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2009/11/18

[IxT] IxT RIP: che fine ha fatto la mia newsletter?

Ho da fare una comunicazione di servizio per tutti quelli che in questi mesi si sono chiesti come mai non ricevevano più la mia newsletter Internet per tutti: la ragione è semplice, non l'ho scritta.

Non ho più tempo di gestire iscrizioni, disiscrizioni, cambi di indirizzo e problemi di spam, e un numero crescente di lettori si trovava la newsletter bloccata da filtri antispam aziendali e altre delizie, per cui è giunto il momento di dire formalmente basta e chiuderla.

Quello che all'epoca aveva senso diffondere via mail ora è diffuso molto più efficacemente tramite questo blog e i suoi feed RSS.

Ringrazio moltissimo gli amici di Peacelink che in questi anni mi hanno ospitato e tutti coloro che in questi anni si sono iscritti per leggere la newsletter e hanno contribuito, con i loro commenti, a farla crescere. Per i nostalgici più morbosi, l'archivio dei miei deliri digitali resta online qui su Attivissimo.net. Abbiate clemenza.

Christopher Lee a Trieste; comandante ISS a Lecco

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sir Christopher Lee, Roger Corman e Bruce Sterling sono solo alcuni dei nomi celebri che saranno presenti in carne e ossa al festival Science+Fiction che si terrà a Trieste dal 22 al 28 novembre. Il sito della manifestazione è Scienceplusfiction.org e il programma è scaricabile qui in PDF.

Ci sarò anch'io, sia come fan per inginocchiarmi di fronte a Saruman (o Dracula, Conte Dooku, Zantor o uno dei mille altri personaggi mitici interpretati da Christopher Lee nella sua lunghissima carriera), sia come relatore sui complotti lunari insieme all'astronomo Andrea Bernagozzi (sabato 28 alle 18 all'auditorium del Museo Revoltella, in via Diaz 27).

Questo weekend vi va di incontrare un vero comandante di una stazione spaziale? Michael Fincke, astronauta ed ex comandante della Stazione Spaziale Internazionale, sarà a Lecco a partire da venerdì: terrà una lezione alle 14 presso la sede staccata della facoltà d'ingegneria aerospaziale del Politecnico di Milano, un incontro pubblico alle 17.30 all'Osservatorio di Brera (sede di Merate), e una conferenza in serata alla Sala Civica di Merate. Fincke parteciperà sabato e domenica alla AstronautiCON; sul sito trovate tutti i dettagli delle sue apparizioni insieme al ghiotto programma della manifestazione.

2009/11/17

Antibufala sull’influenza suina, mi date una mano?

Powerpoint sulla suina, serve un'indagine di gruppo


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando una presentazione PowerPoint, denominata solitamente L'affare dell'influenza A.pps, che propone una serie interminabile di affermazioni riguardanti l'influenza suina e gli oscuri complotti delle case farmaceutiche per guadagnarci.

Visto appunto il numero di affermazioni, tutte rigorosamente prive di fonti, non posso fare l'intero lavoro di verifica da solo. Mi date una mano? Io comincio a riportarne qui il testo, suddiviso in singole asserzioni, con le prime verifiche che ho fatto.

Il file è una traduzione italiana di un originale spagnolo: lo si nota dalle diciture in alcuni elementi grafici (come quello mostrato qui sopra) e dalla presenza del titolo El negocio de la gripe A nelle proprietà del file. Come indicato nei commenti (grazie Michele), il testo originale circola da tempo con l'attribuzione al "Dr. Carlos Alberto Morales Paità" (o Paitan) del "Children's Hospital" o "Hospital del Niño" di Lima, ma non è chiaro se sia davvero stato scritto da lui. Con quello stesso nome ci sono un account su Slideshare, un blog e un canale Youtube; altri siti hanno pubblicato il suo numero di telefono e altri dati. Altre informazioni su Paitàn sono nel sito del collegio medico peruviano, ma non c'è conferma che sia l'autore del testo citato nella presentazione.

Per risolvere la malaria basta una zanzariera


L’affare dell’influenza A

PANDEMIA DEL GUADAGNO

Quali interessi economici si muovono dietro l’influenza suina (influenza A)?

MALARIA

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di persone vittime della malaria che si potrebbe prevenire con una zanzariera.

E i notiziari non dicono nulla di questo.

I dati dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) parlano di "quasi un milione di morti", non due ("Every year, this leads to about 250 million malaria cases and nearly one million deaths."), ma non cavilliamo: sono comunque troppi.

L'appello sbaglia quando fa credere che basti una zanzariera comune per prevenire la malaria: l'OMS sostiene che ci vogliono quelle trattate con insetticidi a lunga durata e che occorre anche l'irrorazione interna delle abitazioni con insetticidi che persistono nel tempo. Quello che dura di più è il DDT. Una scelta di Sophie: morire di malaria o morire di DDT? Questioni che la presentazione, semplicisticamente, non considera.

Diarrea curabile con un siero


DIARREA

Nel mondo ogni anno muoiono due milioni di bambini e bambine di diarrea, che si potrebbe curare con un siero orale da 25 centesimi.

E i notiziari non dicono nulla di questo.

Il numero di morti sembra grosso modo confermato dai dati OMS, che però indicano che la diarrea non si cura semplicemente con un siero orale (la cui natura non viene precisata dalla presentazione), ma anche con interventi ben più complessi: soprattutto la disponibilità di acqua pulita, l'igiene personale e la corretta conservazione degli alimenti.

Dieci milioni di morti l'anno per morbillo e polmonite


Morbillo, polmonite, malattie curabili con vaccini a basso costo, provocano la morte di dieci milioni di persone nel mondo ogni anno.

E i notiziari non ne danno notizia …

Questi dati OMS riferiti al 2007 parlano di 197.000 morti per morbillo in tutto il mondo. Questi altri dati OMS indicano 1,8 milioni di bambini morti per polmonite ogni anno. Non ho trovato per ora dati che includano gli adulti.

L'aviaria ha fatto solo 250 morti in 10 anni


Però anni fa, quando è apparsa la famosa influenza aviaria…

… i notiziari mondiali sono stati inondati di notizie… fiumi di inchiostro, segnali di allarme…

Una epidemia, la più pericolosa di tutte!... Una pandemia!

Si parlava solo della terrificante malattia dei polli.

E comunque, l’influenza aviaria ha provocato solo la morte di 250 persone in tutto il mondo. 250 morti in 10 anni, che fa una media di 25 vittime all’anno. La comune influenza uccide mezzo milione di persone ogni anno nel mondo.

Mezzo milione contro 25.

Secondo i dati OMS, i casi confermati da esami di laboratorio di decesso per influenza A/H5N1 segnalati all'OMS dal 2003 al 24 settembre 2009 sono 262.

Inoltre l'agitazione intorno all'aviaria non era dovuta al numero di morti, ma alla sua letalità (262 morti su 442 malati, quasi 6 su 10, secondo gli stessi dati OMS) e al rischio che diventasse trasmissibile da persona a persona, senza l'intermediario animale.

Aviaria, scalpore per far arricchire la Roche


Un momento, un momento !!!
Allora, perché suscitò tanto scalpore l’influenza dei polli?

Perché dietro quei polli c’è un “gallo”, un gallo con un grande sperone.

La ditta farmaceutica internazionale Roche col suo famoso Tamiflú ha venduto milioni di dosi ai paesi asiatici.

Benché il Tamiflú fosse di dubbia efficacia, il governo britannico compró 14 milioni di dosi per la prevenzione della sua popolazione.

Con l’influenza dei polli, Roche e Relenza, le due grandi case farmaceutiche che vendono gli antivirali, ottennero migliaia di milioni di dollari di guadagno.

Tutti questi dati sono da verificare, ma già emerge un errore molto grossolano: Relenza non è una casa farmaceutica, né grande né piccola. È il nome commerciale di un farmaco, lo zanamavir, venduto dalla GlaxoSmithKline.


Dichiarazioni di un "esecutivo" della Roche


Prima con i polli e adesso con i maiali.

Sí!!!!, ora è cominciata la psicosi de
L’influenza suina (influenza A).

E tutte le notizie del mondo
parlano solo di questo…
Però non si dice niente della crisi economica né dei disoccupati nel mondo, né dei conflitti armati…

… solo l’influenza suina, l’influenza dei maiali…

E mi domando: se dietro i polli c’era un “gallo”… dietro i maiali… non ci sarà un “gran maiale”?


Guardiamo quello che dice un esecutivo
dei laboratori Roche…

ROCHE –R-: A noi preoccupa molto questa epidemia, tanto dolore… perciò, mettiamo in vendita il miracoloso Tamiflú.

GIORNALISTA –P-: E a quanto venderete il “miracoloso ” Tamiflú?

–R-: Bene, vediamo… 50 dollari la scatola.

–P-: 50 dollari una scatola di pasticche?

–R-: Capisce, signora, che… i miracoli si
pagano cari.

–P-: Quello che capisco è che queste
imprese avranno una buon incasso dal
dolore altrui…

Non vengono indicati nomi o fonti. Chi è questo "esecutivo"? Chi è il giornalista? Niente.


Roche rifiuta di concedere la produzione ad altri, subisce supermulte


Benché Roche riconosce di non avere la capacità per soddisfare la domanda mondiale di questa medicina, rifiuta di permettere che le ditte specializzate nel generico producano il farmaco. I guadagni per Roche promettono di essere astronomici.

Ancora una volta, affermazioni prive di qualunque fonte, che andrebbero verificate.

Questa ditta ha una storia nera in materia di responsabilità sociale. Fin dagli anni sessanta è stata coinvolta in scandali di superfatturazione, manipolazione dei prezzi e concorrenza sleale. Sette anni fa gli Stati Uniti e l’Unione Europea le imposero una multa di 500 milioni di dollari. Più recentemente Roche ha bloccato gli sforzi del Sudafrica per produrre una versione a basso costo dei suoi farmaci anti-HIV, minacciando di far causa a quel governo se avesse invaso la sua licenza.

La multa da 500 milioni di dollari, a cui si aggiunge quella della Commissione Europea di 462 milioni di euro, è documentata (Quackwatch.org cita la dichiarazione dell'Attorney General Joel Kline, del Dipartimento di Giustizia statunitense). La presentazione non dice che la multa si riferisce alla formazione di un cartello insieme ad altre ditte (BASF, per esempio) per alzare i prezzi delle vitamine vendute in pillole o aggiunte agli alimenti. La multa UE, che parla di collusione di ben 13 società farmaceutiche, è documentata da The Observer (Blowing the Final Whistle, 25 novembre 2001).

Lo stesso articolo dell'Observer cita qualche dato sugli scandali degli anni Sessanta: Stanley Adams passò documenti alla CEE (l'UE di allora) che mostravano lo stesso cartello dei prezzi e per questo fu arrestato come spia industriale dalle autorità svizzere. Fu detenuto per sei mesi e l'episodio spinse al suicidio la moglie.

Rumsfeld principale azionista della Gilead, che ha brevettato il Tamiflu


La ditta nordamericana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflú. Il principale azionista di questa ditta è niente di meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa del tanto male considerato George Bush, artefice della guerra contro l’Irak…

La Gilead Sciences è effettivamente titolare del brevetto sul Tamiflu (oseltamivir), il numero 5763483, che scade nel 2016 (fonte: WIPO, World Intellectual Property Organization). Nel 1996 la Gilead ha concesso alla Roche i diritti esclusivi sul brevetto.

Donald Rumsfeld non è il principale azionista della Gilead: non risulta neppure fra i primi venti, secondo dati di MorningStar.com. È stato membro del suo consiglio d'amministrazione dal 1988 fino al 1997, quando è stato nominato presidente (fonte: comunicato stampa Gilead), e si è dimesso da questa carica nel 2001 quando è stato nominato Segretario della Difesa nel primo governo Bush. Detiene quote azionarie della Gilead stimate fra i 5 e i 25 milioni di dollari (CNN, 2005).

Il Tamiflu non è approvato e ha ucciso 14 bambini, è vietato in Giappone


Gli azionisti delle case farmaceutiche Roche e Relenza stanno fregandosi le mani, sono felici per le loro vendite nuovamente milionarie con il dubbio Tamiflú. La vera pandemia è il lucro, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute.
Perché dubbio?

Serie indagini fanno notare che il TAMIFLU (farmaco che dicono curi l’influenza) comunque non ha ricevuto l’approvazione del miglior laboratorio di indagini dell’EEUU perché ha effetti collaterali e seri disturbi, specialmente nei bambini (provoca: convulsioni, delirio o allucinazioni, problemi neuropsichiatrici e infezioni cerebrali). In Giappone provocò la morte di 14 bambini e fu proibito.

Non viene indicata alcuna fonte di queste "serie indagini" e non viene indicato quale sia il "miglior laboratorio dell'EEUU" (sigla che forse sta per "Estados Unidos", ossia "Stati Uniti", visto che l'originale era in spagnolo e la traduzione italiana è dilettantesca).

Non ho trovato indicazioni di un divieto totale in Giappone, ma solo di un divieto all'uso nei pazienti fra 10 e 17 anni perché uno studio indica che è possibile che induca comportamenti deliranti nei giovani (fonte: UPI).

Non ho trovato conferme dei 14 bambini morti per aver preso il Tamiflu. L'unica notizia vagamente simile reperita finora è questa della Reuters del 2007, secondo la quale 15 giovani sono stati feriti o sono morti in incidenti correlati all'assunzione di Tamiflu, che potrebbe aver causato sintomi psichiatrici, per cui il Ministero della Salute giapponese ha ordinato all'importatore di sconsigliare ai medici la somministrazione agli adolescenti (non ai bambini). Ma l'accumulo di dosi per 25 milioni di pazienti non è stato fermato.

Un lettore, Marco, mi segnala che la vicenda "è sufficientemente nota in Giappone (anche se i casi sembrano essere 12 e non 14) ed è saltata fuori intorno al 2005 amplificata dal clamore provocato da una serie di suicidi che avevano coinvolto adolescenti sotto l'effetto del Tamiflù, che sui ragazzi giapponesi sembra sortire lo effetti simili all'LSD" (articolo in giapponese; comunicato della Chugai, società produttrice e distributrice del Tamiflu in Giappone; comunicato del ministero della salute giapponese.


Sperimentazione troppo corta del vaccino, distribuire gratis il Tamiflu


In estate sono stati elencati i primi vaccini contro l’influenza A per essere testati... Hey! Non era che lo sviluppo di un vaccino adeguato richiedeva anni di sperimentazione e prove cliniche?
Non sará che l’influenza suina non è più di un’influenza e che non è pericolosa? Non sará che ...? Continuate voi.

Esisteranno sempre minacce di pandemie di influenza, reali o create, e ci saranno sempre vaccini potenzialmente tossici che sono venduti come soluzione.
Comunque, il fatto è che la normale influenza in questo momento è molto più pericolosa dell’influenza suina e, vi siete occupati da vicino della comune influenza prima che i media cominciassero a parlare dell’influenza A?

Ma è quello che il marketing dell’influenza suina fa distrugge tutto.

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L’influenza si cura entro due settimane, idratazione, paracetamolo e riposo (una zuppa calda o un té al limone anche aiutano).

Le persone morte per l’influenza A, come quelle per l’influenza comune, hanno altri fattori di rischio e debilitazione che aggravano il loro stato e ne causano la morte.

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Non neghiamo le necessarie misure di precauzione che stanno prendendo gli Stati.

Ma se l’influenza suina è una pandemia così terribile come annunciano i mezzi di comunicazione, se alla OMS preoccupa tanto questa malattia, perché non dichiara che è un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione del farmaco generico per combatterla?

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L’effetto PANICO. Le foto nelle prime pagine dei giprnali, i marchi di organismi di salute e la pubblicità occulta nelle strade = Paura = Strumenti del marketing per vendere vaccini / antivirali = AFFARE.

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Ignorare il brevetto di Roche e Relenza e distribuire il farmaco generico gratuitamente a tutti i paesi, specialmente quelli poveri.

Questa sarebbe la migliore soluzione.

Ma questo non è un AFFARE.

Viene ripetuto l'errore di citare Relenza come se fosse una casa farmaceutica (è invece il nome di un farmaco). Non ha molto senso l'obiezione che "lo sviluppo di un vaccino adeguato richiedeva anni di sperimentazione e prove cliniche", perché i ceppi influenzali mutano stagionalmente e quindi qualunque vaccino antinfluenzale che attendesse anni sarebbe inutile e arriverebbe troppo tardi.

C'è una certa contraddizione nell'affermare che il Tamiflu ha gravi effetti collaterali, tanto da causare la morte di alcuni ragazzi, ma poi proporre di "distribuire il farmaco generico gratuitamente a tutti i paesi, specialmente quelli poveri". Anzi, questa addirittura "sarebbe la migliore soluzione".


Paranoia


Dopo aver detto tutto più chiaramente, ho una riflessione alla quale mi piacerebbe che si aggiungessero più persone:

Alle autorità chiedo per favore che…

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Non mi contagiate con la vostra paranoia, furbastri.

L'influenza comune uccide mezzo milione di persone ogni anno nel mondo e nessuno si preoccupa.

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MANDA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI, COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO AFFINCHÈ TUTTI CONOSCANO LA REALTA’ DI QUESTA “PANDEMIA”.

A dire il vero, la paranoia sembra provenire più da questo messaggio e dai media sensazionalisti che dalle autorità.

Come antidoto a questa pioggia di affermazioni sbagliate o prive di conferme, provenienti da un autore ignoto, suggerisco un giro sul sito di Medbunker e su Dillinger.it, dove i medici italiani hanno accumulato un congruo dossier su tutte le storie e le dicerie che girano intorno all'influenza suina.

Le cose che non colsi - 2009/11/17

Il bello della scienza e altre chicche. Ah, e Windows 7 si può crashare da remoto



La bella biglia blu. Questi qui sopra siamo noi, tutti noi, visti dalla sonda automatica europea Rosetta, mentre passa di nuovo vicino alla Terra per accelerare verso l'incontro con una cometa nel 2014. È un'immagine che possiamo vedere soltanto grazie alle missioni spaziali. La versione ad alta risoluzione è scaricabile qui sul sito dell'ESA.

Tutta una missione lunare in sei DVD. Ho acquistato il cofanetto della missione Apollo 16: sei DVD, materiale inedito a badilate, ventidue ore in tutto, per 85 dollari. Region-free e senza anticopia: si vede che è fatto da un fan per i fan. La recensione dettagliata è su Complotti Lunari.

Acqua sulla Luna, e anche tanta. L'impatto della sonda LCROSS del 9 ottobre scorso nel cratere lunare Cabeus ha trovato una quantità "significativa" d'acqua. SpaceFlightNow riferisce che nel materiale sollevato dall'impatto, che ha prodotto un cratere largo circa 20 metri, sono scaturiti circa 94 litri d'acqua. Il sospetto è che non si tratti di acqua assorbita nel terreno, ma di vere e proprie masse di ghiaccio, accumulatesi nelle zone perennemente in ombra in fondo ad alcuni crateri presso i poli lunari. Altre info sono su CNN.

Poltrone nello spazio (o quasi). Un bell'esempio di marketing virale: una sedia e una telecamera HD vengono lanciati con un pallone sonda e raggiungono i 98.000 piedi (29.800 metri). Già fatto, direte voi: ma l'aggiunta surreale della poltroncina (fatta in balsa per restare nei limiti di peso delle norme FAA) offre un termine di riferimento percettivo che conferisce profondità alle immagini.



Shuttle di nuovo in orbita, riprese spettacolari. Ieri è partita la navetta Atlantis. Segnalo questo video che riprende un decollo precedente anche da un'angolazione rara: quella dei booster. Vedere la navetta che si sgancia dai booster è una scena che sembra presa di peso da un film di fantascienza. Ma è la realtà, e lì dentro c'è della gente. Peccato che questi siano gli ultimi voli dello Shuttle e non ci sia in vista nessun rimpiazzo.

Star Trek inedito. Rispunta una versione alternativa del secondo pilot della serie classica di Star Trek, con sigla, titoli e dialoghi d'apertura differenti. Sarebbe, a quanto pare, la versione che fu presentata alla NBC e che spinse l'emittente a produrre la serie, ma fu modificata prima della messa in onda. Se ne sapeva già qualcosa (video di alcune scene differenti), ma secondo un comunicato citato da Avmaniacs.com, un collezionista tedesco che ne aveva una copia su pellicola 35mm è riuscito ad attirare l'attenzione della CBS e della Paramount in tempo per restaurarla e includerla nell'edizione Blu-Ray della serie.

Frattali 3D. L'immagine qui sotto non mostra il virus dell'influenza suina o un nanomungo da sciachimista visto al microscopio elettronico: è un frattale tridimensionale. Altre immagini di rara bellezza, generate dalla matematica, sono insieme a questa su Skytopia, che spiega come si è arrivati alla scoperta di queste forme che si pensava fossero soltanto bidimensionali.


Grattacieli crollano per cedimento di un singolo piano come l'11/9. I complottisti undicisettembrini dicono che le Torri Gemelle non potevano crollare fino a terra per il cedimento di un solo piano: la struttura avrebbe frenato e fermato il crollo. Dalla Francia arriva un crollo doppio che li sbufala. I dettagli e il video sono su Undicisettembre.info.

Baco Mac ammazza-account risolto. Ricordate il difetto di Mac OS X Snow Leopard che cancellava i dati dell'account principale se si faceva login come Guest? Figuraccia cosmica. Ora l'aggiornamento alla versione 10.6.2 risolve il problema insieme a una quarantina di altri bachi.

Megafalla in Windows 7. Ne scrivo appena ho tempo, ma comincio a segnalarvi un po' di fonti: lo spiegone dello scopritore, il test, l'articolo di ZDNet, l'advisory di Microsoft. Chiudete le porte TCP da 135 a 139 e la 445, dicono gli esperti citati da The Inquirer.

GPS in kit con precisione di 1 centimetro. Su una beagle board, nientemeno. Tutte le istruzioni sono consultabili qui.

Esoscheletro motorizzato funzionante. Si chiama HULC, e non a caso: permette di camminare senza fare fatica e di portare pesi normalmente insostenibili a lungo. Impara ad assecondare i movimenti dell'utente e poi ne moltiplica la forza. Prova pratica con video.

2012 bufala, nuova FAQ della NASA. La trovate qui per contrastare i deliri che circolano su Internet grazie anche all'uscita del film 2012. Ehi, gente, è un film. Datevi una calmata.

2009/11/13

OpenOffice.org a quota 100 milioni

Italofoni in testa nell'uso di OpenOffice.org


Un bel traguardo: cento milioni di download soltanto per la versione 3 della suite gratuita OpenOffice.org per scrivere testi, creare presentazioni e gestire fogli di calcolo e database usando software libero e formati aperti. Il PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org) segnala in particolare che l'Italia è il paese dove OOo, come lo chiamano per brevità i suoi utenti affezionati, è più diffuso: i download superano addirittura il numero di PC venduti, con otto milioni di copie scaricate, di cui 855.000 soltanto a settembre 2009.

È un dato notevole, superiore al 10 per cento degli italofoni, significativo anche perché lingue molto più diffuse a livello internazionale, come il francese e il tedesco, si attestano intorno all'8 per cento. Secondo dati del PLIO, sommando le installazioni in ambito MacOS e Linux, la quota di mercato mondiale di OpenOffice.org nel settore delle suite supera il 15%, e l'Europa è parecchio più avanti rispetto agli USA nell'adozione di questo software.

Le ragioni che spingono questi utenti privati, aziendali e istituzionali (il Comune di Bologna è un notevole esempio) a scegliere OpenOffice.org rispetto alle suite concorrenti sembrano essere principalmente due: il costo, sia diretto (non c'è nulla da acquistare, si scarica e basta) sia indiretto (non ci sono problemi di bollini per la gestione delle licenze e non ci sono controlli antipirateria), e il formato aperto (XML e standard ISO), che permette di garantire la leggibilità a lunghissimo termine e su qualunque sistema operativo dei file generati da OOo e di non imporre a clienti e utenti l'acquisto di un software per leggere i documenti generati dall'azienda o dalla pubblica amministrazione.

OpenOffice.org non è sempre la soluzione ideale; l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha tentato la migrazione, ma non c'è riuscita per la resistenza degli utenti e per le particolari esigenze di sicurezza dell'agenzia. Ma per molti utenti che non custodiscono segreti nucleari è un'opzione da considerare, e provarla non costa nulla: date un'occhiata alle FAQ in italiano e alla pagina di download italiana per Mac, Windows e Linux. Se siete utenti Mac, provate anche NeoOffice, che si basa su OpenOffice.org e che per certi versi risulta maggiormente integrata nell'ambiente Mac OS X.

Cento milioni. Se penso alla mezza schifezza dalla quale è nato, ossia StarOffice 5.2, OpenOffice.org è decisamente il brutto anatroccolo che comincia a diventare cigno.

Murdoch minaccia il ritiro da Google

Murdoch: Google deve smettere di citare i miei articoli. Google: RTFM, nonno


È strano vedere quali notizie informatiche “bucano” la barriera d'attenzione dei media generalisti e ne vengono pubblicati e quali no: mostrano due visioni totalmente differenti del mondo digitale.

Per esempio, tutte le principali testate generaliste hanno annunciato la notizia che Rupert Murdoch ha protestato perché Google pubblica nei risultati delle proprie ricerche anche i brani pertinenti degli articoli del Sun, del Wall Street Journal, del Times e dei tanti altri giornali di proprietà della società News Corporation di Murdoch. Il magnate dei media australiano dice di voler quindi trovare la maniera di vietare a Google di farlo, e poi rendere accessibili soltanto a pagamento le proprie testate online.

Le dichiarazioni di Murdoch provengono da un'intervista per Sky News Australia, disponibile in video su Youtube (che, ironicamente, è di proprietà di Google).

Ma mentre i media che non si occupano in modo specialistico di Internet strillano la notizia (BBC, Repubblica, Corriere), da quelli informatici si leva uno sbadiglio collettivo. A parte il suicidio mediatico di una scelta come quella minacciata da Murdoch (oggi non essere su Google è come non esistere) e la domanda spontanea su quanti siano realmente disposti a pagare per le notizie online quando ci sono altre testate che le offrono gratis, c'è infatti un fatterello tecnico che si chiama robots.txt.

Se Murdoch non vuole che Google indicizzi i suoi siti, non deve far altro che impostare sul server un file robots.txt di due righe, come spiegato per esempio su Robotstxt.org. Una tecnica utile per chiunque voglia creare un sito che deve restare nell'ombra per qualunque ragione.

Infatti Google ha prontamente risposto con un educatissimo equivalente dell'RTFM (“read the f***ing manual”, ossia “leggiti il f****to manuale”): esistono dei “semplici standard tecnici” da usare. “Gli editori mettono i propri contenuti sul Web perché vogliono che vengano trovati, per cui sono pochi quelli che scelgono di non includere il proprio materiale in Google News e nelle ricerche nel Web. Ma se ci dicono di non includerlo, non lo includiamo... Se gli editori vogliono che i loro contenuti siano rimossi specificamente da Google News, devono soltanto dircelo”.

Sembrano esserci solo due spiegazioni al gesto di Murdoch: o è completamente sconnesso dalla realtà delle dinamiche della Rete e pensa ancora di poter fare il bello e il cattivo tempo, oppure è tutto un bluff per farsi pubblicità o per chiedere soldi a Google accusandola di rubare contenuti. Google ha risposto al bluff invitando Murdoch a passare all'azione, se fa sul serio. Media vecchi contro media nuovi: adesso sì che la notizia diventa interessante.

Rick Astley invade gli iPhone sbloccati

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Finalmente un virus anche per iPhone. Perché lasciare agli altri tutto il divertimento di avere uno sconosciuto che ti entra nel telefono e gli fa fare quello che gli pare? Ora anche gli utenti del cellulare feticcio di Apple (che è un buon telefonino, ma non tanto da venerarlo come fanno alcuni, specialmente chi non ce l'ha) possono vedere soddisfatta questa lacuna.

Arriva infatti dall'Australia un vero e proprio worm autopropagante: ogni iPhone infetto cerca altri iPhone attraverso la rete telefonica e si installa in quelli che trova. Ma il titolo di Apple in borsa non è precipitato e non c'è alcuna pandemia cellulare, perché il worm ha i denti limati.

Infatti funziona soltanto sugli iPhone ai quali è stato applicato un jailbreak, letteralmente una “fuga dal carcere”, ossia ai quali è stata rimossa la protezione messa da Apple per bloccarne alcune funzionalità e vietare all'utente di installare software non approvato dalla società della mela morsicata. E fra gli iPhone con jailbreak, colpisce soltanto quelli ai quali è stato installato il programma SSH e non è stata cambiata la password di amministratore supersegreta, ossia alpine. State cominciando a sbadigliare?

Ma Graham Cluley di Sophos procede inesorabile nella descrizione di quello che si candida ad essere il worm più fiacco della storia: vale la pena parlarne lo stesso, perché oltre a essere un proof of concept (una dimostrazione di fattibilità) mi offre lo spunto per raccontare un po' di folklore internettiano.

L'unico danno che fa questo programma autoreplicante, infatti, è cambiare lo sfondo dell'iPhone infettato, mettendovi una foto del cantante Rick Astley e la dicitura “ikee is never going to give you up”. Un chiaro riferimento a una delle canzoni di maggior successo di Astley, Never Gonna Give You Up, annata 1987, ma un chiarissimo messaggio per i conoscitori del folklore di Internet: il worm è un rickroll, ossia una presa in giro, secondo una tradizione scoppiata nel 2007.

Il rickroll consiste nel fornire, durante una conversazione online, un link che sembra portare a qualcosa di altamente desiderato o provocatorio (per esempio il celebre video in cui Carla Bruni si sfila le mutandine e le porge maliziosamente a Sarkozy durante una funzione pubblica, credendo di non essere ripresa) ma che in realtà porta al video della canzone di Rick Astley. L'arte del rickroll sta nel creare una descrizione del link che contiene un vago indizio della sua natura burlesca, che verrà ignorato a causa della concitazione e del desiderio evocati dalla descrizione stessa. Il divertimento sta nel vedere quanta gente ci casca. Tanta, a quanto pare: il video di Astley su YouTube usato solitamente per i rickroll ha superato quota 21 milioni di visioni.

Ma torniamo alla parte tecnica del worm. Non ci sono per ora segnalazioni di infezioni al di fuori dell'Australia; non funziona sugli iPhone e iPod touch non sbloccati (senza jailbreak); richiede che sia installato SSH e che non sia stata cambiata la password di default. Se riesce a installarsi, cerca altri iPhone nelle stesse condizioni e li infetta. L'analisi di Sophos indica che si tratta di un worm dimostrativo sostanzialmente innocuo, ma nulla vieta di usarne il canovaccio per creare versioni più aggressive.

Va detto che cambiare lo sfondo del cellulare è comunque un'intrusione non autorizzata in un dispositivo informatico, ossia un reato punibile in molti paesi, e può avere un costo non banale, sia per ripristinare lo sfondo desiderato, sia per la paura di furto di dati che può evocare. È comunque un forte richiamo a fare attenzione quando si modifica un apparecchio: se non si sa esattamente cosa si sta facendo, c'è il rischio di farsi male esponendosi inconsapevolmente ad attacchi ben più gravi di un video degli anni Ottanta che parte a sorpresa.

Fissare le capre e ucciderle? Cominciamo dai criceti

Il vero uomo che fissa le capre


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La storia raccontata nel film L'uomo che fissa le capre, sugli schermi dei cinema in questi giorni, è talmente demenziale e assurda che molti penseranno che si tratti di un parto dell'allegra fantasia di George Clooney. Ma in realtà il film si basa su una storia vera, e non c'è di che star tranquilli.

Non tanto per le capre: per carità, quelle non corrono alcun pericolo. Ma per noi, perché la vicenda rivela le follie di certi governanti e militari ai quali sono affidate, che ci piaccia o no, le sorti del mondo.

Prendete per esempio il generale Hopgood, il personaggio che nel film vuole attraversare i muri con il pensiero. Esiste veramente. Si chiama Albert Stubblebine ed è un ex major general dell'esercito degli Stati Uniti. La sua vicenda e le sue credenze a dir poco eccentriche (dalla levitazione alla telepatia alla presenza di macchine aliene su Marte) sono documentate dalla sua frequentissima partecipazione a programmi americani come l'Alex Jones Show, popolato da persone che sostengono per esempio che il governo USA stia cospirando per l'uccisione in massa dei propri cittadini (ci sarebbero campi di sterminio già pronti, costruiti dalla FEMA).

E fin qui pazienza, direte voi. Ha le proprie credenze, frequenta degli svitati, che male fa? Il problema è che Stubblebine intraprese gli esperimenti sull'attraversamento dei muri con l'avallo delle autorità militari. Membri delle forze speciali furono realmente chiamati a fissare capre con l'intento di ucciderle con lo sguardo, perché fra i militari c'era chi pensava che la cosa potesse funzionare ed essere applicata in guerra per far fuori il nemico e attraversare impunemente le sue difese. E Stubblebine, pur avendo queste idee, fu mantenuto a capo dello United States Army Intelligence and Security Command, che si occupava di spionaggio, controspionaggio e intercettazioni.

Lo spezzone che potete vedere qui sotto è tratto dal documentario The Men Who Stare at Goats, di Jon Ronson, e mostra Albert Stubblebine che spiega la sua teoria di come si attraversano i muri: gli atomi sono per lo più spazio vuoto, per cui basta allineare gli spazi vuoti degli atomi del corpo con quelli del muro, e il gioco è fatto. Questo viene detto da un ex militare laureato in ingegneria chimica.



Stubblebine, fra l'altro, è uno degli esperti di Giulietto Chiesa nel video “Zero”, che sostiene varie tesi di complotto intorno agli attentati dell'11 settembre, come raccontato in dettaglio nel blog Undicisettembre.info. Il mondo è piccolo.

L'altra persona nel video è Guy Savelli, che afferma di aver condotto esperimenti militari per uccidere delle capre con il pensiero e mostra una videocassetta di questi test. Poi spiega di aver ucciso recentemente il proprio criceto con lo sguardo, e ne mostra un video.

La realtà, insomma, supera la fantasia ancora una volta. Divertiamoci con l'ultima fatica cinematografica prodotta da Clooney, ma ricordiamoci che chi mette in posti chiave gente che fissa le capre è chi ha in mano il bottone nucleare.

Michael Shermer presenta un bel commento al film su Skepticblog, dando alcune cifre: l'esercito USA spese 20 milioni di dollari nel programma Star Gate per colmare il presunto “divario paranormale” rispetto all'Unione Sovietica. E secondo Wired, le forze armate statunitensi spendono tuttora milioni in Reiki, meditazione trascendentale e “bioenergia”. Il consiglio di Shermer, che condivido, è di non fermarsi alla fantasia del film ma scoprire l'incredibile ma ben documentata realtà del documentario di Jon Ronson. Se non riuscite a procurarvelo, leggete il suo libro, inizialmente presentato in italiano con il titolo Capre di guerra e oggi ripubblicato con lo stesso titolo del film.

Il manuale operativo del First Earth Battalion (chiamato New Earth Army nel film), ossia il gruppo di soldati paranormali propugnato da Stubblebine e colleghi, è scaricabile. Da non perdere. Gli anni Settanta erano l'epoca del mettere i fiori nei cannoni, ma di fronte a certi sprechi sarebbe interessante sapere cosa c'era invece nelle canne.

2009/11/12

Filtri per mail e Web, quali usate?

Domani alle 13 sarò ospite di Rete Uno della RSI, nel programma La consulenza, per parlare di filtraggio di posta e siti Internet per evitare minacce informatiche, distrazioni, spam e contenuti inopportuni per i minori. Si parlerà di whitelist, graylist, blacklist, software locale e software presso i provider, e tecniche di elusione di queste barriere a volte ossessive ed eccessivamente restrittive.

Quali sono le vostre esperienze in proposito? Ci sono argomenti specifici che vorreste sentire trattati? Aneddoti comici che volete condividere (come il famoso caso dei medici costretti online a parlare di “tumore alle poppe” perché la parola “seno” era in lista nera?) Parliamone nei commenti.

La trasmissione sarà ascoltabile in diretta in streaming sul sito di Rete Uno.

2009/11/11

Valentin Redux; Leonov debunker

Torna Valentin; cosmonauta racconta di Gagarin, sbufala i lunacomplottisti


Sapete il russo? Allora vi chiedo di verificare che in questo video di Russia Today Alexei Leonov, celeberrimo cosmonauta russo, dica davvero quello che gli attribuisce confusamente in inglese l'articolo, ossia dettagli sulla morte di Yuri Gagarin e sul programma N-1 sovietico (quello che doveva battere gli americani nella corsa alla Luna) e le sue opinioni sui lunacomplottisti. Se è giusta la metà di quello che scrive Russia Today, le dichiarazioni di Leonov sono ghiottissime. Purtroppo la testata russa non brilla per serietà, per cui occorre una verifica attenta.

Intanto dalla Russia, puntuale come ogni inverno grazie alle numerose segnalazioni dei lettori, arriva un appello che ricalca molto lo stile del mitico spammer Valentin Mikhaylin, il finto povero che chiede soccorso per il freddo ma in realtà frega soldi alla gente di buon cuore:

Da: Elena [mailto:elengal@yemail.ru]
Inviato: martedì 10 novembre 2009 21.54
A: [omissis]
Oggetto: E-mail from Russia

Hi,

My name is Elena, I have 32 year and I writing you from a province in Russia. I working in city bibliotheca and I can use computer afterwards work if possible. We are having serious problem and I decided to write you this desperate letter.

I have little daughter Anghelina, she is 8 years old, her father abandoned us and we inhabit together with my mother.

As outcome of deep crisis lately my mother miss job (a shop where she used to work has been closed) and our position became dreadful.

Prices for gas and electricity is very high in our region and we can not use it to heat our home anymore.

It is very cold already in our province and temperature becoming colder each day. We very much distressed and we havenot experience what to do.

Now we can use only one way to heat our home - it is to use portable wood-firing oven which supply with heat with burning wood (fire). We have many wood in our province and this oven will be heating our household entire winter for minimal charges.

The problem is that we cannot buy this oven in our local market since it monetary value 8139 ruble (equivalent of 191 Euro) and we cannot afford it.

In case if you possess any old transferable wood-fire oven and if you finished to use it, we will be very happy if you can donate it for us and organize shipping of this oven to our address (200 km from Russian capital). This ovens usually different and weight about 100kg.

I wait for your answer.

Elena with family.
Rusia


Perché sospetto fortemente che sia Valentin? Perché si tratta di una versione modificata dell'appello che circolava a ottobre 2007: la nuova versione mantiene il canovaccio della commovente storia ma omette, guarda caso, i riferimenti alla città di Kaluga e l'indirizzo postale, che erano invece presenti nell'edizione 2007 ed erano gli stessi di Valentin. Li omette, presumibilmente, perché sono parole chiave utili per verificare in Google l'appello o per includerlo nei filtri antispam. E l'indirizzo elengal ricorda molto il nome dell'identità 2007 di Valentin, Elena Galitsina.

Suggerirei quindi di mandare un cordiale saluto a Valentin Mikhaylin presso elengal@yemail.ru, chiamandolo con il suo vero nome, per fargli sapere che non siamo scemi e che la gente che vuole fregare il prossimo non ci va a genio. Mi raccomando: fatelo da un indirizzo sacrificabile o da un mailer come Deadfake.com.