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2008/01/23

Antibufala: la foto del marziano nano (nano-nano)

Complottisti su Marte


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "riccardo.cass****" e ""m.sanclem****. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2008/01/24.

English Abstract
A picture from one of the Mars rovers appears to show a human form. However, this is merely an optical illusion known as "pareidolia". You can see the actual shape of the rock outcrop by looking at NASA's raw images and assembling them in 3D with graphics software. If you can view cross-eyed stereograms, you can see the interesting results of this process below. The outcrop vividly stands out from the background instead of confusingly blending into it.


Confesso: a volte leggo una notizia particolarmente stupida e non ne parlo per non attirarle addosso l'attenzione, sperando che scivoli via inosservata verso il dimenticatoio. Ogni tanto mi va bene. Stavolta, purtroppo, no.

Mi riferisco alla storia dell'"avvistamento" di un marziano in una foto della NASA che gira da qualche giorno in Rete ed è approdata in Italia presso il Corriere, che un po' pilatescamente non prende posizioni, barricandosi dietro il pavido paravento di un ambiguo "Probabilmente è un effetto ottico".

"Probabilmente"? Siamo seri. Non c'è alcun dubbio, se non nella mente bacata di qualche ufologo di risulta, che la foto mostra semplicemente un oggetto che ha una forma vagamente umana. Si chiama pareidolia: la tendenza innata a cercare di applicare forme familiari agli oggetti indistinti. Che però sono e restano oggetti indistinti: una nuvola ci sembra un coniglietto, ma questo non vuol dire che l'aere sia popolato di fluttuanti leprotti grandi come portaerei.

Lasciamo stare, poi, la banda di premi Nobel del Tgcom, che ha addirittura scritto che "Si tratta del primo possibile essere vivente fotografato in quattro anni di missione". C'è vita intelligente nell'universo? Sicuramente, ma non perdiamo tempo a cercarla nelle redazioni. Adesso, grazie alla loro faciloneria (combinata con quella dei colleghi esteri), il sito della NASA è intasato di curiosi e quasi inaccessibile.

Sarebbe bastato andare a controllare i fatti (quello che i complottisti di ogni sorta non fanno mai, e che certi giornalisti non fanno quasi mai), prima di blaterare, per capire come stanno realmente le cose. E se sono capace di farlo io, spiantato freelance goloso di focaccia, figuriamoci se non lo può fare un dipendente pagato di una testata blasonata.

La foto incriminata risale a novembre del 2007 ed è stata scattata dalla sonda automatica Spirit della NASA (foto qui accanto).

Una sonda che meriterebbe di essere citata nella cronaca per ben altri motivi che una foto interpretata maldestramente da un branco di svitati: rendiamoci conto che siamo riusciti a mandare su Marte, a oltre 55 milioni di chilometri dalla Terra, un robottino (anzi due, perché c'è anche il gemello Opportunity) che da ormai quattro anni va in giro a scattare foto e analizzare il suolo e l'atmosfera di Marte, scovando tracce geologiche che puntano a un ambiente un tempo ricco d'acqua.

Grazie a queste meraviglie possiamo vedere Marte in 3D, come se fossimo sulla sua superficie, e in altissima risoluzione. E grazie a Internet possiamo vedere subito le immagini, senza attendere che qualche giornale si degni di mostrarle, una volta tanto, al posto del granfratellaro di turno.

Un risultato tecnico e scientifico eccezionale, ottenuto oltretutto senza mettere a rischio vite umane e spendendo meno del costo di un singolo bombardiere B-2 o di due giorni di spesa mondiale per cosmetici: 820 milioni di dollari, circa 560 milioni di euro. Fa riflettere, vero? La prossima volta che qualcuno si lamenta del costo delle missioni spaziali, rinfacciategli queste cifre.

Ma torniamo alla foto. Si tratta di un microscopico dettaglio tratto da quest'immagine panoramica, sigla PIA10214, che per evitare d'intasare ulteriormente il sito della NASA riproduco qui in piccolo: la freccia rossa indica la posizione del "marziano". Lasciate in pace il sito della NASA, perché l'immagine a massima risoluzione è una TIFF da 133 megabyte.


Da questa foto, ma soprattutto dalla sua versione stereoscopica (servono gli occhialini rossi e blu), si capisce chiaramente che si tratta semplicemente della porzione in ombra di uno spuntone di roccia; la porzione illuminata si confonde con lo sfondo. La visione in 3D permette di distinguere quali parti dell'immagine fanno parte dello sfondo e quali invece appartengono alla roccia. Qui c'è una porzione della versione 3D, cliccabile per ingrandirla: il "marziano" è a sinistra, a metà altezza.


Fra l'altro, il mitico sito Badastronomy.com, noto per le sue prese per i fondelli scientificamente inoppugnabili dei lunacomplottisti, calcola che il "marziano" sia alto una decina di centimetri, vista la sua posizione rispetto alla sonda Spirit (la collinetta disseminata di pietre che occupa la zona centrale sinistra della panoramica è a 30 metri dalla sonda, secondo la NASA). Decisamente un nano, nano.

Un'altra cosa importante che i marzianomani non hanno considerato è che l'immagine è un collage di foto in scale di grigio, scattate con vari filtri (centrati su 753, 535 e 432 nanometri) e nell'arco di vari giorni, dal 6 al 9 novembre 2007, e poi ricomposte per ottenere l'immagine in pseudocolore, come descritto sempre dalla NASA. Ecco infatti i link alle foto originali (in scale di grigio) del "marziano": una, due, tre, quattro.

Questa è una GIF animata che raccoglie tre di queste immagini, scattate con ombre differenti, che permettono di cogliere la conformazione reale del sasso marzianiforme (cliccatevi sopra per animarla):


Per chi non ha gli occhialini bicolore ma è capace di vedere gli stereogrammi a occhi incrociati, ho preparato due immagini (cliccabili per ingrandirle) che rendono molto chiaramente la tridimensionalità della scena. La prima è un'inquadratura ampia, in cui il "marziano" è in basso a sinistra: la seconda è un dettaglio.

Attenzione: guardare a lungo gli stereogrammi può affaticare la vista e dare nausea. Siete stati avvisati.



In sostanza, dagli stereogrammi si deduce che si tratta di una roccia grosso modo a forma d'incudine inclinata verso destra, di cui il "marziano" è l'estremità sinistra; davanti a quest'incudine c'è un sasso vagamente piramidale, che nelle foto 2D sembra invece essere un tutt'uno con la roccia sulla quale "siede" l'alieno.

Se per caso non siete convinti, ponetevi subito la domanda cruciale di buon senso, che è sempre la stessa dai tempi della famigerata "faccia su Marte": se la NASA fa parte di un complotto per nascondere le prove di vita aliena, perché diffonderebbe foto che la mostrano? Sarebbe molto più semplice non pubblicare le foto e nessuno ne saprebbe nulla.

O se ne volete un'altra: è credibile che i marziani siano talmente simili a noi da avere anche il seno (sarebbe quindi una marziana, si spera) e coprirselo pudicamente con un braccino quando si siedono su una roccia per farsi notare dai robottini terrestri di passaggio?

Non solo: di casi analoghi di pareidolia è piena anche la Terra. Qui accanto, per esempio, c'è una foto mandatami da un lettore, nexus1977, che ringrazio.

La domanda che però mi frulla in testa, più delle altre, è questa: davvero c'è gente che non ha niente di meglio da fare che spulciare ossessivamente ogni centimetro quadro delle foto della Nasa alla ricerca di improbabili marzianine in topless?


Aggiornamento (2008/01/24): parla la NASA


Secondo un servizio della CBS News, la NASA ha dichiarato che il "marziano" è una roccia scolpita dal vento, alta ben cinque centimetri.

2008/01/22

Antibufala: cose da (non) fare col telefonino

"Telefonino da sapere", tormentone in Powerpoint


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paola74_52" e "stefano_mo****" ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando via e-mail una presentazione Powerpoint di nome "telefonino da sapere.pps" che promette di rivelare grandi segreti sull'uso del cellulare. Per fortuna pesa soltanto 56 kilobyte, per cui non intasa troppo le caselle di posta, ma è comunque un appello che va per la maggiore e quindi va verificato.

Salta fuori che è una miscela un po' insolita di verità e fandonie che la dicono lunga sull'impreparazione tecnica dei tanti che insistono a farla circolare senza verificarla. Eccone il testo commentato:

Cose che il tuo telefonino può fare (e che tu non sai)

Il numero d’ emergenza in tutto il mondo è: 112. Questo è il numero che puoi digitare anche se il telefono è bloccato. Provalo!

A parte il fatto che non si deve chiamare il numero d'emergenza per prova, perché si causa un falso allarme, l'informazione dell'appello è vera soltanto in parte: sì, il numero 112 è effettivamente componibile su quasi tutti i telefonini (a parte l'iPhone, per esempio) anche quando l'apparecchio ha la tastiera bloccata. Ma il numero 112 è valido soltanto in Europa, non in Nord America, Asia e Africa.

È vero, come nota Hoax Slayer, che se il telefonino è un GSM, digitando il 112 si viene comunque connessi al servizio d'emergenza anche se il numero d'emergenza è differente, ma questa conversione automatica del numero non vale per altri sistemi cellulari (per esempio il CDMA), per cui non è vero che il 112 è il numero d'emergenza "in tutto il mondo".

Nel caso dell'iPhone, secondo la documentazione Apple è necessaria una manovra piuttosto complicata che potrebbe renderlo pericolosamente inutilizzabile in caso d'emergenza se chi cerca di adoperarlo (magari una persona diversa dal proprietario) non sa come procedere: bisogna far scorrere il cursore disegnato sullo schermo, toccare Phone e poi selezionare la tastiera numerica, oppure, se l'iPhone è bloccato da una password, toccare Emergency Call e poi comporre il numero.


Ma andiamo avanti con l'appello.

Hai lasciato le chiavi dentro la tua auto? Sei lontano da casa e hai il controllo remoto per aprirlo? Bene, la soluzione è di chiamare a casa e che qualcuno prenda il comando dell’apetura delle porte (o chiave elettronica) e lo metta vicino al telefono e tu il tuo a circa 20 cm di distanzia della porta dell’auto. Schiaccia e … Voilá, le porte si aprono! Funziona anche con il Baule! Puoi fare la prova!

Questa è semplicemente una scempiaggine. Il segnale dei telecomandi non è trasmissibile attraverso il cellulare. Il cellulare capta i suoni e li trasmette via radio, ma i telecomandi per auto non emettono suoni. Se vedete qualcuno che tenta di eseguire questa procedura, non affidategli incarichi intellettualmente impegnativi.


L'appello prosegue con un'altra informazione apparentemente preziosa:

Batteria del telefono scarica? Tutti i telefonini hanno una riserva di carica nella batteria, devi digitare *3370# e automaticmente si attiva dandoti una carica supplementare fino al 50%. Quando ricarichi di nuovo il tuo telefonino, si ricaricherà anche la riserva e sarà pronta per un’altra occasione

Il codice *3370# non attiva affatto una "riserva" di energia. Anzi, su alcuni modelli Nokia attiva una funzione di miglioramento dell'audio, l'Enhanced Full Rate Codec (EFR), che aumenta il consumo di energia del 5% circa, per cui la batteria dura addirittura di meno. Sui medesimi modelli Nokia si può però attivare un Half Rate Codec (codice *#4720#), che peggiora la qualità dell'audio ma allunga del 30% circa la durata della batteria, secondo Programmerworld.net. Non è comunque una "riserva" in senso stretto.


Infine la presentazione Powerpoint offre un trucchetto antifurto:

Come disattivare un telefonino che ti hanno rubato? Primo, devi sapere il numero di serie (IMEI), per recuperarlo è necessario digitare: *#06#, nel fare questo ti appaiono 15 cifre, questo è il numero di serie del tuo telefonino, scrivilo e archivialo in un posto sicuro. Se lo perdi o te lo rubano, chiama la tua compagnia per cancellare o annulare il telefonino. Quando gli dai questo numero, nessuno potrá più usarlo perché si disattiva del tutto e anche se cambiano la SIM non funzionerá.

È vero che il codice *#06# visualizza il codice IMEI, che è un numero di serie che identifica univocamente un esemplare di telefonino. Se ne prendiamo nota prima che ce lo rubino, possiamo comunicare questo codice all'operatore telefonico, che provvederà a bloccare l'uso di quel telefono sulla sua rete e (si spera, ma non sempre) sulle reti degli altri operatori in giro per il mondo.

Puoi condividere questa informazione con i tuoi amici. Fa piacere ricerverla...

No, non fa piacere, fa soltanto confusione, perché mischia cose false con cose vere, e chi si accorge della falsità piuttosto evidente di alcuni di questi "consigli" è portato a credere che siano falsi anche quelli autentici. Su quattro "cose da fare", una sola è pienamente autentica, una è vera a metà e le altre due sono panzane. Non solo: le due informazioni non fasulle sono riportate nel manuale di ogni telefonino. Quello che nessuno legge mai.


Aggiornamenti


2011/11/15. Nel 2011 ha iniziato a circolare una variante di quest'appello, dotata di un'aggiunta secondo la quale si può digitare in senso inverso il PIN del Bancomat per allertare silenziosamente la polizia in caso di rapina durante un prelevamento allo sportello automatico. Si tratta anche in questo caso di una bufala: i dettagli sono in questo mio articolo.

Max Cornelisse, chi era costui?

Giovane smanettone cambia i cartelloni stradali elettronici: la soluzione


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “adele_c” e “iannafa”.

Nella scorsa puntata del Disinformatico radiofonico ho proposto un quiz per mettere alla prova il vostro fiuto antibufala, presentando un video nel quale un giovane olandese sembra prendere il controllo dei cartelli elettronici che indicano il limite di velocità e compie altre prodezze.

Ne è nata una bella serie di commenti che hanno formato un'ottima analisi collettiva dei filmati del giovane olandese, di cui avevo indicato il nome (Max Cornelisse) come indizio. I dubbi sono nati subito: troppo carino e telegenico il giovanotto, troppo incauto nel farsi vedere a viso scoperto mentre commette reati. Ma i video erano così spontanei e ben fatti da sembrare autentici.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso del dubbio è stata probabilmente il video in cui usa il suo computer per aprire e chiudere il tettuccio di una Porsche parcheggiata. Fin qui la cosa sarebbe ancora plausibile (alcuni modelli di Porsche hanno il tettuccio telecomandabile), ma poi accende il motore e fa muovere l'auto. Impensabile.

Appurato che si tratta di video non autentici, qual è la molla che ha spinto a realizzarli, e soprattutto come è stato possibile farli così bene? Impossibile che si tratti di un dilettante, perché ha ottenuto persino la collaborazione di un'emittente TV (nel video in cui Max Cornelisse "prende il controllo" del gobbo dei conduttori del telegiornale).

L'unica spiegazione possibile è quella azzeccata dal lettore De-MonHell, che ha suggerito che si trattasse di una campagna pubblicitaria:

Tutti i video correlati a questo tizio http://www.youtube.com/maxcornelisse finiscono con la segnalazione del sito www.itafstuderen.com che, GUARDA CASO :), redirezionano al sito
http://www.infosupport.nl/afstuderen


Infatti la campagna promuove una società di servizi informatici olandese, la Info Support BV. La conferma definitiva arriva proprio dai conduttori di Editie NL, il telegiornale "bucato" da Max Cornelisse, in questo video, la cui traduzione dall'olandese mi arriva dagli amici Sarah e Robin (73's!!!) e da Verushka:

CONDUTTORE: Allora Margret, adesso tocca a noi, di EditieNL. Negli ultimi giorni ci è stato chiesto varie volte di chiarire i fatti riguardanti questo filmino che girava in Internet.

[inizia il video di Max Cornelisse, nel quale i conduttori vengono "indotti" a dire "Il mio collega Jeroen è un simpaticone, ma sarebbe carino se arrivasse in orario in ufficio... scusa, non lo dico io, c'è scritto lì!... Come avrete capito, c'è qualcosa che non funziona in redazione, e non è la prima volta. Perciò prego la persona che sta delirando sulla tastiera, di smetterla subito!"]

[finisce il video di Max, l'immagine torna in studio]

CONDUTTORE:
Si trattava di una messa in scena, in cui un hacker era riuscito ad infiltrarsi nel nostro sistema, modificando i testi che dovevamo leggere. Ribadisco: era tutto una messa in scena, l'abbiamo registrato in anticipo ed abbiamo collaborato per promuovere una campagna per seguire una formazione in informatica. Tutta una finta! L'abbiamo fatta bene però!


Complimenti a chi ha indovinato la soluzione: per chi non ha indovinato, l'indagine è da studiare per capire come sono stati colti gli indizi rivelatori. Ma soprattutto, questo quiz è una bella dimostrazione del potere di Internet: gli utenti, messi insieme, hanno una vastità di competenze (linguistiche, tecniche, video) degne dei migliori team investigativi. Neppure il fatto che tutti i video erano in olandese (un codec effettivamente non molto diffuso) ha impedito di raggiungere la soluzione.

Grazie a tutti per la collaborazione!

Prime prove di wardriving luganese

Inizia la mappatura wifi di Lugano


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "biemmic" e "a.colaia****".

Ho portato a spasso per una rapida prova MacStumbler sul mio laptop connesso a un GPS tascabile, e con l'aiuto di un amico, che ha preso i dati e li ha applicati a Google Maps, ho iniziato la mappatura di qualche via cittadina e dei dintorni.


La prima cosa sorprendente è che la densità di apparati wifi è talmente alta che è possibile tracciare il percorso che ho fatto (qui ne vedete, per ora soltanto un fotogramma statico). In altre parole, se gli utenti wifi si coordinassero, potrebbero essere loro a tracciare me, e si potrebbero anche pensare servizi di geolocalizzazione sia per lavoro, sia per ricreazione, basati non sul GPS ma sulla prossimità dei vari access point.

La versione definitiva sarà ingrandibile e spostabile, e per ogni apparato wifi sarannno disponibili i dati indicati nel fumetto: SSID, potenza del segnale e cifratura attivata o meno.

Ricordo che questa mappatura non è intrusiva: si limita a indicare il segnale radio ricevibile per strada (e probabilmente vi fa un favore, perché non sapevate di essere ricevibili dalla strada, con tutte le implicazioni di sicurezza che ne derivano). Se non volete essere mappati, limitate la dispersione del segnale usando antenne direttive e schermature apposite.

Anche questo è un modo per limitare l'inquinamento elettromagnetico: il wifi è nulla in confronto alle emissioni del cellulare che teniamo senza troppo patemi a pochi centimetri dalla nostra materia grigia, ma tutto fa brodo, e oltretutto chi ha il wifi ricevibile dalla strada offre un appiglio ai tentativi di intrusione.

Non c'è nulla di male, comunque, a lasciare il proprio wifi aperto: è un gesto di ospitalità che gli informatici apprezzano molto. L'importante è farlo consapevolmente e con le opportune misure di sicurezza.

Smanetton Challenge: tracciamo le scie chimiche svizzere

Le schie chimiche sbarcano in Svizzera, inseguiamole!


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “m.anto.pisan****” e “ivano”. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Chi abita nel nord della Lombardia o in Canton Ticino avrà sicuramente notato le spettacolari scie persistenti comparse in cielo sabato scorso (19 gennaio). Eccone un assaggio, mandatomi da un lettore, Francesco di Breganzona. Grazie!




Se cliccate sulle foto per ingrandirle, noterete che alcune delle scie proiettano addirittura un'ombra sulle tenui nubi adiacenti, con un effetto tridimensionale davvero insolito.

Le scie chimiche sono sbarcate in Ticino e le loro venefiche irrorazioni stanno prendendo di mira il Maniero Digitale? Niente affatto: sono semplicemente normali scie di condensazione, del tipo noto appunto nella letteratura tecnica come persistente. Le condizioni meteorologiche della giornata erano favorevoli alla formazioni di scie persistenti, che non sono altro che nuvole artificiali di cristalli di ghiaccio. Nuvole come, appunto, quelle naturali che ornavano il cielo.

Con buona pace degli sciachimisti, le scie persistenti si formano infatti soltanto quando ci sono nubi come quelle mostrate nelle foto qui sopra e non si formano quando lo decidono i cattivissimi cospiratori.

Anche la griglia regolare di scie non ha nulla di anomalo: non è altro che la traccia visiva delle rotte seguite dagli aerei di linea. Normalmente non la possiamo notare, perché le scie di condensazione svaniscono in fretta, ma in condizioni meteo come quelle di sabato le scie persistono abbastanza da permetterci di apprezzare le rotte.

A questo proposito vorrei proporvi una sfida tecnica (uno Smanetton Challenge, se preferite): realizzare un sistema che tracci in tempo reale rotte e quote degli aerei di linea, in modo da avere dati concreti con i quali sbufalare ulteriormente gli sciachimisti. Un sistema che permetta di guardare una scia e sapere quale aereo la sta lasciando e a che quota si trova.

Una cosa di questo genere esiste già per il nord della Svizzera, presso Radar.zhaw.ch. Ne vedete qui sotto un esempio, che mostra eloquentemente il modo in cui gli aerei viaggiano lungo direttrici parallele. Ringrazio Pol per la segnalazione.


Questo servizio davvero notevole, realizzato a scopo puramente dimostrativo dagli studenti della ZHAW (Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften) di Winterthur, fornisce non solo il tracciamento in tempo reale degli aerei, ma anche la loro quota, la velocità di salita o discesa, la velocità di crociera, l'identificativo dell'aereo e del volo (compreso quindi il nome della compagnia aerea). Dannatamente ipnotico: ringrazio un lettore, Lorenzo, per la segnalazione.

Che ne dite di realizzarne uno per coprire la zona del Maniero Digitale, o meglio ancora quella dove abitano i due sciachimisti DOC che sono apparsi a Rebus? Così magari si mettono il cuore in pace e la smettono di scocciare i carabinieri ogni volta che un aereo di linea lascia una scia.

I dati del tracciamento, come spiegato nella documentazione, arrivano direttamente dai transponder installati sugli aerei, il cui segnale radio viene ricevuto da un'antenna situata sul tetto dell'istituto (ecco perché la copertura è ampia ma non illimitata). Non sono cifrati o segreti: sono gli stessi dati usati dai controllori di volo. Ipotizzare che siano falsificati significherebbe accusare i controllori di essere complici della Grande Cospirazione Sciachimista.

Questo non impedisce ai sostenitori dell'esistenza delle scie chimiche di lasciarsi andare ad affermazioni come queste:

...mi sono informato. La questione è stata affrontata dal Parlamento Europeo una prima volta il 5 febbraio 1998 nella sottocommissione Sicurezza e Disarmo. Ci fu una audizione in cui si parlò anche del progetto HAARP (High Fequency [sic] Active Auroral Reseach [sic] Project) che manipola le proprietà elettriche dell'atmosfera a fini militari. Successivamente, il 14 gennaio 1999 se ne occupò la Commissione Esteri, con una relazione dell'onorevole Maj Britt Theorin, che espresse un parere fortemente critico verso gli Stati Uniti. Al quale non ci fu, a quanto risulta, reazione alcuna. Le cose sono andate avanti e quello che lei descrive ne è un indizio grave. Lo speciale lavoro di ricerca, messo in piedi da un gruppo di esperti nominati appunto dal Parlamento Europeo, era arrivato alla conclusione che il programma ricerche e sperimentazioni militari denominato Haarp, provoca effetti rilevanti e inquietanti sugli equilibri ambientali e sulle persone che ne vengono coinvolte.
L'Europa ha chiesto fermamente, con una risoluzione approvata a larga maggioranza, agli Stati Uniti di cessare gli esperimenti.
Mi riprometto di studiare il dossier, di cui sono venuto in possesso solo recentemente. Un dossier che lei può comunque procurarsi, anche in Italiano, sul sito del Parlamento europeo.
Per quanto mi riguarda sono intenzionato a risollevare la questione non appena avrò raccolto sufficienti elementi per una conclusione, essendo già fin d'ora evidente che non si tratta di ipotesi ma di cose estremamente preoccupanti, di cui l'opinione pubblica non sa nulla o quali, di cui la stampa tace, di cui i governi fanno finta di non sapere.

Chi è lo sciachimista che si è "informato" e ritiene che sia "già fin d'ora evidente" il fenomeno? Chi accusa la stampa di tacere e i governi di far finta di nulla, secondo i più classici cliché di ogni Grande Cospirazione? Indovinate un po': Giulietto Chiesa.

E se vi venissero dubbi sulla serietà del suo impegno sciachimista, leggete anche questo, sempre tratto dalla medesima fonte, che accusa anche il Ministro per l'Ambiente italiano di collaborare alla Grande Cospirazione:

Che il problema esista non vi è alcun dubbio. Io stesso ho potuto osservare il "fenomeno"... la stampa e il sistema mediatico sembra rifiutare di fare inchieste in materia. A quanto pare anche il Ministro per l'Ambiente non se ne vuole occupare, cosa che invece dovrebbe fare. Perchè questo silenzio? Con ogni probabilità perchè si tratta di faccende legate alla difesa militare (cioè esperimenti o qualche cosa perfino di più sistematico che esperimenti). A cosa servono non so. E dovremmo innanzitutto scoprire chi fa queste cose, chi dirige i voli. Eccetera. E non è detto che siano necessariamente gli americani. Anche questo dovrà essere accertato. Dovremmo scoprire in modo certo quali sono le sostanze irrorate. E avere notizie certe sugli effetti che provocano sulla vegetazione e sopratutto sugli uomini.

Bene, signori sciachimisti. Qui sopra avete visto come si fa a "scoprire queste cose" e sapere "chi dirige i voli". Volete studiare seriamente il fenomeno invece di fantasticare cospirazioni? Allora contattate gli esperti, usate correttamente strumenti seri come quelli presentati qui (niente puntatori laser o filmatini tremolanti, grazie), e piantatela di perdere e far perdere tempo presentando denunce prive delle più elementari basi scientifiche e piazzando inutili roulotte del Codacons davanti alla base di Aviano per sniffare l'aria. Le vostre "scie chimiche" si formano in quota, mica per terra, o no?

Attenti alla mail dell’avvocato Gentiloni

Tentativo d'infezione mascherato da notifica d'avvocato


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "lanfranco.ci****" e "abattaini". Grazie anche a "sm" e "luca" per la segnalazione.

Circola da pochi giorni (grosso modo dal 20 gennaio) un "avviso di insoluto" che arriva via mail e sembra provenire da un certo "avv. Gentiloni". L'indirizzo del mittente è gentiloni.g@avvocati-ass.com, e l'argomento è "Avviso di insoluto su Fattura".

Ecco il testo del messaggio:

Gentile Cliente,
Da un nostro controllo contabile non ci risulta a tutt'oggi il pagamento della fattura P.N. 335624-1 dell'importo di Euro 4.329,50.
Se la fattura risulta gia saldata o se ritiene possa sussistere un errore cotabile la invito a prendere visione del conto da pagare attraverso il nostro:
www.avvocati-ass.com/Fatturazione_CEF/FTR-335624.html ( clicca per collegarti )

In difetto, provvederò ad agire nelle sedi opportune, senza ulteriore preavviso.

Distinti saluti.

Dott.Avv. Giancarlo Gentiloni


L'ansia creata dall'apparente autorevolezza del messaggio e dal suo argomento (un debito di oltre quattromila euro, e per di più chiesto da un avvocato) farà probabilmente passare in secondo piano il fatto che il testo contiene un paio di errori di battitura (gia senza accento, cotabile) e un elemento stranamente informale (quel "clicca per collegarti"). Molti non si chiederanno neanche come mai un avvocato invii una notifica via mail anziché secondo i canali cartacei legalmente riconosciuti.

Il messaggio è congegnato appositamente per ingenerare quest'ansia: infatti il link cliccabile, nell'originale, porta a un sito-trappola (la versione del link presentata qui sopra è stata resa teneramente innocua) che contiene un'immagine ridotta della fantomatica fattura, come si può vedere nella schermata qui sopra.

Se il sito viene visitato con Internet Explorer e si clicca sull'immagine della fattura per ingrandirla, IE scarica un "componente aggiuntivo" eseguibile. E questo è chiaramente male.

Secondo alcuni resoconti pubblicati in Rete, eseguendo questo "componente" vengono modificati i preferiti di IE e la pagina iniziale di Internet Explorer: si finisce sul falso motore di ricerca Katasearch.com, che tenta di installare un trojan horse per Windows. Gli utenti di altri sistemi operativi non sono vulnerabili a questa minaccia specifica.

Purtroppo il sito Avvocati-ass.com è registrato e situato fuori dall'Italia, per cui le probabilità di farlo sequestrare o chiudere sono ridottissime. Un buon antivirus dovrebbe riconoscere questo sito-trappola e bloccarlo; la barra anti-phishing di Netcraft lo fa già.

La raccomandazione è sempre la solita: prudenza, vigilanza, nervi saldi. Abituatevi a riconoscere i sintomi tipici di un messaggio che vuole convincervi a fare qualcosa giocando sulle vostre emozioni, e la vostra navigazione in Rete sarà molto più sicura e piacevole.

2008/01/17

Antibufala: allarme SMS, corretto il messaggio

Dada.net aiuta a bloccare il falso allarme via SMS


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "stegiordy" e "piada".

Ho un aggiornamento sull'allarme fasullo per una chat da 4 euro a settimana che sarebbe stata attivata di nascosto da TIM e che, sempre secondo l'appello-bufala che gira, andrebbe bloccato mandando un SMS con la parola STOP al numero 48405.

Mi ha contattato l'ufficio relazioni esterne di Dada.net, che ha spiegato che per motivi ancora da accertare, effettivamente anche gli utenti che non erano iscritti alla chat presa di mira dall'appello ricevevano il seguente messaggio gratuito quando mandavano STOP al 48405:

"Ti sei cancellato da Love.dada.net. Non rinunciare all' occasione di conoscere tantissimi amici! Ricordati che puoi tornare nella community inviando SI al 48405."

E' quindi comprensibile che molti abbiano interpretato la risposta come una conferma dell'autenticità dell'appello. Dada.net ha modificato il messaggio, che ora recita molto più chiaramente:

"Messaggio di errore gratuito: non risulti iscritto al servizio".

La cosa dovrebbe quindi ridimensionarsi: nel frattempo, Dada.net e TIM hanno i centralini e le caselle di posta sotto pressione per via delle numerosissime richieste di chiarimenti generate dal messaggio ingannevole e dall'appello-bufala. Anche Telecom Italia e altre aziende hanno dovuto diramare comunicati interni per frenare il dilagare di questa storia che sta costando soldi a tutti coloro che ci cascano. Invece di fare un favore agli amici, li stanno inducendo a buttar via del denaro.

Questi, ahinoi, sono i danni causati da chi non controlla prima di inoltrare a tutti.

2008/01/16

Antibufala: bin Laden ucciso?

Scoop: bin Laden ucciso, l'ha detto Benazir Bhutto


E' arrivata anche alla stampa italiana, dopo un lungo pellegrinaggio nei siti cospirazionisti, la notizia che Benazir Bhutto, in un'intervista rilasciata prima di essere uccisa in un attentato, ha detto che Osama bin Laden è stato ucciso.

C'è chi grida alla cospirazione omertosa dei giornalisti dell'intero pianeta, e chi, come la BBC, ha una spiegazione un po' meno paranoica.

L'indagine antibufala è a vostra disposizione nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/01/16)

Ne ha parlato per pochi secondi anche Striscia la notizia (video qui), chiedendosi se sia un lapsus. Esaminando il contesto, non può essere altro, perché la Bhutto in altre interviste rilasciate nei giorni successivi ha parlato chiaramente di bin Laden come se fosse ancora vivo.

Questo non ha impedito a Giulietto Chiesa di inviare un'interpellanza all'europarlamento, come dice sul suo sito (l'approfondimento è qui). Aspettiamo di sentire cosa risponderanno: considerato che il resto del mondo ha già capito che si tratta di un lapsus che solo un delirio cospirazionista può interpretare diversamente, la risposta potrebbe essere divertente.

Apple Macbook Air: sexy, anoressico, poco pratico

Laptop ultrasottile di Apple? Farà faville fra gli esibizionisti. Gli altri andranno avanti a produrre


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Wow. Indubbiamente l'estetica anoressica del nuovo Macbook Air fa colpo. E se la vostra intenzione è far colpo, ci riuscirete. Ma se avete intenzione di lavorare seriamente su un laptop di questo genere, pensateci due volte.

Schermo lucido: i riflessi si vedono persino nel video di presentazione. Niente CD/DVD: per installare o masterizzare ci vuole un'unità a parte oppure un drive di un altro computer, reso disponibile via wifi dopo aver installato sull'host del software apposito (l'ideale per chi ha fretta, insomma). Niente porta ethernet: solo wifi. Certo, 802.11n, ma sempre wifi è; se devo spostare 5 o 6 giga, quanto ci vuole? E se il wifi non c'è? Gli altri, i primitivi, si attaccheranno alle porte ethernet lasciando gli utenti Air a guardare il soffitto.

Una sola, misera porta USB. Un disco rigido più lento di quelli del Macbook e del Macbook Pro (4200 rpm contro 5400). Grafica GMA X3100 a memoria condivisa, come gli altri Macbook. E il processore più lento fra i portatili Apple (Intel Core 2 Duo 1.6/1.8 GHz, contro i 2.0/2.2 GHz dei MacBook “normali” e i 2.2/2.4 GHz dei Macbook Pro). Pago 650 euro in più rispetto al Macbook (che è più veloce) per risparmiare un chilo e perdere otto millimetri di spessore?

Siamo seri. Questa è una macchina sexy per chi va in giro a sfogliare pagine Web, mandare la mail, scrivere testi o fare presentazioni e sa che esibire un oggetto di questo genere è seducente. Tutto il resto è meglio che se lo scordi.

A parte, questo, il vero limite del Macbook Air è che nonostante i componenti eliminati per ridurne la taglia, è ancora troppo grande. Non come spessore, ma come impronta, quando ci si trova incastrati in aereo, in auto o in treno; a 32 x 23 centimetri, è parecchio più grande di un foglio A4, con i problemi d'ingombro che ne conseguono (checché ne dica zio Steve con la trovata dell'infilarlo in una busta durante il Keynote di ieri).

Ormai sta prendendo piede una generazione di subnotebook leggerissimi e di dimensioni davvero esigue, comodissimi da portare in giro. Uno per tutti: il popolarissimo Asus Eee, che costa 300 euro contro i 1700 dell'Air (comprate cinque Eee al prezzo di un Air), misura la metà (22 x 16 cm) pesa quattro etti in meno (920 g contro 1360 dell'Air), ha tre porte USB e una telecamera integrata, ed è anche politically correct perché usa Linux preinstallato (XP in opzione) e quindi fa le stesse cose di base dell'Air con un processore meno potente: scrivere, andare online, e smanettare con i comandi Unix per gestire da remoto i computer dei clienti.

Certo, l'Eee e gli altri subnotebook o UMPC che dir si voglia non hanno il multitouch, almeno per ora, e il multitouch è davvero un modo molto più evoluto e naturale di interagire con un computer. Certo, nell'Eee il disco rigido è molto meno capiente e lo schermo è un 7 pollici contro i 13,3 dell'Air. Ma chi scrive o fa spreadsheet con il computer, quante volte userà il multitouch? Quanto spesso avete sfruttato tutto lo schermo del vostro laptop? Sto scrivendo questo articolo nella finestra di editing di Blogger, che occupa meno di un quarto dello schermo del mio iBook G4. E non posso ingrandirla.

Passo la mia vita a scrivere guardando una porzione miserrima del monitor. Cosa me ne faccio di 13 pollici su un laptop? Ci guardo i film in viaggio, direte voi. Appunto: si stava parlando di produrre con l'Air.

Sorry, Steve. Speravo in una tavoletta multitouch minimalista, da infilare in un angolo dello zainetto, per essere online ovunque senza tanta zavorra. Stavolta passo.

Aggiornamento (2008/01/16)


Dimenticavo un difetto assolutamente non trascurabile del Macbook Air: la batteria non è sostituibile dall'utente. Questa è una cosa che già causa rogne a livello di iPod, figuriamoci in un portatile. The Register confronta EEE e Air.

2008/01/15

Wifi aperti, occhio!

A caccia di Wifi aperti a Lugano e dintorni


Nei prossimi giorni sarò in giro con laptop e GPS per fare una mappatura dei siti wifi di Lugano e zone limitrofe. L'avevo già fatto a suo tempo con la televisione svizzera, ma stavolta farò un passo in più, dando le coordinate geografiche dei siti trovati. E' un'operazione non intrusiva, ovviamente, perché io sono buono, ma altri potrebbero approfittare di vulnerabilità di questo genere.

Se volete sapere come blindare il vostro apparecchietto wifi per evitare intrusioni e abusi, date un'occhiata a questa miniguida.