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16 commenti

Blue Whale Challenge, qualche dato per riflettere

Ho provato a cercare in Google Trends uno degli hashtag più importanti legati al Blue Whale Challenge (quello che invocherebbe un presunto “curatore”). I risultati sembrano indicare un ruolo molto chiaro dei media tradizionali nella diffusione della notorietà del concetto, con tutte le responsabilità che questo comporta.

A livello mondiale, prima di maggio di quest’anno era calma piatta:



L’effetto in Italia della trasmissione Le Iene del 14 maggio scorso dedicata alla “sfida” del Blue Whale Challenge sembra emergere molto chiaramente:



Ingrandendo il dettaglio degli ultimi 30 giorni emerge ancora più chiaramente questo picco:



Lo stesso vale per la ricerca in Google di “Blue Whale” in Italia:




Gli effetti de Le Iene sono visibili anche guardando i dati svizzeri:



Se poi guardiamo la suddivisione di questi dati per sottoregione, il Ticino spicca enormemente:



Il legame fra Le Iene e la popolarità del BWC sembra confermata anche dalle ricerche correlate:


Parlare in televisione di questi drammi, insomma, è sempre un rischio, perché si finisce per creare curiosità e interesse intorno a un’idea che prima era poco diffusa. Se questo rischio non è compensato da un approccio responsabile, i danni possono essere gravissimi.

Su Instagram, Youtube e Twitter, sfogliare gli hashtag legati al BWC trova un numero abbastanza modesto di risultati, molti dei quali sono fra l’altro pubblicati da persone che stanno usando questi hashtag per attirare traffico e visualizzazioni dei propri video. I casi che sembrano reali sono un’esigua minoranza: con questo non voglio minimizzare il problema, ma è importante che sia chiaro che il caso BWC è stato pompato a dismisura dai mezzi di comunicazione di massa tradizionali. Prima di demonizzare Internet, insomma, sarebbe il caso di guardarsi in casa.

Intanto la reazione di Internet è stata vivace e costruttiva: sono nati i memi che prendono in giro il BWC e ho notato un’improvvisa popolarità dell’hashtag #redlionchallenge, che è legato a una contro-sfida: elencare le cose buone e belle fatte, presenti e da fare nella propria vita e seguire una serie di compiti positivi.
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Commenti (16)
Vorrei segnalare una perla oggi su Televideo RAI dal titolo: "Blue Whale, 17enne salvato da suicidio"

Nel breve articolo si specifica che "Il 17enne ha negato di esser vittima del fenomeno, ma presenta tracce di autolesionismo su braccia, mani e fronte."

L'autolesionismo esiste da una vita, e il ragazzo stesso ha negato il collegamento. Ma fa niente, cavalchiamo la balenottera.

qui il link:
http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/notiziasolotesto.jsp?id=1139645&pagina=100&sottopagina=1
https://cerebrolesto.wordpress.com/2017/05/26/post-muto-bluewhale-reloaded/

avevo fatto lo stesso qualche giorno fa, visto che in abruzzo, a causa di notizie più succose giornalisti e blogger si erano lanciati a pesce sull'allarme, e i dati sono esattamente gli stessi. un fenomeno che nasce solo dopo averlo inventato, è grave che iscritti all'OdG scambino in malafede cause ed effetti.
#redlionchallenge, che è legato a una contro-sfida

Per quanto riguarda le controsfide positive, c'è da citare anche il Delfino Rosa di QDSS.
:-)
@ theskig "17enne sale sul cavalcavia, salvato dal suicidio".
Non perchè volesse buttarsi sui binari, solo perchè i cavalcavia italiani possono crollare da un momento all'altro ;)
Comunque se fossi nella balenottera azzurra non starei tanto tranquilla:

Tra le balene blu, in cerca di forti emozioni in bilico tra la vita e la morte, sta prendendo piede la Chuck Norris Challenge. (M)

fonte: welovechucknorris.it
@Cyberninja

Quello è un metodo di suicidio assicurato ed istantanvdkl s
E' buffo che pure Attivissimo parli di un fenomeno nato in rete, facendone non 1 ma 2 articoli sul suo blog. Il miglior modo direi per mettere a tacere l'intera faccenda!..sì sì..
@Waiting
sottovaluti il lettore medio di questo blog. Forse avrei dovuto scrivere "ignori" sottintendendo una consapevolezza intenzionale, nel farlo, ma è giusto presumere la buona fede, fino a prova contraria.
Intanto qualcuno ha collegato una istigazione al suicidio (a Catania) a questo: non posto riferimenti, ma si trova benissimo.
Profezia autoavverante, purtroppo Paolo l'aveva previsto e non è stato certo il suo articolo... che è nato DOPO che le Iene avevano creato il mostro.
Waiting,

secondo te, che a quanto pare sai tutto, quale sarebbe il modo migliore? Dovrei stare zitto e lasciare che tutti gli altri blaterino istericamente di Blue Whale?
Secondo me il modo migliore è quello di lasciar lavorare le procure già investite di più casi (alcuni dei quali avviati d'ufficio, a quanto pare).

Il contro-allarmismo crea la stessa curiosità dell'allarmismo, soprattutto in questa fase.

L'analisi della "notorietà del concetto", in questo momento, può dire tutto e contemporaneamente nulla visto che, tra l'altro, sembrerebbe che un elemento chiave della diffusione del fenomeno tra i giovanissimi risiederebbe - ironia della "sorte" - proprio nella scarsa percezione e conoscenza del fenomeno stesso tra gli adulti.

Ad oggi, in ogni caso, non sembrano essere emersi particolari legami di sorta tra i fatti posti a conoscenza dell'attività inquirente e blue whale.

Ogni conclusione, tuttavia, non può che essere prematura.

@attivissimo: "..che a quanto pare sai tutto"?..cos'è sta difesa da complottista? Io non sapevo nemmeno che esistesse sto Blue Whale...prima di leggerlo sul TUO blog. Serve altro?
Ma parlane ancora, forza. Alimentane la diffusione.
Waiting,

non hai risposto alla mia domanda: quale sarebbe il modo migliore? Dovrei stare zitto e lasciare che tutti gli altri blaterino istericamente di Blue Whale?

Aspetto una tua risposta.
Len R.,

Ogni conclusione, tuttavia, non può che essere prematura.

Ma quella che hai appena scritto _è_ una conclusione. Quindi ti sei dato del prematuro da solo :-)
E dove sarebbe la "conclusione" nel mio intervento, @Attivissimo?

Dai su, quotalo per intero e spiega a quale conclusione sarei giunto sul tema.

Non dirmi che riconoscere alle procure un potere investigativo significa, nella tua mente, giungere ad una conclusione sulla sussistenza (o meno) di un rapporto causa-effetto tra il fenomeno in commento ed i fatti di cronaca ad esso associati dai media!

Veramente sostieni ciò? Vogliamo ridere?

Oppure vuoi sostenere che verbi al condizionale od espressioni come "ad oggi" esprimano certezze degne di una conclusione volta a troncare ogni discussione? Vogliamo ridere, di nuovo?
Len R.,

datti una calmata.

Poi, quando te la sei data, prova a scrivere un commento civile, non polemico e costruttivo.

Quando hai fatto, invialo.

Lo cestinerò prontamente, perché con te ho esaurito la pazienza.
"Ora in un'intervista su Il Fatto Quotidiano, Matteo Viviani, il giornalista del programma televisivo di Italia Uno, ammette che di falso c'erano le conversazioni con le mamme russe che avevano appena perso i figli e i video dei suicidi. Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio."
Seriously?