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2004/10/01

[IxT] Antibufala: l’INPS scippa le liquidazioni!

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di Giovanni Battini, "troll.fata", "leonardo.cr***" e "pietromo**i".

Sta circolando con l'intensità frenetica del miglior panico un appello via e-mail, secondo il quale l'INPS starebbe per scippare le liquidazioni.

L'appello annuncia che "Nei prossimi mesi verrà applicato il famoso decreto legge sul TFR (trattamento di fine rapporto=liquidazione) con il silenzio-assenso....Significa che se non facciamo niente, il nostro TFR verrà tolto dalla gestione delle nostre aziende ed assorbito in un fondo gestito dall'INPS comune a tutte le categorie."

L'appello afferma che questo significa che "non rivedremo mai più il capitale, ma solo un vitalizio a fine carriera di cui non si sa il valore" e che "se non si esprime volontariamente il diniego a questo trasferimento entro i sei mesi dall'approvazione del decreto, il 100% del TFR verrà definitivamente perso ed incorporato nel fondo comune di cui sopra".

Come se non bastasse, secondo l'appello "Se il mio TFR viene assorbito, non potrò più riaverlo neppure per motivi di salute o per la ristrutturazione o l'acquisto della casa, come invece avviene adesso".

L'allarme sarebbe urgente, perché "Il decreto dovrebbe essere attuato verso novembre". E nella migliore tradizione delle catene di sant'Antonio, l'appello si conclude con un classico "SPERO CHE INVIERETE A PIU' PERSONE POSSIBILE QUESTE POCHE RIGHE".

Al momento in cui scrivo queste righe, l'appello ha appena iniziato a circolare: le prime segnalazioni mi sono giunte il 30 settembre 2004. Anche l'archivio dei newsgroup di Google non riporta nulla prima di questa data. Inoltre la materia fiscal-previdenziale, soprattutto quando c'è di mezzo il caos delle leggi italiane, è un vero labirinto, per cui l'indagine si preannuncia molto impegnativa. Se qualche esperto in materia può darmi una mano, gliene sarò grato.

Per il momento, quindi, questo appello non è ancora classificabile con certezza come bufala o non bufala e resta sotto indagine.

Comunque stiano le cose, occorre molta cautela nel diffondere questo tipo di appello. Vista la natura quasi "terroristica" del messaggio (vi scippano la liquidazione!!), c'è il rischio di creare un allarme eccessivo.

Sulla base delle informazioni che ho fino a questo punto, consiglierei come al solito di informarsi presso fonti affidabili prima di dare credito all'appello e diffonderlo. Del resto, è quello che dice persino l'appello, almeno in alcune sue varianti.

Un lettore (claudio.vern****) mi ha inviato un comunicato attribuito alla CISL (ne sto verificando l'autenticità) che sembra smentire quanto riportato dall'appello.

Il comunicato, datato 1 ottobre 2004, non si riferisce esclusivamente al testo dell'appello citato qui sopra, ma anche ad altri appelli analoghi circolanti in Rete. Vi consiglio di leggere integralmente il comunicato originale, reperibile con i dettagli e gli aggiornamenti di quest'indagine presso il Servizio Antibufala:

http://www.attivissimo.net/antibufala/tfr/tfr_sottratto.htm


Il comunicato CISL smentisce in più punti le varie affermazioni fatte dall'appello.

C'è anche un articolo tratto da "La Stampa Web" e riportato dal sito della Filcams/CGIL, che sembra smentire l'appello.

http://www.filcams.cgil.it/stampa.nsf/0/87c5b7aedddcafedc1256ee10036568f?OpenDocument

Secondo un comunicato COBAS datato 21 settembre 2004 e gentilmente inviatomi da una lettrice (l.villa), la riforma previdenziale dalla quale scaturisce questa serie di novità sarebbe stato approvato "il 29 luglio scorso" [2004] dal "Parlamento (con il voto di fiducia)". Sto chiedendo conferme di autenticità anche per questo comunicato, che è effettivamente piuttosto strano, dato che contiene, fra i dati "nascosti" dal sempre fido Microsoft Word nell'originale, le parole "I VIAGGI DEL VENTAGLIO".

Se leggendo i dettagli dell'indagine vi è venuto il mal di testa da burocratese, siete in buona compagnia: per questo per ora mi fermo qui.

In conclusione, sulla base dei dati raccolti fin qui, è sì in corso un importante cambiamento nella gestione delle liquidazioni, ma non nei termini descritti dall'appello. Diffonderlo è quindi fare disinformazione.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

chi ha scritto questo appello

non conosce il meccanismo che regola la gestione del trf

spiegazione

il tfr viene accantonato dall'azienda sotto forma di liquidità o come controvalore equivalente (ovvero sotto forma di titoli o di immobili) nella misura di una mensilità all'anno, per
ogni lavoratore.questo sistema , sconosciuto in altri paesi,assicura la fine rapporto un filino più serena per il lavoratore ed un mezzo, per il datore di lavoro, di autofinanziarsi.

un decreto come quello prospettato dal messaggio che circola in rete metterebbe in ginocchio ogni azienda italiana con più di 20-30 dipendenti , e metterebbe le grandi aziende in condizione di portare i libri contabili in tribunale il giorno stesso.
e questo decreto sarebbe stato varato dal governo berlusconi (datore di lavoro di molto più di 10,000 persone, tra mediaset, mondadori, il riformista,il giornale, milan ac, penta distribusioni e molte altre attività sue e del fratello)
imprenditore votato dagli imprenditori? avrebbe fatto in modo da sotrarre dalle taste fi ogni imprenditore centinaia di migliaia di euro se non molti milioni nel caso delle grandi aziende?


il comunicato del sindacato è del tutto corretto ,comuqnue per conferma contatterò quanto prima qualcuno all'inps ed al sindacato.

Gino Lucrezi ha detto...

E` da tempo che ho destinato il mio TFR ad un fondo pensione, quindi mi sono documentato. Non c'e` praticamente nulla di vero in quell'appello.

E` vero che la mia generazione dovra` scegliere fra avere una pensione decente oppure la classica liquidazione, ma questo non c'entra.

In pratica chi non scegliera` nulla, fra qualche mese, si trovera` nella situazione che io, un paio di anni fa, ho scelto perche` alla fin fine mi conveniva (e conviene a molte persone).

Consiglio a tutti di ascoltare la trasmissione "Salvadanaio" di Radio24 che ha trattato il tema varie volte. Le vecchie trasmissioni possono essere ascoltate sul sito http://www.radio24.ilsole24ore.com/

Anonimo ha detto...

Ho chiesto lumi ad un amico esperto consulente del lavoro e mi ha chiarito che:
1) il DL di cui trattasi ha invertito la vecchia procedura ovvero se prima il TFR era automaticamente depositato in azienda dopo lo sarà solo su espressa richiesta del lavoratore, altrimenti finirà su un fondo pensione;
2) il DL non è ancora operativo: lo sarà dopo la pubblicazione del decreto applicativo;
3) in quel caso sarà la circolare applicativa a dire come comunicare la volontà di "non" versare il TFR in un fondo comune;
4) i tempi di cui sopra non dovrebbero essere velocissimi.

saluti da nik

Anonimo ha detto...

la notizia è vera e fondata la legge è stata pubblicata in gazzetta ufficiale (n.222) : Legge 23 agosto 2004, n. 243

Norme in materia pensionistica e deleghe al Governo
nel settore della previdenza pubblica, per il sostegno alla
previdenza complementare e all'occupazione stabile e per
il riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria

se si parla di scippo è perché la legge prevede "il conferimento, salva diversa esplicita volontà espressa dal lavoratore, del trattamento di fine rapporto... ai i fondi di previdenza complementare"

se questo abuso della clausola di silenzio assenso non è uno scippo non so come altrimenti potrebbe essere chiamato.

che poi i sindacati confederali cerchino di minimizzare la questione, non è per niente strano dal momento che tra i fondi di previdenza complementare di cui si parla nella legge ci sono anche quelli gestiti dai sindacat.

è un po chiedere cosa ne pensa di un furto a chi regge il sacco al ladro!

che poi ci sia chi ha già optato nel passato per il conferimento (parziale) del suo TFR ad un fondo integrativo, questo nulla toglie alla notizia e soprattutto non la rende una bufala!

aldo
http://www.pane-rose.it

Anonimo ha detto...

Non riesco a capire le motivazioni ogettive che spingono aldo a dire che e' un furto.

Posso chiedere gli anticipi come prima.
Se mi licenzio me lo danno tutto come prima.
Se lo metto nei fondi il rendimento entra nelle mie tasce invece che alla mia azienza (prima zero cent).

Ho "automaticamente" una pensione integrativa (perche' quella statale la vedo dura)

Sinceramente non capisco

Anonimo ha detto...

perché é un furto:

I Fondi pensione hanno reso molto meno della rivalutazione del TFR: negli ultimi 4 anni il rendimento dei Fondi chiusi - quelli sponsorizzati da Cgil-Cisl-Uil - è stato dei 5,25 di contro alla rivalutazione del TFR di 13,44 (da 3,20 a 3,54 all'anno): la differenza negativa per i Fondi è - 8,19.

Per non fare l'esempio dei Fondi pensione Usa e inglesi che negli ultimi anni hanno avuto un tracollo che ha polverizzato la pensione di centinaia di migliaia di lavoratori .

se a questo si accompagna la clausola del silenzio assenso se non è un furto poco ci manca!

aldo

Anonimo ha detto...

io non l'ho ancora vista terminare questa indagine!!!

eppure ci sono molti italiani che stanno prendendo le loro decisioni parlando con consulenti finanziari, banche ecc ...