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2008/09/09

L’uomo-albero esiste e si è fatto operare

Nuove immagini dell'"uomo-albero": non è una bufala, le cure sono in corso


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "mauro" e "arualb".

Ne avevo parlato in una puntata del Disinformatico radiofonico l'anno scorso: l'"uomo albero", le cui immagini piuttosto scioccanti hanno fatto il giro di Internet, non è un falso come hanno pensato in molti.

Esiste realmente: si chiama Dede Koswara, oggi ha 37 anni, vive in Indonesia a sud di Giakarta, ed è affetto dal papillomavirus umano, che in combinazione con un raro difetto genetico al sistema immunitario scatena la formazione incontrollata di escrescenze cornee, soprattutto alle estremità degli arti.

E' ora in cura da parte del dottor Anthony Gaspari, dell'Università del Maryland, ed è stato sottoposto a un primo intervento che ha rimosso da mani e piedi oltre due chili di escrescenze, permettendogli di nuovo di usare le mani e di camminare senza dolore.

Qui sopra lo vedete prima dell'intervento: il Telegraph pubblica qui un video più recente che mostra i progressi fatti da Dede e alcune foto delle sue attuali condizioni. Un esempio è qui sotto:



Il fatto che Internet sia piena di immagini-shock fabbricate e artefatte non significa che siano tutte false, anche quando hanno l'aria di essere impossibili. Qualunque fenomeno, anche il più strano, va accettato come autentico se le prove della sua esistenza sono proporzionate alla sua stranezza: affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie, come si suol dire, e di fronte alle prove straordinarie anche il più cinico dei cinici deve arrendersi.

Francamente, in questo caso, per il bene di Dede avrei preferito scoprire che si trattava di una messinscena fatta per raccogliere l'elemosina. Ma così va il mondo: la madre Natura tanto esaltata da una certa visione bambagiosa dell'esistenza è in realtà spesso una matrigna crudele.

TGcom, La Stampa pubblicano foto false di Sarah Palin

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "giuliom****" e "mauro". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Le foto-bufala della candidata repubblicana alla vicepresidenza continuano, e continuano soprattutto le figure patetiche delle redazioni dei media "tradizionali": quelli seri, quelli pagati per fare il mestiere.

Il TgCom ha infatti pubblicato una serie di foto di Sarah Palin descrivendole come "foto osé sul Web". Se è questo che i signori del TgCom definiscono osé, allora mi sa che hanno visto ben poco di Internet, ma lasciamo stare.

La cosa importante è che le hanno pubblicate senza alcuna formula dubitativa: anzi, questa, che vedete qui sotto, è presentata addirittura con la didascalia "Un'immagine del governatore in tenuta molto sexy (hottiesinthenews.com)". Nessun accenno all'ipotesi che potrebbe trattarsi di un falso.

E infatti è un falso clamoroso. Questa è la schermata del TgCom:


E questa è una foto di Sarah Palin in cui il volto e i capelli sono, guarda caso, assolutamente identici a quelli della foto pubblicata dal TgCom: in altre parole, la testa della Palin è stata presa dalla foto qui sotto e incollata sul corpo di qualcun altro (date un'occhiata all'aggiornamento più sotto).




Va detto che il ritratto in minigonna è un falso piuttosto ben fatto e almeno visivamente potrebbe ingannare l'occhio non allenato (fate un po' di pratica presso il Fake Detective, se le donne svestite non turbano la vostra sensibilità, e imparerete i trucchi classici dei falsi digitali). Il colorito della pelle del viso corrisponde a quello del corpo, la direzione delle ombre è grosso modo giusta, e i contorni del viso non sono ritagliati con l'accetta come lo sono invece nella falsissima foto della "copertina di Vogue" pubblicata addirittura in prima pagina da La Stampa:




Notate che La Stampa ha oltretutto tagliato il riferimento a The KoKon.com, senza chiedersi cosa ci facesse sulla copertina di Vogue l'indirizzo di un sito che non è altro che un blog politico personale.

Anche in assenza di tracce evidenti di fotomontaggio, resta il fatto che è piuttosto improbabile che la signora Palin faccia circolare foto di questo genere, e la provenienza delle immagini da un canale assolutamente non ufficiale e privo di ogni garanzia (come indicato esplicitamente nell'immagine stessa) avrebbe dovuto mettere in allerta la redazione. Non lo ha fatto, e questo significa che non sono stati fatti controlli adeguati: si è preferito sbattere il mostro in prima pagina.

I segugi di Internet hanno fatto quello che i dilettanti delle rotative non hanno saputo fare: per la foto in bikini, hanno innanzitutto notato che il fucile è in realtà un modello ad aria compressa, un giocattolino insomma, con il quale una cacciatrice di alci come la Palin difficilmente si farebbe ritrarre, e poi hanno trovato anche la foto originale su Flickr.


La ragazza dell'originale si chiama Elizabeth. No, non ho il suo numero di telefono, ma potete chiederlo all'autore della foto originale, che si fa chiamare Doctor Casino.

Anche la foto originale della testa della Palin è stata scovata, e WowoWow spiega come è stato realizzato il falso e come riconoscerne gli errori.

Ma che male fanno queste cose, direte voi? Sono equivoci innocenti. Nossignore: sono sintomo di un modo di lavorare scalcinato, dove la foto si pubblica fregandosene della fonte o dell'affidabilità, basta che faccia colpo. Basta che faccia vendere. E fallimenti come questi non solo minano la credibilità dei giornali, ma perpetuano falsità dalle quali è difficile liberarsi. Infatti nonostante le smentite, alcuni giornalisti della CNN credono ancora che le foto siano autentiche e vi basano le proprie valutazioni della Palin ("she looks good in a bikini clutching an AK-47, but is she equipped to run the country?").

Complimenti a tutte le redazioni coinvolte e grazie per la lezione di giornalismo. La prossima volta che sento uno di voi blaterare che i blogger sono inaffidabili e solo voi siete depositari della deontologia e degni di diffondere al volgo la Verità, un pernacchione accompagnato da queste foto non ve lo toglie nessuno. Anzi, potrei prendervi a randellate con la copia cartacea de La Stampa che mi è arrivata grazie a uno dei partecipanti all'incontro di Torino (perdonami, nella fretta mi è sfuggito il tuo nome, ma grazie di cuore per il trofeo).


2008/12/13


Grazie al motore di ricerca per immagini Tineye.com, ho trovato la foto dalla quale è stato tratto il corpo che indossa la minigonna e la camicetta: è una foto proveniente da un'asta di eBay.de. Le immagini qui sotto sono cliccabili per ingrandirle.




Fonti: Huffington Post, Snopes.com, Urbanlegends.about.com (uno e due).

Domani finisce il mondo, maledetti scienziati!

Panico da buco nero: il CERN scopre l'antiscienza


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ladyowl" e "giuliomozzi".

Come avrete letto su alcune testate come Repubblica, il Large Hadron Collider, il nuovo grande acceleratore di particelle del CERN vicino a Ginevra, ha già fatto le sue prime scoperte prima ancora di essere acceso formalmente.

Ha infatti consentito una misurazione estremamente precisa dell'antiscienza e del catastrofismo, oltre che della propensione dei giornalisti a sparare titoli da panico e chissenefrega delle conseguenze.

C'è infatti un gruppetto di eccentrici che sostiene che l'imminente attivazione dell'LHC produrrà dei cosiddetti "microbuchi neri", che potrebbero inghiottire la Terra alla stregua dei buchi neri ben più grandi rilevabili dagli astronomi. E naturalmente i giornalisti hanno dato interminabile risalto alle loro affermazioni da panico. L'inossidabile TgCom parla addirittura di "allarme dagli scienziati", come se ci fossero orde di occhialuti professori in camice che corrono strappandosi i capelli.

Nessuno di questi catastrofisti, a quel che mi risulta, è qualificato per esprimersi in materia di fisica delle particelle: il fatto di essere un ex addetto alla sicurezza dei sistemi nucleari, come lo è Walter Wagner, una delle persone che ha avviato una causa civile presso il tribunale di Honolulu, non significa nulla, esattamente come aver fatto il pedicure non consente di trinciare giudizi sulla chirurgia ortopedica e l'osteosintesi delle fratture.

Lo stesso dubbio di competenza vale per il professor Otto Rössler, che ha presentato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani: è un biochimico, e la fisica dei microbuchi neri è un tantinello al di fuori del suo campo di competenza, anche se a giudicare dal suo curriculum e dall'elenco delle sue pubblicazioni (disponibile su Wikipedia) ritiene di essere un valido tuttologo.

Quelli che invece maneggiano la fisica dei microbuchi neri da mane a sera per lavoro hanno liquidato queste teorie complottiste-catastrofiste in termini inequivocabili. Potete leggere qui le risposte alle domande più frequenti date dal professor Brian Cox del CERN; il sito del CERN risponde dettagliatamente alle questioni sollevate dai catastrofisti qui in inglese e in un PDF in italiano.

In estrema sintesi, la fisica come la conosciamo oggi (o meglio, come la conoscono i fisici delle particelle, anziché gli esperti improvvisati) documenta che non è neppure detto che si possano formare questi "microbuchi neri": se si dovessero formare, non comincerebbero a rosicchiare la Terra a partire da Ginevra, ma si dissolverebbero istantaneamente senza fare danno. Si tratta di buchi neri inimmaginabilmente microscopici (formati da un paio di protoni), la cui energia complessiva è paragonabile a quella di una zanzara che ci sbatte in faccia: niente a che vedere con i buchi neri astronomici. Lo stesso vale per gli altri pericoli paventati, come gli strangelet, le bolle di vuoto e i monopoli magnetici.

Non solo: collisioni di questo genere avvengono quotidianamente nell'atmosfera sopra le nostre teste grazie a madre Natura. L'LHC non fa altro che ricrearle in un posto più comodo, dove è possibile scattare delle istantanee per capire come funzionano questi fenomeni.

Cosa più interessante, l'eventuale formazione di "microbuchi neri" suggerirebbe piuttosto fortemente l'esistenza di dimensioni aggiuntive dello spazio. Ed è affascinante che la loro "evaporazione" sia stata scoperta da una persona totalmente paralizzata su una sedia a rotelle: Stephen Hawking, il cui corpo non può fare un passo ma la cui mente abbraccia i segreti più sconcertanti del cosmo. Dimensioni aggiuntive, buchi neri che evaporano: chi è che ha detto che la scienza non ha immaginazione e ammazza la poesia?

Comunque sia, se avete delle bollette in scadenza nei giorni successivi al 10 di settembre, data che i catastrofisti indicano come il momento dell'Apocalisse, vi conviene pagarle, perché in realtà il 10 settembre verrà semplicemente fatto girare un singolo fascio di protoni lungo l'anello dell'LHC, che misura 26 chilometri di circonferenza, e la potenza utilizzata sarà molto minore di quella normale prevista per l'anno prossimo. In altre parole, non succederà nulla, perché è solo un giretto di prova.

E se non vi fidate delle promesse degli scienziati, tenete presente una cosa: il mondo non può finire domani, perché il calendario Maya scade nel 2012, ricordate? E i Maya non sbagliano mai. Quindi siamo comunque al sicuro.

2008/09/07

Grazie! Qualche bella foto ricordo e il file della conferenza di Torino


Grazie a tutti coloro che sono venuti ieri sera all'incontro di Torino e per via del tempo incerto si sono stipati al coperto, anziché nella sede più ampia inizialmente prevista al Mausoleo. Ho visto prove di resistenza umana straordinarie :-)



Questi, per esempio, erano quelli che hanno chiesto di andare in bagno quando ho detto che la mia presentazione era composta da 576 slide.



Ed ecco il file della presentazione:



Se qualcuno ha ripreso la serata ed è così gentile da mandarmi i file da montare e postare su Youtube, lo faccio volentieri: purtroppo la mia telecamera ha dato forfait inatteso dopo una mezz'ora.

Grazie agli amici del CICAP e all'organizzazione della biblioteca per l'ospitalità e per aver saputo promuovere così bene l'incontro. Spero che chi c'era si sia divertito tanto quanto me: io avevo il vantaggio di avere acqua da bere per difendermi dal gran caldo, voi però avevate quello di potervi appisolare nel buio della sala...

2008/09/05

Sciachimisti a corto di prove, così le fabbricano

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "simone.savold****" e "cinziac***". L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Proprio pochi giorni fa, nei commenti riguardanti l'imminente conferenza a Lugano sul complottismo undicisettembrino alla quale prenderò parte, era sorta qualche perplessità sul divieto di riprese per evitare manipolazioni: suvvia, davvero i complottisti sono così invasati da rimontare le parole dette dagli esperti?

Ebbene sì. La risposta più eloquente è arrivata puntualmente dagli sciachimisti: a farne le spese è stato il chimico Simone Angioni, coordinatore del gruppo CICAP della Lombardia, con una serie di tagli a una sua intervista che non solo lo fanno sembrare in preda al delirio, ma gli fanno persino dichiarare che "sicuramente le scie chimiche esistono".

Succede nel video pubblicato qui su Youtube, a circa 5:15 dall'inizio. Stando ai dati di Youtube, il video sembra essere opera di Rosario Marcianò, in arte Straker. Già che c'è, Straker accusa Angioni di non essere un chimico, ma "un semplice studente", come potete vedere qui sotto.


Per fortuna esiste la registrazione originale delle dichiarazioni di Angioni, pubblicata da Radio Base, l'emittente dalla quale Straker ha tratto l'intervista. Angioni aveva detto una cosa assolutamente diversa:

Sì, sul discorso generale [le tecnologie apparentemente innocue possono essere trasformate in metodi letali] sono d'accordo, il problema è che scientificamente bisogna analizzare ogni singola affermazione. Non è che si può dire siccome Fermi ha inventato l'energia nucleare, cioè ha scoperto l'energia nucleare, e poi qualcuno ci ha fatto la bomba atomica, allora sicuramente anche le scie chimiche esistono. C'è un passaggio logico che non è immediato.

Visto? Siccome i sostenitori del presunto fenomeno delle "scie chimiche", nonostante anni di "ricerche" e infinite ore passate a partorire filmati tremolanti, non riescono a presentare uno straccio di prova che regga una minima valutazione da parte degli esperti, si sfogano come bambini isterici tagliuzzando le dichiarazioni dei loro "nemici".

Sull'accusa patetica di Straker che Angioni sia "un semplice studente" basta andare al sito dell'editore Wiley e consultare le pubblicazioni, dalle quali si può capire come stanno in realtà le cose (è laureato e dottorando).


O se preferite, date un'occhiata al sito dell'Università di Pavia. Angioni non è un "sedicente docente di chimica" come afferma Straker: non ha mai dichiarato di esserlo. Ha sempre dichiarato di essere un chimico. E prima che qualcuno cominci a strillare che non può chiamarsi chimico chi non è un professionista, si legga la Garzanti:

¶ s. m. [f. -a] studioso di chimica | professionista, laureato o tecnico, che applica le scienze chimiche in settori produttivi o di ricerca

Con quest'esempio credo sia ancora più chiaro il motivo per cui, a malincuore, dobbiamo vietare le riprese da parte del pubblico: perché non abbiamo a che fare con degli interlocutori che pongono interrogativi in buona fede e sono aperti al dibattito, ma con gente che si abbassa a giochetti squallidi che sono l'equivalente Youtube di scarabocchiare i baffetti sulla foto del compagno di classe che sta antipatico.

Chi in buona fede, non conoscendo la meteorologia e l'aeronautica, si è fatto sedurre dalla teoria delle scie chimiche deve a questo punto chiedersi se ha ancora senso fidarsi delle affermazioni di gentucola che si comporta in questo modo.

2008/09/04

Google Chrome ritratta la clausola mangiatutto

"Un errore" la clausola di Chrome che si mangiava il vostro diritto d'autore


La controversa sezione 11 della EULA inglese di Google Chrome, che si arrogava diritti d'autore su tutto quello che veniva prodotto e pubblicato attraverso Chrome, è stata riveduta e corretta: Google dice che è stato "un errore" usare del legalese tratto dalle EULA di altri prodotti. Ma non mi dite. Grazie a Stefano per la segnalazione.

Ci vediamo a Torino il 6 per bufale e antibufala?

Questo sabato (dopodomani, insomma) alle 21 sarò ospite del CICAP a Torino per una conferenza intitolata "Voci, bufale e leggende metropolitane" presso il parco del Mausoleo della Bela Rosin a Torino in Strada Castello di Mirafiori 0. L'incontro è aperto a tutti e gratuito. Se vi servono dettagli, contattate l'ufficio stampa del CICAP: telefono/fax 049-686870, e-mail ufficiostampa chiocciola cicap.org.

A proposito di bufale, davvero notevole quella in cui sono incappati La Stampa e il Corriere pubblicando l'immagine della falsa copertina di Vogue che raffigura Sarah Palin, la probabile candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Ennesima figura dei giornalisti "seri", quelli che sono pagati per fare il mestiere e che dovrebbero in teoria controllare le fonti (o almeno levarsi le fette di salame dagli occhi, perché il fotomontaggio della Palin è particolarmente evidente). Ne parla Massimo Mantellini qui, con foto della prima pagina del giornale. Se qualcuno ne avesse copia cartacea e me la portasse a Torino, sarebbe una piacevole aggiunta alla mia galleria di trofei di cacciatore di bufale. La Stampa s'è scusata.

Per gli appassionati di belle immagini astronomiche, segnalo la foto e l'animazione video della Luna che passa davanti alla Terra, scattata da 50 milioni di chilometri dalla sonda Deep Impact. L'immagine, oltre a essere splendida, rivela anche il vero colore della Luna, fonte di molti degli errori da cui nascono le panzane di chi nega gli sbarchi umani sulla Luna. Ne parlo nel blog Complotti Lunari.

Restando in tema, guardate il passaggio delle nuvole nel cielo di Marte. Visto dal suolo.

Un'ultima cosa di corsa: evitate per ora Google Chrome, il nuovo browser del nuovo Grande Fratello. Bello, veloce, leggero; ma è soltanto un browser, per l'amor del cielo. Per quanto sia tecnicamente interessante la scelta d'interfaccia e la modalità di sicurezza che isola le singole schede di navigazione, non è certo una rivoluzione. E' semmai un modo efficace per consentire a Google di fare le scarpe a Internet Explorer e associare il proprio potentissimo marchio anche alla navigazione nelle pagine Web.

Cosa ben più significativa, le condizioni di licenza, probabilmente scritte male da un avvocatucolo semiappisolato, per ora sembrano consentire a Google di ripubblicare e far proprio qualsiasi cosa pubblichiate su Internet tramite Chrome. E c'è già la prima falla.

2008/09/02

Cospirazionismo a Lugano, parlano i tecnici

I misteri dell'11 settembre spiegati dagli esperti


L'11 settembre prossimo, come preannunciato, si terrà a Lugano un incontro pubblico dedicato agli attentati del 2001 e al cospirazionismo che ne è scaturito.

L'appuntamento è confermato per le 18 all'Auditorium dell'Università della Svizzera Italiana, in via G. Buffi 13. I relatori saranno un ingegnere strutturista, un pilota di linea, un esperto di intelligence e il sottoscritto.

Nella prima parte dell'incontro, aperto a tutti e ad ingresso gratuito, i relatori presenteranno gli argomenti di loro competenza. Per evitare interruzioni e divagazioni avvenute in altre occasioni analoghe e consentire l'esposizione chiara delle relazioni, in questa fase non saranno accolte domande del pubblico.

Nella seconda parte si aprirà il dibattito con il pubblico e il moderatore raccoglierà spunti e domande dai presenti. L'incontro terminerà alle 20.

In considerazione del documentato rischio di strumentalizzazioni e manipolazioni, gli organizzatori hanno posto il divieto di ripresa audio e video (foto comprese) da parte del pubblico.

A tutela dei relatori, l'intero incontro verrà comunque videoregistrato per tenere traccia delle esatte dichiarazioni fatte dai presenti. Non è prevista la diffusione di questa registrazione.

Sarà allestita una zona specifica, discosta dal palco dei relatori e dal pubblico, per eventuali interviste radio e TV.

E' disponibile una cartina della città e una mappa dell'Università che, insieme alle istruzioni fornite dall'ateneo, consentono di raggiungere agevolmente l'Auditorium. Per ulteriori informazioni, siete pregati di contattare gli organizzatori presso micinque@gmail.com.

Attenti alla truffa della carta di credito!

Allarme per nuova truffa con carta di credito, "garantisce" la Banca d'Italia


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando da qualche tempo via e-mail una nuova segnalazione di pericolo riguardante le carte di credito, apparentemente garantita dalla Banca d'Italia e dalla Royal Bank of Canada: una volta tanto, non c'entra il loro uso su Internet, già attorniato da tali e tante paure da aver soffocato il commercio elettronico, ma una forma di truffa puramente telefonica.

L'appello ha un fondo di verità: il pericolo descritto è reale, ma i suoi garanti sono fasulli o involontari.

Ecco qui sotto un esempio dell'e-mail di allerta che sta circolando: le evidenziazioni e omissioni sono mie.

Sent: Tuesday, August 19, 2008 9:55 AM
Subject: Fw: NUOVA TRUFFA CON CARTE DI CREDITO

INOLTRIAMOLA A QUANTE PIU' PERSONE CONOSCIAMO, NE VA DELLA SICUREZZA DI TUTTI!

Da:

Una delle più importanti banche del Canada (più precisamente la Royal Bank of Canada) sta allertando tutti i propri clienti circa una nuova truffa ai danni di possessori di carte di credito (VISA, Mastercard, etc.) che si sta allargando a tutto il continente americano ed è molto prevedibile che prestissimo raggiungerà l'Europa...
OCCHIO, RAGAZZI !!!

La truffa si sta diffondendo dal Canada con velocità impressionante.
In particolare si tratta di un modo piuttosto furbo per truffare i possessori di carte di credito, poiché questi bastardi hanno già i numeri di serie della carte e quindi NON VI CHIEDONO IL NUMERO DI SERIE DELLA VOSTRA.

Questa mail potrà essere molto utile in quanto una volta capito come funziona la truffa sarete preparati e protetti dal pericolo.

Funziona cosí.

La persona vi chiamerà al telefono dicendo:
"Buongiorno, mi chiamo (Nome e Cognome) e La sto chiamando dall'ufficio antifrodi della VISA (oppure Mastercard, American Express, ecc.).
La mia matricola di funzionario VISA è la 12460.
Le telefono perché la Sua carta è stata segnalata dal nostro sistema di sicurezza per aver fatto un acquisto insolito e io sono qui per verificare insieme a Lei se si tratta di qualcosa di illegale oppure no.
Guardi, si tratta della Sua carta di credito VISA emessa dalla Banca.........
( vi dirà il nome della Vostra Banca)
Lei ha per caso acquistato recentemente dei biglietti aerei (o qualsiasi altra cosa) per 497.99 dollari (oppure Euro) da una società via Internet che ha sede in ....... ?"

Mentre voi risponderete di no, il falso funzionario continuerà dicendo:

"Guardi, Le spiego brevemente, si tratta di una società che stiamo tenendo d'occhio poiché effettua degli addebiti tra 297 e 497 dollari (Euro) per volta e restando sotto i 500 dollari non è facilmente controllabile, dato il gran numero di transazioni che effettua ogni giorno in tutto il mondo.
Ad ogni modo, se Lei mi conferma di non aver effettuato con la sua carta nessun acquisto Internet per biglietti aerei di questo importo, con il suo aiuto abbiamo potuto appurare che si tratta di un tentativo di frode e così questa somma Lei la vedrà addebitata sull'estratto conto del mese ma le verrà contemporaneamente eseguito lo storno per lo stesso importo non dovuto, così alla fine il saldo sarà pari.
L'estratto conto verrà inviato come al solito al Suo indirizzo che ci risulta essere Via........., è corretto ?"

E voi direte ovviamente di sì...

Allora lui/lei continuerà dicendo:

"Ok, a questo punto apro una pratica interna antifrode. Se Lei avesse qualsiasi domanda o chiarimento da chiederci, chiami il nostro numero verde 800 ........ e chieda dell'ufficio antifrodi Internet: quando un mio collega le risponderà, abbia cura di dargli il codice di questa pratica che è il .............. (vi darà un numero a sei cifre) così che potrà rispondere a tutte le sue domande. Ha annotato il codice della pratica? Vuole che glielo ripeta?"

A questo punto inizia la parte IMPORTANTE della truffa.

il falso funzionario vi dirà:
"un'ultima cosa ancora. Avrei bisogno di verificare se lei è davvero in possesso della sua carta: ce l'ha in mano in questo momento ?
Ok, allora dia uno sguardo ai numeri che trova sul retro: se guarda bene vedrà due numeri, uno di quattro cifre che è una parte del numero di serie della carta e l'altro di tre cifre (Codice di Sicurezza) che dimostra che Lei è in possesso della carta.
Queste ultime tre cifre sono quelle che vengono normalmente utilizzate per gli acquisti via Internet, poiché sono la prova che Lei possiede fisicamente la carta.
Me li può leggere per favore ?
"
Una volta che glieli avrete letti, lui dirà:
"Ok, codice corretto. Avevo solo bisogno della prova che la carta non fosse stata persa o rubata e che ne eravate ancora fisicamente in possesso.
Ha qualche altra domanda da farmi ?"
Dopo che voi avete risposto di no, lui risponderà:
"Molto bene, La ringrazio della collaborazione.
In ogni caso non esiti a contattarci per qualsiasi necessità: buongiorno."
E metterà giù il telefono.

Da parte vostra vi sentirete sollevati... hanno tentato di truffarvi, ma il solerte servizio antifrodi della VISA vi ha salvati in tempo.
In fondo non gli avete detto quasi niente di importante e lui non vi ha mai chiesto il numero della carta...

INVECE HA GIA' INCASSATO I VOSTRI SOLDI !

Già, perché gli avete letto i tre numeri del codice di sicurezza e CERTAMENTE li ha già usati per addebitare la vostra carta.

Infatti quello che i truffatori vogliono è proprio il codice di sicurezza a tre cifre sul retro della carta: gli altri dati se li erano già procurati, compreso il titolare, la data di emissione, di scadenza, il numero di serie della carta e persino il vostro indirizzo....
Mancava solo il codice di sicurezza !

Se vi dovessero chiamare con le modalità appena descritte, non date nessun riferimento e ditegli che chiamerete direttamente la VISA (oppure Mastercard, ecc.) per la verifica della conversazione:
le società che emettono le carte di credito NON VI CHIEDERANNO MAI DEI CODICI:LORO LI CONOSCONO PRIMA DI VOI !!!

Per favore, diffondete queste informazioni ai vostri familiari ed amici.

Manuela Russo

Banca d'Italia
Servizio Informazioni Sistema Creditizio
Largo Guido Carli, 1
00044 Vermicino - Frascati (Roma)

tel. +39.06.[omissis]
fax +39.06.[omissis]
[e-mail omesso]


I consigli dati dall'e-mail sono in sé validi: è indubbiamente pericolosissimo rivelare i codici sul retro della carta a sconosciuti che ci chiamano al telefono. Ma come farebbe un truffatore ad avere il numero di telefono del titolare della carta?

Procurarsi un numero di carta di credito non è difficile: basta sbirciare la carta di qualcuno al supermercato o in un negozio oppure usare un generatore di numeri di carta di credito (esistono programmi gratuiti che lo fanno). Anche il nome e cognome associati a quel numero sono abbastanza facili da ottenere, sempre sbirciando la carta o la sua ricevuta, nel caso di quelle a carta carbone che ancora si trovano in giro.

Ma da lì ad arrivare al numero di telefono, se il nome del titolare non è particolarmente raro (ehm), è piuttosto improbabile. In che città? In che stato?

In effetti esiste almeno un modo per ottenere tutte queste informazioni, e l'ho sperimentato personalmente, ma mi pare improbabile che si possa usarlo per truffe su vasta scala.

Ricordo infatti di essermi seduto nell'atrio di un bell'albergo in Inghilterra, qualche anno fa, dove un gentilissimo signore riceveva per telefono le prenotazioni e i relativi pagamenti. Per assicurarsi di avere i dati giusti (nome, cognome, carta di credito), li ripeteva al cliente. Ad alta voce. Naturalmente presi nota, puramente a titolo dimostrativo, e verificai che i dati erano validi. E lì mi fermai, prima che vi vengano idee strane.

Presso il sito della Royal Bank of Canada non ho trovato alcuna indicazione di quest'allarme, e il numero della Banca d'Italia citato come "garante" dell'allarme sembra valido. Ho contattato l'ufficio stampa della Banca d'Italia per avere maggiori dettagli e sono in attesa di risposta.


2010/02/13


Riprendo in mano quest'indagine perché a distanza di due anni l'appello continua a circolare. La Banca d'Italia non ha mai risposto. Tuttavia attraverso canali informali ho ricevuto conferma che nel 2008 esisteva realmente una Manuela Russo presso il Servizio Informazioni Sistema Creditizio ma non si occupava professionalmente di truffe tramite carte di credito. L'indirizzo postale mi è stato confermato come corretto.

Alcuni lettori mi hanno segnalato di aver contattato via mail la Russo, ottenendo una risposta che avvisa che l'appello in questione sta girando con i suoi riferimenti "in maniera del tutto arbitraria". La Russo ha dichiarato di non aver "mai scritto né diffuso questa mail". Un altro lettore segnala di aver scambiato mail con la Russo, che ha detto di aver ricevuto l'appello da "un [suo] amico poliziotto" e di averlo girato "all'interno dell'istituto" commettendo lo sbaglio di "dimenticare di togliere la firma che appare in automatico".

Sulla base di questi dati un po' contraddittori, sospetto che si tratti di un semplice garante involontario: una persona che ha ricevuto l'appello e l'ha inoltrato ad amici e colleghi per poi magari dimenticarsene, senza rendersi conto che gli estremi del proprio posto di lavoro, riportati in calce all'appello inoltrato, sono pertinenti all'argomento dell'appello e quindi sembrano essere una sua autenticazione autorevole.

Un altro esempio di garante involontario è la versione di quest'appello che circola "firmata" con gli estremi di un luogotenente del Nucleo Polizia Tributaria di Ferrara e diffusa da un mittente che risulta associato alla Guardia di Finanza.

Questo genere di invio di catene di sant'Antonio dall'indirizzo di mail del posto di lavoro causa spesso imbarazzi al datore di lavoro e guai alla persona citata come mittente. Di conseguenza è da evitare la loro diffusione, per non perpetuare il disagio delle organizzazioni e persone coinvolte. Questo non toglie che in questo specifico caso la sostanza dell'appello sia valida.

Sommersi dallo spam? Colpa delle iniziali

Il carico di spam personale dipende dalla lettera d'inizio del vostro account?


La BBC segnala che uno dei fattori che fa variare così tanto il carico di spam da utente a utente è la lettera iniziale dell'indirizzo di posta: le lettere A, M, S, R e P attirano oltre il 40% dello spam; le iniziali Q, Z, Y ne richiamano il 20%.

Lo studio è stato condotto da Richard Clayton, informatico della University of Cambridge, nel Regno Unito, sulla base di 500 milioni di messaggi di spam (e voi che pensavate di riceverne tanto).

La ragione della differenza è probabilmente il modo in cui gli spammer si procurano indirizzi da bombardare: usano, fra le varie tecniche, la generazione a caso degli indirizzi. Per esempio, se vogliono prendere di mira gli utenti del provider Esempio.com, generano tanti indirizzi premettendo a "@esempio.com" i nomi utente più comuni, che spesso sono nomi di battesimo. La relativa scarsità di nomi di battesimo, e in generale di parole, che iniziano per Q, Z o Y mette in fondo alle priorità degli spammer qualsiasi indirizzo che inizi con queste lettere.

Resta però un mistero nella ricerca del dottor Clayton: la lettera U è usata da pochissimi indirizzi reali, eppure quegli indirizzi ricevono oltre il 50% di spam. Come mai?

In attesa di risolvere questo dubbio, non correte all'anagrafe a cambiare il vostro nome e non scegliete Ylenia o Quintino come nomi per i vostri figli. Ve ne saranno grati.