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Versione piratata di videogioco offre memorabile lezione antipirateria

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente il 03/05/2013 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

La società di sviluppo di videogiochi Green Heart Games ha provato una strategia inconsueta e molto interessante per educare gli utenti sui danni della pirateria del software (che a differenza dello scaricamento puro di film, telefilm e musica è reato anche in Svizzera).

La Green Heart ha immesso intenzionalmente di nascosto in Rete, sui circuiti di scambio, una copia “pirata” di uno dei propri giochi: guarda caso, un gioco che simula la gestione di un’azienda che produce videogiochi. La copia era truccata in modo tale che nello svolgimento del gioco, a differenza della versione regolare, l’azienda virtuale fallisse sempre a causa della pirateria dei suoi prodotti.

In altre parole, i pirati (reali) si trovavano a perdere nel gioco a causa dei pirati (virtuali) perché avevano piratato il gioco (reale) e venivano quindi puniti perché nel gioco tutti facevano quello che avevano fatto loro nella realtà.

Ironicamente, i giocatori che avevano piratato il gioco (che costa soltanto 8 dollari) si sono affollati nei forum a lamentarsi che non riuscivano a completare il gioco a causa della pirateria che avviene nell’universo del gioco stesso. Uno di loro ha scritto addirittura “Perché c’é così tanta gente che pirata? Mi mandano in rovina... non è giusto”, senza rendersi conto che la sua lamentela si poteva applicare anche al suo stesso comportamento.

L’esperimento ha anche messo in evidenza l’elevatissima percentuale di uso non retribuito del gioco: dopo un solo giorno di disponibilità, oltre il 93% delle copie scaricate erano abusive.
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