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2017/10/20

La curiosa lista delle pubblicità vietate di Google, paese per paese

Ultimo aggiornamento: 2017/10/23 10:40. 

Google è uno dei più grandi gestori di pubblicità digitale del pianeta, e a giudicare dal numero di inserzioni che offrono i prodotti più disparati e ridicoli che vediamo online sembrerebbe che non ci sia alcun limite a quello che si può pubblicizzare. Ma in realtà esiste una lista pubblica di prodotti di cui Google non consente la pubblicità, ed è differente da un paese all’altro, ed è intrigante da esplorare: un modo insolito di esplorare le differenze sociali e culturali fra i paesi.

Potete recuperare questa lista anche in italiano cercando in Google la sequenza di parole “Guida di Norme pubblicitarie di AdWords” (Advertising Policies Help in inglese).

Va detto che la lista non è completa: è soltanto un’elencazione parziale e Google precisa che l’inserzionista rimane responsabile del rispetto delle leggi locali.

Sapevate che in Italia Google respinge la pubblicità di kit per il test per l’HIV e per la “pillola del giorno dopo”? O che in Bangladesh e Pakistan sono vietati gli spot per i cibi per neonati, mentre a Taiwan sono vietati i servizi che procurano spose internazionali?

In Brasile, per esempio, ci sono restrizioni sugli strumenti di misurazione (quali non si sa) e sono vietate le pubblicità per candidati o partiti politici e quelle per creatina, carnitina e altre sostanze simili. In Francia e Germania, invece, sono vietate le inserzioni per i test di paternità e per Scientology. Nel Regno Unito ci sono restrizioni sugli sbiancanti per denti che contengano più dello 0,1% di perossido di idrogeno (o acqua ossigenata).

In Giappone spiccano i divieti di pubblicizzare forme di finanziamento da mercato nero e il voyeurismo fotografico.

In Russia, invece, sono vietati gli spot per gli accendini, per l’alcol etilico, per i dispositivi medici, per le valute virtuali e per la “saponina derivata dalle corna e dalla ghiandola endocrina del cervo settentrionale” (che non sapevo neanche esistesse).

In Svizzera, Francia, Germania e Belgio è vietata la pubblicità di prodotti per il rilevamento di radar (presumibilmente quelli per i rilevatori stradali di velocità).

Se trovate altri esempi curiosi, segnalateli nei commenti qui sotto.

9 commenti:

ST ha detto...

Usa: vietata pubblicita' alle farmacie canadesi. Korea: cellulari non registrati. Ho notsto che, giustamente, in certi paesi (sud est asiatico) si cerca di limitare cio' che riguarda il sesso, e i siti di incontri.

rico ha detto...

Svizzera, Francia e altri hanno in comune il divieto dei rilevatori di radar (autovelox)
In Francia un caso unico: niente test di paternità, nemmeno se fatti in clinica. Mah.
MI spiace che Google si faccia condizionare così pesantemente dai cattolici, difatti ho cambiato il motore di ricerca in DuckDuckGo.
E pure la mia pagina principale, comunque modificabile con un clic sulle tre linee in alto a destra:
https://duckduckgo.com/?kl=it-it&kad=it_IT&kp=-1&kk=-1&kaj=m&kak=-1&kal=-1&kae=t

Tommy the Biker ha detto...

@rico
Queste non sono limitazioni ai risultati, ma alle inserzioni.

Passare a DDG è comunque buona cosa :)

Unknown ha detto...

Cosa c'entri la "pesante influenza cattolica" nelle scelte di Google non l'ho proprio capito. Sono certamente limiti miei!

martinobri ha detto...

Svizzera, Francia e altri hanno in comune il divieto dei rilevatori di radar (autovelox)
In Francia un caso unico: niente test di paternità, nemmeno se fatti in clinica. Mah.
MI spiace che Google si faccia condizionare così pesantemente dai cattolici


Sì, infatti è noto che i cattolici in auto vogliono andare da dio, quindi gli autovelox stanno loro ullo stomaco. E anche i test di paternità, con quella storia poco chiara di san Giuseppe, possono urtare qualche corda sensibile.
Ah Rico, ma che stai a dire? :-D

Se invece ti rifersici non agli esempi del post ma a quelli dell'articolo di Paolo, è da far notare che la pubblicità dei farmaci senza obbligo di prescrizione, qual è il caso di quella pillola, in Italia è liberalizzata solo da pochi mesi (e del resto non mi pare di averne viste neanche in altri media). Probabile che i protocolli di Google non siano aggiornati.

Sciking ha detto...

Cina: "Contenuti politici: in Cina, Google non consente la pubblicazione di annunci che promuovono nomi di autorità governative o personaggi politici, critiche al Partito comunista o al governo della Repubblica popolare cinese, l'indipendenza del Taiwan e il partito democratico di Hong Kong, né la pubblicazione di contenuti sulle sommosse di piazza Tienanmen."
Abbastanza prevedibile

puffolottiaccident ha detto...

@Martinobri

Buh, il Cavedano dei luterani potrebbe altrettanto bene essere una P.

Non voglio dire che chi è luterano guidi male, ma quelli che attaccano l'adesivo sulla macchina, ± 3 su 5 di loro... Dio li salvi...

puffolottiaccident ha detto...

Ho la certezza che simili provvedimenti siano quello che in termini rigorosamente scientifici viene chiamato: "pollice in culo"

Non riesco a capire se l'intento dei governi sia quello di imburrare i cittadini o se il loro intento sia quello di far prendere loro coscienza che qualcun'altro li ha già imburrati.

puffolottiaccident ha detto...

Dimenticavo. Mi capita di sapere per quale motivo i test per HIV privati son malvisti in Germania.

Il test dell'HIV può in rari casi restituire falsi positivi. Se anche solo un milione di tedeschi si facesse il test giusto per ridere, senza averne bisogno, salterebbero fuori migliaia di persone che pensano erroneamente di avere l'AIDS conclamato.
Questo sarebbe un grosso intralcio per la sanità, per ragioni tutto sommato futili.

Poi non so se i test per l'HIV privati restituiscono falsi positivi per ragioni incidentali e se ripetuti sulla stessa persona darebbero un esito differente o se certe persone hanno una composizione del sangue che soddisfa i criteri del test come se avesse sul serio l'HIV.

Al tedesco medio che facesse un test per l'HIV e il test risultasse positivo, non verrebbe neanche in mente di ripetere il test per vedere se ha sbagliato qualcosa nello svolgimento del test