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Antibufala: è vero che i Mac non hanno bisogno di deframmentare?

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 10/05/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Capita spesso di sentir dire, magari con una sfumatura di snobismo, che gli utenti Mac non hanno bisogno di deframmentare i dati sui propri dischi, a differenza di chi usa Windows. In realtà anche i Mac possono beneficiare di questa forma di manutenzione, ma al tempo stesso è vero che il sistema operativo di Apple provvede in parte automaticamente alla deframmentazione.

Mac OS X infatti di norma deframmenta automaticamente, al momento in cui vi si accede, qualunque file di grandezza inferiore a venti megabyte che sia suddiviso in più di otto frammenti. Questo limite di grandezza andava benissimo quando gli utenti scrivevano testi e altri documenti poco ingombranti, ma con l’avvento di file molto grandi (soprattutto video) rischia di essere insufficiente.

Ci sono pertanto delle applicazioni apposite per la deframmentazione più completa del disco, come DiskWarrior e iDefrag, che si rivelano utili quando il disco è quasi pieno e contiene molti file di grandi dimensioni.

Prima di deframmentare un disco di un Mac è importante effettuare la cosiddetta riparazione dei permessi (dal Finder si va su Vai - Utility - Utility Disco, si seleziona il disco e si clicca su Riparazione permessi). Inoltre è altamente consigliabile fare una copia di sicurezza dei propri dati e preventivare varie ore di impegno del computer: la deframmentazione è un processo lungo e lento a causa della grande capienza dei dischi rigidi di oggi.
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