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2008/07/04

Boba Fett interpreta Flashdance

Digitale? A che serve, quando si ha talento?


Imperdibile per chi è appassionato di Guerre Stellari e di effetti speciali. Se siete della vecchia scuola, saprete quanta sofferenza ci sia dietro l'animazione a passo uno (stop motion). Se non lo sapete, documentatevi e piangete. Due sole parole: Ray Harryhausen.

Poi consolatevi con questo video:




Quando vi siete asciugati le lacrime dal ridere e avete confessato a voi stessi che avete riconosciuto a memoria tutti i passi di Flashdance e che siete quindi figli degli anni Ottanta e ne andate sommessamente fieri, riguardatelo e apprezzate la carrellata. Fatta a passo uno, spostando la telecamera un millimetro alla volta.

Quando si ha talento e fantasia, per far ridere bastano un pupazzo, un tavolo da cucina, un'idea originale e tanta, tanta pazienza. Hai sentito, George Lucas?

2008/07/02

Antibufala: I-Doser, gli MP3 che ti drogano?

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Due righe veloci e preliminari per rispondere ai tantissimi che mi stanno segnalando l'allarme per dei presunti brani MP3 in grado di produrre gli stessi effetti di una droga. Il caso sembra aver preso vita da questo mirabile articolo di TGcom:

Il fenomeno si chiama I-Doser ed è nato negli Stati Uniti e sta sbancando in Europa, dove ha attecchito soprattutto in Spagna, per poi diffondersi in modo rapido anche negli altri paesi. Italia compresa.

"Sbancando"? Siamo sicuri? Nessuno degli addetti ai lavori che ho contattato sapeva nulla di questo fenomeno prima dell'uscita di questo pezzo del TGcom. Su che basi si afferma che sta "sbancando"? Ci sono forse retate segrete di giovani trovati inebetiti con l'iPod ancora conficcato nelle orecchie? Un dato statistico, pagando la differenza, si potrebbe avere?

L'allarme è stato lanciato dal GAT il Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, che ha scoperto la novità nei blog e nei forum dove i giovani si scambiano informazioni. Le community online, infatti, sono i luoghi di spaccio della cyber-droga, che riproduce gli effetti delle sostanze tradizionali, ma è ovviamente diversa per la modalità di somministrazione. Non va nè ingerita, nè inalata, tantomeno fumata. Basta scaricare il software I-Doser, rilassarsi e indossare le cuffie.

Le nuove cyber droghe, infatti, sono normali file in mp3. "Agiscono sulle onde a bassa frequenza - ci spiega il colonnello del GAT Umberto Rapetto - soprattutto quelle che vanno dai 7 ai 13 hertz, ossia le frequenze della fascia di lavoro del cervello. L'orecchio assorbe questi suoni che non riesce a distinguere e che, nella maggior parte dei casi, sono mescolati a musiche psichedeliche".

La spiegazione è un po' confusa, perché fa sembrare che i suoni in questione siano a 7-13 Hz, frequenze che però praticamente nessuna cuffia è in grado di riprodurre (di certo non quelle normali).

Nota: il testo originale dell'articolo di TGcom diceva "dai 7 ai 13 hertz", come ho scritto qui sopra; poi è stato corretto in "dai 3 a 30 hertz". Grazie ad Alberto per la segnalazione.

In realtà si tratta di binaural beat: due suoni, a frequenze udibili e riproducibili dalle cuffie normali, e leggermente differenti l'uno dall'altro come frequenza: per esempio, uno è a 300 Hz e l'altro è a 307. Ascoltati in cuffia, in modo che uno solo dei due suoni raggiunga ciascun orecchio, producono un terzo suono per battimento. Per fare un paragone stiracchiato, è come se vi arrivasse un mi in un orecchio e un fa nell'altro e il vostro cervello generasse una nota che è la differenza fra il mi e il fa.

Prosegue TGcom:

Come qualsiasi mp3, i file droganti sono recuperabili attraverso i programmi peer to peer o in alcuni siti appositamente creati per diffondere l'I-Doser.

Vero: si trovano nei circuiti P2P file audio di questo genere. Ma sono davvero droganti? Ne ho scaricati alcuni tramite amici e li ho ascoltati in cuffia. Non hanno prodotto alcun effetto, se non quello di una notevole irritazione (in gergo tecnico, orchiclastia), perché non è musica: è rumore fastidiosissimo. Ma qualcuno di coloro che ne parlano li ha provati ed ha verificato che danno sballo, ha della letteratura medica a supporto, oppure si tratta dell'ennesima stupidata inventata da chi non capisce granché di tecnologia e usa queste cose per vendere fumo o per criminalizzare chi usa il peer to peer?

Già vedo le orde di madri angosciate che staccano la connessione a Internet ai loro preziosi fiocchi di neve "perché dall'Internet ci passa la droga". Mi sa che se c'è qualcosa che manda in pappa il cervello, non è la droga via MP3, ma la disseminazione incauta di notizie come questa.

Ma andiamo avanti.

Lo spaccio virtuale segue gli stessi meccanismi di quello convenzionale. "L'I-Doser all'inizio viene regalato come una dose tradizionale, scaricare i file è quindi gratuito. Dopo, per procurarsela bisogna pagare", dice il colonnello Rapetto. "E su questo si può immaginare anche una speculazione del crimine organizzato, sebbene ci sia una fondamentale differenza rispetto alle droghe tradizionali: le dosi virtuali sono utilizzabili più volte".

Spero che il colonnello Rapetto sia stato citato in modo inesatto dalla giornalista (Viviana Pentangelo), sapendo bene che il virgolettato nel giornalismo italiano non è necessariamente indicatore di una citazione letterale. Lo spero, perché la faccenda, detta in questi termini, fa nascere spontanea una serie di obiezioni ovvie: se le dosi virtuali sono utilizzabili più volte, che speculazione criminale ci può mai essere? Da quando i criminali sono così cretini da spacciare prodotti che non creano dipendenza dal pusher? E se sono file MP3 scaricabili gratis dal P2P, che senso ha dire che per procurarseli bisogna pagare? Io per procurarmi le mie "dosi" per l'esperimento non ho dovuto pagare niente.

Ma la perla più bella è questa:

E ancora diversamente dal mercato convenzionale delle droghe, non esistono divieti per l'I-Doser, che è dunque legale in quanto non regolamentato.

Ma non mi dite. E allora, se è legale, perché se ne dovrebbero occupare le forze dell'ordine, lanciando addirittura un allarme? Non c'è nessun altro problema più importante di cui occuparsi?

Non è finita:

Per ora non è stato accertato quali danni possa arrecare la cyber-droga, nè se dia dipendenza. "Il fenomeno è agli albori", afferma Rapetto. "Chi diffonde i file sostiene che non ci siano effetti collaterali, che le dosi provocano delle semplici sbornie, ma è bene che a stabilirlo siano i medici".

In altre parole, questi MP3 sono legali, non costano nulla e in realtà nessuno sa se siano davvero efficaci o, men che meno pericolosi (e a quanto mi risulta, non fanno assolutamente nulla, altro che sbornia). Allora, di preciso, per quale ragione si sta scatenando tutto questo cancan? Già che ci siamo, non vogliamo lanciare anche un allarme sociale per il potenziale danno visivo prodotto dall'accostamento di viola e rosso nei vestiti? Istituire un corpo di vigilanza contro l'uso dei calzini dentro i sandali? Mobilitare una task force contro l'uso della k al posto del ch negli SMS e nella mail?

Poi il colonello mette in guardia: "L'I-Doser potrebbe diventare un nuovo fenomeno sociale. Ora non siamo in grado di dire quali ripercussioni possa avere su chi ne fa uso, ma se dovesse avere gli effetti degli stupefacenti, la cosa potrebbe diventare pericolosa. E allora è necessario il coinvolgimento di tutte le realtà competenti, dai ricercatori agli psicologi".

Ben detto. La parola chiave è "competenti". Perché mi sa che finora, di veramente competente in materia non ha aperto bocca ancora nessuno. Probabilmente perché se lo fa, gli scappa da ridere.


2008/07/02 14:00


La "notizia" dilaga. Grande invenzione, il copiaincolla, vero? Gli articoli si clonano e si ibridano. Ne parlano Il Messaggero, Il Tempo, il Corriere della Sera, Panorama e La Stampa. La notizia è arrivata anche in Svizzera su Ticinolibero.ch. Ma di dati concreti, finora, manco l'ombra. In compenso, Panorama dice che fra i file in questione c'è anche quello che produce un “effetto orgasmico”, dal quale prende il nome.

Qualcuno che legge i quotidiani online spagnoli sa confermare se davvero questo fenomeno sta "sbancando" anche in Spagna?

Il Messaggero dice di aver "riportato notizie date in una conferenza stampa del nucleo specializzato della Guardia di Finanza", che è il GAT. Ma di questa storia non sembra esserci traccia, né nel sito della GdF generico, né in quello specifico del GAT (che merita un premio speciale per essere il sito più irritante della storia, con tre, dico tre, animazioni Flash prima di arrivare ai contenuti e una grafica ferma al 1980). Nei comunicati stampa della GdF non c'è nulla.

Ho già inviato richieste di chiarimenti in giro, ma se qualcuno riuscisse a fornire qualche dettaglio su questa conferenza stampa (dove e quando si è tenuta, per esempio) e magari avere il testo originale di quello che è stato detto, gliene sarei grato. Sto cercando di parlare direttamente con Rapetto per avere il quadro reale dei fatti direttamente dalla fonte, ma per ora devo mettermi in coda.

Vittorio, de La Stampa, mi dice che la notizia a loro è arrivata dall'ANSA, ma non si sa chi abbia scritto la notizia per l'ANSA, né se l'ANSA abbia davvero presenziato alla conferenza stampa (che però la GdF non ufficialmente mi ha descritto come comunicato stampa, non come conferenza). Boh.


2008/07/02 17:20 – Dietrofront e vittime illustri


Colti in flagrante delicto, comincia il dietrofront. Il Messaggero (grazie a chi l'ha segnalato nei commenti), o meglio l'ANSA, interpella un esperto, che liquida senza mezzi termini tutta la storia come una "trovata commerciale" che sfrutta "la credulità e la voglia di sballo a ogni costo di alcuni ingenui giovani cibernauti". Suoni o musiche che producano gli effetti delle droghe? Non se ne parla nemmeno.

Il fenomeno, che inizialmente si diceva stesse "sbancando" in Europa, ora è improvvisamente ridimensionato da Rapetto stesso: "non è ancora quantificabile, abbiamo trovato diversi siti e forum che ne parlano, le pagine si sono moltiplicate, la gente ne parla, vuol dire che c'è un interesse crescente". Certo. Su Internet c'è anche gente che si eccita per le foto dei piedi di Maria de Filippi, ma da lì a dire che c'è un interesse crescente e che è il caso di mobilitare la GdF, il passo è un tantinello lungo. A dire il vero, prima che i media ne parlassero gonfiando la notizia, questa storia non se la filava nessuno. Sicuramente i titolari di I-Doser.com saranno grati di tutta questa pubblicità gratuita.

Non poteva mancare l'accenno all'ipotesi dei "messaggi subliminali" che potrebbero annidarsi in questi file audio. Decisamente si sente rumore di unghie sui vetri. Speriamo non si accorgano che sui CD di Pupo c'è il codice a barre che compone il simbolo 6-6-6 di Satana. Altrimenti chi li ferma più.

Non mi soffermo sugli altri dispositivi acustici citati da Rapetto come esempi a supporto del possibile rischio di questi file audio: usano princìpi e potenze totalmente differenti.

Ho chiesto telefonicamente all'ufficio di Rapetto di mandarmi una copia del comunicato stampa riguardante questi file "droganti", per vedere cosa ha davvero detto la GdF, ma finora non s'è visto nulla.

Da La Stampa (che ringrazio) ho ricevuto invece la segnalazione di questa chicca inviata in redazione dall'ANSA ieri, che segnala la prima vittima illustre di questa che ormai possiamo definire tranquillamente bufala DOC: Antonio Mazzocchi, Questore della Camera dei Deputati e Presidente dei Cristiano Riformisti. Dice infatti il Mazzocchi: "Siamo a dir poco allibiti dall’allarme lanciato dalla Guardia di Finanza sull’esistenza di una droga che viaggia su Internet e che trasmette delle onde al cervello che simulano gli effetti delle sostanze stupefacenti". Una controllatina ai fatti prima di bersi qualsiasi scemenza e fare dichiarazioni no, vero?

Macché: Mazzocchi rincara la dose, secondo l'ANSA: "non è concepibile che ogni computer che abbiamo in casa o in ufficio si possa trasformare in un potenziale spacciatore. Per questo chiediamo che oltre all’intervento della Gdf, anche la Polizia Postale si attivi al più presto per fermare questo fenomeno".

Giusto. Bravo. Spegniamo Internet e andiamo tutti a casa a giocare col Pongo, che è meglio. E che nessuno dica a Mazzocchi che nel computer si possono vedere le donne nude e le caprette che fanno ciao, mi raccomando, altrimenti gli viene il coccolone.

E se non bastasse la dimostrazione d'incompetenza tecnica e d'imprudenza: "Come Cristiano Riformisti, dopo la campagna contro la pedofilia telematica, certamente attiveremo iniziative di sensibilizzazione sull’argomento. Un genitore quando regala un pc al figlio - conclude - deve poter essere sicuro di ciò che sta facendo. Dovremo fare in modo di staccare la spina a chi vuol drogare i nostri giovani anche tramite internet".

Io avrei una proposta più modesta: staccare la spina dello stipendio a chi si trova in posizioni di responsabilità e autorità eppure rigurgita scempiaggini di questo calibro.

Consoliamoci con questa presa in giro della pseudonotizia fatta già ieri da Radio Popolare (nell'ultimo quarto del file MP3).


2008/07/09: qualche fonte scientifica su cui meditare


A proposito dello sbancare in Spagna annunciato inizialmente dai media, Luigi (che ringrazio) mi segnala che la pagina della tecnologia di El Pais non reca traccia di questa storia e che cercando "i-doser" nel motore di ricerca del sito non viene trovato nulla.

Vincenzo e Roberto mi segnalano invece quest'analisi, con fonti scientifiche di riferimento, pubblicata su tnt-audio.com: lasciando da parte l'equivoco iniziale su come vengano generati gli infrasuoni (non dalla cuffia, ma dal battimento), che è dovuto alla domanda a cui risponde l'analisi, la spiegazione è molto chiara. Ho omesso alcuni passaggi per sintesi (indicati dai puntini di sospensione) e per indurvi a leggere tutto anziché la citazione.

...quel che è vero è che la Musica ed i suoni abbiano grande influenza sulla psiche. Ne avevamo già parlato nel 2002, in un editoriale dal titolo "Sesso, droga...e rock'n'roll?. E' piuttosto noto che certi suoni, ad esempio, causino irritabilità, altri disorientamento e vertigini in soggetti particolarmente sensibili. Ad esempio, la risonanza causata dai potenti flussi dell'aria condizionata può raggiungere frequenze molto basse e pressioni sonore elevate, in certe circostanze (grandi superfici tipo i centri commerciali). Personalmente, mi capita di soffrire di leggere vertigini in un centro commerciale della mia città...e solo in quello (e non in altri). Quando l'aria condizionata è spenta invece tutto OK.
Non è poi un mistero che le forze armate (specie negli USA) abbiano sperimentato e stiano ancora sviluppando le cosiddette "bombe sonore" o "armi sonore" che utilizzano gli ultrasuoni o gli infrasuoni. Un esaustivo trattato scientifico su quest'ultimo argomento e sugli effetti dei suoni sugli esseri viventi, può essere letto qui (scritto dal fisico sperimentale Jürgen Altmann)
In definitiva: che i suoni possano interagire con il cervello è provato, che possano alterare l'umore pure (e tutti noi appassionati lo sperimentiamo ogni giorno), che la convinzione di assumere una droga possa suggestionare così tanto da sentirne effetti del tutto inesistenti anche (il ben noto effetto placebo)... Sarebbe stato sufficiente leggersi le FAQ del sito del produttore della "droga" I-Doser (che peccato, sono in inglese!) per capire che:
  1. Gli effetti si sentono SOLTANTO con l'ascolto in cuffia. NON si possono usare altoparlanti esterni o, peggio ancora, altoparlanti da PC, come invece è stato riportato anche dai TG nazionali (sic!). Tutto si basa su un trucchetto che sfrutta l'utilizzo di segnali diversi in ogni canale, generando dei "battimenti". Consiglio di leggere la documentazione sul sito SBaGen, il Binaural Beat Brain Wave Experimenter's Lab, dal quale proviene il "motore" su cui si basa il software I-Doser. Tale sistema è comunque noto ai musicisti sin dalla notte dei tempi. Ad esempio, volendo evitare la costruzione di canne d'organo troppo grandi per riprodurre frequenze molto basse, talvolta si realizzano due canne a distanza di quinta che, suonando contemporaneamente, creano l'illusione di un terzo suono più profondo. Parimenti ben noto ai musicisti è l'esistenza del famoso "terzo suono di Tartini" ('700).
  2. ... In effetti, l'importante è che il ragazzino "creda" di sballare, l'effetto placebo farà il resto. Tutti ricordano i classici scherzi fatti facendo fumare agli ignari amici qualunque cosa ma lasciando creder loro che fosse marijuana purissima, per poi sentire i racconti di fantastici "trip" del tutto immaginati e frutto della più pura suggestione....
  3. Non è necessario usare volumi sonori elevati, anzi questi sono sconsigliati dalla I-Doser stessa. Quest'ultimo aspetto fa però un po' a pugni con le curve sperimentali di Fletcher & Munson e successivi (Fletcher, H. and Munson, W.A. (1933) J. Acoust. Soc. Am. 6:59; Robinson, D.W. and Dadson, R.S. (1956) Br. J. Appl. Phys. 7:166) secondo le quali per sentire decentemente anche solo i 20 Hz occorre usare pressioni sonore abbastanza elevate (si cerchino le curve di F&M in rete per un riferimento).
Tirando le somme, è IMPOSSIBILE che i suddetti "effetti" si possano ascoltare senza hardware elettroacustico apposito, come il sito del produttore tende a precisare, tra l'altro. Il fenomeno dei binaural beats è ampiamente studiato da oltre 150 anni (Heinrich Wilhelm Dove - 1839). Quanto poi questi "battimenti" riescano ad influenzare le onde cerebrali è materia di ampia discussione, ci sono numerosi articoli scientifici sull'argomento. Più realisticamente, quando qualcuno dichiara di sentire l'effetto, è almeno parzialmente vittima di un effetto placebo unito all'influenza che i suoni - di qualunque tipo - hanno sul nostro cervello.

Hwgadget riferisce di aver scaricato e analizzato i file, con risultati molto interessanti (efficacia zero e battimento tutto da dimostrare). Cito, ma leggete tutto l'articolo:

...e’ vero che [nei brani di I-Doser] esistono dei battimenti, ma da qui a sostenere che nel segnale globale si riescano a creare realmente frequenze cosi’ basse ce ne corre assai. Vi e’ un miscuglio sonoro armonico sommato con rumore bianco o rumore rosa in cui, soltanto in alcune porzioni temporali, si riscontrano dei battimenti per differenza di frequenza; per il resto trattasi unicamente di suoni new age con rumori ad ampio spettro sonoro.

La psicologa Giulietta Capacchione (qui il suo blog e CV) ha scritto un bell'articolo che traccia la storia e chiarisce i limiti scientifici di questi brani "allucinogeni". Cito:

Non è facile trovare della letteratura scientifica attendibile, ma soprattutto indipendente, sull’argomento e che dirima chiaramente la questione se questi suoni siano effettivamente efficaci.
La scientificità dell’ipotesi della sincronizzazione delle onde cerebrali è acclarata: la Stanford University ha realizzato, nel 2006 e 2007 due simposi (Vedi qui e qui) in cui sono stati presentati i risultati delle più recenti ricerche sperimentali e le prospettive cliniche della sincronizzazione delle onde cerebrali attraverso suoni, ma anche luci e onde elettromagnetiche.
Quello che mi pare sia ancora dubbio è la capacità della tecnica dei battiti binaurali, così come è proposta, di produrre questa sincronizzazione.
Alcuni recenti studi scientifici che ho consultato, in banche dati non linkabili, riportano risultati dubbi, altri suggeriscono la possibilità che la tecnica possa produrre qualche effetto, scarica qui il mio pdf, ma nessuno parla di esiti "stupefacenti" neppure lontanamente.

Consiglio vivamente di scaricare e leggere il PDF in questione, che è un'ottima fonte di letteratura scientifica sull'argomento.


2008/07/10: evapora anche la "conferenza stampa"?


Molti degli articoli che hanno riportato la notizia hanno parlato di una "conferenza stampa", durante la quale sarebbe stato presentato il problema di i-Doser e compagnia. Ma continuano ad arrivarmi segnalazioni private di vari redattori di questi articoli che affermano di non aver partecipato ad alcuna conferenza stampa ma di aver ricevuto un comunicato stampa dalla GdF. Anche fonti interne alla GdF mi dicono che non c'è stata una conferenza stampa, ma soltanto un comunicato stampa.

Inoltre i lanci ANSA dell'1/7/2008 alle 16:42 e 17:28 (che non posso pubblicare per ragioni di copyright) dai quali molte redazioni hanno tratto la notizia non parlano né di "conferenza" né di "comunicato", ma parlano genericamente di un allarme "arrivato" o "lanciato" dalla GdF. Ho chiesto alle redazioni delle testate coinvolte di farmi avere una copia di questo fantomatico comunicato, ma finora nessuno lo ha fatto.

Eppure il Messaggero parla esplicitamente di una "conferenza stampa del nucleo specializzato della Guardia di Finanza".


2008/09/29: Rapetto scrive degli "imbufaliti cacciatori di bufale"


È già da qualche tempo che mi arrivano segnalazioni di questo articolo a firma di Umberto Rapetto su Datamanager.it. Le allusioni al sottoscritto non mancano: anche se non viene fatto esplicitamente il mio nome, il riferimento ai "cacciatori di bufale" e a "Urla e strepiti dei condottieri della crociata antibufala" non lascia molto spazio alla fantasia (ma leggete sotto).

Francamente mi sembrano toni inutilmente astiosi e pesanti. Se ci sono dei fatti, basta che vengano presentati e documentati. Finora non si sono visti, e i test empirici hanno dato risultati che smentiscono l'"alert" dato da Rapetto. Per questo io e altri ci siamo permessi di avanzare dubbi.

Non solo: come Rapetto ben sa, prima di scrivere l'articolo ho cercato ripetutamente di contattarlo telefonicamente (era troppo indaffarato con altre comunicazioni) e ho chiesto ai suoi assistenti di farmi avere il testo originale del comunicato stampa per sapere esattamente chi aveva detto cosa. Non è mai arrivato nulla, né sono mai stato richiamato.

Oggi ho contattato Datamanager per chiedere un chiarimento sull'articolo di Rapetto. Spero che questa volta qualcuno sia abbastanza cortese da rispondere invece di spendere tempo in prolisse ma poco costruttive allusioni.


2008/09/30: Rapetto richiama e chiarisce


Ho appena terminato una piacevole chiacchierata telefonica con il colonnello Rapetto, che ha chiarito che non sono io la persona alla quale alludeva nel suo articolo e ha promesso di inviarmi tutta la documentazione necessaria per arrivare al nocciolo della questione. Sembra fuor di dubbio che la colpa del can-can mediatico sia da attribuire ai giornalisti troppo affamati di sensazione (anche loro hanno le loro droghe virtuali). Da quello che mi ha preannunciato, gli sviluppi della vicenda dovrebbero essere particolarmente interessanti. Maggiori dettagli a breve.

Cerchi nel grano, demo in pieno giorno oggi in TV

Come si fa un cerchio nel grano?



Il CICAP mi segnala che il programma Top Secret di Rete 4 ha chiesto al CICAP di tracciarne uno davanti alle telecamere, in pieno giorno e senza alcun segreto, per spiegare al pubblico le tecniche costruttive.

Il servizio andrà in onda nella puntata dedicata agli UFO, questa sera (2 luglio) alle 21.10.

La fila di quelli che "ma i veri cerchi nel grano sono differenti e contengono le mosche scoppiate e la radioattività e gli steli sono curvati ma non spezzati e il cellulare non prende" comincia qui, grazie.

2008/07/01

Bill Gates punito dal proprio software

2003, Bill Gates si sfoga: Microsoft non funziona nemmeno a lui



Mail autentica di Bill Gates, datata 2003. La fonte è questa; se qualcuno ha (comprensibili) dubbi sull'autenticità della mail, è depositata agli atti del processo antitrust Comes vs. Microsoft tenutosi nell'Iowa (PDF qui; altre info qui). Eccola tradotta in sintesi. La grammatica sconnessa e i tempi verbali pseudorandom sono quelli dell'originale. Garbage in, garbage out.

Da: Bill Gates
Inviato: Mercoledì 15 gennaio 2003, 10:05 AM
A: Jim Allchin
Cc: Chris Jones (WINDOWS); Bharat Shah (NT); Joe Peterson; Will Poole; Brian Valentine; Anoop Gupta (RESEARCH)
Oggetto: Flame sul degrado sistematico dell'usabilità di Windows

Sono molto deluso di come l'usabilità di Windows stia arretrando e i gruppi di gestione dei programmi non spingano sulle questioni di usabilità.

Lasciate che vi racconti la mia esperienza di ieri.

Ho deciso di scaricare (Moviemaker) e comperare il pacchetto Digital Plus... così sono andato a Microsoft.com. Hanno un posto per i download e ci sono andato.

Le prime 5 volte che ho usato il sito, è andato in timeout mentre cercava di far comparire la pagina di download. Poi sono riuscito a farla comparire dopo un ritardo di 8 secondi.

Questo sito è così lento da essere inutilizzabile.

Non era nei primi 5, per cui ho espanso gli altri 45.

Questi 45 nomi sono completamente incomprensibili. Fanno sembrare limpidi nomi come C:\Documents and Settings\billg\My Documents\My Pictures.

Non sono filtrati dal sistema.. e così molte cose sono strane.

Sono andato alla sezione Media. Ancora niente Moviemaker. Ho digitato "movie". Niente. Ho scritto "movie maker". Niente.

Così mi sono arreso e ho mandato un e-mail ad Amir dicendogli: dov'è questo download di Moviemaker? Esiste?

Così mi hanno detto che usare la pagina di download per fare il download di qualcosa non era una cosa che avevano previsto.

Mi hanno detto di andare al pulsante di ricerca della pagina principale e digitare "movie maker" (non 'moviemaker'!).

Ci ho provato. Il sito era pateticamente lento, ma dopo 6 secondi di attesa è comparso.

Ho pensato che a questo punto avrei visto sicuramente un pulsante per andare semplicemente a fare il download.

In realtà è più come un rompicapo da risolvere. Mi ha detto di andare a Windows Update e fare un sacco di incantesimi.

Questo mi è sembrato completamente strano. Perché dovrei andare da un'altra parte e fare una scansione per scaricare Moviemaker?

Così sono andato a Windows update. Windows Update decide che devo scaricare un sacco di controlli. Non una sola volta, ma più volte, durante le quali vedo delle finestre di dialogo misteriose.

Ma Windows Update non conosce qualche chiave per comunicare con Windows?

Poi ho fatto la scansione. Ci ha messo un bel po' e mi ha detto che era indispensabile che io scaricassi 17 mega di roba.

Questo dopo che mi era stato detto che stavamo facendo delle patch di delta, ma invece per prendere soltanto 6 cose che sono etichettate nel modo più INQUIETANTE possibile ho dovuto scaricare 17 mega.

Così ho fatto il download. Questa parte è stata veloce. Poi voleva fare un'installazione. Ci ha messo sei minuti e la macchina era così lenta che non potevo usarla per fare altro nel frattempo.

Cosa diavolo sta succedendo in quei sei minuti? E' folle. Questo avviene dopo che è finito il download.

Poi mi ha detto di riavviare la mia macchina. Perché dovrei farlo? Riavvio ogni sera, perché dovrei farlo in quel momento?

Così ho fatto il reboot, perché INSISTEVA. Ovviamente questo significava sbarazzarmi completamente della mia situazione in Outlook.

Così sono ripartito e sono tornato da Windows Update. Mi sono dimenticato del motivo per cui ero in Windows Update, dato che volevo soltanto ottenere Moviemaker.

Così sono tornato a Microsoft.com e ho guardato le istruzioni. Devo cliccare su una cartella chiamata WindowsXP. Perché dovrei farlo? Windows Update sa benissimo che sto usando Windows XP.

Cosa significa dover cliccare su quella cartella? Così ottengo un mucchio di cose che mi confondono, ma ecco che una di esse è Moviemaker.

Così eseguo lo scaricamento. E' veloce, ma il programma d'installazione richiede molti minuti. E' sorprendente quanto sia lenta questa cosa.

A un certo punto mi viene detto che devo andare a prendere Windows Media Series 9 per scaricarlo.

Così decido che andrò a farlo. Stavolta ottengo finestre di dialogo che dicono cose tipo "Apri" o "Salva". Nelle istruzioni non c'è alcuna guida su quale scegliere. Non ho la più pallida idea di quale fare.

Lo scaricamento è veloce e l'installazione richiede 7 minuti per questa cosa.

Così adesso mi aspetto di avere Moviemaker. Vado al mio Aggiungi/Rimuovi programmi per assicurarmi che ci sia.

Non c'è.

Cosa c'è, invece? La seguente spazzatura: Microsoft Autoupdate Exclusive test package, Microsoft Autoupdate Reboot test package, Microsoft Autoupdate testpackage1. Microsoft AUtoupdate testpackage2, Microsoft Autoupdate Test package3.

Qualcuno ha deciso di scassare l'unica parte di Windows che era usabile? Il file system non è più usabile. Il registro non è usabile. Quest'elenco di programmi era uno dei pochi luoghi sani di mente ma ora è un letamaio.

Ma questo è soltanto l'inizio del letame. Dopo mi trovo elencate cose come "Windows XP Hotfix vedi Q329048 per ulteriori informazioni". Cos'è "Q329048"? Perché queste serie di patch sono elencate qui? Alcune delle patch [dicono] semplicemente cose tipo "Q810655" invece di dire "vedi Q329048 per ulteriori informazioni".

Che pasticcio totale.

Moviemaker non c'è proprio.

Così rinuncio a Moviemaker e decido di scaricare il Digital Plus Package.

Mi viene detto che devo immettere un sacco di informazioni che mi riguardano.

Le immetto tutte, e dato che il sistema decide che ho sbagliato a scrivere qualcosa, devo riprovare. Ovviamente ha purgato la maggior parte di quello che avevo già scritto.

Provo [a digitare] i dati giusti 5 volte e continua semplicemente a purgarmi le cose e a chiedermi di riscriverle.

Così dopo più di un'ora di delirio e di trasformazione in spazzatura del mio elenco di programmi e dopo essere stato spaventato e aver visto che Microsoft.com è un sito terribile, non sono riuscito a far andare Moviemaker e non ho ottenuto il pacchetto plus.

La mancanza d'attenzione per l'usabilità rappresentata da queste esperienze rasenta l'inimmaginabile. Pensavo avessimo raggiunto un record negativo con i luoghi di Windows Network o con i messaggi che ottengo quando cerco di usare l'802.11 (non è adorabile quel messaggio riguardante il root certificate?).

Quando riuscirò finalmente a usare questa roba, sono sicuro che avrò ulteriore feedback.


Vai, Bill, sei tutti noi! Ora sai cosa vuol dire essere tuoi utenti...

Formati binari Microsoft, pubblicate le specifiche

Più facile scrivere software alternativo compatibile con Word, Excel, Powerpoint


Microsoft ha pubblicato le specifiche dei formati binari delle applicazioni Microsoft Office (versioni pre-2007). Questi formati, a lungo sostanzialmente segreti, potranno essere utilizzati senza pagare royalty o sottoscrivere accordi di riservatezza anche dagli autori di software libero per leggere e scrivere meglio i formati Word, Excel, Powerpoint. La compatibilità con il mondo Microsoft è sempre stato uno degli ostacoli principali alla crescita delle alternative a Microsoft Office.

Complimenti a Microsoft per la scelta coraggiosa: un bel regalo di commiato per zio Bill.

Bill Gates si ritira

E adesso con chi ce la prenderemo?


Dal 27 giugno scorso, Bill Gates formalmente non lavora più per Microsoft. Il cinquantaduenne si è asciugato le lacrime con una banconota da mille dollari ed è andato a dedicarsi ad opere benefiche a tempo pieno, anche se rimane in Microsoft come presidente onorario e continuerà a partecipare ad alcuni progetti speciali.

Visto il momento storico, vale la pena di riproporre il video di autoparodia pieno di cameo di spicco, dedicato a questo abbandono, e di ricordare alcuni momenti buoni e meno buoni della carriera dello smanettone più ricco del mondo.

La sua lettera aperta agli hobbisti nel 1976 (in originale inglese e in italiano), in cui diceva perle poco lungimiranti come questa: "Chi può permettersi di svolgere gratuitamente un lavoro di qualità professionale? Quale hobbista può dedicare 3 anni-uomo alla programmazione, al debug, alla documentazione del prodotto e poi distribuirlo gratis?" Proviamo a chiederlo a Google. O alla stessa Microsoft, che distribuì gratis Internet Explorer, costato fantastiliardi, pur di conquistare il mercato dei browser.

C'è poi l'opposizione di Gates all'open source. "Se non si vogliono creare posti di lavoro o proprietà intellettuale, allora si tende a sviluppare l'open source. Non è una cosa che si fa durante la giornata come lavoro retribuito. Se vuoi darlo via, ci lavori di notte" disse in un discorso in Malesia riportato da Asia Computer Weekly nel 2004.

Poi c'è questa chicca da The Economist di gennaio 1988: "Bill Gates stima che entro il 1990, il 75-80% dei computer IBM compatibili verrà venduto insieme a OS/2". Sappiamo tutti com'è andata a finire.

Niente più spam entro due anni, promise zio Bill nel 2004 al forum economico di Davos. Abbiamo visto com'è andata: lo spam costituisce oggi più dell'80% di tutto il traffico di posta e gli spammer guadagnano tuttora cifre consistenti.

Nel 1995, Gates scrisse un libro di visione del futuro, The Road Ahead (La strada che porta al domani, nell'edizione italiana). Nella prima edizione, non c'era praticamente alcun riferimento a Internet, che già pure era una realtà in espansione esplosiva. Le edizioni successive riscrissero questa lacuna. Questo e l'affare Netscape/Internet Explorer sono sintomatici del fatto che Microsoft capì tardi che Internet era il futuro. A metà del 1995, Gates capì però l'errore e trasformò la strategia di Microsoft, mettendo Internet al centro di tutto, in un celeberrimo memo intitolato The Internet Tidal Wave.

Vogliamo parlare di sicurezza? Le iniziative come il Trustworthy Computing non sono riuscite a risolvere i problemi di sicurezza che affliggono gli utenti Windows. Nonostante il crescente numero di utenti di altri sistemi operativi, Windows resta il bersaglio preferito dei creatori di virus. Proposte come il Trusted Computing, con chip di sorveglianza dedicati che consentivano a terzi di decidere quale software era permesso all'utente utilizzare, hanno anzi scatenato la furia degli utenti.

Niente "effetto wow". Quand'è stata l'ultima volta che vi siete entusiasmati per un prodotto Microsoft? Certo l'azienda di zio Bill è brava a commercializzare e divulgare il software, ma quando si tratta di emozionare, sono altri a farlo (il delirio collettivo per l'iPhone è un esempio già diventato classico). Eppure annuncia idee incredibili come Photosynth (guardate questa demo e sbavate). Dove vanno a finire?

Il processo antitrust, con la testimonianza di Gates piena di "non ricordo" e di disquisizioni sul significato di parole come "noi" e "competere", e il suo dondolio (come in questo video, che parrebbe uno spezzone autentico della sua deposizione video durante il processo), fu il segnale che qualcosa era cambiato e la magia era in declino.

Una chicca che però si è rivelata fasulla è quella della famosa frase "640 K dovrebbero bastare per chiunque", da tutti attribuita a Gates, ma di cui nessuno sa dire quando o dove l'abbia detta. Lo sbufalamento è qui.

Chiudo questa parte con due parole: Microsoft Bob. Non dico altro. Windows Vista? E' troppo presto per giudicare. Ai posteri l'ardua sentenza.

Passiamo alle scelte astute. Nessuno può negare che le scelte di Gates gli abbiano fruttato economicamente abbastanza bene. Fu abbastanza perspicace da vedere, nei primi computer degli anni Settanta, la possibilità del personal computing e da crederci abbastanza da mollare Harvard per fondare la Microsoft (o Micro-Soft, come si scriveva inizialmente) nel 1975.

Un'altra mossa decisamente furba fu il contratto esclusivo con l'IBM, nel 1981, per fornire al colosso informatico il sistema operativo, Disk Operating System o DOS, per i nascenti personal computer IBM. IBM fece l'errore di consentire a Microsoft di vendere il sistema operativo anche a terzi, e il boom dei computer IBM compatibili permise a Gates di prendere in breve tempo il controllo del mercato dei sistemi operativi nei PC. Ogni volta che viene venduto un PC, zio Bill incassava. Ora questo sistema si sta lentamente incrinando con l'avvento di PC venduti senza sistema operativo Microsoft preinstallato, ma per anni ha costituito la base del successo economico di Microsoft e di Gates.

A questo ha fatto seguito una campagna di acquisizioni che ha portato Microsoft a spodestare quelli che sembravano leader impossibili da contrastare: Wordperfect fu soppiantato da Word; 1-2-3 da Excel. E il resto è storia. Magari non ci riuscì al primo tentativo: gli informatici ricordano che la regola d'oro era che i prodotti Microsoft si acquistavano soltanto dopo la versione 3. Ma alla fine ci riuscì.

Altra storia di successo di Bill Gates: la Xbox. Al suo debutto sembrava impossibile che potesse intaccare lo strapotere della Playstation di Sony, ma se c'è una cosa che Microsoft ha a badilate è la determinazione (e la riserva di denaro da investire). La Xbox 360 è stata la prima delle console di nuova generazione ad uscire sul mercato e a mettere al centro della propria strategia il gioco online.

Ed è questa la sfida principale del futuro senza Gates: l'informatica si sta evolvendo sempre più verso servizi online e sempre meno verso software installato localmente. Riuscirà Microsoft a riciclarsi e trasformarsi ancora, magari con un po' di ritardo come al solito? Sarà interessante vedere che succede sotto la gestione di Steve Ballmer.

Nel bene e nel male, Bill Gates è stato il simbolo dell'informatica non solo per gli addetti ai lavori. Sarà difficile trovare un altro personaggio che incarni altrettanto perfettamente lo stereotipo dell'imprenditore che si è fatto da sé ma è tutto sommato più interessato alla tecnologia che ai soldi. C'è molta gente che ama odiare zio Bill, ma è sempre stato difficile farlo per chi ha intuito, dietro il timido luccichio dei suoi occhiali e il suo taglio di capelli che pare tuttora il risultato di un incidente con una mietitrebbia, che Bill Gates è prima di tutto un nerd. Uno smanettone. Uno che alla domanda "ma te si pianta mai il computer?" risponde "Oh, certamente!" con un candore invidiabile. Con un portafogli un po' più fornito di quello dello smanettone medio, ma fa niente.

Come (non) eravamo: ipertesto, mouse, copiaincolla. Nel 1968, la "madre di tutte le demo" umilia 40 anni d'informatica. Dov'è finita la mia automobile volante?

Il futuro non è più quello di una volta. Se sopportate la voce un po' soporifera e monocorde del relatore (nientemeno che Douglas Engelbart dello Stanford Research Institute, inventore del mouse) e considerate che la demo che potete vedere qui sotto è datata 1968, ossia un anno prima dello sbarco sulla Luna, comincerete a chiedervi che fine abbiano fatto i progressi che sembravano imminenti a quell'epoca e se abbiamo perso il coraggio di osare.

Quarant'anni fa, questa demo, tenuta alla Fall Joint Computer Conference (FJCC) di San Francisco da Engelbart con il supporto di tecnici sparsi in vari luoghi, fu la prima volta che fu usato un mouse in pubblico (qui accanto, un'immagine del volantino originale di presentazione, scovato grazie a Tinselman.com).

La demo fornì anche esempi di editing grafico di testo con copiaincolla ed elenchi numerati, per non parlare di ipertesto, videoconferenza e e-mail.

Se si potevano fare queste cose nel 1968, come mai oggi non abbiamo computer intelligenti come HAL o interfacce come quella di Minority Report? Perché sto ancora scrivendo questo articolo picchiettando su una tastiera la cui disposizione delle lettere è concepita per rallentarmi, perché risale ai tempi delle macchine per scrivere, i cui martelletti s'incagliavano se si battevano troppo velocemente certe sequenze di lettere?

Diavolo, non ho ancora trovato un software per le presentazioni e le conferenze che faccia quello che fece Engelbart in questa demo: mettere l'immagine del relatore sullo schermo, in trasparenza, dietro la slide di cui sta parlando, in modo che il relatore possa interagire con gli elementi della presentazione indicandoli con le dita al pubblico e il pubblico non debba scegliere se guardare il relatore o la slide. Avevo letto anni addietro di un prototipo per Mac, ma non ne ho più sentito parlare; qualcuno se lo ricorda?

Il Concorde è andato in pensione e nessuno lo vuole sostituire. Forse nel 2020 torneremo a camminare sulla Luna. Rivoglio il futuro che mi era stato promesso, dannazione. 

 

Nota (2021/08/04): Ho inserito un’altra copia della registrazione della demo perché quella che avevo inserito nel 2008 è scomparsa (era su Google Video).

2008/06/24

Phishing, truffatori si spacciano per l’Unicef

Attenti alle false richieste Unicef


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "ressag" e "palooo".

Da Alberto, dell'UNICEF Italia (quella vera), ricevo questa segnalazione di un tentativo di phishing in cui i delinquenti rubano soldi e codici di carte di credito tramite e-mail che si spacciano per richieste d'aiuto dell'UNICEF, come segnalato qui dall'UNICEF stessa.

L'e-mail truffaldino si presenta con un'immagine piuttosto credibile (mostrata qui sotto): infatti, dice l'UNICEF, "Il testo e l'immagine sono stati prelevati da pagine reali del sito www.unicef.it", e ci si può accorgere dell'inganno soltanto per via di alcuni caratteri in cirillico (che la dicono lunga sulla provenienza di questo phishing) e delle accentate sbagliate.



Il mittente del messaggio (aiuta@dona.unicef.it) è contraffatto e il link porta a un sito (www.dardasha.net) che non ha nulla a che fare con l'UNICEF e porta a una pagina-modulo "del tutto simile a quello dell'UNICEF Italia", con la differenza importante che "mentre il form dell'UNICEF richiede soltanto i dati anagrafici del donatore, e rimanda poi a un ambiente bancario (Monte Paschi di Siena) per l'acquisizione dei dati sulla carta di credito, il form in questione richiede TUTTI i dati dell'utente, inclusi numero e scadenza della carta di credito."

Tenete sempre d'occhio la barra dell'indirizzo del vostro programma di navigazione: vi renderà più facile accorgervi quando finite in qualche posto malefico diverso da quello dove credete di essere.

Agli autori di questa truffa posso solo augurare di marcire al posto dei bambini sulla cui pelle vogliono lucrare.

Pietre rotolanti lunari, la soluzione

Risolto il mistero delle foto lunari


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Torno sull'argomento delle foto della Luna che mostrano strani solchi, alla fine dei quali c'è a volte un masso, come raccontavo la settimana scorsa, per fare il punto delle indagini. Direi che c'è una soluzione ben precisa, anzi due, perché in realtà si tratta di due fenomeni distinti, identificati dagli impagabili lettori e ascoltatori del Disinformatico.

La prima foto


Esaminiamo insieme la prima coppia di foto "misteriose": una è un ingrandimento dell'altra.



Viene descritta come "Apollo 16 photo 67-H-1135", ma un lettore, il sagace Martino, si è ricordato di aver visto questa foto nell'“Atlante Mondadori dell’universo”, datato 1970. La foto, spiega, è a pagina 117 di questo volume, e la didascalia permette di scoprire che la foto riguarda il cratere Vitello, nel sud-ovest lunare, che ha un diametro di 42 km. Si trova nella zona riquadrata qui sotto, visibile dalla Terra:



In dettaglio (foto tratte da LunarRepublic):



Il cratere Vitello (prende il nome da un matematico polacco, non da un bovino) è quello sotto l'angolo inferiore sinistro della scritta.

La datazione del libro, prosegue Martino, rivela che l'attribuzione della foto alla missione Apollo 16 è falsa, perché quella missione avvenne due anni dopo l'uscita del libro, nel 1972. Vatti a fidare dei lunacomplottisti: proprio non riescono a fornire una fonte giusta nemmeno a pagarli. La foto deve quindi risalire a una missione precedente, con o senza uomini a bordo. Per esempio, potrebbe provenire dalla serie Lunar Orbiter (1966-67), e infatti un altro lettore, Massimo Musante, ha trovato la foto in questione negli archivi Nasa della missione Lunar Orbiter 5. Eccola, ruotata per allinearla con la foto "misteriosa".



La didascalia Nasa di questa foto spiega il presunto mistero: come del resto avevano già indovinato alcuni lettori, si tratta semplicemente di massi che sono rotolati lungo un pendio, lasciando una traccia nella polvere della superficie lunare.

Siamo abituati a pensare alla Luna come a un corpo morto e immutabile, ma in realtà anche lì, sia pure lentamente, avvengono dei mutamenti. Il rotolamento è stato probabilmente innescato dalla continua dilatazione e contrazione alla quale sono sottoposte le rocce lunari a causa di due settimane di sole continuo seguite da due settimane di buio, senza l'atmosfera che mitighi queste oscillazioni termiche. Mistero numero uno risolto.

La seconda foto


Questa coppia di immagini è identificata dai lunacomplottisti come "Apollo 16 photo 16-19067".




E' subito chiaro che per queste foto non può valere la spiegazione data per l'altra, perché nella prima il solco addirittura entra ed esce da un cratere, cosa improbabile per un masso che rotola, ed è molto regolare: nella seconda foto, più che un solco sembra una serie di cerchi con un puntino in mezzo, connessi da un tratto più sottile. Saranno l'equivalente lunare dei cerchi nel grano? Inoltre in queste foto non c'è traccia di un masso alla fine del solco (anche perché la fine non è inquadrata).

Finora è emersa l'ubicazione e l'origine esatta di una sola di queste foto (sempre grazie a Massimo): la seconda foto "misteriosa" è questa, scattata dall'Apollo 17 (non dalla 16) e identificata dalla sigla AS17-144-22129 (H).



Come raccontato qui dalla Nasa, il solco è su un pendio nelle vicinanze del punto di sbarco dell'equipaggio dell'Apollo 17 ed è indicato dalle frecce in questa foto (notate come cambia il tono di grigio della superficie fra le due foto):



Ci sono un paio di spiegazioni non ufologiche per queste curiose formazioni. La prima è che si tratti di rotolamenti atipici; la seconda è che si tratti di una fila di crateri d'impatto.

Questi crateri d'impatto possono essere prodotti in due modi: dalla caduta diretta, dallo spazio, di pezzi di un meteoroide che si è frammentato prima dell'impatto a causa delle forze gravitazionali (esempi di questo fenomeno sono visibili anche in altri corpi celesti, come Ganimede, luna di Giove, che presenta la Catena di Enki), oppure dai frammenti secondari sollevati e poi ricaduti dopo un impatto diretto principale (alcuni esempi relativi alla Luna sono qui, in 3D, e qui).

Grazie a tutti per l'aiuto! Mi sa che nei prossimi mesi, con l'anniversario dello sbarco del 1969, ne vedremo delle belle, e il vostro supporto sarà prezioso.

Tecniche contro il ransomware

Vi chiedono un riscatto per i vostri dati? Non spegnete il computer


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La settimana scorsa ho parlato del nuovo ransomware Gpcode, un virus che cifra i dati e poi chiede un pagamento non tracciabile per ottenere la chiave di decifrazione.

Edgar, da Bangkok, mi segnala (in italiano) una soluzione trovata da Kaspersky: non è ancora possibile decrittare i dati cifrati dal virus, ma si può sfruttare una caratteristica del suo modo di agire per recuperare i dati sotto riscatto.

Infatti, nota Kaspersky in inglese, quando Gpcode lucchetta un file, ne crea una nuova copia cifrata e poi cancella il file originale. Basta quindi utilizzare un programma di recupero dei file cancellati, come PhotoRec, suggerito da Kaspersky ma prodotto da un programmatore indipendente a costi bassissimi (è donationware, scaricabile gratis con richiesta di donazione), e si elude l'azione del virus. Per ripristinare correttamente i nomi dei file cancellati e recuperati si può usare l'apposita utility gratuita di Kaspersky. Attenzione: con questa tecnica il virus non viene estirpato, ma vengono soltanto recuperati i dati.

Affinché questa tecnica funzioni, è essenziale che il computer non venga spento e che non vengano scritti nuovi dati: se vi trovate infettati da Gpcode, non toccate niente e chiamate subito aiuto esperto.