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14 commenti

Condannato boss della truffa telefonica della finta assistenza Microsoft

Fonte: AntiFraudNews
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Vi siete mai chiesti chi c'è dietro le telefonate sospette che arrivano a casa e dicono, solitamente in inglese, di provenire dal servizio di assistenza clienti di Windows, annunciando che c'è un virus da eliminare? È abbastanza evidente che si tratta di una truffa, il cui scopo è convincere la vittima a farsi installare del malware oppure ad acquistare presunti antivirus. Ma chi la organizza?

Dal Regno Unito arriva la notizia della condanna di Mohammed Khalid Jamil, gestore di una società denominata Smart Support Guys, che aveva sede a Luton ma impiegava il personale di un call center in India per effettuare queste chiamate truffaldine a raffica. Le vittime venivano convinte, grazie a un trucco informatico, a installare del software di sicurezza o del malware e a pagare per il servizio fornito. La truffa messa in atto dall'azienda di Jamil faceva installare alle vittime l'antivirus di base di Microsoft, che è gratuito, ma chiedeva per questo software da 50 a 220 franchi (40-180 euro).

Molti si chiedono se davvero c'è chi abbocca trappole di questo genere: secondo un sondaggio del 2011, il 22% delle persone che riceve la chiamata ci casca. I criminali lavorano sui grandi numeri, effettuando campagne telefoniche a tappeto. Chi le riceve non si rende conto di essere solo uno dei tanti bersagliati a caso e questa selezione apparente contribuisce a rendere credibile la truffa.

Purtroppo la condanna è piuttosto lieve (multa e spese legali, pena detentiva sospesa), per cui farà poco per scoraggiare questo genere di crimine.
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Commenti
Commenti (14)
Alla fin fine non è nemmeno truffa. Che ha fatto di male costui se non aumentare la sicurezza di computer probabilmente in mano a sprovveduti che nemmeno sapevano cosa era un antivirus, una consulenza ai limiti della legalità.
Probabilmente sono gli stessi utenti cui poi spediscono sale da sciogliere in acqua nella proporzione 4etti*litro che non sciogliendosi segnala la presenza di entità malefiche eliminabili con l'intervento della maga magò di turno, a pagamento ovviamente...
È ormai chiaro che ci sta poco da fare, l'attenuante generica del semianalfabestismo e difficoltà di accesso alla conoscenza di ancora metà del secolo scorso nel 2014 non ha più valore, anzi sussiste l'aggravante di un acculturamento generalazzito e della conoscenza enciclopedica ed anco divulgativa distribuita ad ogni angolo di strada e più.
Strumenti mirabili interconnessi ad un mondo di informazione universale in tasca a tutti o quasi usati poi per portare il cervello all'ammasso con giochini più o meno coinvolgenti...
Questo è probabilmente il più grave crimine senza perdono che l'umanità ha commesso, sta commettendo e commetterà prossimamente verso se stessa.
da 50 a 220... franchi?
se ti richiamano, registrali ancora :-)
avariate, quindi stando al tuo ragionamento, chiunque commetta un crimine in realtà sta solo facendo "selezione naturale" tra gli sprovveduti. Ma credi che il problema si risolva automaticamente da solo con la sparizione degli sprovveduti e l'ingrasso dei criminali, oppure è meglio che ci siano persone come Attivissimo a mettere in guardia gli sprovveduti contro i criminali?

Gli sprovveduti non leggono Disinformatico..
Ma gli amici degli sprovveduti sì.
Ma sono gli stessi?
Avariatedeventuali: quello che tu stai maldestramente giustificando è un ragionamento secondo il quale essere ignoranti è una colpa, al punto che la fregatura ricevuta ne diventa quasi una giusta punizione (e chi approfitta di tale ignoranza "alla fine non fa niente di male"). Quindi i veri colpevoli non sono i maghi, truffatori, ciarlatani e Vanna Marchi varie, ma quelli che ci credono?

Beh, sì, è facile prendersela con gli "ignoranti" senza nemmeno contestualizzare tale ignoranza (es: gli sprovveduti che cascano nelle grinfie dei maghi, di solito, lo fanno perchè le sventure della vita li ha resi più deboli e manipolabili). Ed è facile per molti di noi (che se non sono cresciuti col computer in casa, comunque lo usano regolarmente=, sentirsi superiori a chi vi si avvicina per la prima volta, oppure lo usa solo per delle funzioni specifiche. Una persona che usa il computer solo per archiviare foto, documenti e contabilità, evidentemente non ha molte occasioni di affrontare discorsi come aggiornamenti, antivirus, centri assistenza, ecc....

Esattamente come molti di noi, probabilmente, sono totalmente ignoranti riguardo il funzionamento basilare di un'automobile o di un elettrodomestico, nonostante li utilizzino tutti i giorni.
Quindi mi raccomando di ripresentarti qui a fare lo stesso commento il giorno in cui sarà un meccanico, piuttosto che un tecnico delle lavatrici, ad averti fregato 80 euro per un lavoro che ne valeva 15.
@stupidocane
Gli sprovveduti che hanno in tasca 400-800 euro di alta tecnologia che permette di accedere a conoscenza diffusa e pervasiva in poche battute e optano per non usarla non hanno giustificazione nel 2014. In questi casi in particolar modo. Attivissimo fa benissimo il lavoro che fa ma gli sprovveduti sono gli stessi che pensano che quelli del cicap siano i veri cialtroni e che chi si prende la briga di metterli in guardia è un rompi.......i. Fino a che ci sbattono la bocca.

@replicante
Sono solito chiedere il preventivo prima di fare certi lavori all'auto e se nel caso chiedere più pareri. Oggi chi è ignorante lo è spesso perché non vuol accedere alla conoscenza mai così facilmente accessibile. Qui stiamo parlando di telefonate arrivate a cavolo cui si risponde "si" fornendo sinanco il numero di carta di credito senza neppure sapere chi sta dall'altra parte della cornetta. Il mio bisnonno si costruì la casa con le sue mani, letteralmente, era muratore di prima, casa che resse a due terremoti ma era analfabeta. E dio sa quanto avesse voglia di conoscere ma non aveva ne accesso ne diritto ai mezzi necessari. Oggi tutti hanno un livello elementare di istruzione e il modo di accedere alla conoscenza pervasiva offerta dalla rete. Tenere in tasca strumenti formidabili per cui si son spesi 300-800 euro per passare ore a cazzeggiare ha del criminogeno. Al mondo in cui l'ignoranza era di fatto un obbligo si è sostituito un mondo in cui la stessa è una scelta più o meno consapevole che non ha quasi più giustificazioni. Mi sono stancato di persone con un iPhone in mano che rivolgono domande come "chi sa dove sta formentera" e banalità del genere daro che potrebbero con pochi tap accedere a tutta la storia in rete di quel luogo tra un idiozia scritta via chat ed un altra.
Sei un ignorante? Ok. Vuoi rimanere ignorante? Ok. Poi le conseguenze son quelle. Sono al pari di chi si affida a sconosciuti per contratti di fornitura elettrica od altro. Persone che impiegano 3 secondi per cambiare gestore telefonico dopo decenni senza capirci una mazza quando magari hanno passato due-quattro ore a fare domande "stupide" al commesso per sapere se lo schermo del tal smartphone era o meno ad alta risoluzione (stupide perché bastava leggersele sulle confezioni).
L'accesso alla conoscenza è un diritto sacrosanto di tutti oggi finalmente accessibile a tutti con relativamente poco, l'ignoranza non più uno stato obbligato ma un comportamento criminogeno autolesivo.

Non giustifico nessuno ma certe cose oggi dovrebbero essere estinte perché il buon senso è diventata materia facilmente accessibile a tutti. Questione di volontà. Diciamo che vi è quantomeno un concorso di colpa... 50 e 50.
pgc,

la cifra in franchi è una conversione. La richiesta dei ricattatori è espressa in sterline nella fonte originale che ho linkato.
ah, intendi franchi svizzeri? Ok, mi aveva stupito che usassi una valuta del genere. un saluto
Caro avariatedeventuali , capisco e posso anche condividere il tuo giudizio negativo nei confronti del rapporto della società con le nuove tecnologie, ma voglio raccontarti la mia esperienza. Voglio prima dire che sono dell’idea che nessuno nasce sapendo fare tutto, e che nel processo di apprendimento chiunque può cadere e fare degli sbagli. Sono perfettamente d’accordo con Replicante Cattivo su questo: nessuno sa tutto di tutto e chiunque può essere fregato, sui suoi punti deboli e non solo. A fare i censori superbi magari si potrà anche aver ragione, ma in ogni caso ci si mette su un piedistallo e non si cerca di capire la situazione. Comunque, restiamo sulla mia esperienza personale.
Sono uno studente di 21 anni al politecnico di Zurigo, quindi uno che il computer bene o male lo deve usare parecchio, né mi ritengo una delle persone più sprovvedute sul mercato. Visto che magari sei uno di quelli che pensano che gli studenti siano dei buoni a nulla, per convincerti ulteriormente del fatto che non sono proprio uno che non tira mai la testa fuori dai libri, voglio dirti anche che ho fatto il servizio militare negli specialisti di montagna (dove non prendono proprio tutti…) e che ho avuto la fortuna di poter viaggiare un po’ e di conoscere altre realtà. Insomma, potrò sbagliarmi ma non mi ritengo né l’ultimo arrivato né un ingenuo.
Fino a qualche mese fa la pensavo più o meno come te su queste truffe, e non avrei mai creduto che mi potesse capitare. Fino a quando non ricevo la famosa chiamata. Ovviamente scettico all’inizio, non riappendo subito per semplice educazione e faccio notare all’interlocutore che la Microsoft non chiama mai i clienti. Questo, molto gentile, mi rifila una bella spiegazione, che può suonare anche abbastanza convincente, anche se non abbastanza da farsi fregare. Il punto di svolta arriva dopo. Senza essere collegato a internet, quest’uomo mi indica dove cercare nei meandri del mio computer per visualizzare dei messaggi di allerta mai visti, e che per uno che non sia davvero un minimo esperto possono suonare ben preoccupanti: migliaia di segnalazioni di problemi vari che sembrano molto seri. Più tardi ho scoperto che sono assolutamente normali e ci sono in tutti i computer, ma chi se l’aspettava? Senza contare che ultimamente avevo davvero notato che il computer era più lento e a volte un po’ “strano”. Comunque ormai avevo abboccato: per farla breve, tirando fuori sempre nuovi argomenti, mi ha convinto a collegarmi ad internet e ad installare un software (usato anche dai veri assistenti informatici) col quale poteva manipolare il mio computer (Ammyy per chi se ne intende). Tra l’altro, di antivirus non si è fatto nome, bensì di altri software che avrei dovuto installare per rimediare al problema. Ovviamente non ero stato convinto al 100% in nessun momento della conversazione, però non avendo quasi niente da perdere (i dati erano tutti salvati anche su un hard disk, altra conferma del fatto che non sono uno sprovveduto) ed essendo comunque ormai abbastanza persuaso che non fosse una truffa, sono arrivato fino a questo punto. Poi è arrivata la richiesta dei soldi, e allora (con un bel ritardo, mi dirai, e forse hai ragione) mi sono reso conto che era meglio farla finita. Gli ho detto cortesemente che al momento non avevo una carta di credito, di richiamare il giorno dopo. [continua]
[seconda parte] Purtroppo devo smentire Enrico Lupo che ha detto che chi si fa imbrogliare non legge il disinformatico: evidentemente non avevo sentito parlare di questa truffa, ma il nome di Attivissimo lo conoscevo bene, e la prima cosa che ho fatto dopo aver riposto la cornetta è stata rialzarla di nuovo per chiamare Paolo. Ovviamente lui sapeva di cosa si trattava e mi ha consigliato di far riformattare il computer da un tecnico, perché c’era il rischio che del malware fosse stato installato nel mio computer quando quest’uomo ne aveva avuto accesso. Così ho fatto. E a chi prova un minimo di simpatia (in senso etimologico) per la mia esperienza, farà piacere sapere che invece di pagare i 130 franchi che mi chiedeva l’imbroglione, ne ho dovuti pagare solo 120 (!!) alla STEG per una semplice riformattazione che avrei benissimo potuto fare da solo, anche se data la situazione non volevo correre il rischio di tralasciare qualche dettaglio.
Tutto questo l’ho raccontato a te e agli altri per un semplice motivo: se c’è qualche cosa che questa brutta esperienza mi ha insegnato, è che bisogna sempre fare attenzione a giudicare: anch’io credo che avrei riso se avessi sentito un mio amico raccontarmi che questo era successo a lui. Quindi ridi pure se ti fa piacere, non sono uno che se la prende per l’opinione degli altri. Però rifletti un attimo: tu vedi la situazione solo dal tuo punto di vista supponente e superbo di chi crede di essere al di sopra di tutto, io invece per una volta mi trovo dalla parte dei truffati, cosa che non mi era mai capitata. E se prima forse la vedevo come te, ora finalmente ho potuto vedere l’altra faccia della medaglia e capire come sia davvero difficile ragionare lucidamente quando l’imbroglione è riuscito a convincerci che c’è davvero qualcosa che non va. Certo gli indizi di una truffa c’erano, ma ti assicuro che non è per niente facile uscire dal dubbio che magari effettivamente l’uomo dall’altra parte potrebbe avere ragione, se questo ti mostra un problema che credi reale. E anche se a posteriori riconosco tutti i miei sbagli, sul momento basta un clic e sei fregato.
Spero che questa mia esperienza possa aiutare qualcuno a capire che forse prima di giudicare è meglio cercare di capire davvero la situazione (non sono uno che crede a spiriti o maghi, né un ingenuo, mi credevo fuori pericolo, eppure ci sono cascato anch’io), e che in fondo può davvero succedere a tutti di essere fregati, e non riconoscere di poter sbagliare è da sciocchi presuntuosi. E se non è sul computer che ci si casca, come ha detto Replicante Cattivo, sarà qualcos’altro. Ma un minimo di modestia fa bene a tutti.
Sperando che il mio commento serva a diffonderne un po’ (di modestia), ti saluto cordialmente,
Uno sprovveduto
PS: se non credi a qualcosa di quanto ti ho detto chiedi pure direttamente a Paolo, gli ho spiegato tutto per filo e per segno subito dopo l’accaduto.
@unosprovveduto

La mia critica non era all'ottima divulgazione in materia di p.attivissimo ma alla leggerezza con cui ci si affida completamente ad altri di molti. Lasciare libero accesso al proprio computer da remoto a chi non si sa minimamente chi sia solo perché al telefono è stato convincente non è leggerezza è autolesionismo. Persino mia nonna bonanima si dovette rassegnare al fatto che la chiave sulla porta di casa non andava più lasciata. Scrivi che hai fatto piallare l'hd (per uno sproposito) e reinstallare tutto, fortunato. Se avessi avuto l'onere di custodire dati riservati e chi ha avuto accesso al computer li avesse scaricati che avresti fatto? Davvero. Trovo che questi "truffatori" che per pochi soldi si limitano al solo installare un antivirus gratuito di altri siano alla fin fine dei benefattori visto i danni potenziali che potrebbero fare.
Consiglio generale, quando chiama uno sconosciuto proponendo chi sa cosa riattaccare entro 30" con un "no grazie non sono interessato".