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25 commenti

Ci ha lasciato Sally Ride, prima americana nello spazio

È morta Sally Ride, prima astronauta americana


File:Sally Ride, America's first woman astronaut communitcates with ground controllers from the flight deck - NARA - 541940.jpgSally Ride, la prima donna statunitense a volare nello spazio, è morta ieri a 61 anni di cancro pancreatico. La notizia è stata pubblicata da USA Today e altre testate.

Selezionata dalla NASA nel 1978, Sally aveva volato sullo Shuttle Challenger (STS-7) nel 1983, all'età di 32 anni, diventando l'astronauta statunitense più giovane in assoluto (un record tuttora insuperato) e restando nello spazio per sei giorni. Durante il volo fu anche la prima donna a usare il braccio robotico dello Shuttle, al cui sviluppo aveva contribuito.

Volò di nuovo nello spazio per altri otto giorni nel 1984, sempre a bordo dello Shuttle Challenger, con la missione STS-41-G. Sarebbe andata in orbita una terza volta, con la missione STS-61M, ma il volo fu annullato dopo l'esplosione al decollo del Challenger, che costò la vita ai sette membri dell'equipaggio. Sally Ride fu incaricata di far parte della commissione d'indagine sul disastro dello Shuttle che l'aveva portata due volte nello spazio. Fu anche membro della commissione che indagò sull'incidente dello Shuttle Columbia.

La NASA ha una sua biografia che elenca i suoi notevoli contributi al programma spaziale statunitense ma forse non sottolinea adeguatamente l'altro contributo essenziale di Sally Ride: quello di aver dato agli Stati Uniti un segnale sociale potente, dimostrando con la propria esperienza che la carriera di astronauta, regno assoluto del machismo (come ben racconta Mike Mullane in Riding Rockets), e più in generale le carriere tecniche e scientifiche, erano aperte e ricche di soddisfazioni anche per le donne, anche se dovevano fare i conti con la stupidità sessista di alcuni colleghi e giornalisti (che le chiedevano, per esempio, se si metteva a piangere quando le cose andavano storte sul lavoro, che tipo di biancheria avrebbe indossato nello spazio, e anche di peggio).

Il fatto che oggi quest'accessibilità sembri ai più una constatazione ovvia e banale è la migliore conferma che l'esempio di Sally Ride ha lasciato il segno non solo nello spazio, ma anche qui sulla Terra.
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Commenti
Commenti (25)
Un saluto e un ringraziamento per aver migliorato le cose con la sua esistenza.
Lascio qua un articolo del 1983 di People. Tanto per capire che nel 1983 l’idea di una donna nella spazio era davvero inusuale (a dir poco).

http://www.people.com/people/archive/article/0,,20085312,00.html
Sally Ride è sicuramente uno dei miti della mia infanzia, ma volevo spendere due parole per Svetlana Evgen'evna Savickaja. Seconda donna nello spazio (1982) e prima ad effettuare un'attività extraveicolare.

Non se la fila nessuno.
Rest in peace.
Dispiace molto che sia morta! Anche se la pioniera era stata la sovietica Tereshkova nel'63.
orrierone online si affretta a specificare come la nostra austronauta fosse lesbica ma gelosa della privacy. Come se ai più interessasse qualcosa (magari sbaglio). Un astronauta è un astronauta. Un'astronauta è un'astronauta. Almeno per me.
"Il fatto che oggi quest'accessibilità sembri ai più una constatazione ovvia e banale"

Spero che non sembri mai così e che venga dato sempre il giusto valore a chi ha speso la propria vita per cambiare le cose.
Insight,

orrierone online si affretta a specificare come la nostra austronauta fosse lesbica ma gelosa della privacy. Come se ai più interessasse qualcosa


Hmm... Potrebbe interessare, ma non necessariamente in senso morboso: credo che sia significativo, per chi ancora combatte contro i pregiudizi sull'omosessualità, sapere che una donna-simbolo come Ride ha avuto una donna come compagna di vita. Così come è stato significativo, per tante donne, sapere che una donna poteva essere astronauta.
Giusto Paolo, però conoscendo le pagine pseudoscientifiche di molti quotidiani online e cartacei tendo ad essere scettico sulla loro buona fede. Sally Ride è stata una grande donna indipendentemente da con chi si coricava la sera. Tutto il resto è fuffa. Ammetto che fino alla notizia della sua morte io non ricordavo precisamente chi fosse. Mi veniva in mente la maestrina morta sul Challenger ma non mi combaciava il nome...
Oggi so che comunque le devo qualcosa e non sarò il solo. Spero che lo pensino anche i titolisti del Corrierone o meglio chi gli dà gli ordini.
Giorni fa un pilota della compagnia di bandiere del paese dove risiedo mi raccontava di una signora che ha protestato perche' il capitano dell'aereo dove volava su una rotta nazionale era una donna. Ha cominciato a dire a voce alta "ma lo sa guidare quest'aereo? Io non mi fido di un pilota DONNA!". E' anche grazie a gente come Sally Ride che una persona del genere appare oggi un residuo del Pleistocene.

p.s. Paolo: vedo che alla fine hai letto Riding Rockets. Che ne pensi? Io lo trovo il Bill Bryson dei viaggi spaziali...
Alcune volte anch'io me la prendo con alcuni giornalisti che fanno domande superficiali, o stupide, però, in alcuni casi, penso che i giornalisti trasferiscono semplicemente le domande che farebbe la maggior parte della gente comune e quindi non è così sbagliato porle, perché almeno la persona interessata (in questo caso l'astronauta Sally Ride), avrà l'opportunità di dire la sua. E ciò cambia molto più velocemente le idee preconcette e la mentalità delle persone.
Beh c'è da dire che anche i Russi hanno dimostrato che lo spazio non è solo regno degli uomini... Valentina. Comunque finchè staremo a fare distinguo tra uomo e donna (tra bianco e nero blu e verde etc) non ci sarà mai parità... Quello che conta non è il sesso (o il colore della pelle o da dove viene) l'unica cosa che conta è la persona e quello che fa... Quando arriveremo al punto in cui conterà solo quello che uno fa allora ci sarà parità ;)
Sul fatto che fosse lesbica, aggiungerei ecchissene? E' come dire, si è vero è il primo astronauta però era milanista... (e comunque si mangiava le unghie ;) )
scherzi a parte.
Sono andato a leggermi l'articolo del nytimes che ha linkato Paolo. A parte l'interesse per l'articolo in sé, ho notato che in fondo c'è l'errata corrige, dove vengono corretti alcuni dati dell'articolo originale.
E, tout d'un coup, ho pensato all'"articolo" di Repubblica su Hollande dell'altro giorno. Proprio lo stesso approccio...
Tanto per sottolineare la pochezza dei giornali italiani:http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_luglio_24/sally-ride-astronauta-gay_a09dedc8-d5a2-11e1-8344-73c80d6dcb3d.shtml
Siamo proprio dei poveri provincialotti.
Sono ignorante in materia ma è possibile che vi sia correlazione tra voli spaziali e il brutto male che ha colpito la povera Sally ?
Salutaci le stelle, Sally... e naturalmente "ride, Sally, ride" (da "Mustang Sally" di Mack Rice del 1965 e "Ride Sally Ride" di Lou Reed del 1974), che come disse lei stessa nel 2008 "mi seguirà per tutta la vita, sembra"... Morale: anche oltre ;-)
Maurizio ha commentato:
Tanto per sottolineare la pochezza dei giornali italiani:http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_luglio_24/sally-ride-astronauta-gay_a09dedc8-d5a2-11e1-8344-73c80d6dcb3d.shtml
Siamo proprio dei poveri provincialotti.

Che tristezza. Per non parlare delle castronerie scritte, ad esempio: nel titolo si legge Sally Ride e quell'amore gay celato per 27 anni e poi nell'articolo scrive Da quasi 30 anni aveva una compagna segreta, ha svelato l'associazione da lei fondata (Sally Ride Science) con una nota: «Oltre a Tam O'Saughnessy, la sua compagna di 27 anni, Sally lascia la madre, Joyce, la sorella Bear, la nipote Caitlin e il nipote Whitney».
Cioè aveva una compagna dalla nascita di questa o addirittura da due anni prima? O_O
Non ho parole e comunque riposa in pace grande Sally!
Andrea: Sono ignorante in materia ma è possibile che vi sia correlazione tra voli spaziali e il brutto male che ha colpito la povera Sally ?

la domanda non e' stupida ma non puoi studiare al correlazione tra un caso isolato e il tumore, ma solo statisticamente. Soprattutto a molti anni di distanza. E anche statisticamente e' difficile, perche' sei esposto al problema di distinguere una correlazione da una relazione di causa-effetta.

La statistica comunque dice che gli astronauti in genere hanno una speranza di vita superiore a quella media (di gente con un livello di educazione e un reddito simile). Questo e' chiaramente un bias dovuto al fatto che sono selezionati anche in quanto godono di condizioni fisiche e psicologiche eccezionali e perche' fanno una vita estremamente controllata (non fumano, fanno moltissimo sport, mangiano bene, bevono poco, etc.). Poi il singolo caso ci puo' stare ma e' impossibile da dimostrare.
[quote-"Andrea"-"/2012/07/ci-ha-lasciato-sally-ride-prima.html#c9181257983574192597"]
Sono ignorante in materia ma è possibile che vi sia correlazione tra voli spaziali e il brutto male che ha colpito la povera Sally ?
[/quote]

Poco plausibile, la permanenza in LEO della Ride è durata complessivamente poco meno di 15 giorni, la quantità di radiazioni assorbite in LEO è assimilabile alla dose assorbita con un paio di TAC (vado a memoria ma se non erro la dose media giornaliera a bordo dello Shuttle si aggirava attorno ad 1mSv/giorno).

Considera che alcuni cosmonauti, come Sergei Krikalev o Valeri Polyakov, hanno cumulato permanenze in LEO assurde, Krikalev ha collezionato qualcosa come 2 anni e mezzo (nella sola Mir mi pare arrivò a 10 mesi di permanenza continua, a causa del crollo della URSS), mentre Polyakov fece qualcosa come 14 mesi continui sempre a bordo della Mir, e grazie al cielo sono vivi e vegeti entrambi (Valeri Polyakov ha compiuto da pochi mesi 70 anni).
Aggiungo a titolo di riferimento, uno studio mirato proprio alla misurazione della quantità di radiazione assorbita dagli equipaggi delle missioni spaziali (principalmente LEO, ma anche HEO per le Apollo, a pagina 30 del PDF ci sono le dosi giornaliere misurate su 4 missioni Shuttle, a quote ~300km siamo addirittura ad 1/10 di quanto ho detto prima, ovvero ~ 0.1-0.2 mSv/day che direi approssimabile spannometricamente alla dose assorbita dall'equipaggio della STS-7)
hmm, sparito link dall'ultimo commento, riproviam:

14041224
Sul fatto che fosse lesbica, aggiungerei ecchissene? E' come dire, si è vero è il primo astronauta però era milanista... (e comunque si mangiava le unghie ;) )
scherzi a parte.


Non sapevo che ai milanisti fosse impedito di sposare chi amano.
comunque Sally Ride e' stata sposata per 5 anni con Steven Hawley, NASA astronaut, dal quale ha divorziato nel 1987.
[quote-"oui, c'est moi"-"http://attivissimo.blogspot.it/2012/07/ci-ha-lasciato-sally-ride-prima.html#c4201382112208594739"]Maurizio ha commentato:
Tanto per sottolineare la pochezza dei giornali italiani:http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_luglio_24/sally-ride-astronauta-gay_a09dedc8-d5a2-11e1-8344-73c80d6dcb3d.shtml
Siamo proprio dei poveri provincialotti.
Che tristezza. Per non parlare delle castronerie scritte, ad esempio: nel titolo si legge Sally Ride e quell'amore gay celato per 27 anni e poi nell'articolo scrive Da quasi 30 anni aveva una compagna segreta, ha svelato l'associazione da lei fondata (Sally Ride Science) con una nota: «Oltre a Tam O'Saughnessy, la sua compagna di 27 anni, Sally lascia la madre, Joyce, la sorella Bear, la nipote Caitlin e il nipote Whitney».
Cioè aveva una compagna dalla nascita di questa o addirittura da due anni prima? O_O
Non ho parole e comunque riposa in pace grande Sally![/quote]

"Compagna di 27 anni" è la traduzione letterale di "partner of 27 years", che tradotto correttamente diventa "compagna da 27 anni." False friends...

Comunque, posto che la stampa italiana tutta dovrebbe tacere in materia di omosessualità e diritti civili connessi per almeno altri 10 anni, anche se Sally Ride non fosse stata lesbica sarebbe stata, in piccolo, un'icona della lotta contro la discriminazione sessuale e di genere. Il fatto che lo fosse non fa che magnificare il suo ruolo, in quanto ancora più discriminata di quanto fosse noto e visibile (sì, dover nascondere il proprio orientamento sessuale è una discriminazione.)
@ Guido

condivido in pieno la tua affermazione circa il fatto che non ci sarà mai parità fino a quando continueremo a fare distinguo di genere.

Però, quanto alla "prima donna nelo spazio", senza nulla togliere all' ingegno ed alle capacità dei russi (ed anche ai "miracoli" fatti dai loro ingegneri per riuscire a tenere testa ai ben più forniti finanziariamente e tecnologicamente concorrenti americani) bisognerebbe riportare il primo volo spaziale della Valentina Tereschova alla sua vera luce: poco più che propaganda... donna dalle capacità eccezionali, brevettata paracadutista etc etc, ma mandata su appunto in quanto donna, per poter fare fregiare l' URSS anche di questo "first" e basta.
E tra l'altro, a pensarci bene: se hai dimostrato di avere le capacità di mettere in orbita un peso di tot kg, costituito da una persona, e di farla tornare giù sana e salva (letteralmente farla tornare giù, visto il ruolo da "quasi passeggeri" dei primi piloti spaziali), che differenza fa se questa persona hai i cromosomi XY o XX ?
Non credo proprio che sia un caso che la seconda cosmonauta sovietica, la Svetlana Evgenevna, sia andata in orbita solo nel 1982, ben 19 anni dopo...