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2015/01/31

Podcast del Disinformatico 2015/01/30

È disponibile per lo scaricamento il podcast per la puntata di ieri del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!

1 commento:

Roberto Rondoni ha detto...

Scusa se posto un commento clamorosamente o.t. ma non saprei a chi altri rivolgermi ed in che altro modo. Ti seguo da un po' ed apprezzo molto il tuo lavoro di debunking e di infirmazione. Tra l'altro dai links a siti affini dedicati al debunking di scie, 11/9, e pseudomedicina mi sono reso conto che é un lavoro a tempo pieno, la produzione complottista/pseudoscientifica non conosce sosta ed ha trovato nella rete la sua nicchia ideale di proselitismo. Ho apprezzato una volta che hai detto che questo rumore di fondo assordante ci rende più difficile prestare attenzione ai veri complotti che sono sempre esistiti e sempre ci saranno (guarda caso senza Snowden non avremmo saputo nulla della magnitidine delle intercettazioni illegali della NSA). Accanto a costruzioni francamente un po' ingenue come le scie chimiche o HAART, certo complottismo attinge ad aspetti affini alla strategia della tensione. Quest'ultima é una eventualità certamente plausibile ed probabilmente verificatasi in alcuni momenti storici (poi andrebbero ben circoscritte responsabilità ed eventi) e che nutre a mo' di paradigma anche visioni francamente massimaliste di complottismi mondiali da parte degli USA, tramite CIA, o del gruppo B., o addirittura degli Illuminati che condizionerebbero gli eventi storici (uno storico ci ha addirittura scritto un libro ma é restato, a quel che o un evento unico). Faccio sinceramente fatica (forse per i miei limiti culturali) a trovare un confine netto tra una ricerca storica che prenda in considerazione eventi improbabili e un mood complottista franco. Forse perché esistono diverse province di significato e alcuni casi come quello di Chomsky (mica uno qualunque) che vede addirittura nella collaborazione di tutti gli agenti economici attuali una perpetrazione di un disegno cosciente di controllo globale (tanto più subdolo quando portato avanti, dice lui, tramite media liberal) mi lasciano un po' basito e confuso. Il passaggio tra fenomeni (costanti, trasversali e sempre esistiti) di lobbing e disegni più vasti ed articolati mi pare stiano spesso più nella nostra testa che nella realtà delle cose, che considera margini sfumati. Mi piacerebbe, se ne hai voglia una tua opinione.