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Due o tre (o 98) cose che Facebook sa di te

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/08/26 18:00.

Quando siete su Facebook e anche quando navigate in altri siti tenendo attiva la connessione a Facebook, il social network di Zuckerberg vi sorveglia e raccoglie dati su di voi. Ogni pagina del Web che contiene un “Mi piace” o “Condividi” di Facebook contribuisce a questa raccolta, che è ora documentata in un’apposita pagina di impostazioni.

Il Washington Post ha analizzato il funzionamento della profilazione di Facebook, rivelando che il social network raccoglie anche dati che non ci rendiamo conto di condividere. Ecco una mia traduzione sommaria dell’elenco pubblicato in inglese dal Post: alcune voci sono veramente surreali.

1. Localizzazione
2. Età
3. Generazione
4. Sesso
5. Lingua
6. Livello scolastico
7. Settore di studio
8. Scuola
9. Affinità etnica
10. Reddito e valore netto
11. Proprietà di case e tipo
12. Valore della casa
13. Dimensioni della proprietà
14. Metratura della casa
15. Anno di costruzione
16. Struttura della famiglia
17. Anniversario entro 30 giorni
18. Vive lontano dalla propria famiglia o città di riferimento
19. Amicizia con qualcuno che ha un anniversario, appena sposato, appena traslocato, o compleanno in arrivo
20. Impegno in rapporti a distanza
21. Impegno in relazioni nuove
22. Nuovo lavoro
23. Fidanzato da poco
24. Sposato da poco
25. Traslocato da poco
26. Compleanno imminente
27. È genitore
28. È in attesa di diventare genitore
29. Madre e tipo di madre
30. Disponibilità a impegno politico
31. Orientamento politico
32. Situazione relazionale
33. Datore di lavoro
34. Settore industriale
35. Qualifica professionale
36. Tipo di ufficio
37. Interessi
38. Possiede moto
39. Intende acquistare un’auto (e che tipo/marca e quando)
40. Ha comprato di recente ricambi o accessori per auto
41. Probabilmente avrà bisogno di ricambi o servizi per auto
42. Stile e marca dell’auto guidata
43. Anno di acquisto dell’auto
44. Età dell’auto
45. Quanto è probabilmente disposto a spendere per la prossima auto
46. Dove è probabile che acquisterà la prossima auto
47. Numero di dipendenti dell’azienda
48. Possiede una piccola azienda
49. Lavora come dirigente o amministratore
50. Ha fatto donazioni benefiche (suddivise per tipo)
51. Sistema operativo
52. Giocatore di giochi Canvas
53. Possiede console di gioco
54. Ha creato un evento Facebook
55. Ha usato Facebook Payments
56. Spende più della media in Facebook Payments
57. Amministra una pagina Facebook
58. Ha caricato di recente foto su Facebook
59. Browser usato
60. Servizio di mail usato
61. Pioniere/tardivo nell’adozione di tecnologie
62. Espatriato (con suddivisione per paese d’origine)
63. Membro di un’associazione di credito, banca nazionale o regionale
64. Investitore (con suddivisione per tipo d’investimento)
65. Numero di linee di credito
66. Usa attivamente carte di credito
67. Tipo di carta di credito
68. Possiede carte di debito
69. Ha sospesi sulla carta di credito
70. Ascolta la radio
71. Programmi TV preferiti
72. Usa dispositivi mobili (con suddivisione per marca)
73. Tipo di connessione a Internet
74. Ha acquisito di recente uno smartphone o tablet
75. Accede a Internet tramite smartphone o tablet
76. Usa buoni sconto
77. Tipi di abbigliamento acquistati in famiglia
78. Periodo dell’anno di maggiore spesa in famiglia
79. Consuma assiduamente birra, vino o alcolici
80. Compra cibo (e quali tipi)
81. Compra prodotti di bellezza
82. Compra medicinali per allergie, tosse/raffreddore, analgesici e medicinali da banco
83. Compra prodotti per la casa
84. Compra prodotti per bambini o animali domestici (e quali tipi di animali)
85. Appartiene a famiglia che acquista più della media
86. Tende a fare/non fare acquisti su Internet
87. Tipi di ristoranti frequentati
88. Tipi di negozi frequentati
89. “Ricettivo” a offerte di aziende che offrono via Internet assicurazioni auto, corsi d’istruzione superiore, mutui, carte di debito e per TV satellite prepagate
90. Tempo per il quale ha vissuto in casa
91. Probabilmente traslocherà presto
92. Interessato a Olimpiadi, football, cricket o Ramadan
93. Viaggia frequentemente per lavoro o piacere
94. Pendolare
95. Tipi di vacanza abituali
96. Tornato di recente da un viaggio
97. Ha usato di recente un’app per viaggi
98. Socio di una multiproprietà


Sophos consiglia un modo per esaminare ed eventualmente correggere l’idea che Facebook si è fatta di voi: andare alla sezione Inserzioni delle impostazioni di Facebook e sfogliare le varie categorie. Queste sono alcune delle mie:


Cliccando sull’icona di una categoria compare una crocetta che consente di rimuoverla.
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Commenti
Commenti (283)
8)
mamma mia.
Google permette di disabilitare alcuni dei tracciamenti che effettuano su di noi
https://myaccount.google.com/activitycontrols
Ma se cancello il mio account Facebook, queste informazioni verranno cancellate o mantenute?
E se vengono mantenute, continueranno ad essere aggiornate da altre app del gruppo tipo Whatsapp (vedi recente aggiornamento)?
Un'altra considerazione: essere loggati con un'account di prova non fa molta differenza per il tipo di dati raccolti. La maggior parte dei dati sono al di fuori delle informazioni inserite nel profilo.
"ma lo fanno per il mio bene/per darmi servizi gratis"
"ma tanto non c'ho niente da nascondere"
"ma secondo te *altrosito* non lo fa?"
"ma tanto se non lo sanno da me glielo dice qualcun altro"
"evabbè, ma se ci dobbiamo fare queste paranoie torniamo ai segnali di fumo"
"eammè che cazzo me ne frega a mmè, io c'ho il diesel..."
92. Interessato a Olimpiadi, football, cricket o Ramadan
strana.. davvero strana associazione
C'era una maniera per sapere da Google tutto quello che Google pensa di te: gusti , passioni, abitudini,...: tutti dati che usano per mirare le pubblicità; la trovai anni fa e rimasi sconcertato, Google sapeva più cose di me di quante io ne sapessi di me stesso, per così dire; purtroppo ora non la trovo (o forse la avevo disattivata per il mio account)
La voce 31 è "tipicamente" una voce a scopo commerciale per pubblicità mirata.

FB costa miliardi e offre servizi gratuiti un tempo impensabili come ritrovare persone di cui si è persa traccia o anche, semplicemente, dare nutrimento al proprio esibizionismo pubblicando foto e video anche in diretta.

Che male fa, il povero FB, a recuperare soldi con pubblicità mirate?

E' evidente che FB userà l'orientamento politico solo per non pubblicizzare, per esempio, a chi è di destra i prodotti delle cooperative rosse.

Ci metto la mano di Fx sul fuoco (anche tutte e due e pure i suoi piedi) che MAI FB cederà tali informazioni a terzi.
Mi chiedo da cosa potrebbero avere informazioni sul punto 11 (proprietà o meno della casa), e sui punti 12, 13 e 14 (informazioni specifiche sulla casa) per chi vive in condomini, oltre al punto 69 (a meno che qualcuno non cerchi informazioni specifiche).

È comunque tutto abbastanza plausibile, se uno è abbastanza ingenuo da cercare certe informazioni da loggato.

Io ho preso l'ottima abitudine di navigare in sessione anonima per praticamente qualsiasi al di fuori del mio lavoro (ovviamente tranne eventuali aspetti legali o comunque sensibili), i miei gusti sportivi e quelli musicali, ovvero le uniche cose che divulgo volentieri e sulle quali sono lieto di essere informato.
Diciamo che Facebook sa talmente poche cose di me che tra i pochi interessi che mi attribuiva c'era il feudalesimo (per motivi più che ovvi;)).

Certo, magari anche da sessione anonima sia Google che probabilmente Facebook stessa il modo di capire che sono comunque io potrebbero anche averlo... per ora mi illudo che non lo facciano, anche perché l'idea di affidarmi a un servizio VPN poco serio, col rischio che a quel punto siano i gestori della VPN a sapere ancora più cose, non mi piace tanto.
Quel "Madre e tipo di madre" mi inquieta. Quali sono i tipi?
Se l'NSA vuole i dati di qualcuno sà dove chiedere (o dove creare il profilo pubblicitario ASN inc Products)
Ora non voglio fare il saccente, sono sicuro che anche con me FB possa aver raccolto informazioni che non sapevo di aver condiviso, magari incrociando i post o monitorando gli orari in cui sono connesso.
Ma mi viene da dire la più banale delle frasi: quante di quelle informazioni invece, sono in mano a Facebook perchè gli utenti le condividono VOLUTAMENTE? Facebook sarebbe in grado si ottenerle ugualmente, se gli utenti fossero più discreti nel raccontare i fatti loro?
Sono un tantino perplesso. Io di certo non vado a mettere su fb la mia busta paga, le carte del notaio della casa e i documenti della macchina, le ricette delle medicine, nemmeno la "situazione sentimentale" e che lavoro faccio.
Punti dal 38 al 46 (ribaltati alle moto): touché.
Anche qui, senso critico a intermittenza. Se parlano dei temi che stanno a cuore, allora si approfondisce e si punta il dito (correttamente) contro il pressapochismo e la superficialità dei giornalisti. Se invece si parla di temi che stanno a cuore nell'altro senso, allora non solo si prende la notizia in modo acritico, ma la si distorce pure.

Ammesso che effettivamente le voci disponibili siano queste, il fatto che siano PREVISTE non significa che siano UTILIZZATE. In altre parole il solo fatto che Facebook preveda il campo "ultima volta che è andato di corpo" non implica che questo venga utilizzato (o per lo meno utilizzato in modo diffuso). Quando una base dati diventa ampia e soprattutto interagisce con terze parti accade spesso che ti ritrovi con un proliferare di campi. La logica è questa: stipulo un accordo con una catena di concessionari online, questi mi forniscono dei dati relativi all'intenzione di acquisto degli utenti che hanno provato a scegliere auto e optional online. Cosa faccio? Aggiungo tutta una serie di voci relative all'intenzione di acquisto di questi utenti. Vuoi perderti queste informazioni? Ovviamente no. Poi se questo riguarda solo gli USA e solamente la data catena per cui di fatto riguarda "solo" 100 mila utenti (cosa che comunque ha un valore) su 1 miliardo e mezzo NON è un dettaglio trascurabile.

Quando avrete la notizia delle informazioni che sa per davvero di me (un'idea ce l'ho, per inciso) fatemi un fischio, per intanto se si riuscisse ad evitare di pubblicare notizie più consone a siti che campano sul clickbait che a questo... io ringrazio.
Alcune cose le può sapere solo se vengono scritte (o hanno accesso al catasto del comune per dire), molte sono informazioni "normali" visto che su fb scriviamo a tutti dei cavoli nostri.

Altre cose le escluderei dalla lista e le trovo pretestuose:
"Ha creato un evento Facebook"
beh, ma se ha usato facebook per creare un evento facebook mi pare normale che la cosa venga registrata. Sarebbe come dire "il ristorante Da Mario sa che verrò a mangiare da loro stasera perché ho prenotato"
"Ha usato Facebook Payments"
Vedi sopra
"Browser usato"
Questa è un'informazione che normalmente conosce _qualunque_ sito ed è anche importante visto che ci sono degli script da eseguire per il browser tal dei tali e la versione X.

"Sistema operativo"
Vedi sopra.

Secondo me sanno anche l'IP con cui mi collego :-)

Insomma, non commettiamo l'errore di mettere tutto in un calderone, la lista presentata va ripulita da sciocchezze e ripetizioni. Se non si preparano queste cose con cura si offre il fianco a facili attacchi.
Mah, mi viene un mezzo sorriso. Mi permetto di dubitare di quanto scrive il Post.
Posso capire che Facebook sappia tutto quello che scrivo online e che conosca ogni singolo sito che visito (ammesso e non concesso che ogni sito di questo pianeta faccia lo "spione" per facebook) ma molte di queste cose non le so nemmeno io oppure questo tipo di informazioni non le fornisco proprio, quindi non vedo come potrebbe saperle. Ne concludo che è un po' il tentativo, che fanno anche altre scienze non esatte, di categorizzare le persone anche in assenza di informazioni (il che non è un'informazione). Insomma, si dimenticano che esiste la vita reale.
Per dirne una, non ho mai cercato birra vino o alcolici su internet, eppure la birra mi piace eccome. Probabilmente nei loro database risulto astemio. E questo vale per tre quarti delle "informazioni" di questa lista, cioè tutto quello che... esiste ma non riguarda internet.
10) Reddito e Valore netto; come fa ? Spiegatemi....
Paolo, io cambierei il titolo da "Due o tre (o 98) cose che Facebook sa di te" in "Due o tre (o 98) cose che Facebook POTREBBE SAPERE di te (se tu gliele fai sapere)".
@Fx:
Ammesso che effettivamente le voci disponibili siano queste, il fatto che siano PREVISTE non significa che siano UTILIZZATE. In altre parole il solo fatto che Facebook preveda il campo "ultima volta che è andato di corpo" non implica che questo venga utilizzato (o per lo meno utilizzato in modo diffuso).

Non si parla (solo) dei campi compilabili da Facebook e dei comportamenti su Facebook, ma dei dati ricavabili dalle abitudini di navigazione sui siti che includono widget Facebook, come specificato nell'articolo.

Ovviamente si parla dei dati che potrebbe sapere a seconda delle abitudini di navigazione di una persona, ovviamente non è detto che li sappia di tutti.

Quando avrete la notizia delle informazioni che sa per davvero di me (un'idea ce l'ho, per inciso) fatemi un fischio

Ci si arriva dal primo link dell'articolo, per la precisione qui.


@A M:
C'era una maniera per sapere da Google tutto quello che Google pensa di te: gusti , passioni, abitudini,...: tutti dati che usano per mirare le pubblicità; la trovai anni fa e rimasi sconcertato, Google sapeva più cose di me di quante io ne sapessi di me stesso, per così dire; purtroppo ora non la trovo (o forse la avevo disattivata per il mio account)

Qui.
Guastulfo: quando hai finito di disporre a tuo piacimento dei miei arti dimmelo :P

Francesco: appunto.
Che bella cosa i cookie :)
@frangrav:
credo sia per fasce di reddito, del tipo se sei interessato a prodotti o prodotti extra-lusso (auto, gioielli, investimenti) o a profili che trattano di prodotti simili, ti collochino nella fascia alta. Non credo sia impossibile profilarti avendo una base tanto vasta di utenza
Fx,

Quando avrete la notizia delle informazioni che sa per davvero di me (un'idea ce l'ho, per inciso) fatemi un fischio, per intanto se si riuscisse ad evitare di pubblicare notizie più consone a siti che campano sul clickbait che a questo... io ringrazio.

Te l'ho già chiesto, se non erro: ma se ti fa così tanto schifo quello che scrivo, che ci stai a fare qui?

Altra cosa: visto che dici di non avere nulla da nascondere e che proprio non vedi questo pericolo di cui si parla (non ne parlo solo io, ma le associazioni di difesa dei diritti degli utenti), mi autorizzi a frugare nel tuo profilo Facebook (ed eventuali altri profili nei social network) e vedere cosa riesco a trovare di te e pubblicarlo?
Verzasoft,

molte di queste cose non le so nemmeno io oppure questo tipo di informazioni non le fornisco proprio, quindi non vedo come potrebbe saperle

Questo è un pensiero molto comune. Purtroppo Facebook ha elevato ad arte la deduzione e la correlazione di informazioni per la profilazione. Acquista database da moltissime fonti. Faccio giusto un esempio riferito all'Italia: so di una Prestigiosa Agenzia di Marketing che fece una campagna mirata di marketing per una Nota Marca Automobilistica facendosi selezionare da Facebook i profili ai quali inviare la pubblicità. Criteri principali: distanza geografica dal concessionario più vicino; fascia di reddito; composizione del nucleo famigliare; automobile posseduta; tempo dall'acquisto dell'automobile; e altro ancora.

Facebook sa come procurarsi questi dati anche se tu direttamente non glieli dai.
Altra cosa: visto che dici di non avere nulla da nascondere e che proprio non vedi questo pericolo di cui si parla (non ne parlo solo io, ma le associazioni di difesa dei diritti degli utenti), mi autorizzi a frugare nel tuo profilo Facebook (ed eventuali altri profili nei social network) e vedere cosa riesco a trovare di te e pubblicarlo?

Sì, dai Fx. Tanto non rischi nulla, l'hai detto tu.

Per questo ci ho messo i tuoi arti nel fuoco: tu sei sicuro di non bruciarti, io no :-)
Paolo: "visto che dici di non avere nulla da nascondere e che proprio non vedi questo pericolo di cui si parla, mi autorizzi a frugare nel tuo profilo Facebook e vedere cosa riesco a trovare di te e pubblicarlo?"

La domanda non è rivolta a me ma mi intrometto volentieri se vuoi. La mia risposta sarebbe NI, cioè ti do volentieri l'amicizia con livello di privacy con cui vedi tutto (tranne ovviamente i messaggi privati e la lista degli amici che non mostro a nessuno), per curiosità di vedere quante informazioni indirette deduci di me, ma NON autorizzo a pubblicarle, perché i contenuti sono condivisi solo coi contatti (li tengo volutamente bassi a un centinaio, non mille sconosciuti totali o gente vista una volta sola cinque anni fa come fanno molti). I non contatti vedono solo la città, foto profilo e copertina, tutto il resto non è pubblico per cui se mostro a te le foto delle mie vacanze e i gusti di cinema ecc, sei tenuto a non divulgarli a terzi.
La vera sfida è vedere se riesci a capire dati sensibili che non metto esplicitamente e non voglio che si sappiano in giro, tipo l'indirizzo di casa esatto, che auto ho, se ho la morosa, chi sono i parenti, dove lavoro, tipo di contratto e reddito, medicine che compro, eventuali malattie croniche eccetera.
La mia mail ce l'hai.
La mia profilazione su Facebook è completamente errata.
Trovo ai primi 2 posti Calcio e Automibili,due argomenti che ad un Nerd come me sono totalmente alieni e per cui non nutro nessun interesse.
Anche andando avanti nella lista non trovo riscontri seri.
E pensare che non ho mai badato troppo alla mia privacy su alcune frivolezze...

Alla faccia degli algoritmi di profilazione infallibili e metodi di raccolta dati che farebbero arrossire i servizi segreti...
Bahh
oramai manca poco che anche la videosorveglianza pubblica sia collegata con facebook per il riconoscimento biometrico istantaneo ?
@Guastulfo mah, forse la storia della politica vale per i prodotti, ma per i partiti, almeno in lingua italiana, mi pubblicizza(va, parlo di elezioni comunali 2016) più gli altri che i miei. Il colmo politico è stato il suggerimento di una pagina nazionalista mentre leggevo un post indipendentista, per la cronaca.
Paolo: "Te l'ho già chiesto, se non erro: ma se ti fa così tanto schifo quello che scrivo, che ci stai a fare qui?"

E io credo di avertelo già detto, apprezzo un Paolo e non apprezzo l'altro che agisce esattamente nel modo deprecato dal primo.

Posso stimarti e nel contempo contestarti? Ad es. adesso posso stimarti per aver cercato di sviare l'attenzione, e contestare il fatto che non mi hai risposto nel merito: PUO' avere quei dati è diverso da HA quei dati. Su questo ho oggettivamente ragione, lo sai anche tu. (in realtà l'ho scritta solo per far arrabbiare Stupidocane, tu non badarci :)

Per quanto riguarda l'esperimento, assolutamente interessante, si a due semplici condizioni:
1) prima vorrei enumerare i dati che mi aspetto che FB abbia di me, e quali che mi aspetto siano rintracciabili dall'esterno; giusto per vedere di quanto mi sbaglio
2) siamo in un blog in cui vige, a parte te e pochissimi altri che usano il loro vero nome e cognome, l'anonimato; a me va bene tutto a condizione che si giochi tutti alla pari: o ometti le informazioni che permetterebbero di collegare l'account Fx alla persona Fx, oppure anche per gli altri dev'essere possibile collegare account a persona. Ovviamente sono una persona ragionevole, non mi aspetto che cambi all'improvviso le impostazioni del blog né tantomeno che tu vada ad obbligare nessuno; la soluzione pratica a questa possibilità è quella che i principali commentatori del blog (dicasi "i soliti") condividano volontariamente la cosa.

Fatto questo esperimento ne mancherebbe però un altro, ovvero cosa invece riesco a sapere, magari usando sistemi meno 2.0, di una persona non iscritta ai social. Io credo che un indagine sul campo possa risultare più onerosa ma molto proficua in termini di risultati. Il limite è che per fare questa prova servirebbero risorse, proponilo a RSI, ne uscirebbe sicuramente un servizio interessante :)
Fx,

adesso posso stimarti per aver cercato di sviare l'attenzione, e contestare il fatto che non mi hai risposto nel merito

Guarda che non sono mica così astuto e sottile. Non ti ho risposto nel merito semplicemente perché non pensavo che la tua osservazione fosse rivolta a me (era in una conversazione fra te e un altro commentatore, se non erro).

Comunque, se vuoi una risposta al tuo "PUO' avere quei dati è diverso da HA quei dati.": certo. Ma tu sai se li ha o non li ha? No. Sai se li ha perché ha una fonte attendibile, o una fonte inattendibile, o se li inventa stimandoli? No. Quello che conta qui non è se ce li ha o non li ha per te o per me o per mia zia Odalea di Pavia. Conta il fatto che li vuole e li vende.


In quanto all'esperimento:

a me va bene tutto a condizione che si giochi tutti alla pari: o ometti le informazioni che permetterebbero di collegare l'account Fx alla persona Fx

Perché? Ricordo male io, o avevi detto che non avevi nulla da nascondere? :-)

In quanto alla proposta da fare alla RSI, già fatta mesi fa. I risultati non ti piacerebbero, probabilmente.
@ FX

Ammesso che effettivamente le voci disponibili siano queste, il fatto che siano PREVISTE non significa che siano UTILIZZATE.

Dammi le chiavi di casa tua. In cambio ti offro una cena.

Non ci voglio entrare in casa tua, le voglio solo avere. Il fatto che sia possibile che io entri in casa tua e ti porti via tutto non significa che lo farò.

Qui il meccanismo è lo stesso.
@Paolo

Questo è un pensiero molto comune. Purtroppo Facebook ha elevato ad arte la deduzione e la correlazione di informazioni per la profilazione. Acquista database da moltissime fonti. [...]
Facebook sa come procurarsi questi dati anche se tu direttamente non glieli dai.


Io questo lo capisco e ci credo. Fin qui è tecnologia, non magia. Ma... leggi bene cosa scrivo. Io dico che: anche se Facebook fosse onnisciente, e sapesse ogni singola cosa che io faccio con il mio PC, non potrebbe sapere tutte quelle 98 cose su di me, perchè non fornisco quelle informazioni al PC, nè mai le faccio intendere. Ne saprebbe si e no 60 (di cui molte, come fanno notare altri, sono estremamente facili da capire).
Se non ha alcuna informazione in merito a un argomento, può solo sparare a indovinare o metterci un bel "non ascolta la radio" anche se non è affatto vero.
Nessuno dei link dell'articolo funziona da mobile, ho appena provato. Andando dalle impostazioni ottengo solo pagine d'errore.. Interessante. Succede solo a me?

Ma se imposto tutte le opzioni della pagina inserzioni a no cambia qualcosa?
Paolo: "Guarda che non sono mica così astuto e sottile."

Era il tuo subconscio ad agire :)

Dopo "merito" avrei dovuto mettere una faccina per far meglio capire il tono scherzoso di quella frase, mai avuto dubbi sulla tua buona fede.

"Comunque, se vuoi una risposta al tuo "PUO' avere quei dati è diverso da HA quei dati.": certo. Ma tu sai se li ha o non li ha? No. Sai se li ha perché ha una fonte attendibile, o una fonte inattendibile, o se li inventa stimandoli? No. Quello che conta qui non è se ce li ha o non li ha per te o per me o per mia zia Odalea di Pavia. Conta il fatto che li vuole e li vende."

E' *ESATTAMENTE* perché non lo so che non direi mai "98 cose che sa di te" ma direi, a seconda del taglio che voglio dare:
- che POTREBBE sapere di te
- che E' INTERESSATO a sapere di te
- che CERCA di sapere di te

Sui dati che ha e che non ha effettivamente di me, che è un altro discorso rispetto al copy del titolo, ti ripeto che stai semplificando una questione complessa - e scusa tanto se mi girano i 5 minuti, dato che faccio ESATTAMENTE quello che fai tu quando terzi traggono facili conclusioni su argomenti complessi che tu conosci bene. Quello che dico, e lo ripeto, è che in ogni base dati importante che ho visto (e per "importante" intendo tipo intorno a 5 o 6 ordini di grandezza più piccole rispetto a quella di FB) si "accumulano" colonne messe lì per integrazioni / usi specifici e che riguardano solamente una parte dei record.

Quindi, PER QUELLA CHE E' LA MIA ESPERIENZA, la specificità di quelle voci (ad es. quelle sull'auto o sulla casa) mi fanno dare come ipotesi più plausibile (e di gran lunga) che siano figlie di accordi specifici con operatori del settore e che pertanto si, siano effettivamente utilizzati ma per un numero di utenti circoscritto (ad es. limitato a coloro che hanno utilizzato il configuratore online dell'operatore di settore, loggandosi tramite FB).

Ora, dato che la mia esperienza specifica non è particolarmente ampia però sufficiente da poter delineare questa abitudine ricorrente, che peraltro - da qualsiasi parte io la giri - ha perfettamente senso, non dico di avere la verità in tasca; propongo una chiave di lettura meno semplicistica; magari è sbagliata ma per lo meno va più in profondità del collegamento dritto che è stato fatto tra "è previsto" e "ce l'hanno".

"Perché? Ricordo male io, o avevi detto che non avevi nulla da nascondere? :-)"

Se giochiamo a calcetto e poi andiamo a far la doccia assieme, non ho problemi a mostrarmi nudo di fronte a te.

Se però mi chiedi di postare qui la foto del mio pisello, qualche problema me lo faccio. Forse con un mazzo di fiori e un invito a cena :D

In altre parole: un botto di anni fa mi stupii su come Google avesse azzeccato la mia età con un margine d'errore minimo semplicemente dalle ricerche che avevo fatto (ai tempi manco avevo un account Google). Mi è bastato quello per capire che parte del loro lavoro è fare data mining (anche in modo creativo), e soprattutto che sono dannatamente bravi nel farlo. Il punto è che sono anche dannatamente bravi nel gestirlo, perché campano su quello.

(continua)
E' un po' come il discorso sull'igiene; sappiamo tutti che il McDonald's non fornisce cibo di qualità MA sull'igiene è ineccepibile, ti offre delle garanzie molto alte. Il ristorantino di qualità sotto casa invece magari ha una cucina nella quale non faresti da mangiare per il tuo animale domestico, magari non ha procedure / ce le ha ma non le osserva rigorosamente per la corretta conservazione del cibo, e così via.

I colossi, si, hanno tante informazioni su di noi; ma sono al top anche come sicurezza. Questo non vuol dire che non succede, ma tra chi conosce 20 su di te esponendo un rischio di diffusione impropria di quei dati dello 0.02% (in realtà sarà più bassa, basandoci sullo storico) e chi conosce 5 su di te e espone un rischio di diffusione impropria del 10% beh, io mi preoccupo di quest'ultimo - al di là delle sensazioni che suscita sapere che i primi sanno di te cose che non gli hai mai detto.

Poi vivi in una realtà piccola e sai che conoscono 50 su di te (tra cui cose che FB e Google non potranno mai sapere, e in ogni caso non con certezza), e sai che il rischio di diffusione impropria è una certezza matematica, e queste per te sanno di discussioni accademiche sul sesso degli angeli. :P

Ma poi, proprio tu che mi vieni a deprecare la "security through obscurity", ti stracci le vesti se non viene tutelata in tutti i modi l'obscurity! Applica l'open anche alla tua vita, e che cavolo; da una parte si e dall'altra no? Deciditi :D

Scherzi a parte, è un po' come per Palladium: la cosa ha POTENZIALMENTE conseguenze negative e pertanto bisogna prestare attenzione, ma i vantaggi ci sono e ci sono per tutti, non solo per le aziende. Whatsapp è gratis; altre aziende lo stesso ragionamento non l'hanno fatto (ad es. per quello che costano gli SMS agli operatori avrebbero potuto dire "abbonati da me e gli SMS sono gratis", eppure no, ti costano una badilata e mezzo, anche oggi che c'è Whatsapp).

E prestare attenzione non significa fare allarmismo senza che ci sian dei motivi fondati. Come in questo caso.
Verzasoft,

anche se Facebook fosse onnisciente, e sapesse ogni singola cosa che io faccio con il mio PC, non potrebbe sapere tutte quelle 98 cose su di me, perchè non fornisco quelle informazioni al PC, nè mai le faccio intendere.

Questo è il nocciolo del problema. Moltissimi utenti sono convinti che un social network (o Google) possa sapere solo quello che loro gli dicono esplicitamente. Non è così. Ci sono tante tecniche per dedurre informazioni tramite incroci di fonti o correlazioni. Facebook, per esempio, decide l'etnia dell'utente in base a una sua deduzione. Fa lo stesso per l'orientamento sessuale: se hai più di tot amici gay, se ti piacciono certi film o bevi certe marche di birra, deduce (a torto o a ragione) che probabilmente sei gay. Sono esempi reali: non sto scherzando.

Tu non gli hai mai detto se ascolti la radio? Sei sicuro che nelle tue conversazioni su FB non hai mai parlato di un programma radiofonico? I tuoi amici ascoltano la radio?

La cosa più pericolosa è che FB fa queste deduzioni senza dircelo e le aziende che usano FB come strumento di marketing usano queste deduzioni come "fatti", giuste o sbagliate che siano.

"Mi spiace, ma il suo premio assicurativo aumenta perché lei fuma."

"Non è vero. Mai fumato in vita mia".

"I nostri dati di marketing dicono di sì. Non faccia il bugiardo".

Poi i "dati di marketing" sono basati sul fatto che per un po' hai googlato info sulle sigarette per scriverci un articolo e per educare i tuoi figli e una volta hai comperato una stecca per il marito della tua babysitter, ma per FB tutto questo è irrilevante.

L'esempio è ispirato a fatti reali :-)
Fx,

non direi mai "98 cose che sa di te" ma direi [....] ti ripeto che stai semplificando una questione complessa - e scusa tanto se mi girano i 5 minuti, dato che faccio ESATTAMENTE quello che fai tu quando terzi traggono facili conclusioni su argomenti complessi che tu conosci bene

Se ho capito bene, mi stai criticando perché nel titolo non ho messo tutti i dettagli che poi ho messo nell'articolo?

I titoli sono così: sono una sintesi dell'argomento, per consentire al lettore di decidere se la notizia gli interessa. Non sono un esercizio di pedanteria. Il corpo dell'articolo spiega i dettagli.

Giulio Verne titola "L'isola misteriosa", non titola "L'isola dove arrivano dei naufraghi in pallone è la stessa dove sta intrappolato il capitano Nemo ma non se ne accorgono subito e quindi non riescono a spiegarsi i salvataggi apparentemente miracolosi che periodicamente avvengono".

Se titolo "Scoperto un pianeta roccioso intorno alla stella più vicina", mi critichi perché non ho scritto "Scoperto un pianeta roccioso intorno alla stella più vicina a parte il Sole che, ricordiamolo, è una stella"? :-)


Quindi, PER QUELLA CHE E' LA MIA ESPERIENZA, la specificità di quelle voci (ad es. quelle sull'auto o sulla casa) mi fanno dare come ipotesi più plausibile (e di gran lunga) che siano figlie di accordi specifici con operatori del settore e che pertanto si, siano effettivamente utilizzati ma per un numero di utenti circoscritto (ad es. limitato a coloro che hanno utilizzato il configuratore online dell'operatore di settore, loggandosi tramite FB).

Sei mai andato ai convegni di online marketing? Mai parlato con i responsabili di Facebook? Io sì, e per questo la mia esperienza è molto diversa dalla tua. Permettimi di dire che la tua esperienza limitata ti porta a deduzioni che non corrispondono alla realtà. Il "numero di utenti circoscritto" è la totalità degli utenti.


Se però mi chiedi di postare qui la foto del mio pisello, qualche problema me lo faccio.

Questa è una dichiarazione molto meno spavalda di quella iniziale. Ripeto la domanda: perchè ti fai qualche problema? Hai qualcosa da nascondere?


mi stupii su come Google avesse azzeccato la mia età con un margine d'errore minimo semplicemente dalle ricerche che avevo fatto (ai tempi manco avevo un account Google)

Che è quello che sto cercando di dimostrarti.
Fx,

Ma poi, proprio tu che mi vieni a deprecare la "security through obscurity", ti stracci le vesti se non viene tutelata in tutti i modi l'obscurity! Applica l'open anche alla tua vita, e che cavolo; da una parte si e dall'altra no? Deciditi :D

Ho visto la faccina sorridente, ma qui la STO non c'entra nulla. La critica all'STO è che pretende di ottenere sicurezza semplicemente nascondendo le falle di un processo invece di turarle. È un concetto completamente separato da quello di tenere riservati i dati.
Fx,

la cosa ha POTENZIALMENTE conseguenze negative e pertanto bisogna prestare attenzione, ma i vantaggi ci sono e ci sono per tutti, non solo per le aziende

Come possiamo fare un bilancio realistico di vantaggi e svantaggi se ci viene nascosto quello che c'è sui piatti della bilancia?
Paolo: "I titoli sono così: sono una sintesi dell'argomento, per consentire al lettore di decidere se la notizia gli interessa. Non sono un esercizio di pedanteria. Il corpo dell'articolo spiega i dettagli."

Grazie per la spiegazione; le formule che ho proposto difatti non snaturavano la natura sintetica del titolo ma ridimensionavano il taglio da sito che campa sul clickbait. Questo partendo dal presupposto che non sei alla ricerca di click: se non lo sei è stupido manipolare un titolo e sembrarlo; se invece il presupposto è sbagliato, allora va bene così.

"Il "numero di utenti circoscritto" è la totalità degli utenti."

Stai quindi asserendo che Facebook ha di tutti gli utenti tutti quei dati?

"Che è quello che sto cercando di dimostrarti."

E io sto cercando di dirti che non mi devi dimostrare una cosa che già so. Lo so che stimano una serie di informazioni da quelle in loro possesso. E' perfino affascinante sotto il profilo della scienza che ci sta dietro.

Sto dicendo che non è un pericolo fino a prova contraria. Ho argomentato abbondantemente in proposito.

"La critica all'STO è che pretende di ottenere sicurezza semplicemente nascondendo le falle di un processo invece di turarle."

Si, i programmatori dei puffi ragionano così. I programmatori normodotati pensano che oltre a fare tutte le procedure di verifica e test del codice se poi non metti in mano il codice sorgente a chi vuole provare ad attaccarti beh crei qualche difficoltà in più. Non a caso l'emblema di STO contro open è Windows vs Linux. Non mi sembra che Microsoft lesini sulle procedure di verifica del codice, tutto l'opposto: ha degli standard di qualità omogenei su tutto il codice, a differenza di Linux in cui trovi situazioni molto eterogenee (vedi OpenSSL dove a un certo punto si scopre che c'è solo un programmatore full time, un sacco di codice legacy, test inadeguati).

"È un concetto completamente separato da quello di tenere riservati i dati."

Non sono d'accordo. Il principio è il medesimo: devi partire dal presupposto che un terzo in qualsiasi momento possa arrivare a conoscere tutto di te / del tuo codice.

Anche perché tu instilli un falso senso di sicurezza. Pensi davvero che non iscrivendoti a Facebook risolvi qualcosa se qualcuno ha intenzione di "approfondire la tua conoscenza" a tua insaputa? Non risolvi NIENTE.

"Come possiamo fare un bilancio realistico di vantaggi e svantaggi se ci viene nascosto quello che c'è sui piatti della bilancia?"

Di sicuro non dando come certo lo scenario peggiore. Perché quello è complottismo. Si possono fare ipotesi plausibili indicando il margine d'errore.
Fa lo stesso per l'orientamento sessuale: se hai più di tot amici gay, se ti piacciono certi film o bevi certe marche di birra, deduce (a torto o a ragione) che probabilmente sei gay. Sono esempi reali: non sto scherzando.

Prendila come una battuta....ma a questo punto non è che FB potrebbe aver scoperto qualcosa di l'utente stesso non si è ancora reso conto o che, semplicemente, non vuole ammettere? :D

Tu non gli hai mai detto se ascolti la radio? Sei sicuro che nelle tue conversazioni su FB non hai mai parlato di un programma radiofonico? I tuoi amici ascoltano la radio?

Confermo che FB spulcia tra i messaggi, pubblici e privati, e pesca le parole chiave per i suoi annunci.
Tempo fa mi è comparsa la pubblicità relativa al tour di una cantante pop che non seguo, non amo particolarmente e a cui non ho messo il like. Eppure, pochi giorni prima, ne avevo parlato in chat con un mio contatto. Che casualità, eh....

"Mi spiace, ma il suo premio assicurativo aumenta perché lei fuma."
"Non è vero. Mai fumato in vita mia".
"I nostri dati di marketing dicono di sì. Non faccia il bugiardo".


Ma una compagnia assicurativa che liquida così un potenziale cliente, non rischia, a lungo termine, di darsi la zappa sui piedi?
Insomma, un fumatore seriale (uno di quelli la cui salute può essere effettivamente compromesso dal fumo) è facilmente riconoscibile alla vista, nonchè all'olfatto. Senza contare che basterebbe verificare se tale persona, prima di entrare nel palazzo dell'assicurazione, si è fatto l'ultima sigaretta davanti all'atrio o se è apparso particolarmente nervoso in sala d'attesa. Una persona che per lavoro deve fare selezione del personale -o della clientela- può dare una valutazione molto più attendibile rispetto ad un algoritmo basato su dati non verificabili.
Altrimenti si finisce in quella situazione in cui, per sapere che fuori sta nevicando, si guardano gl status su FB anzichè affacciarsi alla finestra :)

PS: mi aggrego al tuo discorso riguardo al fatto che chi dice di non avere niente da nascondere, ma poi sul web utilizza un nickname o mantiene nascoste le informazioni su di sè richieste da FB, si contraddice pesantemente. :)
E invocare la privacy o la sicurezza personale non fa altro che confermare la cosa: se uno -giustamente- non pubblica il proprio numero di telefono, indirizzo, codice del bancomat (che in teoria non dovrebbe creare alcun problema, finchè il ladro non vi frega la carta), cronologia web, l'elenco totale dei file presenti sul suo hard disk ecc...HA qualcosa da nascondere, perchè sa che, nelle mani sbagliate, quelle informazioni, possono rivelarsi dannose.
Fx,

Un consiglio da nemicoamico (hai presente Red & Toby?):

Stai mettendo in piedi l'ennesima diatriba fondata su preconcetti che hai in testa solo tu. Mescoli cose che non c'entrano nulla le une con le altre, forzando paragoni che non hanno nemmeno un senso logico.

Un esempio? Il tuo concetto di complottismo in questo contesto è illogico oltre che totalmente errato.

Se vuoi ascoltare un nemicoamico, smetti di muovere compulsivamente le dita sulla tastiera e passa ad altro.

Non lo dico solo per te, ma anche per chi legge i commenti. Spesso e volentieri sono migliaia di caratteri spesi per difendere una visione di un "mondo perfetto" che hai solo tu e la tua intransigenza nonché la reiterata smania di controbattere rende il tutto terribilmente noioso.

Capisco che puoi e vuoi scrivere quel che ti pare, ma spesso fai la figura di quello che straccia i maroni per delle inezie insignificanti senza comunque arrivare a nulla di concreto, spesso perché sei tu stesso a romperti le scatole per primo e mollare.

Sei libero di fare ciò che vuoi, ci mancherebbe. È solo un consiglio per il buon vivere comune.

Scrivo questo in tranquillità e senza malanimo nei tuoi confronti.
Fx,

le formule che ho proposto difatti non snaturavano la natura sintetica del titolo

Direi che invece la snaturavano.


Stai quindi asserendo che Facebook ha di tutti gli utenti tutti quei dati?

Sulla base della mia esperienza, sì: o li ha, o crede di averli, o se li "inventa" algoritmicamente o stimandoli.



non è un pericolo fino a prova contraria

Arrivi a casa e scopri che la donna delle pulizie ha frugato in tutti i tuoi cassetti, ha sfogliato tutta la posta che avevi sul tavolo, s'è fatta una copia di tutte le foto che hai sul telefonino, compresa quella del tuo pisello, e le vende ai vicini di casa pettegoli e al tuo collega di lavoro geloso. Va tutto bene, perché sei stato tu a darle le chiavi di casa? Non è un pericolo fino a prova contraria?


Non mi sembra che Microsoft lesini sulle procedure di verifica del codice, tutto l'opposto

Lascia che ti racconti della falla WMA rimasta per 16 anni in Windows... oppure del casino che sta facendo W10 con le periferiche video in questi giorni :-)


devi partire dal presupposto che un terzo in qualsiasi momento possa arrivare a conoscere tutto di te / del tuo codice.

No. Perché se conosce le tue password o la tua chiave privata di crittografia, è comunque game over. Ci sono alcuni dati che DEVONO restare segreti.


Anche perché tu instilli un falso senso di sicurezza. Pensi davvero che non iscrivendoti a Facebook risolvi qualcosa se qualcuno ha intenzione di "approfondire la tua conoscenza" a tua insaputa? Non risolvi NIENTE.

Perché chiudere la porta a chiave? Perché mettere una porta blindata? Tanto vale lasciare spalancato: tanto se qualcuno ha intenzione di approfondire la tua conoscenza, alla fine ti entra in casa lo stesso :-)

1. Deterrenza. 2. Se chiudo a chiave e mi derubano, l'assicurazione risarcisce; se lascio spalancato no.

In quanto al "non risolvi NIENTE": hai mai lavorato con gli specialisti di sicurezza governativi o di grandi aziende, o con dei giudici o inquirenti sotto copertura? Mi è capitato. Su di loro, online, non trovi nulla. Ma proprio nulla. Quindi se vuoi risolvi eccome.


Di sicuro non dando come certo lo scenario peggiore. Perché quello è complottismo. Si possono fare ipotesi plausibili indicando il margine d'errore.

Quante volte dobbiamo avere incidenti come Ashley Madison per capire che non si tratta di uno scenario ma di una realtà? Quante retate di dissidenti identificati grazie all'uso di Telegram devono avvenire per renderci conto che non si tratta di ipotesi ma di fatti ormai accertati?

Non sono io a dirlo. Io non conto nulla. Sono i garanti della privacy di molti paesi, che sono sul piede di guerra da anni contro la profilazione commerciale perché sanno che è pericolosa perché si presta ad abusi e questi abusi avvengono.
Replicante,

ma a questo punto non è che FB potrebbe aver scoperto qualcosa di l'utente stesso non si è ancora reso conto o che, semplicemente, non vuole ammettere? :D

Può anche darsi. Ma se anche fosse, FB sta ficcando il naso nei fatti intimi altrui.
Replicante,

Ma una compagnia assicurativa che liquida così un potenziale cliente, non rischia, a lungo termine, di darsi la zappa sui piedi?

No, anzi. Usando gli algoritmi per rilevare gli assicurati infedeli o bugiardi riduce i costi. Che poi siano bugiardi solo presunti conta poco: dal loro punto di vista è meglio evitare un cliente potenzialmente a rischio che rischiare un risarcimento.

La matematica assicurativa è un esercizio supremo di cinismo.
Paolo: "Sulla base della mia esperienza, sì: o li ha, o crede di averli, o se li "inventa" algoritmicamente o stimandoli."

Sono andato qui: https://www.facebook.com/ads/preferences

Si trovano le voci che hai riportato insieme a altri interessi stimati. Ad esempio "ciottolato" (giuro, tra i miei interessi secondo FB ci sarebbe il ciottolato, non il cioccolato, il CIOTTOLATO, la pavimentazione).

Indovina? Ne trovo solo alcuni. Modello e OS dello smartphone, sistema operativo del PC, browser, uso il wifi e poi inizia a far su casino. Uso il 3G ma poi mi mette anche il 3G USA. Mi escono le due caselle "Primi utilizzatori delle tecnologie" e "Ultimi utilizzatori delle tecnologie", appunto mi mette degli interessi assurdi, oltre il ciottolato la "fibbia" (quella della cintura dei pantaloni) e, non senza un certo senso dell'ironia, il surrealismo. Altri sono meno assurdi ma comunque sbagliati (libri, non leggo; arti e musica, ma figurati; Titolo (finanza), prende per il culo; Chic, prende decisamente per il culo; eccetera eccetera.

GUARDA TE, non trovo nessun riferimento a tutte quelle informazioni su cui ti esprimevo dubbi; non sa il valore e la metratura della mia casa, non sa marca e modello della mia automobile, né tantomeno sa niente sui pezzi di ricambi (e qui per assurdo qualcosina avrebbe potuto sapere perché ho preso due stupidate online, però evidentemente non c'era relazione tra merchant e FB).

"Arrivi a casa e scopri che la donna delle pulizie ha frugato in tutti i tuoi cassetti, ha sfogliato tutta la posta che avevi sul tavolo, s'è fatta una copia di tutte le foto che hai sul telefonino, compresa quella del tuo pisello, e le vende ai vicini di casa pettegoli e al tuo collega di lavoro geloso. Va tutto bene, perché sei stato tu a darle le chiavi di casa? Non è un pericolo fino a prova contraria?"

Ingenuo: lascia le chiavi a tutti
Persona normale: lascia le chiavi alle persone fidate
Paranoico: non lascia le chiavi a nessuno

Io rientro tra quelli che stanno nel mezzo, per cui se dò le chiavi alla donna delle pulizie è perché mi fido; fidarsi per quanto mi riguarda significa avere un alto grado di confidenza sul fatto che quando tornerò a casa troverò la casa pulita e al più la donna delle pulizie che m'ha scroccato un caffé senza dirmelo e che mi guarda con un'interesse mai avuto prima perché aveva trovato la foto, fatta in realtà per te, sul mio cellulare.

E' palese che presto attenzione, così come ovviamente presto attenzione dove metto i miei dati sensibili e soprattutto quali dati sensibili fornisco.

L'esempio, già uscito due volte, di Ashley Madison è a sostegno della mia tesi, non il contrario:
a) il core business di Ashley Madison non dipende dai tuoi dati personali, quindi se devono spendere delle risorse tra [sviluppare, testare, fare il deploy in produzione di una crittografia più robusta per le pass, quindi cercare monitorare correggere eventuali bug derivanti dall'aggiornamento, supportare utenti che riscontrano problemi] e [advertising per avere più utenti], indovina un po' cosa scelgono?
b) non sono i leader mondiali, e qui ho già fatto il parallelo tra il ristorantino sotto casa e il McDonald's. La salmonella al McDonald's non la prendi.
(continua, uff scrivo troppo)
"Lascia che ti racconti della falla WMA rimasta per 16 anni in Windows... oppure del casino che sta facendo W10 con le periferiche video in questi giorni :-)"

Ho detto che è infallibile? I bug dormienti non esistono nell'open? Il casino che sta facendo W10 con le periferiche video INVECE - ma sei proprio duro, eh? - non è un bug, è che il team che si occupa di quella parte ha deciso di togliere il supporto agli stream MJPEG / h264 perché non era efficiente SE poi ne dovevi effettuare la decodifica (il concetto è: se hai un'applicazione che ti mostra il video a schermo il PC / tablet su cui sei deve decodificare il flusso MJPEG / H264; se invece ti arriva un flusso YUV o NV12 già non compresso ti basta fare una conversione a RGB per usare il dato, riducendo l'overhead complessivo). Il problema deriva dal fatto a) che molte webcam non hanno sufficiente banda per gestire alte risoluzioni in YUV o NV12 b) che non tutte le applicazioni devono mostrare / decodificare il flusso. Preso atto di questo, a breve ripristineranno il supporto a MJPEG / H264.

"Perché chiudere la porta a chiave? Perché mettere una porta blindata? Tanto vale lasciare spalancato: tanto se qualcuno ha intenzione di approfondire la tua conoscenza, alla fine ti entra in casa lo stesso :-)

1. Deterrenza. 2. Se chiudo a chiave e mi derubano, l'assicurazione risarcisce; se lascio spalancato no."

Ohh, ma allora vedi che anche a te piace il STO quando vuoi? :) E' semplice: se ti basi SOLO sull'STO sei scemo, sei invece ti basi sull'idea che COMUNQUE qualcuno vedrà il codice MA POI NON LO RILASCI hai codice di qualità ma complichi di parecchio la vita a chi vuole farti scherzi. Per lo meno passano da 100 a 10. Poi quei 10 ci riescono comunque, ma con maggiore sforzo.

In ogni caso si, la porta blindata non è una porta magica che non fa entrare il ladro. Serve unicamente per rallentarlo (come l'STO per il software).

Per quanto mi riguarda, torno all'approccio a metà strada tra l'ingenuo e il paranoico: chiudo la porta di casa a chiave (presto attenzione), consapevole che la possibilità che mi entrino in casa comunque permane PER CUI considero rientrare nella paranoia sforzi oltre al chiudere a chiave la porta (con un basso sforzo ottengo un alto livello di tranquillità, mi servirebbe uno sforzo molto maggiore per avere un livello di tranquillità solo marginalmente superiore).

"In quanto al "non risolvi NIENTE": hai mai lavorato con gli specialisti di sicurezza governativi o di grandi aziende, o con dei giudici o inquirenti sotto copertura? Mi è capitato. Su di loro, online, non trovi nulla. Ma proprio nulla. Quindi se vuoi risolvi eccome."

E chi ti dice online? Trovi molto di più offline. Ripeto, costa di più, ma poi ottieni molte più informazioni.

A RSI cos'hai proposto? Io intendo commissionare un lavoro a un professionista che lavora in quell'ambito, e vedere cosa tira fuori rispetto a un professionista dell'internet che fa la stessa cosa solo online.
"ma a questo punto non è che FB potrebbe aver scoperto qualcosa di l'utente stesso non si è ancora reso conto o che, semplicemente, non vuole ammettere? :D"

Può anche darsi. Ma se anche fosse, FB sta ficcando il naso nei fatti intimi altrui.


Beh, fino a quando non va a spifferare a tutti la cosa (come faceva Matt Dillon in "In & Out") non fa niente di più di quel che fa la gente comune quando vede che una persona frequenta certi ambienti, ascolta determinati artisti, guarda certi film,ecc..: suppone.
Comunque, come ho spiegato prima, la mia era una considerazione semi-seria: sarebbe curioso se un algoritmo, proprio come faceva Matt Dillon in quel film, potesse aiutare un utente ad affrontare la questione, mettendolo davanti all'evidenza :) (ma senza comunicarlo ad alta voce durante la consegna degli oscar)

No, anzi. Usando gli algoritmi per rilevare gli assicurati infedeli o bugiardi riduce i costi. Che poi siano bugiardi solo presunti conta poco: dal loro punto di vista è meglio evitare un cliente potenzialmente a rischio che rischiare un risarcimento.
La matematica assicurativa è un esercizio supremo di cinismo.


Non contesto la pratica in sè: sono sicuro che chi lo fa per lavoro abbia la giusta esperienza e competenza per sapere se questo sistema ha dato riscontri positivi o meno. Era proprio l'esempio che mi lasciava dubbioso: sgamare un fumatore che dichiara di non esserlo è qualcosa di relativamente facile, sia per una persona comune, sia per chi, per mestiere, deve "scrutare" il proprio interlocutore :)
Ad esempio, sarebbe più difficile capire se la persona che hai davanti ha l'abitudine di bere (più o meno responsabilmente) alcolici quando esce al sabato sera, visto che questa azione non lascia evidenti segni fisici o comportamentali; ma se tu dovessi stipulare un'assicurazione automobilistica verso questa persona, si tratterebbe di un'informazione decisamente utile.
Riguardo al concetto di "non avere niente da nascondere", spesso chi utilizza questa frase lo fa perchè pensa che quello che si deve nascondere sia qualcosa di compromettente, umiliante o deprecabile. E quindi si dà per scontato che si parli di cronologie web zeppe di siti p*rn0, scappatelle con l'amante, tasse non pagate, film scaricati da internet o semplici pettegolezzi dove si parla male di parenti, amici o colleghi (e che non vogliamo arrivino alle loro orecchie).

Pertanto, se uno dice di non avere niente da nascondere, automaticamente si auto-proclama detentore di onestà, valori morali, coerenza, che fa tutto alla luce del sole, non si vergogna delle proprie azioni e non teme ripercussioni di alcun tipo. Insomma, si credono migliori di tutti quelli che invece reclamano il diritto alla riservatezza.
No, cari miei. Tutti noi abbiamo qualcosa da nascondere e da proteggere, poichè se certe cose finiscono nelle mani sbagliate, possono essere usate contro di noi, a partire dai nostri dati sensibili (nome, cognome, indirizzo e numero di telefono) di cui certamente non ci vergognamo, ma che ci guardiamo bene dal pubblicare sul web, se non per necessità.

E poi, se davvero non avete nulla da nascondere, perchè i vostri bagni non sono trasparenti? :)
"E poi, se davvero non avete nulla da nascondere, perchè i vostri bagni non sono trasparenti? :)"

Lo erano, prima della denuncia
FX, ci riprovo:

Dammi le chiavi di casa tua. In cambio ti offro una cena.

Non ci entrerò, le terrò lì da vedere. Il fatto che io possa entrarti in casa e guardare e/o prendere la tua roba non ti deve preoccupare: il fatto che io possa farlo non significa che lo farò.

Accetti?
In ogni caso si, la porta blindata non è una porta magica che non fa entrare il ladro. Serve unicamente per rallentarlo (come l'STO per il software).

Tutto questo discorso è a metà tra il nonsense e l'arrampicata sugli specchi estrema.

La porta blindata (più altri eventuali accorgimenti) è l'esatto esempio di sicurezza fatta correttamente, in quanto protegge in maniera ottimale quello che sta dentro la casa. La STO in questo caso sarebbe nascondere la chiave di riserva nella fioriera, o avere una porta sul retro senza serratura in mezzo a tanti cespugli.

Se per te la porta blindata è STO, e sicurezza è non avere niente dentro casa che possa essere rubato, il paragone è del tutto sbagliato.

L'unico paragone corretto sarebbe tra la sicurezza e il rigore nel difendere la propria privacy, e in questo caso la STO può essere ad esempio pubblicare i propri dati ma solo verso gli amici di facebook.
La sicurezza serve a cercare di non rendere accessibile qualcosa, e la STO è un modo di farlo non ottimale. Non avere niente da non rendere accessibile significa non avere bisogno di sicurezza, in che modo può essere paragonato a un modo di ottenere sicurezza?

Allo stesso tempo, la tua intera sfera personale non può essere paragonata al codice sorgente di un programma. Il programma è fatto si presume sia fatto per interagire in qualche modo con l'esterno, quindi al massimo al suo codice sorgente puoi paragonare il tuo modo di relazionarti con le altre persone, ovvero il tuo lato pubblico. La tua sfera personale è per l'appunto personale, ed è una cosa che va protetta per definizione, non può essere considerata in nessun modo come una cosa potenzialmente pubblica.

libri, non leggo; arti e musica, ma figurati

Queste informazioni sono piuttosto significative per il mio algoritmo di profilazione, e credo anche per quello di altri...
Visto poi che il discorso non è solo aver qualcosa da nascondere o meno, faccio un esempio.

Mettiamo che io abbia un feticcio sessuale per i rinoceronti di peluche.
Mi procuro questi rinoceronti di peluche pagandoli in bitcoin su silk road tramite TOR, li faccio chiudere in scatole ermetiche di piombo, spedire a una casella postale in Alaska, e attraverso una fitta rete di intermediari, ciascuno dei quali all'oscuro di tutto, spostare fino a una casella postale a 200 km da casa mia, dove vado a ritirarli in treno, senza biglietto nominativo, nascosto da un passamontagna e senza nessun dispositivo elettronico addosso. Li custodisco in una stanza blindata della mia casa, all'interno della quale sfogo la mia passione, totalmente vuota e protetta da jammer per qualsiasi tipo di segnale.
In breve, sono sicuro che non esiste nessun modo di scoprire questo lato della mia sfera personale.

Poi scopro che un produttore di rinoceronti di peluche ha chiesto a Facebook di mostrare pubblicità a chi ha un feticcio come il mio, e quindi Facebook sta cercando di capire indirettamente, tramite le mie interazioni, i miei pattern di navigazione e altro, se ho questo feticcio. Sta facendo delle analisi statistiche su di me per ricostruire delle informazioni che io non gli ho comunicato e non gli comunicherei mai.

Questo mi darebbe parecchio fastidio, ma fin qui è facile pensare "e certo, hai qualcosa da nascondere, se non ce l'avessi non ti darebbe fastidio!".

Vero, ma io questo feticcio non ce l'ho (anche se ora che ne ho parlato Google crederà di sì:P). Eppure, mi darebbe fastidio lo stesso se Facebook analizzasse comunque il mio comportamento per cercare di capire se ce l'ho.
E poi magari, per pura coincidenza, il mio comportamento corrisponde statisticamente al modello che si sono fatti, e Facebook mi bolla come maniaco dei rinoceronti di peluche lo stesso.

In altre parole, a prescindere da quello che Facebook realmente sa di me perché glielo dico o perché riesce a saperlo, mi sembra lecito che mi interessi anche solo semplicemente essere a conoscenza di cosa sta cercando di sapere di me, ed avere anche questa informazione nel momento in cui decido se usarlo o meno.
Piccola info.

Chi usa l'utility Little Snitch (per MacOs, non so se c'è una versione per altri SO, Windows e Linux per esempio o Android) oppure altre utility simili a questa si accorgerà con grande evidenza quanti server vengono richiamati ogni volta che si visita una pagina nel WEB.

Talvolta anche decine di server di varia natura e finalità si intromettono ogni volta che si fa visita ad un sito o ad un blog, e poi nuovamente se si clicca o semplicemente si passa il puntatore sopra qualcosa, immagine o link che sia ...
... Parentesi aperta

rallentando ed ostacolando ulteriormente la navigazione a quelli mal serviti come sono io in Italia, alla cui disgraziata Telecom io pago tuttora un servizio ADSL inesistente, totalmente incuranti del fatto.
Con la loro centralina e linea preistorica mini-DSLAM che era una soluzione progettuale di 15 anni fa e che forniva una velocità di connessione massima di 640 kBit/s per utenza telefonica collegata, da almeno 3 anni vedo la pazzesca velocità oscillante al ribasso e variabile tra 10 e 70-80 kBit/s !!
Avete letto bene una media di trenta, quaranta kilobit al secondo, con buchi continui, e questo molto probabilmente per aver allacciato gradualmente altre utenze nei dintorni oltre l'indecente, nonché connessioni e cavi vecchi con dispersioni.
Estremo Nord-Est Italia, vicino al confine con la Slovenia e l'ordinata e civile Austria, vicino a Tarvisio.
Pressoché inusabile e sono costretto perciò a navigare mediante SIM card con Tablet e smartphone.

... Parentesi chiusa.

E naturalmente fra i vari server, ad affacciarsi c'è molto spesso anche Facebook.
Con questa o simili utility si può negare o concedere l'accesso temporaneamente (e per quanti minuti) od anche per sempre in quella sessione, ai server, e di volta in volta decidere cosa fare.

Terribilmente tedioso e fastidioso da mettere in pratica, soprattutto se non si è inclini ad aver pazienza ed attenzione, ma può essere utile a qualcuno e dubito che negando sistematicamente il diritto di accesso, riescano a raccogliere informazioni indesiderabili.
C'è il rischio però che se si nega indiscriminatamente l'accesso a qualche server magari dal nome strano o irriconoscibile non si riesca poi ad accedere successivamente a qualche funzionalità, add-on, oppure ad altre pagine collegate e si è costretti a rimediare chiudendo e riaprendo il browser WEB, ricominciando poi daccapo.
A me più di una volta tra le pagine consigliate sono apparse contemporaneamente proposte antitetiche. L'ultima, era "Amici di Padre Pio" sopra e sotto la pagina dell'UAAR. Oppure Forza Nuova e SEL.
Evidentemente sulle mie opinioni politiche e religiose FB non sa che pesci pigliare; forse perchè ho amici che vanno dal bigotto baciapile all'ateo d'assalto. E riguardo alla politica ho amici in tutto l'arco costituzionale; e anche oltre l'arco costituzionale, sia di qui che di là.
SirEdward: ci riprovi ma male :) Ti fidi a dare le chiavi di casa al ferramenta che ne fa un duplicato, non ti fideresti a lasciarle - per fare un paragone pertinente in termini di sicurezza - in una cassetta di sicurezza della tua banca?

Inoltre, non sto dando a FB il numero della mia carta di credito, su, facciamo paragoni calzanti (in realtà il mio ce l'ha, mi consigliate di scendere in strada urlando con le mani tra i capelli, di mettermi in un angolino della casa rannicchiato a ripetere ossessivamente una frase a scelta, o ancora di scappare il più lontano possibile e di rifarmi una nuova identità?)

Tukler: "Mettiamo che io abbia un feticcio sessuale per i rinoceronti di peluche."

In tal caso mi serviresti su un piatto d'argento lo sfottò: "Ah, vuoi un amante con il quale giocare a chi ce l'ha più duro... ...ad armi pari?" :D

"Mi procuro questi rinoceronti di peluche pagandoli in bitcoin [...] e protetta da jammer per qualsiasi tipo di segnale."

E qui, nel mondo reale, mi immagino la scena: appena ti tiri giù le mutande, entra nella stanza un tuo amico / un tuo parente a chiederti se gli presti 10 euro. Nel mondo reale non riesce a tenere i segreti la NSA, figurati la gente normale.

Tukler, l'ho già detto a chiare lettere; la gente normale sputtana nelle maniere più sciocche / non ha idea di come mantenere i propri segreti (ma quelli seri, non se ti piace il ciottolato e le fibbie), e qui ci si sta a tirare i pipponi mentali perché... c'è dietro un'azienda.

Giriamo la cosa: se Facebook diffondesse la notizia che una certa persona ha un problema di salute / ha l'amante / ha un problema di lavoro / ha una dipendenza... ne uscirebbe un caso che farebbe il giro del mondo, tutta la stampa / tutte le associazioni sarebbero lì a stracciarsi le vesti urlando e battendosi il capo.

Eppure questo avviene, per altri canali, quotidianamente e nessuno si scandalizza.

Qual è la discriminante? Che uno fa profitto quindi è cattivo? Sarà, intanto FB che sa che a me piace il ciottolato (mammacherabbia, come ha fatto ha saperlo?) non mi cambia di una virgola la mia vita, invece se avessi l'amante e qualcuno lo dicesse a mia moglie la mia vita cambierebbe eccome.

Su questo discorso avete dei bias grossi come una casa, mi sto seriamente chiedendo se vi devo fare una tabellina per un utente tipo, tre colonne:
colonna 1: le informazioni che lui non ha fornito che EFFETTIVAMENTE SA IN MODO SUFFICIENTEMENTE AFFIDABILE Facebook, e le possibili conseguenze
colonna 2: le informazioni che lui non ha fornito che invece sanno di lui le persone che gli stanno attorno, e le possibili conseguenze
colonna 3: i dati che CHIUNQUE potrebbe sapere su di lui affidando il compito a un professionista, e le possibili conseguenze

Beninteso, non dico di fregarmene di cosa fa Facebook, però nemmeno avere un atteggiamento paranoico.

"Facebook sta cercando di capire indirettamente, tramite le mie interazioni, i miei pattern di navigazione e altro, se ho questo feticcio" "Questo mi darebbe parecchio fastidio"

Ahhhh la filosofia. E' come il discorso della privacy sulle telecamere di videosorveglianza. NON SONO PERSONE. SONO OGGETTI. Ma è tanto difficile? L'unico problema da porsi è "come far si che il dato sia protetto da una consultazione non autorizzata", ma per il resto che ci siano dei byte sugli exabytes che sarà l'archivio di FB che IPOTIZZANO tu possa avere un'insana passione per i pupazzetti di rinoceronte...

...ragazzi, e qui includo Paolo e tutti quelli che si pongono questi problemi: voi vivete male. Ma tanto. E senza un pro! Vi preoccupate di una goccia nell'oceano, e vi dimenticate di tutto il resto. Vi collegate in Internet? Avete il cellulare? USCITE PER STRADA? VIVETE? ESISTETE? E allora lasciate tracce.
Comunque allo stato attuale reputo, mi si smentisca pure se sbaglio, di aver confutato Paolo sulle due affermazioni chiave:
1) che per la sua esperienza Facebook sa TUTTI quei dati
2) che non posso sapere cosa sa di me Facebook

Semplicemente andando sull'area https://www.facebook.com/ads/preferences che ho scoperto esistere per l'occasione con una ricerca su Google.

In ogni caso credo di portare un contributo alla discussione con argomenti e approfondimenti; e soprattutto un punto di vista diverso che non fa mai male. Ma ho quel tono del cazzo e allora tutti addosso :)
Fx,

non ti fideresti a lasciarle - per fare un paragone pertinente in termini di sicurezza - in una cassetta di sicurezza della tua banca?

Il paragone non è per nulla pertinente. Il core business della mia banca non è vendere i fatti miei ad altri. E la sicurezza di Facebook non è lontanamente paragonabile a quella di una banca. Devo ricordarti i vari incidenti nei quali è emerso che FB aveva falle devastanti che consentivano violazioni di massa? L'uso (tuttora vigente) dei CDN che rendono pubbliche le foto private e le conservano anche dopo la cancellazione?


voi vivete male. Ma tanto. E senza un pro!

Al contrario. Io vivo benissimo e cerco di mostrare agli altri come fare altrettanto evitando di farsi fregare.


Vi preoccupate di una goccia nell'oceano, e vi dimenticate di tutto il resto. Vi collegate in Internet? Avete il cellulare? USCITE PER STRADA? VIVETE? ESISTETE? E allora lasciate tracce.

Certamente. Ma la mia è una scelta consapevole. Conosco rischi e benefici. Non puoi dire la stessa cosa dell'utente medio.

Fx, io ho provato in tutti i modi a spiegarti i termini del problema, ma mi arrendo. Vuoi ignorare il mio parere? Nessun problema. Vuoi ignorare anche quello degli esperti di sicurezza e di privacy? Fai pure, ma dimostri incoerenza.

Se poi considero che hai rifiutato con delle scuse il mio invito a dimostrare che non hai nulla da nascondere e che i dati che hanno i social network su di te non sono pericolosi, la tua incoerenza diventa ancora più evidente.

Ma per me non è un problema. Non sono qui in missione per conto di Dio con l'obbligo di redimere le anime smarrite. Se ti indico che l'acqua del pozzo è avvelenata, metto un cartello per ribadirlo, ti faccio vedere i cadaveri di chi ha bevuto, ti cito gli esperti che hanno analizzato l'acqua e hanno confermato che è avvelenata.... ma alla fine vai e bevi lo stesso da quel pozzo, beh... pazienza.
@Fx:
non sto dando a FB il numero della mia carta di credito [...] (in realtà il mio ce l'ha)
Non ricordo che Facebook abbia funzioni che accettino pagamenti, ma in ogni caso il tuo numero di carta di credito ce l'avrebbe una banca che opera per conto di Facebook, non Facebook. E sarebbe custodito con criteri diversi da quelli del resto delle informazioni.

Ahhhh la filosofia. E' come il discorso della privacy sulle telecamere di videosorveglianza. NON SONO PERSONE. SONO OGGETTI.
Io non sono contrario a prescindere alle videcoamere di sorveglianza (ci ho anche lavorato), ma chi è contrario è ovviamente infastidito dalle persone che potenzialmente possono guardare le registrazioni, non certo dalle videocamere come oggetto in sé. Questo mi sembra più che ovvio, per cui il paragone è pretestuoso.

Ma è tanto difficile? L'unico problema da porsi è "come far si che il dato sia protetto da una consultazione non autorizzata"
No, quello è un problema ma non è l'unico.

ma per il resto che ci siano dei byte sugli exabytes che sarà l'archivio di FB che IPOTIZZANO tu possa avere un'insana passione per i pupazzetti di rinoceronte...
Bene, è qui che ti voglio.
Se io so che iscrivendomi a Facebook automaticamente questo attiva degli algoritmi per determinare i miei feticci sessuali, magari decido di iscrivermi lo stesso, però è un'informazione che tengo in considerazione in questa mia scelta.
Difendo il mio diritto di esserne a conoscenza, e se qualcuno mi da l'informazione lo ringrazio, non gli rispondo "ma chi se ne frega".

Rimanendo in tema di paragoni con la vita reale, te ne faccio un altro.

La mia vicina mi chiede ogni mattina come sto.
Dopo un po' entriamo in confidenza, quindi invece dello standard "tutto bene", inizio a risponderle "stanotte non ho chiuso occhio", "con questa umidità mi fa male il collo", "è tutta la mattina che ho mal di testa", "devo aver digerito male la cena di ieri" ecc ecc...
Un giorno, vengo a sapere che la vicina tiene un diario dove, per me come per tutte le altre persone che le rivolgono parola, segna ogni giorno tutto quello che le ho detto, e in base a questo aggiorna una stima di probabilità delle varie patologie che potrei avere, e una previsione su data e motivo della mia morte.
A questo punto sarei grato di aver ricevuto questa informazione, e in base a questo prenderei una decisione: continuare a parlare dei miei problemini con la vicina, limitarmi a un saluto, oppure non rivolgerle più parola.
La questione non è aver paura che lo dica a qualcuno, è semplicemente sapere cosa fa con quello che le dico.

Come ho scritto nel primo post, io sono iscritto a Facebook, alcune informazioni gliele nascondo, altre gliele do più che volentieri (tutte quelle che hanno a che fare col lavoro) altre ancora so che è lì che cerca di scoprirle, ma non "vivo male" per questo.
Però intanto lo so, e grazie a questa informazione decido come interagire con questo strumento, o cosa dire alla vicina.
E magari qualcun altro, sapendolo, decide di non iscriversi, o di non rivolgere parola alla vicina.
Paolo: è che oggi funziona così; tu vai da uno specialista e le questioni marginali diventano - a suo dire - fondamentali. E alla fine si perde la visione d'insieme. Vai dal pediatra al controllo di routine; per caso le si dice che il bimbo dorme a pancia in giù e apriti cielo, siam pazzi? Così aumenti considerevolmente (del 40%) il rischio di morte in culla.

Poi vai a vedere e parti da un rischio di 1 a 36000. E a quel punto mi chiedo due cose molto semplici:
1) con un rischio così basso, bisognerebbe esser certi che la modesta privazione di sonno che potrebbe scaturire dal fatto che a pancia in su dorme male comporti un rischio inferiore. Quindi, per lo meno per il caso specifico (un bambino che ha particolari difficoltà nel dormire a pancia in su), potresti consigliare in realtà qualcosa di peggiorativo, non hai gli elementi per esserne certo
2) con un rischio così basso, ci sono centinaia di altre cose a cui fare attenzione prima di preoccuparsi di quello. Ma sei dal pediatra, lui ti dice la sua, per il resto... attaccati al tram.

Quindi vedo gente che costringe i figli a dormire a pancia in su, ha delle paranoie assurde sul cibo, sul lasciarlo sul pavimento a giocare, sul sole, sul vento, su TUTTO e poi... lo allatta mentre è in autostrada perché d'altronde, poveretto, vuoi lasciarlo piangere?

La gente oggi non sa più mettere una priorità che sia una. Ed è colpa vostra che fate allarmismo su qualsiasi cosa e la gente non capisce né cos'è vero e cos'é falso, né quanto effettivamente sia il rischio. E' qui che si alimenta tutto quel ventaglio di follie collettive per cui si prende di qualsiasi cosa l'effetto collaterale e lo si ingigantisce a dismisura, per cui qualsiasi cosa è male.

Dalla mia visione olistica, guardo te che mi vedi bere da un ruscello di montagna e apriti cielo, siam pazzi? Sopra c'è un alpeggio, quindi può essere che abbia una carica batterica! E' VELENO.

Come il latte e tutte quelle stronzate lì? Mi dici la differenza?

Bevo il latte e non succede esattamente niente.
Vado in Facebook fottendomene della privacy e non succede esattamente niente.

Fatemi il piacere voi e i vostri rischi potenziali. Tirate la gente scema, più di quanto non è già.

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Una nota sugli esperti, dato che continui a ribadire la fallacy per cui "ah, se lo dicono loro".

Ma gli esperti, le associazioni per la difesa della privacy dove sono quando c'è da spiegare al tizio che fa telefonate di lavoro importanti sotto le finestre aperte del mio ufficio che forse qualcuno può ascoltarlo?

Non è che magari - dico magari - occuparsi di Facebook ti dà molta più visibilità (e quindi tornaconto, e non sto specificatamente parlando di te) che spiegare alla gente che quando usano il cellulare non sono in una bolla magica? Non è che se parli dei massimi sistemi vieni reputato quello bravo e se spieghi l'ABC vieni considerato invece l'insegnante dell'asilo?

La regola dell'80/20 l'hai mai sentita? Con il 20% dello sforzo ottieni l'80% del risultato. Ti serve un altro 80% di sforzo per arrivare al 100%.

Io preferisco dedicare una modesta attenzione (quel 20%) a 5 aspetti diversi piuttosto che di una il 100%. Hai dei risultati enormemente superiori.

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La tua scommessa. A me sembrava di averla accettata, a condizione che si giocasse ad armi pari. Mica mi preoccupa di quello che puoi scoprire. Dico solo che se vuoi pubblicare qui il mio nome e cognome (che non è ciò che scopri, sono le INFORMAZIONI DI PARTENZA da cui inizi a fare l'indagine), mi sembra corretto che io possa conoscere i nomi e cognomi degli altri, per lo meno dei "soliti" che commentano con frequenza. Anche perché, in alternativa, non vedo il problema a pubblicare i risultati senza nome e cognome: se scopri che sono un fan di Justin Bibier mi sputtani comunque, no? :)

La condizione che pongo è del tutto legittima. E' invece del tutto arbitrario e non necessario imporre che, se mi voglio sottoporre all'esperimento, devo anche rinunciare all'anonimato (per lo meno qui).
Avevo scritto anche un altro post dopo il #58, non è stato approvato o non è partito?
Fx,

ripeto: beh.... pazienza.


La tua scommessa. A me sembrava di averla accettata, a condizione che si giocasse ad armi pari.

Perché, Facebook o Snapchat giocano secondo te ad armi pari? :-)

Non cavillare, Fx. Hai detto che te ne fotti della privacy (lo hai ribadito anche qui sopra). Ti prendo in parola. Ti avevo chiesto il permesso, ma visto che dopo tanta spavalderia alla prova dei fatti fai improvvisamente il cavilloso, lo faccio lo stesso, senza il tuo permesso. Aspettati un bel doxxing. Con calma, perché ho anche altre cose da seguire. Buona giornata.

Vado in Facebook fottendomene della privacy e non succede esattamente niente.

Challenge accepted :-)



Fx,

non ho respinto nessun tuo commento. Tutto quello che hai inviato è stato pubblicato.
@Fx
Un giorno, vengo a sapere che la vicina tiene un diario dove, per me come per tutte le altre persone che le rivolgono parola, segna ogni giorno tutto quello che le ho detto, e in base a questo aggiorna una stima di probabilità delle varie patologie che potrei avere, e una previsione su data e motivo della mia morte.
A questo punto sarei grato di aver ricevuto questa informazione, e in base a questo prenderei una decisione: continuare a parlare dei miei problemini con la vicina, limitarmi a un saluto, oppure non rivolgerle più parola.
La questione non è aver paura che lo dica a qualcuno, è semplicemente sapere cosa fa con quello che le dico.


La legge sul trattamento dei dati personali non vieta il comportamento della signora e tu non puoi chiederle nulla in merito: se vuole annotarsi ogni cosa che scrivi lo può fare (strana sta legge eh?).

Se la signora ne parla col vicino delle tue condizioni di salute lo può ancora fare.

Se la signora cedesse o vendesse o divulgasse (per esempio con dei manifesti su tutto il quartiere come in tutto il mondo, non fa differenza) i tuoi dati sensibili allora ti deve informare e tu devi accettare firmando un'informativa.

Se la signora se ne andasse all'estero, in un paese dove non esiste o è più blanda la normativa sul trattamento dei dati personali, e da lì vendesse i tuoi dati anche in Italia, tu ti attacchi al tram: non la potrai perseguire.

Lo afferri ora il paragone con FB? FB si vende i tuoi dati anche quelli inesatti. Non ti hanno danneggiato fino ad ora? Buon per te.

Ritieni di non correre rischi? Accetto la tua opinione ma, per favore, non sparare giudizi sugli altri dando loro dei paranoici, soprattutto se tra loro c'è gente che ha avuto a che fare con FB a livelli molto più alti di te e di me.

A questo punto, però, non capisco l'incoerenza che c'è in te: perché non fai fare l'indagine che Paolo ti ha proposto? Paolo non violerà la legge: se tu non vuoi che alcune informazioni su du te siano pubblicate non lo farà sicuramente. Sicuramente anche la Svizzera è dotata di una normativa sulla privacy.

Molto più banalmente: perché ti nascondi dietro un nick?
"E la sicurezza di Facebook non è lontanamente paragonabile a quella di una banca"..
Parliamo di sicurezza informatica?
Qualcuno ha mai avuto a che fare con la sicurezza informatica di una Banca (italiana, presente su tutto il territorio Nazionale e non la singola filiale eh)...ecco forse è più sicuro il mio frullatore.. non creiamo falsi miti..
Considerando il numero di utenti, la diffusione mondiale, il numero di attacchi giornalieri e l'appettibilità non che la visibilità dell' obiettivo, Facebook potrebbe essere assai più "sicuro" (notare le virgolette) di qualunque banca.
@Fx,
come spesso hai fatto in passato (è la tua natura, credo) alterni del gran buon senso a cavillate pazzesche (a mio parere, si capisce). E' sacrosanto il discorso del professionista che parla ad alta voce sotto la tua finestra o la vicina curiosa che prende appunti. Una enorme differenza, però, è la frequenza e la capillarità. Puoi ascoltare una conversazione casualmente con le orecchie, FB invece le può ascoltare TUTTE e di TUTTI, non è circoscritta e casuale, è sistematica e diffusa. Concordo con te che un'indagine fatta di persona anche solo telefonicamente con un po' di sano social engineering darebbe risultati senz'altro migliori del doxxing. Ma chi se lo può permettere su milioni di utenti??? Non c'è niente di male a sapere che FB pensa che tu sia appassionato di ciottolati e fibbie di pantaloni e nasce probabilmente da banali errori di traduzione del motore interno di ricerca sulle keyword. Ma se nelle preferences ci fosse stato, che ne so, proctologia e fisting perchè in una chat qualcuno te lo ha scritto? Se cominciassero ad apparire pubblicità sulle emorroidi e sul modo di procurarsele? Seccante.
Hai ragione quando scrivi che dovrebbe essere chiaro e trasparente cosa fa FB dei nostri dati e poi scegliere con consapevolezza (come fai tu). La realtà, però, è quella dove il 95% (sono ottimista) delle persone non si pone il problema, affatto, magari con qualcosa di imbarazzante da nascondere. Darwinismo? Ma come, siamo un popolo che ha avuto bisogno della "Par Condicio" e di un presidente (con la minuscola) che non ci stava per difenderci da Emilio Fede... allora serve anche qualcuno che per tutti definisca cosa devono sapere di noi i grandi gruppi e come ce lo devono fare sapere affinchè ne siamo consapevoli.
Io non sono paranoico, ho tutte le password memorizzate in Chrome (TRANNE quella dell'home banking: quella no!) e la penso come te sul fatto che non penso di avere molto da nascondere; non sono però d'accordo sull'osteggiare Paolo su questa campagna pro-privacy, perchè la stragrande maggioranza delle persone ignora completamente l'argomento e quindi non ha consapevolezza, esattamente come io ignoro come si calcola il punto di rottura di un solaio di una casa eppure ho il diritto di pensare (sperare) che non crollerà pur comportandomi come se il problema non esistesse.
Spero tu trovi il mio paragone pertinente.
@Fx
Dico solo che se vuoi pubblicare qui il mio nome e cognome (che non è ciò che scopri, sono le INFORMAZIONI DI PARTENZA da cui inizi a fare l'indagine), mi sembra corretto che io possa conoscere i nomi e cognomi degli altri, per lo meno dei "soliti" che commentano con frequenza.

Siccome io (e, forse, altri) non acconsentirei pensi di potertene uscire in modo elegante scaricando la colpa su di me.

Il fatto è che non sono io a dire che me ne fotto della privacy, sei tu. L'hai pure ribadito più volte. Allora sei tu che devi dimostrare di credere davvero in ciò che scrivi.

Comunque un compromesso c'è. Hai detto che vai su FB senza particolari precauzioni per la privacy. Questo vuol dire che ti sta bene come FB gestisce la tua privacy.

Allora dicci qual è la tua pagina FB.

A questa richiesta non puoi dire di no.
@ FX

Come dice Paolo, il tuo paragone non ha senso. FB esiste per raccogliere i dati dei suoi utenti e rivenderseli. E ci fa i miliardi. E tu i tuoi dati glieli regali. Quei dati con cui FB fa i miliardi. Furbo, non c'è che dire.

Il motivo per cui questa cosa ti picca è perché vuoi dimostrare di aver ragione. Purtroppo no. Tu, come tanti altri (anche io, per dire) sei stato fregato, parzialmente o totalmente; non sei più furbo degli altri. Ti è andata bene che FB ti ha solo fregato dei dati per il momento poco incisivi sulla tua vita, o che non ha usato quello che ha per quanto possibile; ma quei dati ce li ha, il potere ce l'ha FB, non tu. Ti ha fregato. Non sei un onnipotente dio in terra che è sempre un passo avanti a tutti, sei un frescone che regala, per effetto gregge o magari perché non può fare altrimenti, informazioni dalle quali un'azienda americana fa miliardi. E cerca anche di convincersi che non è così, di fronte all'evidenza.

Come si dice dalle mie parti, è più facile mettertelo [nel didietro] che in testa.

Niente allarmismi, come vedi. Solo sano pragmatismo. L'avvertimento è: occhio, FX, che non è tutto così puccettoso come ti immagini...


MT,

Qualcuno ha mai avuto a che fare con la sicurezza informatica di una Banca (italiana, presente su tutto il territorio Nazionale e non la singola filiale eh)

Sì. Io :-)

Quando parlo di sicurezza, non intendo truffette lato utente a base di phishing. Dico solo una differenza fondamentale: se la sicurezza di una banca viene violata e ti svuotano il conto, hai diritto a un risarcimento. Se violano la sicurezza di un social network e ti svuotano l'account, ti danno due dita negli occhi, e le tue foto intime restano in giro per sempre. Chiedilo a Jennifer Lawrence o Scarlett Johansson o Matt Smith.
@Guastulfo:
Hai riportato una cosa scritta da me, attribuendola a Fx e rispondendogli come se l'avesse scritto lui;)

In ogni caso il punto centrale di quell'esempio era che, oltre all'eventualità che la signora riveli le mie parole precise a terzi, che è ovviamente importante (ma è un rischio che accetto quando decido di parlarle), ritengo interessante anche sapere come elabora quelle parole, come le incrocia con le altre che gli ho detto negli altri giorni, e quali conclusioni ne trae. Tanto più se poi queste conclusioni le rivela a terzi.
E questa è un eventualità che magari quando ogni singolo giorno ci scambio quelle poche parole, pensando ogni giorno "che male fa dirgli come sto oggi", potrei non aver considerato.

Facebook i miei messaggi esatti magari non li rivela, ma ne trae delle conclusioni e poi rivela quelle, che potrebbe essere ancora peggio.

Quando una persona mi chiede "come stai?", nei due secondi che passano tra decidere se rispondere "bene" o "così e così, ho una gastrite da stress", valuto:
1- la probabilità che quella persona vada a dire in giro che ho una gastrite da stress;
2- la probabilità che quella persona, che ha informazioni parziali su di me (magari sono stressato perché non mi va la macchina, ma lui non lo sa), da quelle parole pensi che sono una persona perennemente stressata, magari ne concluda che sono una persona prona a crisi di nervi e totalmente inaffidabile. E magari lo vada a dire in giro.

Io queste due valutazioni le faccio, ed avere gli strumenti per fare la seconda valutazione mi interessa.


Poi certo, come ha scelto di fare Fx ora si può sempre ricorrere al benaltrismo delirante, d'altronde cosa sono i nostri problemi quotidiani di fronte all'infinità dell'universo?
@Paolo su quello hai perfettamente ragione.
Ma la sicurezza (intesa informatica in senso stretto) di Facebook le banche se la sognano..ma daltronde fanno un altro mestiere.
MT: "E la sicurezza di Facebook non è lontanamente paragonabile a quella di una banca"

Il tutto nasce dalla mia frase "non ti fideresti a lasciarle - per fare un paragone pertinente in termini di sicurezza - in una cassetta di sicurezza della tua banca?"

Il paragone originario era con la cassetta di sicurezza di una banca, non con la sicurezza informatica di una banca; FYI. State discutendo su una cosa che nessuno ha mai detto.

Tutti: è facile riconoscere la propaganda, si usano gli spot. "Facebook vende i tuoi dati" è uno di questi. Io se voglio comprare i dati dell'utente X non posso, al massimo posso targetizzare un annuncio senza alcun controllo a livello di singolo utente.

Se vi interessa fare propaganda, ok. Se vi interessa il vero al di là dei bias relativi alle proprie posizioni personali, Facebook vende pubblicità e nel farlo profila gli utenti per permettere agli inserzionisti di targetizzare al meglio gli annunci.

Tra l'altro vi invito a provare a creare un'inserzione giusto per valutare se puoi targetizzare un annuncio per coloro che hanno la casa più grande di 100 metri quadrati E frequentano ristoranti etnici E hanno un auto di almeno 5 anni di età E usa buoni sconto, oppure no.

Guastulfo: "Il fatto è che non sono io a dire che me ne fotto della privacy, sei tu. L'hai pure ribadito più volte. Allora sei tu che devi dimostrare di credere davvero in ciò che scrivi."

Di tutti i discorsi che ho fatto hai capito che ho detto che me ne fotto della privacy, interessante. Di grazia, mi indichi commento e riga?

"A questa richiesta non puoi dire di no."

Scommetti?

SirEdward: "[...] informazioni dalle quali un'azienda americana fa miliardi". E quindi deve essere cattiva per forza, un po' come BigPharma: non basta fare i soldi con i vaccini, devono far venire anche l'autismo, perché sono l'impero del male.

Tu temi chi vuoi. Cioè, da una parte dev'esser figo credere di essere in un film dove ci sono le multinazionali cattivissime. Credo ti faccia sentire un po' più importante, quello che sa che c'è il "complotto" - perché alla fine è un complotto anche questo, non giriamoci attorno - che sta attento per non farsi tracciare. Bello.

A me invece interessa la realtà, e in questa ho consapevolmente scelto di prestare molta più attenzione a ciò che non si vede (o a ciò che hai sotto gli occhi e non si nota) rispetto a chi è sotto i riflettori, ha (o è costretto ad avere) procedure, policy, attenzione su tutta la filiera del dato, trasparenza.

"L'avvertimento è: occhio, FX, che non è tutto così puccettoso come ti immagini..."

Quindi se cerco di prendere in esame il numero maggiore possibile di rischi, stilando una graduatoria di priorità (nella quale FB è piuttosto in basso), starei immaginando un mondo puccettoso?

Inizio a pensare di avere problemi nell'esprimermi.

Tukler: "Quando una persona mi chiede "come stai?", nei due secondi che passano tra decidere se rispondere "bene" o "così e così, ho una gastrite da stress", valuto: [...] Io queste due valutazioni le faccio, ed avere gli strumenti per fare la seconda valutazione mi interessa."

Minchia che paranoie... se fai andare il cervello così in bomba solo per rispondere alla domanda "come stai?" non mi stupirei se ti venisse davvero, la gastrite da stress. Ma prova a fottertene un po' che vedrai che vivi meglio

"Poi certo, come ha scelto di fare Fx ora si può sempre ricorrere al benaltrismo delirante, d'altronde cosa sono i nostri problemi quotidiani di fronte all'infinità dell'universo?"

Chiave di lettura alternativa: se ti puoi permettere di tirarti i pipponi mentali alla domanda "come stai?" la tua quotidianità ha dei problemi più modesti dei miei :P
Paolo: ho riscritto, ieri credo intorno alle 18.30, il commento che si era perso e ancora non lo vedo; stavolta ne ho la certezza assoluta - ieri sera non avevo chiuso la finestra del browser e stamattina avevo ancora la pagina aperta con la scritta "Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione"
Fx,

C'è un tuo commento (nonché una mia replica al suddetto) nel Thread "Ecco perché su Internet non bisogna mai fare battute senza dire che sono battute".

Forse hai solo sbagliato articolo.
Fx,

anche stavolta non vedo in coda di moderazione nessun tuo commento e tutti quelli che hai inviato sono stati approvati e pubblicati. Mistero.
Mamma mia, e io che pensavo che la pedanteria di utenti che volevano avere ragione a tutti i costi fosse storia vecchia legata al traduttore danese.
Comunque, anche al di fuori di FB, le persone non si rendono conto che spesso forniscono informazioni su di sè anche quando pensano di non farlo. Ad esempio, qui abbiamo capito che chi dice di non avere alcun problema con un'eventuale violazione della privacy, quando si accorge che invece ci sono un sacco di dati e di informazioni che preferisce non rivelare, ecco che si attorciglia su se stesso per tentare di giustificare la sua -legittima- riluttanza a mettere sul piatto tali informazioni.

A proposito: è scorretto usare l'argomentazione "per dimostrarmi che hai ragione, dimmi esattamente quali informazioni su di me sono in mano a FB". A parte il fatto che, per averne un'idea, dovremmo sapere qual è la tua pagina FB (e, guarda un po', non vuoi dircelo...), ma in ogni caso, stai chiedendo a chi ha scritto l'articolo, di avere la stessa capacità di conoscere e utilizzare gli stessi algoritmi di FB (che magari hanno lavorato su centinaia di post, analizzati nel corso di mesi/anni), cosa decisamente impossibile da chiedere. Cioè, se qualcuno mi dicesse, fonti alla mano, che la mia smart tv registra le mie conversazioni davanti allo schermo e tiene nota dei dvd che guardo, non mi aspetto che quella persona sia in grado di conoscere e recuperare quei dati.
E se io iniziassi a dire "chi se ne frega, tanto cosa vuoi che vengano a sapere di me?", sarei solo un povero illuso.
Paolo: ha risposto Stupidocane, e Tuckler dall'altra parte. L'ho postato dalla parte sbagliata. Mistero svelato: troppa gazzosa. :)

Lo incollo qua per tornare in topic.
Paolo: "non ho respinto nessun tuo commento. Tutto quello che hai inviato è stato pubblicato."

Preciso che il senso della mia domanda è "non lo vedo, è ancora da approvare?", non "lo hai respinto?" :) Se non lo hai fatto fin'ora... :)

Sottolineavo solamente che nel commento #48 sono andato a vedere cosa Facebook pensa di me e pertanto reputo di aver confutato due questioni chiave da te poste [edit: ho visto solo ieri che avevi aggiornato l'articolo inserendo il link, però l'articolo non è stato variato nei contenuti]:
1) Facebook NON sa tutti quei punti - nel mio caso ne escono solo una piccola parte
2) Facebook PERMETTE di vedere cosa sa, o cosa crede di sapere, di te (e a volte sbaglia anche in modo comico)

Poi facevo una considerazione sul bias cognitivo rivolta un po' a tutti per cui vi sentite in dovere di controbattere nonostante io porti argomenti e approfondimenti, ma soprattutto UN PUNTO DI VISTA DIVERSO; tutte cose che sarebbero apprezzate se fossero portate con altri toni. Gli argomenti vengono messi in secondo piano rispetto a questioni del tutto irrazionali. E la riflessione è: ma secondo voi rigettare argomenti per ragioni che vanno al di là di quelli razionali arreca un danno al rigettato o a chi rigetta? Se (esaspero) il medico ti dice di smettere di fumare, e tu lo mandi a quel paese perché lui fuma 3 pacchetti al giorno, arrechi un danno al medico o a te stesso?

Adesso mi direte che sono tutte argomentazioni razionali, si, difatti abbiamo quantità e misura del rischio oggettivamente stimati e rilevati, vero? :)

In conclusione: è più facile di quanto si possa immaginare commettere gli stessi errori dei complottisti. A voi che piace quella ciofeca di Star Wars lascio i paralleli con il lato oscuro della forza :P
@Fx:
Cioè, da una parte dev'esser figo credere di essere in un film dove ci sono le multinazionali cattivissime. Credo ti faccia sentire un po' più importante, quello che sa che c'è il "complotto".

No, un attimo. Non si tratta di film.
Spesso le multinazionali sono "cattive", così come le banche e le case farmaceutiche, in quanto il loro scopo primario è perseguire i propri interessi economici, e non tutelare gli interessi dei loro clienti. Di casi in cui multinazionali, banche e case farmaceutiche violano la legge ne abbiamo tutti i giorni, quindi per induzione è lecito farsi l'idea che siano effettivamente "cattive".
Il problema nasce quando, per deduzione, decidi che siccome sono cattive allora qualunque cosa facciano è automaticamente cattiva, e quindi escono fuori additivi alimentari per il controllo mentale, signoraggio, farmaci oncologici inutili ché tanto basta il bicarbonato, e così via.
L'errore è che ciascuna di queste teorie dev'essere provata individualmente, non basta il fatto che siano opera di entità "cattive".

Il fatto che Facebook abbia tutto l'interesse a raccogliere dati personali, elaborarli e guadagnarci non è film o complottismo, è realtà. Cosa c'è quindi di complottista in questo articolo?

Minchia che paranoie... se fai andare il cervello così in bomba solo per rispondere alla domanda "come stai?" non mi stupirei se ti venisse davvero, la gastrite da stress. Ma prova a fottertene un po' che vedrai che vivi meglio

Perfetto, vedo che siamo due persone diverse, io prima di dire qualcosa di personale a qualcuno valuto quando mi posso fidare di lui, tu evidentemente no.
Allora facciamo così: per ogni volta che nella tua vita ti hanno chiesto "come stai?", riportami quale sarebbe stata la tua risposta sincera e completa, visto che per te non è un problema. Ovvero, riportami tutti i problemi di salute che hai avuto nella tua vita.
Se non vuoi farlo in pubblico, puoi trovare facilmente il mio indirizzo email.
Tuckler: "Allora facciamo così: per ogni volta che nella tua vita ti hanno chiesto "come stai?", riportami quale sarebbe stata la tua risposta sincera e completa, visto che per te non è un problema."

"Bene". Rispondo sempre "bene", anche se ho la gastrite.

Se son amici ne gioiscono, e mi fa piacere
Se son nemici rosicano, e mi fa piacere

e in ogni caso io sto comunque allo stesso modo.

Se poi si va oltre la mera formalità, dico tranquillamente cos'ho; onestamente fatico a comprendere il perché dovrei mentire / tacere (a meno di non aver l'ebola e aver appena limonato la persona che te lo sta chiedendo).
@Fx
Di tutti i discorsi che ho fatto hai capito che ho detto che me ne fotto della privacy, interessante. Di grazia, mi indichi commento e riga?

Nel tuo commento #62 per esempio: "Vado in Facebook fottendomene della privacy e non succede esattamente niente"

Come sempre dici una cosa e il suo contrario.

Prima affermi che non hai nulla da nascondere poi, quando Paolo ti chiede di poter cercare tue informazioni in rete, ti rifiuti.

"A questa richiesta non puoi dire di no."

Scommetti?


Certo che puoi dire di no ma, francamente, la tua credibilità finisce sotto zero.

Dici che non ti è mai successo niente mentre navighi su FB, quindi, per te, è un posto ragionevolmente sicuro, ma poi non ci dici qual è il tuo profilo. Perché?

A proposito di privacy mi viene in mente una considerazione.
Se Paolo decidesse davvero di cercare e rendere pubbliche informazioni che ti riguardano e lo facesse contro il tuo volere come ti comporteresti?

Lo denunceresti per violazione della privacy? Sarei curioso di sapere come faresti. La legge italiana tutela in Italia ma Paolo Attivissimo è all'estero. La legge svizzera, presumo, faccia lo stesso: ti tutelerebbe se subissi il reato mentre sei in Svizzera.

Intenteresti una causa internazionale (se si può fare per questi reati)? Sicuramente dovresti cominciare con un bel mutuo per quanti soldi ti servirebbero :-)

Chiederesti l'estradizione di Paolo?

Tu saresti un italiano vittima di un reato commesso dall'estero da una persona residente all'estero. Un reato per il quale la legge svizzera magari prevede solo sanzioni amministrative, mentre in Italia è penale solo per i dati sensibili. Se Paolo non pubblicasse dati sensibili difficilmente riusciresti ad ottenere qualcosa. Se Paolo pubblicasse anche quelli sensibili per la legge italiana, non è detto che sarebbero sensibili anche per la legge svizzera.

E' un po' lo stesso meccanismo al quale FB e gli altri colossi dei social network si "attaccano" per sgusciare tra le varie normative.

Questa è una ragione in più per essere prudenti nell'usarli.
@Fx:
"Bene". Rispondo sempre "bene", anche se ho la gastrite.

Non ti ho chiesto cosa rispondi, ti ho chiesto quale sarebbe stata la risposta sincera e completa. Non cercare di sviare il discorso.

Se poi si va oltre la mera formalità, dico tranquillamente cos'ho; onestamente fatico a comprendere il perché dovrei mentire / tacere.

Perfetto, allora andiamo oltre la mera formalità e dimmi in maniera sincera e completa come sei stato ogni giorno della tua vita.
Tutti i problemi che ti hanno turbato e che avresti elencato rispondendo in maniera sincera e completa. Vanno bene anche solo quelli di cui hai ricordo.
@ FX

SirEdward: "[...] informazioni dalle quali un'azienda americana fa miliardi". E quindi deve essere cattiva per forza

Non stavo facendo un appunto alla cattiveria di FB, stavo facendo un appunto alla stupidità di chi regala a FB i miliardi che FB fa, e passa pure il tempo a negare che sia così.

FB è un'impresa; come ti ha detto Tukler, dunque è interessata prima di tutto ai suoi profitti e solo dopo, in maniera subordinata ai suoi profitti, al tuo benessere, come veicolo per aumentare i profitti.

E' normale, è scritto nel primo capitolo dei libri di economia.

Se questo per te è essere "buoni", buon per te. Io non li definisco neanche necessariamente "cattivi". Esattamente come non è cattiva una tigre. Eppure starei attento a non mettermi in brutte situazioni, anche se non la considero "cattiva". Perché un giorno potrebbe tentare di uccidermi, e ha tutte le capacità per farlo.


, un po' come BigPharma: non basta fare i soldi con i vaccini, devono far venire anche l'autismo, perché sono l'impero del male.


Fallacia logica.


Tu temi chi vuoi.


Sicuramente non quello che tu immagini, nell'immagine denigrante che ti sei fatto di me per nutrire la tua arroganza, che io tema.


A me invece interessa la realtà, e in questa ho consapevolmente scelto di prestare molta più attenzione a ciò che non si vede (o a ciò che hai sotto gli occhi e non si nota) rispetto a chi è sotto i riflettori, ha (o è costretto ad avere) procedure, policy, attenzione su tutta la filiera del dato, trasparenza.


E' per questo che te ne freghi quanto una entità con un sacco di soldi e potere dimostra di sapere o poter sapere di te infinitamente di più di quello che tu penseresti o vorresti che sapesse? Se il tuo scopo è prestare attenzione a ciò che non si vede, non lo stai facendo nel modo giusto.


Quindi se cerco di prendere in esame il numero maggiore possibile di rischi, stilando una graduatoria di priorità (nella quale FB è piuttosto in basso), starei immaginando un mondo puccettoso?


Secondo me la posizione di FB nella tua lista delle priorità è da rivedere.


Inizio a pensare di avere problemi nell'esprimermi.


Non mettermi le battute in bocca, ti prego. Seriamente, secondo me il tuo problema è quello dell'altra volta: sei arrogante, e appena ti si tocca reagisci cercando di "vincere" a qualunque costo, anche quando non ha senso.
Guastulfo: "Come sempre dici una cosa e il suo contrario.

Prima affermi che non hai nulla da nascondere poi, quando Paolo ti chiede di poter cercare tue informazioni in rete, ti rifiuti."

Devo davvero spiegare dove sta la differenza tra "privacy", in assoluto, e della "privacy in Facebook", ovvero limitata unicamente al singolo contesto di cui si sta parlando oggi?

Devo davvero sottolineare per l'ennesima volta che quello che sto predicando è una visione olistica della privacy, per cui PRIMA di pensare ai rischi POTENZIALI in Facebook ce ne sono almeno un centinaio più concreti?

Avete presente quelli che non mangiano carne pesce latticini uova non bevono latte bevande zuccherate ti fanno una testa così e poi fumano? Ecco.

"Certo che puoi dire di no ma, francamente, la tua credibilità finisce sotto zero."

La cosa mi turba nel profondo.

"Se Paolo decidesse davvero di cercare e rendere pubbliche informazioni che ti riguardano e lo facesse contro il tuo volere come ti comporteresti?"

Incasserei. Ho fiducia delle persone e in genere mi stupiscono sempre in positivo. Raramente capita il contrario, ma fa parte del gioco.

Difatti ho invitato Paolo a fare la prova, non ho nessun problema a dargli i riferimenti della mia pagina Facebook. Tra l'altro non vedo perché vi accanite, non sarebbe comunque interessante al di là del venir a conoscenza della mia vera identità (cosa che peraltro è pretestuoso correlare con l'esperimento in sé)?

"Questa è una ragione in più per essere prudenti nell'usarli."

Ci sono sempre un sacco di ottime ragioni, il fatto è che tu prospetti uno scenario potenziale, e a me interessa la potenza, la realtà, la pratica. Nella pratica, per fare un esempio, se X è venuto a conoscenza delle caratteristiche del mio mutuo senza che né io né quegli altri tre che sono legittimamente a conoscenza della cosa gli abbiano detto niente... beh, ecco, questo ha una rilevanza.

Queste cose succedono spesso, e l'informatica non c'entra nulla.

Nel caso specifico l'unica cosa straordinaria è che io sia venuto a conoscenza della cosa, normalmente non accade.

Tuckler: "Tutti i problemi che ti hanno turbato e che avresti elencato rispondendo in maniera sincera e completa. Vanno bene anche solo quelli di cui hai ricordo."

Emorroidi a grappolo, da quando ho memoria.

Fatico a seguirti.

SirEdward: "E' per questo che te ne freghi quanto una entità con un sacco di soldi e potere dimostra di sapere o poter sapere di te infinitamente di più di quello che tu penseresti o vorresti che sapesse?"

Veramente, verificato con il link che ha pubblicato anche Paolo, Facebook sa molto meno di quanto pensassi e non solo, sbaglia anche in modo clamoroso.

Ai tempi mi aveva impressionato di più Google, che aveva determinato un profilo molto preciso di me (ripeto, non avevo un account, solo informazioni che aveva dedotto). E si parlava credo di 7/8 anni fa. Chissà oggi. Chissà adesso con il deep learning.

Ma tanto cosa ve ne frega a voi, il pericolo è Facebook. Google analizzando i pattern di ricerca potrebbe derivare (e son pronto a scommettere che deriva) tonnellate di informazioni in più, e in modo più affidabile, di quanto fa Facebook, ma tanto... il problema è Facebook. Toglietevi da lì e avete risolto tutti i vostri problemi.
Fx,

non ho nessun problema a dargli i riferimenti della mia pagina Facebook

Bene. Allora pubblicali. Risparmierai un po' di lavoro ai miei colleghi e di soldi a me.

O se hai deciso che non te ne fotti più completamente della privacy, per usare il tuo linguaggio, mandameli via mail.
@Paolo Attivissimo
O se hai deciso che non te ne fotti più completamente della privacy, per usare il tuo linguaggio, mandameli via mail.

Nell'eventualità che Fx decida di inviare davvero il suo profilo via email potremmo esserne informati?

Fx, non è che adesso pretenderai che ognuno di noi soliti mandi il proprio profilo a Paolo eh?
Sto pensando a quello che potrebbe succedere se qualcuno riuscisse a venire in possesso, illegalmente, di questa mole di dati...
@Fx:
Devo davvero sottolineare per l'ennesima volta che quello che sto predicando è una visione olistica della privacy, per cui PRIMA di pensare ai rischi POTENZIALI in Facebook ce ne sono almeno un centinaio più concreti?

Benaltrismo.
Il fatto che sia interessato a venire informato di cosa fa Facebook dei dati che raccoglie su di me non significa che non guardi prima di attraversare la strada.
Il discorso è se questa è un'informazione utile o meno, non se lo sia più o meno di mille altre informazioni.

Avete presente quelli che non mangiano carne pesce latticini uova non bevono latte bevande zuccherate ti fanno una testa così e poi fumano?Ecco.

Cosa c'entra? Avrebbe senso se una persona che ti sta dicendo che fa attenzione a come interagisce con Facebook poi tradisse il fatto di commettere un errore ben più grave nel difendere la propria privacy.
Per cui elimina pure il "e poi fumano" dal tuo paragone, visto che non ha nessun riscontro, e vedrai che la frase rimane senza senso.
O meglio, andrebbe a significare solo che tu ce l'hai con chi ci tiene alla propria privacy su Facebook così come ce l'hai con i vegani, non considerando che magari sono solo persone che vivono la loro vita in maniera diversa dalla tua.
È per caso così?

Tra l'altro non vedo perché vi accanite, non sarebbe comunque interessante al di là del venir a conoscenza della mia vera identità (cosa che peraltro è pretestuoso correlare con l'esperimento in sé)?

A nessuno interessa la tua identità. D'altronde anche Facebook quando vende le informazioni che ha su di te non le associa al tuo nome. Le associa "solo" alla tua età, al tuo sesso, al tuo comune di residenza, alla tua attività, al tuo percorso scolastico e a tutti i tuoi spostamenti (o meglio, i dati tra questi che gli hai comunicato, ma sei tu quello che non ha problemi a farlo).

Emorroidi a grappolo, da quando ho memoria.

Ho detto tutto. Tutti i tuoi problemi personali che ti hanno turbato nella tua vita.

Fatico a seguirti

Il senso è che se non ritieni opportuno parlare con me di tutti i problemi che ti hanno turbato nella tua vita, allora vuol dire che anche tu prima di parlare con qualcuno di un problema che ti turba magari qualche considerazione la fai...

Ma tanto cosa ve ne frega a voi, il pericolo è Facebook. Google analizzando i pattern di ricerca potrebbe derivare (e son pronto a scommettere che deriva) tonnellate di informazioni in più, e in modo più affidabile, di quanto fa Facebook, ma tanto... il problema è Facebook. Toglietevi da lì e avete risolto tutti i vostri problemi.

A questo è già stato risposto prima.
Sì può usare Google facendo in modo che il suo utilizzo non venga collegato al proprio profilo. Con Facebook questo non è possibile.
Paolo: "O se hai deciso che non te ne fotti più completamente della privacy, per usare il tuo linguaggio, mandameli via mail."

Per la prima parte quoto quanto ho scritto a Guastulfo:

"Devo davvero spiegare dove sta la differenza tra "privacy", in assoluto, e della "privacy in Facebook", ovvero limitata unicamente al singolo contesto di cui si sta parlando oggi?

Devo davvero sottolineare per l'ennesima volta che quello che sto predicando è una visione olistica della privacy, per cui PRIMA di pensare ai rischi POTENZIALI in Facebook ce ne sono almeno un centinaio più concreti?"

Non so se vi siete persi la parte in cui vi rendevo partecipi del fatto che qualcuno ha saputo informazioni precise sul mio mutuo senza il mio consenso, forse aiuta a capire il perché sostengo che ci sono rischi per la privacy più consistenti, più ricorrenti e sicuramente meno aspettati di Facebook.

Per la seconda parte: ti scrivo subito (anche se in realtà nella tua casella di posta elettronica hai già tutto per procedere, senza che ti scriva - nuovamente :)

Devo davvero sottolineare per l'ennesima volta che quello che sto predicando è una visione olistica della privacy, per cui PRIMA di pensare ai rischi POTENZIALI in Facebook ce ne sono almeno un centinaio più concreti?"

Non so se vi siete persi la parte in cui vi rendevo partecipi del fatto che qualcuno ha saputo informazioni precise sul mio mutuo senza il mio consenso, forse aiuta a capire il perché sostengo che ci sono rischi per la privacy più consistenti, più ricorrenti e sicuramente meno aspettati di Facebook.


E questo non ti preoccupa nemmeno un po'? Non ti fa venire voglia di chiedere più protezione per i fatti tuoi?

Sei partito in questa discussione con un atteggiamento decisamente diverso, dicendo che chissenefrega di FB perché tanto tutti hanno un sacco di informazioni e quello che conta è come le usano, e i colossi sono meno pericolosi dei piccoli, ora dici che FB è un pericolo minore e ce ne sono di più grandi?

Scrivevi, sopra (poiché fa un po' cesura selettiva, invito chi interessato a rileggere anche il resto delle parole di FX, perché il concetto non cambia, anzi aiuta a comprendere la modifica di pensiero)


E io sto cercando di dirti che non mi devi dimostrare una cosa che già so. Lo so che stimano una serie di informazioni da quelle in loro possesso. E' perfino affascinante sotto il profilo della scienza che ci sta dietro.

Sto dicendo che non è un pericolo fino a prova contraria.


Perché prima era una cosa innocua, ora è un rischio?

Poche righe dopo:


Non sono d'accordo. Il principio è il medesimo: devi partire dal presupposto che un terzo in qualsiasi momento possa arrivare a conoscere tutto di te / del tuo codice.


Che a questo punto porta a due domande: la prima è se la cosa non ti preoccupa e non sarebbe il caso di limitarla. La seconda è dal momento che Paolo mostra cosa FB può fare (e cosa può fare per legge, unito al fatto che il suo obiettivo non è il benessere dell'utente iscritto), perché battere sopra di lui, che sta aiutando a sensibilizzare su una questione così spinosa come il trattamento dei dati personali?



@Fx:
Non so se vi siete persi la parte in cui vi rendevo partecipi del fatto che qualcuno ha saputo informazioni precise sul mio mutuo senza il mio consenso, forse aiuta a capire il perché sostengo che ci sono rischi per la privacy più consistenti, più ricorrenti e sicuramente meno aspettati di Facebook.

Ancora benaltrismo.
Se leggo un articolo sui pericoli di attraversare la strada senza guardare, non è che commento "che articolo inutile, state tutti a farvi mille seghe mentali sul guardare a destra e a sinistra, quando a me l'altro giorno è caduto un vaso in testa dall'alto!".
Circostanzia quali sarebbero questi rischi per la privacy più consistenti ai quali chi è interessato a questa ricerca va incontro secondo te senza averne nessuna idea. Altrimenti la tua è pura aneddotica e non giustifica in nessun modo per quale motivo questa ricerca non dovrebbe essere interessante.

In ogni caso, mi sembra di intuire che per te le informazioni sul tuo mutuo sono un dato sensibile.
Scriveresti sulla tua bacheca di Facebook, anche con opzione per non condividerli con nessuno (tranne con gli algoritmi di profiling di Facebook), tutti i dettagli del tuo mutuo e il saldo del tuo conto in banca?

Più in generale, di questa lista di 98 punti, ce n'è almeno uno che non vorresti che Facebook conosca di te, o non avresti nessun problema se li conoscesse tutti e 98?
@Tucker
In ogni caso, mi sembra di intuire che per te le informazioni sul tuo mutuo sono un dato sensibile.

Ma si sbaglia perchè non lo sono.

Nel sito del garante della privacy c'è scritto che i dati sensibili sono "quelli che possono rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, lo stato di salute e la vita sessuale;

Credo che questa scelta sia voluta per permettere alle banche e alle società che erogano mutui di accedere e scambiarsi più agevolmente tali informazioni.
@ Tutti
Io ne ho avuto la recente conferma in un altro articolo, ma bene o male è una cosa facilmente riscontrabile: quando fate una domanda ad una persona e questa, ogni volta, svia il discorso oppure inizia a porre delle condizioni che prima non aveva posto, vuol dire che non ha alcuna intenzione di rispondervi.
Non lo fa perchè non sa la risposta oppure, più semplicemente, non vuole darvela: in entrambi i casi, contraddice il suo assunto di partenza. Il suo non-rispondere dimostra chiaramente che ha detto qualcosa di errato, anche se non lo ammetterà mai.

Pertanto non ha senso continuare a chiedere a FX di pubblicare quegli stessi dati che non teme di dare in pasto a Facebook, come il link del suo profilo personale e il suo nome reale e magari pure qualche foto. Probabilmente teme che tra i commentatori si celi qualche stalker o qualcuno che potrebbe usare quei dati contro di lui o spulciare tra le sue foto e i suoi vecchi post per farsi un'idea su che tipo di persona sia; eppure non ha timore di dare quei dati in mano ad una multinazionale che è in grado di incrociarli con altri dati (che lui stesso non sa di aver condiviso) e di sfruttarli a fini commerciali.
Non vi darà mai quelle informazioni, punto. Non lo ha fatto fino ad ora e quindi è improbabile che lo farà dopo. Anzi, ogni commento non fa altro che tirar fuori altre argomentazioni a cui dover controbattere, aumentando la "montagna di ****a" da spalare.

Qui l'unica cosa da fare è porre un ultimatum: qualsiasi commento che non risponda alla richiesta iniziale di Paolo, andrebbe ignorato (e magari responto). A quel punto, gli rimarrebbero due cose da fare: rispondere adeguatamente, oppure ritirarsi dalla discussione, dimostrando che anche lui (come è giusto che sia) ha qualcosa da nascondere. Pertanto dovrebbe preoccuparsi, esattamente come tutti gli altri, di come FB usa quegli stessi dati che lui non vuole ripostare qui.

In ogni caso abbiamo avuto la dimostrazione che, se prima diceva di fottersene della privacy, quando si tratta di metterla sul piatto, non se ne fotte più.
Il caso è chiuso.
@Guastulfo:
Dai, non mettertici pure tu!:P
Ovviamente per "dati sensibili" non intendevo quelli definiti così ai fini di legge, era un modo di dire "dati che condivideresti solo con persone selezionate".
Per precisione, non è che per il garante della privacy solo i dati sensibili debbano essere tutelati, verso quelli ci deve essere ancora più riguardo, ma a dover essere tutelati sono tutti i dati personali.

@Replicante Cattivo:
qualsiasi commento che non risponda alla richiesta iniziale di Paolo, andrebbe ignorato

Io invece vorrei anche la risposta alla domanda di Guastulfo "Perché ti nascondi dietro a un nick?" (relativa anche solo ai suoi interventi qui, non per forza a un eventuale indagine sui suoi conti), e alla mia "C'è almeno uno di quei 98 punti che non vorresti che Facebook conosca di te?". Perché se la risposta è positiva, allora significa che ricerche come queste sono utili anche per lui, e contestarne l'utilità è solo esercizio di retorica.
Tukler: "Ancora benaltrismo."

Nella mia vita il bealtrismo è fondamentale. Essendo io un poveraccio con risorse e capacità limitate, per ottimizzare i risultati sono costretto a concentrarmi su ciò che è più importante prima di arrivare, se c'è tempo, se c'è modo, se se, ad esaminare ciò che lo è meno.

"Più in generale, di questa lista di 98 punti, ce n'è almeno uno che non vorresti che Facebook conosca di te, o non avresti nessun problema se li conoscesse tutti e 98?"

Onestamente mi dà fastidio più che UNA singola persona abbia delle informazioni CERTE sul mio mutuo di tutte le pippe mentali che si può fare Facebook. Anche perché finché sono informazioni memorizzate, è pura potenzialità.

Ci sono informazioni memorizzate su ognuno di noi ovunque. Il rischio di uso sbagliato / una perdita di dati lo vedo più in altri soggetti. A partire dalla mia banca, per l'appunto.

Guastulfo: "Ma si sbaglia perchè non lo sono."

Tukler dice "allora pensi che" e tu "allora si sbaglia", interessante dibattito in cui alla fine mi ritrovo nel torto per una considerazione fatta da altri :D

Ad es. in un dibattito politico potrebbe essere un'ottima strategia per soverchiare l'avversario. Mi piace :)

Replicante Cattivo: "Non vi darà mai quelle informazioni, punto."

A Paolo le ho già mandate, non hai letto?

"In ogni caso abbiamo avuto la dimostrazione che, se prima diceva di fottersene della privacy, quando si tratta di metterla sul piatto, non se ne fotte più."

Ho avuto discussioni analoghe proprio su Facebook. Parte dei miei limiti è che alla terza volta che spiego in termini elementari la cosa e ancora non viene capita, inizio a essere un po' più "diretto". E dato che per mia esperienza siete mediamente più permalosi della norma, vorrei evitare.

Per di più questa è proprio la terza volta che la spiego, per di più di fila.

Ora, prenditi 3 minuti e rileggiti negli ultimi miei commenti qual è la mia posizione sulla privacy NEL SUO COMPLESSO.

Poi poniti la domanda se hai capito bene, e rileggi nuovamente.

Se trovi ancora che vi sia una posizione che manca di buon senso, prova a rileggere ancora una volta, perché PROBABILMENTE hai capito male.

Se alla fine quello che hai capito è che me ne frego della privacy in senso assoluto, puoi esimerti dal postare nuovamente, come peraltro hai prospettato tu stesso (seppur per altri motivi).

Ti ringrazio anticipatamente per la collaborazione e ti auguro una buona giornata :*
Io invece vorrei anche la risposta alla domanda di Guastulfo "Perché ti nascondi dietro a un nick?" (relativa anche solo ai suoi interventi qui, non per forza a un eventuale indagine sui suoi conti)

Il problema è che, più si aggiungono domande, più gli si dà la possibilità di sviare, in quanto ha più argomenti su cui può costruire la "montagna" fatta di argomentazioni e discorsi che ruotano attorno al discorso principale.
Secondo me non è necessario sapere il motivo per cui lo fa, perchè ci sono mille motivi validi per cui usare un nick e non voler rivelare il proprio nome (anche se sappiamo benissimo che un Turz qualunque può riuscire a scoprirlo :) ): per me sono tutti motivi validi, almeno fino a quando non si usa l'anonimato come scudo per compiere atti di disturbo.
Ma nel momento stesso in cui uno usa un nickname e si rifiuta di fornire il suo nome reale, il motivo per cui lo fa non interessa più: quello che conta è che ha dimostrato quanto lui abbia degli elementi della propria persona che vuole proteggere, pertanto si contraddice quando dice che non ha problemi a farli sapere ad altri.

Forse abbiamo perso di vista il perchè Paolo gli ha fatto questa richiesta: non lo stiamo facendo per sapere se si tratta di un ragazzino o di un adulto, se si tratta di un goffo nerd occhialuto o se sia un impiegato di mezza età che si diverte a trollare durante le ore di ufficio. Chi se ne importa!
Insomma, non siamo come i bulletti dello Zoo di 105 che ti chiedono "Mettici il nome e la faccia " perchè vogliono venire a picchiarti sotto casa tua (o almeno così dicono) o perchè vogliono rubarti le foto e pubblicarle sulla loro pagina per prenderti in giro. Noi qui non cene facciano niente dell'identità di FX. Il nome, o quantomeno il profilo Facebook, serve solo per vedere quali dati si è in grado di estrapolare semplicemente osservando le foto o i post che ha pubblicato
Se lui ha paura che tali informazioni vengano viste dai lettori del Disinformatico, perchè non si preoccupa di quello che può farne FB (considerando che il social conosce anche la sua cronologia di navigazione, le ricerche, i messaggi privati, i post che sono stati cancellati, ecc...)?

Ma, a questo punto, la sua preoccupazione più grande non è cosa se ne fa FB, ma il non far vedere di essersi contraddetto fin dall'inizio.

e alla mia "C'è almeno uno di quei 98 punti che non vorresti che Facebook conosca di te?". Perché se la risposta è positiva, allora significa che ricerche come queste sono utili anche per lui, e contestarne l'utilità è solo esercizio di retorica.

E se la risposta fosse negativa?
E se ti rispondesse "Ma tanto io queste cose non gliele ho mai dette, e tu non sei in grado di dimostrarmi il contrario"?
@Replicante:
E se la risposta fosse negativa?
E se ti rispondesse "Ma tanto io queste cose non gliele ho mai dette, e tu non sei in grado di dimostrarmi il contrario"?


Beh in realtà se la risposta a quella domanda fosse negativa significherebbe che gli darebbe volentieri tutte e 98 le informazioni.
Se invece qualcuna di quelle cose non gliel'ha mai detta, significherebbe che gli interessa nasconderla, e quindi magari che sapere che Facebook raccoglie queste informazioni interessa anche a lui.

In ogni caso hai ragione, è inutile continuare a fargli domande, tanto anche a questa ha risposto per l'ennesima volta sviando il discorso invece di rispondere.
Addirittura s'è messo ad incrociare discorsi di altri non indirizzati a lui pur di non rispondere alla domanda indirizzata a lui.

Anzi, un'ultima considerazione (non una domanda, tanto è inutile) la faccio.

@Fx:
Nella mia vita il bealtrismo è fondamentale. Essendo io un poveraccio con risorse e capacità limitate, per ottimizzare i risultati sono costretto a concentrarmi su ciò che è più importante prima di arrivare, se c'è tempo, se c'è modo, se se, ad esaminare ciò che lo è meno.

Benissimo, nella tua vita tu hai priorità diverse rispetto alle mie.
Ma io ho solo cercato di capire quali sono le tue priorità, e se per caso tra queste (a un qualche livello) c'è anche preoccuparsi di quali informazioni condividi con Facebook. Non ho mai giudicato il tuo modo di vivere. Tu invece non hai fatto altro che giudicare il mio.
Forse a te il problema trattato da questa ricerca interessa meno che ad altri. Questo non significa che devi convincere a tutti i costi gli altri a interessarsene meno.
Soprattutto se non sei in grado di portare un esempio di pericoli ai quali gli altri non assegnano un'importanza sufficiente perché sono troppo distratti da questo (ti ho già chiesto anche questo 2 volte).
Tukler: "Addirittura s'è messo ad incrociare discorsi di altri non indirizzati a lui pur di non rispondere alla domanda indirizzata a lui."

Veramente adesso siete voi che iniziate a fare delle ipotesi di cosa io pensi e a fare considerazioni su quelle ipotesi.

"Non ho mai giudicato il tuo modo di vivere. Tu invece non hai fatto altro che giudicare il mio."

Non avrei addirittura fatto altro!

Sei consapevole che in questo momento mi hai dato un'informazione relativa alla tua persona e più specificatamente al tuo carattere che va a confermare quella che avevi già dato quando avevi citato la questione della gastrite? Esplicito la cosa:
- per te ha molta rilevanza cosa pensano gli altri (gastrite)
- e pensi ti giudichino più e più negativamente di quanto non facciano effettivamente (adesso)

In altre parole: SENZA che io abbia mai avuto l'intenzione o l'interesse di "profilarti", mi hai sbattuto in faccia un'idea di te, in particolar modo alle voci "introverso / estroverso" e "autostima". Se la stima - che, ripeto, parte da informazioni che mi hai dato tu, spontaneamente - è corretta, non ti farà piacere io mi sia fatto un'idea (che a questo punto reputo affidabile anche se per definizione una stima ha un margine di errore).

Questo mi permette di introdurre l'altro discorso:

"Soprattutto se non sei in grado di portare un esempio di pericoli ai quali gli altri non assegnano un'importanza sufficiente [...]"

Me l'hai mai chiesto? Questa è l'unica domanda rilevante di tutto il discorso.

Ti ho appena mostrato come semplicemente parlando tu rilasci informazioni (che sono pronto a scommettere siano più azzeccate del ciottolato e delle fibbie che Facebook pensa io adori). Nel caso specifico, non provassi in generale empatia per il prossimo e nel particolare tu mi stessi sulle palle, potrei entrare a gamba tesa laddove so che può far male. A seconda delle mie capacità e della tua effettiva suscettibilità, potrei:
a) arrivare a farti provare - semplicemente con del testo scritto - dei sentimenti negativi o comunque spiacevoli (senza entrare nel merito dell'intensità, per carità)
b) ottenere, senza che l'altra parte ne sia consapevole, ulteriori informazioni per meglio calibrare dove martellare.

Facebook non è in grado di fare nulla di tutto ciò, e comunque non ha alcun interesse a usare le informazioni che ha per darti addosso. Ovvero: ci sono usi peggiori delle informazioni rispetto a quello di profilarti per vendere meglio della pubblicità. Di quest'ultimo l'unico effetto CONCRETO che vedo è che non mi viene proposta la pubblicità dell'uncinetto (anche se vedendo quanto FB ci azzecca nel profilarmi, mi stupisco che non sia successo).

In più poniamo che tu sia tra quelli che vanno alle cene del Disinformatico, e una volta, a sorpresa, venga anch'io. Perderesti anche l'anonimato. Se poi avessimo avuto scontri violenti qui, la mia presenza ti darebbe fastidio (te la darebbe comunque, puzzo terribilmente). Ancora una volta questo inciderebbe un qualcosa nella tua vita, mentre FB no.

In ogni caso, per rispondere più propriamente alla tua domanda (anche se in realtà non è stata posta come tale), ti faccio un elenco di cose che mi vengono in mente di primo acchito:
- informazioni confidate a persone fidate, le quali in completa buona fede potrebbero condividerle con persone a loro fidate (ad es.: il coniuge) che non necessariamente sono fidate per te / hanno lo stesso tipo di rapporto che le prime hanno con te. Non a caso quando è *davvero* un'informazione riservata si dice "non dirlo nemmeno a tua moglie / a tuo marito", anche se non sai mai se effettivamente sarà così per davvero :)
(continua)
- informazioni che rilasci quando pensi che nessuno ti veda / ti ascolti. Avete presente i bambini che giocano a nascondino? Basta che nascondano la faccia e, dato che loro non vedono più niente, pensano di esser diventati invisibili. Questo bias ci rimane attaccato addosso: non vedi nessuno, allora nessuno vede te. Questa voce si articola in mille modi:
. quando parli in disparte con una persona, magari si, nessuno riesce a sentirti ma anche la comunicazione non verbale trasmette informazioni (o addirittura il fatto che tu stia parlando con una data persona)
. quando parli al cellulare, e pensi di essere in una bolla e nessuno senta cosa stai dicendo
. quando parli con qualcuno al ristorante, al bar, su un mezzo pubblico, in giro, e pensi di essere nella stessa bolla di prima, ma con dentro solo gli altri con cui stai parlando
. quando ti vedi / fai qualcosa con qualcuno, magari in qualche luogo poco frequentato perché non vuoi farti vedere
. quando sei a casa, e pensi che nessuno ti veda (magari perché hai le tende e la sera tu non vedi fuori - però da fuori, a meno di non aver le tende in velluto, vedono comunque tutto)
. quando sei a casa, hai le finestre aperte e pensi comunque che nessuno ti senta
. quando sei a casa, hai le finestre chiuse e pensi che nessuno ti senta, magari perché non hai mai valutato quanto siano effettivamente fonoassorbenti i muri / le solette, magari perché tu non senti / non fai caso agli altri
. quando sei a casa e pensi che nessuno faccia caso ai tuoi movimenti
. quando sei a casa e pensi che nessuno faccia caso a che sei in casa, quando in realtà tu stai esponendo l'informazione di quando ci sei / quando non ci sei anche al di là dei tuoi vicini (accendi la luce / abbassi la tapparella / ti fai vedere mentre entri / esci con o senza macchina e anche nel circondario sanno se ci sei o meno)
. quando parli al telefono chiuso in una stanza e pensi che questo sia sufficiente a rendere privata la comunicazione, quando a) se è un telefono fisso e hai altri apparecchi in casa, qualcun altro potrebbe ascoltare b) qualcuno potrebbe origliare c) non hai assolutamente alcun elemento di come venga trattata la telefonata dall'altra parte, quindi magari l'altra persona parla senza alcuna precauzione oppure a sua volta subisce una "intercettazione casalinga"
. quando parli con qualcuno chiuso in una stanza / in disparte, e a) qualcuno potrebbe origliare b) qualcuno potrebbe comunque sentire, ad es. se vivi in appartamento con le pareti fatte di wafer al cioccolato come si usa oggi c) soprattutto: quella persona potrebbe non tenere altrettanto privata la conversazione
. quando parli con qualcuno di estremamente fidato in macchina in mezzo al nulla certo che niente e nessuno ti possa ascoltare, e non ti accorgi che nel mentre è partita la chiamata proprio a quella persona che non vuoi che ascolti (la dipingo in modo un po' specifico perché è capitato ad un'amica e in una misura diversa anche a me AHAH)

Guarda, mi interrompo per ragioni di tempo, ma se vuoi vado avanti (c'è poi tutto il capitolo "tecnologia"); sono sicuro che già in solo questa prima parte ho descritto parecchie situazioni in cui chiunque di voi è incappato. E soprattutto, dubito che la conseguenza sia stata solamente quella di trovarsi della pubblicità più azzeccata per il proprio profilo :)
(continua)
Per quanto mi riguarda si chiama inerzia al cambiamento. Quello che esce in modo chiaro da tutta la discussione è che sia più l'idea a darvi fastidio che l'effettiva quantificazione del danno. Così come tutte le questioni - seppur non così amplificate da Internet e social, doveva tutto ancora esplodere - che ci si poneva ai tempi sulla tracciabilità degli spostamenti di chi possedeva un cellulare: andate nel dimenticatoio, anzi, ormai non solo non ci si pone più il problema del tracking via cella, ma la tecnologia è andata ben oltre, con il GPS su tutti i cellulari ("si ma lo disattivo", tranquillo tu tranquilli tutti... convinto di aver risolto hai in realtà solo abbassato, peraltro di poco, la precisione della tua localizzazione).

Tra 15 anni saremo così più "integrati" con la rete che le discussioni sulla profilazione a scopi pubblicitari di FB sembreranno le discussioni sui rischi per la privacy della localizzazione via cella dei cellulari 15 anni fa.

Ne riparliamo tra 15 anni :)
@Fx
Tra 15 anni saremo così più "integrati" con la rete che le discussioni sulla profilazione a scopi pubblicitari di FB

Cerca su google compagnie assicurative e profilazione della clientela attraverso FB e social. Lo stanno già facendo, stanno solo mettendo a punto i metodi di profilazione e ci sono già stati usi (maldestri c'è da dire) della profilazione.

FB vende i dati dei suoi utenti, come sono usati questi dati dipende dagli acquirenti.

Così come tutte le questioni - seppur non così amplificate da Internet e social, doveva tutto ancora esplodere - che ci si poneva ai tempi sulla tracciabilità degli spostamenti di chi possedeva un cellulare.

Non era e non è mai stata assolutamente la stessa cosa. Si parlava solo di staccare la batteria del cellulare in caso di riunioni ad alto livello di segretezza (tipo quelle dei delinquenti :-) ).

Io non penso ci sia da aspettare 15 anni. Hai mai provato ad acquisire un POS alternativo (di quelli slegati dalle banche per intenderci)? Tra le varie richieste giustificate da "per conoscerti meglio" c'è quella della pagina FB.

Questo per dimostrare che l'interesse verso i social è altissimo da parte di tutti e non solo per scopi pubblicitari.

Per quanto riguarda la quantificazione ci vediamo tra qualche anno quando ci troveremo gente col premio aumentato perché nel loro profilo ci sono foto e amicizie con gente che ama "alzare il gomito".

La mia non si chiama paranoia, si chiama PRUDENZA: un software non si autoinnova, non si mette a fare incroci di dati non previsti dai suoi programmatori e una correlazione di dati non può essere frutto di un bug.

Quando ci sarà la "quantificazione" in un numero di casi per te soddisfacente in realtà significherà solo che il metodo sarà ormai a regime e chi se n'è infischiato della propria privacy sui social sarà più esposto.


[...]. quando parli al cellulare, e pensi di essere in una bolla e nessuno senta cosa stai dicendo
. quando parli con qualcuno al ristorante, al bar, su un mezzo pubblico, in giro, e pensi di essere nella stessa bolla di prima, ma con dentro solo gli altri con cui stai parlando
. quando ti vedi / fai qualcosa con qualcuno, magari in qualche luogo poco frequentato perché non vuoi farti vedere[...]


In nessuno di questi casi c'è qualcuno che "prende appunti" che saranno conservati per sempre e integrati man mano. Ennesimi esempi non calzanti.
Dai Fx, un po' di impegno. Di quante persone che litigano al telefono ti ricordi e cosa riusciresti mai ad incrociare di uno sconosciuto che parla ad alta voce al telefono?
Soprattutto, quando mai una telefonata importante la si urla. Ma per favore!

Dieci anni fa, un mio collega conservava in ufficio un cellulare della cui esistenza la moglie non sapeva nulla. Porca l'oca con la "profilazione" dei colleghi la moglie... non ha saputo nulla.

Paolo attivissimo utilizza un profilo fasullo per lavoro e FB riesce ad incrociarlo con quello vero.
Davvero non vedi la differenza? Ma no, la vedi solo che vuoi vincere come se si trattasse di una gara a briscola.

Vai a comprare le ventose per arrampicarti meglio va :-)
@Fx:
Veramente adesso siete voi che iniziate a fare delle ipotesi di cosa io pensi e a fare considerazioni su quelle ipotesi.

Io ho ipotizzato delle possibili risposte alle mie domande in maniera tale da poter concludere l'argomentazione, ho dovuto farlo dato che più volte ti sei rifiutato di rispondere e quindi di farmela concludere.
Se ti riferisci a frasi dette da altri, chiedi a loro.


"Tu invece non hai fatto altro che giudicare il mio."

Non avrei addirittura fatto altro!


Curioso che tu lo dica prima di lanciarti a testa bassa a farlo!:D


Sei consapevole che in questo momento mi hai dato un'informazione relativa alla tua persona e più specificatamente al tuo carattere

Per niente, l'ho detto per criticare il tuo modo di argomentare, dove hai spesso preferito attacchi e giudizi personali al posto di risposte sul merito.
E, lupus in fabula, invece di accettare la critica al tuo modo di argomentare e rispondere sul merito, sei partito in quinta con gli attacchi e i giudizi personali.
Non ho mai detto che i tuoi giudizi mi abbiano ferito o mi interessino particolarmente, e infatti quella che citi è la prima volta che te lo faccio notare.


Se la stima - che, ripeto, parte da informazioni che mi hai dato tu, spontaneamente - è corretta, non ti farà piacere io mi sia fatto un'idea (che a questo punto reputo affidabile anche se per definizione una stima ha un margine di errore).

Certo, so che inevitabilmente parlando con te tu ti farai un'idea di me. A seconda di quanto questo mi preoccupi, posso decidere di evitare di parlare con te, o di fare più o meno attenzione a quello che ti dico.
Visto che non mi preoccupa particolarmente, parlo con te ma evito di parlarti di cose troppo personali.
È più o meno quello che faccio con Facebook, e calibro questa mia attenzione proprio sulla base di ricerche come questa.
E per me è più importante il profilo di me che si costruisce Facebook di quello che ti costruisci tu, perché Facebook ha molti più dati con cui incrociarlo rispetto a te (vedi articolo originale del WP).


"Soprattutto se non sei in grado di portare un esempio di pericoli ai quali gli altri non assegnano un'importanza sufficiente [...]"

Me l'hai mai chiesto? Questa è l'unica domanda rilevante di tutto il discorso.


Sì.
Te l'ho chiesto implicitamente qui:

"Avete presente quelli che non mangiano carne pesce latticini uova non bevono latte bevande zuccherate ti fanno una testa così e poi fumano?Ecco."

Cosa c'entra? Avrebbe senso se una persona che ti sta dicendo che fa attenzione a come interagisce con Facebook poi tradisse il fatto di commettere un errore ben più grave nel difendere la propria privacy.
Per cui elimina pure il "e poi fumano" dal tuo paragone, visto che non ha nessun riscontro, e vedrai che la frase rimane senza senso.
O meglio, andrebbe a significare solo che tu ce l'hai con chi ci tiene alla propria privacy su Facebook così come ce l'hai con i vegani, non considerando che magari sono solo persone che vivono la loro vita in maniera diversa dalla tua.
È per caso così?


E te l'ho chiesto esplicitamente qui:

Circostanzia quali sarebbero questi rischi per la privacy più consistenti ai quali chi è interessato a questa ricerca va incontro secondo te senza averne nessuna idea. Altrimenti la tua è pura aneddotica e non giustifica in nessun modo per quale motivo questa ricerca non dovrebbe essere interessante.

Entrambe le volte hai evitato di rispondere.

(continua)
Ovvero: ci sono usi peggiori delle informazioni rispetto a quello di profilarti per vendere meglio della pubblicità. Di quest'ultimo l'unico effetto CONCRETO che vedo è che non mi viene proposta la pubblicità dell'uncinetto.

Vero, e infatti nel mio primo post ho scritto che condivido volentieri alcune informazioni con Facebook e ricevo volentieri suggerimenti e pubblicità in merito. Ma faccio attenzione a non condividerne altre.
Se scrivessi di aver fatto flop ieri sera a letto in un post condiviso solo con la partner di ieri sera (ho parlato di post perché non so se anche i messaggi su Messenger vengano utilizzati per la profilazione, ma sostanzialmente Messenger non lo uso), magari Facebook mi proporrebbe la pubblicità del Viagra.
Questo mi darebbe un po' più fastidio. Non mi rovinerebbe la vita, ma sapendo che potrebbe accadere evito di scrivere cose del genere. Se non sapessi che questa informazione potrebbe venire raccolta e utilizzata da Facebook, la scriverei, pensando che tanto la leggerebbe solo la partner che lo sa già.
È a sapere questo che servono ricerche del genere.
Attenzione poi: si parla sempre di pubblicità, ma nelle condizioni d'uso Facebook si riserva il diritto di rivendere queste informazioni di profilazione anche singolarmente, a patto di non associarle al nome e cognome della persona. Ma, come dicevo:

D'altronde anche Facebook quando vende le informazioni che ha su di te non le associa al tuo nome. Le associa "solo" alla tua età, al tuo sesso, al tuo comune di residenza, alla tua attività, al tuo percorso scolastico e a tutti i tuoi spostamenti (o meglio, i dati tra questi che gli hai comunicato, ma sei tu quello che non ha problemi a farlo).

Non vivo nel terrore che Facebook lo faccia, ma davvero per te non è importante saperlo?

(N.B: quella qui sopra è una domanda)


In più poniamo che tu sia tra quelli che vanno alle cene del Disinformatico, e una volta, a sorpresa, venga anch'io.

Purtroppo è difficile, sono geograficamente troppo lontano:(


Perderesti anche l'anonimato.

Anonimato? Quale anonimato?
Io non sono anonimo. Uso un nick, ma cliccaci su e troverai la mia email (ti ho anche invitato a farlo). Da quella puoi risalire in maniera estremamente facile alla mia identità. Ti chiedo solo il favore di non scrivere il mio nome e cognome qui, se vuoi ti spiego perché ma non voglio divagare.
Tu invece sei anonimo, e tra l'altro ancora non hai spiegato perché nonostante ti sia stato chiesto diverse volte.


ti faccio un elenco di cose che mi vengono in mente di primo acchito:

Ottimo elenco, dico sul serio, ben pensato e completo. anche se alcune voci un po' si sovrappongono. Occhio però che tu mi hai dato del paranoico per aver parlato di un'eventualità molto più semplice.

Il fatto che debba fare attenzione a tutti questi comportamenti, significa che non dovrei fare attenzione a quello che scrivo su Facebook?
Se la risposta è sì, è benaltrismo, se la risposta è no, allora perché questa ricerca non dovrebbe interessarmi?
@Fx
Condivido quello che hai scritto sulla percezione della privacy che porta ad essere disinvolti quando si parla comportandosi come se l'ambiente fosse totalmente indifferente a noi, cosa che a volte può non essere vera perchè Occam insegna.
Però continui ad evitare le domande dirette che ti sono state fatte e continui anche a trascurare un altro aspetto a sfavore di FB e mondo internet: l'asincronicità. Ascoltare una conversazione per caso implica di essere lì al momento giusto, leggere una conversazione è fattibile per precisa scelta e a posteriori, non puoi metterle sullo stesso piano, una è occasionale, l'altra è archiviata in un "comodo" dossier consultabile alla bisogna.
Tu hai ragione, ma qui si parla di FB, non delle precauzioni da adottare quando si parla di fatti propri in senso generale. In un post che parla dei pericoli dell'escursionismo invernale su ghiacciaio non puoi accanirti ricordando che guidare senza cinture di sicurezza è pericoloso, sei off topic.
Noi ci scambiammo mail, ricordi? Per cui io conosco il tuo vero nome, la tua età, la tua pagina facebook e la tua professione, la città in cui abiti e so che non sei un ragazzo occhialuto invasato: hai lanciato provocazioni ma poi ti sei tirato indietro e ci sono domande dirette senza risposta. Non sono nessuno per tirarti per la giacchetta e chiederti di rispettare gli altri, però... per coerenza con quello che hai affermato e che sei (o che dovresti essere), sei in tempo per rimediare. Parere personale, chiaramente.
Sembra proprio che con me la profilazione non funzioni.
E' un bel po' che continuo a googlare "belle ragazze in bikini purchè non spaiato" apposta per farmi venir fuori la pubblicità di Calzedonia e company.
Ma niente, mi manda sempre fuori dentiere e pannoloni, porca l'oca.
Sarà forse perchè come data di nascita ne ho messa una di prima della Grande Guerra?
Guastulfo: "Cerca su google compagnie assicurative e profilazione della clientela attraverso FB e social."

Una figata invece oggi che abbiano in mano le mie cartelle mediche.

"Per quanto riguarda la quantificazione ci vediamo tra qualche anno quando ci troveremo gente col premio aumentato perché nel loro profilo ci sono foto e amicizie con gente che ama "alzare il gomito"."

Sono sempre scettico sulle previsioni per il futuro.

In particolar modo se si prende in esame solo un fattore. Voglio dire che fino a 10 anni fa la profilazione a scopo advertising la potevi immaginare perfettamente, ma non potevi immaginare la nascita e l'evoluzione che avrebbe avuto la normativa sulla privacy.

L'unica cosa che ci dovrebbe preoccupare per il futuro sono i passi da gigante che sta facendo l'AI. Tutto il resto è rimediabile.

"Soprattutto, quando mai una telefonata importante la si urla. Ma per favore!"

Ti devo dare i dettagli di una vendita da n milioni di euro descritti in una telefonata, una delle tante, che - senza volerlo - ho ascoltato? Il punto non è urlare, il punto è pensare di non essere ascoltati solo perché non vedi nessuno o non fai caso che qualcuno possa ascoltare (nel caso specifico è più quest'ultimo).

"Paolo attivissimo utilizza un profilo fasullo per lavoro e FB riesce ad incrociarlo con quello vero."

"Correlazione non significa causalità". SIETE VOI I PRIMI A DIRLO, MA SOLO QUANDO SI TRATTA DEGLI ALTRI? E' per questo che mi incavolo come una biscia: quando le tesi preconfezionate sono le vostre, allora correlazione SIGNIFICA causalità.

EVIDENTEMENTE Facebook non ha la bacchetta magica, quindi fintanto non abbiamo una spiegazione (che in genere è banale, basta semplicemente che di tutta la catena salti un solo anello a cui non hai fatto caso) non puoi fare di un sospetto (peraltro poco verosimile) una prova e spenderlo come tale.

PER AFFERMAZIONI STRAORDINARIE SERVONO PROVE STRAORDINARIE, l'altra che mi viene in mente. Ma fate il corollario, siate onesti:

"Per affermazioni straordinarie [fatte dagli altri] servono prove straordinarie".

In tutti i miei commenti punto il dito proprio su questo, ovvero che NON AVETE QUEL RIGORE DI CUI DOVRESTE ESSERE I PORTABANDIERA, o meglio, di cui vi nominate portabandiera quando si tratta di terzi.

Ormai sto giungendo alla conclusione che proprio non riusciate a focalizzare la questione, che sia oltre alla vostra portata.

Perché non provate a sentire cosa ne dice PGC? Scommetto che lui comprende al volo la questione.
Tukler: "E, lupus in fabula, invece di accettare la critica al tuo modo di argomentare e rispondere sul merito, sei partito in quinta con gli attacchi e i giudizi personali."

Ti chiedo la cortesia di rileggere quanto ho scritto con meno pregiudizio e soprattutto coinvolgimento, e di dirmi se quelli erano "giudizi" o se era una condivisione aperta di ciò che di te hai scritto tra le righe dei tuoi commenti (indipendentemente dal fatto che si tratti di un'ipotesi e non di una certezza matematica).

In altre parole, se tu l'hai vissuto come giudizio, questo non significa che sia stato detto come tale. Per quanto ne so tu puoi essere la migliore persona del mondo.

L'aspetto rilevante, te lo ripeto, è che condividere con te queste informazioni è un atteggiamento amichevole; avrei potuto tacere come fanno spesso persone, anche vicine, per evitare discussioni; avrei potuto usare quelle informazioni a mio vantaggio, se avessi onorato il ruolo di antagonista che cercate di affibbiarmi.

In realtà è semplicemente che mi trovo bene nell'essere l'uno contro tutti. Quando mi capita nella sfera sessuale è fonte di molta soddisfazione, ed è un processo normale cercare di ripercorrere quegli schemi che ti fanno stare bene. Questo spiega perché con voi io sia duro ma anche delicato.

Ok, questa l'ho sparata grossa :D

"E per me è più importante il profilo di me che si costruisce Facebook di quello che ti costruisci tu, perché Facebook ha molti più dati con cui incrociarlo rispetto a te (vedi articolo originale del WP)."

Facebook non è una persona e usa quei dati per la pubblicità.

Mi fido di più di un'entità che ha un interesse ben preciso e ragiona secondo dei meccanismi elementari e precisi, piuttosto che di una persona.

Io a Facebook i dati della mia carta di credito li ho dati senza problemi. Non li darei mai al primo sconosciuto.

"Entrambe le volte hai evitato di rispondere."

M'era sfuggito, ora l'ho fatto.

"Non vivo nel terrore che Facebook lo faccia, ma davvero per te non è importante saperlo?"

Ma lo so! C'è una pagina dedicata a questo e continuiamo a parlare come se Facebook tenesse tutti i dati che ha di te in cassaforte. Se ti profila come "amante che ha bisogno dell'aiutino" schiacci una "X" e via, quel dato non c'è più; niente più pubblicità del Viagra.

"Tu invece sei anonimo, e tra l'altro ancora non hai spiegato perché nonostante ti sia stato chiesto diverse volte."

Non con tutti sono anonimo.

Paolo sa chi sono, Guido pure, e anche altri.

E ora che ho messo like sulla tua pagina, anche tu dovresti far parte del club :)
Guido: "Ascoltare una conversazione per caso implica di essere lì al momento giusto, leggere una conversazione è fattibile per precisa scelta e a posteriori, non puoi metterle sullo stesso piano, una è occasionale, l'altra è archiviata in un "comodo" dossier consultabile alla bisogna."

Vero ma è altrettanto vero che le informazioni più sensibili (affari, tradimenti, eccetera) non le sa Facebook ma le si sa con i canali tradizionali.

Inoltre ripeto che ho messo come prima fonte di fuga di notizie la condivisione spontanea con persone affidabili. Per queste non serve essere al posto giusto al momento giusto.

"ma poi ti sei tirato indietro e ci sono domande dirette senza risposta."

Mi dici quali perché - onestamente - mi sfuggono?
@Fx
Ti devo dare i dettagli di una vendita da n milioni di euro descritti in una telefonata, una delle tante, che - senza volerlo - ho ascoltato? Il punto non è urlare, il punto è pensare di non essere ascoltati solo perché non vedi nessuno o non fai caso che qualcuno possa ascoltare (nel caso specifico è più quest'ultimo).

Certo e te la sei pure annotata. Poi hai seguito "l'urlatore" e hai segnato sul tuo fedele taccuino quello che faceva vero?

PER AFFERMAZIONI STRAORDINARIE SERVONO PROVE STRAORDINARIE

a parte le maiuscole, non è che ci sia nulla di straordinario nel leggere le condizioni d'uso di FB in cui si dice espressamente che vende le informazioni, tutte escluso nome e cognome. Quindi non si tratta di affermazioni straordinarie

Ormai sto giungendo alla conclusione che proprio non riusciate a focalizzare la questione, che sia oltre alla vostra portata.

Mammamia che offesa :-)
Una compagnia a scopo di lucro ha in mano tuoi dati, li può elaborare e vendere e non riesco a capire che non li venderà mai se non a copagnie pubblicitarie.E no, non ci arrivo proprio.

Non riesco proprio a capire la differenza tra uno che sente o vede qualcosa e una società che si "annota tutto" per sempre.

E che vuoi è un mio limite.
Fx

"Mi dici quali perché - onestamente - mi sfuggono?"

Per esempio quelle che ti ho fatto io dall'altra parte a causa del tuo svarione spaziale ;)
PER AFFERMAZIONI STRAORDINARIE SERVONO PROVE STRAORDINARIE, l'altra che mi viene in mente. Ma fate il corollario, siate onesti:


Giusto per completare il concetto, se una persona di mestiere fa il venditore allora vende quello che ha. FB vende i dati dei suoi utenti e non c'è scritto da nessuna parte che non possa venderli per scopi non pubblicitari. Il solo "limite" che si pone (e scrive nella licenza d'uso) è non fornire il nome e cognome. Capirai che grande segreto. Quindi il problema di dimostrare qualcosa è tutto tuo: dimostrami che FB non vende dati ad aziende che non si occupino esclusivamente di pubblicità perché FB non dice di non farlo.

@Fx
...ah, il bias e la memoria... ho sicuramente confuso vari post.
In effetti sono solo 2 le cose che ti sono state chieste QUI: perchè usi un nick e quale è la tua pagina FB, tutto qui. Ne ricordavo altre... ma mi devo essere confuso con altri post (il mio multitask non salva correttamente i registri e puntatori vari).
Quindi ritratto la mia frase e chiedo venia: e non è facile ammettere di essersi lasciato influenzare dai pregiudizi.
Anche perchè mi ha turbato quella storia dell'uno contro tutti in campo sessuale... hai visto mai... pervertito verbale!
Ti chiedo la cortesia di rileggere quanto ho scritto con meno pregiudizio e soprattutto coinvolgimento, e di dirmi se quelli erano "giudizi" o se era una condivisione aperta di ciò che di te hai scritto tra le righe dei tuoi commenti

Scusami, ma io ti ho chiesto di condividere apertamente quello che secondo te ho scritto di me tra le righe dei miei commenti, o ti ho chiesto solo di rispondere a delle domande e a delle argomentazioni?

Se avessi passato meno tempo a leggere tra le righe e più tempo a leggere le righe e rispondere a quelle, forse questa conversazione sarebbe finita molto prima.

Questo modo di fare l'hai adottato sin dall'inizio (commento #58, la frase finale era in risposta a me, e commento #74, ma ci torno dopo). Sei sicuro che quello ad avere pregiudizi sia io?

A parte che hai dimenticato un "secondo me" dopo "ciò che", per tua stessa ammissione stai dicendo di esserti formulato un'idea sulla mia autostima che reputi affidabile (commento #100) leggendo tra le righe di quello che scrivo e non sulla base solo di quello che volevo esplicitamente dire quando l’ho scritto.
Questo non lo devo chiamare “giudizio”? Dimmi tu allora come lo devo chiamare e lo chiamerò così.

In altre parole, se tu l'hai vissuto come giudizio

So che probabilmente "vissuto" non è una scelta lessicale particolarmente voluta ma è solo un caso che abbia usato questa parola piuttosto che "visto" o "interpretato". Ma, visto che io leggo le parole che scrivi e non leggo tra le righe, vorrei precisare che nella mia vita l'idea che tu ti fai di me ha un'importanza davvero nulla (non lo dico per risponderti male, è così).
Se ti ho fatto notare che i tuoi mi sembrano giudizi non è perché mi interessino particolarmente, ma è per farti notare il tuo modo di condurre la discussione, che secondo me è stato poco leale.

Mi pare che siano in diversi a scriverti che conduci le discussioni in modo poco leale.
Hai pensato di provare a valutare il fatto che qualcosa di vero possa esserci, piuttosto che concentrarti sul leggere tra le loro righe e farti l'idea che lo scrivono solo perché hanno un tratto di carattere particolare o intenzioni particolari nei tuoi confronti?

avrei potuto usare quelle informazioni a mio vantaggio, se avessi onorato il ruolo di antagonista che cercate di affibbiarmi

Non so se tu pensi di avere condotto una guerra antagonistica contro di me, io in tutto questo tempo ho solo cercato di farti delle domande per capire come la pensavi. Quindi non capisco come e perché avresti potuto usare queste presunte informazioni su di me nel rispondere a queste mie domande.

Se ci fai caso, sono intervenuto dopo che tu hai scritto "devi partire dal presupposto che un terzo in qualsiasi momento possa arrivare a conoscere tutto di te".

Siccome ho letto questa affermazione (e non mi pare neanche di averla interpretata fuori contesto), e non ho visto se scrivevi altro tra le righe perché forse era scritto troppo piccolo, mi sono chiesto se veramente tu pensassi di non avere niente da nascondere a nessuno.
Quindi ho semplicemente provato a chiedertelo. Non ho mai scritto "secondo me scrivi così perché sei in realtà pensi che ..." o "da quello che scrivi penso che tu sia una persona con un carattere ...", credo di non aver mai neanche scritto "secondo me sbagli a pensare così" o "secondo me dovresti pensarla diversamente".
Tu invece questo l'hai fatto molto spesso.

Visto che mi hai chiesto la cortesia di rileggere, l'ho fatto, e nel prossimo messaggio ti dettaglio il risultato.
Spero sia chiaro che è veramente una cortesia perché davvero credo nella tua buona fede, credo che abbiamo due opinioni diverse sul modo si è sviluppata la nostra conversazione, e voglio provare a chiarirti qual è la mia. Spero di non incorrere in risposte tipo "si vede che hai tempo da perdere", perché effettivamente di domenica avrei preferito fare altro in questo tempo.
Nel commento #55 ho fatto l'esempio per assurdo di avere un segreto scabroso da nascondere, nasconderlo in maniera perfetta, e Facebook lo scopra lo stesso sulla base di comportamenti che non hanno nulla a che fare col segreto scabroso.
Ho detto che ovviamente, in questo caso, il fatto che Facebook mi scopra mi darebbe molto fastidio.
Poi ho eliminato il presupposto di avere il segreto da nascondere, ma è rimasto che mi darebbe lo stesso un po' di fastidio se Facebook stesse comunque cercando di capire se ce l'ho.
Infine ho anche scritto esplicitamente il senso dell'esempio, ovvero "mi sembra lecito che mi interessi anche solo semplicemente essere a conoscenza di cosa sta cercando di sapere di me, ed avere anche questa informazione nel momento in cui decido se usarlo o meno". E, a questo punto, era stato chiarito che prescindeva dall’avere il segreto.

Mi sarebbe piaciuto sapere cosa pensassi tu di questa affermazione, invece (#58) hai divagato parlando di possibili falle nel mondo reale (fuori contesto, visto che parte dell'esempio per assurdo era palesemente proprio quella che mi comportassi in maniera ottimale perché queste non ci fossero) e mi hai detto che ho dei bias grossi come una casa. Poi hai risposto alla parte di esempio per assurdo in cui ancora ipotizzavo la mia reazione se avessi il segreto scabroso da nascondere, e ne hai concluso che vivo male.
Dov'è la risposta all'affermazione che avevo precisato essere il senso dell'esempio?

Nel frattempo nei commenti successivi hai rincarato la dose con "Vado in Facebook fottendomene della privacy e non succede esattamente niente", parlando di bambini che dormono a pancia in giù, rischi potenziali ecc ecc...

Ti ho fatto un altro esempio (#61), a cui non hai risposto (peccato perché quello era il mio preferito). Per cui ne ho fatto un altro (#72), per capire se veramente tu diresti tutto di te a chiunque.
Forse lì ho sbagliato a scrivere che faccio valutazioni nei due secondi che intercorrono tra il "come stai?" e la mia risposta, d'altronde un'idea di quanto mi possa fidare di una persona ce l'ho già prima che mi chieda "come stai?".

Ma è innegabile che, se avessi la sifilide, se il salumiere mi chiedesse "come stai?" gli risponderei "bene", mentre se me lo chiedesse il mio migliore amico di cui mi fido al 100%, magari gli risponderei "male, mi son beccato la sifilide".
E qui il rischio nel dirlo al salumiere è sia che possa ripetere ad altri le mie esatte parole, "Tukler mi ha detto che ha la sifilide", sia che ne tragga delle conclusioni e le riveli, tipo "Tukler frequenta abitualmente prostitute".

Sei tu quello che ha detto di non aver niente da nascondere, per cui mi sarebbe piaciuto sapere se questo vale anche per te.
Magari mi sono spiegato male, ma avresti potuto rispondermi con "scusami ma non capisco il senso del tuo esempio", invece che rispondermi (#74) solo che mi faccio paranoie, mi faccio andare il cervello in bomba, e dovrei fottermene un po' per vivere meglio.

Allora ho voluto capire se veramente tu condivideresti con chiunque qualunque tuo problema, sfidandoti a farlo con me (#81). Per due volte hai sviato il discorso evitando di rispondere (#82 e #86).

Tutto questo è solo la versione prolissa di quello che ho scritto nel commento #99, ovvero "Ma io ho solo cercato di capire quali sono le tue priorità, e se per caso tra queste (a un qualche livello) c'è anche preoccuparsi di quali informazioni condividi con Facebook. Non ho mai giudicato il tuo modo di vivere. Tu invece non hai fatto altro che giudicare il mio".
Secondo me si capiva già lì, nonostante fosse più sintentico, ma se era poco chiaro avresti potuto magari provare a chiedermi "Scusa, cosa vuoi dire con questo?" come hai fatto ora. Invece come risposta (#100) hai scelto solo di formulare ulteriori giudizi (in attesa di una definizione più precisa continuo a chiamarli così).
Io a Facebook i dati della mia carta di credito li ho dati senza problemi.

Anch’io glieli darei tranquillamente, ma come ti ho già fatto notare i dati della tua carta di credito sono trattati in maniera totalmente diversa da quelli del tuo profilo, quindi è poco pertinente dirlo.

C'è una pagina dedicata a questo e continuiamo a parlare come se Facebook tenesse tutti i dati che ha di te in cassaforte. […] schiacci una "X" e via, quel dato non c'è più

Mi spiace, ma stai sbagliando di grosso.
Quella non è la pagina dedicata al profilo statistico che Facebook ha ricavato di te, è la pagina delle preferenze degli annunci. Cliccare sulla X serve a non ricevere più annunci su quel preciso interesse, non a rimuoverlo dal profilo statistico.
Non c’è scritto da nessuna parte che quelle sono tutte le informazioni incluse nel tuo profilo statistico.

Se avessi letto l’articolo originale del WP sapresti che tra l’altro ci sono molte più informazioni che Facebook incrocia, oltre a quelle che conosce direttamente, nel creare il tuo profilo statistico. E se avessi letto le condizioni d’uso di Facebook, oltre a quello che ti ho già scritto nel commento #90 e riquotato nel commento #105, sapresti che Facebook si riserva il diritto a vendere queste informazioni a chiunque, a patto di non associarle al tuo nome (che è praticamente inutile, ma di questo se vuoi ne parliamo a parte).

Poi sei libero di non interessarti di questo, ma evita di dire agli altri che non devono interessarsene neanche loro.
E, se non ti sei informato per tua scelta, evita di dire agli altri che si sbagliano, quando magari sono più informati di te.

Non con tutti sono anonimo.

Scusa ma hai evitato per l’ennesima volta di rispondere alla domanda. Nessuno ti ha chiesto "sei anonimo con tutti?" o "quali sono le persone con cui non sei anonimo" e neanche "qual è la tua identità".
Ti è stato chiesto perché nascondi la tua identità, per quanto mi riguarda te l'ho chiesto perché sembrava in contraddizione con "devi partire dal presupposto che un terzo in qualsiasi momento possa arrivare a conoscere tutto di te".
Potevi rispondere "è vero, ritengo necessario nascondere la mia identità per una serie di motivi, effettivamente ho esagerato nel scrivere quello", oppure spiegare perché le due cose non si contraddicono.

Invece hai evitato di rispondere, e non mi metto neanche a contare le volte in cui l’hai fatto.

E ora che ho messo like sulla tua pagina, anche tu dovresti far parte del club :)

Ti ringrazio per il like, e ti ringrazio per quello che prendo come un gesto di buone intenzioni.
Mi piacerebbe poterti rispondere "tsk, il tuo like non so neanche quale sia perché si perde in mezzo alle migliaia", ma è il primo da due settimane a questa parte quindi mi riesce difficile;)
Rispondo infine a un paio di cose che non erano dirette a me.

EVIDENTEMENTE Facebook non ha la bacchetta magica, quindi fintanto non abbiamo una spiegazione (che in genere è banale, basta semplicemente che di tutta la catena salti un solo anello a cui non hai fatto caso) non puoi fare di un sospetto (peraltro poco verosimile) una prova e spenderlo come tale.

Su questo sono d’accordo con te. Se Facebook ha suggerito a Paolo l’amicizia di una persona su cui stava conducendo una perizia nonostante abbia preso tutte le precauzioni in maniera ottimale, concludere che l’abbia fatto perché è riuscito nonostante tutto ad associare i due profili, o è complottismo o è credere nel paranormale.
Potrebbe essere semplicemente che sia frutto di una coincidenza, ma la probabilità mi sembra molto remota.

Come a te, anche a me la spiegazione più plausibile mi sembra che sia saltato un anello della catena.

Ma attenzione, perché questo significa che Facebook è più che mai preciso nel ricavare possibili correlazioni tra persone, nonostante si faccia di tutto per evitarlo. E in questo caso il danno potenziale che deriva da questo è evidente.
Questo significherebbe che per Paolo è più che mai importante sapere come Facebook cerca di incrociare queste informazioni, non certo che dovrebbe preoccuparsene meno.

Curioso poi che di quell'articolo citi solo questo fatto, e non ad esempio il fatto dei pazienti della psichiatra che vengono a conoscenza delle rispettive identità grazie a Facebook, nonostante non si siano mai visti né conosciuti di persona, e nonostante magari abbiano preso tutte le precauzioni nella vita reale per evitare che la loro identità fosse rivelata (sappiamo che è una possibilità, non c’è bisogno di rimarcarlo nel caso).
Perché il fatto che Facebook sia in grado di fare questo dovrebbe essere per queste persone un'informazione irrilevante?

Ormai sto giungendo alla conclusione che proprio non riusciate a focalizzare la questione, che sia oltre alla vostra portata.

Non ho capito se in questo "voi" sia incluso anch’io, ma in ogni caso ti faccio notare che qui stai sfiorando l’insulto, e non mi sembra che a questo punto i toni della conversazione siano così alti da giustificarlo.
Guastulfo: "E che vuoi è un mio limite."

Non mi interessa capire se è un tuo limite di comprensione o un mio limite di comunicazione in ogni caso trovo le tue risposte sempre non pertinenti rispetto al punto della questione che pongo; ora che il campione è statisticamente significativo rimanderei la discussione a un domani che dovessimo vederci di persona, nella speranza che ci possa essere una comprensione migliore.

Paolo Alberton: "Per esempio quelle che ti ho fatto io dall'altra parte a causa del tuo svarione spaziale ;)"

Anche tu mi mancavi.

Guido: "Quindi ritratto la mia frase e chiedo venia: e non è facile ammettere di essersi lasciato influenzare dai pregiudizi."

E io che pensavo che i pregiudizi che tu avessi nei miei confronti fossero solamente e ampiamente positivi :P

In ogni caso a te perdono tutto :)

"Anche perchè mi ha turbato quella storia dell'uno contro tutti in campo sessuale... hai visto mai... pervertito verbale!"

Cosa vuoi, a far andar la lingua sono bravo :D

"perchè usi un nick e quale è la tua pagina FB"

Uso un nick dove tutti usano un nick, uso il mio nome e cognome reale dove tutti usano nome e cognome reale. L'ho già spiegato: è un concetto di equità, non di privacy.

A Paolo ho fornito la mia pagina FB (ma in realtà è stata solo una formalità perché ho già avuto contatti con lui tramite email e come tu ben sai è abbastanza facile arrivare alla mia pagina FB dalla mia email), ora anche a Tukler, tu già sai tutto... se caso la domanda è: "Perché non la rendi pubblica qui?", ripeto, è tutto per giocare alla pari, tant'è che ho già proposto che lo si faccia collegialmente, per lo meno tra i "soliti noti" del blog di Paolo.

Tukler: altra informazione che hai rilasciato - dalla precisione e dal metodo con il quale hai affrontato un task tutto sommato ricreativo, ovvero scrivere dei commenti - è la categoria professionale a cui appartieni :D

"Spero di non incorrere in risposte tipo "si vede che hai tempo da perdere", perché effettivamente di domenica avrei preferito fare altro in questo tempo."

Vedo il tempo che perdo io a scrivere post ben più corti, quindi hai tutta la mia stima :)

Dopo il riassuntone cerco di rispondere alle domande alle quali o non ho risposto o ho risposto e la cosa è andata persa.

NATURALMENTE è ovvio che anch'io tenga alla privacy, sia per quanto riguarda la sfera personale che quella professionale.

Ma se tieni a una cosa e vuoi perseguirla nel modo più efficace possibile, devi fare ovviamente delle valutazioni di costo beneficio per riuscire a capire dove investire le tue - limitate - risorse per ottenere il massimo risultato.

Tutto il discorso che facevo si apre e si conclude qui. Con qualche nota polemica per cui chi fa informazione continua a lanciare una serie di allarmismi estremamente specifici per cui la gente si butta a capofitto sulla moda del momento ma ignora cose molto più banali che in realtà comportano rischi molto più alti.

Qualche tempo fa lessi un sondaggio sulle possibili cause di morte (che purtroppo non riesco a ritrovare). Terrorismo e aerei indovina a che punto erano della classifica, rispetto ad es. agli incidenti stradali.

Perché? Perché la gente pensa sulla base di ciò che sente. Per questo reputo controproducente puntare il dito su un rischio specifico, e che si basa per la buona parte del ragionamento su ciò che potrebbe potenzialmente essere; quando manca - purtroppo - l'ABC.

Ma d'altronde sia per quanto riguarda le cause di morte che per quanto riguarda i rischi della privacy basta fare, con tutti i limiti del caso, delle considerazioni sulla base delle proprie conoscenze dirette e indirette.

Quanti morti per aerei precipitati / per attentati terroristici?
Quanti morti per incidenti stradali / fumo?
(continua)
Nel caso della privacy:

Quanti matrimoni finiti perché Facebook ha fatto uscire tra le amicizie suggerite l'amante di lui?
Quanti matrimoni finiti perché il marito e l'amante non hanno seguito l'ABC della privacy di cui parlavo prima? (tra cui ANCHE scambiare messaggi con l'amante in Facebook senza cancellarli - e qui, ancora una volta, prima di arrivare alle questioni accademiche sugli algoritmi di FB ci sono anni luce)

Fai tutti gli esempi che vuoi per comprovare empiricamente che le fughe di informazioni che hanno poi effettivamente avuto impatto nella vita di chi conosci sono tutte terra terra, decisamente lontane da questi ragionamenti.

Con questo quando dico che "me ne fotto della privacy su Facebook", me ne fotto perché FB è sotto i riflettori. L'utente finale di FB se ne può fregare perché qualsiasi scoreggia FB fa, c'è chi gli sta addosso. Difatti non dico che "nessuno se ne dovrebbe interessare", fa comodo pure a me! Dico solo che fare discussioni accademiche all'utente finale è come spiegare la relatività a una mucca.

Se le fai, va a finire che questo sistema due anelli su 80 della catena della privacy su Facebook e poi si sente tranquillo; poi apre Messanger e chatta con l'amante, scordandosi che la fidanzata lurka su FB tramite il suo account e pertanto le sta trasmettendo in diretta tutto quanto.

DETTO QUESTO, se poi vogliamo fare una discussione accademica sugli algoritmi di profilazione su Facebook giusto per il gusto di farla, ok. A patto che sia assolutamente chiaro che è solo una discussione accademica, tant'è che i pochi casi come quello della psicologa fanno notizia.

Non leggo invece del marito che chatta su Messanger / Whatsapp e si fa sgamare. Perché non esiste, o perché è talmente frequente che non fa notizia? :)

Anche nel caso della psicologa, mi stupisce poco. Sei d'accordo con me nel supporre che Paolo si sia perso un anello della catena, e lui è una persona che comunque ha una preparazione di un certo tipo; una psicologa invece ha una preparazione di tutt'altro tipo e quindi è lecito ipotizzare che possa essere analfabeta circa i meccanismi, anche elementari, che stanno dietro a Facebook, pertanto, fintanto non c'è il nesso di causalità... la notizia esiste solo a uso e consumo dei media.

"Mi spiace, ma stai sbagliando di grosso.
Quella non è la pagina dedicata al profilo statistico che Facebook ha ricavato di te, è la pagina delle preferenze degli annunci. Cliccare sulla X serve a non ricevere più annunci su quel preciso interesse, non a rimuoverlo dal profilo statistico.
Non c’è scritto da nessuna parte che quelle sono tutte le informazioni incluse nel tuo profilo statistico."

Sta di fatto che fintanto non mi si dimostra che Facebook ha fatto una visura al catasto per sapere la metratura del mio appartamento, Facebook non può sapere la metratura del mio appartamento.

Non c'è scritto da nessuna parte che quelle sono tutte le informazioni incluse nel tuo profilo statistico e peraltro non mi aspetto nemmeno che sia così perché quelle sono i risultati dell'elaborazione di quelle informazioni, dalle quali però è possibile dedurre la natura e la tipologia delle informazioni che possiede. Non me ne mostra alcune? Si entra nell'ipotetico, quando ripeto mi si dimostrerà che in realtà ha il mio certificato di nascita ok, allora valuterò attentamente la cosa.

Fin'ora non abbiamo nessuna certezza; incrociando questo dato di fatto alle ipotesi che posso fare non sulla base di articoli sulla stampa generalista ma sulla base della mia esperienza sul campo, beh, mi aspetto che sappia molto di più di me Google. Che tra l'altro è più avanti di Facebook per quanto riguarda il riconoscimento di pattern tramite reti neurali artificiali :)
(continua)
"E, se non ti sei informato per tua scelta, evita di dire agli altri che si sbagliano, quando magari sono più informati di te."

Il punto è che siete sicuramente più informati di me ma su un problema che è molto accademico e poco pratico. L'ho spiegato prima.

"Ti è stato chiesto perché nascondi la tua identità"

Ho risposto più volte, l'ultima in questo post, rispondendo a Guido. A me sembra una motivazione piuttosto chiara e lineare.

"Ti ringrazio per il like, e ti ringrazio per quello che prendo come un gesto di buone intenzioni."

L'ho detto, è una questione di giocare alla pari. Hai detto che potevo risalire a chi sei, ho ricambiato. :)

"Non ho capito se in questo "voi" sia incluso anch’io, ma in ogni caso ti faccio notare che qui stai sfiorando l’insulto, e non mi sembra che a questo punto i toni della conversazione siano così alti da giustificarlo."

Stavo parlando con Guastulfo, quel ragazzo non mi dà proprio retta
Fx!?
Aaaah no, tutti no!
E io, per quel poco che mi faccio vedere, chi sono che uso nome e cognome? Nessuno, oppure il più squilibrato?
Dopo Paolo, si intende ...

Considera che ho fatto delle letture random e parziali, cioè ogni tanto, qua e là, perché le telenovelas le trovo indigeribili e noiose alla lunga, ma ti faccio i miei più sinceri complimenti per il tuo abile modo di argomentare, è una dote rara ed invidiabile.
Cioè, mi si faccia capire...

cento e passa commenti per arrivare a capire che si ha la medesima posizione in materia di privacy del padrone di casa e che tutto questo ambaradam di parole è stato scritto per "una questione accademica"?...

Spero di aver capito malissimo e in tal caso mi scuso con tutti quanti,ma se ho inteso giusto... cioè... faccio fatica ad esprimerlo in italiano, quindi ci provo nella lingua di Albione: don't feed the troll.

Ancora una volta il nostro ineffabile si è prodotto in una serie (ammirevole lo riconosco) di arzigogolate speculazioni cerebrali su un concetto che condivide comunque appieno con tutto il resto del mondo.

Grazie Fx. Sei stato chiaro. Forse più verso te stesso che non con il resto del mondo.

Hitler.
Fx

Dall'altra parte mi dicevi di venire di qua per continuare la discussione e avere le risposte alle mie domande. Le risposte non sono ancora arrivate. E, dal momento che di là mi hai menzionato, la battuta che hai fatto poco sopra al commento #120 è fuori contesto e potrebbe indicare la volontà di sfottere. Cose che non mi turbano minimamente, ma che confermano, in ultima analisi, le conclusioni a cui è giunto anche Tukler nei suoi ultimi commenti, che condivido pienamente.
Fx non perdi occasione per dimostrare la tua inettitudine alla discussione :)
@Fx
Quanti matrimoni finiti perché Facebook ha fatto uscire tra le amicizie suggerite l'amante di lui?
Quanti matrimoni finiti perché il marito e l'amante non hanno seguito l'ABC della privacy di cui parlavo prima? (tra cui ANCHE scambiare messaggi con l'amante in Facebook senza cancellarli - e qui, ancora una volta, prima di arrivare alle questioni accademiche sugli algoritmi di FB ci sono anni luce)

Fai tutti gli esempi che vuoi per comprovare empiricamente che le fughe di informazioni che hanno poi effettivamente avuto impatto nella vita di chi conosci sono tutte terra terra, decisamente lontane da questi ragionamenti.



Come al solito cerchi di sviare quello che conta. Ciò che conta è:

-FB non si cura di matrimoni falliti o di suggerire l'amante di lui alla moglie di lui;
-FB non si cura di ciò che combini quando chiatti o quando posti qualcosa.

FB ti profila. Gli incroci, le proposte di amicizia sono l'effetto superficiale della profilazione.

Gli amici, gli impiccioni, chi ti ascolta occasionalmente non ti segue tutto il giorno (come fa FB nel web e anche nella vita reale se usi la sua app), quindi, i tuoi paragoni sono non calzanti e il dettaglio dell'occasionalità dell'ascolto da parte dei vicini che non è paragonabile colla profilazione sistematica tu la salti a piè pari.

Saltare il succo del discorso e cercare di argomentare sulle parole (sulle parole e non sui concetti, perché tu questo fai: ti attacchi alle parole), forse può funzionare altrove ma non qui. Così come il mezzuccio di fare affermazioni come questa:

"Stavo parlando con Guastulfo, quel ragazzo non mi dà proprio retta"

Questo è un ennesimo (quanto inutile) gesto d'arroganza da parte tua che dimostra ciò che ti dissi tempo addietro: se davvero il tuo mestiere ha come elemento fondamentale la comunicazione allora sei un mediocre nel tuo campo.

Il tuo scopo è quello di averla vinta su un argomento indipendentemente se esso sia valido o meno o che tu ci creda o meno (lo hai già dimostrato e se vuoi ti ripropongo la domanda che ti posi ad ottobre, sull'esperimento che volevi fare, vediamo se questa volta rispondi).

Quando non ci riesci diventi arrogante, poi passi alla rabbia e poi smetti di scrivere per un po'.

Te l'ho già consigliato, se fai davvero comunicazione (comincio a dubitarne visti i risultati qui), comincia ad adeguare le tue strategie agli interlocutori che hai davanti. Invece che fai? Ricommetti gli stessi errori delle altre volte.

Del resto si sa: chi non impara dai suoi errori è destinato a ripeterli.
@Fx:
Uso un nick dove tutti usano un nick, uso il mio nome e cognome reale dove tutti usano nome e cognome reale. L'ho già spiegato: è un concetto di equità, non di privacy.

Finalmente una risposta.
Non mi trovo molto d'accordo, io solitamente faccio quello che ritengo opportuno a prescindere da quello che fanno gli altri. Al massimo potrei guardare quello che fa il padrone di casa, se lui ci mette la faccia non vedo perché non dovrei farlo io.
Ma almeno è una risposta con una motivazione. Se l'avevi già data prima allora me la sono persa, ho letto qualcosa di simile ma era in risposta al "perché non fai spulciare a Paolo il tuo profilo Facebook e pubblicare il risultato".

altra informazione che hai rilasciato [...] è la categoria professionale a cui appartieni :D

Capisco che intendi e mi trovi totalmente d'accordo:P

NATURALMENTE è ovvio che anch'io tenga alla privacy [...] devi fare ovviamente delle valutazioni di costo beneficio

Quindi alla fine la vediamo anche in maniera quasi uguale.
Da quello che scrivevi mi sembrava di capire di no, peccato che la discussione si sia protratta così a lungo perché sarebbe bastato poco a farla durare molto meno.

È comunque vero che per poter assegnare le giuste priorità bisogna essere informati anche su temi come quello di questo articolo, che non mi pare stia facendo disinformazione.
Dire che Facebook si può usare in qualunque modo senza nessun pericolo per la privacy sarebbe disinformazione.

Con qualche nota polemica per cui chi fa informazione continua a lanciare una serie di allarmismi estremamente specifici per cui la gente si butta a capofitto sulla moda del momento ma ignora cose molto più banali che in realtà comportano rischi molto più alti.

Sono d'accordo, di esempi in cui i media generalisti si butt
Ops, click sbagliato.

(Piccola informazione per Facebook/Google: sto scrivendo da smartphone perché mi serve un alimentatore nuovo per il PC, prego mostrare pubblicità Amazon grazie)

Dicevo, di casi in cui i media generalisti si buttano a capofitto sull'ultima moda facendo informazione parziale e controproducente ne vediamo a miliardi.
Ma Paolo ha un blog di informatica, non di edilizia e insonorizzazione dei muri, quindi quali altri argomenti dovrebbe trattare lui?

una psicologa invece ha una preparazione di tutt'altro tipo [...] fintanto non c'è il nesso di causalità

No, un attimo, che c'entra?
Non si sta parlando di errori della psichiatra, ma del fatto che Facebook ricostruisce e suggerisce probabili collegamenti tra le persone sulla base della loro geolocalizzazione.
Il nesso di causalità c'è eccome.
Magari ai pazienti della psichiatra è meglio non fargli troppe storie a riguardo visto che hanno già i problemi loro, ma di persone che non vogliono far sapere la loro identità ad altre persone che frequentano lo stesso posto ce ne sono tante.
Metti ad esempio una riunione degli alcolisti anonimi, non so se hai presente come funzionano. Torni a casa e Facebook ti suggerisce tutte le identità dei presenti.
Dire che questa è una possibilità, e spiegare come si può fare per evitarla, è un informazione molto utile per tante persone.

Sta di fatto che fintanto non mi si dimostra che Facebook ha fatto una visura al catasto

In sostanza nell'articolo del WP c'è scritto che approfondimenti del genere li fa quasi di routine. Certo, sono parole del WP, e magari valgono anche per gli USA, ma meglio sapere che può essere che succeda piuttosto che non saperlo.

mi aspetto che sappia molto di più di me Google

Vero, e potrei anche essere d'accordo con te che Paolo dedica troppo pochi articoli ai pericoli di Google.
Ma io posso usare molti servizi Google da anonimo (almeno sulla carta), tu puoi vedere il mio album fotografico pubblico senza avere un account Facebook (e sottoporti alla loro schedatura)?
Inoltre, Facebook richiede che tu usi il tuo nome reale, Google no.

L'ho detto, è una questione di giocare alla pari. Hai detto che potevo risalire a chi sei, ho ricambiato. :)

Grazie, ma in realtà chiunque può risalire a chi sono, non mi firmo col nome solo perché è una mia scelta stilistica e per evitare che persone poco avvezze a Internet leggano mie frasi fuori contesto, ma è come se lo facessi (questo nick lo uso ovunque). Addirittura come avrai visto è facilissimo risalire anche al mio indirizzo di casa. Purtroppo è quasi inevitabile se si vogliono usare certi servizi (registrare domini) si fa il calcolo costi/beneficio e ce ne si fa una ragione.
Claudio: "Aaaah no, tutti no!"

Non vorrei sembrare arrogante (*) ma me n'ero già accorto prima che tu me lo facessi rilevare.

*: è una bugia

Stupidocane: "Spero di aver capito malissimo [...]"

Abbastanza.

"[...] di arzigogolate speculazioni cerebrali [...]"

Credo che qualcuno potrebbe trovare un ragionamento lineare e rigoroso ciò che tu reputi arzigogolate speculazioni cerebrali, diciamo che non esiste un punto di vista assoluto in merito.

Paolo Alberton: "la battuta che hai fatto poco sopra al commento #120 è fuori contesto e potrebbe indicare la volontà di sfottere"

Sono ammirato dalla tua capacità deduttiva.

Oh no! L'ho fatto di nuovo!
Fx

Ne prendo atto, e complimenti vivissimi per lo spiccato umorismo :*
Fx,

"Credo che qualcuno potrebbe trovare un ragionamento lineare e rigoroso ciò che tu reputi arzigogolate speculazioni cerebrali, diciamo che non esiste un punto di vista assoluto in merito."

Infatti. Potrebbe anche essere che ciò che tu percepisci come interesse da parte degli altri ai tuoi ragionamenti lineari e rigorosi, sia un divertito tentativo di vedere dove vai a parare. Cosa che inevitabilmente ti porta sempre a partire in tomba con "NON SONO D'ACCORDO", spendere una montagna di parole che l'Everest a confronto è un dosso giallonero sulla strada, salvo poi, una volta messo alle strette, uscirtene con "CIOÈ SIAMO CHIARI, SONO D'ACCORDO CON VOI CHE...".

Lineare. Rigoroso. Accademico. Ipercritico. Piacione. Simpatico. Sgusciante. Troll.

Mille mila parole per dire "Facebook è una merda perché vende i vostri dati ad altri. Siccome si sa, a te non frega nulla in quanto sei più furbo di una multinazionale qualsiasi e te ne batti la ciolla dei tuoi dati in mano alla suddetta". Ma "oh... sei d'accordo che la privacy è sacrosanta." Che è ciò che sostiene Paolo da quando lo conosco. Ovvero: un articolo per chi NON SA che FB è una merdaccia(TM) nel trattamento sei dati. Non per chi lo sa e se ne frega.

Io capisco che tu ti diverta un mondo a "giocare" qua, ma questo non è un parco giochi per chi ha voglia di dimostrare quanto è bravo con le parole. Te lo riconosco: sai essere di spunto ad una replica anche quando parli del nulla. Hai la rara capacità di essere fastidioso come una zanzara di notte.

Hai difeso una tua posizione in merito alla privacy. Tua personale. Come sono tue personali interpretazioni la maggior parte delle "guerre semantiche" che intraprendi contro questo o contro quell'articolo. Solo per il gusto di farlo.

In altre parole, riempi un articolo di carriolate di ragionamenti logici e rigorosi che vanno bene PER TE.

Ma tanto in fondo sei sempre d'accordo sui temi basilari trattati in questo Blog. È che devi dire la tua, quasi compulsivamente, ogni volta che ti punge vaghezza di fare le pulci a qualcosa che non corrisponde alla TUA logica ed alla TUA rigorosi mentale. E che pulci.

Talmente grosse che l'Advantix se lo bevono come shottino prima di saltare su un cane. Ma pulci rimangono.

Quindi che dire ancora? Bravo? Ci sei riuscito anche stavolta? Ok. Contento tu...

@Guastulfo:

Ti vorrei tanto rispondere per spiegarti perché, sulla base di ripetute esperienze nel mio ambito lavorativo che non riguardano direttamente nessuno dei presenti, ti sbagli e anche di grosso.
Ma non posso farlo per rispetto della privacy di FX.
Commento precedente:

Malamente scritto su uno schermo di 5 pollici... shame on me... ah Signora Lacorte, come la capisco...
@Stupidocane:
Pure tu? Io inizio a pensare che me l'abbia tirata lei... io non ci credo in queste cose, ma lei magari sì!
@Stupidocane
"Lacorte"?
Uhja. Ahn zan?
Tukler
Ti vorrei tanto rispondere per spiegarti perché, sulla base di ripetute esperienze nel mio ambito lavorativo che non riguardano direttamente nessuno dei presenti, ti sbagli e anche di grosso.
Ma non posso farlo per rispetto della privacy di FX.


Le mie sono conclusioni basate su quello che Fx dimostra e ha dimostrato qui.

Quello che tu dici non lo giustifica, anzi, è un'aggravante: non c'è ragione per dare una cattiva immagione di sé, arrogante, e "sgusciante" nelle risposte (e lo ha fatto altre volte su vari argomenti), se non per prendere in giro.

Lui ha detto in passato che la sua attività si basa molto sulla comunicazione. Da uno che fa comunicazione quasi per mestiere sa come porsi e sa come non farsi fraintendere.

Io sono comunque aperto e disposto a cambiare idea ma deve portare degli elementi "leggermente" differenti da ciò che dimostrato fin'ora.
Guastulfo: "dell'occasionalità dell'ascolto da parte dei vicini che non è paragonabile colla profilazione sistematica tu la salti a piè pari"

Pippe mentali. Io osservo la pratica.

Invadenze nella privacy grosse come una casa tra sottoscritto, parenti amici conoscenti: millemila esempi.

Quando invece capita che Facebook FACCIA APPARIRE TRA GLI AMICI QUALCUNO CHE NON SAI CHI E' E TU LO RIPORTI ALLA TUA PSICOLOGA E LEI SI ACCORGE CHE E' UN SUO PAZIENTE, notizia che fa il giro del mondo.

Continuerò a guardare ciò che fa meno notizia.

"Questo è un ennesimo (quanto inutile) gesto d'arroganza da parte tua che dimostra ciò che ti dissi tempo addietro: se davvero il tuo mestiere ha come elemento fondamentale la comunicazione allora sei un mediocre nel tuo campo."

Mai detto di esser bravo.

Guastulfo, mi stufo. Se a questo punto ancora devo rispiegare per l'ennesima volta l'essenza del concetto, dopo averlo fatto in tutte le forme possibili, secondo me gli elementi per poter comprenderlo - se ce ne fosse l'intenzione - ci sono.

Comunque, come estremo tentativo, vedrò di sintetizzarlo un'ultima volta, per te e Stupidocane.

Tukler: "Non mi trovo molto d'accordo, io solitamente faccio quello che ritengo opportuno a prescindere da quello che fanno gli altri."

Un conto è infischiarsene di ciò che fanno gli altri su una questione in cui c'è un discorso di ragione e torto ("qui tutti buttano la spazzatura per terra allora lo faccio anch'io"), un conto è andare in bikini in metropolitana oppure a una riunione di lavoro.

In ogni caso è una cosa soggettiva quindi non andrei ulteriormente a questionare.

"Da quello che scrivevi mi sembrava di capire di no, peccato che la discussione si sia protratta così a lungo perché sarebbe bastato poco a farla durare molto meno."

Al terzo commento, al #37, dicevo:

"I colossi, si, hanno tante informazioni su di noi; ma sono al top anche come sicurezza. Questo non vuol dire che non succede, ma tra chi conosce 20 su di te esponendo un rischio di diffusione impropria di quei dati dello 0.02% (in realtà sarà più bassa, basandoci sullo storico) e chi conosce 5 su di te e espone un rischio di diffusione impropria del 10% beh, io mi preoccupo di quest'ultimo - al di là delle sensazioni che suscita sapere che i primi sanno di te cose che non gli hai mai detto."

Oltre a questo, l'altra questione chiave è che si dà per appurato un fatto non comprovato, cosa che è contrario a ciò che ci aspettiamo da terzi (complottisti e compagnia bella), e quindi al ragionamento scientifico di cui ALMENO NOI dovremmo cercare di essere i portabandiera.

"È comunque vero che per poter assegnare le giuste priorità bisogna essere informati anche su temi come quello di questo articolo, che non mi pare stia facendo disinformazione.
Dire che Facebook si può usare in qualunque modo senza nessun pericolo per la privacy sarebbe disinformazione."

Difatti, anche qui, non ho detto che non bisogna parlarne; ho detto che bisognerebbe assegnare una valutazione sul rischio. Nel mondo reale è impossibile orientarsi, e articoli come questo - senza, ripeto, dare una misura - accrescono la confusione, che è già molta.

Poi che sia un problema strutturale dell'informazione oggi, per il quale non la possa menare specificatamente a Paolo, è vero. Però lui conosco, e a lui lo faccio presente.

"Non si sta parlando di errori della psichiatra, ma del fatto che Facebook ricostruisce e suggerisce probabili collegamenti tra le persone sulla base della loro geolocalizzazione."

Intendevo dire che magari la psichiatra ha commesso qualche errore clamoroso, tipo condividere la rubrica con Facebook. Paolo sappiamo che è un errore che non farebbe mai, ma di una psichiatra - dato che non è la sua materia - non possiamo dire abbia usato lo stesso rigore di Paolo nell'indagine che ha fatto.
(continua)
"In sostanza nell'articolo del WP c'è scritto che approfondimenti del genere li fa quasi di routine. Certo, sono parole del WP, e magari valgono anche per gli USA, ma meglio sapere che può essere che succeda piuttosto che non saperlo."

Da quando in qua ci fidiamo di qualcosa che non abbia passato la peer review? :)

"Addirittura come avrai visto è facilissimo risalire anche al mio indirizzo di casa."

No, non sono andato a vedere; mi porro il problema quando ti vorrò mandare un mazzo di rose rosse :)

Stupidocane: "In altre parole, riempi un articolo di carriolate di ragionamenti logici e rigorosi che vanno bene PER TE"

Come dicevo a Guastulfo ci tento un'ultima volta.

Anzi, faccio copia incolla di ciò che ho già scritto:

"Ma se tieni a una cosa e vuoi perseguirla nel modo più efficace possibile, devi fare ovviamente delle valutazioni di costo beneficio per riuscire a capire dove investire le tue - limitate - risorse per ottenere il massimo risultato. [...]

Quanti morti per aerei precipitati / per attentati terroristici?
Quanti morti per incidenti stradali / fumo?"

Oh, di gente che è seriamente preoccupata, e magari evita di fare certe cose, per il terrorismo io ne conosco.

Poi fuma / non adotta le elementari misure di sicurezza quando si sposta in auto.

E' semplice matematica:
morti l'anno per il terrorismo in Europa: 100
morti l'anno per il tabagismo in Europa: 700.000
morti l'anno per incidenti stradali in Europa: 26.000

Ora: nel momento in cui si dà risalto al rischio terrorismo SENZA specificarne la misura, tu avrai su larga scala un'incidenza di una parte della popolazione a ingigantire quel rischio, sviando la loro attenzione su una cosa che emozionalmente è molto forte, ma oggettivamente è del tutto irrilevante rispetto ai due rischi presi ad esempio, 7000 e 260 volte più concreti.

Se tu dicessi "il terrorismo, che è l'83° causa di morte in Europa" oppure "per il quale c'è una probabilità su 8.000.000 di morire", renderesti, o per lo meno cercheresti di rendere consapevole il lettore che, al di là della sensazione, il rischio concreto è del tutto trascurabile.

Stesso discorso sulla privacy.

E' davvero così difficile?
@Guastulfo:
La mia era una battuta, e come detto non riguardava neanche necessariamente FX che non conosco abbastanza, quanto categorie di persone il cui lavoro si basa sulla comunicazione.

Diciamo che se tu volessi fare il politico, uno spin doctor potrebbe dirti che per convincere i tuoi elettori non è importante saper comunicare e adattare la propria comunicazione a loro, ma piuttosto credere fermamente in quello che comunichi, o più precisamente trasmettere che ci credi fermamente, e gli elettori se ne convinceranno da soli.
@Fx:
Un conto è infischiarsene di ciò che fanno gli altri su una questione in cui c'è un discorso di ragione e torto, un conto è andare in bikini [...]

E che c'entra?
Quello che ho scritto significa letteralmente che per me metterci la faccia è un discorso di ragione o torto, e lo faccio perché lo ritengo giusto indipendentemente da ciò che fanno gli altri.
È appunto una cosa soggettiva, ma la precisazione di cui sopra è superflua e porta solo a divagare.

Al terzo commento, al #37, dicevo: I colossi, si, hanno tante informazioni su di noi; ma sono al top anche come sicurezza [...]"

Ah perché, secondo te la discussione è durata tanto perché io penso che Facebook ha problemi di sicurezza e tu no? Da cosa lo deduci? Ho già detto che a Facebook il mio numero di carta di credito glielo darei, cosa ti fa pensare che per me sia un problema di sicurezza?

Il centro della discussione è quello che Facebook può fare, dichiara di poter fare e fa con quei dati, non altri presunti argomenti secondari che scegli di considerare pretestuosamente solo per poterli confutare facilmente.

A proposito, il commento #37 è proprio lo stesso in cui scrivevi: "Ma poi, proprio tu che mi vieni a deprecare la 'security through obscurity', ti stracci le vesti se non viene tutelata in tutti i modi l'obscurity! Applica l'open anche alla tua vita, e che cavolo; da una parte si e dall'altra no? Deciditi :D".
Concludendosi con una battuta, tutta la frase poteva magari essere interpretata come tale. Ma, dopo che Paolo ti faceva notare (#40) "Ho visto la faccina sorridente, ma qui la STO non c'entra nulla. La critica all'STO è che pretende di ottenere sicurezza semplicemente nascondendo le falle di un processo invece di turarle. È un concetto completamente separato da quello di tenere riservati i dati" tu rispondevi (#42) "Non sono d'accordo. Il principio è il medesimo: devi partire dal presupposto che un terzo in qualsiasi momento possa arrivare a conoscere tutto di te / del tuo codice".
Ah già, ma la tua posizione era chiara sin dall'inizio!

Intendevo dire che magari la psichiatra ha commesso qualche errore clamoroso, tipo condividere la rubrica con Facebook.

Ancora?
Ma davvero non è chiaro che le amicizie sono state suggerite ai pazienti solo perché frequentatavano lo stesso posto?
Se non lo è, forse sei troppo poco informato su come funziona Facebook.

Ti ho anche invitato a informarti su come funzionano gli alcolisti anonimi, perché magari quello dei pazienti di una psichiatra è un problema troppo lontano dai nostri vissuti.
Non che quello degli alcolisti anonimi sia necessariamente più vicino (io sono astemio, figurati), ma lì è ancora più lampante e semplice da capire perché per loro usare app di Facebook sarebbe un pericolo di priorità massima, altro che benaltrismo.

E' davvero così difficile?

No, hai già fatto gli stessi esempi più e più volte, se io sto scrivendo benaltrismo da più e più commenti è in risposta proprio a quegli esempi.
Il fatto che per te ci sono cose che hanno priorità maggiore e per te il problema Facebook è poco rilevante, come già più volte ti è stato fatto notare, non significa che per altri le priorità non possano essere diverse e il problema Facebook non possa essere più rilevante.
Hai tanti amici che si fanno paranoie sul terrorismo e poi fumano o non adottano le elementari misure di sicurezza quando si spostano in auto? Bene, forse le loro priorità sono sbagliate.
Ma io ho un amica che non fuma, adotta tutte le misure di sicurezza quando si sposta in auto, ma vive a Bruxelles dove frequenta spesso metro e aeroporto. Glielo spieghi tu che se ne deve fregare del terrorismo? Ti mando il suo contatto se vuoi.

Per cui è giusto spiegare il "pericolo" in maniera tale che ciascuno gli dia la propria priorità, forse per te questo articolo non lo fa bene, ma non mi pare che il problema della discussione sia che gli altri non hanno capito questo.
@Fx
Stesso discorso sulla privacy.

E' davvero così difficile?


Semplicemente non c'entra niente.

FB nelle condizioni d'uso dice che vende i nostri dati a chiunque tranne il nome e cognome. Dimostrami che non lo fa, oppure, che è la stessa cosa, che usa la profilazione solo per la pubblicità mirata e che vende i dati solo ad aziende pubblicitarie.

Il resto sono i soliti inutili tentativi di sgusciare dal discorso fondamentale.
Tukler

"Ma davvero non è chiaro che le amicizie sono state suggerite ai pazienti solo perché frequentatavano lo stesso posto?"

Eh ma se un'affermazione del genere non è peer reviewed come puoi pretendere che Fx la smetta di divagare... ;)

Intendevo dire che magari la psichiatra ha commesso qualche errore clamoroso, tipo condividere la rubrica con Facebook.


Come si fa a non rendersi conto dell'assurdità dell'argomentazione?

Questa è una prova dell'invasività di FB e, invece, si incolpa la psichiatra e/o i suoi pazienti di un qualche errore.

Ma se anche gente specializzata nella sicurezza informatica si ritrova con suggerimenti a dir poco imbarazzanti, questo non dovrebbe essere un campanello allarme?
Potrebbe essere un bel modo per cuccare.
Si cerca di proposito parole chiave che creino una lista di suggerimenti di sfittinzie profondamente insicure e più instabili dell'ozono.

Non che ci si possa aspettare di trovare delle regine del kung fuzz in una lista prodotta in quel modo, ma se tutto quello che uno cerca in una vacanza dall'onanismo radicale & fondamentalista è di poter dire: "e con questa son 1004" e non ha voglia di pagar $oldi...

Allora può metter sotto i motori di facebook per presentargli sfittinzie con l'autostima sotto i tacchi che reagiscono positivamente ad un algoritmo di conversazione preparato prima di interrogare il motore di ricerca.

Questo perchè la ricerca è alimentata dall'algoritmo.

Cioè, se si basa la ricerca sulle tecniche per lavarsi i denti col cat-gut, probabilmente ci sono 3 sfittinzie al mondo che possono essere sedotte parlando della differenza fra il pro-schmelz ed il sensodyne, ma quelle tre saranno nella lista, e nessuno ha detto loro che son finite nella lista perchè stan cercando da 5 anni un'alternativa al cuoio di pesce ragno* per farsi il filo interdentale.

*Trachinus radiatus, mi raccomando: il Trachinus araneus non va bene per niente.)
Tukler: "Il centro della discussione è quello che Facebook può fare, dichiara di poter fare e fa con quei dati, non altri presunti argomenti secondari che scegli di considerare pretestuosamente solo per poterli confutare facilmente."

Vero, ho passato velocemente i miei post e ho copia / incollato quello guardando la seconda parte senza far caso che il contesto in quel momento era quella della sicurezza dei dati e non sull'uso degli stessi.

Ma la conclusione è sempre quella, la privacy di tutti è invasa quotidianamente in mille modi diversi, ma si parla dei casi limiti sui quali i singoli casi fanno notizia e non si hanno certezze assolute.

E lo ripeto nuovamente, MA A TE NON RICORDA TERRIBILMENTE lo schema dei complottisti? Prendi un caso limite (il bambino che è morto dopo le vaccinazioni), e da lì, senza approfondire, estrapoli la regola (i vaccini sono il male).

"Ancora?
Ma davvero non è chiaro che le amicizie sono state suggerite ai pazienti solo perché frequentatavano lo stesso posto?
Se non lo è, forse sei troppo poco informato su come funziona Facebook."

Quanta certezza. Mi dai qualche riferimento? No, perché io ho trovato solamente che Facebook ha sperimentato una funzionalità simile (non ho approfondito ma se si tratta di funzioni sperimentali tipicamente fanno un deploy pilota solo su una piccola percentuale degli utenti) per 4 settimane, tutto qui.

Non a caso a me non suggerisce chi frequenta gli stessi miei posti (tipo il posto di lavoro / chi abita nel mio stesso condominio / chi fa parte dei gruppi che frequento saltuariamente)?

"Il fatto che per te ci sono cose che hanno priorità maggiore e per te il problema Facebook è poco rilevante, come già più volte ti è stato fatto notare, non significa che per altri le priorità non possano essere diverse e il problema Facebook non possa essere più rilevante."

Se ti ho fatto i complimenti per aver dimostrato precisione e rigore qualche post fa, qui è esattamente l'opposto. Che per qualcuno non sia all'84° posto e sia al 75° sono d'accordo, ma che ci sia, nella vita di tutti, un botto di problemi molto più concreti sul discorso privacy è oggettivo. Guarda l'elenco sommario che ho fatto, se vuoi vado avanti, e poi mi dici se Facebook dove lo metteresti in classifica.

L'unico motivo per cui mettere Facebook in classifica è perché fai leggerezze tu / fa leggerezze chi ha informazioni su di te. Se ad es. ieri sera sei andato a far bello con gli amici ma hai detto alla morosa che è a casa malata che sei andato a letto presto, e uno dei tuoi amici pubblica qualche foto, beh... QUESTO è un problema concreto per la tua privacy. Non a caso di esempi di questo tipo ne è piena la rete.

Invece di casi come quelli della psicologa - LO RIPETO PER L'ENNESIMA VOLTA - fanno notizia perché unici, e per di più dubbi.

"Ma io ho un amica che non fuma, adotta tutte le misure di sicurezza quando si sposta in auto, ma vive a Bruxelles dove frequenta spesso metro e aeroporto. Glielo spieghi tu che se ne deve fregare del terrorismo? Ti mando il suo contatto se vuoi."

Anche se sta a Bruxelles, la percentuale di rischio è molto più bassa di un botto di altre cause di morte.

Una probabilità su 8.000.000. Inizia a guardare questo:

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_causes_of_death_by_rate

Siamo a 79 cause di morte e l'ultimo ha una probabilità dello 0.06%, quindi una probabilità su 1660.

Ad arrivare a una probabilità su 8.000.000 ci saranno centinaia, se non migliaia, di altre cause.

Poi per me la tua amica può preoccuparsi di quello che vuole, questo non significa che abbia ragione di farlo.
Guastulfo: "FB nelle condizioni d'uso dice che vende i nostri dati a chiunque tranne il nome e cognome. Dimostrami che non lo fa, oppure, che è la stessa cosa, che usa la profilazione solo per la pubblicità mirata e che vende i dati solo ad aziende pubblicitarie."

Ecco, ora mi spieghi il rischio per la tua privacy che terzi abbiano accesso a tuoi dati se questi sono correttamente anonimizzati.

Anche le banconote che tu spendi danno un'informazione di quanti soldi avevi in mano. Il fatto è che questo dato viene distribuito e anonimizzato. Fossi in te non li userei più.

Paolo Alberton: "Eh ma se un'affermazione del genere non è peer reviewed come puoi pretendere che Fx la smetta di divagare... ;)"

Ti stai offrendo di dargli una mano a trovare riferimenti / a dimostrare che effettivamente Facebook usa la geolocalizzazione per suggerirti gli amici?

Hai una buona occasione di mostrarmi quanto sia nel torto - e sai che quando lo sono lo ammetto, ad es. quando si parlava di orbite.
@Fx
Ecco, ora mi spieghi il rischio per la tua privacy che terzi abbiano accesso a tuoi dati se questi sono correttamente anonimizzati.

Sei un gestore di FB per sapere che i tuoi dati sono correttamente anonimizzati?

Anche le banconote che tu spendi danno un'informazione di quanti soldi avevi in mano.

Devo fare attenzione al fruttivendolo. Lui e i suoi taccuini sospetti che sembrano gli ordinativi di frutta e verdura.
Sicuramente mi scheda, chiede anche agli altri informazioni su di me e poi li vende alle compagnie assicurative e alle aziende pubblicitarie. Ovviamente senza il mio nome e cognome ma con tutto il resto delle informazioni (che renderebbe inutile sapere il mio nome e cognome), comprese quelle che riesce a ricavare sulla mia salute dai miei acquisti di frutta e verdura.
Poi se sono sbagliate, chissenefrega: quelle che mi riguardano lo sono, magari quelle di molti altri no.
Fx

Per esempio
"Ma la conclusione è sempre quella, la privacy di tutti è invasa quotidianamente in mille modi diversi"

Hai un riferimento peer-reviwed che dimostri con certezza assoluta (come pretendi nello stesso paragrafo rispondendo a Tukler) che questi mille modi diversi siano, per tutti, più importanti di preoccuparsi per come FB gestisce la privacy?
Ma ancora qui state?
@Fx:
No, perché io ho trovato solamente che Facebook ha sperimentato una funzionalità simile

Questa informazione viene da qui.
In seguito a un altro caso simile (non c'è solo quello della psichiatra), un portavoce di Facebook ha prima confermato che la geolocalizzazione è uno dei fattori presi in considerazione, è stato pubblicato un altro articolo su questa sua dichiarazione, e la sera stessa il portavoce stesso l'ha smentita dicendo che "hanno controllato meglio" e non è tra i fattori (piccolo appunto, il fatto che Facebook dica che non ti suggerisce le persone in base a questi fattori tecnicamente non significa che non abbia comunque ricostruito un probabile collegamento).
Il giorno dopo, in seguito alla pubblicazione di questo articolo, hanno tirato fuori la cosa del test per 4 settimane nel 2015 (che tra l'altro è un'ammissione di aver violato la legge).

La pagina Facebook che spiega quali sono i fattori dice "Le persone vengono scelte in base agli amici in comune, alle informazioni relative a lavoro e istruzione, alle reti di cui fai parte, ai contatti che hai importato e a molti altri elementi".
Facebook rifiuta ufficialmente di indicare quali sono questi "molti altri elementi".

Quindi d'accordo, secondo la versione ufficiale (non crederci sarebbe complottismo, per quanto questa versione sia presentata in maniera confusionaria) questi casi non sono legati alla geolocalizzazione.
Riguardo al caso della psichiatra, Facebook ha dichiarato di non sapere ricostruire in base a cosa sono state suggerite le amicizie.
La nuova ipotesi è che al paziente della psichiatra siano stati suggeriti gli altri pazienti perché ciascuno di loro ha condiviso la propria rubrica, ed avevano in comune il numero della psichiatra. Lasciamo perdere che anche la probabilità di questo mi sembra parecchio bassa.

In ogni caso, da questa vicenda possiamo trarre una delle seguenti conclusioni:

1) Facebook non spiega come vengono usati i dati raccolti sugli utenti al fine di ricostruire i collegamenti tra loro, ci sono dei casi che neanche Facebook riesce a spiegare, e varrebbe la pena approfondire e pretendere da Facebook maggiori spiegazioni su come vengono trattati i dati;
2) Tanto vale fregarsene di tutto.

Se ti ho fatto i complimenti per aver dimostrato precisione e rigore qualche post fa, qui è esattamente l'opposto. Che per qualcuno non sia all'84° posto e sia al 75° sono d'accordo, ma che ci sia, nella vita di tutti, un botto di problemi molto più concreti sul discorso privacy è oggettivo.

Visto che si parla di dimostrare cose, perdonami se contravvengo a quanto detto finora, ma non fai che dimostrare un'incapacità di guardare oltre il tuo naso.
Io ho avuto la correttezza di risponderti qui sopra su un fatto su cui mi sbagliavo parzialmente, tu rispondimi sugli alcolisti anonimi.
l'ultimo ha una probabilità dello 0.06%, quindi una probabilità su 1660.

No, ma sul serio? Hai scambiato il peso percentuale della causa tra le possibili cause di morte con la probabilità di morire per quella causa?

Davvero pensi che ci sia una probabilità su 1.660 di morire di IPB? E che quindi nella mia città di 44.000 abitanti ne dovrebbero morirne 26 l'anno solo di IPB?
E pensare che basta guardare la colonna a fianco (morti per ogni 100.000 persone) per vedere che la probabilità è 1 su 200.000 (o meglio, nel caso specifico, si può dire 1 su 100.000, visto che puoi morirne solo se maschio).

Tra l'altro, non trovi che sia un esempio totalmente a sproposito?
Usi questo dato per parlare di priorità, quindi significa che dell'IPB me ne devo disinteressare totalmente e che se ho dei problemi di prostata non mi devo fare visitare?
O magari solo che non me ne devo fare un problema ma, fermo restando che è comunque giusto porre attenzione a tutte le altre cause più probabili, devo comunque tenerne conto soprattutto in presenza di fattori di rischio?

Ad arrivare a una probabilità su 8.000.000 ci saranno centinaia, se non migliaia, di altre cause

Non proprio, le cause sono tutte lì, quella lista è esaustiva.
C'è anche scritto che 1 persona su 3.846 muore per violenza intenzionale (compresa però quella su sé stessi).

Il dato di 1 su 8.000.000 da dove l'hai preso?

Mi sembra troppo difficile riuscire a stimare una probabilità di un evento di questo tipo, e non mi va neanche di mettermi a fare troppi conti sui morti.

Io so solo che quella mattina la mia amica aveva preso la metro alla stessa stazione 1 ora prima dell'attentato.

Se per te come per me la probabilità di essere vittime di un attentato è infinitamente bassa, magari per altri che vivono in posti diversi dai nostri e hanno comportamenti diversi dai nostri il rischio è ben diverso.
@martinobri
Ma ancora qui state?

E che vuoi, qui piove, si deve pur passare il tempo no? :-D

Tu almeno ti diverti con la Buona "Squola" (mia sorella dice che si scrive così ma si pronuncia "scuola alla buona") :-)
@martinobri:
Ma ancora qui state?

No, è solo che a volte sembra che si ragioni per dogmi come fanno molti credenti.





Su, dimmi che la trollata per qualche secondo è riuscita e stavi per partire in quinta anche tu:D
@Martinobri

12 giorni e 41 interventi non son neanche un record rionale.
mia sorella dice che si scrive così ma si pronuncia "scuola alla buona"

Grande! Gliela rubo.


dimmi che la trollata per qualche secondo è riuscita e stavi per partire in quinta anche tu:

No, quest'anno parto ancora con le prime. Una sola, la prima B.
non titola "L'isola dove arrivano dei naufraghi in pallone è la stessa dove sta intrappolato il capitano Nemo ma non se ne accorgono subito e quindi non riescono a spiegarsi i salvataggi apparentemente miracolosi che periodicamente avvengono".

AAAAHHH! Hai spoilerato il libro!!
Comincio a sospettare che qui (e non solo) si stia cercando di fare un nuovo tentativo di epicizzazione thread.

Con scarni risultati, a quanto pare...
Forza gente, mancano solo 8728 commenti, serve almeno aprire un flame su un altro argomento totalmente off topic. Un po' di fantasia!
@Tuckler

Forse abbiamo un problema di assuefazione... Provo ad alzare il tiro e sbattere sul tavolo un "Sailor Arturo".
http://tinyurl.com/hy8jyhc
Avvertenza: non so se è arturo a sufficienza ma mi pare parecchio sailor.
Guastulfo: "Sei un gestore di FB per sapere che i tuoi dati sono correttamente anonimizzati?"

Per l'appunto, paranoia. Lo stesso discorso si applica a chiunque ha dati che vorresti rimangano privati, ad esempio la tua banca; la differenza è che quest'ultima è sicuramente molto più artigianale e molto meno scrutata di Facebook (quante notizie hai già letto che iniziano così "un ricercatore ha scoperto che su Facebook [descrizione del bug]" e quante invece che riguardano la tua banca? indovina indovinello, sarà perché i servizi informatici della tua banca non hanno bug o perché se li fila solo chi ha interesse a scardinarli - e quando accade, viene evitato accuratamente di diffondere la notizia?).

"Ovviamente senza il mio nome e cognome ma con tutto il resto delle informazioni (che renderebbe inutile sapere il mio nome e cognome)"

Guastulfo, su... Anonimizzate non significa che manca il tuo nome e cognome, e lasciano il tuo codice fiscale. Significa che non c'è la possibilità concreta di risalire a te.

Paolo Alberton: "Hai un riferimento peer-reviwed che dimostri con certezza assoluta (come pretendi nello stesso paragrafo rispondendo a Tukler) che questi mille modi diversi siano, per tutti, più importanti di preoccuparsi per come FB gestisce la privacy?"

No.

Tukler: "La nuova ipotesi è che al paziente della psichiatra siano stati suggeriti gli altri pazienti perché ciascuno di loro ha condiviso la propria rubrica, ed avevano in comune il numero della psichiatra. Lasciamo perdere che anche la probabilità di questo mi sembra parecchio bassa."

E' interessante perché finora:
1) abbiamo messo via la certezza che Facebook sappia tutti i 98 punti che Paolo ha citato (anche se non c'è stata una sua rettifica all'articolo)
2) abbiamo messo via la certezza che Facebook usi la geolocalizzazione per suggerirti gli amici

Tutte cose che fino a poco fa nessuno metteva in dubbio.

"1) Facebook non spiega come vengono usati i dati raccolti sugli utenti al fine di ricostruire i collegamenti tra loro, ci sono dei casi che neanche Facebook riesce a spiegare, e varrebbe la pena approfondire e pretendere da Facebook maggiori spiegazioni su come vengono trattati i dati;
2) Tanto vale fregarsene di tutto."

Hai mai avuto a che fare con algoritmi complessi, fatti di n parti che interagiscono tra di loro e magari alcune parti alimentano altre? Ecco, se prendi tutte le singole parti è tutto perfettamente deterministico ma alla fine assume tutta una complessità tale che sapere che sia deterministico è una ben magra consolazione?

In altre parole: che ci siano cose difficilmente spiegabili è intrinseco nella complessità che Facebook ha, e se non può ricostruire significa che non registra tutto ciò che viene elaborato.

Conclusione: se ti fidi, usalo, se non ti fidi non usarlo. Io, ripeto, non so come vengono trattati i miei dati da mille altre entità diverse e so per certo che dati che a me interessano di più di quelli che Facebook ha in mano sono stati diffusi impropriamente. Le spiegazioni cioè le pretendo dalla mia banca, non da Facebook perché ho letto che c'è stato un caso al mondo che non si è capito bene e "potrebbe essere che".

"Io ho avuto la correttezza di risponderti qui sopra su un fatto su cui mi sbagliavo parzialmente, tu rispondimi sugli alcolisti anonimi."

A me sembrava chiaro che, messa via l'idea che Facebook suggerisca gli amici tramite geolocalizzazione, decada la questione degli alcolisti anonimi.

"No, ma sul serio? Hai scambiato il peso percentuale della causa tra le possibili cause di morte con la probabilità di morire per quella causa?"

Non solo, ho anche sbagliato colonna! :D

E pensa te, nonostante abbia sbagliato i numeri, il discorso vale uguale. Abbiamo 0.5 morti/anno per centomila per IPB, e 0.012 morti/anno per centomila per terrorismo. Un rischio 40 volte più basso.
(continua)
"Non proprio, le cause sono tutte lì, quella lista è esaustiva."

Matematicamente ha la pretesa di essere esaustiva, ma è impossibile lo sia. Dove sono le malattie rare? Non vedo una voce in cui possono essere iscritte.

"Il dato di 1 su 8.000.000 da dove l'hai preso?"

Ho spannometricamente estrapolato 100 morti / anno dagli ultimi 20 anni dell'ultimo grafico qui:

http://www.datagraver.com/case/people-killed-by-terrorism-per-year-in-western-europe-1970-2015

In Europa siamo circa 750 milioni quindi 100 su 750.000.000 con qualche arrotondamento 1 su 8 milioni.

"Mi sembra troppo difficile riuscire a stimare una probabilità di un evento di questo tipo, e non mi va neanche di mettermi a fare troppi conti sui morti."

A me sembra incredibilmente facile.

"Io so solo che quella mattina la mia amica aveva preso la metro alla stessa stazione 1 ora prima dell'attentato."

Anche mio padre quando gioca a superenalotto dice "ho giocato il 28 è uscito il 29". Se esce il 29 o il 90 non cambia assolutamente niente, dal punto di vista statistico. E' tutta una questione emotiva.

"Se per te come per me la probabilità di essere vittime di un attentato è infinitamente bassa, magari per altri che vivono in posti diversi dai nostri e hanno comportamenti diversi dai nostri il rischio è ben diverso."

La concezione si, il rischio può effettivamente essere diverso di un ordine di grandezza, ma preoccuparcisi è pura paranoia. Per carità, emotivamente ognuno può farsi prendere da quel che vuole e posso anche capirlo; però razionalmente sarebbe bene si preoccupasse di altro.

Guastulfo: "E che vuoi, qui piove, si deve pur passare il tempo no? :-D"

Ci hai dato un'indicazione sul dove sei. A sud. :)
Paolo: 1) non ti ho più sentito per il nostro esperimento
2) abbiamo appurato che non abbiamo alcuna evidenza che Facebook sappia per ognuno di noi quei 98 parametri, non sarebbe il caso di rettificare l'articolo? (e di darmi ragione? :P naaa scherzavo, sono abituato ad aver torto anche quando ho ragione)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
@Fx
Guastulfo: "Sei un gestore di FB per sapere che i tuoi dati sono correttamente anonimizzati?"

Per l'appunto, paranoia. Lo stesso discorso si applica a chiunque ha dati che vorresti rimangano privati, ad esempio la tua banca; la differenza è che quest'ultima è sicuramente molto più artigianale e molto meno scrutata di Facebook (quante notizie hai già letto che iniziano così "un ricercatore ha scoperto che su Facebook [descrizione del bug]" e quante invece che riguardano la tua banca? indovina indovinello, sarà perché i servizi informatici della tua banca non hanno bug o perché se li fila solo chi ha interesse a scardinarli - e quando accade, viene evitato accuratamente di diffondere la notizia?).


Guastulfo, su... Anonimizzate non significa che manca il tuo nome e cognome, e lasciano il tuo codice fiscale. Significa che non c'è la possibilità concreta di risalire a te.



Non ti ho chiesto di parlare della mia banca ma ti ho fatto una domanda a cui non hai risposto: come fai a sapere come FB anonimizza (e incrocia) i dati?
@Fx:
Anonimizzate non significa che manca il tuo nome e cognome, e lasciano il tuo codice fiscale. Significa che non c'è la possibilità concreta di risalire a te.

No, significa proprio che manca il tuo nome e cognome (e la tua email).

"We do not share information that personally identifies you (personally identifiable information is information like name or email address that can by itself be used to contact you or identifies who you are)"

Quante persone esistono che hanno la mia età, vivono nella mia città, e dal 2002 al 2008 hanno vissuto a Roma dove sono state iscritte alla facoltà di Ingegneria Informatica di Roma Tre? Una.
Quante che hanno la mia età, vivono nella mia città, e sono state negli USA dal 19/08/2015 al 01/09/2015? Una.
Quante che hanno la mia età, vivono nella mia città, hanno studiato nella mia stessa scuola elementare, media e superiore, fanno il mio stesso lavoro e hanno il mio stesso modello di telefonino? Molto probabilmente una.

E notare che sto dando per buono che non rivelino neanche la mia data di nascita.

Certo, vivo in una piccola città, ma basta che nel profilo ci siano sufficienti dati (tutti facilmente verificabili) perché rimuovere nome e email diventi solo una formalità per attenersi alla regola della legge.

1) abbiamo messo via la certezza che Facebook sappia tutti i 98 punti che Paolo ha citato (anche se non c'è stata una sua rettifica all'articolo)

Io questo non l'ho mai dato per scontato.

2) abbiamo messo via la certezza che Facebook usi la geolocalizzazione per suggerirti gli amici

E abbiamo guadagnato che Facebook non sa spiegarti sulla base di cosa ha ricostruito un tuo collegamento con una persona. Trovavo più rassicurante credere che fosse solo la geolocalizzazione.

Hai mai avuto a che fare con algoritmi complessi, fatti di n parti che interagiscono tra di loro e magari alcune parti alimentano altre?

Sì, è il mio lavoro.

Ecco, se prendi tutte le singole parti è tutto perfettamente deterministico ma alla fine assume tutta una complessità tale che sapere che sia deterministico è una ben magra consolazione?

Non capisco quale sia esattamente la domanda, ma se non so come funziona il prodotto finale, allora è un problema.

In altre parole: che ci siano cose difficilmente spiegabili è intrinseco nella complessità che Facebook ha, e se non può ricostruire significa che non registra tutto ciò che viene elaborato.

Sono d'accordo, Facebook è infinitamente più complesso di qualunque software su cui io possa mettere le mani.
Ma se io creassi qualcosa che ricostruisce collegamenti in modi che neanch'io sono in grado di spiegarmi, e che non preveda una ricostruzione di come sono stati ricostruiti, mi preoccuperei molto di cosa sto creando.
E se io tenessi volutamente segreto quali sono i dati che prende in analisi il mio sistema, farebbero bene a preoccuparsene anche gli altri.

Conclusione: se ti fidi, usalo, se non ti fidi non usarlo.

Su questo sono d'accordo, e lo uso. Ma mi informo per capire entro che limiti usarlo.
Se tu faccia altrettanto oppure ti senta libero di usarlo senza alcuna precauzione e ci condivida liberamente qualunque dettaglio personale della tua vita ormai ho rinunciato a capirlo, tra una divagazione e l'altra.

A me sembrava chiaro che, messa via l'idea che Facebook suggerisca gli amici tramite geolocalizzazione, decada la questione degli alcolisti anonimi.

E intanto hai schivato ancora la domanda.
In Europa siamo circa 750 milioni quindi 100 su 750.000.000 con qualche arrotondamento 1 su 8 milioni.

Quindi hai ritenuto che il rischio che può valere per te è lo stesso che può valere per una persona che vive in una città che è tuttora ritenuta a rischio altissimo di attentati. Fantastico. E molto indicativo sulla concezione che hai del fatto che ci sono persone con situazioni diverse dalle tue.

A me sembra incredibilmente facile.

Non avevo dubbi.

Se esce il 29 o il 90 non cambia assolutamente niente, dal punto di vista statistico.

E il rischio di attentati è una pura questione statistica. Fantastico.

La concezione si, il rischio può effettivamente essere diverso di un ordine di grandezza

Certo, la probabilità che succedano ulteriori attentati in luoghi pubblici a Bruxelles è superiore di un solo ordine di grandezza rispetto a quella che succedano nella tua cittadina. E io che sto ancora a dare retta alle tue divagazioni...

però razionalmente sarebbe bene si preoccupasse di altro

Mi viene in mente un modo di dire su fare qualcosa con qualcosa di altri, ma non voglio essere volgare.

naaa scherzavo, sono abituato ad aver torto anche quando ho ragione

Peccato, c'eri quasi.
si stia cercando di fare un nuovo tentativo di epicizzazione thread.

Un thread si epicizza quando intervengono in tanti e le discussioni si allargano. Questo non si sta epicizzando, si sta cronicizzando.
Fx,

1) non ti ho più sentito per il nostro esperimento

Per ora non me ne posso occupare personalmente. Ho delegato, aspetto i risultati.


2) abbiamo appurato che non abbiamo alcuna evidenza che Facebook sappia per ognuno di noi quei 98 parametri, non sarebbe il caso di rettificare l'articolo? (e di darmi ragione?

No. Ripeto: se non li sa, li stima. Facebook (e molte altre aziende) dispongono degli accessi informativi e delle risorse necessarie per farlo. È parte integrante del loro modo di operare. Devono farlo per essere efficienti e credibili. Di più non ti posso dire, per ora, ma penso che ne potremo parlare più chiaramente a breve. Non dipende da me. Nel frattempo, se puoi, intrufolati in qualche convegno di e-commerce o marketing online e/o studia il caso di Max Schrems. Li troverai illuminanti.
Guastulfo: non lo so allo stesso modo in cui non so se il freno della mia automobile è correttamente montato. Non mi preoccupo del secondo ergo non mi preoccupo del primo, per lo meno finché non mi arriva un'informazione comprovabile in altro senso.

Tukler: "Quante persone esistono che hanno la mia età, vivono nella mia città, e dal 2002 al 2008 hanno vissuto a Roma dove sono state iscritte alla facoltà di Ingegneria Informatica di Roma Tre? Una."

Benissimo.

Quindi chi ha in mano i tuoi dati deve conoscere tutti questi dettagli per tutti gli abitanti del tuo paese. Oppure deve dare l'incarico ad un'agenzia investigativa, che è quello che dico sin dall'inizio: se voglio sapere qualcosa su di te, l'offline è ancora ben più ricco di informazioni dell'online.

Se vuoi fare un esperimento ti dò delle informazioni che identificano unicamente una persona nella mia città e tu provi a risalire a chi è. Così, per vedere la distanza che sta tra teoria e pratica.

"Io questo non l'ho mai dato per scontato."

Paolo si, e insiste.

"E abbiamo guadagnato che Facebook non sa spiegarti sulla base di cosa ha ricostruito un tuo collegamento con una persona."

A me sembra del tutto scontato.

"Ma se io creassi qualcosa che ricostruisce collegamenti in modi che neanch'io sono in grado di spiegarmi, e che non preveda una ricostruzione di come sono stati ricostruiti, mi preoccuperei molto di cosa sto creando."

Andrai allora a nozze con quello che è il futuro nel nostro settore, le reti neurali artificiali.

"Se tu faccia altrettanto oppure ti senta libero di usarlo senza alcuna precauzione e ci condivida liberamente qualunque dettaglio personale della tua vita ormai ho rinunciato a capirlo, tra una divagazione e l'altra."

Uso una regola generale di buon senso. Condivido ciò che so che potrebbe potenzialmente essere diffuso (e la prima causa è l'errore umano mio o di chi riceve l'informazione, vedi il primo rischio per la privacy del mio elenco).

"E intanto hai schivato ancora la domanda."

A questo punto non riesco a capire quale sia. Me la riformuli?

"Quindi hai ritenuto che il rischio che può valere per te è lo stesso che può valere per una persona che vive in una città che è tuttora ritenuta a rischio altissimo di attentati. Fantastico. E molto indicativo sulla concezione che hai del fatto che ci sono persone con situazioni diverse dalle tue."

Tu che criterio arbitrario avresti usato per un confronto con una lista di possibili rischi di morte che ragiona esattamente così?

A questo punto stiliamo una classifica particolare per ogni persona sulla base di dove vive, della sua genetica, delle sue abitudini di vita e così via.

"E il rischio di attentati è una pura questione statistica. Fantastico."

Scoppia una bomba in una località a caso, in un momento a caso.

A meno che non vogliano far fuori proprio te, è un terno al lotto.

"Certo, la probabilità che succedano ulteriori attentati in luoghi pubblici a Bruxelles è superiore di un solo ordine di grandezza rispetto a quella che succedano nella tua cittadina. E io che sto ancora a dare retta alle tue divagazioni..."

Quindi a tuo dire i cittadini europei potenzialmente esposti al rischio (basso) di attentati terroristici è inferiore a 75 milioni.

Tip: restringendo il campione a solamente chi vive in aree urbane sopra i 500.000 abitanti sei sopra quel numero.
Tip (2): Nizza è sotto i 500.000 abitanti

"Mi viene in mente un modo di dire su fare qualcosa con qualcosa di altri, ma non voglio essere volgare."

Vabbé, vedo che la razionalità qui non c'entra.

Quando rientra l'Ing., fammici parlare.
Paolo: "Per ora non me ne posso occupare personalmente. Ho delegato, aspetto i risultati."

Quindi hai ceduto i miei dati a terzi senza il mio consenso. Che caduta di stile :P

Hai esattamente violato ciò che - e l'ho pure dichiarato qui - reputo il primo rischio per la mia privacy.

Mi fido di Paolo, gli dò un'informazione. Paolo si fida di X, e gli gira quell'informazione. Però X non sa nemmeno chi io sia, quindi non ha lo stesso interesse di Paolo a preservare l'informazione. E qui in un certo numero di casi, l'informazione prende il volo.

Non sarà questo il caso, ma questo si che sarebbe stato un fattore che avrei attentamente valutato prima di darti un ok.

Non te la meno ulteriormente ma dal mio punto di vista è uno scivolone importante e sicuramente inaspettato.

"No. Ripeto: se non li sa, li stima."

Come peraltro facciam tutti quando ci dobbiamo fare delle idee sugli altri. Eppure nel gergo comune nessuno si sogna dire che si sa una cosa su quella persona quando è semplicemente un'idea che ci si è fatti. Si usa il verbo "sapere" quando l'informazione è - nei limiti del possibile - certa.

Per tanto così posso dire che so quant'è lungo il tuo pisello.

Dobbiamo davvero discutere sulla differenza tra stimare e sapere? Del valore che abbia una stima rispetto a un'informazione certa?

Inoltre non mi sembra ci sia nessuna evidenza comprovabile di quanto affermi. Lo dici tu che li stima. Ma è una tua stima. Che spacci come sapere. A riprova della confusione che hai tra le due cose :P

"Facebook (e molte altre aziende) dispongono degli accessi informativi e delle risorse necessarie per farlo."

Negli USA posso ipotizzare che abbia più margine di manovra, in Italia per crederci ho bisogno di prove. Nel mio caso, ho evidenze opposte, ma capisco di non essere campione significativo.
Fx,

Quindi hai ceduto i miei dati a terzi senza il mio consenso...sarebbe stato un fattore che avrei attentamente valutato prima di darti un ok.

Non te la meno ulteriormente ma dal mio punto di vista è uno scivolone importante e sicuramente inaspettato.



Perché "scivolone"? Ho fatto esattamente quello che fa Facebook con i tuoi dati: li cede a terzi. Se per te non è un problema quando lo fa Facebook, perché dovrebbe essere un problema quando lo faccio io?

Un esempio concreto fra i tanti: la CDN di FB è su Akamai.


Negli USA posso ipotizzare che abbia più margine di manovra, in Italia per crederci ho bisogno di prove.

Vai a una conferenza di e-commerce o di marketing online e le avrai.
@Fx
Guastulfo: non lo so allo stesso modo in cui non so se il freno della mia automobile è correttamente montato. Non mi preoccupo del secondo ergo non mi preoccupo del primo, per lo meno finché non mi arriva un'informazione comprovabile in altro senso.

Rieccoti a rifirare la frittata:NON FUNZIONA!!!

Un freno lo tocchi, lo vede il tuo meccanico, se non è montato correttamente va in galera chi ha fatto l'errore... non è una scatola chiusa fornita da un'azienda che vende dati per campare.
@Fx
Negli USA posso ipotizzare che abbia più margine di manovra, in Italia per crederci ho bisogno di prove. Nel mio caso, ho evidenze opposte, ma capisco di non essere campione significativo.

Allora non sai che si può aggirare la normativa italiana elaborando i dati personali all'estero.

Paolo Attivissimo sta mettendo in pratica questa "falla" con te, esattamente come fanno FB, Google, ecc.

Punto di vista della normativa svizzera: sta trattando in svizzera dati di una persona che non è svizzera e non risiede in svizzera, quindi non c'è reato.

Punto di vista della normativa italiana: qualcuno dalla svizzera sta violando la normativa sulla privacy italiana. La legge italiana non vale per un paese straniero se non ci sono accordi al riguardo, quindi, non si può agire.

Questo giochetto lo usano i call center che, chiamando dall'estero, aggirano consensi sulla privacy e registro delle opposizioni.
Guastulfo (Giuseppe),
mi sei capitato sotto gli occhi a caso (#173), e sempre cogliendone solamente 10 su 100 in questo fiume.
Perché "svizzera" minuscolo, mentre Paolo Attivissimo, FB, Google li ha scritti con le maiuscole?
Svizzera lì non è un aggettivo e nemmeno una polpetta di carne macinata.
Queste cose mi fanno venire l'orticaria e mi irritano parecchio, anche perché so che purtroppo non esiste rimedio se non quello di smettere di leggere/vi!

Ora sono così irritato che vorrei che il mio Tablet Samsung si trasformasse in un Galaxy Note 7 incenerito! ^_^
Paolo: "Se per te non è un problema quando lo fa Facebook, perché dovrebbe essere un problema quando lo faccio io?"

Ho tenuto un basso profilo nei toni, anche se nella sostanza sono scocciato dalla tua leggerezza, ma se pigli per il culo potrei cambiare approccio.

"Vai a una conferenza di e-commerce o di marketing online e le avrai."

1) le prove vengono erogate SOLO in queste conferenze? Interessante
2) che lo dicano non lo dubito; non a caso parlo di evidenze comprovabili. Se sono comprovabili dimmi semplicemente come provarle

Guastulfo: "Un freno lo tocchi, lo vede il tuo meccanico, se non è montato correttamente va in galera chi ha fatto l'errore... non è una scatola chiusa fornita da un'azienda che vende dati per campare."

Errore mio, volevo scrivere "se è correttamente dimensionato"

"Allora non sai che si può aggirare la normativa italiana elaborando i dati personali all'estero."

Guastulfo, ti rispondo nuovamente per cortesia e niente altro.

Il problema qui non è FB, è chi fornisce i dati. In America può fare accordi con terzi per farsi fornire dati? In Italia non è così facile.
Fx,

Ho tenuto un basso profilo nei toni, anche se nella sostanza sono scocciato dalla tua leggerezza, ma se pigli per il culo potrei cambiare approccio.

Non ti sto "pigliando per il culo", per usare la tua colorita espressione. La mia è una domanda seria. Hai detto che te ne fottevi della privacy, hai detto che non dovremmo sospettare di Facebook se non abbiamo prove. Ora ti sto trattando esattamente come ti tratta Facebook. Non hai prove di cosa sto facendo esattamente (se ho dato i tuoi dati a un'agenzia d'indagini online che agisce a norma di legge o se li ho passati a un doxxer a pagamento trovato nel dark web), eppure ti stai irritando. Credo che questa tua reazione sia molto interessante.

Spiegaci perché ora il semplice sospetto di abuso dei tuoi dati ti causa irritazione. Seguendo la tua logica, dovresti prima ottenere le prove dell'abuso.


le prove vengono erogate SOLO in queste conferenze? Interessante

Ci sono anche (pochi) altri modi per averle, ma in generale FB e gli altri social network non amano vantarsi pubblicamente di quanto sono brave a profilare gli utenti, mentre sono molto orgogliosi di vantarsene davanti agli addetti di marketing.

Non ho capito la tua seconda domanda.
"Ho tenuto un basso profilo nei toni, anche se nella sostanza sono scocciato dalla tua leggerezza, ma se pigli per il culo potrei cambiare approccio."


Uhm... battuta sarcastica o presa per i fondelli nella presa per il culo? Amletico dilemma...

Tradotto da Google Translate: ma ci sei o ci fai? Uno che usa lo sfottò a manetta nei propri interventi, non dà proprio l'idea di uno che usa "un basso profilo nei toni", anzi. Dà piuttosto l'idea di una persona che adora "l'uno contro tutti" e lo va a cercare e fomentare in quanto fonte di una certa soddisfazione.
Quindi ecco il perché del dubbio. Com'è che la tua "soddisfazione" sta scemando, proprio ora che la faccenda si sta facendo interessante, per tutti? Ti piace giocare ma solo finché (credi che) stai vincendo? O magari perculi e critichi senza renderne conto e credi che questo tuo modo di usare le tue doti di esperto in comunicazione siano l'equivalente di "tenere un basso profilo". Oppure ancora forse non dobbiamo farti arrabbiare sennò ce ne pentiremo.

Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire, anche se un sospetto ce l'ho già...
@Fx:
Quindi chi ha in mano i tuoi dati deve conoscere tutti questi dettagli per tutti gli abitanti del tuo paese.

E perché mai?
Basta che sappia chi è stato iscritto in quegli anni a quell'università. È un dato facilmente reperibile, come ho scritto poche righe sotto.

Oppure deve dare l'incarico ad un'agenzia investigativa, che è quello che dico sin dall'inizio: se voglio sapere qualcosa su di te, l'offline è ancora ben più ricco di informazioni dell'online.

Ma non stiamo parlando di questo.
Stiamo parlando del fatto che se eventualmente Facebook dovesse avere ricostruito dei dettagli privati su di me, e dovesse cederli a terzi insieme all'intero profilo in suo possesso, ci sarebbe un'alta probabilità che questi siano associabili a me anche se nel profilo non c'è il mio nome e la mia email.

Questo significa che devo stare attento ad evitare che Facebook possa risalire a dati privati su di me, esattamente come devo stare attento a non rivelarli a persone di cui non mi fido. Per fare questo, è meglio che sia informato su quali sono i metodi che Facebook può usare per farlo, quindi ben vengano gli articoli che tu tanto critichi.

Se vuoi fare un esperimento ti dò delle informazioni che identificano unicamente una persona nella mia città e tu provi a risalire a chi è. Così, per vedere la distanza che sta tra teoria e pratica.

Certo, ma mi devi anche dare accesso a tutte le informazioni che Facebook ha su di loro, e a tutte quelle che può reperire attraverso i servizi di cui si avvale.
Altrimenti un mio insuccesso proverebbe che sei tu a sbagliarti, e che la distanza tra la teoria e la pratica sta nel tuo ragionamento, secondo il quale è più facile che io identifichi questa persona con metodi offline.

Andrai allora a nozze con quello che è il futuro nel nostro settore, le reti neurali artificiali.

Attenzione, non bluffare troppo;)

Uso una regola generale di buon senso. Condivido ciò che so che potrebbe potenzialmente essere diffuso.

Accidenti, questa è una novità! Quand'è che hai cambiato idea?
Com'è coerente questo con le frasi su cui più volte ti ho chiesto chiarimenti, e su cui tu più volte hai evitato di darli?

Tu che criterio arbitrario avresti usato per un confronto con una lista di possibili rischi di morte che ragiona esattamente così?

Sei tu ad avere tirato in ballo entrambe le cose, e ad aver fatto il confronto tra le tue. E io ti ho detto che lo stavi facendo a sproposito. Perché vuoi provare a ribaltare il tavolo?
È evidente che quella lista di possibili rischi di morte sia una statistica fine a sé stessa di utilità nulla, dal momento che la probabilità effettiva di morire di una data malattia dipende da fattori di rischio, rapidità della diagnosi e tante altre cose.

A questo punto stiliamo una classifica particolare per ogni persona sulla base di dove vive, della sua genetica, delle sue abitudini di vita e così via.

Esattamente. Questa è l'unica cosa razionale da fare.
Ciascuno ha la sua vita, è esposto a diversi pericoli, ha le sue priorità.
Un medico non guarda certo quella classifica, ma fa una diagnosi attraverso informazioni il più possibile dettagliate sul paziente.
Quella classifica l'hai tirata tu in ballo per dimostrare non si sa cosa, ma l'hai tirata in ballo a sproposito.

Scoppia una bomba in una località a caso, in un momento a caso. A meno che non vogliano far fuori proprio te, è un terno al lotto.

Dannati servizi di intelligence che rubano soldi pubblici, non lo sanno che gli attentati sono un mero fatto statistico?

Quindi a tuo dire i cittadini europei potenzialmente esposti al rischio (basso) di attentati terroristici è inferiore a 75 milioni.

Ci sono stati più a rischio di altri, città più a rischio di altre, obiettivi più a rischio di altri. Per alcuni questo rischio è alto, per altri basso. Mi sembra veramente surreale anche solo doverlo dire.
@Claudio Costerni

Guarda il mio commento #66 e troverai Svizzera con la "esse" maiuscola.

Se scrivessi "paolo attivissimo", il commento non passerebbe perché irriterei il padrone di casa. Ero così preoccupato di non commettere questo errore che ne ho commesso un altro :-)

Ecco ora voglio proprio vedere se questo commento sarà approvato. Ma non lo sarà mai, ne sono sicuro :-D
@Fx
Il problema qui non è FB, è chi fornisce i dati. In America può fare accordi con terzi per farsi fornire dati? In Italia non è così facile.

Sono stato poco chiaro, pensavo che l'esempio sui call center rendesse l'idea ma mi spiego meglio.

Ti è così difficile pensare che i dati di italiani si possano comprare e gestire all'estero?

I call center di cui ho parlato lo fanno, perché non dovrebbe/potrebbe farlo FB?

Riguardo ai freni, se sono sottodimensionati si surriscaldano. FB "non si surriscalda"
A questo punto non riesco a capire quale sia. Me la riformuli?

Io e te viviamo in città dove il grado di separazione medio è circa 2. Data una persona che vive nella tua stessa città, se non la conosci direttamente è molto probabile che conosca qualcuno che la conosce.

Piccola divagazione: è solo una considerazione empirica, calcolarlo correttamente sarebbe complicato (anche se sono sicuro che per te sarebbe semplicissimo). Anche ipotizzando che ciascuna persona ne conosca in media altre 250, non è detto che tra lui e i suoi 250 diretti conoscenti si arrivi a 62500 al secondo grado. Si dovrebbe anche considerare che alcune delle 250 persone che ciascuno conosce sono in comune, e comunque sarebbe anche interessante sapere qual è la probabilità che con una data persona tu abbia 2 o più conoscenze in comune, non solo 1.

In ogni caso, questo è per dire che nella nostra esperienza diretta se incontriamo una persona, è molto probabile che siamo in grado di reperire informazioni sulla sua identità dal solo aspetto fisico (magari con una foto) o comunque da un numero limitatissimo di dati.

Anche su Facebook il grado di separazione sul quale ti vengono suggerite amicizie è 2. Ti vengono suggerite persone con cui hai amici in comune, non certo persone con cui hai amici che a loro volta hanno altri amici in comune con esse.

Quindi, per noi la probabilità di essere in grado di scoprire l'identità di una persona della nostra stessa città dato il suo aspetto fisico è più o meno equivalente alla probabilità che Facebook ce la suggerisca come amica.

Tutto questo non è valido per le città con milioni di abitanti, dove il grado medio di separazione è 3 se non 4. E nelle città con milioni di abitanti ci vivono tante persone, per cui quello che è valido per te e per me non è valido per un pubblico molto vasto.

In queste città, è un presupposto accettabilissimo, che magari a noi può suonare strano, che anche se una persona ti vede in faccia è difficilissimo che risalga alla tua identità.
È il presupposto sul quale si fondano ad esempio gli alcolisti anonimi, dove ciascuno se vuole può raccontare dettagli anche privatissimi della propria vita, stando attento a non rivelare informazioni identificanti.
Tra l'altro, è comune che chi vive in città più piccole si rechi nelle città più grandi per partecipare a questi gruppi, proprio per questo motivo.

La probabilità a priori che Facebook suggerisca l'amicizia di un'alcolista anonimo ad un altro del suo stesso gruppo, dato che a quanto dicono la geolocalizzazione non è tra i fattori, è bassissima.

Ora, metti che due frequentatori dello stesso gruppo abbiano in rubrica il numero che contattano per coordinare incontri. Se entrambe condividono la propria rubrica (ad esempio accettando le nuove condizioni d'uso di Whatsapp, o accettando quando Messenger ti chiede se vuoi "essere aggiornato su quando i tuoi contatti installeranno Messenger"), la probabilità che le rispettive amicizie vengano suggerite crescerebbe esponenzialmente.
Secondo te questa non sarebbe un'informazione importantissima da sapere per una persona in questa situazione?

Oppure, metti che uno metta il like alla pagina degli alcolisti anonimi (magari non è segreto il fatto che ci partecipi, il segreto sono i dettagli privati che ha raccontato al suo gruppo). L'elenco delle persone che hanno messo il like a una pagina non è pubblico neanche per il gestore, quindi ci si potrebbe aspettare che questo like sia del tutto ininfluente.
Eppure anche qui la probabilità che venga ricostruito un collegamento crescerebbe. Non è un'informazione rilevante?

Stesso discorso se navighi su una pagina web esterna legata agli alcolisti anonimi, che ha un widget Facebook, mentre sei loggato su Facebook, comportamento che potrebbe sembrare ancora più slegato da Facebook stesso.
O se scrivi post, anche privati, che parlano degli alcolisti anonimi, o se metti like a post che ne parlano.
Tutti comportamenti che non sembrano avere un effetto così diretto sulle amicizie suggerite, eppure lo hanno.
Ovviamente non è un discorso limitato ai soli alcolisti anonimi. Ci sono tanti gruppi di supporto simili (soprattutto negli stati uniti) per tante categorie di persone, ci sono gli studi psichiatrici e quelli per altre problematiche di salute socialmente imbarazzanti, ci sono le persone dedite agli incontri occasionali, ci sono persino i truffatori, che altrimenti non esisterebbero.

Tutte categorie di persone per cui è più importante sapere come funzionano i suggerimenti di amicizie di Facebook molto più di quanto non possa sembrare concepibile a te.
Ma Facebook non lo dichiara.
Quindi non hanno altre alternative se non tenersi informati al massimo attraverso articoli su di questo.

Ovvio che anche per loro vale il rischio che qualcuno assuma un investigatore privato per conoscere la loro identità, o che si lascino sfuggire un dettaglio importante. Ma questo è evidente a tutti, i rischi di cui sopra magari un po' meno.

Vabbé, vedo che la razionalità qui non c'entra.

Se per te razionalità significa pensare che qualunque pericolo è solo una questione statistica e non c'è chi è più esposto di altri, allora è vero, la razionalità con questo non c'entra proprio niente.

Dire a una persona che vive a Bruxelles e usa trasporti pubblici che "razionalmente sarebbe bene si preoccupasse di altro" piuttosto che del terrorismo, è la stessa cosa di dire a una persona che ha lavorato con l'amianto che "razionalmente sarebbe bene si preoccupasse di altro" piuttosto che del mesotelioma, tanto secondo le statistiche di mesotelioma al mondo muore solo una persona su n milioni (sei più bravo tu di me a trovare la statistica esatta).
@Fx
Prima scrivi
"Vado in Facebook fottendomene della privacy e non succede esattamente niente."

E poi affermi:

"Uso una regola generale di buon senso. Condivido ciò che so che potrebbe potenzialmente essere diffuso."

Come lo spieghi?
@Fx

Non ho interesse ad entrare nel merito della discussione, ma ti suggerisco uno spunto di riflessione.

Mi pare giusto far sapere a chi si affaccia in internet che informazioni che per qualsiasi motivo volesse celare possono essere dedotte, e mi pare altrettanto giusto far sapere che l'influsso che deduzioni errate possono avere nella vita affettiva, sociale, lavorativa, può essere reale. D'altra parte è una nozione che sappiamo da migliaia di anni: la gente mormora.

Se ad esempio si diffondesse la convinzione che chi ha un pinguino tatuato sull'avambraccio è inaffidabile per fare caffè, il fatto che la deduzione sia corretta o erronea, o il fatto che reputiamo ingiusto essere valutati per un dettaglio simile, non cambia niente al fatto che i titolari di bar saranno restii ad assumere chi sfoggi tale tatuaggio.

Un potenziale datore di lavoro preferirà fidarsi di una correlazione che potrebbe essere errata piuttosto che rischiare il danno prospettato dalla correlazione.

Il succo del discorso è:

L'elaborazione dati ricava delle informazioni su di noi che pensavamo di non aver fornito.

Corrette o sbagliate che siano, chi si imbatte in tali informazioni potrebbe valutare il caso peggiore o adottare la strategia del minimo rischio.

Mi pare semplice.
Guastulfo (Giuseppe), 
accidenti, mi sei ricapitato sotto gli occhi (#180).
D'altronde, con un nome così attraente non passi inosservato ...

Tu scrivi: FB "non si surriscalda"

Facebook, se non è una astrazione matematica e non è fatta di puro spirito, ha, a livello hardware, una smisurata quantità di server sempre caldissimi e possono surriscaldarsi anche loro, oltre il limite del normale, usurandosi precocemente.
Quindi si surriscalda in un modo diverso, ma si surriscalda anche FB, scusa se te l'ho fatto notare.
Ti saluto, ora vado a controllare le pastiglie ...
Paolo: "Spiegaci perché ora il semplice sospetto di abuso dei tuoi dati ti causa irritazione. Seguendo la tua logica, dovresti prima ottenere le prove dell'abuso."

Ho finalmente focalizzato il problema che ho con te - stupido io a non arrivarci prima. Tra le tue qualità non rientra la capacità analitica. Per quello da una parte - ovvero quando racconti la scienza, quando fai il divulgatore scientifico - tieni alto il nome che hai e sei assolutamente encomiabile; mentre dall'altra, quando partendo da un fatto fai considerazioni / interpretazioni, queste sono semplicistiche e parziali.

Per lo meno ho capito che non mi pigliavi per il culo, per te quella era una risposta seria. Spieghiamo allora l'ultimo post prima.

La causa della mia irritazione non è il sospetto dell'abuso di dati ma LA TUA RISPOSTA (dai, ma è così difficile? "SE PIGLI PER IL CULO POTREI CAMBIARE APPROCCIO", semplifichiamo ulteriormente: "SE [pigli per il culo] => [mi incavolo]", ce la facciamo?).

Per il tuo post precedente, il #171, quello in cui mi sono sentito preso per i fondelli:
1) NON SEI FACEBOOK, non hai procedure, rigore, controllo, gente che ti sta addosso a ogni scoreggia che fai, il tuo interesse è diverso
2) Facebook può farlo perché è nell'EULA che ho sottoscritto; tu da nessuna parte hai mai specificato che potevi delegare, tant'è che per lanciare la sfida hai scritto "mi autorizzi a frugare nel tuo profilo Facebook". "MI" diverso da "AUTORIZZI ME E I MIEI COLLABORATORI"
3) avevo scritto più e più volte nell'arco dei vari post che mi fido più di un colosso che di un piccolo, per le motivazioni che leggi nel punto 1
4) avevo scritto appena sopra la motivazione cardine, peraltro già scritta in posizione #1 nella lista dei "veri" rischi per la privacy, e quindi evitare di quotare quella parte e dire "ma come, perché?" sapeva proprio un po' di presa per i fondelli

Altra cosa, "Se per te non è un problema quando lo fa Facebook, perché dovrebbe essere un problema quando lo faccio io?" è veramente una perla.

Vai a palpare il culo alla prima che capita e ripeti questa frase sostituendo la parola "Facebook" con il nome del suo fidanzato, io invece delego lei per spiegarti perché non è un ragionamento.

Inoltre questa frase si presta (sicuramente senza volerlo) all'interpretazione "ego abbondante": "se lo fai fare a quei quattro sfigati di Facebook, A ME, dico, A ME vuoi non lasciarlo fare?". Ribadisco che è solo una possibile interpretazione, niente più :P

"Non hai prove di cosa sto facendo esattamente (se ho dato i tuoi dati a un'agenzia d'indagini online che agisce a norma di legge o se li ho passati a un doxxer a pagamento trovato nel dark web), eppure ti stai irritando. Credo che questa tua reazione sia molto interessante."

Quindi le alternative sono due:
1) hai passato i dati a terzi, e quindi hai mancato di quella minima correttezza che avrebbe imposto almeno un'email con un banalissimo "non ho tempo, è ok se?", e la tua risposta alla mia reazione sembra una pigliata per i fondelli
2) non hai passato i dati a terzi, e stai pigliando per i fondelli

In entrambi i casi, che tu lo faccia di proposito o meno, hai un atteggiamento che riconduce alla stessa conclusione, che a sua volta è la fonte della mia irritazione.

Te la spiego ancora meglio in altra forma, per venirti ulteriormente incontro. Alla questione di per se ho reagito con irritazione? No. Post pacato seppur scocciato dal vedere il "mi autorizzi a" trasformato a tuo piacimento "autorizzi X a". Poi rispondi in modo irritante, e allora mi irrito.
(continua)
"Ci sono anche (pochi) altri modi per averle, ma in generale FB e gli altri social network non amano vantarsi pubblicamente di quanto sono brave a profilare gli utenti, mentre sono molto orgogliosi di vantarsene davanti agli addetti di marketing."

Allora è tutto vero. Dubitare di tutto ciò che dicono, tranne di quello che dicono quando devono vendere. AHAHA! Hai presente quando parlavo della capacità analitica? Ecco.

Il bello è che queste sono le dinamiche che condanni nei complottisti. Prendere in considerazione solamente le fonti che sono in accordo con le tesi. Dai che lo sai anche te

"Non ho capito la tua seconda domanda."

Era proprio il punto chiave. SE nelle conferenze in cui sei stato hai ottenuto informazioni COMPROVABILI, allora queste possono essere provate. Diventa quindi possibile DIMOSTRARE ciò che dicono. Ci puoi quindi dire come provarle (ad es. creando un annuncio che abbia date caratteristiche) per VERIFICARE che effettivamente corrispondano al vero.

Altrimenti anche qui siamo più vicini al complotto che altro. Fonti attendibilissime che forniscono un'evidenza lampante su qualcosa sotto gli occhi di tutti, ma poi quando chiedi qualche informazione in più per poter toccare con mano, verificare direttamente allora manca sempre un pezzo / c'è sempre la scusa / si divaga.

Intanto puoi iniziare a fornire i riferimenti per quelle poche altre vie per averle.

E sarebbe il caso, perché finora vedo solamente una debolezza di argomenti devastante (fonti: un articolo scritto da X e imprecisate conferenze di marketing, nelle quali poi non hai mai specificato se si parlava dei 98 parametri dell'articolo - sarà un caso? Noi crediamo di no) e comunque il volersi puntare.
Fx,

La causa della mia irritazione non è il sospetto dell'abuso di dati ma LA TUA RISPOSTA (dai, ma è così difficile? "SE PIGLI PER IL CULO POTREI CAMBIARE APPROCCIO", semplifichiamo ulteriormente: "SE [pigli per il culo] => [mi incavolo]", ce la facciamo?).

Hai tralasciato queste tue parole, dove non c'è l'ipotesi "se prendi per il culo" ma sei irritato a prescindere dall'eventuale presa:

Quindi hai ceduto i miei dati a terzi senza il mio consenso. Che caduta di stile :P Hai esattamente violato ciò che - e l'ho pure dichiarato qui - reputo il primo rischio per la mia privacy. Mi fido di Paolo, gli dò un'informazione. Paolo si fida di X, e gli gira quell'informazione. Però X non sa nemmeno chi io sia, quindi non ha lo stesso interesse di Paolo a preservare l'informazione. E qui in un certo numero di casi, l'informazione prende il volo. Non sarà questo il caso, ma questo si che sarebbe stato un fattore che avrei attentamente valutato prima di darti un ok. Non te la meno ulteriormente ma dal mio punto di vista è uno scivolone importante e sicuramente inaspettato.

Tu stesso dici di essere "scocciato": Alla questione di per se ho reagito con irritazione? No. Post pacato seppur scocciato dal vedere il "mi autorizzi a" trasformato a tuo piacimento "autorizzi X a".


1) NON SEI FACEBOOK, non hai procedure, rigore, controllo, gente che ti sta addosso a ogni scoreggia che fai, il tuo interesse è diverso

Cosa ti fa pensare che FB rispetti sempre procedure e rigore? Considera che FB ha introdotto sperimentalmente il riconoscimento facciale automatico per tutti, finché se ne sono accorti da fuori ed è partita la contestazione legale. Considera che FB ha fatto sperimentazione nel manipolare il flusso di notizie ricevuto da certi gruppi, per vedere che effetto faceva, senza dirglielo e senza preoccuparsi delle implicazioni sulla libertà d'informazione. Potrei andare avanti con gli esempi di quanto FB sia ligia alle procedure e rispettosa degli utenti.


2) Facebook può farlo perché è nell'EULA che ho sottoscritto; tu da nessuna parte hai mai specificato che potevi delegare

Dovevo specificarlo? Secondo me è implicito: un notaio farà leggere documenti riservati alla sua segretaria, mica va a chiedere ai clienti il permesso.

E tu hai letto tutta l'EULA di FB? In tutte le sue versioni man mano pubblicate? Sei sicuro di averne comprese tutte le implicazioni e autorizzazioni?


3) avevo scritto più e più volte nell'arco dei vari post che mi fido più di un colosso che di un piccolo, per le motivazioni che leggi nel punto 1

Ed è questa la cosa che mi sorprende. La tua smisurata fiducia nell'onestà di un'azienda che ha già dimostrato estrema disinvoltura. Tu ed io, per un colosso con 1,5 miliardi di utenti, siamo insetti. Se FB viola la legge esponendo i tuoi dati sensibili, fare causa a un colosso con risorse miliardarie è dura. Se fai causa a un privato sei alla pari.

(continua)
Fx,

SE nelle conferenze in cui sei stato hai ottenuto informazioni COMPROVABILI

La faccio molto breve: sì.

Versione più lunga: nella profilazione dei social (e di tanti altri profilatori) esistono due insiemi di dati. Uno è quello dei dati reali ed effettivi (la "ground truth"); uno è quello dei dati ritenuti reali ("perceived truth"). Per te c'è una differenza enorme fra quello che sei e quello che gli altri pensano che tu sia. Ma dal punto di vista dell'acquirente dei dati di marketing (azienda che vuole vendere il prodotto X), questa differenza non esiste. Quindi per il marketing tu non sei chi sei: sei quello che i dati dicono che sei. Con tutti gli equivoci ed errori del caso.

L'acquirente dei dati non fa distinzione fra dati stimati/estrapolati e dati reali. Se FB gli dice che sei di sinistra e gay, sei di sinistra e gay e verrai bombardato di pubblicità (e, in particolare, di propaganda elettorale) in base a questi "fatti". Se FB gli dice che tua figlia è sessualmente promiscua, è sessualmente promiscua e come tale verrà presentata alle aziende. Quindi per il marketing non conta se i dati che ha su di te sono reali: basta che creda che siano reali.

E in questo sta la grande burla di Facebook: vende ai reparti marketing l'illusione di poter fare pubblicità perfettamente mirata, mentre in realtà le sue "informazioni" sulle persone sono in gran parte deduzioni. Ma finché i reparti marketing ci credono, il giochino funziona. Per citare Zuckerberg: "They "trust me"... Dumb fucks.".


Ci puoi quindi dire come provarle (ad es. creando un annuncio che abbia date caratteristiche) per VERIFICARE che effettivamente corrispondano al vero.

Creare un annuncio non basta. Per fare profilazione personale devi rivolgerti a specialisti.


Altrimenti anche qui siamo più vicini al complotto che altro. Fonti attendibilissime che forniscono un'evidenza lampante su qualcosa sotto gli occhi di tutti, ma poi quando chiedi qualche informazione in più per poter toccare con mano, verificare direttamente allora manca sempre un pezzo / c'è sempre la scusa / si divaga.

Quello che dico lo posso dimostrare. Puoi venire a Lugano per un incontro con uno specialista che ti faccia una bella demo. Metti sul piatto trecento franchi per la consulenza e lo specialista ti dedica un'oretta del suo tempo. Non c'è problema.
Fx,

concludo con un esempio personale di cosa intendo con "ground truth" e "perceived truth". Alcuni dettagli sono semplificati per brevità e per proteggere gli innocenti.

Anni fa traslocai dal Lussemburgo al Regno Unito. Andai a una banca britannica per aprire un conto per lavoro e chiesi un mutuo per comprare casa. Presentai sette anni di contabilità lussemburghese ineccepibile: conti sempre in attivo, tasse pagate sempre regolarmente, un gruzzoletto per pagare parte della casa, tutto molto trasparente. Ero un cliente solvibile e affidabile. Questa era la mia "ground truth".

La banca mi negò il mutuo. La ragione era semplice: nel valutare la mia solvibilità come cliente usava come criterio gli ultimi tre anni di contabilità britannica. Che io, ovviamente, non avevo, perché ero appena arrivato. Quindi per loro ero un cliente senza alcuna conferma di solvibilità. Questa era la mia "perceived truth". E non c'è stato modo di convincere la banca: le procedure erano quelle, i criteri erano quelli, mica potevano cambiarli per un pesciolino piccolo come me, uno dei milioni di pesciolini nel mare.

Per questo dico che non importa se i dati che ha FB su di te sono reali. Le decisioni su di te verranno prese presumendo che lo siano, quindi agli effetti pratici quei dati sono reali.

Detto questo, ho speso un bel po' di tempo a scriverti questi commenti. Non ho alcuna ambizione di convincerti che hai torto, ma mi sentivo in dovere di esporti bene i fatti sui quali invitarti a ragionare. Se neanche questo è sufficiente almeno a instillarti il dubbio che un social network possa essere disonesto e che usarlo possa portare a problemi social seri, non c'è problema.

Ne riparliamo quando mi arrivano i dati del tuo doxxing. Visto che (cito) te ne fotti della privacy nei social, non hai problemi se li pubblico qui, giusto?
Fx, tutti,

aggiungo un esempio di conflitto "ground truth"/"perceived truth" che risuonerà potente per molti e di cui mi ero dimenticato a causa della mia lunga assenza dall'Italia (burocraticamente parlando): i famigerati "studi di settore". Non dico altro, so già che a molti sta salendo il travaso di bile :-)
Cosa ti fa pensare che FB rispetti sempre procedure e rigore? Considera che FB ha introdotto sperimentalmente il riconoscimento facciale automatico per tutti, finché se ne sono accorti da fuori ed è partita la contestazione legale. Considera che FB ha fatto sperimentazione nel manipolare il flusso di notizie ricevuto da certi gruppi, per vedere che effetto faceva, senza dirglielo e senza preoccuparsi delle implicazioni sulla libertà d'informazione. Potrei andare avanti con gli esempi di quanto FB sia ligia alle procedure e rispettosa degli utenti.

Mi permetto di riaggiungere quanto riportato riguardo alla geolocalizzazione nell'articolo di cui sopra.
Su richiesta del giornalista la mattina l'addetto stampa Facebook ha confermato che era utilizzata per i suggerimenti di amicizie, l'articolo su questa conferma ha generato forte interesse ed indignazione, la sera stessa lo stesso addetto ha smentito quanto detto la mattina, il giorno dopo ha ammesso che era stata testata per 4 settimane l'anno prima su alcuni utenti, senza che gliene venisse data l'autorizzazione.
Se non ci fosse stata la gaffe dell'addetto stampa e l'ostinazione del giornalista, questo test non sarebbe mai venuto fuori, né con un anno di ritardo né mai, nonostante i "mille occhi puntati addosso".
Comunque vedo che abbiamo sdoganato il caps lock, il padrone di casa è rientrato nella discussione, puffolotti dopo il buco nell'acqua con l'arturo ha tentato la strada dell'intervento semiserio con istigazione alla divagazione.
Stanno iniziando a porsi i giusti presupposti?:D
Paolo Moderatore,

gli specialisti di questo settore fanno forse parte di quella vasta categoria da me inprofilabile, ma sempre prolifera, che oltre ai copiosi e vari cattedratici bla bla di ordinanza, abbondano dello sciocco-saccente-ridicolo "piuttosto che" espresso al posto di "oppure"?!
A proposito di FB, che ne pensate del giornalista norvegese che si è visto censurare per "fotografia di bambini nudi" la foto Pulitzer della bambina vietnamita che scappa dal napalm?

Un'altro chiodo nella bara della visione del mondo di chi trova irrinunciabile la disinvoltura e il potere delle grandi realtà come FB.
Sto continuando a seguire con molto interesse questa discussione, dalla quale mi sono defilato, non tanto per l'esplicita (e un po' punzecchiante, visto il bacino finale e il classico "buona giornata" tipico dei provocatori) richiesta del principale protagonista, quanto per il fatto che ci sono tanti altri commentatori che stanno portando avanti questo aggrovigliamento con avvitamento connesso, quindi mi limito a sgranocchiare popcorn mentre osservo queste acrobazie.

Ora questo improvviso cambiamento di atteggiamento sta dimostrando quello che gli altri commentatori avevano già ampiamente previsto. Ma è, soprattutto, un'ottima lezione anche per tutte quelle persone convinte basti che per salvaguardare la propria privacy "basta non pubblicare certe cose" oppure "basta pubblicare quello che non temiamo possa essere diffuso". Certo, sono delle buone regole di partenza, ma non tengono conto dell'errore umano (che, per assurdo, era stato paventato proprio da FX nel commento #169) che può essere indotto tramite un sapiente uso della psicologia inversa. E nessuno può avere la certezza di esserne immune. Anzi, più uno è convinto essere sufficientemente protetto, più facilmente abbasserà la guardia.
E' un po' come quando si dice che la principale falla di sicurezza per il proprio computer è quella seduta tra la sedia e la tastiera. Uno può anche utilizzare l'antivirus più potente del mondo, che probabilmente è in grado di limitare i danni causati dall'impiegato che apre l'allegato file "holiday_lust.exe", ma se l'utente viene convinto ad inserire un particolare file nell'elenco delle esclusioni perchè gli viene fatto credere che si tratta di un falso positivo, allora neppure l'antivirus può metterci la pezza.

Ora, nel caso specifico, io non penso assolutamente che Paolo sia uno che farebbe un uso illegale e/o eticamente scorretto delle informazioni personali che che i commentatori dei Disinformatico, più o meno volontariamente, gli hanno fornito. Però, a livello teorico, potrebbe farlo tranquillamente. E, date le sue conoscenze, potrebbe farlo in modo da non risultare penalmente perseguibile, tantomeno "contestabile" dal punto di vista procedurale. Del resto, chi di noi ha la certezza matematica che sia sempre e solo lui a commentare? Chi ci dice che lui non abbia, come Gianni Morandi, uno staff che gestisce i suoi commenti in modo da farli sembrare quelli di una persona, sincera ed affabile? Certo, è improbabile....ma intanto, tutti noi , me compreso, "ci fidiamo" :)
Male.
Sul web, la fiducia verso persone che non conosciamo direttamente è comunque una "falla", che, potenzialmente, può essere sfruttata in maniera fraudolenta. Infatti qui Paolo è riuscito (perlatro con estrema semplicità), a far abbassare le difese ad un utente e a farsi consegnare gli stessi dati che questa persona aveva delle remore a pubblicare e condividere con gli altri commentatori.

"Eh, ma lui ha detto una cosa e poi ha fatto l'esatto contrario, non è giusto".
That's internet, baby! La rete è piena di persone che dicono una cosa e poi fa l'opposto, perfettamente al riparo da denunce ed altre ripercussioni legali. C'è chi lo fa a puro scopo dimostrativo, c'è chi lo fa per poterti utilizzare come un possibile cliente da segnalare agli inserzionisti e poi c'è chi lo fa per sputtanarti / frugare tra le tue cose / svuotarti il conto in banca.
Solo che, negli ultimi casi, nessuno te lo dirà prima, quindi non puoi mai sapere al 100% se stai consegnando i tuoi dati in mani sicure o no.
Sulle foto censurate da FB

«… comunque difficile pensare per un algoritmo una sensibilità vicina all’umano. Il codice informatico legge i pixel che segnalano il corpo di un bambino nudo, non è per lui possibile distinguere se quel segnale d’allarme è prodotto dell’azione criminale di un pedofilo o dalla necessità professionale di un cronista di guerra»

Concordo con quanto scrive qui più estesamente Nicoletti.
@Sir Edward

Non son nè profeta nè figlio di nume, ma dico che chi ha protestato per questa censura MI appare ridicolo.
(ho strillato il "mi" per sottolineare che è la mia opinione personale.)

Il contegno giusto da tenere era: "per quanto grande e frequentato, rimane un club privato, se non han voglia di appendere un quadro alla parete, nessuno ha il diritto di chiedere loro la ragione."

Non so quale sia o quale sarà la risposta di facebook, ma se stesse a me risponderei:

"Questa foto rappresenta delle persone che scappano dal Napalm, dall'imperialismo americano e da quello russo, da Kiyomasa Kato, dal colonialismo, da Gargamella, da Hitler. La richiesta di tralasciare i criteri per la censura perchè questa foto avrebbe qualcosa di speciale provengono da una volontà che somiglia a quella delle persone che ho nominato, proviene dalla forza dalla quale le persone nella foto stanno scappando. Pertanto, qualsiasi cosa possa dire [Kim] che ha la fortuna di essere ancora viva, non intendo piegarmi a tale richiesta."
@Replicante Cattivo:
quindi mi limito a sgranocchiare popcorn mentre osservo queste acrobazie.

Uè, paga il biglietto!:D
Chi ci dice che lui non abbia, come Gianni Morandi, uno staff che gestisce i suoi commenti in modo da farli sembrare quelli di una persona, sincera ed affabile?

Dicendo affabile ti riferisci a Paolo o a Gianni Morandi?
Perchè in uno dei due casi qualcosa non mi torna. :-D


Un'altro chiodo nella bara

Ehi, Sir... psss pss... l'apostrofo :-)