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50 commenti

Il vantaggio evolutivo della pareidolia

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vento” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle spiegazioni più intriganti per il fenomeno della pareidolia, ossia la tendenza a riconoscere forme familiari in immagini che in realtà sono solo forme pseudocasuali (le macchie nel muro scambiate per Madonne, per esempio), è che si tratti di un meccanismo nato dalla selezione naturale.

La tesi, in sunto, è questa: se un nostro antenato primitivo non si accorgeva che nell'erba alta c'era nascosto un predatore, finiva mangiato e quindi non si riproduceva. Gli umani che avevano una maggiore propensione a riconoscere le forme dei predatori mimetizzati, invece, non venivano mangiati e quindi si riproducevano.

A lungo andare, questa selezione avrebbe promosso gli individui che avevano maggiormente questa sensibilità e anche quelli che l'avevano in eccesso, perché chi scappava anche quando la macchia a forma di predatore non era un predatore ma soltanto una macchia aveva più probabilità di cavarsela rispetto a chi diceva “tranquilli, quello non è un leone, è soltanto una macchia” tre secondi prima che la “macchia” se lo portasse via fra le zanne.

Da qui, insomma, nascerebbe la pareidolia. Ma spiegarla è un conto; un altro è vederla concretamente in funzione. Il fotografo statunitense Art Wolfe ha pubblicato una serie di fotografie di animali mimetizzati che evocano l'emozione intensa che accompagna questo fenomeno quando il predatore nascosto c'è davvero e non ce ne accorgiamo se non dopo vari secondi di esame attento, durante i quali il predatore ci avrebbe già mangiato.

Ve ne propongo qualcuna qui sotto: credo ci sia un leggero ritocco dei colori per aumentare l'effetto, ma è comunque una serie di esempi molto potenti. È difficile non sussultare quando di colpo ci rendiamo conto che l'animale era sotto i nostri occhi ma non lo vedevamo e che quindi nella realtà ce ne saremmo accorti troppo tardi. Buon divertimento anche con le altre foto, con aiutini, se necessario.





Per chi ha chiesto l'origine di questa tesi evoluzionista, posso segnalare un articolo di Michael Shermer su Scientific American di dicembre 2008, intitolato Patternicity: Finding Meaningful Patterns in Meaningless Noise, che si riallaccia a un articolo contemporaneo apparso in Proceedings of the Royal Society B, dal titolo The Evolution of Superstitious and Superstition-like Behaviour, dei biologi Kevin R. Foster e Hanna Kokko. Non so se questa sia la prima citazione del supposto beneficio evolutivo della pareidolia, ma è un buon punto di partenza.
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Commenti
Commenti (50)
Beccati tutti in meno di 5 sec. Sono salvo?! :-)
2 secondi a immagine... la più difficile l'ultima....

bellissimo comunque...
Anch'io! Unknown... per adesso siamo io e te a dover perpetuare la razza umana... Disastro! :D
I miei antenati erano di quelli che scappavano subito. Beccati tutti subito.
Coi felini, me la sono cavata abbastanza bene anch'io. Meno di 5 sec. di sicuro.

Il lupi invece mi hanno messo in crisi, soprattutto quello fra le betulle!

Angelo.
@Unknown, premesso che occorre vedere se un ghepardo da solo ha la forza di sopraffare un uomo abituato alla vita selvaggia (ne dubito), 5 secondi sono un po' troppi per sfuggire allo sprint ;-)
io ho praticamente trovato solo un tipo che si scaccola col mignolo nell'ultima foto (piu o meno in ceentro decentrato verso dx) ...dite che mi salvo :P
La teoria mi piace un sacco! In effetti è proprio secondo il principio che "madre Natura non lascia niente al caso"

Comunque anche io ho beccato tutto in meno di 5 secondi :) pensavo molto più difficile!
La seconda è stata la più difficile,le altre in pochi secondi ... mangiato da un leopardo?
@Paolo
“tranquilli, quello non è un leone, è soltanto una macchia” tre secondi prima che la “macchia” se lo portasse via fra le zanne.
BUAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!! Sei il solito mito! ;)
i gheoleopardi l'ho visti... i lupi no. Considerato che sto in Italia e di gheoleopardi ce ne sono veramente pochi sono nei guai... :D
Solo con la seconda immagine sarei stato fregato
Interessante la spiegazione, da dove viene?
Le dimensioni contano.

Dell'immagine, ovviamente.

La prima è semplicissima, e i felini sono più agevoli da reperire. Per le altre mi ci sono voluti diversi secondi. 5-6...

Ma la realtà è che tutti sapevamo che c'era una bestia nascosta. Se ne fossimo stati all'oscuro, dubito che li avremmo visti.

Piuttosto, Paolo:

"La tesi, in sintesi..." Cominciamo coi giochi di parole? :-D
Povero me, temo che miei antenati siano sopravvissuti solo per una botta di fortuna

Nella seconda mi sono detto: perchè un ornitorinco si nasconde dietro l' albero (quello leggermente a sinistra) ?

Nella terza: quella specie di incrocio tra marmotta e porcospino crede davvero di fregarmi mimetizzandosi con la base della betulla (quella in mezzo) ah aha povero pirla ! °_°
Mi avrebbero già sgranocchiato!
Ho beccato solo il leone nella prima.
Per tutte le altre ci ho messo un'eternità.

---Alex
Posso segnalarti che il fenomeno delle pareidolia è stato oggetto di studio anche come strumento diagnostico
Pareidolias: complex visual illusions in dementia with Lewy bodies. qui liberamente consultabile.

una eccessiva tendenza al riconoscimento di pattern visivi porta a vere e proprie allucinazioni visive: se abbasso il threshold del "filtro", non riconosco più come oggetti solo quelli estremamente ben definiti (solitamente reali) ma anche quelli dati dalla sovrapposizione casuale di forme (solitamente allucinazioni)
I trompe l'oeil e le foto sovrastanti di animali mimetizzati possono essere ottimi esempi di fallacia del sistema anche nel sano.

Aggiungo: un meccanismo simile si vede anche in altre funzioni cognitive superiori. La nostra capacità inferenziale si basa sulla nostra capacità di fare collegamenti tra eventi diversi, eliminando però il rumore di fondo e creandoci quindi un elenco di possibili verità.
A livello patologico si può avere una eccitazione di questi processi che porta a credere come veri anche collegamenti deboli e probabilmente inesistenti, ovvero con termine tecnico portano a illusioni.
Ovviamente in ciò può inciampare anche il soggetto sano, e direi che le bufale ne sono un ottimo esempio :)
io non posso parlare in merito alle immagini perché non ci vedo... se dovessi basarmi su che cosa si vede nascosto dietro a un muro o in mezzo all'erba sarei morta da un pezzo in quanto anche se qualcuno mi dicesse "dietro al muro c'è uno con la pistola, meglio svignarsela" quello fa a tempo a sparare dieci volte.
Però anche i suoni possono aiutare a ripararsi dalle situazioni di pericolo, se è per quello
e anche su quelli si possono prendere degli abbagli clamorosi. A partire dal semplice scoppio di un fuoco artificiale scambiato per uno sparo (a me viene istintivo piegarmi, "stare giù" se sento dei rumori di quel tipo. qualunque cosa sia).
Però anche nelle canzoni a volte c'è la pareidolia
questa
http://www.youtube.com/watch?v=pG-JmvJshto
le prime parole di funky town - sembra che dica "caro amico mio cu...one aspettami". Una parolaccia volgare usata per definire un omosessuale.
anzi:
conosco quella canzone da 20 anni almeno e mai ho fatto caso a una similitudine del genere, però quando uno ha iniziato a farmelo notare ci ho creduto pure io che dicesse quello
invece dice gotta make a move to a town that's right for me. uguale. proprio. :S
Teoria suggestiva e spaventosa allo stesso tempo. In pratica dimostrerebbe che i Giacobbi potranno riprodursi.
morto... ;-)
e per me che non li trovo (tranne forse nella prima foto)?
Può postare le soluzioni..., così mi alleno?
Grazie
Franco
Li avete beccati perché li cercavate. Quanti di voi li avrebbero visti "in pochi secondi" se non aveste saputo che c'era qualcosa da cercare? Io dico pochi, se non nessuno.
I felini li ho beccati subito. I lupi (strano) mi hanno richiesto un certo sforzo. C'è anche da dire che in foto le proporzioni possono trarre in inganno e quindi rendere MOLTO più difficile individuare l'animale. In una situazione reale, potendo contare anche su altri sensi, credo sarebbe decisamente più semplice.

Ma anche con tutte le limitazioni, è un test molto interessante per capire come funziona la nostra percezione e come può essere ingannata.
@Talksina
vogliamo parlare di "Another One Bites the Dust" dei Queen che sembra che dica annamose a fa' du tost?
ho visto anche il lupo nella quarta... Avrebbe fatto a tempo non solo a spolparmi ma anche a digerirmi e ri... vabbè sorvoliamo...
Il problema non è stato trovare gli animali, quanto i chupacabras, quelli sì che si nascondono bene. Fortuna che vicino c'è sempre padre Pio che li tiene a bada!
Ho sistemato il bisticcio "la tesi in sintesi" e ho aggiunto una delle fonti dalle quali ho letto di questa spiegazione della pareidolia.
Io una volta, ho visto persino il Lupo della Luna. Giuro!!! E non è mordace!!! :D
1, 2 e 3 visti all'istante, ma nella quarta, sicuri che ci sia qualcosa? O_O :-(
Ho chiuso tutto e riaperto e... zac: eccoti il lupo :-)
Ma quindi anche gli ufocomplottisti lo fanno per sopravvivenza? :D
scusate, non vorrei fare il minimizzatore ad oltranza :) ma in questo caso non vedo alcuna "intriganza" nella spiegazione data.

Il motivo? Non sono al corrente di altre spiegazioni possibili. Ci sono altre ipotesi? Inoltre vedo un aspetto non errato, ma fuorviante...

Ci dobbiamo convincere veramente che il nostro cervello lavora con due "software" che lavorano in parallelo. Uno istintivo, che fornisce risposte rapide, in qualche modo efficaci in un gran numero di situazioni "naturali", e uno razionale, innestatosi sul precedente, lento, oggettivo ma impossibile da utilizzarsi nella gran parte delle situazioni di ogni giorno. Questo si applica a tutti i nostri comportamenti, generando molti conflitti interni, anche quando, per esempio, uno scienziato deve decidere a quale teoria dare credito cade vittima di una serie di bias che lo rendono incapace di scegliere basandosi esclusivamente sui "fatti".

Sulla base di queste considerazioni, non è corretto dire "se un nostro antenato primitivo..." come nel testo. E' infatti noto che la pareidolia affligge gran parte degli animali.

Faccio un esempio che mi è capitato personalmente. Mentre correvo di notte col mio labrador al fianco, le prime volte ho notato che di tanto in tanto si bloccava mostrando segni di aggressività. Non vedevo nessuno intorno così ho cercato di capire la causa del problema e ho scoperto che sotto alcuni lampioni sul sentierino che percorrevo c'era un cestino dell'immondizia la cui sagoma, illuminata da un lampione vicino poteva essere scambiato in qualche modo per un quadrupede in attesa. Il mio labrador rimaneva teso fino a 20-30 metri dal cestino, quando capiva l'errore e ricominciava a comportarsi normalmente.

Dopo le prime volte si è abituato e non fa più questo "errore".

Altre forme di pareidolia animale sono le risposte comportamentali provocate nei pulcini da forme che richiamano alcuni aspetti della testa della madre pronta a distribuirgli cibo.

La pareidolia è quindi un comportamento che non proviene dalla parte razionale dell'individuo ma dalla sua parte istintiva, e quindi molto precedente allo sviluppo dell'essere umano che condivide la seconda, ma non la prima, con il resto degli animali. La nostra razionalità anzi interviene correggendo l'errore.

Interessante come sempre quindi l'articolo ma fuorviante quando lascia credere che si sia sviluppata nelle prime fasi dell'evoluzione umana.

un saluto
Beccato alla svelta solo il primo. Sarei morto da un pezzo... è il rovescio della medaglia dello scetticismo? :)
Un esempio molto meno terrificante di questo fenomeno è la capacità degli uomini di valutare le forme femminili a distanze formidabili. Non sto scherzando, provare per credere. La cosa che più mi impressiona è la facilità con cui si riesce a stimare l'età di una donna, mentre è molto più difficile per un uomo. Almeno per me e per un paio di amici con cui ho discusso la questione. Le implicazioni evolutive di tutto ciò sono scontate...
Ho sempre creduto che la pareidolia fosse innescata da un altro tipo di meccanismo evolutivo, ovvero che il riconoscimento immediato di volti, e la loro facile differenziazione, avesse sopperito alla mancanza degli altri sensi per distinguere un individuo dall'altro (soprattutto l'olfatto).

Accidenti, sarei morto spesso...
allora...

Salvo!

Er...salvo!

Hm...aspetta...ma dove...ah, f******...

Ok, direi che ho ascendenze africane...

Per quel che riguarda l'origine dell'ipotesi, non ne aveva parlato anche Dawkins in "Blind Watchmaker"? Non ho sottomano il testo, ma se qualcuno può verificare...
Paolo,

non so se mi sono spiegato bene ma il contenuto di questo articolo non è del tutto corretto.

Il pareidolismo non si è sviluppato nella mente umana come il tuo articolo lascia intendere, ma molto prima. Al contrario, il CONTROLLO del pareidolismo attraverso la ragione è caratteristica esclusiva della nostra "cultura", come dimostrato da questo articolo.

Dire "A lungo andare, questa selezione avrebbe promosso gli individui che avevano maggiormente questa sensibilità e anche quelli che l'avevano in eccesso, etc...." non è quindi corretto, in quanto questa caratteristica era già presente quando i primi ominidi si sono evoluti, anzi, molto prima, probabilmente prima ancora dell'evoluzione dei mammiferi. Anche gli articoli che hai linkato, se letti con attenzione, non mi sembrano avvalorare questa tesi.

un saluto

La pareidolia può anche essere sfruttata a scopo difensivo: ad esempio, alcune farfalle la sfruttano per difendersi dagli uccelli insettivori. Il disegno sulle ali è fatto per assomigliare a degli occhi:

http://www.marslandmoths.co.uk/Latest/wp-content/uploads/2009/12/South-African-Cream-striped-Owl-Moth-400x300.jpg

http://winstonsdad.files.wordpress.com/2010/06/from-livewild-org.jpg

Un uccello insettivoro facilmente può confonderlo con questo:

http://wallpaperdev.com/stock/animals-beautiful-extraordinary-wild-birds-mad-owl.jpg

e scappare, invece di divorare la farfalla (e gli uccelli che invece imparano a divorare le farfalle con tale disegno, non riusciranno a riprodursi perchè prima o poi si sbaglieranno e cadranno preda di un rapace)
Per fortuna avrei avuto buone possibilità di non farmi mangiare, ne ho identificati tre al volo!
Quello che mi ha richiesto più tempo è stato il lupo. Data la natura della questione mi aspettavo un animale + rossiccio

due pensieri sul leopardo (e il suo cicciotto parente, il giaguaro)

Quel leopardo da sumo si è fatto fotografare perchè le zampe non toccano terra a causa della panza troppo piena... in natura un uomo sente i denti del leopardo sul collo, prima di vederlo.

Mi è stato detto in Africa che il disturbante piano pensionistico delle popolazioni africane era(spero che l'imperfetto sia il tempo verbale corretto) in realtà la difesa del villaggio contro i leopardi.

Comunque in ambienti tanto diseguali qualunque combinazione di colori nasconde alla perfezione il manto di un animale, anche se indossasse una camicia da yakuza. Gli animali in generale si avvalgono di udito e olfatto per valutare le situazioni.

Altra considerazione sul leopardo: il vederlo anche nel momento in cui attacca non aiuta molto, se tutto quello che hai in mano è un badile o una zappa.
In effetti neanche Legolas con l'arco in mano avrebbe il tempo di colpirlo prima che il leopardo gli sia addosso.
@Puffolotti

Legolas è un dilettante
Bisogna per forza che ti segnali questo video :D
http://www.youtube.com/watch?v=JMJXvsCLu6s
ATTENZIONE: SPOILER DEL FILM "PROFONDO ROSSO"
Chi non l'ha visto salti il mio commento.



Un esempio cinematografico famoso di pareidolia così come viene descritta in questo articolo è il film "Profondo Rosso" di Dario Argento. Infatti il protagonista del film all'inizio entra nella casa dove si svolge l'omicidio ma non si rende conto di aver visto l'assassina perché essa si "mimetizza" stando davanti ad un quadro astratto, il tutto aiutato dal fatto che in realtà la vede in uno specchio con una cornice particolare. Il particolare è visibile solo (all'inizio del film) rallentando la pellicola come si vede in questo spezzone al minuto 1:17. ATTENZIONE CHE LE IMMAGINI SONO ABBASTANZA CRUDE.

FINE SPOILER.
cogliendo l'occasione per comunicarvi la mia nuova professione (sono rompiballe in una fabbrica di fibre tessili sintetiche)
Lavorando in controllo contaminazione mi sto facendo l'idea che l'uomo nota meglio un predatore immobile che uno in movimento, mentre molti animali sembrano non notare un predatore immobile.
ma nessuno ha fatto caso alle mie obiezioni? :)
pgc,

ma nessuno ha fatto caso alle mie obiezioni? :)


Lette e messe in coda per rimuginarci nel weekend. Prima non ce la faccio.
no problems. Good luck coi pianeti...
Anche io ottima performance! Allora se la teoria è vera siamo tutti evoluti bene :D
Mi é venuta in mente una cosa.
Quando il leopardo ti vuole, il leopardo ti avrá.

Una buona facoltá di discernimento forme probabilmente in passato permetteva regali piú prestigiosi per chi volesse impressionare le sfittinzie, chi sperava di arrivar vicino a Bassora portando una manciata di cozze piene di anemoni veniva mandato via, chi invece portava polpi & ghiozzi alle porte della cittá incantata ne otteneva le chiavi.
Sono morto sulla seconda e terza, nel senso che ci ho messo proprio tanto a vederli.