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39 commenti

Antibufala: un incredibile articolo del 1962 previde Internet!

Rispondo a una richiesta di @XyCanisMaioris che mi segnala un'immagine (quella qui accanto) che sembra mostrare un articolo del 1962, pubblicato dal settimanale siciliano Trapani Nuova, che a prima vista profetizza con incredibile precisione l'avvento di Internet con oltre trent'anni d'anticipo.

“Nel 2000 i telefoni faranno tutto loro”, titola l'articolo. “Leggeremo i giornali attraverso la rete telefonica e potremo anche servircene per le operazioni di banca”. Sembra la descrizione di una pagina Web e di una sessione di e-banking via Internet. L'anticipazione è così dettagliata che molti internauti hanno sospettato che si trattasse di un articolo finto, fabbricato in tempi recenti.

Ma secondo un'indagine de Il Mattino svolta nel 2013, quando questo ritaglio di giornale ha iniziato a spopolare in Rete, la testata Trapani Nuova è davvero esistita e lo stile dell'articolo è assolutamente quello dell'epoca, sia nel lessico sia nelle soluzioni tipografiche usate per evitare degli “a capo” sgradevoli e per adattare la lunghezza del testo allo spazio disponibile: tutti trucchi che oggi non si usano più.

Non solo: il blog Nonleggerlo ha scovato e pubblicato un'immagine della pagina intera. Falsificarla in modo così preciso sarebbe stato davvero impegnativo. E infatti il sito Plurale.net ha infine recuperato una scansione completa di Trapani Nuova del 26 giugno 1962 che riporta proprio l'articolo in questione a pagina 3.

Ma allora come è stata possibile una visione così precisa del futuro? Semplice: siamo noi che la facciamo sembrare precisa interpretandola con gli occhi di oggi. Infatti l'articolo dice che “i giornali del mattino saranno diffusi direttamente in facsimile attravero la rete telefonica”: si tratta insomma di un fax, non di una pagina Web. La descrizione prosegue parlando di “apparecchi televisivi a circuito chiuso allacciato con la rete telefonica” che “diffonderanno nelle case lezioni scolastiche, conferenze con proiezioni e visite ai musei” e descrivendo la possibilità di “chiamare qualsiasi utente in qualunque parte del mondo mediante la teleselezione”. Un sistema, insomma, nettamente di tipo telefonico e ben diverso da Internet.
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Commenti
Commenti (39)
Sicuramente l'articolo descrive un futuro diverso dalla realtà di internet nel 2000, ma va tenuto conto che all'epoca nessuno poteva immaginare le potenzialità della tecnologia digitale. A me sembra comunque coerente dire che in qualche modo prefigura l'avvento di internet inteso come rete di comunicazione.
Tra l'altro si parla di anno 2000, hanno comunque sbagliato di 10/15 anni...
A me sembra una visione dle futuro molto tipica della fantascianza degli anni '60 comunque una espansione della tecnologia del tempo e non un riferimento a cose veramente nuove. il dott H.M. Boettinger citato potrebbe essere l'autore di questo libro?
Mi pare un po' specioso dire che "siamo noi che facciamo sembrare precisa" la profezia riportata sul giornale. Secondo me è completamente azzeccata sotto tutti i punti di vista. Tralasciamo che negli anni 2000 esisteva il servizio del quotidiano via fax (e del 2000 parla l'articolo, non dimentichiamoci che adesso siamo 15 anni OLTRE) e quindi la previsione sarebbe perfettamente centrata ma concentriamoci sul lessico. Cosa avrebbero potuto mai capire i lettori se si fosse usata la terminologia odierna nel 1962 ?! Il giornalista, ma prima di lui gli ingegneri della ATT citati all'inizio del testo, non poteva che usare le parole di allora per descrivere un fenomeno che ancora non aveva i termini per essere descritto (cfr: Ezechiele 1:16-17 e limitrofi).
Premesso questo, la previsione si spingeva meno di 40 anni nel futuro e, da parte di ingegneri consapevoli delle potenzialità del mezzo, non era certo impossibile immaginare lo sviluppo della tecnologia di cui erano esperti. Ma questo non significa che "siamo noi" a capire male.
"i telefoni faranno tutto loro" è una perla sintattica... costringe quasi a leggerla con il suono di un marranzano in sottofondo. 😂
al di là di tutto sarebbe bello rintracciare l'autore dell'articolo...
Quello descritto nell'articolo di Trapani Nuova sono le stesse cose che in pratica si vedevano nei film di fantascienza di quegli anni ambientati nell'allora remoto futuro... del 2000!
Niente di più che previsioni generiche fatte sulla base delle evoluzioni presumibili delle tecnologie che allora erano disponibili.
È vero nessuna preveggenza, PERO'... tutto sommato una intuizione sbalorditiva per l'epoca secondo me. Inoltre la condivisione direttamente nelle case degli utenti di testo, audio e video, anche se singolarmente sono ricongiungibili a tecnologie più "preisotriche" (rispetto ad internet) nel loro insieme ricordano molto il world wide web.
E questo?
https://www.youtube.com/watch?v=JQ8pQVDyaLo
Non ci vedo niente di sbalorditivo nel fatto di immaginare un futuro sistema di comunicazione globale basata sull'unica rete che era in grado di collegare (anche se con passaggi intermedi) tutto il mondo. Di certo non si mettevano ad immaginare che queste informazioni potessero passare attraverso la rete elettrica, visto che sarebbe stato estremamente difficile mettere in collegamento due regioni, due nazioni o due emisferi differenti!
Anche la televisione, all'epoca, era troppo poco diffusa per immaginarla come un mezzo su cui trasmettere news e informazioni, selezionabili dall'utente.
Quindi rimaneva solo il telefono.

Tralaltro, il "tutto" del titolo è ben diverso da quello che possiamo intendere oggi...ma è anche diverso da quello che potevamo intendere 15 anni fa (quando avere un telefono che permetteva di comporre le suonerie ci sembrava, effettivamente, di poter dominare il mondo). E' un "tutto" molto labile, che si riferisce ad una manciata di operazioni, quindi non ha niente a che fare con i telefoni multiuso di oggi.
Ad esempio, nemmeno all'epoca, nessuno aveva mai pensato che un telefono potesse integrare un orologio (cosa che era possibilie anche a quei tempi) o diventare un oggetto per trasmettere musica.
La two-way wrist tv di Dick Tracy (personaggio dei fumetti) è del 1964 ed attualmente è concepibile uno smartwatch che permetta di fare videochiamate. Però in mezzo ci stanno parecchie generazioni di circuiti integrati... Venendo all'articolo, bisognerebbe leggere cosa effettivamente scrissero all'epoca i tre ingegneri dell'ATT intervistati dalla CBS. Per esempio. all'epoca l'inchiostro magnetico poteva sembrare una innovazione utile, invece da decenni utilizziamo i codici a barre senza inchiostro magnetico...
Non erano, e non sono tuttora, tanto rari questi articoli sul mondo del futuro. Anzi, negli anni 60 era argomento particolarmente trattato proprio grazie alle prime esplorazioni spaziali e alle prime applicazioni dell'informatica. Se a qualcuno interessa, e non lo conosce, c'è questo sito che è interessante; a Paolo piacerà.

http://www.fabiofeminofantascience.org/

in particolare questa pagina e seguenti

http://www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE1.html

che tratta di come il futuro veniva prevista a partire dagli anni 30 del secolo scorso.

Vi consiglio di navigare con cautela e comunque il sito non è mio e non vi ho a che fare.

E poi, persino Verne, ha fatto si che la sua "capsula lunare" fosse lanciata da un cannone posto in Florida. Unica "pecca", non ha pensato ai complottisti: nemeno l'autore, con la più fertile fantasia, poteva immaginare che sarebbe apparsa tanta idiozia nei posteri.
Sto leggendo la Trilogia della Fondazione di Isaac Asimov. È un libro degli anni '50 e già lì si parla di videolibri, di enciclopedie in reti di computer, di OGM, di surriscaldamento globale, e via dicendo. Chi sapeva leggere la storia ha fatto delle previsioni molto azzeccate già in un'epoca in cui esisteva a malapena la TV. Francamente io non mi sorprendo. Il fatto che a molti di noi manchino le capacità per vedere così chiaramente il nostro futuro prossimo non implica che sia impossibile farlo.

Unknown l'altro
E consideriamo anche il fatto che di previsioni di questo tipo ne saranno state fatte moltissime.
Questa appare molto centrata, altre sono cadute nel dimenticatoio.

C'è in parte una interpretazione "orientata", ma anche una buona dose di cherry picking.

Comunque interessante.

Saluti
Quando si parla del futuro immaginato dal passato, a me viene sempre in mente che in quegli anni (ma anche fino agli anni 80....) tutti immaginavano un mondo pieno di auto volanti,mentre nessuno riteneva possibile l'ingegneria genetica o la diffusione dei computer.
Dunque... il punto centrale è che quell'articolo non è così vecchio... non è degli anni trenta, è degli anni sessanta: stava nascendo Arpanet, c'erano già Paul Baran e Donald Davies, si stava introducendo la rete distribuita con la commuttazione di pacchetti (cioé il presupposto del funzionament dell'Internet di oggi), insomma erano proprio gli anni in cui c'era un fermento incredibile e Internet la si stava inventando; non nella forma del web di Berners-Lee, ma si stavano creando i presupposti perché il web potesse nascere. Quindi non era un articolo "profetico", seplicemente esprimeva, attraverso gli echi degli "scienziati americani", il fermento di quegli anni.
C'è anche un'altra prospettiva: è anche grazie a quelle visioni che adesso abbiamo dei telefoni che fanno tutto.

Anche secondo me la previsione è ben azzeccata. Si prevede che sia il giornale che la spesa vengano fatti attraverso una comunicazione a distanza. Non hanno indovinato la tecnologia con cui sarebbe stato fatto.
Non è proprio una previsione di Internet
Quello che non previdero è che la spesa l'avrebbero fatta anche gli uomini.

@Replicante cattivo
A quei tempi esisteva già la filodiffusione, cioè la musica distribuita attraverso la linea telefonica. La prima videotelefonata è del 1964 e già esistevano embrioni del fax.

@giuseppe Caruso
Se non ricordo male l'inchiostro magnetico veniva usato negli assegni.

E' anche ovvio che insiame a delle previsioni azzeccate ce ne saranno centinaia non azzeccate.
Curioso che la BBC sia stata scritta CBB, come i francesi.
Tendo a essere d'accordo con Crazy: sicuramente è un articolo interessante e alcune previsioni sembrano davvero profetiche, ma sarebbe ancora più interessante sapere quanti altri giornali in quegli anni hanno pubblicato predizioni simili e hanno completamente sbagliato (vedi l'esempio delle macchine volanti che ho letto altrove, o i robot onnipresenti che spesso si incontrano nella fantascienza dell'epoca).
Semplicemente negli anni '60 c'era una incredibile fiducia per il futuro (diamine, si era andati nello spazio e si stava andando sulla Luna!) e quindi veniva naturale "sparare grosso": c'erano perfino articoli che descrivevano le future colonie umane sulla Luna come fossero cosa fatta :)

A distanza di qualche decennio, rileggendo gli articoli di allora con gli occhi di oggi viene naturale associare quegli "spari nel buio" a certe cose di utilizzo quotidiano, proprio perché ormai fanno parte integrante della nostra vita e basta una descrizione approssimativa per richiamare alla mente certe immagini. Ma siamo solo noi a trovare fondamento in quelle parole, sono semplicemente spari nel buio, "predizioni" buttate alla cacchio.

Ricordate quando uscì la notizia che Nostradamus "previde" Star Wars? Una cosa così :)
E la bufala quale sarebbe?
La differenza fondamentale e' nella tecnologia dei layer bassi.

Tutte le previsioni degli anni 60 e forse 70 si basavano sulla commutazione di circuito (AKA rete telefonica), mentre le reti sono basate sulla commutazione di pacchetto, un livello di tecnologia poco prevedibile per gli anni 60
Shine,

obiezione giusta. Ho chiarito riformulando, grazie.
Luigi Rosa
le reti sono basate sulla commutazione di pacchetto, un livello di tecnologia poco prevedibile per gli anni 60
Non proprio... la commuttazione di pacchetto (cioé l'idea base dell'attuale Internet) è stata introdotta da Baran e Davies proprio negli anni 60.

Per questo non capisco che cosa debba stupirci in quell'articolo. Mentre il giornalista lo scriveva, il governo USA investiva cifre enormi in Arpanet... se oggi ipoteticamente il governo stesse usando una parte consistente del pil per finanziare le auto elettriche, e qualche giornalista prevedesse che tutti fra 40 anni avranno auto elettriche, non ci sarebbe nulla di strano se ciò avvenisse poi realmente (magari in modi materialmente un po' diversi, ma nella sostanza uguali).

Infine, per chi afferma che Internet è qualcosa di diverso dalla telefonia: è vero che oggi abbiamo anche la fibra ottica, che costituisce un'infrastruttura autonoma, ma di regola le nostre ADSL di casa viaggiano ancora sulle reti telefoniche ordinarie, e nell'anno di cui parla l'articolo, il 2000 attaccavamo il modem alla stessa presa del telefono (ci siamo dimenticati che il telefono era occupato durante la nostra connessione?). Come si fa a sostenere che Internet è qualcosa di distinto dalla telefonia?
Ciò che lascia veramente stupiti di questo articolo è che il giornalista sapeva di cosa stava parlando.
Non siamo più abituati.
@Arcturus
Come si fa a sostenere che Internet è qualcosa di distinto dalla telefonia?

Perché è vero. Anzi, ormai è la telefonia che viaggia su internet col VOIP, avviene, cioè, il contrario.
Guastulfo,
Perché è vero. Anzi, ormai è la telefonia che viaggia su internet col VOIP, avviene, cioè, il contrario.
Ho l'impressione che stiamo semplicemente affrontando il discorso da due prospettive diverse.
Tu per "telefonia" intendevi "la telefonia analogica", e su questo piano hai ovviamente ragione.
Io quando parlavo di "telefonia" intendevo osservare che internet usa la medesima infrastruttura della telefonia (fatta eccezione per la fibra ottica, che non copre ancora la maggior parte delle utenze). I modem di casa, anche quelli adsl, sono attaccati alla rete telefonica. Gli smartphone (che, non dimentichiamolo, sono telefoni), si collegano per il traffico dati alle medesime celle che usano per il traffico-voce, e gli operatori a cui ci abboniamo per avere la connessione internet sono di regola operatori telefonici. Se poi parliamo del 2000, la situazione è ancora più evidente. Parli come se avessi dimenticato di quando i nostri familiari ci urlavano dall'altra stanza di staccare la connessione ad Internet perché stavano ricevendo una telefonata...
Buh, quando 4 amici al bar speculano sul futuro, entro un paio d'ore uno dei quattro Deve aver detto qualcosa che succederà effettivamente, perchè la probabilità che non succeda si è ridotta quasi allo zero.
"data phone" a ben 3000 "parole" al minuto!
"...già nel 1975 il volume dei dati trasmessi per mezzo delle linee telefoniche supererà quello delle conversazioni."
Può essere una ragionevole previsione in un contesto statunitense..
Molto interessante!
@F

L'articolo non è firmato e mi sembra difficile rintracciare l'autore a distanza di tanti anni. Anche l'articolo della pagina successiva, sul volo spaziale di Carpenter con la missione Mercury-Atlas 7, non è firmato. Tra l'altro, mi vengono in mente i nomi di Nat Scammacca (Brooklyn, 20 luglio 1924 – Trapani, 22 ottobre 2005) scrittore siculo-americano (pilota durante la seconda guerra mondiale) e del dottor Franco Di Marco (Custonaci, 6 giugno 1932 – Erice, 23 agosto 2003) pediatra e radioamatore ma la loro collaborazione con il giornale Trapani Nuova risulta iniziata vari anni dopo.il 1962...

@Scatola Grande

L'articolo prevedeva che nel 2000 gli assegni con inchiostro magnetico sarebbero stati trattati dalle macchine, credo che in realtà i codici a barre e la tecnologia digitale li avessero già resi obsoleti.Tra l'altro, la compagnia radiofonica citata è proprio l'americana CBS, non la britannica BBC.
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
a proposito di Bufale letta qui

https://www.facebook.com/rainews.it?fref=ts

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-nonno-defunto-bacia-la-nipote-non-ancora-nata-l-ecografia-shock-di-una-giovane-mamma-inglese-7774ed00-3b21-43d4-8b73-655726e28fa6.html
Beh, in una cosa l'articolo ha sbagliato: per quanto migliore siano internet e il telefono, lo uomo d'affari sempre deve infilarsi nello ingorgo del traffico, che di auto volanti ancora non si vede la ombra.
tra l'altro le prime tecnologie "pubbliche" in questo senso sono arrivate già negli anni ottanta, vedi il minitel francese, pur sempre basato su una rete di tipo telefonico, che di li a poco avrebbe visto arrivare la concorrenza del packet switching
Grazie a Paolo Attivissimo per il link a plurale.net e la precisazione sull'autenticità di Trapani Nuova. Anche io la prima volta pensavo a uno scherzo o a una bufala. Quel giornale invece esisteva davvero, con dietro tutta una vicenda che ha fatto da spunto per una ricerca d'archivio e di emeroteca che ora racconterò in una nuova edizione, ripulita (da una o due piccolissime sviste) e completata da altre scoperte. Inclusa quella dell'identità dell'autore dell'articolo e di come esso sia arrivato sulle pagine di quel settimanale di Trapani. Giornale animato da un gruppo di giovani repubblicani e diretto da Nino Montanti, poi sindaco e parlamentare, i cui figli Laura e Giovanni assieme a Lorenzo Gigante hanno meritoriamente scansito e pubblicato in rete tutta la collezione del periodico.
È vero, quel titolo - un po' scombinato (ma pure riflesso di una visione del mondo dell'epoca) - quel "Nel 2000 i telefoni faranno tutto loro" lo leggiamo con gli occhi di oggi. E per questo ci sorprende. Ha ragione Attivissimo. Non c'è stato nessun viaggiatore del tempo arrivato dal futuro, né alcuna internet. Quella sì che sarebbe una bufala.
Non c'era la rete internet, allora. Ma era plausibile la si potesse immaginare. Non digitale, ma magari analogica, facendola passare per un sistema non a rete ma centralizzato, imperniata su uno di quei costosi fallimenti che l'industria americana tanto promosse: il picturephone o videotelefono. Era l'idea che poteva germogliare, non la tecnologia. E germogliò. Solo che la via tecnologica e pure le persone che la realizzarono furono altre. Possiamo semmai di parlare di clima sociale e culturale di un'epoca proiettata al futuro. Era d'altronde la Space Age, quella nella quale si diceva che prima del 1970 l'uomo avrebbe messo piede sulla Luna...
Internet non c'era. Sono completamente d'accordo nel dire che sarebbe sbagliato affermare che quella di Trapani Nuova era preveggenza. I tempi magari erano maturi per iniziare a concepirla. La cultura industriale e commerciale no.
Non era internet, lo confermo. Nonostante Paul Baran andasse alla AT&T a proporre di sperimentare la trasmissione a pacchetti e ne venisse respinto. E solo anni dopo altri ripresero quell'idea. D'altra parte, le Baby Bell avrebbero perso il controllo di una rete che rimasta unitaria era meglio controllabile, anche commercialmente. Questa osservazione pare fatta oggi, ma proviene da un tecnico che in quegli anni lavorava ai Bell Labs, dove c'erano gli unici che potevano capire Baran. Almeno a detta di quest'ultimo.
Non era internet o il web. E non poteva esserlo. Nonostante in quegli anni Joseph Licklider e tanti altri, pure prima, si fossero industriati a immaginare un mondo connesso. Non era internet ed erano altre le tecnologie che si pensava di usare. I tempi non erano maturi. È sul piano della storia sociale e culturale - chiave di lettura con la quale mi sono interessato a questo articolo (e ad altri molto simili di quei primi anni 60) - che quella previsione è interessante. All'epoca ne vennero fatte di assurde e strepitose, basta appassionarsi un po' al retrofuturismo per trovarne di divertenti. Questa però, aveva una base nei laboratori, nel sogno di un mondo pacificato e interconnesso. Quello stesso mondo che immaginava la grandiosa (ed economicamente fallimentare) fiera mondiale di New York 1964/1965 (ne scrivo qui) per la quale AT&T, anzi il Bell System, aveva confezionato un battage per la presentazione dei suoi prodotti del futuro (tra cui il picturephone). Un battage arrivato fino a Trapani per vie impreviste e forse un po' sorprendenti... ma qui mi fermo.
Italiani sempre a guardare l'italia.
La tv via cavo nasce negli states (dove altro) nel 52 e ha il suo boom già nel 57.
Questo per dire che già negli states soprattutto in quelle che erano già grosse metropoli come newyork quei servizi erano già nati e si stavano sviluppando proprii grazie alla rete telefinica.
Da li la previsione che potesse accadere in italia nella sicilia del trapanese del 1962 doveva avere veramente del miracoloso considerate le differenze tra ny e tp...
@Arcturus
Io quando parlavo di "telefonia" intendevo osservare che internet usa la medesima infrastruttura della telefonia (fatta eccezione per la fibra ottica, che non copre ancora la maggior parte delle utenze).

Mi sa che è così :-)

Io mi riferivo al fatto che la tecnologia su cui si basa internet prescinde dall'infrastruttura su cui passano i dati. E' ovvio che, essendo la rete telefonica la linea dati più capillarmente diffusa, è questa lo strumento principale utilizzato per le connessioni.

Io ho quardato alla struttura di internet, tu a come stanno le cose oggi.
@avariatedeventuali hai ragione. Gli States, all'epoca, si proponevano infatti come la terra del futuro. E, in parte, lo erano (per i prodotti di consumo e dell'immaginario, prima, e per la tecnologia poi, specie dopo lo Sputnik sovietico). Ma l'Italia era però un paese a più tonalità, sotto questo profilo. La tv via etere arrivò sperimentalmente nel 1952, le trasmissioni nel 1954. Via cavo bisognerà aspettare gli anni 70 con i pretori che chiudevano le emittenti per violazione del monopolio... Ma l'Italia del boom economico è assieme al Giappone anche uno dei paesi a maggior espansione telefonica. Mai ai livelli del Bell System, che aveva i Bell Labs, la AT&T e le piccole compagnie collegate a fare sistema. Mai - hai ragione - ai livelli americani. Eppure, ho avuto modo di constatare, nei laboratori italiani si nascondeva qualche sorpresa (che non sto qui ad anticipare). Se però magari per gli italiani il futuro della telefonia aveva spesso più una valenza di status symbol, se non di complemento di arredo (basta leggere qualche pubblicità di allora per constatarlo), il nostro Paese nella "sostanza" tecnologica non era poi così arretrato (culturalmente, quanto a cultura del domani, aveva - lo confermo - un atteggiamento meno "americano"). Quella dei primi anni 60 è comunque l'Italia che ha inventato il moplen, ma diffida del polistirolo espanso per evitare che qualche opera d'arte si danneggi nel trasporto. È però l'Italia di Mattei, di Olivetti, dell'Elea 9000 (e della calcolatrice elettronica pisana), dell'Infn e - nel 1965 - della Programma 101. Un gioiellino quest'ultima che anticipò, pur non essendolo, concetti da pc al Bema Show di New York. Lo fece emblematicamente nell'ottobre di 50 anni fa, proprio mentre chiudeva nella stessa città la fiera in cui Bell lanciava commercialmente il picturephone. L'Italia fu anche la terza nazione ad andare nello Spazio. E allora quel luogo era sinonimo di futuro...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Luca Vecoli. L'articolo di Trapani Nuova è del 1962.