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19 commenti

Le cose che non colsi - 2011/07/16

Radio, fischi, spazio e scolapasta


Nello spazio nessuno può sentirti fischiare. Gli astronauti dello Shuttle non possono fischiare quando fanno le passeggiate spaziali: non perché è vietato, ma perché è semplicemente impossibile. I dettagli di questo bizzarro fenomeno (che ha una utilità concreta) sono su Complotti Lunari.

Finisce l'era Shuttle, ma i lanci spaziali continuano. Wired ha una notevole panoramica dei satelliti spia americani e dell'X-37B, un "mini-Shuttle" automatico che non si sa bene cosa faccia. Intanto SpaceX prepara la rampa di lancio alla base di Vandenberg, in California, per lanciare nel 2013 il suo Falcon Heavy, vettore privato che sarà il razzo più potente made in USA dopo il Saturn V lunare (Engadget).

Disinformatico radio di venerdì. Il podcast è scaricabile temporaneamente qui; la puntata è dedicata alla vulnerabilità Bluetooth di Windows 7 e Vista, al boom di iscrizioni a Google+, alle stampanti 3D anche al cioccolato, al panico per l'appello-bufala sul vetro nei vasetti della Nestlé e alla misteriosa scomparsa temporanea del canale Youtube di Lady Gaga.

Foto della patente con scolapasta in testa per motivi religiosi. Niko Alm è riuscito, in Austria, a far valere le regole della tolleranza religiosa portandole alle loro estreme e assurde conseguenze: le norme sulla foto della patente consentono copricapi soltanto per motivi religiosi, e siccome Alm è un Pastafariano (seguace della religione la cui divinità è il Mostro Volante di Spaghetti), lo scolapasta è il copricapo religioso che indossa. Repubblica ha la foto; Query ha la spiegazione delle origini e del senso profondo del Pastafarianesimo. Che non è uno sberleffo, ma una parodia che fa riflettere. Ramen (Breitbart).

Il video qui sotto è autentico e proviene da un osservatorio astronomico delle Hawaii:


Cos'è? La soluzione è in questo articolo di Bad Astronomy.
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Commenti (19)
Un incidente simile a quello di Lady Gaga riguarda il canale Youtube di Eros Ramazzotti (gestito, credo, da lui o da un suo collaboratore): la maggior parte dei video presentano la scritta "Questo video presenta contenuti di SME. Non è disponibile nel tuo Paese".

Ricordo che Youtube ha reso automatico il riconoscimento di brani della Sony e della SME che vanno bloccati in certe nazioni, e non è raro il caso di video caricati da tempo che un bel giorno diventano invisibili alla maggior parte degli utenti del globo.
Con l'IP danese non si può vedere quasi nulla in quel canale. Immagino anche con l'IP italiano, e in molti Paesi in cui Ramazzotti è famoso, ma sta agli altri fare le prove.
Niko Alm in realtà è ateo, ma aderisce alla chiesa del flying spaghetti monster. Per precisare.
Interessante (e simpatico) ricordare anche che il Kopimism, corrente religiosa basata sul file sharing, non è riuscita ad ottenere un riconoscimento ufficiale in Svezia (http://bit.ly/qbfOvs).
Cioccolato.... Cioccolato.... Cioccolato...
Voi uomini non lo potete capire (e qui verrò subissata di improperi), ma la lavorazione del cioccolato puro è una delle prove del fuoco in cucina.
Caro Paolo,
vorrei chiederti un'opinione su questo articolo austriaco, segnalatomi da un mio amico che vive in Austria:
http://tinyurl.com/6yqht5l
Se ho compreso bene, secondo l'articolo non è vero che "le norme sulla foto della patente consentono copricapi soltanto per motivi religiosi". Vale la pena di approfondire, no?
Grazie!
Voglio.. la stampante... al cioccolato...

:P
Molto bella la citazione di "Alien" =)


Paolo sei il solito buon gustaio...
[quote-"pirignao"-"http://attivissimo.blogspot.com/2011/07/le-cose-che-non-colsi-20110716.html#c3328023144145324924"]
Se ho compreso bene, secondo l'articolo non è vero che "le norme sulla foto della patente consentono copricapi soltanto per motivi religiosi". Vale la pena di approfondire, no?
Grazie!
[/quote]

In realtà credo sia caduto in errore il tuo amico, se non ho capito male leggendo la traduzione automatica delle norma per il rilascio della patente di guida, tra i criteri c'è la presentazione di una foto del passaporto, e che quindi, come tale, deve rispettare i criteri imposti per tale documento. Automaticamente, quindi, vale la regola del copricapo per motivi religiosi. Il motivo può essere uno: trattandosi di patente valida in Europa, la foto deve essere corrispondente, per criteri, a quella del passaporto.
Bellissimo il video. Diciamo "spaventosa" la spiegazione, perchè... no, non la svelo. Leggete l'articolo.

Voglio la stampante al cioccolato.
Per chi fosse interessato esiste anche una stampante 3D per lo zucchero
Grezzo: mi potresti linkare dove hai trovato le norme per il rilascio della patente di guida? La traduzione automatica della pagina che ho linkato mi pare sia piuttosto chiara, anche se sgrammaticata. Ho trovato tracce della notizia anche qui:
http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-14135523
Ma qua non ci sono certezze, solo la dichiarazione di un portavoce, tale Manfred Reinthaler, che sostiene che la patente era pronta dal 2009.
@ Pirignao

A questo indirizzo (tradotto automaticamente)

http://tinyurl.com/3ga4sxs

risulta chiaro che per il ritiro della patente, alla sezione "documenti richiesti", c'è anche una foto del passaporto in base ai criteri che vengono elencati aprendo quel link, in cui è specificato, appunto, che il copricapo è ammesso solo in caso di motivi medici o religiosi. Non lasciarti ingannare dalla prima riga, la traduzione è mal fatta, in realtà quella che è tradotta come "foto di identificazione ufficiale", da come viene spiegato dopo, è in realtà un documento di identità ufficiale, ovvero carta di identità. La foto da inserire nella patente, deve rispettare i criteri della foto per il passaporto.
@ Grezzo
Sia nella traduzione automatica, che in lingua originale, compare che la foto "se possibile" (wenn möglich) deve soddisfare i criteri che poi si trovano nel link riportato in seguito. Presumo quindi che dia delle indicazioni di massima, non delle condizioni sine quae non (e qua mi preparo all'intervento di Accademia).
Inoltre rimane la dichiarazione (non smentita, che io sappia) di Manfred Reinthaler e l'intervento di evolutipersbaglio.com nel nuovo post di Paolo.
Per pirignao

Presumo quindi che dia delle indicazioni di massima, non delle condizioni sine quae non (e qua mi preparo all'intervento di Accademia).

Ho fatto tanta bagarre per togliere le -s del plurale dai nomi in lingue straniere, e qualcuno ci ricasca: vale anche per il latino: sono termini invariabili.
E se proprio vuoi cimentarti, usa tutta l'espressione: condicio sine qua non al plurale è condiciones sine quibus non.

Condicio sine qua non, ricordo, non è un'espressione risalente all'antichità classica. È stata verosimilmente coniata nel Rinascimento. Secondo la wikipedia inglese si trova in Severino Boezio (che vive peraltro mentre l'impero romano cade), ma la fonte non è indicata.
Beh, ovviamente volevo scrivere quibus, ma il mio ablativo non viene spolverato da anni. Quindi dici che non posso scrivere "sine quibus non", come avrei voluto fare? Senza "condiciones", intendo (ma con "condizioni").
E poi: ma davvero le espressioni in latino sono invariabili? Sapevo, appunto, che le straniere entrate in uso comune devo essere lasciate tali e quali, ma non ne ero certo per il latino... mi illumini?
Per pirignao

Beh, ovviamente volevo scrivere quibus, ma il mio ablativo non viene spolverato da anni. Quindi dici che non posso scrivere "sine quibus non", come avrei voluto fare? Senza "condiciones", intendo (ma con "condizioni").

Sa tanto di espressione ibrida. Come quella che usciva di bocca dei curati di campagna anni fa, quando il latino era ancora lingua liturgica: "ego ti absolvo", oppure "ego ti assolvo". A questo punto usa l'italiano, no?!? Condizioni imprescindibili.

E poi: ma davvero le espressioni in latino sono invariabili? Sapevo, appunto, che le straniere entrate in uso comune devo essere lasciate tali e quali, ma non ne ero certo per il latino...

Tutte le parole straniere, non solo quelle entrate nell'uso. Il latino, mi risulta, è una lingua straniera; nel senso etimologico del termine, il francese antico estrangier, un derivato di estrange, estraneo.
"Tutte le parole straniere, non solo quelle entrate nell'uso"

Su questo devo chiederti di essere più preciso. Mi dai qualche fonte? Tempo fa avevo controllato l'affermazione di un mio amico, che diceva più o meno quello che ho sostenuto nell'ultimo post, ovvero che le parole ad uso comune, seppur straniere, non vanno variate. Al contrario, le parole straniere usate come "esotismo" (o in caso di temini fortemente specialistici) andrebbero variate secondo l'uso.
Il responso allora era stato a favore del mio amico (contro quello che pensavo io...). Una rapidissima ricerca con Google, come primo risultato, mi sforna
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3781&ctg_id=44
a favore di questa tesi.
Rivelo la mia ignoranza e chiedo ad Accademia (e chi meglio di Accademia): in quale luogo/testo/manuale/pittura rupestre sono riportate le regole del corretto italiano, senza diritto di replica?
Per pirignao

"Tutte le parole straniere, non solo quelle entrate nell'uso"

Su questo devo chiederti di essere più preciso. Mi dai qualche fonte? Tempo fa avevo controllato l'affermazione di un mio amico, che diceva più o meno quello che ho sostenuto nell'ultimo post, ovvero che le parole ad uso comune, seppur straniere, non vanno variate.


Guarda che per argomenti del genere basta un buon dizionario della lingua italiana. Non c'è bisogno di una grammatica ad uso universitario.
La ragione è il buon senso: può un italiano medio conoscere il plurale del danese lemming? O dell'olandese polder? O del tedesco hinterland? O del russo samizdat? O dello swahili safari? O dell'arabo imam? O del giapponese tsunami?
Io lo so, ma non mi ritengo un italiano medio. È molto più naturale lasciare invariabili queste parole, anziché inventarsi plurali inesistenti, come i *soviets che all'epoca si leggevano anche su giornali seri. Nomi come gru, biro, dinamo, specie e nontiscordardimé sono invariabili, e come vedi sopravviviamo senza il plurale.

Al contrario, le parole straniere usate come "esotismo" (o in caso di temini fortemente specialistici) andrebbero variate secondo l'uso.

Termini.
È una regola da manicomio. Dobbiamo controllare l'annata dei forestierismi, come per i vini? Quand'è che una parola straniera diventa maggiorenne, e può emanciparsi dal plurale? A 18 anni? A 21 anni, come nell'Italia prima del 10 marzo 1975? A 25 anni, come nel diritto Romano?

Rivelo la mia ignoranza e chiedo ad Accademia (e chi meglio di Accademia): in quale luogo/testo/manuale/pittura rupestre sono riportate le regole del corretto italiano, senza diritto di replica?

Credo nelle note introduttive al DOP - Dizionario di ortografia e di pronuncia, di Bruno Migliorini, Carlo Tagliavini e Piero Fiorelli, le edizioni del 1969 e del 1981. Le edizioni successive sono state troppo ridotte. Ma non te lo posso assicurare, non ho il libro sottomano.

Aggiungo che una manciata di parole è preferibile scriverle al plurale: così i lieder, plurale di lied, perché alla fine la parola viene usata quasi esclusivamente al plurale. Lo stesso vale per mugiahidin (chi sa che un singolo esponente è un mugiahid?) Le fiches, qui non credo siano necessarie spiegazioni.
Roger. Non sarò io il prossimo "qualcuno che ci ricasca".