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2010/10/01

Sbarco sulla Luna, non sono riprese “nuove”

"Nuove" immagini TV dello sbarco sulla Luna?


Una segnalazione rapida per tutti coloro che sanno del mio profondo interesse per le missioni spaziali e del mio documentario Moonscape e stanno quindi segnalandomi la notizia, pubblicata da varie fonti (Discovery.com, Space.com) secondo la quale il 6 ottobre verrà presentato del materiale mai visto dal pubblico che riguarda le riprese televisive dei primi passi di Neil Armstrong sulla Luna.

Non è esattamente così. Ho sentito ieri via mail uno degli esperti coinvolti nel restauro già realizzato dalla NASA della diretta TV dell'Apollo 11, che mi ha detto che si tratta di quattro minuti che sono già presenti in questo restauro (ancora in attesa di diffusione al pubblico, ma già visto dagli addetti ai lavori) e mostrano la discesa di Amstrong lungo la scaletta con la qualità con la quale fu ricevuta in Australia, ben superiore a quella trasmessa all'epoca. Il segnale che fu diffuso negli Stati Uniti e da lì in tutto il mondo proveniva invece dalla stazione ricevente californiana di Goldstone.

Si tratta, in altre parole, di immagini già conosciute e già viste, ma mai presentate al pubblico con questa qualità e nitidezza.

Il confronto è mostrato qui sopra: a sinistra l'immagine ricevuta in California; a destra quella ricevuta in Australia. Salvo contrordini della NASA, quest'ultima sarà la versione che troverete gratuitamente in Moonscape.

Un piccolo avviso per il buon Massimo Mazzucco e tutti quelli che dicono che sulla Luna non ci siamo mai andati: il 22 ottobre sarà a Chiasso Charlie Duke, astronauta lunare (Apollo 16). Se siete così sicuri delle vostre tesi, perché non venite a dirgli in faccia che è un bugiardo? Non vorrete fare la figura dei fifoni come è successo con Buzz Aldrin ad Avezzano, vero?

56 commenti:

L'economa domestica ha detto...

Grazie Paolo!

Mirko ha detto...

Una curiosità, perché in Australia la ricezione era migliore che in California?

Paolo Attivissimo ha detto...

Una curiosità, perché in Australia la ricezione era migliore che in California?

E' un po' complicato da spiegare in un commento. I dettagli sono presso Honeysucklecreek.net.

Vittorio ha detto...

Charlie Duke a Chiasso? Azzz... Peccato che mi è distante! Vediamo, ma dubito.

Hanmar ha detto...

il 22 ottobre sarà a Chiasso Charlie Duke, astronauta lunare (Apollo 16).

Mapporc...

Un po' piu' sottomano no?

Non dico Venezia citta' antica, ma almeno chesso' Mestre... Padova... Treviso.

Eccheccavolo

Saluti
Michele

L'economa domestica ha detto...

Padova! Padova! Padova! Così verrebbe anche la coppia Economa/Radioamatore.

Paul & Sara ha detto...

Ciao a tutti,

segnalo che giovedì sera, durante la conferenza tenuta da Achille Judica Cordiglia a Torino (patrocinata dal mio gruppo astrofili) c'è stata una affermazione molto interessante dello stesso Cordiglia: egli dichiara (l'ho videoregistrato col telefonino) che al tempo dello sbarco sulla luna, i fratelli Cordiglia ricevevano le trasmissioni dagli States sullo sbarco lunare, ma avevano anche puntato la loro antenna direzionale sulla luna (a vista...dice che c'era luna piena)e captavano le trasmissioni direttamente dagli astronauti! A detta loro, erano perfettamente sovrapponibili a quelle diramate dalla NASA. Questa mi sembra una (ulteriore) testimonianza importante del fatto che quelle trasmissioni arrivavano senza ombra di dubbio dalla luna!

Rado il Figo ha detto...

Ma Charlie Duke è statunitense, o sbaglio? Ed allora perché MMZZ che vive già negli USA dovrebbe incontrarlo quando va in Svizzera?

Economa: sei di Padova?

Epsilon ha detto...

Paolo scripsit:
"con la qualità con la quale fu ricevuta in Australia, ben superiore a quella trasmessa all'epoca, che proveniva dalla stazione ricevente californiana di Goldstone"

A me la virgola dopo "epoca" ha mandato un po' in crisi la comprensione del testo perché istintivamente ho legato "che proveniva" ad "Australia" e non ad "epoca".
Personalmente ablerei la virgola in questione.

PS per Adp: sono abbastanza sicuro di "ablerei" ma non trovo da nessuna parte la coniugazione del verbo "ablare"

ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
yos ha detto...

@Uè
manca una m dopo il co

Epsilon ha detto...

Ed una "H" prima di "ablate" ;-)

yos ha detto...

Come non detto :)

ha detto...

ci riprovo

ha detto...

Ora è giusto.

Paolo Attivissimo ha detto...

a Charlie Duke è statunitense, o sbaglio? Ed allora perché MMZZ che vive già negli USA dovrebbe incontrarlo quando va in Svizzera?

Vero. Potrebbe anche alzare il deretano dalla sedia e andare a discutere con lui di persona. Lo ha fatto persino Bart Sibrel. Ma si vede che la fifa è una brutta compagna.

Comunque l'invito vale anche per i lunacomplottardi locali.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ho sistemato la frase poco chiara, grazie.

Anonimo ha detto...

Per Epsilon

PS per Adp: sono abbastanza sicuro di "ablerei" ma non trovo da nessuna parte la coniugazione del verbo "ablare"

Il verbo *ablare è una retroformazione. Cos'è una retroformazione? Ad esempio, da bikini, che ha tratto il nome da un atollo del Pacifico, è stato creato il sostantivo monokini. Inutile dire che il bi in Bikini nulla ha a che fare con il prefisso bi-.
Tornando al tema: ablare lo hai ricavato arbitrariamente da sostantivi come ablazione, ablatore e ablativo: tutti termini dotti presi dal latino auferre (un verbo irregolare, composto di ferre), che significa portar via, togliere, eliminare.
*Ablare quindi non esiste, e ricorda un po' il *redarre in cui era incorso Umberto Eco: si cade in strafalcioni, a furia di essere circondati da chi pronuncia strafalcioni.

Rado il Figo ha detto...

è una situazione tipo "perplimere", giusto?

Anonimo ha detto...

Per Rado il Figo

è una situazione tipo "perplimere", giusto?

Sì. Creato per fini umoristici, se non sbaglio da Corrado Guzzanti.
Poi, vista la cultura media che c'è in tv, qualcuno ha preso a usarlo in contesti seri, come se fosse un termine forbito...

Epsilon ha detto...

Ho sentito (non letto!) più volte usare il verbo *ablare (con l'asterisco perché non dubito della tua affermazione) in ambito medico; avendo chiaramente frequentato una percentuale prossima allo 0% dei medici italiani non so se sia questione di strafalcione o di deformazione (lessicale) professionale.
Qualcuno che lavora nel settore può confermare o smentire? Che so, Vittorio?

Epsilon ha detto...

Da una velocissima ricerca via Google sembra che "ablato" sia utilizzato nel linguaggio legale; ciò non toglie che invece per "ablare" non vi siano praticamente risultati di una qualche evidenza.

Rado il Figo ha detto...

Sì. Creato per fini umoristici, se non sbaglio da Corrado Guzzanti.
Poi, vista la cultura media che c'è in tv, qualcuno ha preso a usarlo in contesti seri, come se fosse un termine forbito...


Infatti io l'avevo sentito solo in contesti seri: ignoravo che fosse una battuta umoristica.

Anonimo ha detto...

Per Rado il Figo

Infatti io l'avevo sentito solo in contesti seri: ignoravo che fosse una battuta umoristica.

Cattiva maestra televisione...

Vittorio ha detto...

Qualcuno che lavora nel settore può confermare o smentire? Che so, Vittorio?
Esistono termini tecnici in medicina che prevedono l'uso del termine "ablare", non ultimo ad esempio (una cosa nota a tutti) "l'ablazione del tartaro gengivale" (la rimozione delle placche calcifiche che si formano attorno ai denti dovute alla cristallizzazione della saliva). L'apparecchio deputato si chiama per l'appunto "ablatore" (tanto è vero che il correttore automatico di Firefox non lo segnala come errore, anche se LOL segnala "Firefox" come un errore!).
Anche in campo di radiologia interventistica esistono vari strumenti definiti "ablatori". Quindi in medicina credo che il termine sia corretto, in italiano corrente ... boh?

Epsilon ha detto...

Per Vittorio

Adp non mette in dubbio il termine "ablazione"; sostiene invece, a ragione ritengo, l'inesistenza formale della forma verbale "ablare".
Quello su cui ti chiedevo conforto riguardava solo l'uso del verbo nel vocabolario medico, almeno come uso colloquiale.

Peppe ha detto...

In campo del restauro esiste l'ablazione laser (laser ablation). In inglese dovrebbe esistere il verbo "to ablate" (che ho trovato sul Garzanti on-line). Magari è filtrato da settori tecnici che tendono ad italianizzare vocaboli inglesi (famoso il caso del termine "target", usato negli esperimenti di fisica delle particelle, che viene tradotto come "targhetta").

Vittorio ha detto...

No Epsilon, non ho mai sentito usare in gergo colloquiale il verbo "ablare", ma sempre e solo i sostantivi similari. Non viene inoltre nemmeno usato nei referti medici, si usa sempre "rimuovere", "tagliare" e simili.

Epsilon ha detto...

Quindi *ablare non è usato nemmeno ufficiosamente in medicina; la prima volta che mi capita lo dico a quei due o tre medici da cui ho sentito coniugare il verbo inesistente (un dermatologo e due suoi colleghi medici di cui però ignoro la specializzazione): mi sa che si sono contagiati tra loro.
Peccato perché aveva un bel suono :-)

Anonimo ha detto...

Magari è un gergo usato solo in un ospedale. Da alcuni medici ho sentito usare il termine "intramuscolo" per intramuscolare, e pensavo fosse riportata sui dizionari. Ma vedo che non è così.

Rado il Figo ha detto...

Peppe, comunque target è l'"inglesizzazione" del nostrano targhetta. Si riferiva ai pali medievali ed era il bersaglio da colpire (da qualcosa del genere si è tramandata anche la "Targa Florio").

Epsilon ha detto...

Tirando le somme Adp, dalla tua prima correzione ho dedotto come non si dica "ablare" ma "abligere"
:-)

Peppe ha detto...

@Rado il figo


target è l'"inglesizzazione" del nostrano targhetta


Acc... non ne ero proprio a conoscenza! Ho riportato l'esempio come il prof. lo raccontava :p

TizFX ha detto...

Aah La rivincita dei MòMò!!!!!! Finalmente qualcosa sotto casa mia!!!

Anonimo ha detto...

Per TizFX

Aah La rivincita dei MòMò!!!!!! Finalmente qualcosa sotto casa mia!!!

Chi sono i mòmò? Gli abitanti di Ponte Chiasso?

Anonimo ha detto...

E' stato ormai chiaramente dimostrato che l'uomo non è mai stato sulla Luna solo tu rimani a sostenere il contrario.
Mi spiace molto. Sono deluso.

Rado il Figo ha detto...

Acc... non ne ero proprio a conoscenza! Ho riportato l'esempio come il prof. lo raccontava :p

Anch'io :-)

motogio ha detto...

@Accademia dei pedanti ♂

Chi sono i mòmò? Gli abitanti di Ponte Chiasso?

Gli abitanti del distretto di Mendrisio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Distretto_di_Mendrisio#Curiosit.C3.A0

;)

Anonimo ha detto...

Per motogio

Chi sono i mòmò? Gli abitanti di Ponte Chiasso?

Gli abitanti del distretto di Mendrisio:


Non si finisce mai di imparare. :-|
Magari gli abitanti del distretto di Moesa sono i moemoè...

martinobri ha detto...

E' stato ormai chiaramente dimostrato che l'uomo non è mai stato sulla Luna solo tu rimani a sostenere il contrario.


Ssitema la punteggiatura, in modo da dare un senso (uno qualunque) a questa frase, e poi ti ascolteremo volentieri

Peppe ha detto...

@Rado il Figo


Anch'io :-)


Qualcosa mi dice che non abbiamo seguito il corso con lo stesso prof :D

motogio ha detto...

@Accademia dei pedanti ♂

Magari gli abitanti del distretto di Moesa sono i moemoè...

No, si dividono in mesolcinesi e calanchini; il mendrisiotto è l'eccezione che conferma la regola.


;)

TizFX ha detto...

@Accademia dei pedanti ♂
Chi sono i mòmò? Gli abitanti di Ponte Chiasso?


I mòmò sono gli strani abitanti che popolano il mendrisiotto.
Puoi considerarci come la versione Ticinese degli Hobbit ;-)

Vittorio ha detto...

Per Accademia
Magari è un gergo usato solo in un ospedale. Da alcuni medici ho sentito usare il termine "intramuscolo" per intramuscolare, e pensavo fosse riportata sui dizionari. Ma vedo che non è così.
Con molto ritardo (lavoro ed altro) ti rispondo che invece questo è un gergo abbastanza usato dalle mie parti, anzi è quasi la norma
"Fai quel antidolorifico per intramuscolo"

Rodri ha detto...

@ Aldebaran

E' stato ormai chiaramente dimostrato che l'uomo non è mai stato sulla Luna solo tu rimani a sostenere il contrario.
Mi spiace molto. Sono deluso.


Sorbole.
Riusciremo ancora a dormire, dopo questa incredibile rivelazione?

Paolo Attivissimo ha detto...

E' stato ormai chiaramente dimostrato che l'uomo non è mai stato sulla Luna solo tu rimani a sostenere il contrario.
Mi spiace molto. Sono deluso.


OBVIOUS TROLL IS OBVIOUS

Elena ``of Valhalla'' ha detto...

Perplimere non è uno strafalcione, è un neologismo che si integra perfettamente nella lingua italiana, contrariamente a molti altri anche di origine più elevata.

http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4409&ctg_id=44

Anonimo ha detto...

Per Elena ``of Valhalla''

Perplimere non è uno strafalcione, è un neologismo che si integra perfettamente nella lingua italiana, contrariamente a molti altri anche di origine più elevata.

A me fa ridere, il che è normale visto che è stato coniato da un comico. Se poi qualcuno proprio ne sentiva la mancanza prima della trasmissione Avanzi, io non me ne sono accorto. Prima del 1994 dicevamo "mi stupisco", "son perplesso", "mi sorprende" e simili, e stavamo benone.
Non è una posizione pregiudizialmente contraria ai neologismo creati in tv: uno dei primi Caroselli per un aperitivo a base di carciofo ha impresso nella lingua italiana "il logorìo della vita moderna". Certo, la frase fatta stufa in fretta; ma sarebbe mai sopravvissuta all'appiattimento una parola come logorìo senza il Calindri? :-)
Anche alcuni aggettivi creati per un'auto degli anni Ottanta (se non sbaglio da Giorgio Forattini), sciccoso comodoso risparmioso e scattoso, hanno avuto un effimero successo; sciccoso preesisteva alla pubblicità. Risparmioso oggi è registrato da alcuni dizionari (lo Hoepli, ad esempio).

Gwilbor ha detto...

Beh, essere perplessi non è la stessa cosa che essere stupiti o sorpresi.
Ed inoltre perplimere permette di usare una parola singola al posto di una perifrasi:

"L'ultima barzelletta di Berlusconi mi ha lasciato perplesso"

"L'ultima barzelletta di Berlusconi mi perplime"

Molto più comoda la seconda. E poi è assurdo avere un participio passato di un verbo che non esiste! Tempo fa ragionando sull'etimologia latina con un altra persona scoprì che il verbo corretto dovrebbe essere "perplicere". Ma dubito che messo ai voti con "perplimere" vincerebbe.

Anonimo ha detto...

Per Gwilbor

E poi è assurdo avere un participio passato di un verbo che non esiste!

Ma di esempi del genere ce ne sono a centinaia! Dobbiamo aspettare che un comico si sbizzarrisca in retroformazioni, e che poi la tv li diffonda come termini seri?
Fin dall'inizio della sua storia i dotti che scrivevano in volgare fiorentino hanno attinto al lessico latino per esprimere concetti che non trovavano nella lingua viva (e nei dizionari etimologici si chiamano "voci dotte"). Talvolta hanno ripescato un participio passato con valore di aggettivo o di sostantivo, ma non il verbo corrispondente, di cui non sentivano il bisogno: atto è la continuazione dotta di actus, participio passato di agere. Minuto, attraverso minutus, porta al latino minuere, rendere più piccolo.

Tempo fa ragionando sull'etimologia latina con un altra persona scoprì che il verbo corretto dovrebbe essere "perplicere". Ma dubito che messo ai voti con "perplimere" vincerebbe.

Non escludo che spulciando nel GDLI si trovi qualche esempio di scrittori del rinascimento che hanno usato perplicere. Solo, non hanno avuto il trampolino che ha avuto Corrado Guzzanti. All'epoca erano diffusi testi letterari che ficcavano a forza nella lingua italiana termini latini assolutamente superflui, ma che per strani casi sono in parte sopravvissuti alla lingua d'oggi. Un esempio estremo di questa usanza è il romanzo Hypnerotomachia Poliphili, di cui recentemente è stata pubblicata una traduzione in italiano corrente.

granmarfone ha detto...

Per quel che può valere, una notazione senza dati giacché non mi riesce di ripescarli:
ricordo di un articolo (credo su La Stampa) che citava il "dotto snobismo" di Giorgio Napolitano per il vezzo di usare i termini 'perplime/perplimere'.
Forse scritto in occasione del ventilato passaggio in successione di Berlinguer (1984) o alla nomina a Presidente della Camera nel 1992.

Anonimo ha detto...

Segnalo che Repubblica tv pubblica un resoconto della proiezione avvenuta in pubblico l'altro ieri, con un video fornito dal sito francese di Libération. Non potevano farselo dare direttamente dagli australiani? 0___0

http://tinyurl.com/258m7mf

Il commento che accompagna il video rivela un testo francese tradotta da chi il francese non lo conosce bene:

Il filmato era stato abbandonato negli archivi per oltre 40 anni ed era in pessime condizioni.

Era stato abbandonato negli archivi oltre 40 anni fa.

L'operazione di restauro ha richiesto una ricostruzione immagine per immagine tramite il trasferimento su un supporto numerico,

I francesi, più correttamente di noi, scrivono numérique. In italiano per audio e video si usa sempre digitale, un calco dall'inglese.

Il restauro ha richiesto mesi di lavoro delicatissimo, con la pulitura fotogramma per fotogramma

Qui sospetto un'inesattezza già nel testo originale, ma chiedo agli appassionati: il segnale proveniente dalla Luna venne registrato su nastro, non su pellicola. Per il restauro di un nastro magnetico si ripulisce il segnale, più che il fotogramma.

Neil Armstrong, il primo uomo ad aver camminato sul suolo lunare, era stato incaricato di comandare la prima missione lunare americana a bordo della capsula Apollo 11 insieme a Buzz Aldrin e Michael Collins. Si era posato sulla Luna a bordo del modulo Eagle nel luglio 1969, assicurandosi un posto nella storia dichiarando "E' un piccolo passo per l'uomo ma un grande passo per l'umanità"

Il virgolettato originale è "That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind". Il "ma" è un'aggiunta di tv.repubblica.it che spezza la magia della frase, secondo me.

Anonimo ha detto...

Che noia i messaggi bloccati per qualche quisquilia preimpostata da blogspot. Rimangono in coda di moderazione ore e ore.

motogio ha detto...

Accademia dei pedanti ♂

Il virgolettato originale è "That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind". Il "ma" è un'aggiunta di tv.repubblica.it che spezza la magia della frase, secondo me.

Il "ma" non è stato aggiunto da tv.repubblica.it ma è solo una brutta abitudine; nella traduzione in italiano, di quella famosa frase, c'è sempre stato, e anche in quella in francese:
« C'est un petit pas pour l'homme, mais un bond de géant pour l'humanité »

Pochi la traducono correttamente, anzi forse solo è solo Paolo a farlo.

…step for [a] man… Quella "a" messa tra parentesi invece ha una storia tutta sua:
One small mistake... The proof that Neil Armstrong got his famous 'One small step for man' Moon-landing line WRONG

Ps. Di quella "a" ne aveva parlato anche Paolo ma non ricordo dove.

Pss. Per Paolo: se vuoi la versione originale di quella frase ti bastano 55000 sterline:
One small note proves how astronaut Neil Armstrong fluffed his lines

;)

Anonimo ha detto...

Per motogio

Il "ma" non è stato aggiunto da tv.repubblica.it ma è solo una brutta abitudine; nella traduzione in italiano, di quella famosa frase, c'è sempre stato, e anche in quella in francese

Non direi, traduzioni giuste esistono eccome:

http://tinyurl.com/3xo242e .