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2007/12/11

DMCA svizzero, niente panico

Aggiornamento sulla petizione anti-copyright svizzera


Pochi giorni fa ho scritto un articolo sulla petizione promossa da un sito svizzero contro la nuova legge sul diritto d'autore, che vari siti di spicco avevano segnalato come un "DMCA svizzero" liberticida e "brutale" (per usare l'espressione scelta da Boingboing.net).

Ho contattato via e-mail e telefonicamente Florian Bösch, lo sviluppatore web autore della petizione, e Mauro Osenda della SUISA (già ospite telefonico del Disinformatico alla radio la settimana scorsa). Ne è venuto fuori un articolo per The Register che riassumo qui.

Secondo Bösch, il problema sta nel modo in cui è formulato il comma 3 dell'articolo 39a della legge, perché è interpretabile in due modi. Ecco il testo integrale del comma:

3. È vietato produrre, importare, offrire al pubblico, alienare o mettere altrimenti in circolazione, dare in locazione, lasciare in uso, pubblicizzare o possedere a scopo di lucro dispositivi, prodotti o componenti e fornire servizi che:
  1. sono oggetto di un'azione promozionale, pubblicitaria o commerciale volta a eludere i provvedimenti tecnici efficaci;
  2. a prescindere dall'elusione dei provvedimenti tecnici efficaci, hanno solo una finalità o utilità commerciale limitata; o
  3. sono progettati, prodotti, adattati o forniti principalmente allo scopo di consentire o facilitare l'elusione dei provvedimenti tecnici efficaci.

Secondo Bösch, si può intendere che la specificazione "a scopo di lucro" si riferisce a tutte le azioni descritte, e in tal caso non c'è problema: il comma 4 prevede infatti che l'elusione del DRM per scopi legali non è vietata.

4. Il divieto di elusione non può essere fatto valere nei confronti di chi elude i provvedimenti tecnici efficaci esclusivamente allo scopo di procedere a un'utilizzazione legalmente autorizzata.

Resterebbero intatti i diritti del consumatore di eludere qualsiasi DRM per esempio per consentire l'accesso nelle bibloteche e per uso personale (ripping, format shifting) dei propri download digitali, CD e DVD. Continuerebbe ad essere ammesso prendere un proprio DVD ed eluderne i lucchetti digitali per poterlo vedere sul proprio computer o lettore portatile o scaricare una canzone lucchettata da iTunes e craccarla per ascoltarla su un lettore Mp3 di marca diversa da Apple.

Ma c'è anche la seconda interpretazione: sarebbe "vietato produrre, importare, offrire al pubblico, alienare o mettere altrimenti in circolazione, dare in locazione, lasciare in uso, pubblicizzare... dispositivi, prodotti o componenti e fornire servizi", a prescindere dallo scopo di lucro; e separatamente sarebbe vietato anche possederli a scopo di lucro.

Interpretazione cavillosa? Può darsi: ma se venisse adottata, comporterebbe il divieto totale in Svizzera di fabbricare, diffondere o anche soltanto segnalare sistemi o tecniche per eludere il DRM. Persino discutere dei sistemi anticopia sarebbe proibito, e un articolo come questo farebbe di me un criminale. Allora sì che varrebbe l'aggettivo di "brutale".

Faccio un piccolo test: cito dall'articolo un'istruzione per eludere un sistema anticopia e vediamo che succede.

una tecnica incredibilmente semplice per scavalcare gran parte delle protezioni anticopia, che richiede soltanto un pennarello e una mano ferma. In sostanza, nei dischi protetti con sistemi come Cactus Data Shield 100/200 e KeyAudio c'è una traccia, la più esterna, che contiene la chiave della protezione. Inclinando opportunamente il disco si vede a occhio nudo lo stacco fra la traccia esterna e il resto del disco. E' sufficiente coprire questa traccia esterna con un tratto di pennarello scuro indelebile per rendere il disco perfettamente leggibile (e di conseguenza copiabile) in un lettore di CD per computer.

Se vengono ad arrestarmi, portatemi un po' di focaccia in gattabuia, mi raccomando!

Mauro Osenda dubita di questa seconda interpretazione. E anche se uno sfigato blogger svizzero a caso pubblicasse un articolo su come eludere il DRM in un blog che ospita pubblicità e quindi potrebbe ricadere nel caso dello scopo di lucro, Osenda ritiene sia improbabile che vi sarebbero conseguenze legali, per via della mancanza di precedenti che facciano giurisprudenza; ma finché non c'è una pronunciamento delle autorità legali, dice, non si può essere assolutamente certi, e la cosa potrebbe richiedere anni.

Anni nei quali, prosegue Osenda, il problema potrebbe essersi risolto da solo, perché l'industria dello spettacolo sta gradatamente abbandonando il DRM. I discografici l'hanno già fatto, sia pure con grande fatica e dopo aver collezionato figuracce; i cinematografici non hanno ancora assimilato il concetto.

Non solo: in virtù della tradizione svizzera di concordare le leggi fra tutte le parti interessate, le associazioni dei consumatori sono state coinvolte nel processo di formazione della legge, che è durato anni. Se ci fossero stati pericoli come quelli descritti dalla petizione, sarebbero emersi già da tempo.

Valida o meno, la petizione è comunque utile, perché ha sollevato la questione del diritto d'autore e dei diritti del consumatore, che finora aveva avuto ben poca attenzione da parte dei media.

8 commenti:

IlTremendo ha detto...

ma il diritto di un umano di far parte del mondo?
ormai si può fare qualcosa soltanto dopo aver versato l'obolo.
E parlo di QUALSIASI cosa, anche bere dalle fontanelle pubbliche.

Io proibirei di parlare di drm, ma nel senso di: guai a chi parla di tali nefandezze!!!

cate ha detto...

Leggendo e discutendo, viene detto chiaramente (nella legge e nella spiegazione) che non possono essere ristretti i tuoi diritti di utente dati per es. dalla legge sui diritti d'autore. Quindi contrariamente alla legislazione americana, noi possiamo cmq aggirare le protezioni (e' scritto pure escplicitamente).

Quindi sarebbe impraticabile (e illegale) proibire i mezzi che ci permettono di sfruttare i nostri diritti).

In piu, l'articolo dopo (e nelle spiegazioni) viene istituito un osservatorio, con lo scopo di controllare che non vengano usati metodi troppo limitanti per gli utenti.

Purtroppo nelle spiegazioni viene detto che non c'e' scopo di aggirare le protezioni dei DVD, ma probabilmente non ci hanno pensato troppo e sono probabilmente vecchie considerazioni (ora si usano molto computer per vedere DVD, e non ci possono obbligare ad usare windoze per vedere DVD su computer, con tutti u pericoli di privacy, integrita' che comporta).

In piu' noi abbiamo sempre diritto di fare un backup, e esplicitamente viene detto che tutte le norme (contratti e licenze) contrarie sono nulle. Quindi come faccio un backup di un DVD, visto che una copia byte per byte con un computer normale e' cmq impossibile?

IlTremendo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
IlTremendo ha detto...

@cate: ti sei risposto da solo.
se si può fare, si fa. altrimenti ci si attacca al... grozny...

Gian Piero Biancoli ha detto...

Il vero paradosso del DRM è l'equo compenso.
Da una parte si impone una tassa (neanche irrisoria) su ogni supporto scrivibile e dall'altra si permette l'utilizzo da parte dei produttori dei dispositivi anticopia. Non è proprio logico.
C'è un bell'articolo in proposito su Tom's Hardware

Salutoni a tutti e state benone.

cate ha detto...

Gian Piero Biancoli: e non solo. Noi con le tasse sovvenzioniamo molto la cultura, tra cui cinema e musica. Il ridicolo e' che da un lato vogliono il "giusto compenso" per l'uso delle loro opere, pero' dall'altra parte vogliono soldi.

Qualche altra volta commentero' sulle le leggi sui diritti d'autore (quelle americane) che sono un gran freno per gli autori stessi, vedi gli ampi problemi per poter distribuire un film, ma qui vorrei far risaltare che i diritti sono calpestati pure per gli autori, sempre a favore di chi sta in mezzo: i ditributori, le case discografiche, le majors,...

Gian Piero Biancoli ha detto...

Rilancio e continuo con i paradossi.
Poniamo caso che mi sia comprato l'ultimo CD di Elton John (per dirne uno) e che voglia sentirmi i brani sul mio lettore mp3.
Bene, ho pagato :
- i diritti sull'acquisto del CD
- l'equo compenso sull'acquisto del lettore mp3
- l'equo compenso sul hard-disk del mio PC(che mi serve per trasferire i brani)
- l'equo compenso sul masterizzatore del mio PC
e, quando vado a trasferire le tracce sul lettore, non posso farlo perchè CD è protetto da un DRM.

Uno sano di mente scarica il CD o lo compra dal suo pusher di fiducia ed evita questa presa in giro.

Per forza c'è la pirateria, la istigano.

Faber ha detto...

Se dovessimo per un solo momento pensare all'inesistenza della "condivisione informatica"... e dei ladri, potremmo dedurre che:
compro un CD e lo tengo in casa. Lascio la casa aperta, entra uno sconosciuto che si mette ad ascoltare il CD di MIA PRORIETA'.
Lo trova di suo gradimento e così se lo copia. Stando alla legge io dovrei dissuaderlo dall'ascolto e dalla copia. Dovrei in pratica svolgere una azione di controllo. Ma a questo punto l'editore del MIO cd, deve pagarmi per fare il controllore nella tutela del suo interesse.