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8 commenti

Scott Kelly, nuovo record spaziale americano di permanenza cumulativa

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L'astronauta Scott Kelly (ritratto nella foto) ha totalizzato 383 giorni complessivi trascorsi nello spazio, stabilendo il nuovo primato statunitense di permanenza cumulativa. Questo record spettava finora a Mike Fincke con 382 giorni.

Il 29 ottobre Kelly batterà un altro record statunitense, quello per il volo singolo più lungo, che attualmente spetta a Michael Lopez-Alegria (215 giorni nel 2006).

Kelly resterà nello spazio fino al 2 marzo 2016, salvo cambiamenti di programma, totalizzando così alla fine 522 giorni complessivi, accumulati nel corso di vari voli: uno di 8 giorni come pilota dello Shuttle nel 1999 (STS-103) per fare manutenzione al telescopio spaziale Hubble, uno di 12 giorni verso la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di uno Shuttle nel 2007 (STS-118), e due voli sulle Soyuz russe sempre verso la Stazione (TMA-01M nel 2010, 159 giorni, e TMA-16M a marzo 2015). La missione sulla Stazione che sta svolgendo adesso ha totalizzato finora 203 giorni.

Per la NASA è un primato notevole, molto importante per acquisire conoscenze mediche sulla fisiologia del corpo umano in ambienti totalmente artificiali e in assenza di peso come quelli che verranno usati per le future missioni umane verso Marte, ma non va dimenticato i veri detentori dei record in questo campo sono i russi: quello assoluto cumulativo umano è Gennadi Padalka, con 879 giorni nel corso di cinque missioni,  le venti posizioni di classifica successive sono tutte appannaggio di cosmonauti russi, e la singola missione più lunga nella storia dei voli spaziali è quella di Valery Polyakov (437 giorni fra il 1994 e il 1995 sulla stazione russa Mir).


Kelly però detiene insieme al fratello un record spaziale molto particolare: è l'unico astronauta o cosmonauta ad avere un gemello che è anche lui astronauta. Dato che Mark Kelly è sulla Terra mentre suo fratello viaggia a circa 28.000 km/h intorno al mondo per centinaia di giorni, i due stanno realizzando concretamente il famoso esperimento del paradosso dei gemelli di Einstein.

Potete seguire Scott Kelly su Twitter come @StationCDRKelly e anche su Instagram: pubblica delle foto bellissime.
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Commenti
Commenti (8)
"i due stanno realizzando concretamente il famoso esperimento del paradosso dei gemelli di Einstein"

Un po' forzata :) Anche due gemelli di cui uno abita in montagna e l'altro in pianura, o di cui uno va a New York e l'altro no, se ci accontentiamo dell'infinitesimale
@Fx: Non è detto. Se scott resta in orbita ancora un pò, potrebbero inventare il motore a curvatura di Star Trek.
"Hey Scott, già che sei lì, potresti testare anche questo?" :-)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fx,
come hai capito quella di Paolo dev'essere una battuta. Consiglierei di specificarlo altrimenti qualcuno ci casca....

Ovviamente si vogliono separare le cause genetiche da quelle ambientali nell'invecchiamento cellulare etc. Gli effetti relativistici sono assolutamente secondari.

p.s. mi pare di averlo già fatto ma avevo preparato un google spreadsheet con i calcoli sviluppati in occasione di un altro articolo di Paolo su questa cosa. I campi in giallo sono di input. In verde la differenza di età che ne viene fuori: 8 ms per una missione di un anno. Si può fare una copia per cambiare i dati in input e verificare cosa succederebbe orbitando intorno al Sole o ad una nana bianca, etc.

Per una persona che passa tutti i suoi 80 anni di vita a 5000 m (altipiani boliviani per esempio) la dilatazione relativistica rispetto a un pescatore che passa la sua intera vita all'equatore al mare, è di circa 1 msec.
Fx

Hai l'elasticità del calcestruzzo. Non armato.
"C'è però un record che per ora non gli è conteso da nessuno: Scott Kelly è l'unico astronauta o cosmonauta ad avere un fratello gemello che è anche lui astronauta."

Non è l' unico :il record lo condivide per definizione col suo gemello Mark.

Ciao

Carson
Carson,

che stupido che sono, hai ragione. Ho riformulato la frase, grazie.


Ciao,

Paolo
Great Scott!