skip to main | skip to sidebar
22 commenti

Apple presenta iPhone maxi e pagamenti facili, ma niente Melarologio fino al 2015

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “gervasil*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri sera, su richiesta della TV svizzera che mi ha chiesto un'impressione a caldo (video) e non per diletto personale, ho seguito la presentazione dei nuovi prodotti Apple. Ci tengo a precisarlo perché di solito mi tengo lontano dal delirio di anticipazioni, indiscrezioni e voci di corridoio e da queste cerimonie da telepredicatori che hanno un gadget al posto della Bibbia e folle osannanti pronte ad applaudire qualunque sciocchezza venga propinata dal guru. Per carità, molti prodotti Apple mi piacciono e li uso intensamente, ma sono allergico alle esaltazioni acritiche di qualunque genere e trovo giornalisticamente discutibile regalare così tanta pubblicità a una marca.

A dire il vero, seguito è una parola grossa, perché lo streaming (riservato a utenti di software o dispositivi Apple) è stato un fallimento totale, e non solo per me: non andava proprio (immagine qui accanto), e quando andava c'era l'audio dell'interprete cinese, c'era un brano fuori sequenza o in ritardo di vari minuti oppure non c'era audio del tutto. Inguardabile. Per fortuna c'erano i liveblog di Ars Technica e di altri giornalisti presenti in sala, che hanno riferito cosa stava accadendo. Non è stata una bella figura, per un'azienda che gioca così tanto sull'immagine e sul mito del “funziona e basta”.

Sono stati presentati gli iPhone 6: due taglie (una da 4,7 pollici e una maxi da 5,5, denominata Plus; scaricate qui la sagoma stampabile per farvi un'idea). Vetro anche lungo i bordi? Se ho capito bene, pare un invito a rottura ancora più facilitata. Carino il sensore barometrico per misurare l'altitudine. Interessante il Voice over LTE. Intrigante l'handover delle chiamate da Wi-Fi a rete cellulare e viceversa. Notevole lo stabilizzatore ottico (solo sul Plus). Goloso il video al rallentatore fino a 240 fotogrammi/sec. Discutibile l'HDR sui video. Saranno offerti 128 GB di memoria massima. Arriva finalmente l'NFC che gli altri avevano già. iPhone 6 sarà disponibile dal 19 settembre in USA, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Australia, Hong Kong, Singapore e Giappone, stando ai dati presentati ieri durante l'evento.

La novità più interessante dell'evento è quella di cui probabilmente si parlerà di meno: Apple Pay, il sistema integrato di pagamento che usa l'iPhone e il suo sensore d'impronta digitale come terminale di autenticazione per i pagamenti. Avvicini l'iPhone al terminale senza fili, appoggi il dito sul sensore, e i soldi vengono prelevati dalla carta di credito che hai memorizzato in un'area protetta del telefonino. Sui siti Web non devi più digitare i codici della carta e i dati personali per fare un acquisto: ci pensa Apple Pay. Nei ristoranti convenzionati puoi pagare il conto direttamente online. Apple dice di aver preso misure severe per non sapere cosa comprano gli utenti e non dare ai venditori i dati della carta (manda loro un codice usa e getta) e in caso di smarrimento dell'iPhone sospende automaticamente le carte di credito associate. Una bella sfida per Visa, Mastercard e soci.

Vengo, infine, all'iWatch, che non si chiama iWatch, ma Apple Watch (senza la classica “i” iniziale). Il “melarologio” (conio di @williwongi; io propongo iLora) in realtà non c'è ancora: quello che è stato mostrato è soltanto un prototipo, usato in condizioni strettamente controllate sul palco e poco funzionante (anche secondo Time) negli esemplari-demo mostrati o messi in mano ai giornalisti. Apple dice che sarà disponibile nei primi mesi del 2015. Niente orologio Apple per questo Natale, insomma.

Com'è lo smartwatch di Apple? Un po' come tutti gli altri: è proprio il concetto di smartwatch che si scontra con alcuni limiti fisici, tecnici ed ergonomici, e il Campo di Distorsione della Realtà spesso usato da Apple non può cambiare le cose. Quanto durerà la batteria? Non si sa. Quanto sarà leggibile alla luce del sole? Non si sa. Si sa che costerà 350 dollari nel modello base: c'è un assortimento impressionante di varianti, cosa insolita per il Pensiero Unico di Apple. Ci sono due taglie (grande e meno grande) e vari materiali. Ma la sua forma quadrata serve a far vedere “guarda, sto indossando uno smartwatch”: è meno discreta della concorrenza che usa schermi circolari (Moto 360, per esempio). Apple ha azzeccato il valore di status symbol che ha da sempre l'orologio: non è uno strumento per indicare l'ora, è un indicatore sociale.

Per contro, sono interessanti le soluzioni d'interfaccia utente. Bella l'idea di usare la corona, un elemento dell'orologio che è familiare e rassicurante, come pulsante di comando, in modo da ridurre il tempo per il quale le dita coprono il minischermo. Interessante lo schermo sensibile non solo al tocco ma anche alla pressione. Siri integrato. Non c'è una fotocamera integrata, come c'è invece per esempio nei Samsung, utilissima per esempio per i giornalisti in condizioni difficili. Divertente, ma un po' frivola, la trasmissione di dati in tempo reale da un Watch a un altro. I sensori di bordo includono il rilevamento delle pulsazioni, con ovvie applicazioni per il fitness digitalizzato, ma l'idea di mandare un ennesimo dato biometrico a un'azienda non mi entusiasma. Toglietevi l'Apple Watch prima degli amplessi e di altre attività analoghe, se non volete che vengano monitorate anche quelle.

La mia critica fondamentale agli smartwatch (di tutte le marche) è che sono un oggetto in più. Non sostituiscono il telefonino, di cui continuano ad avere bisogno: sono un suo accessorio, come lo è un auricolare Bluetooth. Questo significa che oltre a caricare ogni giorno lo smartphone dovrei caricare anche l'orologio. E così avrei due dispositivi con i quali rischierei di trovarmi a metà giornata con le batterie a terra, e due caricatori da portarmi in giro in viaggio.

Oltretutto non c'è molto che posso fare con lo smartwatch che non posso già fare (e soprattutto fare meglio) con il telefonino, a parte sbirciare i messaggi più discretamente o (nel caso di Apple Watch) avere una vibrazione che mi avvisa o mi guida e (forse) usare l'orologio come autenticatore di prossimità (mi avvicino al computer e il computer si sblocca senza dover digitare password, per esempio; idem per auto e camere d'albergo). Ci fosse stata la fotocamera, perlomeno avrei potuto scattare foto in modo discreto, ma non c'è.  E comunque i telefonini, tablet e orologi Apple restano ecosistemi chiusi, vincolati da DRM e altri sistemi proprietari. Solo i suoi computer ti lasciano installare applicazioni non benedette da Apple. Per ora.

Conclusione: bella mossa l'iPhone Plus, che colma il vuoto fra iPhone e iPad mini; molto rumore per nulla per Apple Watch; e Apple Pay è la vera novità che verrà sistematicamente ignorata, coperta dall'ossessione per il feticcio da polso.


Aggiornamento (11:40): The Onion, come sempre, centra in pieno quest'ossessione e la mette alla berlina, annunciando che Apple Watch “consente a chi lo indossa di fermare lo scorrere del tempo e farlo ripartire”, è “discreto, ma non così tanto che qualcuno possa scambiarlo per un orologio normale”, “disponibile in una varietà di colori e stili per consentirvi di esprimere la vostra sottomissione personale all'azienda di tecnologie dominante del pianeta” e offre “tutti i vantaggi di un orologio tradizionale che ha bisogno di essere caricato ogni 12 ore”. Le altre cattiverie veritiere le trovate qui.

Aggiornamento (2014/09/11): Telefonino.net segnala che l'iPhone 6 costerà in Italia 729€ (16 GB), 839€ (64 GB) e 949€ (128 GB). Il Plus costerà 839€ (16 GB), 949€ (64 GB), 1059€ (128 GB).
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi: siate civili e verrete pubblicati qualunque sia la vostra opinione; gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE. L'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo blog. Ciò significa che dovete assicurarvi che non venga bloccata da estensioni del vostro browser (tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o da altri programmi di protezione antimalware (tipo Kaspersky). Inoltre è necessario che sia permesso accettare i cookie da terze parti (informativa sulla privacy a riguardo).
Commenti
Commenti (22)
Indipendentemente dal produttore, mi potrebbero convincere ad indossare di nuovo qualcosa al polso (dismesso da quando avevo lo StarTAC GSM) solo se il coso da polso mi trasforma in un ipergalattico e me fa sprintare e andare tra le stelle.

I pagamenti elettronici via NFC sono disponibili in Italia da questa estate. Di fatto carichi la/le carta/e di credito sul cellulare e usi il cellulare via NFC come fosse la carta di credito. Apple si e' adeguata allo standard di Android senno' avrebbe perso il treno (le banche forse hanno imparato la lezione da iTunes e dalle testate giornalistiche).

Questo giro Apple e' un po' andata alla rincorsa con il telefono: schermo piu' grosso e NFC sono cose che altri hanno gia' e le technobabble riescono oramai ad attizzare solamente i fedeli piu' devoti.
Niente di così nuovo, a parte lo sfondamento dei 1000 $.
http://www.androidiani.com/wp-content/uploads/2014/09/10365397_10154612534280346_4224217455229374205_o.jpg
Beh, un utilizzo dell'orologio è ovvio: copiare e scambiarsi informazioni durante i compiti in classe. E gli esami scritti di ogni genere.
Scusa Paolo ma il form ha iniziato a sclerare e mi ha mandato in pubblicazione (forse) un commento a metà. Volevo solo aggiungere che mi auguro che tutto questo ritardo sull'Apple Watch sia dovuto al fatto che stiano lavorando su qualcosa di veramente innovativo, perché se si rivelasse l'ennesima inutilia a livello dei dispositivi della concorrenza non sarebbe un buon segno per Apple.
Concordo sul concetto di "oggetto in più".
Francamente una cosa di cui non sento il bisogno.
Mi piacciono le applicazioni fitness ed infatti possiedo una FuelBand della Nike che indosso al posto dell'orologio e che è enormemente più leggera di un Apple Watch (e la cui batteria dura MOLTO di più).
Una cosa che mi aspettavo e che mi ha sorpreso in negativo (ma magari non è stata citata per mancanza di tempo ed esigenze di marketing che hanno evidentemente privilegiato altri messaggi) è la mancanza di una batteria tampone che mantenga in funzione solo la parte "ora" del dispositivo per poterlo utilizzare almeno solo come orologio a batteria principale scarica...
Bah, vedremo.

I "telefononi" non mi piacciono, ho le tasche piccole e quelli grossi ingombrano. Trovo che iPhone 5 per me sia il massimo accettabile, però, a giudicare da quante persone hanno acquistato i modelli Samsung e di altri produttori che sono già di dimensioni comparabili ai nuovi iPhone, direi che Apple ha seguito l'onda della moda (e che io sono antiquato dentro! ;) )

L'implementazione NFC di Apple sembra più robusta di quella degli altri produttori, proprio per via della combinazione NFC+lettore di impronte. Dico sembra perché è tutto da vedere. In ogni caso, vista la diffidenza del tutto nostrana verso la "moneta di plastica" pensa un po' come verrà accettata entusiasticamente questa novità in terra italica! :D
Chissà, magari nel 2215....

---Alex
Ci sono una serie di cose (tra cui l'NFC, che c'è da una vita sui telefoni della concorrenza, almeno adesso con la pressione mediatica di Apple si inizierà a usare più diffusamente) che mi ricordano l'"invenzione" di Apple del mouse a due tasti. Su Facebook gira il confronto tra iPhone 6 e Nexus 4 (del 2012), a livello di feature sono praticamente pari. La presa in giro si conclude con le feature che potranno avere nel 2016 tra cui ricarica wireless, water proof, IR, multi utente, eccetera.
Per il resto sono davvero sollevato del basso profilo, in termini di innovazione, dei nuovi prodotti: avesse tirato fuori un oggetto tipo il Moto 360 i fanboy avrebbero dato fiato alle trombe PER ANNI.
In ogni caso è normale che si sieda: tanto vende a pacchi uguale, chi glielo fa fare? =)
Toh, che strano... Apple che insegue Samsung. Dapprima con misure equiparabili alla concorrenza, in secondo luogo con lo smartwatch. ;D

Per inciso, ho un Gear Fit che, sempre per inciso, mi è stato regalato dalla Samsung con l'acquisto del Galaxy S5. Io non l'avrei comprato.
Avendolo, l'ho usato e lo uso regolarmente quando vado a correre.

Anche il Gear Fit non ha la fotocamera, disponibile invece sul "fratello maggiore".

Per quanto riguarda le funzionalità, le uniche degne di nota sono il monitoraggio del battito cardiaco (in realtà abbastanza approssimativo) e la possibilità di gestire il lettore audio.

Le notifiche dei messaggi arrivati si possono leggere, ma mentre si corre non servono poi a molto.

La batteria è invece stupefacente. Per un aggeggio così piccolo sempre collegato via BT ho testato (senza usarlo) quasi tre giorni di stand-by. Usandolo come "orologio da polso" per un weekend, la batteria è morta dopo un giorno e qualche ora.

Concordo comunque che sia più un aggeggio messo sul mercato per "fare scena" che per l'utilità reale o percepita.
Nel disclaimer per l'utilizzo del gear, Samsung fa notare che non ha velleità di essere un device per il monitoraggio adatto ad un'attività sportiva professionale. Aggiungo io, ma nemmeno da semplice appassionato. Per quello esistono sul mercato altri prodotti molto più precisi e "seri".
Diciamo che comunque la (seppur) blanda attività di monitoraggio, può essere uno sprone a migliorare le proprie performances. Ma finisce lì. Anche l'app stessa per il Fitness non è molto affidabile. Il GPS dello smartphone non è sempre affidabile ed a parità di percorso può dare differenze di lunghezza importanti, con buona pace dei dati di media ricavati da quest'ultima.

Per allenamenti seri, occorrono equipaggiamenti altrettanto seri.

A titolo d'esempio, per chi si volesse avvicinare alla corsa, meglio investire i primi soldini per un buon paio di scarpe da running piuttosto che "sprecarli" per un braccialetto figoso.

IMHO
[...] I sensori di bordo includono il rilevamento delle pulsazioni, con ovvie applicazioni per il fitness digitalizzato, ma l'idea di mandare un ennesimo dato biometrico a un'azienda non mi entusiasma. [...]

Leggendo questa frase nasce spontanea una domanda.
Cosa ne pensi dell'idea Health Kit di Apple o, più in astratto, di un cloud personale sul quale poter archiviare i propri dati clinici e rilevamenti biometrici giornalieri?
Il tutto al fine di ottimizzare la gestione e l'utilizzo dei dati in caso di diagnosi da parte di personale medico.
Concordo con tutto quanto. Si tratta di un accessorio tutt'altro che indispensabile. E se proprio dovessi scegliere uno smartwatch, probabilmente, opterei per il Peeble Smartwatch (se non lo conosci, qui trovi tutte le info https://getpebble.com/)... sicuramente il più originale tra tutti :-)
Mi viene in mente Dick Tracy... Sono vecchio?
Ho il Pebble da qualche tempo e ne sono completamente soddisfatto, il miglior acquisto da anni. E' praticamente impensabile ormai per me avere uno smartphone senza affiancarlo ad uno smartwatch. Solo per il fatto delle notifiche con vibrazione, leggere sms, mail, messaggi etc, è utilissimo. Esistono già migliaia di app e funziona con iOS e Android.
Sembra pubblicità gratuita quella che sto facendo (e un po' lo è ok), ma il punto del discorso è che uno smartwatch fatto bene ha una indubbia utilità.
Sebastiano Mauriello: aggiungo che Google ha detto che se usasse le sue tecniche di big data / data mining / eccetera sui dati medici delle persone potrebbe salvare 10.000 vite l'anno. In ogni caso il futuro è quello, tutto nel cloud. Onestamente non posso dire di essere così preoccupato, essendo che i miei dati medici (ad es. delle banalissime analisi) oggi passano davanti agli occhi di n persone, tra cui c'è sicuramente qualcuno che mi conosce. Meglio che finisca nel cloud saltando una serie di passaggi "umani" nel mentre... se poi l'hacker cinese accede alla mia cartella medica e scopre che ho un problema di aerofagia... pazienza. Molte meno persone di quello che lo vengono a sapere con i sistemi "tradizionali" attuali.
@Fiz:
> Ho il Pebble da qualche tempo e ne sono completamente soddisfatto, il miglior acquisto da anni.

Lo diceva anche Greg Lake, più di 40 anni fa: "Take a pebble..."
Ci sono tanti oggetti inutili che ora ci sembrano indispensabili.
Evidentemente la pubblicità su questi smartwatch non è ancora abbastanza efficace. Quando lo diverrà chi non avrà uno smartwatch sarà out; esattamente come lo è chi, oggi, non ha lo smartphone, specialmente tra i "ggiovini".
Ciao a tutti,

come Fiz posseggo un Pebble e ne sono molto soddisfatto; ritengo che gli smartwatch abbiano delle funzioni che sono davvero utili. Tanto per citare, basta suoneria sul telefono, navigazione turn by turn a portata di polso oppure sapere chi ti sta chiamando mentre sei in moto/bici e decidere se rispondere o no (accostando) senza fare manovre pericolose.

Oggi non è uno strumento indispensabile (ma ne abbiamo tanti esempi) e superando il problema della batteria (il pebble arriva a 5/6 gg) faranno un salto di qualità.

Per quanto riguarda la loro dipendenza da un telefono, personalmente ritengo che sia la soluzione migliore; comunque un telefono lo terremo sempre in tasca per leggere una mail (non me la farei leggere dall'orologio, se non altro per questioni di privacy), vedere una pagina web, per cui avere una doppia connettività (2 sim/numeri?!) lo trovo uno spreco.

my 2 cent

F
A me questi braccialetti mi hanno sempre lasciato un po' scettico. Chissà magari prenderanno piede, per ora però l'unico motivo per cui potrei comprarne uno sarebbe, nel caso fosse impermeabile, di portarlo con me in spiaggia e in piscina, in modo da non lasciare incustodito il cellulare quando faccio il bagno (a patto che il braccialetto possa funzionare in modo autonomo da cellulare... cosa che non mi sembra scontata).
FX: mi trovi completamente d'accordo. Sono ancora curioso di sapere il parere di Paolo però. Dalla frase che ho citato nel commento precedente mi sembra abbia delle riserve in proposito.
Sebastiano,

Cosa ne pensi dell'idea Health Kit di Apple o, più in astratto, di un cloud personale sul quale poter archiviare i propri dati clinici e rilevamenti biometrici giornalieri?

Bello, purché sia personale. Vale a dire, custodito in forma cifrata sui miei server o sui server dell'azienda di sicurezza che scelgo io. Non su quelli di un'azienda che fa telefonini e lascia buchi di sicurezza che permettono di rubare gli autoscatti intimi delle celebrità.
Gwilbor, io sono dell'idea che quando ci si va a rilassare (ad esempio in piscUina) meglio lasciare il cellulare spento nell'armadietto. Ma in caso non si riesca a fare a meno del telefono, esistono anche quelli da polso. Non so quanto impermeabili, però... ;D
Paolo: premesso che la questione sicurezza del dato diventa primaria e va affidata a società che l'hanno nel DNA (Apple ha nel DNA altro), lasciare la possibilità di leggere il dato a terzi, come ipotizzava Google, apre scenari importanti per la salute della collettività. Ok le garanzie nero su bianco con tanto di penali astronomiche per come viene trattato il dato, però le tecniche di big data possono salvare vite umane (Watson si occupa già di consigliare i medici su diagnosi, esami di approfondimento, cure). Tra timori per la privacy e timori per la salute spero vincano sempre i secondi. Anche perché ripeto non è che adesso i dati siano così riservati, anzi, qualsiasi cosa fai è sicuramente migliorativa.
@Fx, commento #20
Non sono medico, ma non riesco a capire come potrebbero servire questo tipo di raccolta di dati biometrici visto che di chi invia i dati:
- non se ne conosce la storia (malattie avute o in corso, lavoro logorante o meno);
- non si conosce l'ambiente in cui vive;
- non si conoscono le abitudini;
- non si conosce con esattezza l'età (non sempre almeno)

Con queste premesse che tipo di informazioni, oltre a quelle a scopo commerciale (pubblicità mirata), se ne possono ricavare?
Sicuramente non si tratterebbe di informazioni statisticamente valide.
...Il sensore barometrico ce l'ha anche il mio Samsung Galaxy Note che è del 2011...e per quanto riguarda lo smartwatch...ho un Sony Smartwatch 2 e lo carico ogni 3 giorni, con circa 6 ore di bluetooth al giorno, pagato 200€. Mi spiace per gli amanti di Apple, ma la casa di Cupertino sta solo rincorrendo il mercato spacciando per nuove soluzioni che si trovano già sul mercato da 2 o 3 anni almeno. E lo fa, come al solito, gonfiando i prezzi.