Cerca nel blog

2016/10/21

In cerca della principessa Leia: ricerca per immagini (anche nei video)


La signora accucciata con il proprio cane nella foto qui accanto non è una signora qualsiasi: è Carrie Fisher, nota a generazioni di appassionati come la Principessa Leia di Star Wars, in viaggio in Italia in incognito. L’altroieri era a Orvieto. Come faccio a saperlo? Nella foto che ha tweetato non ci sono informazioni di geolocalizzazione, ma l’edificio sullo sfondo è facilmente riconoscibile e localizzabile: è il Duomo di Orvieto. Per verificarlo basta immettere la foto in Google Immagini. Ovviamente per non mandarle un’orda di fan non ho scritto per esteso il nome della località nel mio tweet pubblico di saluto.

È un piccolo esempio di come è possibile usare le informazioni visive in una fotografia o in una ripresa video postata su un social network per fare un’indagine. Il sito Exposing the Invisible ospita un ottimo articolo (in inglese) sulle tecniche giornalistiche utilizzate per indagare sull’autenticità e provenienza di foto e video in casi ben più drammatici, come le presunte riprese di atrocità commesse in Ucraina e ripubblicate senza verifica dal Daily Mail.

Oltre all’osservazione attenta dei dettagli visivi, però, sono utili alcuni strumenti. La ricerca per immagini di Google è ben conosciuta, ma l’articolo segnala anche altri siti analoghi meno famosi ma altrettanto efficaci, come TinEye, e l’estensione per Google Chrome RevEye, che consente di effettuare ricerche per immagini con un semplice clic in Google, Yandex, Bing, TinEye e Baidu.

La ricerca per immagini è una questione talmente importante che persino Amnesty International offre uno strumento apposito, che è preziosissimo perché lavora sui video, che gli altri sistemi di ricerca non possono gestire. Lo Youtube Data Viewer di Amnesty (www.amnestyusa.org/citizenevidence) consente di conoscere la data di caricamento di un video su Youtube (dato utile per sapere quale versione è l’originale o se il video risale a prima della data dichiarata degli eventi mostrati) ed estrae automaticamente alcuni fotogrammi, che possono essere dati in pasto con un clic a Google Immagini oppure ad altri motori di ricerca.

4 commenti:

Smiley1081 ha detto...

... scrive il noto bounty hunter Paolo Fett...

Gianluca ha detto...

Onestamente mi sfugge il principio di funzionamento del tool di Amnesty.
Mi aspettavo che indicando questo link:
https://www.youtube.com/watch?v=EOExl5doR2A
Lui mi riportasse la data di caricamento del video originale, che risale a mesi prima ed è questo:
https://www.youtube.com/watch?v=VcydqSpYN00

Invece mi indica la data di upload del video del quale ho inserito il link......

Tukler ha detto...

Grazie Paolo, articolo veramente interessante.

Sembra incredibile pensare che questo tipo di fact checking, che per noi può essere una caccia al tesoro per divertimento, in altri contesti sia un lavoro con cui metti a repentaglio la tua vita.

Mi permetto di segnalare anche Search Image Everywhere, estensione analoga a RevEye ma per Firefox, con un'ampia scelta di motori (ma purtroppo non tutti funzionano sempre).

Qualcosa in più invece lo fanno Huntress Reverse Image Search per Chrome e Fast Reverse Image Search per Firefox, che consentono di selezionare una porzione della pagina aperta e di effettuare una ricerca su di quella. Utilissimi ad esempio per cercare velocemente parti di immagine, o frame di un video in pausa.

rico ha detto...

Piacerebbe anche a me incontrare la principessa Leia, peccato che ormai somiglio più a Jabba the Hutt che a Ian solo.