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128 commenti

Il nuovo Star Trek in anteprima a Milano e Roma: recensione (senza spoiler)

Questo articolo è stato scritto inizialmente il 4/6/2013, è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale e vi arriva grazie alle gentili donazioni di “mauroxf*” e “andrea@auli*”.

Star Trek Into Darkness sarà proiettato oggi (4 giugno) in anteprima alle 21, in lingua originale, a Milano e Roma, rispettivamente all'IMAX UCI Cinemas di Pioltello e all'UCI Cinemas Roma Est (con sottotitoli in italiano). Il film uscirà nelle sale il 12 giugno. Io sarò alla proiezione di Milano insieme a un away team di Trekker.

Alla proiezione di Roma sarà presente l'autore di fumetti David Messina, autore di Countdown to Darkness, fumetto prequel del film: è simpaticissimo e sa raccontare il mestiere del fumetto in maniera impagabile. Se potete, non perdetevelo: il film non so come sia, ma David è un grande.

Aggiornamento senza spoiler (2013/06/06)


Ci ho rimuginato un po' su e l'ho rivisto a Lugano all'anteprima per la stampa stamattina, sempre in inglese. Intendiamoci: Into Darkness è divertente, recitato bene (specialmente da un fantastico Cumberbatch, ma anche da Chris Pine, Zachary Quinto e Simon Pegg), ha effetti visivi molto belli e curati, è pieno di azione e (per chi è riuscito a evitare gli spoiler) ricco di colpi di scena.... ma non è Star Trek. Se l'avessero intitolato, in stile wertmulleriano, Film con astronavi che s'inseguono ed esplodono ed eroi vestiti con magliette colorate che salvano l'universo a suon di cazzotti, sarebbe un gran bel film (a parte i faretti puntati in faccia allo spettatore coi lens flare posticci, veramente fastidiosi). Ma chiamandolo Star Trek si deludono i fan di questa saga. In Into Darkness ci sono in particolare un paio di scene (che non vi anticipo) che causano un gastrospasmo d'orrore fra gli spettatori che conoscono lo Star Trek originale e vedono massacrata una delle cose più amate della serie originale. Non vi dico quale, così soffrirete come ho sofferto io.

Lasciamo stare la trama colabrodo (sulla quale scriverò una recensione con spoiler altrove): ci passerei sopra con affetto, come del resto si è sempre fatto per le incoerenze degli altri Star Trek, se ci fosse in questo film l'ingrediente che ha sempre contraddistinto Star Trek da tanta altra fantascienza, ossia il tema. Da Star Trek ci si aspetta che diverta e intrattenga, ma anche che abbia un tema di fondo che faccia riflettere sulla condizione umana, sull'etica, sulle differenze e sulla meraviglia dell'universo. Qui lo spunto di riflessione non c'è proprio, e non appena viene abbozzato dai dialoghi arriva un'esplosione a interromperlo.

Il dilemma, per i fan duri e puri, è se respingere questa versione alternativa di Star Trek, rimaneggiata in tutto (compresa la natura dei personaggi), un po' sessista (donne sostanzialmente relegate a damigelle da salvare o contemplare, in particolare con una scena decisamente gratuita), un po' razzista (gli eroi son tutti belli e bianchi, i traditori e i cattivoni sono quasi tutti scuri), fragorosa e vuota, perché tradisce gli ideali di meraviglia, riflessione e tolleranza del diverso rappresentati da Star Trek, o se abbracciarla comunque perché attira nuovi fan e nuove generazioni: ho visto tanti tweet di chi ha già visto Into Darkness senza sapere nulla dell'universo Trek, l'ha apprezzato e ne è stato invogliato a scoprire tutto il resto della saga, ben più ricca e profonda.

Vale la pena di andare a vederlo al cinema? Dipende. Il 3D, per quanto realizzato in post-produzione, è ben fatto (a parte alcuni movimenti troppo bruschi che impastano l'immagine), non è invadente ed esalta molte delle ambientazioni. Un paio di sequenze, inoltre, sono di puro nerd porn e vanno godute su grande schermo. Se volete passare due ore e rotti a vedere un film d'azione serratissima, Into Darkness non vi deluderà.

Ma non chiamatelo Star Trek.
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Commenti
Commenti (128)
"away team" :))
Sono consapevole che adesso scatenerò una discussione che durerà fino alla fine dei tempi, ma per me il film di stasera (come il precedente) non è Star Trek ma solo un buon film di fantascienza. Star Trek è tutt'altra cosa.
E adesso scatenatevi pure.
Buona giornata
'a vai! 'a vaiii!!!
avvertici se il film è una ciofeca...Grazie
@ alex alex

Credo sarai deluso dalla penuria di commenti conseguenti al tuo. :) Tecnicamente sono film inerenti alla saga di Star Trek, come Lo Hobbit lo è per la saga de Il Signore degli Anelli. I prequel ed i sequel vanno ad integrare ed ampliare un universo già costituito. Niente a che vedere con i gusti personali, solo delle ben mirate manovre di botteghino con un duplice scopo:

1) Fare un mucchio di soldi sfruttando l'enorme successo e la passione scatenata da un progetto molto fortunato.
2) Attrarre "nuove leve" tra i cciofani contemporanei, sempre per riportare al punto di cui sopra.

Che piaccia o meno, il progetto Star Trek (o qualsiasi altro progetto di successo) non è stato fatto solo per compiacere o solo per passione. Benché siano condizioni imprescindibili per determinare il successo del progetto, principalmente esso è nato per vendere un prodotto e ricavarne quattrini.

Ben vengano quindi i film come questo o il precedente. Finché ci sarà pubblico il progetto non morirà e se da una parte si potrà dire lo stesso per la passione che il progetto suscita, dall'altra ci sarà sempre chi guadagnerà talleri & dobloni.

A ben guardare nemmeno Star Trek è davvero Star Trek. E' più l'idea di Star Trek che smuove qualcosa nei fan e che fa pensare loro di poter decidere se questo film è Star Trek o meno. Star Trek, in realtà, è solo uno dei tanti progetti fortunati nati dall'industria del cinema che ha varcato la barriera dello schermo entrando nelle vite degli spettatori.

Trovo curioso notare quando lo spettatore si mette dalla parte di chi pensa di avere il diritto di decidere cosa gli possa piacere e cosa no, quando le sue stesse scelte provengono da un progetto esterno da sé che ha suscitato in lui la passione che prima non esisteva. Eppure in quel caso non l'ha deciso lui di mettere in piedi quel progetto. Se l'è trovato davanti bello e pronto all'utilizzo. Gli è piaciuto. Ne vuole ancora ma solo quello che vuole lui. Credo che abbia molto a che fare con l'aspettativa del singolo, più che con il gusto personale.

Chi mette in cantiere progetti come questi, sa benissimo (o pensa di intuire altrettanto bene) quali leve andare a muovere, quali siano le aspettative del pubblico. Con l'unica differenza che alcuni progetti muovono le leve giuste, al momento giusto e nella misura giusta. Altri, o esagerano oppure tirano troppo poco, oppure sono fuori tempo. Altri tirano proprio le leve sbagliate e cadono miseramente nel dimenticatoio.

C'è poi il discorso dell'età. Un fan della serie originale, cresciuto con gli episodi degli anni 60 per dire, difficilmente si troverà a suo agio con quelli degli anni 80/90. Un po' per affezione, un po' perché l'atmosfera non sarà più quella. Molto perché nel frattempo il soggetto è cresciuto ed è cambiato e con lui, le sue aspettative. Ma nel contempo sono cresciuti altri soggetti più recettivi verso la serie più nuova. Ed il ciclo ricomincia.

Insomma, anche quando si pensa di poter decidere se questo o quel film può o non può essere considerato come facente parte della serie originale, in realtà non è una scelta vera e propria. Questa è già stata operata da qualcuno che ha in mano il progetto Star Trek. E questo vale dagli inizi fino ai giorni nostri. Rimane invariato, in tutto ciò, il gusto personale, quello cioè che può far esclamare "OVVOVE!" alla vista dei primi tre capitoli della saga di Star Wars, ma che, sempre per una scelta inoculata attentamente, ha comunque visto e successivamente commentato. In pratica ha fatto fare qualche soldino in più a chi ha in mano il progetto.

:D
Beh Stupidocane che dire, se non chapeau! Una disamina veramente esaustiva. Peraltro condivido quasi tutto quello che dici.
Per quanto riguarda l'essere o meno Star Trek dei film di J J, vorrei semplicemente aggiungere che si tratta della solita questione per cui, a suo tempo, anche DS9 "non è star trek", solo perchè era diversa da quanto visto fino a quel momento (stessa cosa per "Enterprise").
Ora mi pare che entrambe siano state definitivamente "adottate" dai fan, quindi, dando tempo al tempo, molto probabilmente anche i nuovi film avranno lo stesso fato.
PS: per inciso a me il primo film di JJ è piaciuto.
Da Trekker convinto non potrò evitare di vederlo, anche se so che me ne pentirò. Assisterò inerme alla distruzione del mio personaggio preferito: Spock.
@Paolo Attivissimo

ATTENZIONE QUESTO E' UN MESSAGGIO RISERVATO: ASSOLUTAMENTE VIETATO LEGGERLO!!!!

Potresti portarti una telecamera e registrare il film?
Poi lo potresti condividere con torrent.

E' un reato? E chi vuoi che ti scopra.
Ah, pensi al messaggio?
NOOOOO. Non ti preoccupare. Questo messaggio non lo leggerà nessuno: ho scritto in maiuscolo che è risera... riversa... risrev... privato.
@ Guseppe

Intanto mi scuso per aver letto il messaggio. Ma solo per farti presente che non gli serve la telecamera nascosta, tanto meno torrentare il film. Gli bastano gli impianti bioplasmatici per registrare l'ambiente circostante per poi ritrasmettere dagli occhi la serata del film alla cena de iDisinformatici.

L'anno scorso ci ha proiettato "La Bella e la Bestia 3D". E senza dover usare gli occhialini. Avessi visto che candelieri...
Bloodletter Media fece una recensione del precedente episodio che descrive a mio avviso perfettamente questi nuovi reboot di star trek: "bel film d'azione ambientato nell'universo di star trek", in pratica. La cosa che più colpisce è come non sappiano sottrarsi al bisogno di estremizzare ogni cosa, quasi che l'alternativa fosse la noia: il risultato è che ad ogni episodio alzano sempre di più la posta, ritrovandosi a dover resettare e ripartire da zero con una nuova serie dopo pochi episodi, per mero "esaurimento" morale e materiale. Se parti facendo esplodere un pianeta, cosa potrai mai fare nel seguito? Esplodere mille pianeti? Perchè questa è la loro logica: sempre di più, più veloce, più grande. Persino Spock non ha nulla del vulcaniano: lungi dall'essere distaccato in modo a volte irritante per gli umani, pare perennemente arrabbiato ed ha frequenti scatti d'ira o comunque emotivi. Non ho dubbi che anche questo episodio, preso come film d'azione, sia ben fatto e piacevole, ma cercare i favolosi "spunti di riflessione" tipici di Star Trek è una causa persa, qui.
"bel film d'azione ambientato nell'universo di star trek", in pratica. La cosa che più colpisce è come non sappiano sottrarsi al bisogno di estremizzare ogni cosa, quasi che l'alternativa fosse la noia: il risultato è che ad ogni episodio alzano sempre di più la posta, ritrovandosi a dover resettare e ripartire da zero con una nuova serie dopo pochi episodi, per mero "esaurimento" morale e materiale.

Mi fai tornare in mente un filmetto che mi è piaciuto più di quel che mi aspettavo: Battleship. Sappiamo (chi l'ha visto) che è un filmetto rispetto ai blockbuster di ST, ma fa il paio con quanto dice fede: Battleship è carentissimo dal punto di vista di copioni e storia, ma è infarcito di azione ed effetti speciali a badilate. Un Transformers sul mare, và. Ma è proprio questo il punto. La differenza tra Transformer ed i filmoni di ST è che dietro c'è già una storia con dei personaggi ben delineati, un background "ingombrante" e ben collaudato. Allo sceneggiatore "non resta" (magari fosse così facile) che imbastire una storia che non strida troppo con quanto già conosciuto, integri con degli aspetti nuovi ed autobetoniere di KABLAMM!!! Tanterrimi KABLAMMM!!

Per assurdo, cambiando i personaggi (e di conseguenza il background) si potrebbe fare lo stesso film per Star Wars. Che ne sappiamo noi degli anni di mezzo di Han Solo? (Ora sparo baggianate di proposito) Non potrebbe essere stato imbarcato come cadetto su una nave dell'Impero, in corsa per divenirne Ammiraglio salvo poi capire che stava dalla parte sbagliata e KABLAAMMM!!! ? E, per buona misura K-K-KA-KABLAAAMMMM!!!! ?? E vissero felici ed iperspaziati... Titoli di coda piani a perdere...

Io penso che oggi, non solo nel cinema, ci sia poco coraggio imprenditoriale.
Pensate quanti film, oggi, sono prequel, sequel ,pre prequel, spin off, visto da lui, visto da lei, ecc...

Questo accade perché si cerca di andare il più possibile sul sicuro e di ottenere il guadagno facile, come ha già ben spiegato stupidocane.

Oggi, lavori di originalità equivalente, in rapporto all'epoca di realizzazione, a quella di Star Trek o Doctor Who (giusto per restare nell'argomento dell'articolo, perché lo stesso discorso vale per la musica ad esempio), secondo me, difficilmente vedrebbero la luce.

Vorrei sentirmi dire che mi sbaglio e che l'originalità delle opere di oggi mi sfugge perché sono ignorante in questo campo e/o con lo sguardo troppo rivolto al passato.
Vorrei sentirmi dire che mi sbaglio e che l'originalità delle opere di oggi mi sfugge perché sono ignorante in questo campo e/o con lo sguardo troppo rivolto al passato.

Sucker Punch. Guardalo.

Diverso. Originale. O piace o fa schifo.
@Stupidocane

Il primo commento è, semplicemente, stupendo. PUNTO. Grazie per aver condiviso il tuo parare.
Due cose, la prima:
io nel 2008 non avevo la minima idea di cosa fosse Star Trek. Poi, con un amico che si trovava pressoché nelle mie medesime condizioni, abbiamo scoperto che J.J.. Abrams avrebbe fatto un film, così ci siamo detti "perché prima che esca il film non ci vediamo la serie?". E' così abbiamo cominciato ad entrare in questo fantastico universo. Non solo, abbiamo passato belle serate e pomeriggi cinsieme a guardare degli uomini in tutina rossa morire tra montagne di cartone. Poi finita la serie classica non potevamo fermarci e abbiamo visto anche TNG. Purtroppo io e il mio amico non viviamo insieme e quindi non riusciamo ad avere la costanza di vedere una puntata al giorno. Ai giorni nostri, stiamo ancora vedendo la quarta stagione di DS9, ma prima o poi finiremo :). Per questo devo ringraziare J.J. Abrams.
La seconda:
Si sa benissimo cosa faceva Han Solo prima di episodio IV :P
Esiste infatti quello che viene chiamato universo espanso di Star Wars (se fai una ricerchina capisci di cosa parlo). Pensa che esiste la storia della "Galassia" dal momento in cui è stata scoperta la Forza, fino a diversi anni dopo la sconfitta dei Sith. I prossimi film che usciranno di Star Wars (episodio VII, VIII e IX, prodotti dalla Disney) dovrebbero prendere spunto proprio da ciò che ha creato la Lucas Art negli anni tramite libri, fumetti e videogames. Non ho dati per essere certo che sarà così, ma io lo spero proprio!
Ciao!
Condivido buona parte della grandiosa disamnina di Stupidocane, sarà che forse sono una fan "inconsapevole" di Star Trek.

Star Trek è come la Bibbia: dentro c'è tutto e il contrario di tutto e partendo dalla serie originale possiamo raccontare una infinità di nuove storie solo prendendo in esame alcuni elementi meno approfonditi o tralasciati prima. Il prequel di J J Abrahams infatti mi era piaciuto per questo motivo: i personaggi già mostravano quegli elementi tipici del loro carattere, e, sebbene ancora dei "bamboccioni" rivolti più che altro a se stessi e ai loro problemi o alle loro vicende personali, nel corso del film "imparano" a limare certe loro spigolosità e, insieme, diventano il futuro equipaggio dell'Enterprise.

Forse non sarà Star Trek come lo avevamo conosciuto in passato, però mi viene un mente pure un curioso episodio dell'Odissea: Ulisse è imbarcato su una nave dei Feaci, che finalmente lo riporterà a Itaca (o almeno così mi pare) e gli si avvicina un giovane mozzo che gli chiede di narrargli la sua storia. Ulisse lo riconosce: in realtà quel mozzo è Atena, la dea che lo ha seguito e protetto per tutte le sue avventure e peregrinazioni (nel mondo reale gli eroi greci sarebbero stati degli schizofrenici!). Anche il mozzo/Atena sa che Ulisse l'ha riconosciuta. Ma in tutto ciò Ulisse inizia a raccontare una storia totalmente inventata in cui le sue avventure non sono affatto quelle che aveva vissuto sino a quel punto. Ora ci aspetteremmo che la dea andasse su tutte le furie urlando "Ma chi vuoi prendere in giro???". Invece se ne sta lì ad ascoltare questa nuova storia.
Perché Ulisse racconta una storia totalmente inventata alla dea, pur avendola riconosciuta e perché lei non smaschera l'inganno? Forse per il bisogno di "nuovo" che hanno sia il narratore sia chi ascolta le storie (quando sono ben raccontate).

Troppo cerebrale come interpretazione? Beh sappiate che sono addirittura riuscita a dare una intepretazione dal punto di vista della psicanalisi junghiana a "Sucker Punk"... (che pure mi è sembrato bello, ma un po' eccessivo).
Forse ho solo bisogno di un bravo strizzacervelli, ma temo di non essere la sola... ;-)
@ Giskard

La seconda:
Si sa benissimo cosa faceva Han Solo prima di episodio IV :P
Esiste infatti quello che viene chiamato universo espanso di Star Wars (se fai una ricerchina capisci di cosa parlo). Pensa che esiste la storia della "Galassia" dal momento in cui è stata scoperta la Forza, fino a diversi anni dopo la sconfitta dei Sith. I prossimi film che usciranno di Star Wars (episodio VII, VIII e IX, prodotti dalla Disney) dovrebbero prendere spunto proprio da ciò che ha creato la Lucas Art negli anni tramite libri, fumetti e videogames. Non ho dati per essere certo che sarà così, ma io lo spero proprio!
Ciao!


So che esiste quella cosa chiamata "Universo espanso", fatta di libri, fumetti ed altre cosine carine che, prima o poi, affronterò. Ignoravo si sapesse chi fosse e cosa facesse Han prima della saga. Ma avevo anche messo la frase (Ora sparo baggianate di proposito) proprio per mettere al riparo la mia ignoranza dalle puntualizzazioni dei fan. ;)

Avrei dovuto metterla prima di scrivere che non si sa quasi nulla sul passato di Han Solo. Mea culpa... :D
@ Giovanni

Il primo commento è, semplicemente, stupendo. PUNTO. Grazie per aver condiviso il tuo parare.

Ma ti pare... anzi, ti paro...
Paolo, senza dare anticipazioni, che ne pensi di Star Trek Into Darkness ora che l'hai visto?
Grande Paolo, sapevo che non saresti potuto mancare ad un anteprima del genere.
Una tua analisi del film sarà migliore di tante recensioni ufficiali.
Vai e goditi lo spettacolo!
E' come il film di A-Team: i personaggi si chiamavano Hannibal, Sberla, PE. Murdock, ma il resto non c'entrava niente. Ora, io non l'ho visto il film di ST, ma sicuramente è così. Ed è voluto.
@Stupidobau
non sapevo sp fosse un film
;P
@ max

Ehm... non l'ho capita...

@Stupidocane: non sono d'accordo neanche con le virgole di quel che hai scritto.

"Credo che abbia molto a che fare con l'aspettativa del singolo, più che con il gusto personale."
Non è del tutto vero. Una volta che un prodotto artistico viene creato e dato in pasto al pubblico, in questo caso ST anni 60, tutto quello che viene dopo nasce e cresce organicamente seguendo la forma tracciata dalla sua visione originale. Perché chi crea ed aggiunge a quel mondo è qualcuno che, come gli spettatori, è stato colpito dal progetto originale e ci lavora sopra per darci una sua visione di quel mondo. Chi ha lavorato su tutte le serie di ST era prima di tutto una persona che conosceva ed aveva apprezzato ST originale e, in secondo luogo, un professionista che studiava i trend e faceva quel che il pubblico voleva. Questo dava continuità artistica all'opera. Per quello se prendi uno dei più amati episodi di ST degli anni 60 (City on the Edge of Forever), uno dei più amati di ST anni 80 (The Inner Light) ed uno dei più amati di DS9 (The Visitor), noterai degli elementi comuni, al di là del cast dell'ambientazione e della "superficie" che è differente ed adattata ai tempi.

Nel caso dei film di Abrams invece (il primo almeno, il secondo non l'ho ancora visto) si tratta di un lavoro fatto da una persona che non conosce il brand per sua stessa ammissione e che quindi è SOLO ed UNICAMENTE una persona che conosce i trend e vi ci si adatta. Non per niente il reboot di ST richiama ST NON nei contenuti, negli "elementi comuni" di cui parlavo sopra, ma solo nell'apparenza: i personaggi recitano frasi già sentite in altri film, fan citazioni e mimano la recitazione dei personaggi originali. Ma niente di più. La "sostanza" del film è più vicina ad una fantascienza starwarsiana piuttosto che trekkiana.

Quindi, no, non puoi prendere qualsiasi brand e farci quel che ti pare solo perché tanto sono problemi di chi ha "gusto personale" in conflitto con i tempi. Forse ST è un brand che non può vivere nel 2010 senza essere snaturato. Forse sì. Sicuramente il progetto di Abrams è rispettoso verso il materiale originale e verso i fan come un ubriaco che ridipinge la Monna Lisa con il ketchup sull'asfalto e lo chiama "reboot".
@ Danilo

Ok. Ne prendo atto. :)

Una sola cosa: non ho mai detto che la passione o la visione artistica degli autori vada messa in secondo piano, asserendo anzi che è condizione imprescindibile per il successo di un progetto come ST. O come Lost.

Ma non è il fulcro del mio discorso. Il succo è questo: a chi piace ST (qualsiasi serie/film) è convinto che gli piaccia perché è come l'avrebbe immaginato egli stesso oppure perché qualcuno, partendo da una passione, ha progettato il tutto per piacere al pubblico? Quanto della tua passione per ST sarebbe reale se nessuno l'avesse inventato o, come succede sempre più spesso, nessuno ci avesse mai creduto, ergo prodotto e distribuito?

Ed ancora: siamo sicuri che un remake di ST (la serie originale) con gli effetti speciali del giorno d'oggi ma mantenendo la stessa sceneggiatura, avrebbe lo stesso successo (in realtà a quei tempi abbastanza "tiepido") di quella degli anni '60? Riuscirebbe ST 2013 a generare lo stesso successo che ha investito generazioni di telespettatori per i prossimi 40 anni?

Secondo me no. E per una ragione abbastanza banale che spiego qui sotto con un esempio:

: Battlestar Galactica. Secondo il mio modestissimo parere, la più bella serie di fantascienza che abbia mai visto. Un bel cast, bei personaggi, una storia molto interessante, una sceneggiatura di buon livello, effetti speciali di qualità, azione nella giusta misura, attenzione alle regole della scienza, ultima stagione conclusiva (la quarta) che non lascia l'amaro in bocca... insomma, un progetto ottimo sotto molti punti di vista. Che fine ha fatto? Perché un prodotto così buono non ha avuto il successo di pubblico che avrebbe meritato?

Principalmente perché la fantascienza, oggi come oggi, tira poco.

Leve giuste, tirate nel modo giusto, nel momento sbagliato.

Naturalmente secondo me, eh. Poi se vuoi non essere d'accordo con le virgole neanche qua, dimmelo che cambio punteggiatura. :DD


@Stupidocane

La mia opinione è che Battelstar Galactica avrà sicuramente più seguito della sua messa in onda originale; ma non raggiungerà il livello di "mito" di Star Trek. A oggi l'unica cosa che è confrontabile con la serie originale di Star Trek come storia (della serie, non in fiction) è Firefly. Ma ne deve mangiare ancora di polenta Mal ;)
@ Palin

ma non raggiungerà il livello di "mito" di Star Trek.

Probabilmente neanche Star Trek raggiungerebbe il mito si Star Trek, se fosse rieditato oggi. Spero di sbagliarmi tantissimo in quanto adoro la fantascienza, ma non vedo molti futuri "miti" fantascientifici all'orizzonte. :D
@stupidocane

è anche un problema di tempi, certo, ma anche di mode. Pensa a quanto è durata l'onda (corta) di Lost, che è stato incensato in maniera indegna...
Ma Lost non era fantascienza, era un minestrone di generi totalmente insensato. :D
@ Loop d'la Loona

Ma Lost non era fantascienza, era un minestrone di generi totalmente insensato. :D

Infatti ho tirato fuori Lost per fare un esempio di "progetto di successo". Potevo scrivere House M.D. ed il succo non cambiava. :)
Breve anticipazione: invio post multiplo. Ho risposto in un unico blocco a diversi spunti. Ecco spiegata la lunghezza. Spero non sia un problema.

Si è partiti dalle opinioni sui film, si è passati a commentare Star Trek nel suo insieme e si è finiti a parlare di altre opere e della fantascienza in genere.
Come al solito, si mette troppa carne al fuoco, il dibattito si allarga e io, che amo analizzare ogni singolo punto, mi dilungo. Adesso su che aspetto mi concentro? Magari seguirò come traccia i vostri commenti. Avviso di avere visto solo il primo film di Abrams, una sola volta e parecchio tempo fa.

[quote-"Stupidocane"]Tecnicamente sono film inerenti alla saga di Star Trek, come Lo Hobbit lo è per la saga de Il Signore degli Anelli. [/quote]
Non mi trovi d'accordo. “Lo Hobbit” è il prequel del “SdA” come “ Enterprise” lo è di Star Trek TOS. In questo caso non parlerei di prequel ma di reebot. Con l'espediente del viaggio nel tempo di Spock, si riscrive completamente la storia. Se fossi pignolo mi chiederei perchè non intervengano gli agenti temporali così amati dal capitano Janeway .

Ammettiamo che abbiano chiuso un occhio per Spock e teniamoci per buona la nuova linea temporale e quindi il reboot, (non prequel) che non va ad ampliare l'universo Star Trek ma lo riscrive. E' un problema? No. In fondo grazie al film di Abrams ho potuto assistere a quello che per me è, forse, l'evento più importante di tutto l'universo Trek. Più importante del primo contatto, più importante della nascita della Federazione, più importante del varo della NCC – 1701: assistere a Kirk che trucca il test della Kobayashi Maru (ahahah, impagabile).

Il problema adesso è stabilire se il modo in cui si riscrive sia compatibile (non dico all'altezza ma compatibile) con il prodotto originale. Hai ragione,un film, se vuole uscire, deve vendere al botteghino e per vendere deve andare incontro ai gusti non solo dei vecchi fans (che spesso seguono a prescindere) ma coinvolgere anche un nuovo target. Le due cose, però, non dovrebbero andare in conflitto.

L'evoluzione nella scenografia è scontata in qualcosa che si sviluppa nell'arco di 50 anni. Lo stesso vale per la psicologia dei protagonisti (in Star Trek diventa sempre più approfondita), le interazioni tra i personaggi (sempre più complesse) e lo stesso intreccio (sempre più elaborato). Potrei restare qui a scrivere un saggio sulle evidenti differenze tra una puntata di TOS (così ingenue viste con gli occhi di oggi) e una di una serie più moderna.

Ma possiamo dire che i film di J.J. sono solo uno dei tanti interventi di chirurgia plastica necessari per rendere ancora attuale il prodotto? Per me e, da quanto leggo, per molti altri (come Danilo Salvadori con il quale concordo pienamente), Abrams non ha solo stiracchiato un po' di rughe ma si è adoperato in un intervento radicale, rendendo Stra Trek un action film su base fantascientifica. Così il prodotto risulterà certamente più attraente ad un pubblico più vasto. Uno spettatore adolescente non si sentirà dare dello sfigato se dirà di andare a guardare Star Trek; ma a che prezzo? Ho visto un trailer del secondo film: attentati, esplosioni, inseguimenti... un action adrenalinico, appunto. Senza i temi del viaggio, dalla frontiera, della scoperta (ma anche della politica, della religione, delle civiltà esotiche), indipendentemente che il film piaccia, è sempre Star Trek? Io non credo.
[quote - “Giskard”]Ai giorni nostri, stiamo ancora vedendo la quarta stagione di DS9, ma prima o poi finiremo :). Per questo devo ringraziare J.J. Abrams. [/quote]
DS9: unica serie Trek di cui non sono ancora riuscito a guardare tutte le stagioni. Il bello è che, grazie a Voyager so come si sviluppa e poi finisce la guerra contro il Dominio. Comunque...questo è un aspetto da non sottovalutare; ragazzi che si avvicinano alla serie classica e successive, incuriositi dagli ultimi film. Sinceramente dubito che in molti abbiano la vostra costanza. Se non si si è amanti della visione Trek del mondo ma si è solo attirati dagli effetti della computer grafica, non si sopravvive a cinque stagioni di TOS.

[quote – “Stupidocane”]Quanto della tua passione per ST sarebbe reale se nessuno l'avesse inventato...[/quote]
Ti rendi conto che è come chiedere: “ Quanto ti vorrebbe bene tua madre se tu non fossi mai nato?”
La domanda non ha molto senso così formulata. Trovo ovvio che senza uno Star Trek prodotto non potrei parlare di Kirk, Picard, Sisko e compagnia bella ma i personaggi, gli eventi riprodotti sono solo un espediente per descrivere altro. Se Star Trek non fosse mai stato prodotto? Non sognerei di viaggiare su una nave di nome Enterprise (classe Galaxi, grazie, amo viaggiare comodo) ma, ad esempio, resterebbe radicato in me un aspetto trek essenziale: la speranza di un genere umano unito che fa completamente suo il verso dantesco : “ Fatti non foste a viver come bruti...”.

[quote – “Stupidocane”]...siamo sicuri che un remake di ST …. avrebbe lo stesso successo [/quote]
Ovviamente no, hai ragione. Come ho scritto precedentemente, tutto si deve adattare alla società contemporanea. Devono cambiare i contenuti, non solo gli effetti speciali. Ma i nuovi contenuti devono essere rivisti sempre con la stessa sensibilità. Non so: oggi avere Uhura (donne di colore) in plancia non farebbe più scalpore ma magari si potrebbe inserire un ufficiale umano transessuale. La guerra fredda è finita, i Klingon non sono un problema ma oggi si ha paura del terrorismo e del fanatismo religioso. Affrontare questo tema ( beh, con gli Xindi e i Bejioriani qualcosa è stata fatta, in effetti) sempre in chiave di lettura Trek? Globalizzazione e multinazionali: se i Ferengi avessero più peso nella politica del quadrante? Temi nuovi proiettati e affrontati nella galassia Trek.

[quote – “Stupidocane”] : Battlestar Galactica. Secondo... ultima stagione conclusiva che non lascia l'amaro in bocca... Principalmente perché la fantascienza, oggi come oggi, tira poco. [/quote]
Davvero ti è piaciuto il finale? Tralasciamo Kara/Scorpion che ricompare dal nulla e il modo in cui si raggiunge la (nostra) Terra . Ma quella scenetta finale in strada (non descrivo per non spoilerare troppo) era davvero necessaria? Mah...i gusti sono gusti.
La fantascienza non tira? A questo punto, se lo scopo ultimo è vendere a qualunque costo, basiamo il film su scene di sesso tra Kirk e qualunque essere femminile si muova. Così rispettiamo l'indole storica del capitano e rendiamo interessante per tutti la visione. Magari potremmo affiancare una nave piena di cadette vulcaniane che, per una strana radiazione (il tema scientifico), sperimentano tutte insieme il loro primo pon farr.
[quote – “Palin”] A oggi l'unica cosa che è confrontabile...è Firefly. [/quote]
Mmmh... affermazione che mi lascia molto perplesso. Tanto perplesso che non argomento neanche. L'accetterò tacitamente come valutazione personale, quindi insindacabile.

[quote – “Stupidocane”] non vedo molti futuri "miti" fantascientifici all'orizzonte. :D [/quote]
Non avendo la pay TV arrivo sempre un po' in ritardo sulle ultime novità. Ma dato l'andamento degli ultimi anni, ti do ragione. Se guardo al decennio scorso, devo dire che non mi è dispiaciuto l'universo Stargate . Un po' più “leggero” rispetto a quello di Star Trek ma piuttosto ben costruito. I problemi ci sono. Intanto Star Trek non si fece tutto in una volta; sono serviti decenni per creare il mito. Adesso le case produttrici hanno l'abitudine di lanciare una serie e interromperla al primo, leggero, calo di ascolti. Poi lo spettatore medio non nutre più molta fiducia nella scienza, le aspettative per il futuro sono fosche. Ed ecco il successo delle trame survivor.
Beh, va bene... parlo da trekker, peraltro 'deviante' per alcuni, visto che la mia serie preferita in assoluto è DS9. Il sig. JJ potrà pure farci quel che vuole del marchio che gli hanno dato in gestione, ma io posso pure permettermi di rifiutarlo in toto DOPO averlo visto. Il primo film l'ho trovato sciocco, pieno di esplosioni inutili, senza alcuna continuità con un universo (pure 'morale', un'epica consolidata del XX° secolo) nato nel 1966, carico dell'insopportabile hybris del suo autore... che come 'LOST' insegna, a mio modesto parere, è soltanto un eccellente venditore di fumo.
Vedrò di sicuro, prima o poi, questo secondo capitolo, permettendomi di non considerarlo assolutamente in alcuna relazione con Star Trek... Siamo più dalle parti di Fast & Furious con astronavi...
Vero che ST ha sempre trovato la sua dimensione in TV, ed al cinema è spesso sceso a mediocri compromessi, ma in tv ci ha donato episodi degni di essere considerati 'epica'.
Mi viene in mente, ad esempio, come già nella prima stagione di DS9, lenta ed interlocutoria, vi fossero episodi 'enormi' come 'Colpevole ad ogni costo', in grado di far pensare (e pure piangere). Il nuovo ST è un inno a questi tempi malati, dove la speranza nel futuro e concetti solo apparentemente banali come 'l'IDIC' vulcan sono stati sostituiti dalla pornografia della morte (vedi gli infiniti CSI e cloni vari) e dall'irrazionale più cupo.
Generazioni di scienziati si sono formati dopo aver sognato su ST... sull'ST di JJ si potrebbero formare soltanto artificieri e guitti da avnspettacolo.
IMHO, naturalmente.
@Stupidocane:
la visione artistica degli autori è condizione imprescindibile per il successo di un progetto

Ma è proprio lì il punto di critica verso il primo film di Abrams (correggo il tiro di prima. Il secondo film sta ricevendo recensioni estremamente positive per quel che riguarda l'approfondimento dei personaggi e le tematiche trattate, quindi lo elimino temporaneamente dalla critica).
Quando crei un progetto da zero, come fece Roddenberry negli anni 60, sei libero di seguire totalmente la tua visione artistica e basta. Ma quando crei un progetto che usa il nome di un brand conosciuto, sei necessariamente legato a creare qualcosa che sia non solo artisticamente "tuo" e al passo coi tempi, ma anche rispettoso della visione artistica originale. Questo non vuol dire che non sei libero di far quello che ti pare, ma è necessario che comprendi gli aspetti che hanno portato l'originale ad avere successo e li rispetti.
Guarda i prequel di Star Wars ad esempio: perché fan schifo? Perché Lucas si è dimenticato che ciò che rendeva unica la saga iniziale era la storia che ricalcava la struttura dei miti e delle fiabe classiche ed i personaggi che vivevano una crescita ed un percorso coinvolgente. Non era solo questione di "c'è l'astronave e la spada laser e poi esplode tutto".
JJ Abrams nel primo film ha fatto lo stesso errore. Ha tentato di andare sul sicuro plagiando l'Ira di Khan ma il problema è che ha mancato ciò che rendeva quel film unico (che non è che c'è un cattivo con il petto nudo che urla minacce mentre Kirk gli risponde urlando "Khaaaaaaaan!"). Nero non ha spessore, la trama non ha alcuna chiave di lettura diversa dalla classica "cattivo vs buoni", i personaggi sono quasi tutti sagome stereotipate e tutto il tempo che il film potrebbe usare per approfondire le loro storie lo spreca per incasinare una trama già abbastanza incasinata inserendo buchi neri e supernove senza avere idea di come funzionano e facendo vedere Kirk che si picchia con la gente e rimane appeso a qualcosa. Rimane un ottimo film d'azione ma ST NON E' un franchise d'azione.

Riuscirebbe ST 2013 a generare lo stesso successo che ha investito generazioni di telespettatori per i prossimi 40 anni?

Bella domanda. Come ho detto prima, forse non c'è posto per una fantascienza alla ST nei giorni nostri. Però ho i miei dubbi. Film come District 9 e Moon hanno lo stesso taglio della fantascienza "sociale" o "filosofica" classica di ST ed hanno avuto successo incredibile.

Perché un prodotto così buono non ha avuto il successo di pubblico che avrebbe meritato?

Stai scherzando? Battlestar Galactica è stata una delle serie più viste degli ultimi 10 anni negli USA. Ha vinto decine di premi, generato 3 film per la TV, 2 spin-off, 1 gioco da tavolo, perfino dei videogame credo... Chiamala "serie di poco successo"!!! :-D
@Nikonzen:
Senza i temi del viaggio, dalla frontiera, della scoperta (ma anche della politica, della religione, delle civiltà esotiche), indipendentemente che il film piaccia, è sempre Star Trek? Io non credo.

Suggerisco però di lasciare le critiche a dopo. Il trailer mostra ben poco ed è difficile da usare come metro di giudizio. Molti critici che seguo stanno dando recensioni positive dicendo come affronti tematiche di terrorismo e guerra estremamente attuali ed in modo interessante. Quindi un po' di speranza si può avere. :-) :-) :-)

non si sopravvive a cinque stagioni di TOS.
3 Stagioni vuoi dire. :-) :-)
@Kruaxi:
è soltanto un eccellente venditore di fumo
Mi lancio in difesa di Abrams. Lost non è solo colpa sua. Anzi. Lui se n'è andato quasi subito e il suo progetto originale prevedeva una miniserie di 20 episodi al massimo da quanto ha spiegato dopo. Il delirio caotico l'ha fatto Lindelof, che ha dimostrato la sua incompetenza da sceneggiatore anche in Prometheus.
Abrams è un gran bravo regista. Se rimuovi tutti i lens flare, ha una grande abilità nel creare parallelismi visivi molto interessanti. Ha solo il problema di non essere affiancato da un ottimo sceneggiatore.

@nikonzen
"Non mi trovi d'accordo. “Lo Hobbit” è il prequel del “SdA” come “ Enterprise” lo è di Star Trek TOS. In questo caso non parlerei di prequel ma di reebot. Con l'espediente del viaggio nel tempo di Spock, si riscrive completamente la storia. Se fossi pignolo mi chiederei perchè non intervengano gli agenti temporali così amati dal capitano Janeway ."

Probabilmente perché gli sceneggiatori hanno pensato che un tal salto nel tempo in quell'epoca abbia completamente cambiato la timeline e gli agenti temporali (che già comparivano, ricordiamolo, in Enterprise) sono o stati soppiantati o l'organizzazione è sciolta.
@Palin:
gli agenti temporali (che già comparivano, ricordiamolo, in Enterprise) sono o stati soppiantati o l'organizzazione è sciolta
E stranamente il cambio di linea temporale ha mutato l'aspetto fisico dei Romulani che non hanno più fronte a V, dei Klingon che non hanno più una tartaruga in testa, ha fatto comparire nuove razze mai viste prima ed ha modificato l'aspetto di sale motori, funzionamento di motore a curvatura, supernove, buchi neri e permette la propagazione di onde d'urto nel vuoto.

Scherzi a parte, io continuo a pensare che avrebbero fatto meglio a fare un reboot e basta. Avrebbero potuto creare un personaggio con più spessore ed interesse di Nero ed avrebbero potuto far apparire Nimoy o Shatner come personaggi cameo per far felici i fan. Tanto che senso ha rimanere fedele al canon della serie in un punto della sceneggiatura e poi pulirtici il deretano nell'altro? Tanto vale che fai ripartire tutto da capo alla Batman Begins. :-D
@ Danilo

--- parlando della visione artistica---

Ma è proprio lì il punto di critica verso il primo film di Abrams (correggo il tiro di prima. Il secondo film sta ricevendo recensioni estremamente positive per quel che riguarda l'approfondimento dei personaggi e le tematiche trattate, quindi lo elimino temporaneamente dalla critica).
Quando crei un progetto da zero, come fece Roddenberry negli anni 60, sei libero di seguire totalmente la tua visione artistica e basta.


Sei sicuro di quello che dici? Non credi che in un progetto complesso come una serie televisiva rientrino anche altri fattori come ad esempio, lo share? Io penso di sì. Ripeto che con questo non voglio dire che una serie sia "solo" un prodotto da vendere per far soldi, ma è soprattutto quello. Che poi la visione dell'autore coincida fortuitamente con una serie di fattori già elencati prima è come... il cacio sui maccheroni... (chiedo scusa per la similitudine sgrausa) :)

Ma quando crei un progetto che usa il nome di un brand conosciuto, sei necessariamente legato a creare qualcosa che sia non solo artisticamente "tuo" e al passo coi tempi, ma anche rispettoso della visione artistica originale. Questo non vuol dire che non sei libero di far quello che ti pare, ma è necessario che comprendi gli aspetti che hanno portato l'originale ad avere successo e li rispetti.

Perfetto. Ma se il produttore, che forse è colui che ha il polso del mercato più di tutti, decide che fare un prodotto più attinente possibile all'originale creerebbe una perdita di pubblico, ergo un investimento infruttuoso? Non è che voglio aver ragione a tutti i costi, ma quando si parla di grande distribuzione, si deve andare a pescare nel bacino più grande possibile. Ai produttori non interessa fare film (o serie) per i pochi fan. Interessa farci un mucchio di soldi "fabbricandoli" i fan.

Guarda i prequel di Star Wars ad esempio: perché fan schifo?

Fan schifo a chi? Ai fan degli originali del 77. Ho fatto vedere a mia figlia allora dodicenne tutta la serie ed il risultato è opposto al tuo: a lei fa schifo la trilogia originale e piace di più quella moderna dei prequel. (Il tutto comunque senza appassionarla più di tanto). :(
Perché Lucas si è dimenticato che ciò che rendeva unica la saga iniziale era la storia che ricalcava la struttura dei miti e delle fiabe classiche ed i personaggi che vivevano una crescita ed un percorso coinvolgente. Non era solo questione di "c'è l'astronave e la spada laser e poi esplode tutto".

Secondo me no. E' anche questione di attualizzare un prodotto di quasi 40 anni alle esigenze moderne, di trovare nuovi fan, di fare altri soldi.

JJ Abrams nel primo film ha fatto lo stesso errore. Ha tentato di andare sul sicuro plagiando l'Ira di Khan ma il problema è che ha mancato ciò che rendeva quel film unico (che non è che c'è un cattivo con il petto nudo che urla minacce mentre Kirk gli risponde urlando "Khaaaaaaaan!"). Nero non ha spessore, la trama non ha alcuna chiave di lettura diversa dalla classica "cattivo vs buoni", i personaggi sono quasi tutti sagome stereotipate e tutto il tempo che il film potrebbe usare per approfondire le loro storie lo spreca per incasinare una trama già abbastanza incasinata inserendo buchi neri e supernove senza avere idea di come funzionano e facendo vedere Kirk che si picchia con la gente e rimane appeso a qualcosa. Rimane un ottimo film d'azione ma ST NON E' un franchise d'azione.

Non è un franchise d'azione? Concordo, ma oggi se non c'è azione, al cinema non ci va nessuno. Forse stanno ceracndo di trasformarlo in quello che il fan accanito non vuole. E non ci può fare nulla. E' questo il punto del mio discorso. Puoi decidere di criticare il film mettendo sul piatto della bilancia la serie originale, decantandone le doti e puntare i piedi quanto ti pare sul fatto che i reboot siano o non siano Star Trek. Ma non è una tua scelta il poter decidere se lo diventeranno. L'unica cosa che ti rimane da fare è criticare ciò che non segue le tue aspettative, come stai facendo. Ma i film seguiranno ciò che i produttori riterranno più recettivo per il pubblico. Vero è, però, che se la maggior parte del pubblico la pensasse come te, i produttori ne prenderebbero atto e "confezionerebbero" un prodotto più vicino a ciò che il pubblico richiede. Ma non è detto che sia così. Perché bisogna strizzare l'occhio anche a chi vuole vedere qualcosa di nuovo o si avvicina per la prima volta al soggetto. Hanno bisogno di attirare nuovi fan.
---sul fatto se ST 2013 riuscirebbe a mantenere un successo planetario per 50 anni come la serie originale---

Bella domanda. Come ho detto prima, forse non c'è posto per una fantascienza alla ST nei giorni nostri. Però ho i miei dubbi. Film come District 9 e Moon hanno lo stesso taglio della fantascienza "sociale" o "filosofica" classica di ST ed hanno avuto successo incredibile.

Mai visti. Un successo incredibile è Matrix. E' Star Wars. E' Titanic. E' Avatar. Tutti li conoscono. Pochi sanno che District 9 e Moon sono due film.

Stai scherzando? Battlestar Galactica è stata una delle serie più viste degli ultimi 10 anni negli USA. Ha vinto decine di premi, generato 3 film per la TV, 2 spin-off, 1 gioco da tavolo, perfino dei videogame credo... Chiamala "serie di poco successo"!!! :-D

No, no. Non sto scherzando. Fai un piccolo sondaggio e chiedi a chiunque conosci se sanno chi è Spock. Poi chiedi loro se sanno chi è Skorpion o l'Ammiraglio Adamo (Adama è troppo inglese e tanti che hanno visto BSG manco sanno che è il nome originale). Fallo e trai le conclusioni. Credi ancora che si possa paragonare il successo di ST a quello di BSG? Qui non siamo in USA, ma decine milioni di Italiani sanno chi è Spock. Chi è Adama(o) qualche centinaia di migliaia.

Secondo me non hai ben chiaro il concetto di "progetto di successo". Qui in Italia BSG è quasi sconosciuta come serie, anche grazie alla scarsissima copertura mediatica, probabilmente mutuata da attenti calcoli su cosa mettere in prima serata, cosa in seconda, cosa in terza ed a notte fonda, mutuati a loro volta da un attento studio su cosa può attirare più pubblico, quindi sponsor, quindi soldi. La fantascienza in prima serata? Naa, meglio I Cesaroni.

Sempre IMHO. :D
@Stupidocane:
Riguardo a ST, Action, Produttori et similia: sono perfettamente d'accordo che è stupido fare un filme "per fan" ma bisogna prendere nuovi fan tra le giovani generazioni. E' esattamente per quello che ero contento dell'idea di un reboot del franchise. Per prendere nuovi fan è necessario non alienarli obbligandoli a conoscere più background di un fan di una soap-opera. Ma il problema è sempre lo stesso: "cosa" fa successo? Solo roba action? Beh, sì, forse. Fatto sta però che film che combinano l'aspetto action con un'approfondimento dei personaggi come la trilogia di Batman di Christopher Nolan fanno MOLTO più successo di pubblico e critica rispetto a film solo action come Transformers. Quindi non è che il pubblico è composto da un branco di scimmiette ritardate che si divertono solo se gli fai balenare esplosioni in faccia ogni 10 secondi. C'è spazio per una storia, c'è spazio per Star Trek a mio parere. E nel primo film se lo sono dimenticato.

Riguardo a SW: confondi ancora l'aspetto artistico con quello di vendita del prodotto. E' OVVIO che un ragazzino apprezzerà di più i prequel. Io a 12 anni pensavo che il miglior film mai fatto fosse Commando. Se guardavo un film di Kubrick sbadigliavo. Questo non rende Schwarzenegger un grande attore ne' Kubrick un incompetente. L'opinione di un bambino può essere utile a vendere biglietti del cinema ma non serve a nulla per l'aspetto di cui parlavo io che era quello artistico. La trilogia originale di SW rimane nella storia del cinema non perché piace ai bambini, ma perché sono ottimi film per quasi ogni persona che conosca ed apprezzi l'arte cinematografica.

Riguardo a BG ed il resto: Ok, ma se prendi il mercato italiano come esempio è OVVIO che Moon è sconosciuto, District 9 pure e BG non lo conosce nessuno. Perché il mercato italiano ha sempre trattato malissimo la fantascienza tutta. Star Trek di Abrams in Italia ha ottenuto poco o niente di successo, il cinema in cui sono andato a vederlo era vuoto alla prima visione e c'era più gente in fila per vedere una commedia stupida o un film di scorregge.
Io parlo di risultati globali e, in dettaglio, del mercato americano, dove questi film e show vengono prodotti! :-D BSG ha avuto Ratings paragonabili a quelli di serie come Game of Thrones o Mad Men. District 9 ha incassato circa 120 milioni di dollari al box office, un risultato sotto a quello del reboot di Star Trek ma non di tanto. Insomma, l'idea di dover a tutti costi eseguire un "dumbing down" di Star Trek non è motivata da logiche di mercato.
@ Danilo

Riguardo a SW: confondi ancora l'aspetto artistico con quello di vendita del prodotto. E' OVVIO che un ragazzino apprezzerà di più i prequel. Io a 12 anni pensavo che il miglior film mai fatto fosse Commando. Se guardavo un film di Kubrick sbadigliavo. Questo non rende Schwarzenegger un grande attore ne' Kubrick un incompetente. L'opinione di un bambino può essere utile a vendere biglietti del cinema ma non serve a nulla per l'aspetto di cui parlavo io che era quello artistico. La trilogia originale di SW rimane nella storia del cinema non perché piace ai bambini, ma perché sono ottimi film per quasi ogni persona che conosca ed apprezzi l'arte cinematografica.

Facendo due conti su Commando mi pare di capire che siamo quasi coetanei. Ed ecco la mia domanda: a che età hai guardato la serie originale di Star Trek?

Sei sicuro che il mito di ST non derivi più dai moderni quarantenni (and over in omaggio al padrone di casa) "fabbricati" dalle riprogrammazioni anni '80 della serie originale e affascinati dall'illusione dell'avventura nello spazio, oppure credi derivi dagli ultrasettantenni odierni che magari l'hanno vista nel 66 in età matura per apprezzare l'aspetto artistico? Dove sta lo zoccolo duro e puro degli irriducibili fan di ST? Tra chi era bambino ai tempi della riprogrammazione o tra chi era già adulto?

I bambini o i ragazzini di oggi saranno i fan adulti di domani che pontificheranno (in tono scherzoso ovviamente) sui reboot, sui remake, sui prequel e sui sequel. Io, ad esempio, sono un fan (molto moderato in verità) di Star Wars proprio perché l'ho visto da bambino.
@Stupidocane:
a che età hai guardato la serie originale di Star Trek?
casca a proposito la tua domanda perché mi permette di allargare il discorso. Io ST l'ho conosciuto tardi e non dalla tv. Da ragazzino avevo visto qualche puntata in tv e la mia reale reazione era stata più o meno questa: "oh wow, della gente in pigiama parla con lucine colorate sullo sfondo ed ogni tanto agitano la telecamera. Ok, dov'è che davano Batman che almeno è una serie tv VOLUTAMENTE stupida?".
Rivedendolo solo a 20 anni, ho l'occhio meno nostalgico quando parlo di ST. Infatti, senza offendere i fan più sfegatati, ho sempre pensato che TOS fosse estremamente sopravvalutata: per ogni puntata geniale come City on the Edge of Forever, The Menagerie, The Conscience of the King, The Deadly Years o Amok Time, ci sono 3 puntate ridicole che ripetono la formula "alieno con caratteristica strana vuole prendere/distruggere l'enterprise per qualche motivo, Kirk lo piglia a pugni strappandosi la divisa mentre Spock pontifica e McCoy lo insulta". Stesso discorso per TNG e le altre serie.
Ma il punto è proprio quello: io non sono cresciuto con ST da bambino, quindi non mi basta vedere tre attori che "mimano" bene Kirk, Spock e McCoy sullo schermo per urlare al miracolo come un sacco di gente ha fatto dopo il film di Abrams. Io ho visto ST mentre iniziavo a conoscere la fantascienza, leggevo libri di Philip Dick e mi studiavo film come 2001. Quindi, quando dico "il mio film preferito di ST è Wrath of Khan" sto dicendo che amo il sottotesto narrativo della storia, non la superficie. Anzi, a voler essere sincero, dal punto di vista puramente superficiale, il film di Abrams è cento volte meglio di qualsiasi altro film di ST: le scene sono dinamiche, la telecamera si muove in continuazione, lo schermo è sempre pieno di elementi, tutto da l'idea di un mondo in movimento e vivo molto di più degli altri ST. Quel che manca è ciò che invece ho trovato in tutte le altre puntate e film di ST: il sottotesto. Certo, si intravede qualcosa: ad esempio quando Spock si lancia contro Nero rimettendo in atto la stessa scena dell'introduzione del film si forma un parallelismo tra il padre di Kirk e lui e fa pensare che gli sceneggiatori volessero dirci qualcosa. Ma è tutto perso nel rumore delle esplosioni e non capisco neanche se certi cose sono volute o no. Ed è un peccato, per due motivi: innanzi tutto perché se guardi i dati, gli episodi più amati non sono quelli action ma proprio quelli che vogliono "dire qualcosa" e quindi è per quello che ST viene ricordato, non per Kirk che piglia a pugni il Gorn; e poi perché Abrams è capace di fare film in cui i personaggi sono più approfonditi: Super 8 è un ottimo esempio.
Cioé, in pratica quest'anno abbiamo avuto un Batman che non è Batman, un Iron man che non è Iron man e uno Star Trek che non è Star Trek... a questo punto mi aspetto che Superman incenerisca vecchiette e picchi i bambini.
Il sito trekmovie ha pubblicato questo interessante (e blandamente spoileroso) articolo su un altro aspetto che la visione abramsiana ha finito con il trascurare

http://trekmovie.com/2013/05/18/the-science-of-star-trek-into-darkness/

Non commento perché temo di spoilerare troppo, il che è il colmo, visto che del film so pressoché nulla, ma le ultime righe mi sembrano centrare bene la questione: ridateci "Star Trek" nel senso letterale del titolo scelto da Roddenberry.

BTW, sono ancora curioso di vedere il film, ma molto meno di come lo ero nel 2009.
@ Danilo Salvadori
Figuraccia cosmica la mia, ahahah. Avevo in mente “missione quinquennale” così ho associato una stagione per ogni anno.

@ Palin
Quindi pensi che la modifica temporale indotta da Spock abbia avuto come conseguenza la cancellazione del controllo temporale da parte della Federazione. Eppure il compito di un classico poliziotto del tempo è quello di evitare stravolgimenti nella linea della realtà considerata vera. Ci sarà un segnale d'allarme che avvisi l'uomo del XXIX secolo quando qualcosa non va nel passato. Questa volta non è suonato? Ah, quanto adoro i paradossi temporali. Alla fine accetterò tutto senza pormi domande, mi godrò lo spettacolo, contento che l'Accademia vulcaniana delle Scienze si sia sbagliata sulla possibilità di viaggiare nel tempo.

@ Leone (leggasi Stupidocane)
E' chiarissimo quanto dici. L'universo Trek ha il suo dio che ne stabilisce le regole (in base a insindacabili scelte personali). Noi siamo solo spettatori che possono valutare l'evoluzione di quel mondo, darne un giudizio ma che alla fine devono accettarlo. Star Trek è ciò che proiettano non ciò che vorremmo fosse proiettato. Sicuramente è così ma il mio voto di preferenza va all'interpretazione di Danilo.

Dei di Kobol... non puoi fare il sondaggio su Spock. Conoscere Spock non vuol dire conoscere Star Trek. L'omino alto, magro, sempre serio e con le orecchie a punta è un simbolo che ormai vive di vita sua, al di fuori del contesto in cui è nato.

Adesso rimetto tutto in gioco. Parlando di BSG. Non ho tempo per approfondire ma si potrebbe proporre un parallelismo con Star Trek? Il reboot è molto diverso dalla versione originale (che al momento non ho visto se non per qualche episodio iniziale)? Il restyling mi è parso evidente e positivo. Più di trent'anni si fanno sentire nel modo di concepire un'idea. Chi è un fan della prima ora come ha valutato il nuovo progetto? Si è sentito tradito o pensa, come me, che dopotutto l'idea di fondo sia rimasta intatta? La fuga, il restare in bilico tra non dimenticare il passato e la voglia di ricominciare da zero. Aspetti rimasti invariati nel contenuto ma aggiornati nella forma. Mi sbaglio?

Spero sia chiaro cosa voglia dire; purtroppo devo scappare e non riesco a spiegarmi meglio .
@Paolo: letta ora la mini-recensione. L'orribile scena di cui parli me l'han già spoilerata quindi sono ampiamente preparato a tenere i denti stretti e non lanciare le poltroncine del cinema contro lo schermo. Per il resto mi dispiace leggere la critica perché molte recensioni americane che leggiucchiavo qua e là avevano applaudito la trama dicendo che era molto più profonda ed interessante del primo. :-\ :-\ Che disagio.
La speranza è che qualcuno, forte del successo di questi film, riporti in TV Star Trek con una serie nuova e più fedele al brand. Anche perché negli ultimi anni le serie TV stanno facendo sempre più successo quindi potrebbero esserci speranze.
@Barbaking: perché "un Batman che non è Batman"?? Se c'è un reboot che è stato applaudito proprio per aver trattato con rispetto la fonte è proprio il Batman di Nolan.
ciao paolo,preparati ad aggiornare l articolo su echelon,ora gli imbecillicomplottisti diranno :visto???avevamo ragione etc http://www.lastampa.it/2013/06/06/esteri/numeri-ora-e-durata-delle-chiamate-cos-lfbi-otteneva-le-informazioni-QIME4QeJmNpQ6rD0KdVnXI/pagina.html
Ripendo il commento 34 di Kruaxi: DS9 è un ottimo esempio di come si possono prendere tutti i temi trek, attualizzarli e ambientarli in una siutazione completamente differente (una stazione spaziale fissa invece di un'astronave!) e renderli persino cupi senza tradirne i capisaldi.

C'è tutto: l'integrazione, l'esplorazione dell'ignoto, la famiglia, la costruzione dei rapporti, la diplomazia, la frontiera. E i Klingon!

Capisco che a qualcuno DS9 possa non piacere perché molto diverso nei toni, ma cavolo è Star Trek! Ed è anche una buona serie tv, con personaggi che restano nel cuore.

Nel (nei) film di Abrams si è avuto tutto questo, ma il 95% dei temi Trek sono andati persi per strada.
@Nikonzen:
quanto adoro i paradossi temporali.

Allora dai un'occhiata a Primer, film indipendente di fantascienza a bassissimo budget che parla di 4 fisici che, per caso, inventano una macchina del tempo che funziona in modo scientificamente realistico. Fa venire il mal di testa con i paradossi e le linee temporali che mescola. :-D
Passaggio rapido.

Paolo, con il suo commento, ha confermato l'idea che ci si fa del film guardando il trailer e in più mi fa capire il perchè sia (tra le altre cose) un blogger di successo mentre io fatico a scribacchiare nei commenti. Poche parole e ha descritto perfettamente, senza se e senza ma, l'idea che cercavo di trasmettere.

@Salvadori
Ho dato incarico al mio, ehm, mutante di Gaia (conosciuto come Emilio Mule;)di rintracciare Primer. Servirà del tempo ma dovrebbe farcela. Grazie per il suggerimento e per il malditesta da paradosso che sicuramente mi donerà la visione del film.
"donne sostanzialmente relegate a damigelle da salvare o contemplare"

Perché, Hollywood riesce mai a fare qualcosa di diverso da questo? Qual è l'ultima volta che avete visto una donna nei panni dell'eroina della storia? Quasi mai, direi, si contano praticamente sulla punta di una mano. Se poi addirittura si va sul ruolo dell'anti-eroina (e non parlo di film educativi sulla droga ma sul personaggio dell'anti-eroe alla Han Solo, Harry Callahan, se non addirittura "quasi cattivi" come Michael Corleone, etc) non ne ricordo manco una. Se dovessimo dar retta ad Hollywood quel tipo di personaggio (che invece nei libri, o nei manga, etc è ben presente) praticamente non può esistere. Anche quando introducono quelli che all'inizio sono personaggi del genere, alla fine del film sono sempre diventate "damigelle da salvare".

Per carità, Hollywood fa anche buone cose, ma mi pare evidente che da moltissimi anni ormai gli studios si siano adagiati su modelli morali/di intrattenimento/culturali ben fissi e da cui si guardano bene dall'uscire.
@ Nikonzen

Dei di Kobol... non puoi fare il sondaggio su Spock. Conoscere Spock non vuol dire conoscere Star Trek. L'omino alto, magro, sempre serio e con le orecchie a punta è un simbolo che ormai vive di vita sua, al di fuori del contesto in cui è nato.

Ma conoscere Spock fa intendere che si sa perlomeno cos'è Star Trek. Pochissimi invece conoscono Skorpion o Number 6, figurati se sanno che è esistita la serie BSG... :)

Comunque penso di avere detto abbastanza. Forse pure troppo. Il mio (bi)pensiero è passato. Ora vi lascio alla vostra pornografia senza intralciare oltre. Socchiudo la porta, neh, ma non vi spio. :DD
Su un canale del digitale terrestre italiano, GIALLO, stanno trasmettendo la serie JAG - Avvocati della Marina.
E' una serie già andata in onda negli anni scorsi numerose volte su altri canali.
Ieri ho visto un episodio post 11 settembre dove un presunto terrorista era detenuto su una portaerei e il tenente Roberts, uno dei personaggi principali della serie, è riuscito a vincere la sua diffidenza ed avere delle informazioni iniziando il discorso parlando di elementi di Star Trek la serie classica.
Il presunto terrorista mediorientale aveva vissuto negli USA e conosceva la serie.
Tutto ciò per dire come Star Trek entri anche in altre serie televisive tramite la bocca dei personaggi e la volontà degli sceneggiatori.
Avevo già dei dubbi su questo film "into darkness" e dopo aver letto la recensione più sopra ho deciso di non andare a vederlo.
Spock non può avere sentimenti.

Lunga vita e prosperità.
Paolo, credo che la tua recensione abbia centrato tutte le note dolenti... non avrei saputo esprimere meglio il mio disagio di fronte al nuovo corso (anche se purtroppo il vecchio era già alla frutta con Nemesis).
Nobile ha perfettamente interpretato il mio modo di vedere... In DS9 c'è epica, ma ci sono (e spesso assai approfondite) tante altre tematiche: occupazione militare e terrorismo, religione fra tolleranza e fondamentalismo, il lato oscuro (inevitabile ?) delle democrazie, la famiglia, l'identità sessuale (indimenticabile quanto dice Bashir ad O'Brien nell'episodio 7.23... ma evitiamo spoiler...), il razzismo (le storie, sogno od universo parallelo?, che vedono Sisko scrittore di fantascienza nell'America anni 50), etc etc etc...
Certo, la serie ha il difetto di partire lentamente: le prime due stagioni, pur se con episodi eccellenti qua e là, effettivamente mancano di ritmo... ma dalla terza tutto cambia...
Mi viene in mente un particolare off topic, giusto per sottolineare come il doppiaggio sia generalmente una catastrofe: già le voci originali sono fantastiche, mentre quelle italiane sono monocorde ed anonime... ma per quale motivo, nell'episodio dove Odo e Quark si ritrovano abbandonati su di un pianeta ostile (classica situazione stile 'Duello sul Pacifico'), l'aggettivo 'fascista' che Quark affibbia ad Odo durante un alterco diventa nella traduzione... 'aguzzino' ? Ancora abbiamo di questi pruriti ?
Beh, il nuovo ST piacerà, soprattutto a chi non ha mai particolarmente amato il 'vecchio' ST, tuttavia, al limite, fatemelo considerare soltanto un universo parallelo... :P
@nikonzen - "Quindi pensi che la modifica temporale indotta da Spock abbia avuto come conseguenza la cancellazione del controllo temporale da parte della Federazione."

No non lo penso io personalmente, era un'idea che mi era venuta lì per lì come una delle possibili spiegazioni ma sulla quale non ho speso troppo tempo per verificarla. Il film ci presenta la materia rossa come una cosa di una tal portata che probabilmente ha sconvolto anche i piani della polizia temporale: non credo ci sia una "campanella" quanto piuttosto una serie di agenti in determinati istanti temporali "chiave" che comunicando con il futuro (ovvero con il presente della polizia temporale) consentono di agire per tempo ripiombando nel passato. Tuttavia se si rompe questo collegamento si deve rifare tutto daccapo e probabilmente serve tempo; d'altronde anche con i Sulli Sulli Bane Bane (o erano Sulibani?) in Enterprise agiscono solo per interposta persona.

Non prendete questo post troppo sul serio
@Stupidocane

Eh, si. Star Trek è il telefilm di fantascienza per eccellenza. Il nome è conosciuto e pronunciato anche da chi non ama il genere. Ha citazioni ovunque. Ha colpito di più la fantasia con alcune tecnologie come il teletrasporto. Il classico nerd da commedia americana deve amare Star Trek nell'immaginario collettivo. BSG, Spazio1999, Visitors... sono serie televisive, un tempo altrettanto famose che però sono sbiadite.

Maaa...Tra tutti i personaggi citabili, ricordi "Skorpion o Number 6". Supponendo che ti riferisca al remake recente, noto un certo debole per le bionde o sbaglio? Ahahah!

Condivido il tuo proposito. Ho occupato fin troppo spazio per dire la mia (perdono; è l'euforia del nuovo arrivato).
@ Nikonzen

Maaa...Tra tutti i personaggi citabili, ricordi "Skorpion o Number 6". Supponendo che ti riferisca al remake recente, noto un certo debole per le bionde o sbaglio? Ahahah!

Mannooooo. Ho citato loro solo per contrapporle (come successo e popolarità) al ben più noto Spock. Ma che vai a pensare? ;)
Anche perché la mia preferita era D'anna. Ma anche Boomer... :DDD

A parte che poco sopra citavo l'Ammiraglio Adamo, ma quello è passato inosservato anche a te. Che per caso hai un debole per le bionde pure tu?
@ Bollito Mesto

Tutto ciò per dire come Star Trek entri anche in altre serie televisive tramite la bocca dei personaggi e la volontà degli sceneggiatori.

Tipo, che so, The Big Bang Theory? :)
Posso segnalare una cosa? Ho appena scoperto che questa sera, su RAI4, verranno trasmesse le prime due puntate della settima stagione (nuova edizione) del Dottore. Forse per molti di voi saranno in replica; per me è una prima visione. Volevo avvisare in caso ci fosse qualcuno interessato ma distratto. Allons y!!! (in quanto a tormentoni sono rimasto indietro di una rigenerazione).

@ Stupidocane
Si, non ho completamente notato la citazione del vecchio, mi sfugge il momento. Oh, scegliere tra quei "tostapane" non è semplice. Non ho dubbi se mi chiedi una preferenza tra Boomer (serie originale) e una delle Boomer/Athena. E adesso basta che faccio la figura del ragazzo poco serio, eheh.

@Palin
Non prendere neanche le mie domande con serietà. Non voglio davvero una giustificazione plausibile al viaggio nel tempo di Spock. Apprezzo la coerenza ma in un prodotto cinematografico/televisivo so anche godermi le cose come vengono, senza spaccare il capello. Wormhole X-treme insegna.
devo dire...
l'ho trovato meno terribile di come l'hai prospettato.
innanzitutto non ho colto in maniera così marcata aspetti razzisti (anzi, direi che i cattivi sono piuttosto sbiaditi) o sessisti (sì, la alice eve in bikini potevamo evitarcela... piuttosto la zoe :) :) ma ricordiamoci che anche nella serie classica il buon james t. saltava da un pianeta all'altro come un ape di fiore in fiore...). d'altra parte io sono razzista e sessista, quindi magari il mio parere ha un bias di base...

detto ciò devo concordare con te: non è star trek. manca il punto centrale, che è la promozione della conoscenza come motore primario dell'avanzamento umano e, presumibilmente, di qualunque civiltà senziente (e questo esclude dalle civiltà senzienti gli sciachimisti...)
quindi sì, siamo di fronte ad un filmettone di fantascienza molto, molto rumoroso (mi sono trovato a pensare "ma quando diavolo finiscono 'ste esplosioni??"), con una trama un po' deboluccia che tuttavia non raggiunge i livelli infimi a cui c'ha abituato il tipico film d'azione recente. anzi, direi che la modalità di recupero dell'antagonista principale regge bene...
poi sì, le telefonate full duplex da un lato all'altro della galassia e le astronavi tenute in aria con i razzetti alla iron man fanno cascare dalla sedia, ma tant'è...
invece, puntuale come la morte, arriva anche in questo caso il pippone dell'eroe messianico che muore sacrificandosi per la salvezza di tutti. ECHEPPALLE!!!! e come se non bastasse in questo caso manco si limita a morire!!!!
gli americani non li sopporto più con sta menata...

@Paolo Attivissimo
Se l'avessero intitolato, in stile wertmulleriano, Film con astronavi che s'inseguono ed esplodono ed eroi vestiti con magliette colorate che salvano l'universo a suon di cazzotti, sarebbe un gran bel film

LOL! Non sono un trekker e tu lo sai, anche se mi è piaciuto il film di V'Ger, però il paragone che mi viene subito in mente è: quel film con Will Smith potevano chiamarlo "Film di fantascienza con super poliziotto che dà la caccia a robot cattivi aiutato da bella esperta di robot" e avrei potuto giudicarlo decente, ma ahimé l'hanno chiamato "Io robot"...

@Nikonzen
Quindi pensi che la modifica temporale indotta da Spock abbia avuto come conseguenza la cancellazione del controllo temporale da parte della Federazione. Eppure il compito di un classico poliziotto del tempo è quello di evitare stravolgimenti nella linea della realtà considerata vera

Leggi "La Fine dell'Eternità" di Isaac Asimov e poi ne riparliamo.
Oppure i fumetti di PKNA :P

@TNT
Qual è l'ultima volta che avete visto una donna nei panni dell'eroina della storia?

Beh, ma Hollywood sa che le donne che amano i film d'azione sono molte meno degli uomini, quindi non c'è niente di strano se nei film d'azione gli eroi sono soprattutto maschi e al massimo c'è una Puffetta. Questo non ha impedito a Hollywood di creare eroine d'azione come Ellen Ripley ieri o le ragazze di Sucker Punch oggi.

Se poi addirittura si va sul ruolo dell'anti-eroina (e non parlo di film educativi sulla droga ma sul personaggio dell'anti-eroe alla Han Solo, Harry Callahan, se non addirittura "quasi cattivi" come Michael Corleone, etc) non ne ricordo manco una.

La Sposa ? Domino ? Catwoman?

Anche quando introducono quelli che all'inizio sono personaggi del genere, alla fine del film sono sempre diventate "damigelle da salvare"

Ma a volte fanno anche... il contrario. Per esempio Leila inizia la sua carriera come damigella da salvare (diamine, è pure una PRINCIPESSA!) ma alla fine è lei che va a salvare Han Solo e ammazza pure Jabba. Anche Sarah Connor diventa eroina d'azione in Terminator 2 quando nel primo era in pericolo e basta...
Van Fanel, mah, nel contesto di Kill Bill la Sposa la vedo più vicina ad essere un'eroina che un'anti-eroina, ma posso anche accettare che si possa definirla anti-eroina. Domino francamente non ricordo di averla vista in alcun film, Catwoman come Domino non a caso proviene da un mondo che non è proveniente direttamente da Hollywood; e anche se non ho visto il film con Halle Berry (che mi dicono essere orribile), nelle sue altre incarnazioni Catwoman comunque viene sempre resa come una figura di secondo piano rispetto sia all'eroe che al cattivo.

Insomma dai, a me sembra evidente che di anti-eroi protagonisti ce ne siano in proporzione molto, ma molto superiore rispetto alle anti-eroine, come se l'eroe con comportamenti non proprio sempre morali con cui lo spettatore si può comunque identificare sia accettabile per una figura maschile ma risulti offensivo se la figura è femminile.

"Ma a volte fanno anche... il contrario. Per esempio Leila inizia la sua carriera come damigella da salvare (diamine, è pure una PRINCIPESSA!) ma alla fine è lei che va a salvare Han Solo e ammazza pure Jabba."

Sì ok ma di certo non è lei quella che viene mostrata come la figura principale che permette di abbattere l'Impero... e comunque qui si parla di un film girato negli anni 70, un'epoca in cui gli studio di Hollywood osavano molto più di oggi.

"Anche Sarah Connor diventa eroina d'azione in Terminator 2 quando nel primo era in pericolo e basta..."

Ma anche qui la figura principale che alla fine risolve veramente i guai è quella di Schwarzenegger.
@ Van Fanel

Ehi, per chi mi hai preso, eheh. Lessi quel romanzo, una decina di anni fa, tutto in una notte. In effetti, se non ricordo male, gli Eterni modificano e sfruttano la storia, non la preservano. Adesso che mi ci fai pensare, potrebbero ricordare vagamente gli "Osservatori" in Fringe (tanto per tornare a J.J.Abrams). Se non sbaglio c'era anche una certa vena romantica; il protagonista stravolge l'ordine costituito per una donna. Dovrò rileggerlo prima o poi.
Non sapevo che nell'universo di Star Trek esistessero anche agenti temporali, ma, anche se mi ripeto, sono una fan "inconsapevole" e "atipica": ho visto le serie in tv fiché sono state nei canali in chiaro (quindi la serie classica, TNG e Deep Space Nine, fino all'incontro con il Dominio, ma poi la serie fu interrotta e non so più nulla) e pure alcuni film, ma non possiedo né DVD e ora non ho più neppure la tv: da quando siamo passati al digitale terrestre (dicembre 2010) non ho comperato ancora il decoder, perché la ricezione qui è pessima (della RAI arrivano solo Rai 1, Rai 2 e Rai 3 e i dirigenti non sono intenzionati a sostituire il ripetitore con uno nuovo che permetta di ricevere anche gli altri canali, Mediaset arriva in maniera alquanto discontinua, sembra a causa di un albero - probabilmente comunista! :-D ) e quindi non ho avuto nessun motivo per acquistare il decoder; per quello che riguarda la pay tv non sono molto interessata, perché sono spesso via per lavoro e non mi conviene fare un abbonamento per servizi di cui non potrei usufruire... Inoltre sono alcuni anni che, da quando le televisioni sono state invase da soap-opera, reality o talent show tutti ugualmente inguardabili (a me non piacciono!), ritengo che sia meglio guardare la lavatrice: anche lì ci sono un sacco di programmi e pure di colori!
So che molti seguono le serie tv anche su internet, ma non so se sia legale (ci sono canali web dedicati? Oppure bisogna darsi allo scaricamento selvaggio?) nè se le mie connessioni mi permettano di guardare film o telefilm in streaming. Vedrò di informarmi.

Tutto questo per dire che, non conoscendo tutte le sfaccettature del meraviglioso universo di Star Trek, posso sorbirmi il salto nel tempo di Spock e lo stravolgimento della continuità temporale senza battere ciglio.


[quote-"TNT"]"donne sostanzialmente relegate a damigelle da salvare o contemplare"

Perché, Hollywood riesce mai a fare qualcosa di diverso da questo? Qual è l'ultima volta che avete visto una donna nei panni dell'eroina della storia? Quasi mai, direi, si contano praticamente sulla punta di una mano. Se poi addirittura si va sul ruolo dell'anti-eroina (e non parlo di film educativi sulla droga ma sul personaggio dell'anti-eroe alla Han Solo, Harry Callahan, se non addirittura "quasi cattivi" come Michael Corleone, etc) non ne ricordo manco una. Se dovessimo dar retta ad Hollywood quel tipo di personaggio (che invece nei libri, o nei manga, etc è ben presente) praticamente non può esistere. Anche quando introducono quelli che all'inizio sono personaggi del genere, alla fine del film sono sempre diventate "damigelle da salvare".

Per carità, Hollywood fa anche buone cose, ma mi pare evidente che da moltissimi anni ormai gli studios si siano adagiati su modelli morali/di intrattenimento/culturali ben fissi e da cui si guardano bene dall'uscire. [/quote]

Tralasciando la principessa Leyla di Guerre Stellari e Marion de "I predatori dell'Arca perduta", ci sarebbero un altro po' di esempi:
Ripley di "Alien" (e dei vari seguiti)
"Thelma & Louise"
Lara Croft (ok viene dai videogiochi e i due film con Angelina Jolie si possono anche dimenticare)
Trinity di "Matrix"
Black Mamba (e tutte le altre) di "Kill Bill"
"Million Dollar Baby"
Le super-eroine dei tre film sugli X-Men
Tutti i personaggi femminili di "Avatar"
Vari personaggi di un sacco di film di animazione ("Shrek", "Kung-Fu Panda -1 e 2-", "Wall-E", "The Brave/Ribelle", solo per menzionare i primi tre o quattro che mi vengono in mente).

Però è vero: la stragrande maggioranza dei film hollywoodiani presenta ancora protagoniste e controparti femminili ferme a ideali ottocenteschi. :-(
@ Maria Rosa

In quanto a mezzi di ricezione non sono poi messo molto meglio di te. Avrei una televisione (con tubo catodico) con upgrade da decoder esterno per digitale terrestre ma negli ultimi cinque mesi l'ho accesa due volte (una ieri sera per i nuovi episodi del Dottore). Se ti può interessare, i contenuti Rai puoi guardarli gratuitamente e legalmente in streaming sul sito della società. Basta una tipica connessione ADSL da pochi mega. Per vedere il resto ci sono più problemi.

Tornando a Star Trek, anche io mi sono limitato alle trasmissioni in chiaro. Con DS9 ho seguito il tuo stesso destino, guardando almeno tre volte le prime stagioni per poi restare a bocca asciutta quando inizia a diventare più interessante (sconfitta dell'alleanza romulo-cardassiana contro il Dominio se non erro). In realtà, non ricordo bene se due o tre anni fa, LA7 ha trasmesso anche le stagioni rimanenti. Si sono scordati di pubblicizzarlo, così me lo sono perse, però le hanno trasmesse. Sempre in chiaro trasmisero, circa sette anni fa su Rai2, anche tutte le stagioni di Voyager. Periodo estivo, al mattino: era il mio modo per iniziare la giornata, eheh!
E infine “Enterprise”. Tutte le stagioni sono state trasmessa su LA7, in prima visione, la domenica sera di non ricordo quanti anni fa.

Tutti, credo, possiamo confermare che seguire un'intera serie di fantascienza sulla TV in chiaro italiana è spesso un percorso ad ostacoli.

Ah, i fatidici “ Agenti temporali” trekkiani compaiono in Enterprise, dove il filone temporale è piuttosto importante anche se un po' forzato rispetto al resto del continuum e in Voyager, nell'ultima stagione.

Donne protagoniste e non viste come fanciulle da salvare nei film hollywoodiani?
Mmmh... “Elektra”; mai visto e si dice sia stato un mezzo flop ma la protagonista è una donna.
Alice nei vari “Resident Evil” è un'altra tipina che non cerca l'aiuto del cavaliere su cavallo bianco.
Ricito Ripley in “Alien”: lei, se cerca aiuto, lo cerca per “nuclearizzare”.
@ Paolo
Ma non chiamatelo Star Trek.


Che bello poter dire "Ve lo avevo detto!!!"
;)
La verità è che film come Star Trek, Star Wars, E.T., Incontri ravvicinati del terzo tipo e via discorrendo rispecchiavano un'idea di cinema ormai morta e sepolta: visto che gli effetti speciali sono quel che sono, puntiamo tutto sulla trama e sui personaggi. Oggi gli effetti speciali sono quel che sono - fantastici, meravigliosi, iperrealistici etc etc - e allora chissenefrega della storia, mettiamo esplosioni a gogo, effetti da paura e abbiamo fatto il film. Ecco che viene fuori il primo Star Trek del nuovo corso, ecco che sono venuti fuori i nuovi Star Wars, ecco come probabilmente è venuto fuori il nuovo Star Trek: un'accozzaglia di effetti speciali che poco hanno a che vedere con il glorioso passato da cui riprendono solo nome e colori delle divise. Lo Hobbit stesso, come idea cinematografica e come storia narrata, è un abominio rispetto al libro (non che "Il Signore degli Anelli" fosse una rappresentazione fedele dei libri, ma almeno lì la trilogia aveva un perchè e piu o meno la storia quella era), tutto improntato al marketing e al "non ho la minima idea di cosa fare, cerchiamo di allungare la brodaglia per vendere film ai fessi".

E l'elenco di film sarebbe lungo, tutta una serie di prequel/sequel/inventquel senza arte ne parte, farciti di effetti speciali e "azione", trama zero, consistenza dei personaggi zero...

Questo è il cinema di oggi, e le cose vanno sempre peggio, ci si basa sugli occhi e si lascia che il cervello si spenga, tanto a chi vuoi che interessino i contenuti?

Pur di venderti un film, ti applicano posticci due/tre effetti 3D e te lo spacciano per nuovo; spendono milioni di dollari di effetti e non assumono uno sceneggiatore decente; prendono brand di successo e ci appiccicano sopra stereotipi alla Fast and Furious... Ecco il cinema di oggi, ed ecco perchè mi sono stufato di andare al cinema a sprecare il mio tempo.

Fortuna che ogni tanto qualcosa di decente la tirano fuori, ma è sempre di più una rarità
Santin83: d'accordo, però c'è anche da dire che certi effetti speciali di capolavori del passato erano comunque straordinari per l'epoca, e ancora oggi risultano abbastanza solidi... film come 2001, Blade Runner, La Cosa di Carpenter, per esempio. Anche nei film non strettamente di fantascienza ci sono stati capolavori girati con grossi budget... che so, Apocalypse Now (anche se effettivamente era un film indipendente), fino ad arrivare anche a Quarto Potere (Orson Welles ebbe un budget enorme per l'epoca). La differenza direi che sta soprattutto nel come questi budget venivano gestiti.

Poi per carità, film brutti con grossi budget ci sono stati anche nel passato, ma la mancanza di idee di Hollywood negli ultimi 10-15 anni è davvero deprimente.
@TNT
Van Fanel, mah, nel contesto di Kill Bill la Sposa la vedo più vicina ad essere un'eroina che un'anti-eroina, ma posso anche accettare che si possa definirla anti-eroina. Domino francamente non ricordo di averla vista in alcun film

La Sposa è pur sempre una killer spietata che dà la caccia ad altri killer spietati, solo più cattivi di lei. Per Domino mi riferisco alla cacciatrice di taglie realmente esistita, interpretata da Keira Knightley nel film omonimo.

e anche se non ho visto il film con Halle Berry (che mi dicono essere orribile), nelle sue altre incarnazioni Catwoman comunque viene sempre resa come una figura di secondo piano rispetto sia all'eroe che al cattivo

Pensavo ad esempi di anti-eroina che fosse protagonista del suo film, quindi sì, mi riferivo alla Catwoman di Halle Berry, non alle altre. Spero che per "orribile" tu ti riferisca al film e non ad Halle Berry ;)
Tra le "eroine al confine con le anti-eroine" potrei aggiungere Nikita, ok è un film francese, ma se consideri i vari remake diventa "Hollywoodiana" pure lei.

Insomma dai, a me sembra evidente che di anti-eroi protagonisti ce ne siano in proporzione molto, ma molto superiore rispetto alle anti-eroine

Non l'ho negato, perché il Principio di Puffetta colpisce inesorabile anche il mondo "anti", volevo solo dire che qualcuna la si trova a ben scavare!

Tra le altre che si oppongono strenuamente al Principio di Puffetta possiamo ricordarne anche altre, oltre a quelle già citate dai vari utenti (elencherò solo protagoniste o al max co-protagoniste allo stesso livello dell'uomo protagonista, che abbiano almeno un po' d'azione, punti bonus se è la donna a salvare l'uomo, molte di quelle che sono state citate sono toste ma ahimé finiscono per essere più che altro "l'aiutante dell'eroe").[NB Non esprimo giudizi sulla qualità delle opere perché la cosa è soggettiva, mi limito a considerare i ruoli] In ordine casuale e senza limitarmi ai lungometraggi, mi vengono in mente: Buffy, Sydney Bristow (di JJ Abrams tra l'altro), Lisbeth (altro remake), Dark Angel, Selene di Underworld, Flora della Bella Addormentata (non scherzo! è lei la protagonista del film, non Aurora; è Flora che prende le decisioni, è Flora che uccide il drago, non il principe Filippo, Filippo sicuramente sarà andato in giro a vantarsi che ha fatto tutto da solo...), le Charlie's Angels che contano per tre, l'Alice di Burton, Supergirl, G-Girl, Elastigirl, Rose McGowan in Planet Terror, Mrs Smith, Mulan, Anastasia, Tiana, Rapunzel, Ginormica, Kim Possible, e perfino Barbie in alcune delle sue incarnazioni!

Sì, lo so che per ognuna di queste eroine (non-Puffette) mi trovi 10 maschi d'azione, ma almeno potrai ricrederti sul tuo "si contano praticamente sulla punta di una mano": sì, ma dev'essere una mano con una trentina di dita :D

(se aggiungiamo anche i personaggi secondari saranno di più, però rischiano di finire nello stereotipo della "donna tostissima che picchia duro ma inevitabilmente finirà per azzuffarsi con la cattiva aiutante del cattivo primario mentre l'eroe maschio uccide il suddetto cattivo maschio primario". Non sarebbero diverse dalle "Puffette" stigmatizzate da Katha Pollitt, insomma)
Al tuo elenco incredibilmente manca Emily
Martino, chiedo umilmente scusa! Mi era venuta in mente, ma non la vedevo come un'eroina "d'azione"... però in effetti quando si mette qualcosa in quella sua testolina blu è tenace ;)

@TNT Sì ok ma di certo non è lei quella che viene mostrata come la figura principale che permette di abbattere l'Impero
Già, ma almeno si è evoluta da "Puffetta e principessa in pericolo" a "Puffetta e tosta". Purtroppo resta una puffetta, come Padme nei prequel. Entrambi le trilogie si chiudono con uno "showdown" a cui le donne non sono invitate: Luke, Vader e Palpatine in una; Windu, Vader, Palpatine, Yoda e Obi-Wan nell'altra. E Padme? "YOU'RE BREAKIN MY HEAAART". Argh. Una delle poche mosse sensate di Padme, partecipare con Mon Mothma alla fondazione della Ribellione... Lucas la gira e poi zac zac, tagliata e relegata al dvd, per non spezzare l'azione.

Ma tornando in topic, cioè all'accusa di sessismo a questo ultimo Star Trek di JJA: io ho visto pochissime puntate di TOS, però illuminatemi, i personaggi di primo piano anche lì non erano il solito trittico Kirk-Spock-McCoy? Tra l'altro chi aveva progettato la sala comandi doveva avercela con Uhura, visto che lei dava sempre le spalle a Kirk ed era costretta a girarsi tutte le volte e stare tutta storta per dirgli "ci sono i Klingon a dritta di prua, dritta di prua, dritta di prua"!
@Van Fanel

Sbaglio o al tuo elenco manca "La Donna Bionica"? E' vero che è nata come spin-off dell' "Uomo da sei milioni di dollari", ma per certi versi lo ha superato quanto a popolarità ed è stata oggetto di un (dimenticabile) remake.
@Van Fanel

Al tuo elenco incredibilmente manca Emily

Oltre a Wonder Woman, la donna bionica, Xena e la signora Fletcher (ok non molto muscolosa ma pur sempre letale).

Tra le antieroine come dimenticarsi della bellissima e letale Lucy Lawlessdi aka numero tre di BSG aka Lucrethia in Spartacus e della amorevole e sarcastica contessa Violet di Downton Abbey (Maggie Smith).

Ma tornando in topic, cioè all'accusa di sessismo a questo ultimo Star Trek di JJA: io ho visto pochissime puntate di TOS, però illuminatemi, i personaggi di primo piano anche lì non erano il solito trittico Kirk-Spock-McCoy?

Sì ma ci si dimentica che Uhura, oltre a essere diventata famosa per le sue minigonne, è stata anche la prima attrice di colore a interpretare la parte riservata a una donna bianca, emancipata e che aveva l'autorità di dare ordini ai suoi sottoposti maschi e bianchi; e per quei tempi non era poca cosa:

La vera storia di Martin Luther King e Uhura

@ Nikonzen
Grazie dei consigli: vedrò di sintonizzarmi sul sito di RAI 4 per gli episodi di Dr. Who (fino ad ora avevo utilizzato solo Rai Replay per qualche trasmissione interessante che mi ero persa, ad esempio quella per il decennale di 610).
La7 ora credo si veda (ma un po' di tempo fa avevano rubato l'antenna del ripetitore), però si è potuta captare solo dopo l'arrivo del digitale terrestre (un paio d'anni fa), prima non dava copertura in questa zona...
Comunque seguire un serial di fantascienza in Italia è un'impresa eroica... forse dipende dallo share che è molto basso (ma non sono molto sicura che in certi casi chi fa la programmazione delle reti sia coerente con lo share: credo che la serie "Buffy" avesse inizialmente uno share piuttosto alto, poi è stata programmata in maniera impossibile e infine sospesa). Non sono nemmeno sicurissima che il campionamento dati dell'Auditel sia molto corretto, ma, non sapendone molto in proposito, se non cose sentite in giro, non mi esprimo in proposito.

[Quote-"Van Fanel"]In ordine casuale e senza limitarmi ai lungometraggi, mi vengono in mente: Buffy, Sydney Bristow (di JJ Abrams tra l'altro), Lisbeth (altro remake), Dark Angel, Selene di Underworld, Flora della Bella Addormentata (non scherzo! è lei la protagonista del film, non Aurora; è Flora che prende le decisioni, è Flora che uccide il drago, non il principe Filippo, Filippo sicuramente sarà andato in giro a vantarsi che ha fatto tutto da solo...), le Charlie's Angels che contano per tre, l'Alice di Burton, Supergirl, G-Girl, Elastigirl, Rose McGowan in Planet Terror, Mrs Smith, Mulan, Anastasia, Tiana, Rapunzel, Ginormica, Kim Possible, e perfino Barbie in alcune delle sue incarnazioni![/quote]

Noooo! Finalmente Barbie si è "svegliata"? Quando ero piccola detestavo il fatto che i maschietti potessero giocare con Big Jim (agente segreto, militare nei corpi speciali, cow boy e tutto quello che era avventura) mentre per le femminucce c'era solo Barbie (Top model, frequentatrice di circoli elitari come quello del golf, del tennis o ippico... insomma una PALLA! La cosa più emozionante che poteva fare era una sfilata di moda o starsene su una spiaggia ad abbronzarsi!)

A proposito di film con "cattive ragazze" (quelle che non fanno le principesse da salvare) mi è venuto in mente che non avevo elencato "Sucker Punch", "Bad Girls", "Pronti a morire" e "Sin City".
Anche in "Atto di forza" (quello con Schwarzy) ci sono fanciulle tutt'altro che remissive (anche se poi l'eroe deve farlo Schwarzenegger).
Certo anche elencandoli tutti dopo aver spulciato le più complete enciclopedie del cinema sono relativamente poche, rispetto ai tantissimi film in cui gli eroi sono esclusivamente uomini (e alcuni film sono tutt'altro che memorabili). L'innovazione sembra proprio essere arrivata quasi solo dai film di animazione (cartoni animati e film in CG), ma sembra essersi fermata lì.
@motogio
Oltre a Wonder Woman, la donna bionica, Xena e la signora Fletcher (ok non molto muscolosa ma pur sempre letale).

E poi Aeon Flux, Catherine Zeta-Jones in Entrapment, Dorothy Gale (leader di avventurieri! e uccide 2 streghe! ehm... entrambe le volte per caso, ma sorvoliamo...), Tru Davies (non picchia nessuno, però salva la gente, e poi CORRE di brutto quindi è d'AZIONE!), Temperance Brennan, molte altre poliziotte "di primo piano" in altri serial, la protagonista del dimenticabile "Final Fantasy: The Spirits Within", Alyssa Milano che prende a calci i demoni in Streghe... Insomma, Principio di Puffetta o no, le dita necessarie su quella famosa mano aumentano se si va a cercare bene.
Downton Abbey te la dò buona anche se in realtà sarebbe inglese e stavamo parlando di "Hollywood"... ma non sono mica Accademia dei Pedanti io! (A proposito, nei molti mesi che non ho frequentato questo blog, qualcuno ha visto il nostro danese preferito? o è sempre Missing in Action?).

@motogio
Sì ma ci si dimentica che Uhura, oltre a essere diventata famosa per le sue minigonne, è stata anche la prima attrice di colore a interpretare la parte riservata a una donna bianca, emancipata e che aveva l'autorità di dare ordini ai suoi sottoposti maschi e bianchi; e per quei tempi non era poca cosa

E' ironico che una sala comando popolata di personaggi multietnici, tra cui una donna nera, ai suoi tempi abbia fatto dire che era una serie illuminata, coraggiosa e innovativa... e oggi gli stessi personaggi riproposti facciano dire a qualcuno che il nuovo ST è "un po' sessista, un po' razzista" ;)

(Ricordiamo il principio del "ti tirano le pietre"... Ad es, se hai, così a caso, un bianco, un nero e un ebreo che salvano il mondo dagli alieni, qualcuno si lamenterà che è troppo palesemente politically correct, mentre qualcun altro si lamenterà che non è abbastanza politically correct perché manca una donna nel trio; se invece gli eroi sono tre piloti di caccia di cui un uomo bianco una donna bianca e un uomo nero, qualcuno si lamenterà se il nero è quello del 3 che crepa. Su un forum qualcuno si lamentava del "razzismo" de "Gli aristogatti" [Martino drizza le orecchie feline!] per via della rappresentazione dei gatti dell'attico, quando invece è bello vedere un gruppo di amici di diverse nazionalità che si riuniscono per condividere della buona musica)


@Maria Rosa
Noooo! Finalmente Barbie si è "svegliata"?

Sorvolando anche qui sulla qualità tecnico-artistica dell'opera, sulla massiva marketingosità (non volermene Epsilon!) e sulla generale zuccherosità ultradiabetica... Abbiamo per esempio Barbie nel ruolo della "figlia di D'Artagnan" che infilza e prende a calci i cattivi in "Barbie e le tre moschettiere". Più in generale nei film di Barbie girati a partire dal 2001 è quasi sempre la "Barbie di turno" a salvare le chiappe al "Ken di turno" - e in qualcuno dei suoi film non c'è nemmeno il "Ken di turno" di cui innamorarsi alla fine, ad esempio in "Barbie e l'avventura nell'oceano 1 e 2" c'è solo un regno da salvare somministrando una buona dose di calci alla cattiva. (Non so cosa ne pensino le femministe di queste moderne "Barbie d'azione", sempre in rosa e infiocchettate e glitterate ma "d'azione", però sai com'è, loro odiano Barbie a prescindere, e se è per questo la detesto anch'io dopo essermi dovuto sorbire una ventina dei suoi film!)
La tendenza cmq è riscontrabile anche in casa Disney, in cui abbiamo ad esempio Trilli che si è "affrancata" da Peter Pan diventando protagonista di una sua trilogia.
@Maria Rosa
Noooo! Finalmente Barbie si è "svegliata"?

Sorvolando anche qui sulla qualità tecnico-artistica dell'opera, sulla massiva marketingosità (non volermene Epsilon!) e sulla generale zuccherosità ultradiabetica... Abbiamo per esempio Barbie nel ruolo della "figlia di D'Artagnan" che infilza e prende a calci i cattivi in "Barbie e le tre moschettiere". Più in generale nei film di Barbie girati a partire dal 2001 è quasi sempre la "Barbie di turno" a salvare le chiappe al "Ken di turno" - e in qualcuno dei suoi film non c'è nemmeno il "Ken di turno" di cui innamorarsi alla fine, ad esempio in "Barbie e l'avventura nell'oceano 1 e 2" c'è solo un regno da salvare somministrando una buona dose di calci alla cattiva. (Non so cosa ne pensino le femministe di queste moderne "Barbie d'azione", sempre in rosa e infiocchettate e glitterate ma "d'azione", però sai com'è, loro odiano Barbie a prescindere, e se è per questo la detesto anch'io dopo essermi dovuto sorbire una ventina dei suoi film!)
La tendenza cmq è riscontrabile anche in casa Disney, in cui abbiamo ad esempio Trilli che si è "affrancata" da Peter Pan diventando protagonista di una sua trilogia.

Lara Croft (ok viene dai videogiochi

Ma per me l'origine non è fondamentale (se è per questo Black Mamba, Tarantino dixit, ha origine dalla giapponese Lady Snowblood): Hollywood non è "obbligata" a fare un film su un certo personaggio, quindi se LO FA, punti bonus, no? E poi sul venire dai videogiochi... anche lì è all'opera il Principio di Puffetta, e in misura ancora maggiore che su film e serie tv, visto che storicamente i videogiochi sono più popolari tra i maschi e quindi tenderanno ad avere protagonisti maschi. PG donne nei videogame pre-Lara Croft... me ne vengono in mente davvero poche, ad es Rosella, Tyris l'amazzone, Thyra la valchiria, Chun Li (però quest'ultima tra altri 7 maschi tra cui scegliere!). Punti bonus ai giochi di ruolo D&D-eschi come Eye of the Beholder in cui progetti tu il personaggio, e l'essere femmina non ha svantaggi - ad es in termini di forza fisica. Però io sono poco "aggiornato" in materia di videogiochi, scopro solo adesso ad esempio che la famosa Zelda è tornata e non più nel ruolo della damigella in pericolo...
@Nikonzen
Lessi quel romanzo, una decina di anni fa, tutto in una notte. In effetti, se non ricordo male, gli Eterni modificano e sfruttano la storia, non la preservano. Adesso che mi ci fai pensare, potrebbero ricordare vagamente gli "Osservatori" in Fringe (tanto per tornare a J.J.Abrams). Se non sbaglio c'era anche una certa vena romantica; il protagonista stravolge l'ordine costituito per una donna. Dovrò rileggerlo prima o poi

(Su Fringe sono rimasto indietro alla fine della seconda stagione, e fino a quel punto si diceva che gli Osservatori non possono alterare la Storia, se lo fanno è per sbaglio, ma probabilmente poi hanno stravolto tutto, prima o poi mi aggiornerò).
La Fine dell'Eternità, dovrei rileggerlo anch'io, o forse no ... a rileggere troppe volte una storia sui viaggi del tempo si cominciano a notare tutti i casini vari e particolari impossibili, perfino se scritta da un grande Maestro della fantascienza. Tornando al commento al tuo post #48,

Quindi pensi che la modifica temporale indotta da Spock abbia avuto come conseguenza la cancellazione del controllo temporale da parte della Federazione. Eppure il compito di un classico poliziotto del tempo è quello di evitare stravolgimenti nella linea della realtà considerata vera. Ci sarà un segnale d'allarme che avvisi l'uomo del XXIX secolo quando qualcosa non va nel passato. Questa volta non è suonato? Ah, quanto adoro i paradossi temporali.

beh,
[ROT13]yn Svar qryy'Rgreavgn' cneyn qv znavcbyngbev qry grzcb fgnovyraqb vavmvnyzragr pur fbab vzzhav nv cnenqbffv grzcbenyv, nq rfrzcvb fr hab ragen n sne cnegr qrtyv Rgreav r cbv vy fhb bcrengb pnapryyn qnyyn Fgbevn v cebcev travgbev, yhv aba ivrar pnapryyngb, aba "fovnqvfpr" pbzr Zvpunry W. Sbk. Creò cbv n zrgà yvoeb fv pnzovn znepvn: vy ivnttvb ary grzcb rfvfgr va ivegù qv ha cnenqbffb grzcbenyr, ha ybbc fgnovyr! R vasvar, pba ha ivnttvb ary grzcb, vy ybbc fgnovyr ivrar fcrmmngb (?!?) r vy ivnttvb ary grzcb fgrffb ivrar naahyyngb cre frzcer qnyyn Fgbevn (?!?!!?!), r pba yhv tyv Rgreav, pur va grbevn qbirinab rffrer vzzhav nyyr zbqvsvpur qryyn Fgbevn r nv cnenqbffv... NETTU ! Dhvaqv napur va han fgbevn fpevggn qn ha tenaqr Znrfgeb qryyn snagnfpvramn, AB, y'nyynezr ABA è fhbangb!
[/ROT13]

Comunque Eterni e più classici tempoliziotti sono diversi ma non più di tanto, gli Eterni sono convinti di fare il bene dell'umanità modificando la storia, e anche i tempoliziotti devono per forza intervenire dentro la storia per preservarla.

Alla fine accetterò tutto senza pormi domande, mi godrò lo spettacolo

Già, noi nerd appassionati di fantascienza cerchiamo sempre di trovare un senso ai paradossi temporali, ma forse dovremmo accettarli come le portiere che fermano i proiettili e i 20 nemici che ti attaccano sempre 1 alla volta!

>qualcuno ha visto il nostro danese preferito?

No
@Attivissimo

Ciao Paolo, nel caso facessi una recensione con spoiler e tutto il resto la potresti linkare?
Sarei curioso di leggerla.
Tia!
@Van Fanel

Insomma, Principio di Puffetta o no, le dita necessarie su quella famosa mano aumentano se si va a cercare bene.

E se abbiamo buona memoria; ho dimenticato la mia eroina preferita: la dolce, tenera e letale Emma Peel

Esiste, purtroppo, anche la versione Hoolywoodiana quindi rientra a pieno titolo nella tua lista.

E' ironico che una sala comando popolata di personaggi multietnici, tra cui una donna nera, ai suoi tempi abbia fatto dire che era una serie illuminata, coraggiosa e innovativa... e oggi gli stessi personaggi riproposti facciano dire a qualcuno che il nuovo ST è "un po' sessista, un po' razzista" ;)

Non è ironico, è solo il segno dei tempi; cambiano i costumi, cambia la morale cambia la nostra percezione di cosa è giusto e cosa è sbagliato.

Se vediamo il comandante Kirk fare questa cosa noi, con gli occhi di oggi, la percepiamo come una scena sessista, forse anche un po' razzista, e probabilmente inutile ai fini della storia ma nel 1968 la stessa scena entrò negli annali come il primo bacio interrazziale del piccolo schermo (sul grande schermo, sempre limitandoci a Hollywood, il primo bacio interrazziale risale al 1967 nel film "Indovina chi viene a cena?").

Ieri quella scena procurava un certo tipo d'impatto, oggi ne ha un altro e domani ne avrà un altro ancora.

(Ricordiamo il principio del "ti tirano le pietre"... Ad es, se hai, così a caso, un bianco, un nero e un ebreo che salvano il mondo dagli alieni, qualcuno si lamenterà che è troppo palesemente politically correct, mentre qualcun altro si lamenterà che non è abbastanza politically correct perché manca una donna nel trio; se invece gli eroi sono tre piloti di caccia di cui un uomo bianco una donna bianca e un uomo nero, qualcuno si lamenterà se il nero è quello del 3 che crepa

E così, in nome del politically correct, le mie probabilità di sopravvivenza in un film Hoolywoodiano sono pari a zero (uomo bianco di mezz'età e senza talenti particolari).

Per la lista da mettere sulla mano da trenta (e più) dita, aggiungo Legs Weaver.
Intervengo rapidamente riguardo al discorso della rappresentazione della donna in Hollywood. Credo che molti di voi stiano confondendo il "non sessista" con "al passo coi tempi". Film come Sucker Punch, Sin City o videogame come Tomb Raider, sono comunque sessisti, anche se hanno protagonista donne forti ed intraprendenti. Perché il problema non è "come" vengono definiti i personaggi femminili ma "lo scopo" per cui vengono definiti così. I personaggi femminili delle opere da me citate (e di un buon numero di altre opere citate nei messaggi qui sopra) sono comunque personaggi femminili definiti da uomini allo scopo di eccitare ragazzi di 14 anni. Non hanno nessuna caratterista realistica, non sono "personaggi" veri e propri, con un arco narrativo che evolve ed approfondisce rendendo tridimensionale il personaggi, sono semplici vessilli vuoti con forme eccitanti, vestite poco e che fan cose molto fiche sul grande schermo così da eccitare i ragazzini moderni. Perché lo standard di bellezza non è più con la classica principessa da salvare tonta ma con la donna cazzuta in bikini col mitra in mano alla Rodriguez in Machete.
Non si possono prendere come esempi di personaggi che non sono sessisti affatto, anzi, si possono prendere come esempi di come Hollywood riesce a continuare a spingere i bottoni giusti stando al passo coi tempi. Un po' come Sex and the City (o altri prodotti scritti da donne per donne) disegnano i personaggi maschili in modo totalmente irrealistico.
Chiedo scusa per la totale incoerenza grammaticale del mio ultimo messaggio. L'avevo scritto di getto da cellulare e non ho avuto tempo di rileggerlo. :-)
C'è Hollywood e Hollywood. Se parliamo di eroine alla Ramba per film d'azione, scadiamo comunque nel sessismo poiché le protagoniste con calci "spaccatutto" che fanno a gara di tequila shot, rappresentano le donne come le vorrebbe un uomo. Non dico non esistano, anzi, ma difficilmente assomigliano ad Angelina Jolie. Nella realtà spesso sono uomini con il seno e senza il pene.

Se vogliamo invece rivolgere l'attenzione a ciò che le donne considerano vere eroine, bisogna cambiare genere e spostarsi su film un po' più impegnati, tipo "The Hours" et similia, dove la protagonista mette a nudo le sue caratteristiche più forti nella vita di tutti i giorni, affrontando con feroce determinazione l'organizzazione di un evento sociale per un amico gay moribondo, il tutto intrecciato con la storia della madre del festeggiato e dell'autrice del libro che entrambe hanno letto, ossia Virginia Woolf.

Na palla... :D

Ragazze, dite che sia troppo sessista come commento? Decisamente sì... ;D

Scherzi a parte, un po' come dice Danilo, difficile trovare un'eroina che sia anche realistica (non che i personaggi di Shwarzy lo possano essere). Tutte le eroine del mondo dei film d'azione vengono inventate dai maschi secondo cliché ben stabiliti, con caratteristiche di difficile riscontro nella realtà ma sempre aderenti allo standard di "gnocca e letale".

Cade a fagiolo la frase dell'agente Simmons in Transformer che riassume tutta l'ideologia hollywoodiana sulle donne d'azione: "Sei una criminale e le criminali sono tutte gnocche!"
Nella realtà spesso sono uomini con il seno e senza il pene

Non sempre senza, almeno in senso lato

@ Van Fanel:
In primo luogo hai tutto il mio sostegno morale: uno che si sorbisce ben 20 e più film di Barbie è perlomeno uno stoico o un EROE! ;-)
Neppure io sono aggiornatissima sui videogiochi, anche perché in passato si potevano giocare con il PC, ma oggi, se non hai una consolle di ultima generazione, non puoi più permetterteli... (e una consolle per me significherebbe la morte della vita sociale, quindi meglio di no! Ho rinunciato persino a un MMORPG come "Last Chaos", scaricabile gratuitamente, per timore di perdere i contatti con la realtà).
Conosco abbastanza bene Tomb Raider perché ne ho giocati alcuni episodi (ma all'epoca i videogiochi erano giocabili anche da PC) e perché, nel tempo libero, specie quando devo stare fuori casa per lavoro, rientro tra quei "mentecatti" che ne progettano e disegnano quelli che in gergo si chiamano "livelli custom" per poi rilasciarli sul web.

[quote-"Stupidocane"]Per la lista da mettere sulla mano da trenta (e più) dita, aggiungo Legs Weaver. [/quote]
Devo essermi persa qualcosa: la lista non riguardava solo i personaggi di film hollywoodiani in contrapposizione con altri prodotti (telefilm, fumetti, videogiochi...)?
In quest'ultimo caso molte figure femminili hanno perso da molto tempo il ruolo di semplici principesse da salvare. Legs Weaver è nata e continua a muoversi nel mondo dei fumetti.
A proposito di Tomb Raider (di cui sono una fan, ovviamente "atipica") mi lascia alquanto perplessa il commento # 87 di Danilo Salvatori:
([quote]Film come Sucker Punch, Sin City o videogame come Tomb Raider, sono comunque sessisti, anche se hanno protagonista donne forti ed intraprendenti. Perché il problema non è "come" vengono definiti i personaggi femminili ma "lo scopo" per cui vengono definiti così. I personaggi femminili delle opere da me citate (e di un buon numero di altre opere citate nei messaggi qui sopra) sono comunque personaggi femminili definiti da uomini allo scopo di eccitare ragazzi di 14 anni. Non hanno nessuna caratterista realistica, non sono "personaggi" veri e propri, con un arco narrativo che evolve ed approfondisce rendendo tridimensionale il personaggi, sono semplici vessilli vuoti con forme eccitanti, vestite poco e che fan cose molto fiche sul grande schermo così da eccitare i ragazzini moderni. Perché lo standard di bellezza non è più con la classica principessa da salvare tonta ma con la donna cazzuta in bikini col mitra in mano alla Rodriguez in Machete.[/quote])
Non hai tutti i torti, però a me Tomb Raider piace e non mi sembra nè di essere un ragazzino nè di avere 14 anni (al massimo la mia età neurologica si aggira intorno ai 5 anni ;-) ) e pure un film come "Machete" è uno dei più divertenti che ho visto in questi anni. In compenso non ho visto nè "Sex an the city", nè "The Hours" (che mi dà l'idea di essere alquanto palloso...).
In generale tutti gli eroi da film d'azione sono poco "credibili": gli uomini ultrapalestrati e praticamente indistruttibili (sul tipo di Schwarzy o di Bruce Willis nella serie "Die Hard") e le donne ad altissimo tasso di gnocchitudine e pronte a sparare o a menare come fabbri. Nessuno di questi personaggi viene approfondito dal punto di vista psicologico, se non per qualche elemento piuttosto stereotipato (una guerra, un qualche dramma personale, un divorzio, un qualche figlio). Nella realtà non credo ci siano persone che rientrano in questi standard, nè tra i maschietti né tra le femminucce (la sottoscritta in primis!). Fino a qualche anno fa, però, il genere era di esclusivo appannaggio di personaggi maschili e alle donne spettava esclusivamente il ruolo di "sfondo" o "tappezzeria".
Di solito quando si va a guardare un film d'azione c'è comunque una sorta di "accordo" con gli spettatori: è la cosa più lontana dalla realtà, ma è un prodotto realizzato solo per divertire, nulla di più. A volte quel "nulla di più" si traduce in una estrema povertà di contenuti e sceneggiatura, altre volte, invece, si esce dal cinema contenti come bambini dopo un pomeriggio al luna park.
E poi, tutto sommato, il prototipo di certi personaggi e film d'azione si trova già ne "L'Orlando furioso" di Ludovico Ariosto.
Forse ciò che manca sono proprio film che rientrano in un vero e proprio filone "di avventura": storie più credibili (anche se pur sempre straordinarie: se Indiana Jones avesse trascorso tutto il tempo dei film che lo vedono protagonista tra musei e aule universitarie nessuno se lo sarebbe filato!), ma con una trama e una sceneggiatura un po' più complesse e meno stereotipate, che, tra un colpo di scena e l'altro, lascino spazio per un maggior approfondimento della psicologia e dei retroscena dei singoli personaggi. Personaggi che siano di ambo i sessi, naturalmente, e non più solo super-eroi uomini e principesse da salvare, ma eroi (o anche antieroi) ed eroine.
Stupidocane: perché, gli uomini protagonisti dei film d'azione "alla Rambo" sono forse minimamente realistici? Non mi pare proprio.

Comunque non è solo una questione di "fisico". Certo, una donna che abbia la figura di uno Schwarzenegger è quantomai improbabile e non esattamente "filmica", ma Schwarzenegger e Stallone sono esempi tutt'altro che comuni, c'è pieno di eroi che "spaccano" e non hanno un fisico poi tanto impressionante... prendi Tom Cruise nei film di Mission Impossible, o anche lo stesso Bruce Willis nel primo Die Hard (allenato sì ma certo non uno che spacca la faccia a 10 persone a mani nude). E poi anche uno come Bruce Lee (o le sue numerose imitazioni) non era certo un colosso... che una donna possa essere avere una forza se non proprio su quel livello almeno che ci si avvicina, e un livello di arti marziali come quello, potrebbe risultare perfettamente credibile (ovviamente risulterebbe un muscolosa, ma non "inguardabile"). :)

@ TNT

Mannaggia. Eppure ero sicuro di aver scritto Scherzi a parte, un po' come dice Danilo, difficile trovare un'eroina che sia anche realistica (non che i personaggi di Shwarzy lo possano essere).

Dev'essere un problema di Chrome che a me fa vedere delle parole mentre il tuo browser te ne fa vedere altre...

:D
@ Maria Rosa

Mi riferivo a quanto scritto da Van Fan al commento #74, ovvero: In ordine casuale e senza limitarmi ai lungometraggi.

:)
Stupidocane: ok, era solo per dire che il "realismo" dei personaggi in quel caso è indipendente dal fatto che siano uomini o donne... in un film tipo "Commando" a parte forse un paio di scene trascurabili in cui Schwarzy *deve* dimostrare una forza sovraumana (che comunque risulta ridicola per un uomo, ma risulterebbe probabilmente ancora più ridicola per una donna specie senza fisico mascolino) non farebbe alcuna differenza se il protagonista è uomo o donna: il film risulta comunque assolutamente non realistico e discretamente ridicolo. Stessa cosa per l'orrido "Cobra" di Stallone, per dire... alla fine la maggior parte delle scene sono sparatorie in cui lui ammazza 50 cattivi senza venir colpito, non è che alla fine il suo fisico conti più di tanto.

E poi, sul fatto che la donna debba essere "gnocca e letale", non mi sembra che per come vengono trattati gli uomini in gran parte dei film d'azione il discorso sia poi tanto diverso, dai... non sono *tutti* degli adoni, ok, ma anche per gli uomini direi che Hollywood spesso bada molto anche al look.
TNT. d'accordo su tutta la linea. Mi spingerei un po' più in là: possiamo dire che l'eroe d'azione (uomo o donna che sia) è stereotipato? Naturalmente al passo con i tempi. Quando va di moda il kung-fu è un maestro di kung-fu, quando va di moda la carne è un ex Mister Olimpia, quando va di moda la furberia è il re dei ladri, quando va di moda la tecnologia è un umanoide blu di tre metri... ecc. ecc.
Stupidocane: indubbiamente. Ultimamente poi molti film di Hollywood (Tarantino a parte... nonostante comunque gli ultimi film di Tarantino non siano esenti da grossi difetti, IMO) sono orientati sull'eroe privo di ironia o auto-ironia o comunque rappresentato sullo schermo senza ironia che francamente trovo piuttosto pallosa.

Uno dei motivi per cui, per esempio, l'uomo senza nome di Leone era un personaggio tanto memorabile secondo me è proprio per via del suo humor "deadpan" disseminato nei film. Certo, è anche vero che bisogna anche saperlo fare, perché altrimenti si rischia di cadere nel ridicolo invece che nell'ironico.
Tarantino (e con lui Rodriguez) sono un caso a parte, dato che hanno sposato il genere d'exploitation. Anche i loro "eroi" sono stereotipati in ossequio al filone filmografico che hanno scelto, anzi, è proprio il genere "film d'exploitation" ad essere considerato tale solo e solo se risponde a determinati stereotipi.
@Maria Rosa: mi lascia alquanto perplessa il commento # 87 di Danilo Salvatori

No problem. Eccomi qua a chiarire. Innanzi tutto non confondere il target del marketing con la critica in generale. Il fatto che ti piaccia non significa che ricadi esattamente nel target. Es: in un film d'azione moderno come Transformers, l'attore protagonista è un po' "sfigato" ma sa cavarsela in situazioni incasinate, l'attrice è Megan Fox ed ha solo una qualità come "personaggio": è molto bella. Quindi il ragazzino a cui è indirizzato il film si identifica con Shia LeBoeuf e "sogna" (per non usare altri termini) Megan Fox. Poi comunque il film può piacere anche a gente non "in target" ma questo non toglie che il target è questo.
Ma bada, il personaggio di un film d'azione può anche avere un arco narrativo. Non è obbligatorio ma può averlo.
Es.: prendiamo un film d'azione classico e NON sessista: Terminator 2. Nel film i personaggi hanno tutti un arco narrativo: John Connor impara ad amare sua madre e , la madre impara ad avere speranza nell'umanità e nel futuro e perfino il terminator "cresce" imparando ad essere umano. I tre personaggi: ragazzo, donna e robot sono rappresentati in modo ottimo, presentati, fatti crescere ed hanno anche un pay-off narrativo splendido nel finale. La donna non viene "de-femminizzata" come fanno spesso i registi hollywoodiani. Anzi, viene sottolineato il suo ruolo da "madre" con la scena del parco giochi devastato dall'esplosione atomica.
Altro es.: prendiamo un film d'azione classico ma nettamente più sessista e dallo stesso regista: Avatar. Il personaggio principale ha un arco narrativo, impara ad amare i Na'vi e la loro cultura per poi difenderli. Di contro la protagonista femminile non ha arco narrativo, serve solo ad innamorarsi dell'eroe, così da dargli un motivo in più per combattere per i Na'vi. La donna diventa solo l'obbiettivo a cui l'eroe vero (e maschio) punta.

Poi santo cielo, uno può giustamente contestare, come fai tu, che non c'è malizia, che si rifà ai classici, ecc... però la nostra società e cultura si è evoluta molto rispetto alla società in cui andava di moda "L'Orlando furioso" quindi mi aspetto qualcosa di più quando si gestisce un personaggio piuttosto che ricadere nel classico stereotipo. :-)
rappresentato sullo schermo senza ironia che francamente trovo piuttosto pallosa.

Sottoscrivo perfino gli spazi di questa frase. Mi piace il fatto che tentino di rendere i film d'azione sempre più realistici (vedi Nolan) ma non capisco perché "realistico" debba essere sinonimo di "secco, grigio, ruvido ed emo". Non dico di tornare al trash anni 80 e fare un remake de "l'uomo lupo contro la camorra", però un pelino di autoironia ogni tanto non guasta. Meno male che c'è gente come Joss Whedon.
@Maria Rosa
In primo luogo hai tutto il mio sostegno morale: uno che si sorbisce ben 20 e più film di Barbie è perlomeno uno stoico o un EROE! ;-)

Ma anch'io ho i miei punti deboli, posso reggere 20 film di Barbie ma mi sento male dopo 10 minuti di Tuailait... eppure mi sono sciroppato pure quella sag(r)a...

Urgh, Paolo Attivissimo mi ucciderà perché ho osato dimenticare tra le protagoniste toste Ellie Arroway, che non vince coi muscoli ma col cervello - e a modo suo è una coraggiosa "avventuriera spaziale" senza bisogno di maneggiare armi come Ellen Ripley. E paradossalmente, con la (IMHO infelice) scelta di mettere 1 solo posto sulla navetta, Hollywood la rende quasi "più protagonista" nel film che nel libro (il rovescio della medaglia è che dobbiamo sorbirci il suo monologo) [se sentite rumore di "rosikatura", non fateci caso, è la povera Susan Calvin, protagonista in molti racconti e ridotta da Hollywood a "spalla" dell'eroe]. E parlando di Jodie, tonto doppiamente io a dimenticarmi de "Il silenzio degli innocenti".

@Danilo
Beh, allora da questo punto di vista Lara Croft non ha inventato niente, infatti pensando a donne PG di videogame prima di Lara, hai ben visto quali mi sono venute in mente, l'amazzone e la valchiria, anche loro fatte più per essere guardate che altro (confesso che ho dovuto googlare per ripescare il NOME dell'amazzone!). Per fortuna c'è la principessa Rosella che è eroina avventurosa pur NON andando in giro mezza nuda. Chi resta di PG donne in quell'epoca? Mi vengono in mente le ragazze delle avventure Lucas, come Annie o Laverne, ma pur essendo PG mi suonano più "aiutanti dell'eroe" che "protagoniste" ...

@Stu
Cade a fagiolo la frase dell'agente Simmons in Transformer che riassume tutta l'ideologia hollywoodiana sulle donne d'azione: "Sei una criminale e le criminali sono tutte gnocche!"

Hey, in quel film c'è anche la "gnocca nerd", anche se da buon nerd mi pare totalmente irrealistica... ma forse non conosco abbastanza "nerdesse"...

@Danilo
Un po' come Sex and the City (o altri prodotti scritti da donne per donne) disegnano i personaggi maschili in modo totalmente irrealistico

Barbieeeeeeeeeeeee!!!!!!
[quote-"Danilo Salvadori"]Altro es.: prendiamo un film d'azione classico ma nettamente più sessista e dallo stesso regista: Avatar. Il personaggio principale ha un arco narrativo, impara ad amare i Na'vi e la loro cultura per poi difenderli. Di contro la protagonista femminile non ha arco narrativo, serve solo ad innamorarsi dell'eroe, così da dargli un motivo in più per combattere per i Na'vi. La donna diventa solo l'obbiettivo a cui l'eroe vero (e maschio) punta.[/quote]

Un po' di tempo fa ascoltavo alla radio un commento su "Avatar" e una delle ospiti, che mi pare fosse una psicologa, sottolineava invece come questo film vedesse le donne come protagoniste assolute. Ci sono le donne/guerriero, la donna/sacerdotessa, la donna/scienziato e la donna(o entità femminile)/divinità, ma tutte sono personalità positive, perché costruiscono qualcosa o si oppongono alla distruzione, che invece si incarna nelle personalità e nei personaggio maschili.
Personalmente mi sembra un po' esagerato utilizzare un film come "Avatar" (dalla sceneggiatura piuttosto semplice e piena di stereotipi) per mettersi a parlare di psicologia.
D'altro canto penso che tu abbia ragione per quello che riguarda il protagonista: forse uno dei momenti di maggior emozione del film è proprio quando Jack, nel momento in cui la sua mente si trova nel corpo del suo avatar (e non più in un corpo mutilato e costretto su una sedia a rotelle), può di nuovo correre liberamente e sentire fisicamente la terra sotto ai suoi piedi; in quel momento l'empatia tra il personaggio e lo spettatore è massima, mentre non si verificano sensazioni simili nei confronti di altri personaggi.
Però, come vedi, le interpretazioni che si possono dare a uno stesso film sono molteplici.

Per quello che riguarda i videogiochi, invece, devo darti ragione sul trend intrapreso dalle case produttrici: ad esempio il personaggio di Lara Croft era chiaramente "ad alto tasso di gnocchitudine" (e, per i più distratti, sottolineato bene dai vestiti striminziti e attillati), cosa che chiaramente attirava i giocatori di sesso maschile. Ma accanto a questo c'era una possibilità di esplorazione vastissima (almeno per quanto possibile con quel motore grafico), con difficoltà a volte davvero notevoli (enigmi, ricerca di una via d'uscita, nemici da affrontare ecc).
Ovviamente un videogioco non può approfondire troppo il background o la personalità di un personaggio, perché questo potrebbe essere un limite e d'altro canto al background appena abbozzato sopperisce il giocatore che deve muovere il personaggio principale negli ambienti di gioco: si verifica un piccolo transfert tra il giocatore e il/la protagonista del gioco, con tutto ciò che questo comporta.

A un certo punto la Core Design, che realizzava materialmente le avventure di Tomb Raider, decide di farne morire l'eroina, probabilmente perché ritiene che il trend (e gli sviluppi possibili del programma che utilizzava per realizzare i videogiochi) siano arrivati al capolinea.
Ma la Eidos Interactive, che deteneva i diritti sul personaggio e sul marchio, decide di sfruttare ancora la sua "gallina dalle uova d'oro" affidando la realizzazione di nuovi giochi alla Crystal Dinamics, che produce qualcosa molto in linea con quanto hai detto: un personaggio tosto, dal fisico mozzafiato (aiutata in questo dai nuovi motori grafici che permettono un maggior realismo sia nelle ambientazioni che nei personaggi), praticamente la classica "gnocca e letale" di cui si è già parlato, ma questa volta il gameplay, le possibilità di esplorazione, la ricerca di oggetti o gli enigmi sono molto elementari: un classico prodotto per quattordicenni, neppure troppo ben riuscito forse.

E' uscito recentemente un nuovo episodio della serie "Tomb Raider" che si è trasformato in una specie di survival horror, ma non so come sia, perché la scheda grafica del mio PC non lo supporta...
@Maria Rosa: mah guarda, come diceva un critico tempo fa, se vai di "interpretazione" puoi anche definire "Howard the Duck" come una metafora dell'esistenza del divino. Io ero più materialmente legato ad un discorso di mera sceneggiatura perché anche più vicino alle mie passioni. :-)
Per quel che riguarda i videogiochi ultimamente le cose stanno un pelo cambiando. Titoli moderni come la trilogia di Mass Effect danno più enfasi alla storia ed ai personaggi e dipingono ottimi personaggi femminili o addirittura omosessuali (argomento mai toccato nell'ambito videoludico).
Riguardo a Tomb Raider in particolare ti consiglio di dare un'occhiata al nuovo remake a produzione Square Enix (sviluppato sempre dagli americani della Crystal Dinamics però) che crea una storia e dei personaggi molto più umani ed interessanti, anche se ancora a 50 anni luce di differenza dallo stile britannico della Eidos. :-P Non è survival horror, è più un action adventure stile Uncharted o la prima incarnazione originale. Ha un taglio più dark dei classici Tomb Raider perché è un prequel quindi hanno volutamente creato il personaggio più come una archeologa neofita che è terrorizzata e sconvolta anche dal dover uccidere il primo nemico umano che incontri piuttosto che una survivalist che spara ai tirannosauri saltando di lato. :-D :-D
@Van Fanel: nei videogiochi vecchi trovare eroine non stereotipate è molto dura... forse in qualche adventure game della Sierra e della Lucas, come dici te. Ma comunque è dura. D'altronde è normale: erano software progettati da nerd per nerd e i nerd non sono proprio i più fini conoscitori della psicoogia femminile. :-D :-D :-D
@ Danilo Salvadori:
Mi sa che prima o poi dovrò dotarmi di una consolle: ormai i pc non supportano più i videogiochi, a meno che tu non abbia a casa il computer della NASA! :-(
In effetti l'ultimo episodio di Tomb Raider mi incuriosiva molto, ma mi sono dovuta accontentare di leggere i commenti di altri giocatori, perché il mio pc non lo supporta (ho dovuto fare un test online, perché non esiste neppure una versione demo e risulta che la scheda grafica non arriva ai requisiti minimi. Uffa!); lo stesso dicasi per la serie "Uncharted" e per "Mass Effect" (mi pare che nell'ultimo il giocatore possa scegliere, per il ruolo sel comandante Shepard, se essere un uomo o una donna).
[img]http://http://img9.joyreactor.com/pics/post/full/art-games-lara-croft-uncharted-554849.jpeg[/img]
(Spero che l'immagine si veda... altrimenti non ho capito un accidente su come inserire le immagini!)
Secondo me, il problema è che NON è un buon film di fantascienza, perché un paio di incongruenze grossolane rovinano la sospensione dell'incredulità. La trama non funziona, non può avere senso.
@Danilo
D'altronde è normale: erano software progettati da nerd per nerd e i nerd non sono proprio i più fini conoscitori della psicoogia femminile. :-D :-D :-D

Vero, mi ricordo il saggio di Asimov "Donne e fantascienza" in cui il dottore parla proprio di questo problema, e già che c'è si scusa per aver messo pochi personaggi femminili nelle sue storie, sostenendo che non si trattava di sessismo, ma di "inesperienza", e che ha cercato di compensare in tarda età (ma paradossalmente se devo cercare una donna asimoviana "di primo piano" le uniche che mi vengono in mente sono Susan Calvin e Siferra, personaggi delle sua produzione "giovane", e comunque preferisco loro all'insopportabile Blissenobiarella).

@Kruaxi
permettendomi di non considerarlo assolutamente in alcuna relazione con Star Trek... Siamo più dalle parti di Fast & Furious con astronavi
@Santino
prendono brand di successo e ci appiccicano sopra stereotipi alla Fast and Furious...

OT - non c'entra niente, ma visto che stiamo parlando di cinema e Attivissimo è un traduttore, stasera trasmettono il film "IL DIGIUNO E IL FURIOSO DERIVA DI TOKYO", almeno così dicono i sottotitoli in sovrimpressione sotto il titolo americano. Paolo sa già che i traduttori automatici non gli faranno mai perdere il lavoro (Randello del Platino, anyone?), ma è bello scoprire ogni giorno nuove conferme ;)
Al diavolo Tutti! Ho appena visto Star Wa... emmmhh: Trek al cinema e non solo è un ottimo film ma penso che sia uno dei più pazzeschi film di fantascienza degli ultimi 2 decenni!! ha tantissimi elementi presi qua e là da tantissimi film che hanno fatto la storia ma tutti insieme funzionano e poi c'è questo strano effetto di realismo nella meccanica delle navi e soprattutto della "sala macchine" che le fa apparire come qualcosa di complessamente reale.. ed è proprio il realismo quello che ha colpito di più. E inoltre ha tanti elementi e concetti nei dialoghi riguardante la serie TOS che non capisco perché i fanatici trekkiani si lamentano tanto, Kirk sbaglia, ha paura, è stato reso umano tanto quanto il Kirk originale o Picard o Arcer! J.J.Abrams stà ridefinendo lo standard della fantascienza moderna e non possoche approvarlo!
@Maria Rosa: immagine geniale. :-D
Suggerisco di far come ho fatto io che mi sono stancato di aggiornare il pc ogni 6 mesi per star dietro alle richieste hardware dei produttori di videogame: prendi una console che tanto ormai siamo a fine ciclo vitale per tutte le console e quindi costano tutte pochissimo.
Sì, in tutta la trilogia di Mass Effect è possibile selezionare il sesso del protagonista ma io quando parlavo di personaggi femminili parlavo dei comprimari. Anche perché Shepard che tu lo pranda maschio o femmina cambia solo la voce e quale tra i comprimari ci prova con te. Il resto della storia e della caratterizzazione del personaggio rimane uguale.

@Tutti: Red Letter Media ha fatto la sua recensione. Consiglio di darci un'occhiata, ovviamente è satura di spoiler:
http://blip.tv/redlettermedia/mr-plinkett-star-trek-into-reference-6596457
A conferma di quanto dicevo, a quanto pare (almeno giudicando tutte le recensioni che ho letto), anche "Man of Steel" (1) si prende MOLTO sul serio e non c'è praticamente alcuna traccia di humor, e (2) ha interminabili sequenze d'azione piene di CGI. Mi sa che questo lo salto a piè pari.
@ TNT

Io invece lo vedrò. E' di Zack Snyder, il regista di 300, Watchmen e Sucker Punch. Inutile dirlo, tre film che mi sono piaciuti molto... :)
Non avevo letto il commento di Paolo e avevo deciso di farlo dopo aver visto il film. Ebbene quoto ogni parola.
Non vorrei spoilerare troppo, ma certo è un ottimo film di fantascienza (sono troppo generosa? Beh considerate che la scorsa settimana ho veduto "After Earth" e quindi i miei parametri di giudizio forse sono un po' falsati!), ma non si capisce proprio perché abbiano scritto "Star Trek" nel titolo!
Consiglio a chi lo volesse vedere di leggere le mie critiche solo successivamente.

E pensare che l'inizio del film non sarebbe male e forse abbastanza in linea con la serie come la ricordo: forse più movimentato, ma di certo un inizio con azione adrenalinica ormai è un "must": anche un remake della "Famiglia Bradford" inizierebbe con una sequenza al cardiopalma! ;-)
Poi arriva il titolo e a quel punto la storia va alla deriva: Paolo parla di un paio di scene che potrebbero produrre un gastrospasmo... Di certo ce n'è una che mi ha fatto rizzare tutti i capelli in testa (fortuna che ero in ultima fila, altrimenti gli spettatori dietro di me avrebbero avuto la visione offuscata!), ma poi, dopo quella, ce ne sono state almeno altre due o tre che hanno impedito alle mie fluenti chiome di rispondere correttamente alla forza di gravità e quando sono tornata a casa pareva che mi fosse esploso un cincillà sulla testa!
Sicuramente, anche se non fosse stato Star Trek, ma un altro film di fantascienza slegato dalla continuity di Star Trek, la prima scena da gastrospasmo giocherebbe comunque un brutto tiro alla sceneggiatura che, in quel momento, ha zoppicato vistosamente tanto da rischiare di "cappottarsi"...
Un'altra cosa che mi ha dato fastidio è stata la brusca interruzione di quasi tutti i dialoghi con spari ed esplosioni: di per sè i dialoghi erano brillanti (anche perché gli attori sono stati bravi), ma questo modo di troncarli mi ha dato la spiacevolissima sensazione che gli sceneggiatori non sapessero portarli a conclusione.

Forse sarebbe stato meglio che, anziché riproporci un'avventura completamente stravolta dell'Enterprise e del suo equipaggio, avessero chiamato l'astronave e i vari personaggi con un altro nome, ambientando tutto in una continuity completamente differente (e con una sceneggiatura un po' più coerente). Serviva forse un personaggio che rispondesse in maniera ferrea alle leggi della logica? Si poteva ricorrere a un androide o a un cyborg. E così per tutti gli altri.
Forse lo spettatore più attento avrebbe notato che certe cose ricordavano un po' Star Trek, ma non è la prima volta che mi capita di leggere o vedere storie davvero belle e intriganti costruite su citazioni di altre storie.

Mi sa che c'è più Star Trek in questo simpatico outfit ;-) :
[img]http://www.trsearch.org/Media.php?action=bigscreen&dbitem=228&id=0[/img]
Visto il film. Sono totalmente in disaccordo con tutti quelli che lo criticano. Segue recensione carica di spoilers quindi non leggete a meno che non abbiate visto il film.
Commento senza spoiler: film ottimo, sicuramente non il miglior film di Star Trek ma ampiamente a livello di film come First Contact o Insurrection.

-- SPOILER --

I personaggi si elevano da sagome di cartone che sparano catchphrases a veri e proprio personaggi ben delineati (a parte Chekov che è stato ridotto a macchietta comica questo giro). Mi è particolarmente piaciuto Scotty con alcuni passaggi geniali, come quando si salva da uno che gli punta un phaser, facendolo risucchiare nello spazio. In un film d'azione classico, il personaggio l'avrebbe fatto senza pensarci. Qui fanno discutere prima Scotty che cerca di capire prima se il tipo è della sicurezza privata o della sicurezza della flotta perché si sente in colpa ad ucciderlo. Geniale.

Il cattivo finalmente non è un cattivo anonimo come Nero ma un cattivo che si può comprendere, le cui azioni hanno senso. Capisco benissimo il fatto che un fan storico rabbrividisce a pensare che Khan possa essere rebootato ed interpretato da inglese mingherlino che lo recita alla Hannibal Lecter e non da un messicano pompato a petto nudo che urla monologhi Shakespeariani, però a me l'idea è piaciuta molto.

La trama è confusa, come il primo ST ma bisogna dar merito agli sceneggiatori: hanno mantenuto un background totalmente incoerente (ma meno della supernova distruggi-universo che viene fermata col buco nero aperto con la magica sostanza rossa che fa viaggiare nel tempo) PERO' all'interno del film i personaggi si comportano in modo sensato. Le scene si svolgono in modo lineare e logico e si permettono anche un paio di sorprese. L'unico neo è quello che presumo sia la causa dell'odio che il film sta generando nei fan: il film, a caccia di citazioni continue, si lancia nel reinterpretare la scena della morte di Spock ma ribaltando i ruoli. Capisco la rabbia ma, presa a sè stante, la scena è valida. Io avrei solo rimosso la parentesi del tribolo trovando invece un modo per riconnetterla con la scena iniziale della bambina.

Infine riguardo alle tematiche trattate, anche in questo caso JJ Abrams ha palesemente ascoltato i fan. Nel primo film la storia tocca di sfuggita il tema dell'affrontare la paura e la perdita ma in modo superficiale. In questo secondo film invece c'è molta più carne al fuoco: il tema principale è la differenza tra giustizia e vendetta ma il film si permette anche di passare su altre questioni.

Chiudendo questo commento voglio chiedere una cosa direttamente a chi l'ha criticato come Paolo dicendo che è sessista e razzista. Non capisco perché dite così. Anzi, se c'è una cosa che mi è particolarmente piaciuta è come Abrams faccia la scelta cinematografica di non sottolineare alieni e sessualità femminile.
Mi spiego meglio: in un episodio di ST classico, anche di TOS, quando appare un alieno o entra una donna particolarmente bella in scena, la telecamera indugia su di lei e sull'alieno comportandosi come "l'occhio dello spettatore": i personaggi attorno non fanno commenti sulle differenze dell'alieno o sul corpo della donna, ma la telecamera permette allo spettatore di vedere bene le curve dell'attrice o le anomalie dell'alieno. Mentre in questi film ogni qualvolta compare un alieno viene fatto di sfuggita, come parte dello sfondo. Stesso discorso per la sessualità: nel film vecchio c'era una scena dove Kirk faceva quasi sesso con una orioniana e in questo c'è uno stacco di Karol Marcus in bikini, ma in entrambi i momenti la scena assume un taglio comico ed imbarazzato, non "eccitante".
Mi si perdonerà l'intrusione, ma tutto ciò che ho letto finora dei "detrattori" anti-reboot, è proprio il genere di commenti che ci si aspetta... sui reboot da parte dei fan old-fashioned.

I reboot nascono proprio per rivisitare il soggetto originale in qualcosa di più potabile per le giovani generazioni. Non è escluso, come già successo per Hulk, che facciano un re-reboot tra qualche anno. Anzi, sembra proprio che la tendenza oggi sia di fare reboot in continuazione, sfruttando il peso specifico di questo o quel progetto per cercare di "fare tendenza a sé" fregandosene del complesso mondo parallelo e delle dinamiche storiche preesistenti create dagli autori iniziali. Vedasi Batman Begins e sequel, L'Uomo d'Acciaio e The Amazing Spiderman. L'unico progetto che sembra seguire un minimo il mondo dal quale è nato sembrerebbe la saga Iron Man-Captain America-Thor-The Avengers. A grandi linee anche il progetto X-men-Wolverine.

La magia del cinema, in casi come questo, va a farsi benedire in nome del profitto al botteghino: si sfruttano cioè, fino all'osso (ed alcuni anche oltre) i sentimenti dei fan per vendere biglietti. Mette un nome altisonante alla sceneggiatura di un film per attrarre, salvo poi rivelarsi per quello che realmente è, ovvero "solo" un altro film di fantascienza/azione/vattelapesca.

Non so se esista una parola specifica ma questa tecnica ha molto del phishing, dove al sito-trappola va sostituito il film con dicitura "for-fan-only" ed il malware all'alleggerimento del portafoglio. Coniamo "rebbing" ovvero "rebooting-robbing"?

Certo è che questi film attraggono sì i vecchi fan già rassegnati a veder crollare il loro mito, ma anche nuovi fan meno recettivi al "vecchiume"* ma curiosi di sapere perché i vecchi fan adorassero tanto quei personaggi. Il risultato è ovvio: chi conosce il soggetto originale rimarrà inorridito, chi invece non lo conosce rimane con l'illusione di "sapere perché" i vecchi fan adorassero tanto il soggetto (è figo, spacca, varie ed eventuali) senza sapere che in realtà ciò che ciò che credono di sapere, ovvero tutto su soggetto e storia, in realtà è solo ciò che è stato messo loro davanti.

Come lo era stato, in parte, per i primi fan.

*(non in senso stretto ma per transizione di ciò che può pensare il ragazzino che si avvicina a questi mondi)
Dopo il commentone spoileroso positivo, gli aspetti negativi del film in un microcommento spoiler free.
La cosa che mi è piaciuta di meno di questo ST, come del precedente, è la paura con cui gli sceneggiatori affrontano il franchise. Si nota la palese paranoia nel ritratteggiare personaggi ed ambientazioni, quindi sia questo film che il precedente non osano andare "dove nessun film è mai giunto prima", ed invece si limita a ritratteggiare scene, elementi di trama e dialoghi già sentiti nelle serie e nei film precedenti. Questo film ha scene e dialoghi presi e fotocopiati da Nemesis, Wrath of Khan, Undiscovered Country ed alcuni episodi della saga. Esattamente come il primo film. Questo è il problema a mio parere più grosso: se devi fare un reboot devi avere il coraggio di far arrabbiare i fan. Qua gli sceneggiatori invece tirano fuori le palle in certi momenti (come la distruzione di Vulcano nel primo film o l'identità del cattivo in questo film) per poi invece tornare sui propri passi nelle scene successive.
Ma siamo sicuri che tutti i quattordicenni siano solo dei "bimbiminkia" mentecatti?
Perché ultimamente tutti i prodotti creati per attirarli verso un qualche brand li trattano come tali...
I miei 2 cents...
Devo premettere che mi è sempre piaciuto molto l'universo Star Trek fin da bambino quando guardavo le infinite repliche degli stessi episodi sui primi canali privati. Ho apprezzato STNG, Voyager e anche Enterprise. Un po' meno DS9 anche se si legge sempre che dalla 4 stagione è cambiato, ma non ho più avuto tempo di seguirlo (nel senso di capire quando e dove lo trasmettevano). Amo anche i reboot in genere, che siano di fumetti, di letteratura o anche di film. Mi piace vedere come i personaggi che ormai fanno parte della nostra cultura popolare possano rinascere e come potrebbero essere con gli occhi e il gusto di oggi. Inoltre sono sempre aperto alle contaminazioni assurde.
Premesso questo devo anche ammettere che la mia opinione sul reboot di Star Trek è che esso sia per forza di cose "necessario" per non far morire il suo mondo, così come è successo per molti altre serie. Siamo noi a volere che non cambino mai le cose...ma il mondo cambia.
Il film secondo me contiene un messaggio molto forte su cosa voglia dire proteggere chi amiamo e anche in questo Star Trek ci porta ancora a riflettere.
Proteggere vuol dire solo sterminare gli avversari? Mentire a tutti per costruire armi più potenti? Oppure avere il coraggio di sacrificarsi in prima persona?
Questo forse il tema centrale su cui discutere.
Discutere su cosa sia più affine ad una idea platonica, e soggettiva, di star trek mi sembra un po' sterile.
Il film inoltre altre cose positive che possono essere:
-L'interpretazione degli attori
-Le sequenze di azione, girate e montate con uno stile semirealistico e davvero molto moderno anche per scelta delle inquadrature. Altri film del genere nelle sale oggi sono molto meno innovativi.
-Il ritmo del film in generale mozzafiato
-La qualità degli effetti speciali sempre funzionali all'azione e non solo "per stupire"
Un ultima cosa. A molti gli alieni all'inizio del film non sono piaciuti, invece a me hanno ricordato molto le civiltà aliene della letteratura tipo le popolazioi del mondo ad anello di Larry Niven o la tribù del primo racconto di Hyperion di Dan Simmons.
Ma siamo sicuri che tutti i quattordicenni siano solo dei "bimbiminkia" mentecatti?
Perché ultimamente tutti i prodotti creati per attirarli verso un qualche brand li trattano come tali...


In realtà sono i più furbi del mondo. E' che a loro piace essere considerati bimbiminkia.

Vedo mia figlia, parlo con lei, so che è intelligente e buona tanto quanto so che è una pinguina. Ha 14 anni ed il mondo in tasca. Normale che si senta invincibile. Altrettanto normale che questa invincibilità venga letta dagli adulti come "bimbomikioneria".

Poi martinobri avrà da ridire sicuramente che c'è molto di più, che sono molto più intelligenti, bravi, buoni e belli di quel che si pensa... :D Ma rimangono dei PINGUINI!
>so che è una pinguina.

Non cominciare a puffolottizzarti anche te... :-)
Esplicita la metafora.
Pinguino: similitudine che utilizziamo io e la mia compagna per definire chi bercia come un pinguino ovvero sparando una mole inusitata di vocalizzi senza che, il più delle volte, si riesca a carpirne il senso;
effetto che si decuplica se ci sono più di due soggetti vicini;
impossibile stare vicino a tre o più soggetti mentre berciano di cose "scialle";
quando il soggetto si ritrova con altri soggetti, avranno un outfit fatto con lo stampino, rendendo quasi indistinguibile i vari soggetti che, come i pinguini, diventano riconoscibili solo grazie al fatto che rispondono solamente al richiamo dei propri genitori... quando va bene con "un attimo", tutti, senza distinzione tra sessi;
che passano la loro indolente età, nonostante la varietà di svaghi che il mondo può offrire, tra whatsapp, il computer e gli schermi televisivi, quasi come i piccoli di pinguino (animale) che, costretti invece dalla scarsità di svaghi e cose interessanti da scoprire, passano le ore accoccolati nel nido a guardare le nuvole che passano ed a contare i trichechi;
come i pinguini hanno una dieta poco varia, fatta di pizza, latte e biscotti, hamburger, gelato e qualche kebab;
come i pinguini antartici conoscono migliaia di suoni vari ma usano sempre quelli, anche quando messaggiano tra loro, alimentando a dismisura il fatturato dei principali gestori telefonici; avendo un vocabolario ristretto per autoimposizione i loro scambi di messaggi si risolvono in una versione scritta dell'inutile berciare di poco sopra, con contenuti che variano tra lo scontato ed il "Ma che stai ancora a messaggiare per darvi la buonanotte? Ma se hai cominciato 20 minuti fa a salutare!!!";
come i pinguini che possono smarrirsi nell'immensità dell'Antartico, benché per ragioni diverse, sperimentano il medesimo senso di abbandono e vanno in "fissa totale" per i seguenti motivi:

- dimenticato il "cellu" da qualche parte;
- dimenticato di caricare il "cellu";
- dimenticato dove si è cacciato il caricabatterie del "cellu";
- Il "cellu" non prende;
- L'amica pinguina alla quale hanno appena inviato un sms, non risponde nel giro di 3 secondi netti;
- finito il credito del "cellu" (arrivano a carpire ai nonni ricariche da 5 euro in cambio di fugaci (e spesso forzati) baci e/o abbracci);
- il WiFi non funziona quindi niente chiamate "a gratis" con Viber;
- Youtube è in manutenzione;
- Whatsapp è in overflow;
- Justin Bieber si taglia radendosi;
- Gli One Direction si sciolgono (CATASTROFE!!! Possono arrivare alle mani solo per averlo sussurrato!!!).

Se mi viene in mente qualcosa d'altro lo scrivo, ma penso che la metafora sia ormai chiara.

:DDD

Uuh, eccone un'altra:

Al pari del suo omologo animale, che quando vede avvicinarsi un predatore si immobilizza confidando nel colore delle sue piume che lo confondono con il paesaggio, il pinguino umano crede che rimanere immobili sul divano facendo finta di dormire conferisca il potere di diventare un ninja del mimetismo, evitandogli così l'immane travaglio che è l'andare a rassettare camera sua;
Grazie Stupidocane per averci delucidato sull'etologia dei pinguini e degli umani nella fase adolescenziale.
Anche perché cominciavo a preoccuparmi: "pinguina" era un appellativo che utilizzava pure il mio babbo, ma nel suo caso per definire la mia altezza non particolarmente eccelsa (e non molto aumentata da allora... ma pure lui non è mai stato uno spilungone!).

"Pinguina" (o più semplicemente "pingui") è l'appellativo che viene dato a una persona di mia conoscenza il tutto in funzione della sua struttura fisica niente affatto alta, longilinea e slanciata.
E pure io farò bene a non aumentare troppo di peso o a portare pantaloni a vita bassa (che, come è noto, slanciano solo chi ha un metro e quaranta di coscia, mentre, per chi è alto in totale un metro e quaranta si rischia di avere uno spiacevole annullamento dello spazio che separa il margine inferiore delle natiche dalla piega dietro alle ginocchia!) o rischio di essere definita con cotale appellativo!

[img]http://konaxo.altervista.org/wp-content/uploads/2010/05/pinguino-orso-animali.jpg[/img]
>Al pari del suo omologo animale, che quando vede avvicinarsi un predatore si immobilizza confidando nel colore delle sue piume che lo confondono con il paesaggio,


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Il mio vecchio libro di Zoologia dei Vertebrati sta piangendo calde lacrime
Il mio vecchio libro di Zoologia dei Vertebrati sta piangendo calde lacrime

Beh, fanno da contraltare alle risate che qualcuno s'é fatto nonostante la panzana. Pareggiamo i conti. :)
@ TNT

Riguardo L'uomo d'acciaio... Beh... Gran film.

IMHO
Ed intanto spunta un cubo Borg dietro al Sole :-)

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=qj8YHlvcg0M#at=84
Mi pare non l'abbia segnalato nessuno, ma avete visto questa recensione a fumetti (SPOILER ALERT) sul blog di Ortolani? :)