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2007/09/25

One Laptop per Child, paghi due, ottieni uno (l’altro lo regali)

Il laptop da 100 dollari costa 400, ma va bene così


Gli smanettoni potranno presto mettere le mani sul desideratissimo "laptop da 100 dollari", concepito per informatizzare i paesi emergenti con una tecnologia a basso costo ed estremamente robusta (addirittura resistente all'immersione in acqua).

Inizialmente la vendita di questi laptop doveva essere limitata ai paesi emergenti, appunto, ma la passione dei geek è stata tale da indurre gli organizzatori dell'iniziativa a offrire un "paghi due, prendi uno": a 399 dollari sarà possibile acquistare due di questi laptop, ma uno di essi verrà donato automaticamente a un bambino del Terzo Mondo.

Tutti i dettagli sono presso Xogiving.org. Per ora le prenotazioni (basta immettere il proprio indirizzo di e-mail, senza impegno) sono limitate agli Stati Uniti, ma visto l'interesse e il rapido evolversi dell'iniziativa, conviene comunque tentare di mettersi in coda.

19 commenti:

Unknown ha detto...

Inutile dire che al Corriere.it non c'hanno capito niente e titolano al contrario: paghi uno, prendi due
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/09_Settembre/24/laptopo_negroponte_promozione.shtml

Camicius ha detto...

già corretto, hai per caso fatto uno screenshot?

Unknown ha detto...

Andrea: purtroppo no. Magari cona la cache di google...

Francesco Sblendorio ha detto...

Io l'ho già prenotato. Non so se arriverà la possibilità in Italia.

In ogni caso, mi chiedo che destino avrà "l'altro" computer, e se arriverà a destinazione mi chiedo che uso ne verrà fatto.

Spesso (troppo) e da troppo tempo vedo genitori che comprano un PC ai figli con la motivazione che "serve per studiare".

E non parlo di oggi, in cui è chiaro che un PC "serve per andare su internét".

admin ha detto...

Ahahahah! Che polli, hanno corretto il titolo nella pagina dell'articolo ma la prima pagina della sezione "Scienza e Tecnologia" ancora dice "ne paghi uno, ne prendi due"... e di questa ho uno screenshot >:-)

--
There's no place like 127.0.0.1
Ubuntu è una antica parola africana che vuol dire "Debian è troppo difficile da installare"

Unknown ha detto...

Beccato!
http://borgognoni.ilcannocchiale.it/post/1624879.html

Dan ha detto...

Da che mondo è mondo, per i ragazzi (come è stato anche per me), computer significa "videogiochi" eh eh eh...
Incidentalmente però, quel computer è anche quello che mi ha fatto trovare lavoro, quindi direi che un fondo di verità c'è.
Inoltre i tempi sono cambiati da allora, quando a malapena c'era il 56k in piena città, adesso l'ADSL arriva quasi dappertutto (con bizzarre eccezioni a distanza di 100 metri da me), ed eccetto i bignami online internet può essere veramente un valido strumento di ricerca. Se non altro, la prima volta che prendono un 4 i ragazzi imparano anche l'utilità della verifica e affidabilità delle fonti ...

Francesco Sblendorio ha detto...

Dubito che nei posti dove è destinato l'OLPC (o XO che dir si voglia) sia disponibile una connessione a Internet, al max ci sarà la rete "mesh" costituita dai PC stessi. Mi domando che uso "didattico" ne faranno!

Sasco ha detto...

Ma allora: è prendi 1 e paghi 2 o prendi 1 e paghi 4?

GM ha detto...

Sì, appunto: 100 dollari per il primo, 100 dollari per il secondo. E gli altri 200 dollari? Per farlo arrivare a destinazione? Si vede che li portano personalmente uno per uno.

IlTremendo ha detto...

@francesco & gm:OLPC non significa computer a 100$, significa One Laptop Per Child.
Il costo di quest'offerta è di 399$ perché in un anno i costi di fabbricazione sono raddoppiati. Quindi, per singola unità, gli olpc costano all'incirca 200$.
Sad but true.

Unknown ha detto...

Allora per correttezza bisognerebbe chiamarli "computer da 200 $".
O meglio ancora, "computer da 199.5 $".

Dan ha detto...

Sblendorio, io stavo rispondendo al tuo "Spesso (troppo) e da troppo tempo vedo genitori che comprano un PC ai figli con la motivazione che "serve per studiare", che mi sembrava chiaramente riferito a computer e ragazzi del nostro paese... quelli a cui XO è destinato è evidente che sono tutto un altro discorso.

Anche se, pensando alla rete mesh, mi chiedo: se uno di loro si connette ad Internet, possono usarla anche tutti gli altri? Considerando la natura open-source dell'intero OS qualcuno potrebbe anche pensare di fare modifiche in quella direzione...

GM ha detto...

Il costo di quest'offerta è di 399$ perché in un anno i costi di fabbricazione sono raddoppiati.

Alcune considerazioni:
1) L'"offerta" pare abbastanza strampalata. Per fare una carità (si chiama così) di 200 dollari uno ne spende 400 e si ritrova con un laptoppino che non gli serve a nulla.
2) Il costo non è mai raddoppiato, perché è stato sin dall'inizio pari a più di 175 dollari. Bisognerebbe ammettere che il "guru" Negroponte ha preso una solenne topica.
3) I costi di produzione dell'hardware scendono in continuazione, qui salgono?
4) L'articolo del corsera diceva che questa iniziativa è dovuta al flop del computer da 100 dollari che costa 200, e che varrà per due settimane perché l'organizzazione deve capire se funge. Paolo dice che bisogna affrettarsi perché c'è la coda. Chi ha ragione?

Francesco Sblendorio ha detto...

@dan:

È evidente che il mondo a cui è destinato XO/OLPC è diverso, ma si tratta di uno strumento che, senza un contesto ed insegnanti adeguati, può diventare immediatamente un giocattolo, magari un simil-gameboy. In fondo, di bambini si tratta!

Per quanto riguarda la tua domanda, la risposta è affermativa: se c'é un XO connesso ad Internet, tutti gli altri connessi con la rete mesh vanno su Internet: c'è una interessante demo in flash in proposito sul sito di olpc. Fa' drag'n'drop degli elementi e guarda il risultato!

Dan ha detto...

Sì sì, la demo l'avevo vista al tempo del primo annuncio, ora non ricordavo che citava anche la connessione alla rete principale... comunque, come è valso un po' anche per me, anche se quei bambini lo usassero (come è prevedibile) prevalentemente per videogiocare almeno impareranno a maneggiare un computer e chissà, potrebbero anche sviluppare un interesse in quel campo che li porterà ad approfondire... (approfondimento che, dati gli strumenti software forniti e la natura open source dell'oggetto, potrebbe prendere una piega interessante).
Perlomeno quando si troveranno davanti ad un PC sapranno destreggiarsi, invece che chiedere lumi allo stregone del villaggio.

Per gm:
"1) [...]Per fare una carità (si chiama così) di 200 dollari uno ne spende 400 e si ritrova con un laptoppino che non gli serve a nulla."
E' ovvio che tale offerta è rivolta a chi è interessato ad averlo (che a 22x24cm è davvero piccolo, a misura di bambino infatti). Se uno vuol solo fare la donazione semplice può fare quella. Al mondo c'è gente che per divertimento scrive programmi o infila computer nello chassis di un tostapane, vuoi che non ci sia qualcuno che vuole un XO? Non so a quanto mi servirebbe, però per le sue uniche caratteristiche hardware e software è interessante anche per me...
"2) Il costo non è mai raddoppiato, perché è stato sin dall'inizio pari a più di 175 dollari. Bisognerebbe ammettere che il "guru" Negroponte ha preso una solenne topica."
A parte la voce dialettale a me sconosciuta, quello del costo di 100$ è sempre stato l'obiettivo dichiarato del OLPC, ma dicevano anche che il costo avrebbe potuto variare finchè non arrivavano al design definitivo. Evidentemente alla fine il costo è lievitato. Per quello che danno è ancora straordinariamente poco, specialmente paragonato alle NOSTRE capacità finanziarie occidentali, visto che c'è gente che 200$(o Euro) li spende in una serata di discoteca. Inoltre bisogna considerare i costi per spedire quei PC fino in posti sperduti...
"3) I costi di produzione dell'hardware scendono in continuazione, qui salgono?"
Vedi sopra.
"4) L'articolo del corsera diceva che questa iniziativa è dovuta al flop del computer da 100 dollari che costa 200, e che varrà per due settimane perché l'organizzazione deve capire se funge. Paolo dice che bisogna affrettarsi perché c'è la coda. Chi ha ragione?"
Chiamami di parte, ma tenderei a dare più fiducia alla fonte che finora si è dimostrata più autorevole e veritiera...

Dan ha detto...

Chissà perchè, quando penso a questi bambini del Terzo Mondo che ricevono PC, mi viene da pensare a un futuro alla Gibson in cui l'Africa sarà la nuova India e giovani, geniali hacker e sviluppatori la faranno da padroni...

Jean Lafitte ha detto...

per chi pensa che sia inutile. è un minilaptop davvero portatile utilissimo per chi viaggia o si sposta spesso( la batteria è ricaricabile al volo) , per gli studenti fuorisede, erasmus, interrelliani e simili, ma anche giornalisti per esempio. il prezzo non è malaccio soprattutto se confrontato con certi smartphone con molte meno prestazioni, tanto un cellulare te lo devi portare comunque, il pc fisso lo hai... connettività e ufficio(con una VERA tastiera) pret a porter: ecco cosa offre. con linux preinstallato. mica male!
il prezzo unito con le dimensioni ti permette dei viaggi senza troppi pensieri (guardando film a volonta in treno senza pensare alla batteria). se te lo rubano o si rompe pazienza, tanto i dati importanti sono sull' hd esterno , vero?. non mi sembra affatto poco. anzi. il problema dei giochi poi è un non problema. imparare deve essere anche divertente. quasi quasi lo compro anche se ho preso un portatile da poco(con windows vista, sic). ok 400 euro non sono pochissime però fai pure beneficenza...

Jean Lafitte ha detto...

p.s di questo che ne pensate?
http://vitadigitale.corriere.it/2007/09/iphone_lattesa_e_quasi_finita.html