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34 commenti

Per favore, non chiamateli “nativi digitali”

A ottobre scorso avevo scritto di getto una breve riflessione/pistolotto sul mito dei “nativi digitali”: un termine troppo spesso usato impropriamente per indicare gli utenti giovani delle tecnologie, attribuendo loro una competenza magica e inarrivabile che in realtà non hanno.

Poco dopo, in una felice coincidenza, è stata pubblicata una ricerca della Bicocca sulle competenze informatiche giovanili e così ci ho ragionato un po', ho raccolto un po' di dati e ho ampliato il concetto in un articolo per Agenda Digitale e che segnalo qui con colpevole ritardo.
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Commenti
Commenti (34)
ma come internet non è già dentro nello smart phone? :-)
prova fare una domanda di cosa è internet ad un sistemista, già la metà fa fatica a rispondere...
secondo mia zia suo nipote è in grado di fare cose assurde al pc. Se tu gli dici prendi e programma in c++ lui ti programma in c++. se gli dici di usare il simulatore di volo lui ti usa il simulatore di volo e ti atterra e decolla senza sapere neanche come fare. se gli chiedi triangolami la posizione di un utente a caso con il telefonino lui lo fa.

sempre secondo mia zia. Solo che suo figlio ha 6 anni.

secondo me dice balle. ma solo una mia opinione
[...]mi ha risposto, perplesso per la mia domanda, che lui non va su Internet. Lui usa Youtube.[...]

Questo mi ricorda una cosa che ho notato in molta gente "nativa catodica". Quando in TV raccontano qualcosa e il racconto (tipo quei "reality" che vanno in onda nei canali del digitale terrestre) avviene attraverso le immagini, quasi tutti pensano che le immagini sono vere. Non pensano che dietro alle immagini c'è una telecamera, un cameraman e una regia che già da soli rendono innaturale il contesto (quindi, figuriamoci il resto) quando non lo fanno volutamente con un copione.

Credo che un meccanismo analogo scatti nei nativi digitali. Per loro
- per i più informati "internet" è Internet Explorer o Firefox o Chrome, per citare i browser più noti; per gli altri internet è la homepage di google;
- Facebook non è internet ma si raggiunge anche attraverso internet. Infatti Facebook si usa attraverso l'icona sullo smartphone ma per i "vecchi" pc bisogna usare internet Lo stesso vale per youtube ecc...
Mi è tornato in mente che nel 2008 avevo fatto un articolo dove esprimevo la mia opinione sul noto social network ( http://www.digitalexperience.eu/site/project/facebook-no-grazie-riflessioni-sul-social-network ) e sono arrivato ad una stessa conclusione:

>>>La cosa peggiore è che le persone che usufruiscono di questo servizio nella loro grande ignoranza cominciano a scambiare “sito web” con “facebook.com” , “chat” con “facebook.com” , “album fotografico” con “facebook.com” fino ad arrivare allo stadio finale scambiando “Internet” con “facebook.com” <<<
Perché, chi usava telefono, radio, televisione ne conosceva il funzionamento ed era capace di ripararli o modificarli?
Come pure un utente di auto, treno, aereo, è un utente e basta.
La definizione "nativi digitali" può indicare semplicemente chi digita e nulla più
Ho lavorato in informatica dai mainframe ai pc e trovo che il comune utilizzatore di base non può essere in grado di seguire i ripristini di un sistema, personalizzazioni, concetti di sicurezza e neanche backup
Quindi ci saranno sempre più sistemi chiusi ma anche appassionati che vorranno andare a fondo delle conoscenze
Scusate se ancora una volta dissento, ma trovo il termine "nativi digitali" appropriato. Sono le implicazioni che alcuni ne traggono alcuni, di solito della generazione precedente, ad essere ingiustificate.

Sarebbe come dire che la mia generazione è di "nativi automobilisti". Vero. Siamo i primi ad essere "nati" con l'automobile parcheggiata. E' sbagliato però dedurre che questo implichi la capacità di riparare la testata (o, spesso, cambiare l'olio) o di capire meglio dei nostri genitori come funziona il ciclo Otto.

La differenza tra me e mio figlio, nel campo dei computer, è che quello che in me generava stupore per lui fa parte della normalità. Poi è vero che io so programmare e lui no, che io so aggiustare un computer e lui no, che io ho una chiara idea di come funziona una CPU e lui no. Ma questo è incidentale e più legato al mio profilo professionale. Mia moglie per esempio ha più o meno la mia età ma non sa nulla di tutto questo.

L'ignoranza della nuova generazione riguardo ai computer mi pare normale e comprensibile. Oggi si tratta di strumenti, non di novità. Attribuire loro capacità magiche è sbagliatissime, ma la colpa di questo non è in loro, ma in chi, molto più grande di loro, li osserva e non è assolutamente in grado di giudicare (incidentalmente, proprio perchè anche lui a digiuno della materia).

Quando la mia generazione sarà scomparsa, nessuno si stupirà più se un bambino di 3 anni saprà accendere e usare con grande destrezza il suo Ipad di 23-esima generazione. Ovviamente sto scherzando: avrà tra le mani qualcosa di profondamente diverso, qualcosa che forse gli parlerà, magari un automa, prodotto da qualcuno che probabilmente non è ancora nato. Ma la sostanza resta. Il calcolatore viene visto in maniera profondamente diversa da me e da mio figlio di 18 anni, nativo digitale.
p.s. Si, nel "pistolotto" di Ottobre esprimevi esattamente gli stessi concetti. E' il titolo di questo post e quello dell'articolo di AD che trovo fuorvianti. Io avrei preferito qualcosa del genere "Nativi digitali, ma incompetenti".
Il punto è che avere delle conoscenze di base su come funziona un apparato serve anche per poterlo usare con cognizione o usarlo e basta. Oggi come allora. Aneddoto anni 80, a casa di un'amica dobbiamo vedere una VHS, lei inserisce, play, la tv resta nera. "non capisco, ho messo il videoregistratore, collegato alla corrente, perché non si vede?!?!" Mi avvicino alla tv, sbircio e serafico le dico "scusa, ma non dovrebbe esserci un cavo che va dal VHS alla TV?"
@PIER
> Ho lavorato in informatica dai mainframe ai pc e trovo che il comune
> utilizzatore di base non può essere in grado di seguire i ripristini di un
> sistema, personalizzazioni, concetti di sicurezza e neanche backup

Sono d'accordo. Il problema è che il mercato spaccia per eseguibili dall'utente tutte queste operazioni sui dispositivi computazionali venduti normalmente nei supermercati tecnologici. Questo perché sarebbe complicato e antieconomico consentire davvero queste operazioni agli utenti al di fuori del "caso tipico" o "caso migliore", che però raramente si avvera!
E stesso discorso vale per la sicurezza e la privacy.
Scusate il post a rate, ma vorrei aggiungere che ho trovato l'articolo di Paolo su AD chiarissimo, documentato ed interessante. E' solo il titolo che mi rende perplesso.
quoto completamente pgc
Dall'articolo: "per loro Tor è un personaggio della Marvel": pensare che "Thor" (con l'acca) è ben più vecchio degli iCosi (http://bit.ly/1btfezu). :)
Altra cosa se pensano solo ai film...
@pgc
Scusate se ancora una volta dissento, ma trovo il termine "nativi digitali" appropriato. Sono le implicazioni che alcuni ne traggono alcuni, di solito della generazione precedente, ad essere ingiustificate.

Dissento dal tuo dissenso! :-)

Qui il parallelismo che fai è sbagliato. Non si tratta di usare l'auto e non saperla riparare, ma, se vuoi mantenere il parallelismo, si tratta di usare l'auto senza avere la patente e non avere la minima idea di cosa sia il codice della strada e cosa comporti passare col rosso (e cosa sia il rosso).

Io penso che l'articolo di Paolo Attivissimo si riferisse a questo.

Io avrei preferito qualcosa del genere "Nativi digitali, ma incompetenti".

Concordo. Un titolo del genere renderebbe meglio l'idea :-)
@ pgc

Sarebbe come dire che la mia generazione è di "nativi automobilisti". Vero. Siamo i primi ad essere "nati" con l'automobile parcheggiata. E' sbagliato però dedurre che questo implichi la capacità di riparare la testata (o, spesso, cambiare l'olio) o di capire meglio dei nostri genitori come funziona il ciclo Otto.

In realtà sei sì nato con l'auto parcheggiata, ma non l'hai mai parcheggiata tu fino ai tuoi 18 anni. Avevi cioè, un'età più "matura" e soprattutto hai dovuto seguire un corso per poterla guidare. I "teneri virgulti" di oggi già a tre anni capiscono come sbloccare lo schermo di un iPhone e già a sei giocano con l'iPad, spesso senza alcun controllo e preparazione. Sono certo che ci avrai giocato pure tu con l'auto di papà, facendo "brum brumm" con la bocca e causando seri danni alla crociera del cambio, ma non "navigavi" su e giù per le strade per andare a trovare gli amici.

Il paragone, poi, dovrebbe essere corretto nei termini di pericolosità dell'auto: è sì un mezzo, è sì comodo ma è anche pericoloso e causa primaria dei decessi in tutto il mondo. La generazione precedente avrà avuto a lamentarsi che con il cavallo era tutt'altra cosa (il che è vero) ma la comodità presunta compensa i danni che l'auto può fare.

Allo stesso modo il computer sembra concedere molte comodità oggigiorno, che per il momento, sembrano soverchiare i danni che causa.
Regola n.ro 1 della metafora: Qualsiasi metafora può essere stiracchiata abbastanza da adattarsi a qualsiasi tesi e a qualsiasi antitesi

Quello che sta avvenendo con i computer è tipico di ogni sviluppo tecnologico, soprattutto se improvviso. Vediamo le cose così per i computer perchè stiamo vivendo questa rivoluzione e non un'altra.
Vediamo le cose così per i computer perchè stiamo vivendo questa rivoluzione e non un'altra.

Mah, in realtà Paolo parla proprio di questo, solo che lo fa dal punto di vista di chi ha esperienza. Una rivoluzione senza basi, porta alla disfatta. Immagina una rivoluzione popolare dove tutti si mettono a far quel che più gli piace su internet senza sapere esattamente cosa stiano facendo. Risultato? Truffe alla Nigeriana che continueranno a girare, Valentin sempre più pieno di stufe, Golden Retriever sempre incinte con migliaia di cuccioli da accasare, sciachimismo, Grillo.

E tutto questo nel migliore dei casi. Nel peggiore, figlie e figli di buona famiglia che per un attimo di "coglionaggine" rimbalzano su siti pornografici per anni, minorenni accalappiati da sedicenti OneDirection Manager, traffici illegali e/o furberie presunte "tanto non lo saprà mai nessuno che sono stato io", furti in casa per aver messo su FB "Siamo in FERIE PER TUTTO AGOSTO!"...

Non si sta puntando il dito su chi è più o meno bravo bensì sul fatto di fare ciò che si fa con cognizione di causa. Cosa che il 99% di questi cosiddetti "nativi digitali" in realtà non sono.
Ops... non è che non sono, è che non ce l'hanno, la cognizione di causa...

Pardon.
[...] furti in casa per aver messo su FB "Siamo in FERIE PER TUTTO AGOSTO!"...

Questo mi ricorda che noi uomini siamo ingenui con qualsiasi tecnologia. Chi si ricorda quelli che registravano sulla segreteria telefonica che sarebbero stati lontano da casa dal giorno TOT al giorno TOT+20? :-)

E cosa succedeva se un ladro si imbatteva in quel messaggio?

Per quanto riguarda FB i guai ci sono sempre perché, anche se non scrive quando va in vacanza, l'utente medio di FB si collega anche dal posto di villeggiatura, anzi, soprattutto da lì: altrimenti come fa a postare le foto e pavoneggiarsi con gli amici?
Stupidocane, forse non hai letto con attenzione: critico il titolo, ma elogio i contenuti.
Io, nativo cartaceo o cartapecora, ho resistito due mesi e mezzo su FB...poi grazie agli insegnamenti del luminare Paolo Attivissimo mi sono cancellato.
Eggià..se negli anni '80 volevi accedere al mondo dei computer, MSX & Commodore in primis, dovevi imparare a capire la macchina davanti a te, il suo linguaggio, anche perchè i 'Sistemi operativi' erano più 'basici' o più 'rudimentali' di adesso..

Oggi ai 'nativi digitali'non c'è distinzione tra Sistema operativo e Facebook: è un'unico minestrone da mangiare facilmente a occhi e mente chiusi.

E' anche per questo che la differenza con i 'nativi digitali'anni '80 non regge, mentre regge molto il concetto finale di Paolo che li riassume bene in 'polli di batteria'.

Quindi se c'è qualcuno che per fare 'l'articolo del giorno' o per esaltare il proprio pargoletto, per essere moderno o 'avanti' si vanta di usare il termine 'nativi digitali' e/o analogie varie, compatiamolo per la sua ristrettezza mentale alla pari della sua beneamata gioventù e lasciamolo picchiettare le dita anzichè far lavorare il cervello..
non so ma.. mi sa tanto di 'selezione naturale' darwinistica ;-)

@ pgc

Stupidocane, forse non hai letto con attenzione: critico il titolo, ma elogio i contenuti.

Ah... mi sembrava di aver capito dell'altro.
Ma la foto è stata scelta solo per l'espressione della ragazza o è magari un famoso caso di "ingenui digitali" di cui non so nulla?
Bisogna dire che normalmente i "nativi" di qualcosa (per esempio chi è madrelingua) sono più bravi perché hanno potuto attingere dall'esperienza dell'ambiente che li circonda (sopratutto i genitori). Quindi se i nostri figli invee che nativi digitali sono dei "naive" digitali forse è colpa nostra che non abbiamo acquisito e/o saputo trasmettere la conoscenza sul digitale.
>Questo mi ricorda che noi uomini siamo ingenui con qualsiasi tecnologia.

Ma anche senza tecnologia.
Miete ancora vittime persino il gioco delle tre tavolette.
Quoto ogni parola di Paolo e pure molti dei commenti, forse quasi tutti.
Vorrei chiedervi un consiglio, dato che io non sono espertissima dell'argomento (sono una di quelli che ha installato Yontoo e si è resa conto del danno solo dopo che l'antivirus me l'ha segnalato come malware... oltre che poco esperta non mi applico, perché in questo blog era stato segnalato! Significa che non ho fatto i compiti!).
Alcuni amici mi dicevano che il loro bambino non ha ancora il computer (ha sette anni), mentre quasi tutti i suoi amici sì, per cui saranno costretti a comperarglielo (non oso pensare cosa dovesse succedere se la stessa cosa si dovesse applicare alla Colt 7,65!); non vogliono che il loro pargolo sia meno "preparato" della sua generazione.
Io, a parte il fatto che farò notare che dargli un computer senza istruirlo e seguirlo sarà come dargli le chiavi dell'auto e lasciarlo libero di andarci in giro (grazie Giuseppe per la metafora!), sarei per suggerire loro di fare una partizione con l'inserimento di due diversi profili di utente: uno per i genitori e uno per il bambino. Ovviamente io non so farlo, ma credo che il tecnico cui si rivolgono abitualmente possa impostare il computer senza problemi.
In quello del bambino, poi, dovrebbero esserci alcuni programmi (pochi) che lui può utilizzare (e un settaggio tale che lui non arrivi mai a resettare l'hard disk o a fare danni irreparabili) e magari la possibilità di connettersi a internet, ma non automatica in modo che ci siano i genitori a tenerlo d'occhio.
Potreste suggerirmi qualcosa in proposito, ad esempio come può essere settato il pc (non è detto che li comprenda tutti, ma cercherò di impegnarmi), quali funzioni dovrebbero esserci e anche quali programmi potrebbero essere installati per il bambino?
Grazie in anticipo a tutti quelli che avranno la (santissima) pazienza di darmi suggerimenti.
[quote-"Maria Rosa"-"/2013/12/per-favore-non-chiamateli-nativi.html#c1777930517956349017"]
Grazie in anticipo a tutti quelli che avranno la (santissima) pazienza di darmi suggerimenti.
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Un problema che mi accingo a vivere direttamente (mia figlia cresce). Direi che non occorre certo una partizione diversa, ma assolutamente si due user diversi, uno amministratore della macchina (per i genitori, con password non banale) e uno utente per il bambino con nessun accesso a internet automatico e nessun permesso per installare programmi. Ci sono altre cose ma non mi dilungo, se vuoi mandarmi un PM (si può qui?) ti spiego i passaggi.
Ma la cosa fondamentale è non lasciarlo mai solo di fronte al PC, specie su Internet. So che è difficile, ma a quell'età è fondamentale.
Grazie PerpliMax. Non credo che ci sia modo di mandarsi PM da questo blog, ma per quello che riguarda la realizzazione di due profili user diversi penso che i miei amici potranno rivolgersi al loro tecnico di fiducia.
Sono pienamente d'accordo con un accesso a internet sotto il controllo dei genitori.
Per quello che riguarda eventuali programmi che il bambino può utilizzare penso che un programma semplice che gli permetta di gestire le foto o altre immagini in modo da "giocarci" sia un buon punto di partenza per imparare a interagire con il computer.
Un'altra amica aveva iniziato a fare tenere alla sua bambina una sorta di diario digitale in cui racconta le cose che le succedono e inserisce le foto che scatta (ci sono finita pure io, in "posa plastica" mentre stavo cucinando dei sedanini rigati con sugo alle melanzane). Mi sembrano tutte attività che possono aiutare i bambini a capire qualcosa sul funzionamento del computer e ad utilizzarlo.
>ci sono finita pure io, in "posa plastica" mentre stavo cucinando dei sedanini rigati con sugo alle melanzane

Pubblica la foto e mandaci un assaggio
@ martinobri

Purtroppo non mi è ancora arrivata copia della foto. :-(

Per l'assaggio ho qualche problema a zipparlo... ;-P
Ecco per esempio un modo corretto di parlare di nativi digitali. Che non implica affatto che siano più competenti, anzi, ma solo che sono nati in un mondo digitale. Come da etimologia dell'allocuzione usata.

@Maria Rosa
Alcuni amici mi dicevano che il loro bambino non ha ancora il computer (ha sette anni), mentre quasi tutti i suoi amici sì, per cui saranno costretti a comperarglielo (non oso pensare cosa dovesse succedere se la stessa cosa si dovesse applicare alla Colt 7,65!); non vogliono che il loro pargolo sia meno "preparato" della sua generazione.

Non capisco "quest'ansia da prestazione" da parte dei tuoi amici. Quando avevo 7 anni non avevo computer, eppure oggi riesco a "far fuori" persino alcuni tecnici informatici. E non sono certo un professionista.
Se, invece è il bambino a chiedere il computer è un altro paio di maniche.
Penso che oltre a impostare il pc in modo rigido per evitare di far danni, doterei il computer di un qualche software tipo Norton Family o Magic Desktop. Con quest'ultima applicazione si ha, addirittura, un desktop che si "frappone" tra il bambino e il vero desktop del pc. Sono, poi, i genitori che decidono cosa può fare e dove può navigare il suo pargolo. Il bambino non può neppure chiudere il programma o spegnere il pc senza la password dei genitori.

Sicuramente c'è altra roba del genere in commercio. Queste due applicazioni le conosco un po' perché le hanno adottate dei miei amici.
Se non ricordo male Norton Family è gratuita mentre Magic Desktop è a pagamento.

Ma, come ha scritto PerpliMax, la soluzione principe è quella di non lasciare il bambino (ma manco un adolescente) "incustodito" davanti al pc, specialmente quando naviga. Questi software sono solo aiuti e non possono sostituirsi al buonsenso e all'occhio vigile dei genitori.
Cito dall'articolo precedente
L'unica accezione decente di “nativo digitale” sarebbe “persona che è nata quando le tecnologie digitali già erano capillarmente diffuse”, con la precisazione “ma non per questo ci capisce automaticamente qualcosa”. Ma è raro sentirla usata così.

Mah...a me sembra che questa espressione venga usata principalmente con l'accezione da te desiderata, ovvero per le generazioni che si sono ritrovate certe tecnologie già a portata di mano. Raramente ho sentito usare "nativi digitali" per sottointendere persone che sono più capaci e/o avvezze all'utilizzo di tali tecnologie....nemmeno dai giornalisti più incompetenti. Ma evidentemente abbiamo esperienze differenti :)

Semmai si potrebbe far notare che il termine "nativi" non è propriamente corretto, perchè uno potrebbe essere nato quando tali tecnologie non si erano ancora diffuse o nemmeno erano state inventate...ma se le è ritrovate in man durante l'adolescenza, se non prima.
Basti pensare ad un ragazzo nato nel 1990: i computer erano poco diffusi, non c'erano ancora i cellulari, non c'era internet, non c'erano i lettori mp3. Eppure è facile che, quando ha iniziato ad uscire di casa con gli amici, possedesse e/o sapesse già usare (quantomeno accendere e far partire) i suddetti oggetti.
https://www.youtube.com/watch?list=PLwnD0jwK0yymKsniXGb3IQoNmjhGGlE9K&v=PF7EpEnglgk#t=338

A proposito di come i bambini reagiscono al passato...