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22 commenti

Politico svizzero bandito da Facebook: un’occasione per ripassare le regole dei social network

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “livio*” e “La.fabb*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/09/02 12:45.

In Svizzera ha suscitato notevole scalpore (Le Matin; RTS; Blick; Giornale del Popolo; Corriere del Ticino; 20min) l'eliminazione da Facebook dell'intero profilo personale del politico Christoph Mörgeli proprio durante la campagna elettorale. Il profilo personale è stato poi riattivato poco fa (quello ufficiale resta aperto). La rimozione, scrive la RSI, era avvenuta a causa dei “contenuti inadeguati” che erano stati “segnalati da diversi utenti”. In particolare ci sarebbe stato di mezzo un post di Möergeli contenente la foto di un barcone carico di migranti accompagnata dalla scritta “arriva la forza lavoro” (immagine qui accanto). Dopo la chiusura del suo profilo, Moergeli ha detto che la decisione di Facebook era “un segnale negativo per la libertà di espressione in Svizzera”. L'allarme è poi rientrato.

Tuttavia vanno ricordate le regole del gioco: non ha molto senso lamentarsi di problemi per la libertà di espressione in Svizzera se si viene censurati quando si scrive su un sito americano.

Eh già: se lo sono dimenticati in molti, ma Facebook non è Internet. È uno spazio di proprietà privata su Internet gestito da una società commerciale. Chi scrive su Facebook accetta delle condizioni di contratto, decise unilateralmente da Facebook. Quello che si scrive su Facebook deve rispettare non le leggi nazionali, ma gli Standard della Comunità di Facebook, decisi da Facebook (immagine parziale qui accanto). Se quello che si scrive su Facebook viene segnalato da un altro utente qualsiasi, verrà vagliato da un addetto di Facebook, che giudicherà insindacabilmente se rispetta o meno gli Standard della Comunità. Prendere o lasciare.

Facebook, insomma, è anfitrione, editore, legislatore, giudice, giuria e censore, tutto in uno. Non è una piazza pubblica, dove quello che si può dire o fare è governato dalle leggi dello stato, decise democraticamente: è grosso modo l'equivalente virtuale di un centro commerciale, dove la libertà è regolamentata arbitrariamente dal proprietario di quello spazio. Provate a manifestare o volantinare in un centro commerciale e ditemi quanto tempo ci mettono ad accompagnarvi alla porta e se avete il diritto legale di opporvi alla cacciata.

Questo è Facebook. Quando si dice che l'abitudine sempre più diffusa a comunicare esclusivamente via Facebook rischia di diventare un problema di democrazia e di libertà perché l'uso di Facebook crea dipendenza da una società privata, è proprio questo che si intende. Lo stesso vale anche per gli altri social network, ma in misura minore perché non sono così pervasivi come Facebook, che conta oltre un miliardo e 400 milioni di utenti attivi.

Se usate Facebook per la vostra vita sociale, per la vostra azienda o per gestire la vostra immagine pubblica o la vostra campagna elettorale, dovreste ricordarvi tutte queste cose, prima di assumere atteggiamenti da martiri e lamentarvi di attentati alla libertà d'espressione. Se non vi piace, aprite un vostro sito Web: lì risponderete direttamente alle leggi dello stato, non agli umori mutevoli del californianissimo Galateo di Zuckerberg.
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Commenti
Commenti (22)
E comunque la foto non mostra un barcone qualsiasi... mostra la nave Vlora stracolma di albanesi a Bari nel 1991 (quando poi venne usato lo stadio della Vittoria come "campo di concentramento").
Almeno Mörgeli avrebbe potuto usare una foto con meno di 24 anni di età e riferita a storie vecchie e finite da tempo (gli albanesi non attraversano più l'Adriatico su carrette, che a Mörgeli piaccia o no).
Ah, i bei tempi in cui internet era fatto di siti e non esistevano non solo social network ma nemmeno cms pronti.
Io ho un'amica che si lamenta del fatto che quando pubblica le foto su FB le vedono tutti e non solo gli amici, nonostante abbia impostato la privacy in tal senso.
Quando le ho risposto, testuali parole, "e tu non le pubblicare", mi ha guardato come se fossi uno svitato o un poveretto che non sa cosa dice.

Forse ha ragione.
Non so se sia una traduzione malfatta da inglese ad italiano, comunque le razze non esistono. Se poi facebook abbia scelto di usare il termine perché ancora ad oggi molti sono convinti del contrario beh avrebbe un senso, ma tra le due non so quale sia peggio...
Resta da chiedersi come mai FB in lingua italiana sia pieno di contenuti razzisti e ci siano politici italiani che fanno campagna elettorale basandosi su argomenti che in confronto a questa immagine fanno rabbrividire. E vengono segnalati eccome, ma sono sempre lì.
Ci vuole parità di trattamento fra spalloni e barconi. Dove vanno gli uni si accettano anche gli altri.
Troppo facile accettare le sedi fiscali di aziende straniere e non i poveri che la delocalizzazione, i trafficanti d'armi con conto alla HSBC, ecc... generano.
Mi domando: come mai ai politici italiani è permesso di pubblicare continuamente post che violano sistematicamente le suddette regole? Per rendersene conto basta butrare via 10 minuti di tempo sulla pagina di Salvini, per esempio.
Paolo Alberton (commento #7) ha centrato un punto fondamentale.
Nonostante segnalazioni a raffica, Facebook risponde sempre e comunque che "la pagina non viola gli standard delle comunità di Facebook".

Certo, come no.
Resta da chiedersi come mai FB in lingua italiana sia pieno di contenuti razzisti e ci siano politici italiani che fanno campagna elettorale basandosi su argomenti che in confronto a questa immagine fanno rabbrividire. E vengono segnalati eccome, ma sono sempre lì.

Perchè quando FB deve valutare le segnalazioni degli utenti per capire se cancellare o meno un contenuto, fa anche una mediazione tra il numero di follower della pagina, ma anche il numero di commenti e di condivisioni di quel particolare link. Ecco perchè se andate a segnalare un post di Salvini, con le sue migliaia di commenti e condivisioni, facilmente questo continuerà a rimanere lì.
Anzi, più la gente commenta indignata o condivide il post sulla propria bacheca per insultarlo e deriderlo, non si rende conto che sta contribuendo al mantenimento di quel post.

Peraltro sappiate che uno come Salvini non vede l'ora che il suo account venga chiuso o sospeso, proprio per poter passare come un martire della censura e poter andare a frignare in qualche salottino tv. L'unica cosa da fare, con elementi del genere, è ignorarli totalmente. Certa gente campa solo della visibilità che ottiene. E, purtroppo, gran parte della sua visibilità è dovuta proprio ai suoi detrattori.
D'accordo che le razze non esistono.
Verissimo.
Se FB avesse scritto "è vietato stigmatizzare qualcuno per il possesso di caratteristiche morfologiche correntemente considerate appannaggio di determinati gruppi etnici e geografici" sarebbe stato più giusto.
Ma dire che è vietato attaccare una persona per la sua razza è più comprensibile. Soprattutto ai razzisti.
Invece, la lamentela mi sembra sensata, non tanto perché FB a casa sua non possa applicare secondo le sue regole, ma perché se regole sono devono essere uguali per tutti e applicate con trasparenza, e non facendo figli e figliastri. Questa è una semplice foto, si potrà dire che esprime un concetto gretto, non condivisibile, ma di certo su FB ci trovano dei contenuti di gran lunga più violenti e lesivi della dignità delle persone che invece non vengono mai censurati.
@Crazy

Sarebbe bastato lasciare "etnia" e "nazionalità di origine", comunque in pratica stai dicendo ciò che penso e che ho scritto pure nel primo messaggio. E infatti il problema è che razza lo senti dire alla tv, al bar, su internet, alla radio etc. e appunto sarebbe ora di smetterla perché almeno la gente "normale" non lo userebbe più sarebbe solo in bocca ai fascisti razzisti. Usandolo nella quotidianità sembra confermare ancora di più la loro posizione.
Facebook? Quella cosa per cui un bacio a stampo tra due uomini va immediatamente censurato mentre immagini che incitano all'odio omofobico vanno bene?
Quella cosa per cui è porno una donna che allatta un bambino ma non lo è uno smorzacandela?
Non oso immaginare cosa succederebbe con la foto di uno smorzacandela a stampo...
Per me non è difficile capire che facebook è un'entità privata, un sito web statunitense che di base non deve niente a nessuno, Mark Zuckerberg su quel dominio domani può farci anche un sito della polisportiva se preferisce. Un politico svizzero per tentare di avere uno spazio dove gli venga garantito il raggio d'azione entro le leggi svizzere dovrebbe portarsi un server in casa (in Svizzera) e lì mettere un sito con dominio .ch, in quel caso tutta l'infrastruttura è di sua proprietà e soggetta alle leggi svizzere. Punto a capo. Che piaccia o non piaccia facebook è utilizzata da gran parte del pianeta e quindi uno degli standard di fatto per le comunicazioni online, bisogna però accettare il fatto che è un'entità privata e che se abbiamo esigenze diverse da quelli che sono i suoi termini di servizio dobbiamo utilizzare altri strumenti per veicolare il messaggio. Rimane il fatto che questo non è percepito chiaramente da tutti, ieri addirittura mi sono imbattuto in un progetto su facebook finanziato con soldi pubblici dall'ospedale San Raffaele di Milano da 5 anni che utilizza un profilo e non una pagina, questo nei TOS di facebook è chiaramaente vietato, così queste persone stanno mettendo decine di migliaia di euro di soldi pubblici sfruttando una piattaforma non propria andando contro i termini di servizio e rischiando quindi che tutto il lavoro venga raso al suolo da un momento all'altro.https://www.facebook.com/zhengunamico?fref=ts questo è lo stato dell'arte.
[quote-"A"-"/2015/09/politico-svizzero-bandito-da-facebook.html#c1649943661394317388"]
su FB ci trovano dei contenuti di gran lunga più violenti e lesivi della dignità delle persone che invece non vengono mai censurati.
[/quote]

Vero, ma non è e non deve mai essere questo il metro di giudizio di un contenuto. Sarebbe come sentirsi autorizzati a viaggiare in treno senza biglietto perché c'è un sacco di gente che lo fa senza essere multata. Le regole ci sono e vanno rispettate a prescindere, poi ti puoi lamentare della disparità di trattaamento, ma non delle sanzioni.
@Stupidocane
Non oso immaginare cosa succederebbe con la foto di uno smorzacandela a stampo...

Scusa, ma A FB che gli frega come è fatto uno smorzacandela?

Eppoi, che c'è di male a far vedere uno smorzacandela fatto con uno stampo?
Forse è più economico farlo con la pressa ma se lo vuoi anche carino con delle rifiniture decorative per forza lo stampo devi usare.

E meno male che sei artigggiano!!!
Anche se col SUV :-)
E infatti il problema è che razza lo senti dire alla tv, al bar, su internet, alla radio etc. e appunto sarebbe ora di smetterla perché almeno la gente "normale" non lo userebbe più sarebbe solo in bocca ai fascisti razzisti. Usandolo nella quotidianità sembra confermare ancora di più la loro posizione.


Per nulla d'accordo. Abolire un termine perchè qualche pirla lo usa male significa in fondo dare ragione al pirla.
Secondo me FB non ha fatto altro che fare quello che ha fatto antifuffa83.
Ha usato il termine "razza" non per confermare l'applicabilità del termine razza agli esseri umani, ma per espriemere il fattto che affermazioni che si fondano su questo concetto sono sbagliate.

Tutto sommato dire "le razze non esistono" e "non si può attaccare una persona per la supposta appartenenza ad una razza", io le vedo sullo stesso piano.
FB ha solo ecceduto in sintesi.

@martinobri

Sono d'accordo. Bisognerebbe abolire il fatto o comportamento negativo, non il suo nome.
Aggiungo: anche abolire il CONCETTO, non solo il termine, è sbagliato.
Viviamo in un'epoca che sembra aver paura delle diversità, per esempio tra i sessi ma non solo, perchè molti le usano erroneamente (e a volte criminalmente) per opprimere e discriminare. La soluzione proposta sembra essere... l'eliminazione della diversità. Anzichè l'educazione a non costruire una graduatoria sulla base di una differenza.
Non rimedio peggio del male, ma quasi.
La soluzione proposta sembra essere... l'eliminazione della diversità.

... e l'appiattimento verso il basso aggiungerei.
[quote]Per nulla d'accordo. Abolire un termine perchè qualche pirla lo usa male significa in fondo dare ragione al pirla. [/quote]

Qui non si tratta di abolire un termine, (mai sostenuto nulla di ciò), ma di usare le parole corrette. È un po' come se parlassi di scie chimiche riferendomi alle scie di condensazione, non ha molto senso no? (a meno che non stia smentendo un complottista). La stessa cosa vale per le razze la parola corretta da usare è etnia. Se tutte le persone di buon senso, le istituzioni, i politici etc. iniziassero ad usare etnia al posto di razza (e qualcuno per fortuna lo fa) magari tra 50-100 anni le persone che parleranno di razza impropriamente sarebbero un pochettino di meno. Ma se non si comincia le cose cambieranno poco o più lentamente. Ad es.il governo francese voleva togliere il termine dalla costituzione (non so come sia finita, e non so nemmeno se lo volevano togliere tout court o sostituirlo con etnia) che in fondo come nella nostra costituzione era accettabilissimo nel dopoguerra per i motivi storici che conoscete tutti, ma ora siamo nel 2015 (anche se per certi versi appunto non sembra) e sarebbe ora di iniziare a vedere qualche cambiamento di rotta. Ecco perché ho scritto che secondo me facebook poteva al posto di razza usare solo etnia, sarebbe stato un modo di andare oltre, tutto l'opposto di dare ragione "a qualche pirla". Spero di essere stato chiaro sul mio pensiero a riguardo. Ciao.