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2007/09/19

Novità Openoffice.org

OpenOffice.org: versione 2.3, IBM si allea, Aqua alpha per Mac


Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Grandi novità per chi usa OpenOffice.org e sostiene i formati liberi, in particolare il formato OpenDocument, lo standard ISO 26300 utilizzato da OpenOffice.org e da un numero crescente di programmi.

E' uscita la versione 2.3 di OpenOffice.org, per Windows, Linux, Solaris, FreeBSD e Mac. Le novità più significative sono riassunte qui in italiano: eliminate alcune vulnerabilità, potenziata la gestione delle estensioni (simili a quelle di Firefox, che permettono di aggiungere facilmente funzioni supplementari in maniera modulare, tipo l'esportazione automatica a Google Docs), una riscrittura completa della creazione assistita di grafici, e affinamenti alle funzioni di spreadsheet e scrittura. La versione italiana è scaricabile qui.

E' sceso in campo anche il peso massimo IBM, che ha presentato pochi giorni fa Lotus Symphony, suite gratuita basata su Openoffice.org, disponibile per Windows e Linux, e contribuirà allo sviluppo di OpenOffice.org.

Google, da parte sua, offre gratuitamente nel Google Pack StarOffice, altra variante di OpenOffice.org realizzata da Sun, e aggiunge a Google Docs la funzione di generazione di presentazioni in forma collaborativa.

A questo punto abbiamo tre grandi nomi dell'informatica che supportano attivamente il formato libero OpenDocument: Sun, Google, IBM. Con prodotti sia gratuiti, sia a pagamento, che garantiscono l'accesso dell'utente ai propri documenti senza dover dipendere da un singolo produttore, grazie appunto all'adozione di un formato standard ed esente da royalty.

Dall'altra parte c'è Microsoft, con il suo formato OOXML che non riesce ad essere approvato come standard ISO (ecco il comunicato ufficiale ISO in proposito). I tempi stanno davvero cambiando.

OpenOffice.org Aqua per Mac: niente X11, niente peso di Java


Sul versante Mac, è disponibile una versione Aqua per Mac. Non richiede X11, non è pesante e lenta come NeoOffice, ed è disponibile sia per processori Intel, sia per processori PPC. Attenzione: è software alpha, ed è indicato a chiare lettere che non va usato in ambiente di lavoro ma solo per sperimentazione, quindi prendetelo con le pinze.

Io lo sto provando, e finora sta comportandosi molto bene: veloce e scattante anche sul mio iBook G4 di tre anni fa, sia pure con qualche inciampo. Ecco alcuni dei bachi che ho trovato fin qui:
  • come vedete nell'immagine, i menu sono ancora rudimentali nella grafica (ma funzionano)
  • l'apertura di documenti dal Finder e il trascinamento dell'icona del documento sull'icona di OOo non funzionano (questo credo sia il difetto peggiore, fin qui)
  • il trascina-e-molla per spostare una parola o un paragrafo non va
  • ogni volta che si aggiorna una cella di uno spreadsheet, OOo si ferma a ricalcolare per vari secondi
  • l'assegnazione delle funzioni ai tasti non è modificabile
  • perlomeno sul Mac Intel, ci sono occasionali problemi di refresh della finestra e di gestione di alcuni font.
Nonostante tutto, per i documenti più semplici il programma sembra comportarsi adeguatamente, considerato che è appunto una alpha. Per chi ha fretta e/o ha un Mac sul quale NeoOffice è sonnolento e OpenOffice.org/X11 è una croce per gli occhi, la versione Aqua è un piacevole sollievo; speriamo che cresca presto e diventi stabile e pulita.

Conferenza italiana di OpenOffice.org


La Terza Conferenza Italiana di OpenOffice.org, la prima organizzata sotto l’egida dell’Associazione PLIO, si terrà a Firenze il 25 ottobre. Tutti i dettagli sono sul sito dell'associazione. Verranno presentate relazioni sullo stato del progetto, casi di successo nell'adozione di OpenOffice.org, e le caratteristiche della versione 2.3. Chi volesse contribuire con relazioni ed esperienze può contattare il PLIO per proporre presentazioni.

15 commenti:

intimisto ha detto...

Finalmente qualcosa si muove, anche se sarà moto difficile spodestare il buon vecchio microsoft office

usa-free ha detto...

Premesso che non sono un "anti-Microsoft a prescindere", ma che la penso esattamente come te riguardo alla necessità di formati aperti e standard per i documenti, vorrei capire come mai OOXML non riesce a diventare uno standard ISO.

Che ne dici di fare un approfondimento su questo tema? Magari mettendo a confronto per sommi capi OOXML con OpenDocument.

Francesco Sblendorio ha detto...

Ciao Paolo.
Dici che ci sono tre prodotti, ma in realtà sia StarOffice che questo "nuovo" Lotus Symphony (nome preso dall'"età dell'oro" di IBM) sono basati su OpenOffice, così come il "nuovo" Netscape Navigator si basa su Firefox... quindi ci sono due browser?

Una vittoria di ODF ci sarà quando si vedrà un'altra suite office che legge allo stesso modo qualunque file prodotto da OpenOffice. AbiWord non lo fa. KOffice va un po' meglio, ma non bene.

L'unico altro prodotto che regge il confronto con OpenOffice riguardo la compatbilità ODF è... MS Office con il plugin per documenti ODF, prodotto dalla stessa SUN, quindi la base di codice è la stessa di OpenOffice.

L'analogo convertitore sviluppato da Microsoft (che quindi ha un'base di codice rispetto a quella di Sun) fa invece cilecca.

Francesco Sblendorio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesco Sblendorio ha detto...

Chiedo venia per "un'base", voleva essere "un'altra base"

Sleeping ha detto...

Usare formati aperti è una cosa fondamentale. Usare un programma o un altro, poi, fa poca differenza fintantoché viene garantita l'interoperabilità :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

>quindi ci sono due browser?

Ciao Francesco, certo che no: infatti per questo ho scritto "tre grandi nomi" ma non "tre prodotti" e ho specificato che Lotus Symphony è basato su OOo.

Lotus, StarOffice e OOo hanno una base di codice comune, ma ognuno offre elementi supplementari differenti. Potresti pensarli come tre "browser" per documenti che usano lo stesso "engine di rendering" ma offrono funzioni differenti.

>Una vittoria di ODF ci sarà quando si vedrà un'altra suite office che legge allo stesso modo qualunque file prodotto da OpenOffice. AbiWord non lo fa.

Vero, e sono d'accordo sulle condizioni di vittoria. Però già avere un prodotto gratuito, libero, multipiattaforma, supportato dai grandi nomi dell'informatica che vi contribuiscono codice mi sembra un risultato al di là di ogni più rosea previsione di qualche anno fa.

Personalmente mi accontenterei di una "vittoria" nel senso di una diffusione di OOo e derivati paragonabile a quella di MS Word.

Valerio ha detto...

>come mai OOXML non riesce a diventare uno standard ISO.

in una petizione lanciata dalla
Foundation for a Free Information Infrastructure sono riassunti in 10 punti i problemi di OOXML

la linko per completezza ma senza l'intento di spingere qualcuno a firmarla: http://www.noooxml.org/petition-it

Dan ha detto...

Questa sì che è una bella notizia Paolo. Finalmente cominciano riconoscimenti e supporto "importanti" per questa bella suite aperta.

il Braccini ha detto...

Al proposito, questo interessa sicuramente (e si cita Attivissimo nei commenti :-):
http://perdukistan.blogspot.com/2007/09/open-source-radicale.html

L'Assassino ha detto...

Ho il piacere di comunicarti che l'Assassino ti ha concesso l'onore di proseguire il meme oggetto del post rintracciabile a questo indirizzo: http://noshameintruth.blogspot.com/2007/09/otto-cose.html

Dan ha detto...

Nondimeno! Sono curioso di sentire cosa ne pensa Paolo...

Jean Lafitte ha detto...

scusa Paolo per il disturbo e l'offtopic. non riesco a trovare un tuo vecchio articolo in cui parlavi di vecchi film digitalizzati (mi sembra che si parlava di film disney) in cui venivano modificate le immagini diciamo così "scomode". sto spulciando il sito senza successo. puoi aiutarmi? grazie e scusa ancora per il disturbo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Laffite,

prova qui.

Ciao da Paolo.

Alessandro ha detto...

bene x la tempestività, ma forse x completezza va aggiunto che questa versione risulta incompatiblie con l'uso di SELinux :(
Dopotutto, anche riconoscere dei limiti è un sintomo di forza, per non parlare della onestà di intenti...
CIAO