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33 commenti

Dieci cose da dire ai figli prima di dare loro uno smartphone

Prima o poi viene il momento in cui i figli chiedono ai genitori uno smartphone. Spesso i genitori non hanno la più pallida idea di cosa si possa fare con uno smartphone, per cui la società di sicurezza informatica Intego ha pubblicato una lista molto condivisibile di dieci raccomandazioni per genitori, da dare ai figli in questa tappa importante della loro comunicazione sociale. Questa è la mia versione leggermente reinterpretata.

Naturalmente non c'è nessuna garanzia che le raccomandazioni vengano rispettate, ma perlomeno avrete definito chiaramente dei paletti che indicano cosa è accettabile e cosa non lo è.

1. Procurati una custodia protettiva. A differenza dei telefonini normali, gli smartphone sono dannatamente fragili per via delle loro ampie superfici in vetro.

2. Quando sei in aula, concentrati sull'insegnante, non sul telefonino. Spegnilo o mettilo in modalità silenziosa in modo che non squilli durante la lezione.

3. Se ti chiamo e non mi rispondi o non mi richiami ci saranno delle conseguenze. Lo smartphone ti è stato comprato per permetterci di restare in contatto con te, non per giocare ad Angry Birds e chattare solo con gli amici. Rassegnati.

4. Non usare lo smartphone quando cammini o vai in bici o guidi la moto o l'auto. Specialmente per mandare messaggi o ascoltare musica in cuffia a tutto volume. Se ti devo spiegare perché, abbiamo un problema.

5. Non usare lo smartphone per scrivere online cose che non vorresti che leggesse la nonna, e ricordati che le cose messe in Rete ci restano per sempre.

6. Proteggi il tuo smartphone con una password. Contiene tutti i tuoi dati personali e le tue foto, per cui se qualcuno te lo prenderà per curiosare se la spasserà se non l'hai bloccato.

7. Non condividere le password. Specialmente con gli amici; le amicizie passano, le password restano. Scrivile da qualche parte: non nel telefonino, ma su un foglio di carta, magari in una busta chiusa, da tenere in un cassetto a casa.

8. Non fare foto che non faresti vedere ai tuoi genitori. Se qualcuno te le ruba, o se le mandi a qualcuno, rischiano di girare per sempre in Rete e causarti imbarazzi per anni.

9. Non collegarti ai Wi-Fi aperti. Possono intercettare quello che fai. Usa la trasmissione dati cellulare.

10. Abbiamo attivato i filtri e i controlli parentali. Servono per ridurre il rischio di brutti incontri, per proteggerci da bollette salate per l'acquisto di app e di accessori nei giochi e per non farti passare tutta la giornata incollato al telefonino.

Concludo con una raccomandazione per genitori: date il buon esempio e seguite anche voi queste regole. Scoprirete che rispettarle è difficile tanto quanto imporle. Buona fortuna.
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Commenti
Commenti (33)
sul punto 4 direi che se puo' guidare una moto o un'auto si spera che abbia abbastanza buon senso...
no eh...
Manca un corollario a "Non usare lo smortofono quando cammini [...]": "... e soprattutto evita di ficcarti gli auricolari e bombarti musica a mille decibel nelle orecchie."
Dum,

ottimo spunto, aggiungo subito, grazie.
Scordatevi la direttiva delle musica in cuffia perche' se non ve la scordate vi siete scordati di essere stati fanciulli :)

Importante il buon esempio da parte dei genitori, direi fondamentale: se papa' sul suo telefono ha 30 APP "Search the Puttanon" e mamma condivide selfie con le amiche ogni quarto d'ora, saranno poco credibili quando pretenderanno un rigore monastico da parte dei figli.

Forse da aggiungere "non hai l'ultimo modello di smartphone perche' ti basta quello, se vuoi l'ultimo modello arrotonda con qualche lavoro extra e ti verremo incontro"
Mah, ho sempre pensato e ottenuto buoni risultati dall'applicazione di un concetto molto semplice. Diffondere la conoscenza e la cultura. Non le regole e i dogmi, che sono sempre la prima cosa che viene trasgredita!
In pratica, spiegare come funzionano le cose sottolineando pregi e difetti. Ma lasciando libertà alla persona, senza imposizioni e regole. Capire il motivo per cui una cosa non va fatta è estremamente più efficace di una fredda regola.
E' chiaro che occorre informarsi. Ed è qui che gli esperti debbono venire in aiuto realizzando guide pratice e non un elenco di regole in burocratese.
Per esempio non si spiega mai cosa sia il phishing ma solo cosa fare e cosa non fare. Il punto è spiegare come identificare la minaccia e solo dopo elencare le contromisure. Altrimenti non sapremo più riconoscere le nuove forse, più sofisticate e subdole, del "virus".
Questo è solo il mio parere, ciao!
@Guido Pisano: Ottimista.
A proposito del punto 2 perlomeno in Italia l'uso del cellulare negli orari di lezioni credo che sia vietato. Non ho capito bene le norme sorgente, ma leggendo un qualsiasi regolamento d'Istituto preso a caso questo appare evidente. Al pari ci sono norme severe anche sulla pubblicazione sui social.
Si potrà obbiettare che è una norma ampiamente disattesa, ma a me un caso di applicazione è capitato di vederlo.
"10. Abbiamo attivato i filtri e i controlli parentali."
Potresti dirmi una buona App?
Ho anche dimenticato la raccomandazione numero zero, quella che andrebbe in cima alla lista: "Il mondo non è nello smortofono, è al di fuori. Goditi la vita e usa il cazzillo solo in caso di necessità."
@Reiuky
...mi sa anche a me... :)
Come detto il punto 2 è un po' leggerino: a scuola lo smartphone non dovrebbe essere portato proprio, altro che suoneria abbassata.
I punti 3 e 4 sono propri di un qualunque telefono, non peculiarità dello smartphone.
@gero
mi verrebbe in mente varnish o squid... in modo che il controllo non stia sulla stessa macchina controllata ma mi sa che non e' la stessa cosa che pensava paolo...
Consigli che possono andare bene per figli che hanno meno di 18 anni, direi.
Non condivido la 3, però per il resto penso possano andare bene, la prudenza non è mai troppa.


@Luigi Rosa, amen.

Non c'e' niente di piu' deleterio di un genitore che impone delle regole e poi fa vedere che non le segue lui stesso. Non voglio dire che un genitore debba seguire lo stesso decalogo, ovviamente (sarebbe ridicolo), ma per lo meno non lo deve palesare, perche' appena il figlio diventera' adolescente gliela fara' pagare cara..
Aggiungerei un paio di punti:

1. Il telefono è mio. L’ho comprato io. L’ho pagato io. In sostanza te lo sto prestando. Sono la migliore o no?

2. Saprò sempre la password. (in teoria è proibito ma fa stato il punto 1: il telefono è mio)

Tratti da 18 regole sull’uso di iPhone scritto da Janell Burley Hofmann e riportate dal " Il Post" in un articolo del 1 gennaio 2013
3 e 4 sono in contraddizione. Risolvibile con auricolari.
Domanda riguardo al punto sulle wifi: tantissimi negozi o luoghi pubblici offrono un servizio di wifi pubblico, è da considerarsi "aperto" o sono ragionevolmente sicure?
Quando sei in aula [...] Spegnilo o mettilo in modalità silenziosa

Capisco che i tempi sono cambiati e che qualsiasi discorso del tipo "ai miei tempi" può sembrare ridicolo...ma sinceramente trovo una (piccola, ma non trascurabile) sconfitta della società il fatto che vengano ritenute accettabili entrambe le opzioni. E' vero che qualsiasi tipo di proibizionismo otterrebbe solo l'effetto contrario, ma non si può far credere ad un bambino/ragazzo che avere il cellulare acceso durante le ore di lezione sia qualcosa di normale, anche se è silenzioso.

Dopodichè, per quanto retorica può sembrare la mia considerazione, dubito che le nuove leve potranno mai prendere sul serio certe raccomandazioni se i loro fratelli, ma soprattutto i loro genitori, sono i primi a non saper usare in modo intelligente gli smarthpone. Tenete conto che molti dei ragazzini che oggi hanno 13/14 probabilmente sanno che Facebook e Twitter sono già pieni delle loro foto, messe on line dai loro genitori esibizionisti. A quel punto, perchè loro non dovrebbero sentirsi in diritto di fare la stessa cosa?
Riguardo al punto 3 vorrei però suggerire ai genitori di non approfittarne, non essere troppo stressanti e ansiosi. E se vi imbarcate nell'uso di messaggi, whatsapp e similari imparate un po' ad usarli per non risultare troppo imbarazzanti, e anche in questo caso non esagerate.
@dumdumderum giusto per curiosità. Ma dici smortofono apposta?
@Gero Net
non ho un App ma utilizzo i DNS di Norton ( https://dns.norton.com/configureRouter.html ) per tenere protetto i mie computer e ipad per lo meno in uso casalingo. Puoi configurare cosa far passare e cosa no. Gratuito e semplice da configurare. ciao
Il 5 dovrebbe stare al primo posto.
dani1967
neanche io so se è legge ma oggi, al primo giorno di scuola, a mio figlio è stato ribadito proprio che a lezione va tenuto spento e che c'è il sequestro.
Hanno deto qualcosa anche sulle foto del tenore del punto 8.

Sui WiFi aperti, da quando moltissimi siti sono passati all'https, non vedo grossi problemi. Basta frequentare siti che cifrano le comunicazioni. A meno che il browser fa così schifo che non segnala i certificati self-signed indice di un attacco Man-In-The-Middle oppure di un amministratore di sistema che si è dimenticato di rinnovare la validità del certificato.
Proteggi il tuo smartphone con una password.

Qui però ci sarebbe un problema... la possibilità di recupero della password.
A meno che non stai parlando del pin, di cui da qualche parte c'è il puk.

Mi spiego con un aneddoto: Un po' di anni fa una bambina cercando di giocare con il telefono android di mia sorella ne bloccò la password di sblocco esaurendo i tentativi, a quel punto il telefono chiedeva di effettuare l'accesso all'account di google per potersi sbloccare, solo che mia sorella uscendo di casa aveva (giustamente) disattivato il wi-fi per risparmiare batteria e non avendo un piano flat anche la connessione mobile era disattivata; risultato? con il telefono bloccato non ci fu modo di attivare alcun tipo di connessione e per poter riutilizzare il telefono fummo costretti a formattarlo.

Ne consegue che forse la password protegge da una parte ma rompe dall'altra, e quindi forse sarebbe meglio non perdere l'abitudine di tenere il telefono sempre in tasca invece di poggiarlo magari sul tavolo senza magari sapere se ti puoi fidare di chi ti sta vicino.
Proprio come quando l'unica cosa da cui proteggere il telefono era proprio il furto dello stesso e non del proprio contenuto.

Personalmente non uso quasi mai il telefono per internet, senonché durante le vacanze, per il resto ce l'ho sempre disconnesso dalla rete, e cerco di tenerci meno "cose compromettenti" possibile, per cui, almeno per adesso niente password.

Ok, adesso ci sono i riconoscimenti facciali, ma ci sarà da fidarsi?
(Volevo provare lo scherzetto a mia sorella mettendo la fototessera davanti al telefono, ma nel timore di bloccarglielo inutilmente ho lasciato stare).
@ferdinando traversa
Non sono "furbofoni". Proprio per niente. Ma meglio "smortofono" che il "minchiofono" che uso di solito...
Come detto il punto 2 è un po' leggerino: a scuola lo smartphone non dovrebbe essere portato proprio, altro che suoneria abbassata.

Sebbene abbia già espresso le mie perplessità riguardo il punto 2, non condivido totalmente questa idea :)
Per noi, vecchie generazioni, era una cosa normale uscire senza telefono ed essere virtualmente "irreperibili" o tenere in conto che, in caso d'emergenza, dovevamo trovare un telefono sostitutivo. Oggi questo concetto non esiste più (così come non esistono più le cabine telefoniche),

Io mi immagino un ragazzino che, avendo la necessità di chiamare i genitori durante l'orario scolastico (es. per avvisarli che ha perso il pullman o che quel giorno usciranno un'ora prima del previsto) non può farlo perchè sprovvisto di cellulare. Certo, può usare quello della scuola, oppure può chiedere un favore ad un suo amico/a o ad un professore...ma credo che in quell'età, sentirsi "diversi" perche ti manca un oggetto che possiedono tutti, possa avere un peso non indifferente.

3. Se ti chiamo e non mi rispondi o non mi richiami ci saranno delle conseguenze. Lo smartphone ti è stato comprato per permetterci di restare in contatto con te, non per giocare ad Angry Birds e chattare solo con gli amici.

Sia ben chiaro che questa regola dovrebbe valere anche con le persone adulte.
Questo non vuol dire che tutti devono essere reperibili 24h su 24h o che non si debba accettare il fatto che Tizio potrebbe non aver voglia di rispondere a Caio. Ma mi riferisco a quelle persone che non rispondono MAI alle chiamate, magari perchè tengono il cellulare in qualche cacchio di borsello con la suoneria a volume 1. Guarda caso, però, sono perfettamente in grado di sentire il cicalino di Whatsapp.
11. Ricordati di mettere sempre in carica lo smartphone prima di andare a dormire. Quando l'indomani ti chiamo deve essere acceso e non può essere spento in quanto scarico. Per tutti gli altri casi, vai al punto 3.
Però questo è più completo :-)
La numero 3 è inconcepibile per me, i genitori (i miei per fortuna no) chiamano ore e ore solo per rompere i cosiddetti, altrimenti dovrebbero vietare le chiamate più lunghe di 2 minuti.
Sul controllo parentale sono d'accordo ma se devi mettere il controllo totale del telefono allora è meglio rimandare l'acquisto e nel frattempo insegnare i pericoli ai ragazzi.
Trovo condivisibili i punti sull'uso responsabile dello smartphone, ma mi sembra incredibile che nessuno abbia considerato che esiste anche una terza via. Dumdumderum ci è andato vicino. Questo articolo inizia con "Prima o poi viene il momento in cui i figli chiedono ai genitori uno smartphone". Notiziona: gli si può anche rispondere di no, che un telefonino da 29 euro è più che sufficiente per le cose davvero necessarie, invece qua tutti danno per scontato che glielo si debba concedere, come se fosse una cosa talmente ovvia da non essere neanche messa in discussione, come se mandare in giro un figlio senza smartphone sia come mandarlo in giro senza scarpe.
Capisco anche il mito dello status simbol, o il fatto che in adolescenza il sentirsi "diversi" abbia un suo peso, ma quelli che ai miei tempi non avevano l'Invicta oggi non sono dei quarantenni ritardati o repressi per questo, mi chiedo piuttosto a cosa serva realmente uno smartphone, a parte a farci sembrare dei rincoglioniti che, seduti uno accanto all'altro, guardiamo ognuno il suo cazzo di schermo invece che guardarci in faccia.
No, perchè, finchè mi si parla di uno che ne ha bisogno per il lavoro, posso essere d'accordo (in realtà avrei molto da dire anche su questo, mi taccio per brevità), magari il gps può essere una piccola utilità se si viaggia molto, ma il 99% degli utenti passano ore a condividere minchiate su facebook o a giocare a giochini che quando ci giocavo io trent'anni fa (grafica a parte non si sono viste innovazioni nel gameplay, è sempre la stessa minestra) passavo per un mezzo rincoglionito, però quei giochi non ti chiedevano soldi per finirli prima. Da quando essere perennementi connessi è diventato un bisogno primario?
Veramente, è imbarazzante pensare quanto qua si parli dei rischi connessi a queste cose e mai nessuno si sia sognato di dire che lo smarphone per la maggior parte degli utenti non serve a una beata, io sono convinto che si può vivere anche facendone a meno, e senza dover fare particolari rinunce.
Probabilmente ci vorrebbe anche qualche regola per i genitori, però, tipo non chiamare tuo figlio quando è a scuola durante le ore di lezione (lo fanno, lo fanno)
11. dopo i compiti scaricati le SDK e prova a farci qualcosa di utile! (sono un inguaribile ottimista lo so)
@Jonny Dio

Notiziona: gli si può anche rispondere di no, che un telefonino da 29 euro è più che sufficiente per le cose davvero necessarie,

Notiziona: un telefonino da 29 euro in mano a un adoloscente è un pozzo senza fondo.

Il grande vantaggio degli smartphone è che per comunicare tra di loro non devono necessariamente far capo a una Telco; gli adolescenti hanno capito che se si scambiano messaggi via Whatsapp o si parlano via FaceTime e similari non hanno spese, se sono sotto wi-fi, e i genitori, felici, li lasciano carta bianca (+ o -).

Poi possiamo discutere su cosa è veramente necessario ma visto che mia figlia ha una pessima memoria quando si tratta di compiti potersi tenere in contatto con i suoi compagni al di fuori dalla scuola le ha salvato la vita più di una volta.

Resta il fatto che comunque non spenderei mai più di cento euro per uno smartphone da dare in mano ai miei figli adolescenti ma visto che, bene o male, ogni tre o quattro anni sia io che mia moglie li cambiamo, e che per scambiarsi messaggi e qualche telefonata ogni tanto anche un modello di tre o quattro anni fa va più che bene, mi costa meno passargli il nostro vecchio smartphone che acquistare un telefonino di una marca assurda e spendere cifre folli in ricariche.

io sono convinto che si può vivere anche facendone a meno, e senza dover fare particolari rinunce.

Si può fare tutto e io da piccolo avevo a malapena una radio in casa, i miei hanno comprato la prima televisione quando avevo già quattro o cinque anni, e un mio cugino non aveva neanche il bagno in casa eppure siamo cresciuti abbastanza bene ma lo smartphone è un pò più di un semplice telefonino, anzi la possibilità di telefonare è un suo punto di forza.