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2015/01/23

Facebook lancia un “servizio antibufala”

Facebook ha annunciato che introdurrà progressivamente un sistema per la segnalazione delle notizie fasulle che spesso appestano i social network.

Storie bufaline come l'imminente chiusura di Facebook o la richiesta di pagamento per restare iscritti, oppure l'allarme per l'app Talking Angela che sarebbe legata alla pedofilia, circolano esageratamente e senza controllo, inoltrate senza esitazione dagli utenti perché le hanno ricevute da una fonte per loro autorevole: gli amici.

C'è anche un business delle notizie false, da disseminare su Facebook per indurre gli utenti a cliccarvi sopra e portarli così a siti pubblicitari.

Il nuovo servizio antibufala di Facebook non farà censura, ma si limiterà a etichettare come inattendibili i link, le foto e i video che vengono segnalati maggiormente come falsi dagli utenti; inoltre la circolazione e visibilità di questi post verrà ridotta. Il sistema è simile ai filtri antispam sui post, che oggi permettono di segnalare contenuti offensivi o abusivi.

Non ci sarà, da parte di Facebook, nessuna operazione di verifica della veridicità delle notizie: tutto dipenderà dalle scelte degli utenti. Questo è il limite e anche il potenziale problema di questo filtro antibufala: se una notizia è vera ma molti utenti, per ideologia, pregiudizio o ignoranza, la considerano falsa e la etichettano come bufala, quella notizia verrà filtrata. C'è anche il rischio che gli utenti commerciali abusino del sistema per sminuire i contenuti altrui che sono in competizione con i loro.

10 commenti:

andy ha detto...

<>

Siamo alle solite... solo fumo e niente arrosto.

The Q. ha detto...

Facebook non ha capito un cazzo di lotta contro le bufale...

andy ha detto...

Paolo, scusa, perché hai tolto la citazione dal mio commento?

martinobri ha detto...

la considerano falsa e la etichettano come bufala, quella notizia verrà filtrata. C'è anche il rischio che gli utenti commerciali abusino del sistema per sminuire i contenuti altrui che sono in competizione con i loro.

Hai detto niente...
Soprattutto per la prima cosa, prevedo un gran macello.

Paolo Attivissimo ha detto...

andy,

non ho tolto nulla. Lo hai fatto tu, quando l'hai scritta tra parentesi angolari: è stata interpretata come HTML inesatto.

pgc ha detto...

ok, però ricordiamoci che Facebook è un social website, non una rivista scientifica. E purtroppo non esiste un solo sistema affidabile per distinguere bufale dal resto senza incorrere nella possibilità di errori e "censura". Questo è un tentativo, pericoloso per certi versi, come segnalato da Paolo, ma almeno un inizio.

Detto fra noi non credo che il "peer-review" possa funzionare con il pubblico. Funziona male con i conoscitori (se conoscete l'inglese, cercate "limitations of peer-review process", ci sono ottimi articoli basati su evidenze sull'argomento), figuriamoci in una comunità per definizione non filtrata.

Quello che sarebbe interessante tentare è di valutare l'impatto sull'argomento della diffusione di internet. Per quanto mi riguarda io sono abbastanza ottimista. Secondo me l'effetto netto è positivo e oggi è molto più facile mostrare l'assurdità di una bufala di prima. Ma potrei sbagliarmi...

Anonimo ha detto...

Il rischio secondo me sarà quello di vedere orde di seguaci di mazzucco and company affossare articoli anti-bufala e spingere le loro teorie strampalate. Come la mettiamo poi con gli argomenti borderline pseudo-scientifici come e-cat, lenr etc? Essi sono palesemente fuffa ma possono trarre in inganno il cittadino medio privo della cultura scientifica adeguata...

Bisogna vedere come verrà attuato, ma secondo me potrà servire solo per le bufale tipo "bambina malata di cancro ha bisogno del tuo sostegno", per il resto temo che genererà ancora più confusione. Faccio notare tra l'altro che i paranoici di luogocomune già lo vedono come una manovra degli illuminati/rettiliani di contrastare la diffusione della verità.

martinobri ha detto...

Detto fra noi non credo che il "peer-review" possa funzionare con il pubblico.

Verissimo. Soprattutto se il pubblico serio ha giustamente da fare e dall'altra parte c'è l'invasato che vede la pubblicazione/oscuramento su FB come una missione divina.
Immaginatevi un post di Green Hill in sua difesa.

martinobri ha detto...

secondo me potrà servire solo per le bufale tipo "bambina malata di cancro ha bisogno del tuo sostegno"

Neanche. I beneintenzionati le spingeranno avanti perchè "povera bambina, nel dubbio io sostengo".

andy ha detto...

l'hai scritta tra parentesi angolari: è stata interpretata come HTML inesatto.

Ah, scusa, pensavo che l'html non fosse permesso nei commenti per evitare l'inserimento di codice maligno.
Allora cito in corsivo.