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2009/10/18

Aggiornamenti lunari

Impatti lunari vecchi e nuovi


Lo schianto della sonda LCROSS sulla Luna di pochi giorni fa ha deluso le attese in quanto a spettacolo visivo, ma i dati sono buoni e qualche immagine, anche se modesta, c'è:



La macchiolina nel cerchio rosso è lo sbuffo di polvere sollevato dall'impatto dello stadio Centaur della sonda LCROSS, visto dalla sonda stessa pochi minuti prima di schiantarsi anch'essa. Quella "macchiolina" sembra una di quelle nuvolette che fa Vil/Wil Coyote quando precipita in fondo all'immancabile canyon, ma misura in realtà da 6 a 8 chilometri. I dettagli sono qui presso Nasa.gov e altre immagini sono qui.

In realtà l'impatto di questa sonda – che alcuni svitati descrivevano come un terribile bombardamento – è una quisquilia rispetto a quello che abbiamo schiaffato contro la Luna in questi decenni. Per esempio, ecco una bella foto del cratere prodotto dal terzo stadio dell'Apollo 14 nel 1971:

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.


Bam! Questo è un bel craterino di 35 metri, prodotto sulla Luna dall'impatto di circa 14 tonnellate di metalli assortiti a oltre 9000 chilometri l'ora. Per fare un paragone, lo stadio Centaur della sonda LCROSS pesava circa 2500 chili e ha impattato grosso modo alla stessa velocità. Trovate i dettagli su Complotti Lunari, insieme a una decina di domande da fare ai vostri amici lunacomplottisti, se ne avete, per divertirvi a metterli in crisi.

2009/10/16

Mac OS X, account ospite cancellatutto

Occhio all'account ospite in Snow Leopard, cancella i dati degli altri account


Magagne per gli utenti Mac: da un mese a questa parte circola la segnalazione di alcuni utenti che, dopo aver effettuato la migrazione da Leopard a Snow Leopard, si sono trovati tutti i dati personali cancellati.

Il numero di utenti pubblicamente coinvolti è piccolo, circa un centinaio, ma l'imbarazzo è grande, perché questo genere di disastro non dovrebbe avvenire, soprattutto in un sistema operativo che pubblicizza così assiduamente la propria affidabilità.

Il problema si presenta quando un utente che ha cambiato da Leopard a Snow Leopard accede all'account ospite, intenzionalmente o per distrazione, e poi ne esce per rientrare nel proprio account normale. I dati dell'account normale risultano cancellati, come se l'account fosse stato azzerato (e in effetti è vuoto), e i dati non sono recuperabili se non si dispone di una copia di scorta.

Come rimediare? Apple dice di essere al corrente e al lavoro per risolvere il problema, che sarebbe molto raro: intanto è opportuno disabilitare l'account ospite. Se serve un account temporaneo da usare per gli ospiti, conviene crearne uno apposito e attivare i controlli censura o ridurne i privilegi.

Come sempre, la regola per sopravvivere è la solita: backup, backup e ancora backup. Perché prevenire è molto più facile che curare anche in informatica.

Fonti: The Register, Cnet, Cnet, BBC, Neowin.net.

Microsoft, patch da record

34 falle da turare per gli utenti Windows


Il 13 ottobre Microsoft ha pubblicato un aggiornamento da record che risolve ben 34 vulnerabilità che riguardano Windows, Internet Explorer, Windows Media Player, Office, Silverlight, Forefront, Developer Tools, Internet Information Services, ActiveX e SQL Server. Otto di queste vulnerabilità sono classificate come critiche: una è una falla in Internet Explorer 8 sotto Windows 7.

L'aggiornamento verrà ricevuto automaticamente dalla maggior parte degli utenti, ed è importante installarlo appena possibile perché alcune delle vulnerabilità turate, per esempio quella del protocollo FTP in Internet Information Services e le quattro di Internet Explorer che richiedono solo di attirare la vittima su una pagina preconfezionata, vengono già sfruttate da alcuni criminali informatici.

Il record precedente per un singolo aggiornamento era di giugno 2009, con 31 vulnerabilità turate nell'ambito degli aggiornamenti che Microsoft da fine 2003 pubblica il secondo martedì di ogni mese.

2009/10/15

Qualcuno ha Google Wave?

Utenti Google Wave cercansi


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se avete ricevuto un invito a Google Wave, contattatemi presso paolo.attivissimo chiocciola googlewave.com. Vorrei fare un po' di test con questo nuovo prodotto di Google, che se funziona promette (o minaccia) di fagocitare un po' di tutto, dalla mail a Twitter alla chat a Facebook ai siti di fotografie e a quelli di creazione condivisa di documenti, e di eliminare i programmi client. Perché tutto avviene nel browser, anche se l'interfaccia non sembra una pagina Web.

Se non sapete cos'è Wave, guardate il video della demo davvero notevole (in inglese).

Aggiornamento: quota utenti di test raggiunta, grazie! Siete fulminei.

Le cose che non colsi - 20091015

Viaggiare nel tempo? Si può, purché nudi e con 99 palloncini; e altre chicche in breve


"La televisione è piena di trasmissioni tipo 'Stargate' o 'Voyager', mentre in Rete si premia un sito personale serio e scientifico che smonta presunti misteri occulti e complotti globali. Meno male che a essere poco seri e scarsamente affidabili dovevano essere i blog". Bella frase di Alessandro Gilioli sull'Espresso online a proposito dei Macchianera Blog Awards.

Gilioli parla anche del 2012 cercando di ragionare (invano) con un tassista catastrofista. Ne hanno piene le tasche anche i Maya, o almeno i loro discendenti, come riferisce La Stampa. Anche la Associated Press ne scrive, aggiungendo che esiste un "Monumento numero sei", scoperto nel sud del Messico negli anni Sessanta durante la costruzione di un'autostrada, che è l'unico reperto Maya contenente la data del 2012 (o meglio, il suo equivalente nel calendario maya). La tavoletta di pietra dice che nel 2012 succederà qualcosa che riguarda Bolon Yokte, un "misterioso dio maya associato sia alla guerra, sia alla creazione", dice la AP. Ma l'erosione e una crepa rendono quasi illeggibile la fine dell'annuncio, che secondo l'archeologo Guillermo Bernal potrebbe significare "Egli scenderà dal cielo". Ma comunque niente fine del mondo: ci sono altre iscrizioni presso siti Maya che parlano di date dopo il 2012, compresa una che parla dell'anno 4772. Altri dettagli sono su BoingBoing.


Sapevate che anche le navi producono scie di condensazione in cielo? Aspettate che lo scoprano gli sciachimisti.


Qualcuno si ricorda Nena, la cantante di 99 Luftballons? Pare che si sia presa una sbandata per i Damanhur, secondo Bild, tanto da andare a visitarli e includere il loro simbolo segreto sulla copertina del suo nuovo album. I Damanhur sono una setta di circa 700 eccentrici che vivono rintanati in una valle piemontese. Il loro fondatore, Oberto Airaudi, sostiene di poter impiantare gli spiriti dei defunti nei bambini non ancora nati e di avere una macchina del tempo funzionante. L'importante è usarla quando si è nudi, altrimenti non va. Schwarzenegger lo sa bene. L'articolo di Bild contiene foto del tempio sontuoso dei Damanhur e della loro macchina per togliere le "energie negative". Da non perdere. Fark.com ha qualche foto d'epoca e recente di Nena.


Un'idea originale per estendere l'autonomia delle auto elettriche: ricaricarle mentre vanno, tramite sistemi a induzione collocati sotto il manto stradale.


Nuove frontiere del genio umano emergono grazie a Facebook. Tale Maxi Sopo, 26 anni, era riuscito a ottenere fraudolentemente 200.000 dollari di credito da alcune banche statunitensi (e poi ci si chiede perché le banche fanno crac) e se l'era svignata. Ma non ha saputo resistere alla tentazione di annunciare sulla propria pagina Facebook che se la stava spassando a Cancun, in Messico. Come se non bastasse, ha aggiunto alla propria lista di amici un ex funzionario del Dipartimento di Giustizia statunitense, che è riuscito a scoprire dove abitava Sopo e a comunicarlo alle autorità messicane. Ora il maestro del crimine è in carcere a Città del Messico. Lo riferisce la BBC.


Le doppie barre dell'ormai notissimo prefisso "http://" furono un errore e uno spreco, secondo il loro padre nonché inventore del Web, Tim Berners-Lee (insieme a Robert Caillau). Ne parla in un video qui; si scusa sul Telegraph qui; ma la notizia non è proprio nuova, perché Berners-Lee diceva già nel 2006 che col senno di poi avrebbe fatto a meno delle due barre, e avrebbe anche creato dei nomi di dominio alla rovescia: "I would have skipped on the double slash - there's no need for it. Also I would have put the domain name in the reverse order - in order of size so, for example, the BCS address would read: http:uk/org/bcs/members. This would mean the BCS could have one server for the whole site or have one specific to members and the URL wouldn't have to be different." Se lo dice lui.


E per finire, qualche spezzone della recente apparizione di John Billingsley, attore di Star Trek Enterprise, a Bologna:

Nuvola-UFO moscovita [UPD 2009/10/19]

Un video circolante in Rete mostra una strana forma nel cielo di Mosca, ripresa pochi giorni fa: ricorda molto l'arrivo degli UFO di Independence Day. Ne parlano TGCom, BoingBoing, il Telegraph, e Russia Today (anche qui), giusto per fare alcuni nomi.

C'è chi appunto blatera di UFO e alieni in arrivo, ma si tratta semplicemente di una nuvola insolita e tuttavia ben conosciuta ai meteorologi che, una volta tanto, sono stati saggiamente interpellati dalle testate giornalistiche.

Pierluigi Randi, di Meteoromagna.com, mi ha dato la seguente opinione tecnica, basata su dati molto limitati (il video) e quindi suscettibile di revisioni dopo aver acquisito i dati meteo moscoviti del giorno al quale si riferisce il video: "c'è il dubbio tra un hole punch cloud ed un esteso banco di stratocumuli entro il quale è presente una frattura dalla forma peraltro curiosa (circolare) attraverso la quale passa la luce solare dando un effetto particolarmente suggestivo." C'è il dubbio tecnico, ma pur sempre di nuvola si tratta.

Per chi non conoscesse le forme bizzarre che possono assumere le nubi, e in particolare le hole punch cloud, ce n'è una piccola collezione qui nel blog La bufala delle scie chimiche.

Prosegue Randi:

"Nel secondo caso, sebbene la forma appaia bizzarra, la dinamica è abbastanza semplice. Per la precisione non si tratterebbe di una nube, bensì di una mancanza di nube, vale a dire una interruzione nel banco nuvoloso dalla forma quasi circolare.

Le nubi stratificate più basse, indotte dallo scorrimento di aria caldo-umida su uno strato sottostante di aria più fredda in prossimità del suolo, si instabilizzano leggermente nel corso della giornata a causa del riscaldamento fornito dal basso con formazione di stratocumuli, ed in particolari condizioni, se su un livello superiore è presente aria un po' più fredda e secca, questi deboli moti verticali, seppure lievi, possono instabilizzare un poco anche lo strato freddo superiore in modo da far scendere piccoli pacchetti di aria fredda e secca verso il basso, con conseguente solidificazione in minuscoli aghetti di ghiaccio delle goccioline sopraffuse eventualmente presenti nello stratocumulo, formazione di questi buchi o anelli e comparsa di piccole virghe [precipitazioni che evaporano prima di cadere a terra (Wikipedia)].

Le virghe a volte possono essere appena accennate e normalmente le nubi sottoposte a queste dinamiche sono gli stratocumuli (al contrario degli altocumuli nel classico caso degli hole punch) nel periodo autunno invernale, quando esiste già l'accumulo di aria piuttosto fredda in prossimità del suolo (specie proprio nelle aree continentali), possono altresì aversi deboli scorrimenti a quote basse di aria più tiepida (o meno fredda), mentre alle quote superiori l'aria può essere assai fredda e secca.

Se la subsidenza di aria più secca indotta dai deboli moti verticali dovuti alla modesta instabilità è lieve e lenta a volte si hanno semplici processi evaporativi a carico delle goccioline, specie quando nella nube non sono presenti goccioline sopraffuse.

Nel caso degli hole punch infatti si ha sempre formazione e caduta di cristalli di ghiaccio poiché le goccioline che formano la nube che viene "bucata" sono sopraffuse (vale a dire liquide a temperature ambientali negative) e conducono alla formazione ed ingrandimento dei cristalli di ghiaccio evaporando nel contempo per ristabilire l'equilibrio ghiaccio-acqua; ma se la nube è a quote più basse è molto probabile che non sia composta da gocce sopraffuse ma da goccioline liquide (in ambiente a temperatura positiva data la loro bassa quota), ed in questo caso si ha semplice evaporazione delle gocce ma non formazione o ingrossamento dei cristalli di ghiaccio (il processo di Bergeron-Findeisen si innesca solo in nubi "fredde" cioè che contengono gocce sopraffuse e cristalli di ghiaccio).

L'immagine è poco nitida e non chiarisce bene se c'è presenza o meno di virghe di cristalli di ghiaccio al centro della formazione.

Comunque ad occhio direi che è più probabile la seconda ipotesi, vale a dire l'evaporazione di una certa quantità di goccioline non sopraffuse costituenti un banco di nubi posto a quote piuttosto basse (stratocumuli da scorrimento) a causa di subsidenza/intrusione dall'alto di aria più secca in seguito a deboli moti convettivi che caratterizzano gli stratocumuli stessi (innescati da debole instabilità quasi sempre indotta dal riscaldamento diurno qualora sia attivo un scorrimento di aria tiepida su uno strato freddo in prossimità del suolo, che può essere conseguenza anche di una inversione termica).

La luce solare che filtra attraverso le zone di evaporazione delle goccioline di nube disegna quei particolari effetti luminosi dando l'effetto di masse nuvolose di un bianco brillante, ma in realtà così non è.

Se si potesse accertare la presenza di cristalli di ghiaccio nella nube presente entro i limiti del cerchio bianco allora portremmo ancora cadere in un caso di hole punch (difficile ma non impossibile); in mancanza di altri elementi, ed a vista, direi che è più valida l'opzione evaporazione detta poc'anzi.

La forma circolare sarebbe più tipicamente da punch perché e classica della intrusione di cristalli di ghiaccio e genesi del processo di Bergeron. Sarebbe invece assai insolita per l'altra ipotesi. A meno che ci sia effettivamente presenza di cristalli che nella foto non si riesce ad intuire."



2009/10/19

Il meteorologo Randi mi ha inviato un'analisi dettagliata dell'evento, basata sui dati meteo di Mosca del giorno in cui si è verificata la nuvola-UFO: potete scaricarlo qui in formato PDF.

Berlusconibeato.com

Berlusconi beato? Che burla


Rispondo brevemente alle numerose segnalazioni riguardanti il sito Berlusconibeato.com: secondo Riccardo Staglianò su Repubblica.it, si tratta di una burla architettata da "Massimo Scialò, imprenditore musicale e docente in un master di comunicazione e marketing della Sapienza" che ha raccolto oltre 30.000 visite in meno di due giorni. Mentre scrivo è a quota 155.000.

Attenzione, però, a interpretare quelle visite come prova dell'esistenza di altrettanti polli pronti ad aprire il portafogli. Visitare il sito non significa crederci. Anzi, considerato che è difficile essere beatificati prima di essere defunti, si potrebbe argomentare che chi vuole Berlusconi beato lo vuole morto.

2009/10/12

Convegno CICAP, tre giorni fra gli Scettici Allegri: la Sindone, il mago e l'astronauta

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazine iniziale. Ultimo aggiornamento 2009/10/18.

Sono rientrato da poco da tre giorni di pura adrenalina e allegria insieme agli amici del CICAP al convegno di Abano Terme, starring Piero Angela, Silvio Garattini, Umberto Guidoni, Silvan, Raul Cremona, Massimo Polidoro e tanti bravissimi relatori (la copia della Sindone di cui parlano tanto i giornali, realizzata dal chimico Luigi Garlaschelli, era lì) e prestigiatori. Sì, perché il CICAP non è un'associazione legnosa, come pensano in molti, ma è una banda di gente che con la scienza si diverte intanto che demistifica e sbugiarda i ciarlatani spillasoldi.

Per i dettagli ci sarà tempo nei prossimi giorni: adesso devo schiantarmi a recuperare troppe notti insonni e giornate intensissime. Tre giorni insieme agli amici, che ripagano di tanti insulti e cattiverie dei complottisti e ricaricano per un altro anno d'indagini antibufala e di avventure informatiche.

Intanto vi offro qui una delle pochissime foto che ho avuto tempo di scattare: se c'eravate, mandatemi le vostre, per favore! La persona al centro è Raul Cremona, che alle due del mattino, dopo una serata di magia al convegno CICAP, sta ancora facendo stupire gli amici con i suoi giochi di prestigio, scambiandoli con i colleghi prestigiatori seduti di fronte (Pecar e Walter Rolfo). Vederlo giocare seriamente con le carte, faccia a faccia, dopo che ci ha fatto piegare dal ridere come conduttore della serata, è stato strepitoso.

L'atmosfera del convegno è difficile da descrivere, ma credo che l'emozione di fondo sia stata, anche per i molti volti nuovi che ho visto fra il pubblico, l'allegra meraviglia di scoprire una scienza appassionata e ricca di misteri e di fascino quanto e più delle fantasie ufologiche, cospirazioniste, sciachimiste e catastrofiste. Appassionata e instancabile come tutti i collaboratori che hanno organizzato il convegno in modo splendido e che vorrei ringraziare per la pazienza, la flessibilità creativa e la cortesia inesauribile. Perché non sono mancate le difficoltà improvvise e gli inciampi, che io ho visto da dietro le quinte ma che non rivelo per rispetto del grande lavoro fatto per risparmiarne gli effetti al pubblico. E non sono mancati scambi di frasi come “Dove hai messo la torre di lancio dell'Apollo?” “Nel ripostiglio, in fianco alla Sindone”. Totalmente surreale.

Aggiungo solo una cosa: per chi ha visto e chiesto una copia delle straordinarie stampe delle foto delle missioni Apollo fornitemi da un lettore (che ringrazio ancora una volta per le emozioni che ha regalato a me e al pubblico del convegno), sarà è disponibile un file scaricabile contenente tutte le immagini restaurate.

E ora via, verso nuove avventure!


Aggiornamento 2009/10/13


Sul sito del CICAP trovate le prime foto del convegno (qui mi si vede in tenuta da Controllo Missione con la bandiera lunare in mano; la persona seduta è Umberto Guidoni). Sul blog di Massimo Polidoro c'è il suo primo bilancio e il commento dei lettori e dei partecipanti.

Sul blog di Francesco Grassi trovate la sua relazione sui cerchi nel grano.


Aggiornamento 2009/10/15


È pronto il file delle foto dell'Apollo 11. Si tratta della scansione a 4000x4000 pixel del rullino AS11-40, quello a colori usato dagli astronauti della prima missione a sbarcare sulla Luna nel luglio del 1969 per documentare la loro escursione sulla superficie del nostro satellite. Il file è di circa 490 megabyte ed è esente da restrizioni di copyright in quanto materiale pubblico della NASA. Abbiate pazienza se lo scaricamento è lento: la banda è quella che è. Il file rimarrà sul server indefinitamente, per cui non c'è fretta. Buona visione.


Aggiornamento 2009/10/16


Grazie a Rodri è disponibile una copia del file con le foto Apollo su eMule.

Grazie a Tarcisio è disponibile anche un Torrent delle stesse foto Apollo.

Ecco invece qualche foto del convegno:
Piero Angela. Alle sue spalle, Massimo Polidoro. Credit: Prampolo
Piero Angela. Alle sue spalle, Massimo Polidoro.
Credit: Prampolo.


Il pubblico. Nessun lunacomplottista in vista.

Assemblaggio del Saturno V. Credit: Prampolo
Preparativi prima della relazione sui complotti lunari.

Credit: Prampolo
Adrenalina a mille, ore di sonno tre, minuti a disposizione venti:
parto con la relazione.
Credit: Prampolo.

Piero Angela guarda gli esperimenti sulle ombre lunari dal vivo. Credit: Prampolo
Serata Luna: Piero Angela guarda gli esperimenti sulle ombre lunari dal vivo.
Credit: Prampolo.

Paolo con la bandiera e Guidoni. Credit: Prampolo
Sbufalamento delle tesi lunacomplottiste a proposito della bandiera,
sotto l'occhio vigile di Umberto Guidoni.
Credit: Prampolo.

2009/10/09

Impatto lunare oggi! [UPD 2009/10/18]

L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La NASA fa il botto: un botto silenzioso, visto che non c'è atmosfera per propagare il suono, ma un botto visibile da quattrocentomila chilometri di distanza.

Oggi, infatti, la sonda automatica LCROSS è destinata a colpire il polo sud lunare a circa 9000 chilometri l'ora, sollevando una nube di polvere che sarà visibile direttamente dalla Terra attraverso un buon telescopio per chi si trova alle longitudini giuste (principalmente negli Stati Uniti). I meno fortunati potranno vedere l'evento tramite NASA TV e seguire le informazioni nella pagina apposita dell'ente spaziale statunitense.

Lo scopo dell'esperimento è analizzare la nube di polvere generata dallo schianto in modo da decifrarne il contenuto chimico, soprattutto in considerazione della recente conferma della presenza d'acqua sulla Luna. Lo spettacolo dovrebbe essere notevole: la NASA ha scelto un cratere al polo sud che sarà in ombra, in modo che la nube sia illuminata dalla luce radente del Sole quando si solleva e offra il massimo contrasto.

Tutti i principali telescopi professionali e amatoriali del mondo sono puntati sull'obiettivo, e una visuale molto speciale verrà offerta dalla sonda vera e propria, che riprenderà l'ìmpatto. La sonda è infatti composta da due parti: l'impattatore principale (circa 2500 chilogrammi), che è in realtà un stadio del missile Centaur che ha portato LCROSS alla Luna, e la sonda vera e propria, che va a schiantarsi anch'essa pochi minuti più tardi, attraversando la nube di polvere e analizzandola in tempo reale.

Niente panico: come spiega anche la NASA, l'impatto non causerà danni permanenti al nostro satellite naturale (produrrà un cratere di circa 5 metri di profondità e 20 di larghezza) né lo sposterà dalla sua orbita (sì, è stato necessario scrivere una FAQ anche per questo genere di dubbi), anche perché la natura bombarda la Luna con oggetti ben più consistenti da milioni di anni. Per chi invece teme che questo bombardamento artificiale scateni una guerra con gli alieni che abitano la Luna, va ricordato che vari veicoli, non solo statunitensi ma anche russi, indiani e giapponesi, si sono già schiantati sulla Luna e non è successo nulla. Qui, per esempio, trovate la lista dei veicoli delle missioni Apollo caduti sulla Luna.


Post eventum: niente da vedere, molto da studiare


Trascurando le perle di giornalismo come quella del Corriere, che parla di "navicella Lacross", di missili ancora da lanciare e sbaglia l'orario italiano d'impatto (le 13.31, non le 10.30), l'impatto è stato deludente dal punto di vista mediatico ma ricco dal punto di vista scientifico.

Da Terra non è risultata visibile, neanche nei telescopi più potenti, l'annunciata nube di polvere sollevata dall'impatto; anche se è mancato lo spettacolo, il fatto stesso che le cose non siano andate secondo i piani significa che c'è ancora molto da scoprire sulla Luna.

È stato comunque possibile seguire tramite NASA TV le immagini trasmesse dalla sonda durante la sua caduta verso la superficie lunare. In particolare, i sensori nel medio infrarosso della sonda LCROSS hanno catturato il lampo dell'impatto dello stadio del razzo Centaur, ossia l'impattatore primario:


Inoltre la sonda LRO, in orbita intorno alla Luna, ha ottenuto delle mappe termiche della zona d'impatto che confermano che la superficie si è scaldata in due punti quando è stata colpita dai due impattatori (lo stadio Centaur e la sonda LCROSS vera e propria). I dati degli altri strumenti di bordo verranno analizzati e pubblicati nelle prossime settimane.


2009/10/18


Sono state pubblicate alcune immagini dell'impatto, riprese dalla sonda LCROSS: ne parlo qui.


Google fotografa il Maniero Digitale

Gli occhi digitali di Google in giro per Lugano e dintorni


L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle Googlemobili, le auto utilizzate da Google per scattare le foto delle strade e delle vie che poi confluiscono nelle passeggiate virtuali di Google Street View, è stata colta in giro per Lugano, per cui prossimamente (ma non si sa di preciso quando) anche il Maniero Digitale sarà esplorabile a distanza ravvicinata da qualunque parte del mondo. Brrr.

La funzione di mascheramento automatico dei volti e delle targhe in Street View è stata oggetto di polemiche con le autorità svizzere preposte alla tutela della privacy dei cittadini, che non sempre hanno reagito con gioia al passaggio della Googlemobile (la vedete qui sopra, colta a Comano, nella foto gentilmente concessa da Ines Bee).

Certo, se trovate un'immagine che viola la vostra privacy o quella altrui, è sufficiente cliccare sul pulsante "Report a problem" in Street View, oppure ricorrere al modulo di richiesta di oscuramento o eliminazione predisposto dal preposto federale alla protezione dei dati, Hanspeter Thür. Ma l'onere della verifica e dell'eventuale contestazione spetta al singolo cittadino, e questo non è molto corretto: da qui le reazioni a volte un po' colorite dei passanti quando s'accorgono della Googlemobile.