetto alla pubblicazione volontaria, perché quest'ultima potrebbe invece far pensare all'intento volontario di provocare scandalo, che in questo caso invece non può esserci.
Il contenuto del video invece non ha nulla di intrinsecamente scandaloso, ma ritrae una cosa che in un modo o nell'altro tutti fanno o farebbero volentieri.

Questo a differenza dei due esempi che avevi portato, dove gli autori erano consapevoli che le loro opere potevano generare scandalo, e uno dei due le ha realizzate e presentate proprio per quello scopo (e a ragione).

Non per dire che trovassi sbagliati i tuoi esempi (è la prima cosa che ho scritto), ma per dire che per me c'era un elemento di differenza, il fatto che in questo caso di scandaloso non c'era proprio niente, e prenderne spunto per parlare di quanto invece sia stato ingigantito questo elemento da chi di mestiere dovrebbe fare altro.
[quote]Siffredi, l'intellettuale della scopata, in fondo ha ragione: non vogliamo capire che non siamo più noi i padroni dell'orgasmo femminile, non possiamo più misurare la nostra virilità sulle volte che facciamo venire la nostra partner; le donne se ne sono riappropriato, spesso sono loro a condurre, a voler controllare il nostro piacere. È un gioco al quale spesso non siamo ancora pronti.[/quote]
i complottisti direbbero che :
nel zezzo a pagamento il tempo è denaro.

[quote]Ottimo: dopo migliaia di anni in cui noi maschietti ci siam divertiti, è giusto che venga il turno delle sfittinzie... non ho il benchè minimo problema a riguardo.[/quote]
i complottisti direbbero che :
continuando con questi ragionamenti invertiti saremo comquistati dall' islam.
@Dei Moni

No.

Questa è la scusa di chi convive col fallimento e lo teme perchè considera il successo come non prevedibile.

Vai a pesca? le prime volte non sai cosa prenderai, o se prenderai qualcosa, se prendi poco è perchè non hai esperienza, se prendi molto non hai idea di cos'è che stai facendo giusto e di come lo potrai ripetere a piacimento, poi con l'esperienza imparerai cos'è che funziona ed in quali circostanze e cos'è che non funziona.
Ad un certo punto ne saprai abbastanza, quando qualcuno ti dirà: "eeeeh, non si può mai dire, è tutta questione di circostanze imprevedibili e di fortuna"
ti verrà naturale rispondere: "Questa è la scusa di chi convive col fallimento e lo teme perchè considera il successo come non prevedibile."

Molto prima di imparare a pescare ad un livello tale da poter dire: "Guarda il mio cestino, se non ci credi".

Il discorso "Se non sei un tossicodipendente è perchè gli spacciatori affascinanti non ti son mai venuti vicino" è falso e non merita di essere discusso.

Ma se folessimo, per assurdo, solo per un minutino, far finta di crederci, mettere in discussione il ruolo dell'educazione e dei buoni o cattivi esempi, e dell'ambiente... Perchè affannarci tanto ad educare i bambini? Perchè insegnare loro l'etica e l'educazione civica?

Se tutto questo è frutto del caso e della fortuna... se può capitare a chiunque di essere traviato dalle cattive compagnie, se l'educazione non mette al riparo da questi pericoli... se tutto l'impegno di genitori ed amici dei genitori può essere spazzato via in uno schiocco di dita dal grossomodo reverendo tommaso gitarella, allora lasciamo che i bambini facciano quello che vogliono, che si divertano come meglio credono tanto se diventeranno persone autonome e produttive o se diventeranno dei parassiti... dipenderebbe solo dal buon Gesù che lancia i dadi.
Si Tuck, non ci stiamo capendo, questo l'avevo capito. Credo sia dovuto ad una diversa forma mentis, le distinzioni che fai tu non le capisco. Io cerco di fare un discorso in generale e mi è chiaro che quando ingrandisci o riduci ad un esempio, ci siano o ci sarebbero da fare tutta una serie di distinzioni, perché un Mapplethorpe che pubblica il "portfolio X" usa anche il mezzo dello scandalo per poter parlare di sé, ma lui era un'artista a tutto tondo, la ragazza no. E per quanto possano essere disturbanti alcune immagini di Mapplethorpe, sono immagini ben realizzate, molto ben fatte; il video della ragazza non me lo immagino particolarmente ben realizzato: per me è una differenza che diventa un abisso. Uno voleva tutto il mondo, l'altra boh? Se devo esprimere un giudizio, a me pare una testa vuota.

Chiaro che da un esempio elevato, ad uno decisamente meno interessante; uno con uno scopo ben preciso, l'altro nemmeno si sa, le cose cambiano, ma io ho un text-box per dire due cose e tanto basta, anche perché non avrei gli strumenti per scrivere un saggio.

È siccome per cultura e per formazione, certe distinzioni per me non sono così importanti da fare, salto agevolmente, quello che manca mettetecelo voi. Hai ragione e posso capire il tuo voler mettere i puntini sulle 'i', ma per me è un mettere i puntini sulle 'i', non trovo quello che dici fondamentale per capire un fenomeno.

Insomma a me era chiaro che parlare di Mapplethorpe o Platt Lynes fosse una decisa forzatura, ma mi serviva ad introdurre il concetto di "percezione dell'immagine di sé" e l'idea che possano averne altri da spettatori, la cosa finiva lì per me.

... e la finisco qui.
Con molta simpatia Tuck, ma per quanto mi riguarda ho parlato abbastanza di questo argomento.
@Dei Moni:

Nessun problema, ma, ripeto, io non ho scritto per mettere sulle i al tuo discorso, ma per prenderne spunto per farne un altro diverso mio. Non ho mai voluto darti né torto né ragione, ma parlare di altro partendo da quello che avevi detto tu.

Francamente non credo di avere i mezzi per parlare dei motivi per cui lei possa aver realizzato quel video e del perché l'abbia o meno condiviso con altre persone, o di quanto questo gesto possa essere indicativo di una data tendenza.
Quindi il mio discorso era sulla reazione che c'è stata alla pubblicazione del video, partendo dai tuoi esempi perché fornivano un aggancio per un controesempio su quest'aspetto, ma slegato appunto dal discorso nel quale tu avevi portato gli esempi.
* ho dimenticato un "puntini"
@Tukler
Non lo so, a me a quel punto, in quel contesto (l'introduzione), unito a quel "come altri", mi sa più di tentativo di introdurre una scusante per quello che segue, piuttosto che di un ulteriore azione per cui si sta chiedendo scusa. E, in un articolo del genere, sarebbe stato meglio che non ci fosse nessun tipo di scusante. Ma questa è una mia interpretazione.

In effetti, rileggendo, lui non sta chiedendo scusa per aver ipotizzato che potesse trattarsi di un video virale, la sua è più una precisazione. Col senno di poi, arrivo a dire che è giusto che non chieda scusa per quell'ipotesi: lui, da giornalista, avrà visto passare sotto i suoi occhi un sacco di notizie di cronaca (soprattutto locale) che si sono rivelate bufale o episodi costruiti dai diretti interessati. Inoltre non sono rari i casi di pornodive che, per ottenere visibilità in un campo lavorativo ormai sempre più affollato, tentano di finire sulla cronaca, ad esempio con atti di esibizione pubblica come lo streaking, se non veri e propri atti osceni.
Quindi, non credo che Gomez debba sentirsi in colpa per averlo pensato.
L'errore, suo e della redazione, è stato quello di sottovalutare l'eventualità del "e se il video fosse reale?", soprattutto in virtù del fatto che qui non si parla di una celebrità (che avrebbe comunque saputo sfruttare l'episodio a suo favore), ma di una persona che avrebbe dovuto convivere con il peso delle chiacchiere e delle offese che avrebbe ricevuto.

Certo il "come altri" può far pensare ad una sorta di benaltrismo, ma sottolinea come tale ipotesi, evidentemente, non è stata una prerogativa de IFQ. Poi, che si tratti di scuse sincere o di semplice opportunismo, non lo sapremo mai...è chiaro che ognuno le valuterà in base alle proprie idee ed opinioni.
Io, che comunque non adoro IFQ, credo che le sue parole siano in buona fede. E, anzi, apprezzo il fatto che lui non abbia voluto mascherare il nome completo della ragazza, come stanno facendo (secondo me un po' ipocritamente) tutte le altre testate.

Tra l'altro poche righe dopo scrive che non sono riusciti a contattarla prima di scrivere l'articolo. Se fosse stata in cerca di popolarità, si sarebbe molto probabilmente resa reperibile, quindi già dal lavoro stesso di preparazione avrebbero dovuto capire che l'ipotesi era sbagliata.

Ti ricordi di Lisa Fusco,quella "showgirl" che, facendo una spaccata in diretta tv, è rimasta spianata a terra, causando l'interruzione del programma? Molti all'epoca pensarono che fosse stata una finzione, realizzata per riportare agli onori dei media una tizia che non era riuscita ad ottenere la popolarità che voleva. Una tizia che, facendo la spaccata, è riuscita a rompersi il braccio con una dinamica ancora oggi inspiegabile.
La storia era già comica di suo, ma quando, poco tempo dopo, venne smascherata da uno scherzo telefonico, ecco che la Fusco è sparita dalla circolazione.

Questo è per ricordare che, nel mondo delle wannabe celebrity, il fenomeno del "cospiratore pasticcione" è abbastanza frequente: costruisci un episodio, ma questo poi ti si rivolge contro a causa di una variabile non prevista. E, a quel punto, ti rendi irreperibile, per la vergogna.

In ogni caso, se erano veramente convinti di questo, allora che senso aveva l'articolo originale? Perché aggiungere nome, cognome e foto? Per aiutarla in questa sua presunta campagna di marketing?

Il tuo dubbio presuppone che IFQ abbia un'etica secondo la quale non dovrebbe concedere visibilità mediatica a chi la sta cercando.
Ma a IFQ, come a tutti gli altri giornali, non importa nulla dell'etica: se una notizia porta dei click, per loro è pubblicabile. Sarebbero disposti anche a mostrare Gabriele Paolini che si fa il bidet nella fontana di Trevi, se la gente fosse interessata a vederlo.
@Replicante Cattivo:
Quindi, non credo che Gomez debba sentirsi in colpa per averlo pensato.

Sono d'accordo, non nego che alla possibilità che fosse un tentativo di marketing virale ci abbia pensato anch'io, e visti i precedenti ci stava come ipotesi. Anche se lui, in più di me, aveva l'elemento che la ragazza si era resa irreperibile.

Ma infatti non dico che si dovesse scusare anche per quello. Dico che quella ipotesi doveva rimanere fuori dalla lettera di scuse, per il resto sicuramente molto più sincera e professionale della maggior parte dei suoi colleghi.

Perché messo lì sembra tanto un "sì, ok, abbiamo sbagliato, però...".
Diciamo che senza il "però" sarebbe stato meglio.

Certo il "come altri" può far pensare ad una sorta di benaltrismo, ma sottolinea come tale ipotesi, evidentemente, non è stata una prerogativa de IFQ.

A me sa più di "mal comune mezzo gaudio".
Quando ho ricevuto il video originale non l'ho guardato principalmente perché ero reduce dalla visione di un video simile che era invece sicuramente privato, quindi il primo pensiero è stato che fosse la stessa cosa.
Quando poi mi sono reso conto della popolarità che stava assumendo, anch'io ho pensato che potesse essere stato diffuso volontariamente.
E magari avrei potuto condividere quel video con un'altra persona che fino a quel momento lo ignorava, aggiungendo nome e cognome della protagonista e dicendo "guarda sta qua come sta cercando di farsi pubblicità".
Ecco, se io avessi fatto questo gesto (e non dico di esserne immune, potenzialmente sarebbe stato possibile ma per fortuna non è successo), oggi mi sentirei in colpa per aver contribuito nel mio piccolo ad aumentarne la popolarità.
E per la mia coscienza sarebbe ininfluente quanti altri l'hanno fatto o quanto sia stato il peso reale relativo del mio gesto.

Ti ricordi di Lisa Fusco,quella "showgirl" che, facendo una spaccata in diretta tv, è rimasta spianata a terra, causando l'interruzione del programma?

Sì lo ricordo, di casi del genere ne abbiamo visti tanti.
Vogliamo parlare, per tornare agli albori, di Jenna Jameson e di quanto ci ha guadagnato o perso dalla diffusione "accidentale" del suo video? O di Paris Hilton?

E, a quel punto, ti rendi irreperibile, per la vergogna.

Mi pare che la Fusco all'inizio fosse più che disponibile a rilasciare dichiarazioni del tipo "sì sì sono scivolata davvero, mi sono rotta il braccio davvero", non che stesse cercando di nascondersi e sfuggire alla popolarità.
Poi ovviamente, una volta smascherata, è andata a cercarsi un posto dove nascondersi.

Ma a IFQ, come a tutti gli altri giornali, non importa nulla dell'etica: se una notizia porta dei click, per loro è pubblicabile. Sarebbero disposti anche a mostrare Gabriele Paolini che si fa il bidet nella fontana di Trevi, se la gente fosse interessata a vederlo.

Infatti spero che questa lettera di scuse sia, oltre al caso specifico di questa povera ragazza, anche l'occasione per una riflessione su di questo... o forse mi illudo troppo?;)
Sono d'accordo, non nego che alla possibilità che fosse un tentativo di marketing virale ci abbia pensato anch'io, e visti i precedenti ci stava come ipotesi. Anche se lui, in più di me, aveva l'elemento che la ragazza si era resa irreperibile.

Già, ma, come ho scritto prima, l'irreperibilità poteva "far parte del gioco" (appunto, per far credere che il video fosse davvero un sextape trafugato) così come poteva essere una conseguenza di qualcosa che non era andato come previsto.
Trattandosi però del caso di una ragazza sconosciuta, è comprensibile che la redazione de IFQ non si sia preoccupato più di tanto di trovare questa ragazza. Una telefonata, due...alla terza, si volta pagina e si parla d'altro.

Ma infatti non dico che si dovesse scusare anche per quello. Dico che quella ipotesi doveva rimanere fuori dalla lettera di scuse

Mi pare di aver capito che, se avessero avuto fin da subito la certezza che il video era reale, non avrebbero mai parlato di quella ragazza. O almeno questo è quello che lasciano intendere.

Quando ho ricevuto il video originale non l'ho guardato principalmente perché ero reduce dalla visione di un video simile che era invece sicuramente privato, quindi il primo pensiero è stato che fosse la stessa cosa.

Ecco, se io avessi fatto questo gesto (e non dico di esserne immune, potenzialmente sarebbe stato possibile ma per fortuna non è successo), oggi mi sentirei in colpa per aver contribuito nel mio piccolo ad aumentarne la popolarità.
E per la mia coscienza sarebbe ininfluente quanti altri l'hanno fatto o quanto sia stato il peso reale relativo del mio gesto.


Premettendo che neppure io l'ho visto, io credo che sia giusto ridimensionare le colpe.
Suvvia...lei non si è uccisa perchè a Bologna, Milano o Verona c'era gente che l'aveva vista "all'opera", dato che si tratta di persone che mai avrebbero avuto a che fare con lei, che non l'avrebbero mai riconosciuta per strada e che, molto probabilmente, hanno visto decine e decine di video simili. Lei, per queste persone, era una come tante, indipendentemente che si parli del video in sè o del "tormentone" che ha generato. E su internet, la fama è talmente effimera che, probabilmente, si erano già dimenticati di quel video.

Il vero problema erano i suoi amici, i parenti, i conoscenti e i suoi concittadini, che si davano le gomitate e ridacchiavano quando la vedevano passare per strada. Sono loro che l'hanno portata al suicidio.
Come dicevo, io non ho visto il video, ma se l'avessi fatto (cosa che non avrei problemi ad ammettere) non mi sentirei minimamente responsabile per quello che le è successo...magari un po' sporco dentro, quello sì, ma niente di più.

Sì lo ricordo, di casi del genere ne abbiamo visti tanti.
[...]
Mi pare che la Fusco all'inizio fosse più che disponibile a rilasciare dichiarazioni del tipo "sì sì sono scivolata davvero, mi sono rotta il braccio davvero", non che stesse cercando di nascondersi e sfuggire alla popolarità.
Poi ovviamente, una volta smascherata, è andata a cercarsi un posto dove nascondersi.


Diciamo che, con lei, le tempistiche hanno giocato a suo favore per un po'.
Nei primi giorni lei ha saputo sfruttare l'episodio per ottenere interviste, ospitate e servizi a lei dedicati. Chiaramente, in quel periodo, lei era disponibilissima per tutti. La telefonata della Lucarelli è arrivata quando ormai il suo "ritorno alla popolarità" si stava già sgonfiando ed era in fase discendente: probabilmente, se fosse stata fatta prima, la Fusco si sarebbe resa irreperibile fin da subito.

Infatti spero che questa lettera di scuse sia, oltre al caso specifico di questa povera ragazza, anche l'occasione per una riflessione su di questo... o forse mi illudo troppo?;)

Chi sono io per frenare i tuoi sogni e distruggere le tue speranze? :)
@Replicante Cattivo:
Già, ma, come ho scritto prima, l'irreperibilità poteva "far parte del gioco" (appunto, per far credere che il video fosse davvero un sextape trafugato) così come poteva essere una conseguenza di qualcosa che non era andato come previsto.

Mmmhhh ok, ci sta. Però dai, anche se non l'annulla, l'irreperibilità comunque diminuisce la probabilità dell'ipotesi che fosse marketing.

Mi pare di aver capito che, se avessero avuto fin da subito la certezza che il video era reale, non avrebbero mai parlato di quella ragazza. O almeno questo è quello che lasciano intendere.

D'accordo, ma mi sarebbe piaciuto di più come scritto da te.
Com'è messo lì, con solo l'ipotesi, nell'introduzione, e il far notare che la stessa ipotesi l'avevano fatta altri, invece mi sa di "mettere le mani avanti".

Suvvia...lei non si è uccisa perchè a Bologna, Milano o Verona c'era gente che l'aveva vista "all'opera" [...] Il vero problema erano i suoi amici, i parenti, i conoscenti e i suoi concittadini, che si davano le gomitate e ridacchiavano quando la vedevano passare per strada. Sono loro che l'hanno portata al suicidio.

Boh, non lo so, ovviamente nessuno di noi può saperlo ed è brutto anche solo fare ipotesi.
A quanto ho sentito aveva comunque provato a trasferirsi, ma per qualche motivo era tornata indietro. Io ho pensato che questo motivo fosse sempre legato al video, e non al non riuscire a vivere fuori casa.
Se il problema fosse solo quello, onestamente significherebbe giudicarla come persona debole, perché di situazioni in cui le tue immediate conoscenze sono compromesse ce ne sono tante, e non per forza devono concludersi in questo modo.
Io invece ho pensato che quello che non sopportasse fosse essere diventata un meme anche al di fuori della sua città. Che la riconoscessero per strada ci credo poco, ma che magari sentisse ancora gli echi della popolarità del video magari sì.

Chi sono io per frenare i tuoi sogni e distruggere le tue speranze? :)

Un replicante cattivo, per l'appunto;)
@Tukler

Mmmhhh ok, ci sta. Però dai, anche se non l'annulla, l'irreperibilità comunque diminuisce la probabilità dell'ipotesi che fosse marketing.

Già. Però a quel punto la notizia era già stata pubblicata (se non da IFQ, sicuramente da altre testate).
Forse avranno ritenuto che non fosse più il caso di parlare di quel video, considerando che c'erano delle indagini in corso e che una ragazza stava cercando di nascondersi da una popolarità non voluta.
In quel caso, la cosa migliore è stata non parlare più di quel video, sperando che la gente se lo dimenticasse infretta.

Boh, non lo so, ovviamente nessuno di noi può saperlo ed è brutto anche solo fare ipotesi.
A quanto ho sentito aveva comunque provato a trasferirsi, ma per qualche motivo era tornata indietro. Io ho pensato che questo motivo fosse sempre legato al video, e non al non riuscire a vivere fuori casa.


Il punto è che quel nome era ormai entrato nella testa di tutti, forse ancora di più del suo volto (può sembrare una battutaccia, ma non lo è). Io stesso, quando l'altro giorno ho letto il suo nome sulla mia bacheca, l'ho trovato famigliare, ma non sono riuscito subito a ricondurlo al motivo della sua fama.
Immaginala mentre prova a trasferirsi da qualche parte e si ritrova a dover dire ad alta voce il suo nome o a dover passare un documento d'identità....probabilmente anche lì, qualcuno ha sgomitato verso l'amico dicendo "Oh, sai chi è questa?"

Se il problema fosse solo quello, onestamente significherebbe giudicarla come persona debole, perché di situazioni in cui le tue immediate conoscenze sono compromesse ce ne sono tante, e non per forza devono concludersi in questo modo.
Io invece ho pensato che quello che non sopportasse fosse essere diventata un meme anche al di fuori della sua città.


Una cosa non esclude l'altra.
Fermo restando che la sua debolezza non è qualcosa per cui giudicarla: ci sono un sacco di persone che, davanti a momenti di pesante sconforto, hanno scelto di farla finita perchè la loro reazione non è stata sufficientemente "forte". Purtroppo alcune le ho conosciute anch'io, che hanno preso quella decisione per motivazioni, al confronto, ancora più futili. Eppure non le giudico, perchè nessuno di noi può sapere qual è il suo "punto di rottura" fino a quando non ci si trova dentro.

kobotoz,

i complottisti direbbero che :
continuando con questi ragionamenti invertiti saremo comquistati dall' islam.



Abbi pazienza, ma i tuoi messaggi "i complottisti direbbero che" sono diventati noiosi, ripetitivi e soprattutto privi di senso.

Se hai qualcosa di costruttivo da contribuire, sei il benvenuto. Ma per favore smetti di inviare questi commenti inconcludenti. Grazie.
@Replicante cattivo

Non dico che sia il caso della ragazza in questione, ma capita che più che il passato è il presunto futuro a pesare sulla decisione.

Si può pensare che un suicidio sia causato da un evento invalidante o imbarazzante, ma in realtà l'evento ha spinto il suicida a fare il punto della sua situazione ed interrogarsi su quali speranze ha per il futuro, anche in campi che possono non aver a che fare con l'evento stesso.

Il motivo può apparire futile, ma la mancanza di prospettive e la certezza di non potersi provvedere gli strumenti per cambiare la situazione è tutt'altro che futile.
@Replicante Cattivo:
Già. Però a quel punto la notizia era già stata pubblicata (se non da IFQ, sicuramente da altre testate).

Da quel che ho capito dalla lettera di Gomez, l'elemento dell'irreperibilità ce l'avevano già quando hanno scritto la notizia. O forse l'ho interpretato male io.

Il punto è che quel nome era ormai entrato nella testa di tutti, forse ancora di più del suo volto.

Ho letto che era riuscita anche a cambiare cognome. Unito magari a un cambio di taglio di capelli, probabilmente avrebbe eliminato del tutto il rischio che la riconoscessero fuori dalla sua zona. Ma forse ormai era troppo tardi.

Fermo restando che la sua debolezza non è qualcosa per cui giudicarla

Sì certo, intendevo dire che noi possiamo sapere poco di quale fosse la sua reale situazione e i problemi a cui è andata incontro, quindi magari corriamo il rischio di semplificare e immaginare la situazione come più semplice di quanto per lei non fosse in realtà.