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2017/10/31

Facebook accusata di ascoltare gli utenti per fare pubblicità mirata

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2017/11/03 11:05.

Se vi è capitato di chiacchierare faccia a faccia con gli amici o i colleghi di lavoro a proposito di un viaggio, di un prodotto o di un servizio qualsiasi e poi ritrovare quello stesso viaggio, prodotto o servizio nelle vostre pubblicità di Facebook, non siete i soli ad aver notato questo strano fenomeno.

Molti utenti sospettano che Facebook ascolti le conversazioni attraverso il microfono del telefonino e ne estragga le parole chiave per fare pubblicità mirata. Su Internet si trovano molti video e molte testimonianze di utenti che giurano di non aver mai scritto o cercato online un prodotto molto specifico ma di aver trovato su Facebook la pubblicità proprio di quel prodotto poco dopo averne parlato con gli amici fuori da Internet.

È una percezione talmente frequente e diffusa che di recente Facebook ha pubblicato una smentita ufficiale su Twitter di Rob Goldman, vicepresidente per il settore pubblicità del social network: “Non usiamo, e non abbiamo mai usato, il vostro microfono per le pubblicità. Semplicemente non vero”. Il dubbio, però, circola da alcuni anni nonostante Facebook sia già intervenuta in passato con altre smentite, ed è riemerso anche in seguito a un articolo della BBC (ripreso anche da Gizmodo).

È vero che Facebook in alcuni paesi offre una funzione che accende il microfono quando l’utente scrive un post, ma serve solo per riconoscere l’audio di una canzone che l’utente sta ascoltando o di una puntata di una serie TV che sta guardando, in modo da citarla automaticamente nel post. Comunque questa funzione è volontaria e chiaramente indicata sullo schermo; soprattutto, ribadisce Facebook, non ascolta e non registra le conversazioni.

Inoltre se Facebook captasse l’audio delle conversazioni, questo genererebbe un traffico di dati aggiuntivo dal telefonino verso il social network, per cui è probabile che gli esperti di sicurezza se ne accorgerebbero. Tuttavia in teoria questo traffico potrebbe essere minuscolo e difficile da rilevare, perché potrebbe essere costituito soltanto da testo, specificamente dalle parole chiave riconosciute direttamente sullo smartphone: infatti il riconoscimento vocale funziona anche quando il telefonino è offline. Provateci: mettete il telefonino in modalità aereo e poi dettate qualcosa nella casella di ricerca di Google, come in questo video. Ho provato e funziona. Anche in italiano.



C’è anche da considerare che se Facebook fosse scoperta a compiere una simile sorveglianza di massa non autorizzata, ci sarebbe uno scandalo mondiale che probabilmente sarebbe la fine di questo social network, per cui è molto improbabile che la mega-azienda di Zuckerberg corra questo genere di rischio, soprattutto quando riesce già a profilare in estremo dettaglio gli utenti attraverso quello che scrivono, le foto che pubblicano e i legami con amici e colleghi.

Per esempio, se nel vostro profilo Facebook dite che lavorate presso un’azienda di pelletteria, non c’è da stupirsi se poi vi arriva pubblicità specifica di prodotti come quelli fabbricati dalla vostra azienda, anche se non ne avete mai scritto direttamente su Facebook.

Un’altra spiegazione, più probabile, è che ci sia di mezzo la cosiddetta “illusione della frequenza”: ossia la tendenza naturale della mente a ricordare le informazioni che ci riguardano e scartare il resto. Per esempio, magari Facebook ci manda da sempre, ogni tanto, pubblicità di frigoriferi insieme a tante altre, ma notiamo e ci colpisce quella dei frigoriferi soltanto quando ci capita di averne appena comperato uno.

Sia come sia, questa paura diffusa, fondata o meno, fa riflettere sul peso che diamo ai social network nelle nostre vite, e suggerisce che spegnere il telefonino quando chiacchieriamo sia comunque una buona idea. Se non altro per galateo.


Fonti aggiuntive: Snopes.com.

53 commenti:

rico ha detto...

Spegnere il telefono durante una conversazione mi pare eccessivo.
Anche perchè non ho dato nessuna autorizzazione ad usare il microfono a nessuna app tranne SoundHound (tipo Shazam, ricerca canzoni e testi dall'audio).
Per le ricerche uso GBoard, la tastiera di Google, ma senza microfono e col doppio dizionario italiano - inglese: basta scaricarlo, funziona bene anche off-line ;)

Andrea ha detto...

Penso che sia uno di quei casi in cui la gente non si accorge delle informazioni che rilascia a Facebook.
Se vuoi fare un viaggio è normale che clicchi sui post delle persone che hanno fatto un viaggio e poi in maniera sempre più specifica sul viaggio che interessa è Facebook a quel punto anche senza aver mai scritto nulla sa che posto si vuole visitare...

Patrick Costa ha detto...

Articolo interessante, leggero, ma impegnativo, lungo, ma corto... Mi viene in mente un film di cui non ricordo il titolo (e non ho voglia di cercare da smartphone (non perché paranoiato dalle ricerche o privacy che sia) ma perché da smartphone non mi piace navigare), in cui veniva rappresentata un po' la vita di un'importante Presidente di una Grossa Azienda informatica... Tanto a posto non erano nemmeno loro... Secondo me dipende tutto da come hanno programmato questa funzione, se sono più bravi i tecnici di Faccialibro o i tecnici che cercano di indagare.

Yoshi ha detto...

Paolo, mi pare di averti inviato una mail per segnalarti questo fenomeno un paio di anni fa, domani provo a recuperarla perché non ricordo precisamente l'accaduto. Non vorrei fare il paranoico, ma andando a memoria sono abbastanza sicuro di avere solamente parlato degli argomenti mostrati nella pubblicità e di non aver fatto ricerche collegate (anche perché mi pare di ricordare fossero pubblicità abbastanza mirate e legate ad argomenti che non avrei mai cercato).
Rischio di cadere nella fantanalisi dei segnali, ma potrebbero esistere metodi furbi per analizzare l'audio, magari archiviando dati sul telefono e processandoli offline oppure caricando dati in più riprese.
Invece sono sicuro al 100% che per le pubblicità venga sfruttata la posizione rilevata di tanto in tanto dall'app di Facebook e posso dire che questo algoritmo non è proprio perfetto, ma senza dubbio inquietante.

Stupidocane ha detto...

Forse hanno ragione da vendere quelli di FB a smentire che sia il loro programma ad ascoltare le conversazioni. Magari lo fa Whatsapp e... Ah già...

EddyKL ha detto...

Ma non possiamo fare una prova? Se tutti i lettori di questo blog cominciano a dichiarare di voler comprare, che so, un lettore blu-ray, magari FB ci manda proprio la pubblicita' mirata e viene colto con le mani nella marmellata.

Radagast ha detto...

Mi è capitato un episodio molto sospetto un annetto fa. Avevo appena parlato al telefono di un argomento non certo comune (e soprattutto, usando un termine tecnico molto specifico) e cinque minuti dopo mi è apparsa su Facebook una pubblicità relativa proprio a quell'argomento che utilizzava pure lo specifico termine di cui sopra. Da allora faccio molta più attenzione a installare app che possano accedere al microfono.

Mi domando poi se la fonte dell'informazione non potrebbe essere piuttosto il microfono del PC...

pgc ha detto...

Ok, ma non ho capito cos'è che fa ritenere che sia FB, e non un'altra app, magari una app Samsung nel caso di telefonini android Samsung, a determinare il fenomeno.

Paolo Attivissimo ha detto...

pgc,

si sospetta di FB perché le pubblicità in questione compaiono su FB.

Paolo Attivissimo ha detto...

EddyKL,

Ma non possiamo fare una prova?

Certo, ma non è facile come la descrivi. Tanto per cominciare, devi creare account vergini, su dispositivi vergini (per garantire che i risultati non siano contaminati da dati immessi precedentemente), con elenco dei contatti fittizio (per escludere analisi basate sui contatti e le loro immissioni), e poi devi fare soltanto post neutri ed esporre il microfono del dispositivo a conversazioni estremamente controllate. E infine devi loggare tutte le pubblicità che compaiono. Buon lavoro :-)

pgc ha detto...

Paolo,

capisco, ma il legame non è così ovvio a mio parere, visto che le nostre profilazioni come utenti sono "merce" che viene acquistata e venduta su internet. Mi pare che un conto della serva dava il valore di un singolo cittadino intorno ai 200 $ l'anno per google, e solo 27 per FB.

BTW, vorrei sapere inoltre cosa ne pensi di questo articolo uscito sul FQ: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/01/russiagate-la-fabbrica-dei-troll-raccontata-da-chi-ci-ha-lavorato-linchiesta-di-fqmillennium/3947457/

Non mi interessa che la sorgente sia un giornale in generale non molto attendibile. L'articolo mi sembra interessante.

Yoshi ha detto...

Radagast,

Mi domando poi se la fonte dell'informazione non potrebbe essere piuttosto il microfono del PC...

Potrebbe essere, ma io per esempio all'epoca del fatto accaduto a me non possedevo un pc con microfono. Sicuro invece di non aver effettuato da pc ricerche su quell'argomento? Facebook riesce bene a collegare i dispositivi di una stessa persona anche senza aver effettuato nessun accesso a Facebook.

pgc,

quando è successo a me avevo un vecchio LG con ICS, ora ho un Galaxy S5 e non ho più notato il fenomeno, l'unica cosa che mi viene da pensare è che possa essere Google la fonte della raccolta dati e dell'analisi e poi venda i dati a FB.

Paolo Attivissimo ha detto...

pgc,

in effetti il legame potrebbe essere ingannevole (come lo potrebbe essere tutta la vicenda): sto riportando la diceria comune, ossia che sarebbe tutta colpa di FB, ma in teoria potrebbe essere colpa anche di Google (o di FB attraverso l'acquisizione di dati da altre fonti).

Sull'articolo del FQ posso dire solo che le sue linee generali corrispondono a quello che è stato segnalato da altre fonti confidenziali e descritto da altri debunker.

pgc ha detto...

ok, grazie Paolo.

Jonny Dio ha detto...

Dissento sull'ipotesi che Zuckerberg non si prenderebbe questo genere di rischi. Se l'app di Facebook contenesse del codice che usa l'analizzatore vocale per inviare parole chiave in forma testuale, intanto vorrei vedere chi e come potrebbe mai dimostrarlo, inoltre Facebook può smettere quando vuole, in caso di problemi all'orizzonte basta un semplice aggiornamento, in pratica è un delitto perfetto, e finchè la barca va...
Sul fatto che un simile genere di scandalo sarebbe la sua fine, non so, però, Paolo, hai un'occasione unica per dimostrarlo.
Tu che sai tutto sulle fake news, ti prego, solo per questa volta nella vita, crea la fake news perfetta e fai credere a tutti che sia davvero così, e rendi il mondo un posto migliore facendoli fallire per davvero, non ti fare remore morali, tanto nessuno andrà per stracci, ma, se davvero sai come fare, fallo e basta.

ijk ha detto...

Ho trovato un caso che calza a pennello. A seguito di una conversazione arriva poco dopo pubblicità mirata. Non si accusa FB o altri ma il solo smartphone. E' vero che è un sito di complottisti ma la storia è verosimile e combina con quello riportato in questo post: https://www.ingannati.it/2017/10/31/siamo-tutti-registrati/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=facebook&utm_source=socialnetwork

Paolo Attivissimo ha detto...

Jonny,

ammetto che ho avuto la tentazione di farlo. Considero Facebook un pericolo sociale. Ma l'etica mi impedisce di mentire, anche per uno scopo "meritevole" come questo.

Fede ha detto...

La mia sensazione (visto che non ho prove definitive del contrario, non posso dire certezza) è che sia accaduto 2 volte a me. La prima durante una cena ho parlato con una amica di caschi da moto (argomento che non seguo su FB nè altrove) e il giorno seguente ho trovato la pubblicità su FB di un negozio (per altro quello di cui parlavo, ma di cui non ho detto il nome perchè non lo ricordavo).
Mi sono accorto che nella impostazioni del telefono FB aveva accesso al microfono.
Successivamente (ma non ricordo i dettagli lo ammetto) è successo un'altra volta; però non penso che la fonte fosse FB direttamente perchè nel frattempo ho disabilitato l'accesso al microfono. Potrebbe essere però l'app Messanger di FB perchè ha accesso al microfono per i messaggi vocali.

non penso che sapremo mai davvero però come stanno le cose...

Kuz ha detto...

[quote-"Jonny Dio"-"/2017/10/facebook-accusata-di-ascoltare-gli.html#c8792558459938688744"]
rendi il mondo un posto migliore facendoli fallire per davvero
[/quote]

[quote-"Paolo Attivissimo"-"/2017/10/facebook-accusata-di-ascoltare-gli.html#c1785949379801156440"]
ammetto che ho avuto la tentazione di farlo. Considero Facebook un pericolo sociale
[/quote]

Siete seri?

Paolo ha detto...

la scorsa estate passai per caso davanti alla vetrina di un negozio di un paese dove mai ero passato prima. Qualche giorno dopo mi ritrovai con la richiesta di "amicizia" di questo punto vendita.
E siamo solo all'inizio. Facebook è inquietante.

Keass ha detto...

Un fatto: ho una malattia non grave, per ora, ma comunque da seguire e curare. Per essa sono registrato alla AUSL, ma non ne ho mai parlato nè su FB nè via mail. Eppure da qualche tempo mi compaiono in FB annunci pubblicitari legati a questa malattia, e mi arrivano anche mail di richiesta di aderire a associazioni di malati. Mi è venuto il dubbio che l'informazione, che se non sbaglio rientra fra quelle sensibili, sia stata sottratta dagli archivi della AUSL, unica entità a conoscenza del mio problema. Che dite?

Paolo Attivissimo ha detto...

Kuz,

io sono serissimo. Se non pensi che Facebook sia un pericolo sociale, con due miliardi di persone che vi riversano volontariamente ogni dettaglio della propria vita e si fanno schedare, tracciare, pedinare, classificare e analizzare, che pensano di mettere le proprie foto in uno spazio "privato" senza rendersi conto che non lo è; se non pensi che affidare una enorme parte della comunicazione delle persone a un singolo gestore che ha già dimostrato di non saper controllare la propria rete e di farsela manipolare da aziende, truffatori e governi sia una pessima idea, allora forse non conosci Facebook.

Dai un'occhiata ai miei articoli sul tema e te ne farai un'idea più completa.

pgc ha detto...

altra acqua al mulino:

ultimamente ho dovuto sottotitolare per lavoro diversi filmati su youtube. Poi li ho fatti tradurre automaticamente in spagnolo. Sono rimasto sbalordito dall'accuratezza della trascrizione operata dai server di youtube (su una registrazione con buon audio, ma via skype) e anche dalla traduzione, che mi sembra migliorata tantissimo negli ultimi mesi. Provato anche via google translate e i risultati mi sembrano migliorati tantissimo. Ormai è normale che un testo venga tradotto senza errori per 20-30 parole. O con errori abbastanza marginali.

Ho notato anche che la traduzione è ora contestuale, ovvero fa uso del contesto per capire di cosa si sta parlando. Lo si capisce dal fatto che gli errori residui sono spesso comunque termini dello stesso contesto.

Potrebbe essere un segno che Youtube (di proprietà di Alphabet, aka Google ...) ha investito veramente tanto nel riconoscimento del parlato. E perché farlo se non per riuscire ad interpretare il linguaggio di chi sta parlando? Anche l'immissione sul mercato di strumenti come il famigerato google Home punta in questa direzione. Ripeto per me "qualcosa c'è". Che non sia FB non esclude che sia qualcun altro. Può essere un caso di illusione della frequenza, ma non escluderei altre ipotesi. Vedremo. Prima o poi qualcuno li becca se è così.

Gabriele Farello ha detto...

Domanda provocatoria: Siamo sicuri che l'eventuale scoperta di una simile sorveglianza di massa non autorizzata sarebbe la fine di Facebook ?

Tonino Lucca ha detto...

"se Facebook captasse l’audio delle conversazioni, questo genererebbe un traffico di dati aggiuntivo dal telefonino verso il social network, per cui è probabile che gli esperti di sicurezza se ne accorgerebbero". Se captassero furtivamente le conversazioni, allora anziché inviare i dati audio ai loro server generando un incremento di traffico giudicabile come sospetto, potrebbero magari invece fare speech-to-text sul telefonino stesso, ed in tal caso invierebbero solo pochi dati ai loro server, impossibili da individuare. Di solito si dice che se i sofware che usiamo fossero _non_ proprietari ma open source, queste cose non succederebbero, e ciò ha un senso. Infatti, se tizio installa il software proprietario A, e tale software prorietario gli chiede l'autorizzazione ad usare il microfono, tizio l'accetta ma non può sapere cosa effettivamente faccia il software proprietario A con quel microfono, e deve fidarsi solo del produttore dello stesso. Viceversa, se il software non fosse proprietario, ma open source, nel momento in cui tizio accetta che il software del produttore usa il microfono, egli non solo si fida del produttore, ma si fida anche di tutte le decine/centinaia/migliaia di persone che hanno fatto review del codice e che vi hanno contribuito. Oppure potrebbe egli stesso verificare, avendo del tempo e capacità a disposizione. Detto questo, è possibile forse trovare dei compromessi tipo: tutte le parti sensibili come telecamere/microfoni, devono essere usate attraverso dei driver certificati, forniti dalla casa madre, o open source essi stessi, che generino dei report controllabili dall'utente, in modo che sia più facile per l'utente e magari anche per autorità di controllo, verificare che non vi siano stati abusi. Esempio: mi arriva un report che mi dice che il microfono e' rimasto acceso in un certo orario da parte di un certo programma, ma io so di non aver usato funzioni vocali di quel programma in quell'orario). So che è una faccenda complicata, e non ci sono soluzioni semplici. i meccanismi di verifica dei vari app store magari ci sono, e forse vanno indirettamente anche a coprire questi casi, ma a quanto pare forse non basta perché il problema fondamentale resta imho, altrimenti non ci sarebbero in giro di questi sospetti.

Il Lupo della Luna ha detto...

Beh per capire che dati vanno dove basta un packet sniffer sulla connessione internet del telefono. In questo modo si è scoperto che molti Smart TV inviavano dati ai server dei fabbricanti senza il consenso dell'utente.

Insomma sarebbe una cosa talmente facile da scoprire che Facebook farebbe prima a chiudere tipo domani 😀

Mauro ha detto...

Ascoltare l'audio e riconoscere le parole chiave avrebbe un peso sulla CPU e quindi un impatto sulla durata della batteria troppo evidenti in uno smarphon e forse anche su un PC portatile.

puffolottiaccident ha detto...

Per me Mark Zuckerberg ha completamente perso il controllo di Evaristo.

Se adesso decidesse che è pericoloso e che va spento, non sarebbe in grado di raggiungere tutte le prese di tensione.

Il meccanismo è affascinante, il funzionamento dell'organismo ha sempre meno da invidiare all'organismo di un animale, in cui le cellule certo non sanno cosa stanno facendo ma si organizzano e si dividono i compiti costituendo organi ed apparati.

Non credo sia senziente, ma ha cominciato a chiedere pappa specifica, esprimere preferenze determinate da quello che percepisce come bisogni nutritivi. Come quando noialtri sacchi di carne abbiam voglia di pizza piuttosto che di cinese o viceversa.

La pubblicità viene raffinata, oltre che con lo scopo di vendere prodotti e giustificare la propria esistenza, anche con l'intento di limitare il tempo in cui si deve stare lontano da lui. Essendo altamente intossicante, può incidentalmente condizionare gli utenti a programmare la propria vita ed esprimere pareri politici o scelte di vita basate sullo scopo di passarci più tempo o di venir interrotti più raramente.

In fondo c'è già gente che vive solo per offrirgli una metaforica tetta, ed il sistema ha già cominciato a selezionare delle coppie per ottenere cuccioli che lo pettinino e nutrano nel modo giusto, come noi facciamo coi cani o coi pesci rossi.

Faber ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo Attivissimo ha detto...

Faber,


Qual è il male minore: mentire o facebook?


Sarò all'antica, ma se menti per vincere hai già perso in partenza.

puffolottiaccident ha detto...

Mi ero dimenticato di dire una cosa.

In qualsiasi programma interattivo con grafica raster e campionario di suoni, la maggior parte del programma è costituito da grafica stessa e suoni. Il codice, in generale, non occupa molto spazio.

Naturalmente le dimensioni delle porzioni di programma dedicate a rappresentare l'interfaccia e quelle dei "motori" che gestiscono l'elaborazione possono variare a seconda della finalità e della complessità del programma, ma in generale le istruzioni che spiegano al programma come gestire grafica, suoni, interazioni sono di dimensioni molto ridotte.

Nel corpo umano, l'apparato muscolare e scheletrico, insieme a pelle e cervello costituisce metà del peso corporeo, organi e sangue l'altra metà. Questo può portare ad intuire che se un programma occupa, che so, 100 MB, 50 sono di archivi e 50 di codice, o una proporzione del genere. Non è così. Ad esempio in un videogioco che sto sviluppando, l'anatomia di un personaggio giocante è costituita da

6693 kb di grafica e
111 kb di ancoraggio (che ovviamente ad un programma occulto non serve, sarebbero istruzioni ma in questo caso le metto nella grafica)
1639 kb di suoni
20 kb di istruzioni di interfaccia (commentate, ma ad un programma occulto non serve alcuna interfaccia)

e infine 109 kb di istruzioni esplicite e commentate, credo che senza i commenti sarebbero circa 70-80 kb.
Inoltre queste istruzioni si riferiscono per lo più all'interfaccia.

Tutto questo per dire, a chi ha un telefonino ma non ne conosce l'architettura, di non pensare che sistemi di riconoscimento vocale o di tracciamento non possano risiedere nel telefonino. 1 MB è pochissimo spazio per fotografie o per suoni, ma per metterci delle istruzioni che magari si appoggiano ai moduli normalmente presenti nel telefonino, è un mare di spazio.
Se avete modo di provare qualche gioco per SNES o Sega Genesis vi renderete subito conto che un telefonino, che è decine di migliaia di volte più potente e capiente di queste due macchine, potrebbe fare moltissime cose senza essere collegato ad internet, e che se dire "un pacchetto da 30kb " suona come lo starnuto di un cammello nella tempesta di sabbia, bè, in 30 kb possono esserci moltissime informazioni. Un programmatore ha sviluppato un gioco di scacchi in 487 bytes... il che significa che 30 kb possono spedire 60 manuali di scacchi.
Più che sufficiente per dire qualcosa come un nome, un cognome e come si è speso 100 euri e dove...

CimPy ha detto...

A propisito della "fabbrica dei troll"



"La Internet Research Agency altro non è che la famigerata “fabbrica dei troll” di San Pietroburgo, epicentro della propaganda pro Cremlino"



Che sotto elezioni (o al bisogno) potenti di tutto il mondo abbiano la loro claque più o meno a pagamento, ci sta.



Tuttavia che quell'articolo, a partire dal titolo e passando per quel massiccio investimento di quattomilaesettecento dollari in pubblicità (senza trascurare il dettaglio ai confini della fantascienza delle assunzioni basate sulla macchina della verità -sapete come funzionerebbe, vero?), presenti alcuni punti quantomeno risibili, spero sia evidente a tutti.



A me ricorda quella volta che erano usciti articoli sui "Troll del PD"; a voi no?

puffolottiaccident ha detto...

@CimPy

Nessuno, fra quanti lo usano, crede davvero che il poligrafo individui se chi parla crede di star dicendo la verità.

Il poligrafo serve per accentuare la tensione nell'intervistato, ma a livello tecnico è come quando viene assunta una nuova persona e cominciano dei furtarelli in una piccola azienda con molto ricambio di personale.
I dipendenti vengono radunati, qualcuno espone il fatto con gran furore, qualcun'altro indica un punto visibile dalla cassa e dice: "Ma al mariuolo è andata male, perchè là c'è una telecamera".
Quello a cui casca la mandibola come in un cartone animato è quantomeno sospetto.
Ma anche chi si mette a strillare "Questa è una violazione della nostra dignità di lavoratori" andrebbe buttato fuori senza spiegazioni, a mio modesto parere.

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Puffolottiaccident
Il meccanismo è affascinante, il funzionamento dell'organismo ha sempre meno da invidiare all'organismo di un animale, in cui le cellule certo non sanno cosa stanno facendo ma si organizzano e si dividono i compiti costituendo organi ed apparati.

"Dentro di me vivono la mia identica vita dei microrganismi che non sanno di appartenere al mio corpo. Io a quale corpo appartengo?"

Sei amico di Battiato? :-)

Yoshi ha detto...

Il Lupo della Luna,

Facebook invia i dati relativi alla posizione e sicuramente altri dati, premettendo che non è il mio campo, penso non sia difficile occultare in mezzo i dati relativi all'analisi audio.

Mauro,

non per forza, dipende dal metodo utilizzato e dai risultati che si vogliono ottenere.

puffolottiaccident,

giustissimo, un processore dispone già di tutti gli elementi per poter fare un'analisi audio decente, si tratta solo di richiamarli. Poi pensando al fatto che l'app di Facebook occupi circa 350 MB di cui 250 MB di app e 100 MB di dati, di cose credo ne possa sicuramente fare.

pgc ha detto...

"crea la fake news perfetta e fai credere a tutti che sia davvero così, e rendi il mondo un posto migliore facendoli fallire per davvero"

Il punto è che la fake perfetta è stata creata mille volte, ma oltre un certo livello è impossibile da fermare. Come in una valanga, l'associazione tra autismo e vaccini era una truffa, ma ha scatenato una... valanga di reazioni a livello mondiale, che ancora continuano. L'omeopatia è una fandonia creata centinaia di anni fa, sulla base di principi bizzarri e senza senso. Roba di cui farsi due risate e da relegare in una nota a piè di pagina di un libro sulla preistoria della medicina moderna. Eppure continua a stare al centro della discussione in molti paesi sviluppati, e viene finanziata da molti sistemi sanitari.

Più ultimamente, una giornalista del Guardian ha inviato un tweet, scherzando, sostenendo che Trump usasse un sosia in pubblico al posto della moglie: la storia è ancora in giro (e se devo dire la verità non ho capito perché Paolo non l'ha considerata nel suo articolo sull'argomento) e non c'è verso di fermarla, nonostante fosse proprio una balla. Però detta da una giornalista affermata continua a girare.

Il punto è che per decidere se una cosa è vera o falsa, ci vuole sempre un certo impegno mentale e di tempo. E questo impegno non molti sono disposti a fornirlo ogni giorno, per ogni cosa che vedono e leggono.

puffolottiaccident ha detto...

" E questo impegno non molti sono disposti a fornirlo ogni giorno, per ogni cosa che vedono e leggono. "

Senza contare il fatto che le bufale si accumulano molto più rapidamente di quanto sarebbe possibile smaltirle, se anche fossero in molti disposti a fornire questo impegno, e persino se questi molti fossero tutti preparati a farlo correttamente.

Ed è per questo motivo che tutte le soluzioni sul lato "server" sono state progressivamente scartate in favore di una soluzione orientata al lato "client".

Osiride ha detto...

C'è anche l'opzione che magari Facebook conosca talmente bene l'utente (non per forza tramite informazioni compilate esplicitamente, come citi nell'articolo) da proporre pubblicità mirate, anche prima di averne discusso con qualcuno. Il che è parimenti inquietante, se non di più... :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

pgc,

e se devo dire la verità non ho capito perché Paolo non l'ha considerata nel suo articolo sull'argomento

Solo per disperata mancanza di tempo. Fatto :)

Tonino Lucca ha detto...

Per mac c'e' un programma che ti avvisa ogni volta che un altro programma tenta di usare microfono o camera. Non so pero' se ci sono per smartphone e se sono affidabili.

CimPy ha detto...

@pgc - omeopatia, centinaia di anni fa



Circa. Solo per la precisione, diciamolo bene quando nasce l'omeopatia:



"(...)Nel 1806 Hahnemann pubblicò il suo primo lavoro importante, La medicina dell'esperienza, che conteneva già le idee fondamentali dell'omeopatia (dal greco omeios, simile e pathos, malattia)(...)"



Che son boiate, noialtri si sa.

Faber ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Faber ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Marco Ternelli ha detto...

Porto la mia testimonianza di pochi minuti fa. Avevo già letto l'articolo, anche io a volte avevo questo dubbio.
IERI mia moglie mi ha chiesto dove fosse finito un vecchissimo videoproiettore che avevamo 8 anni fa quasi. Le ho detto che non lo vedo da tempo, che lo avevamo prestato e poi perso, forse mai più restituito.
Durata conversazione: 50 secondi, argomento chiuso e sepolto.

OGGI FB mi propone un videoproiettore Sony da 4K nella pubblicità... Sono S-P-A-V-E-N-T-A-T-O! O.O

Stupidocane ha detto...

Uhm... Potrebbe anche essere che venga sfruttata una "feature" di altre applicazioni per mettere assieme pacchetti di metadati da mandare (vendere) a FB.

Ad esempio, la barra di ricerca di Google (widget messo di default su qualsiasi telefono Android) ha il micofono settato come "attivo" anche se si sono disattivati i comandi vocali. Voce che sui nuovi Android é comubque possibile disattivare nelle impostazioni della barra di ricerca. Non è un'impostazione generica del widget ma dell'app che lo costituisce.

Se fosse possibile, magari sfruttando una falla di Android, avrebbero ragione a dichiarare che non é FB ad ascoltare le conversazioni.

CimPy ha detto...

"IERI mia moglie mi ha chiesto dove fosse finito un vecchissimo videoproiettore che avevamo 8 anni fa quasi. Le ho detto che non lo vedo da tempo, che lo avevamo prestato e poi perso, forse mai più restituito.
Durata conversazione: 50 secondi, argomento chiuso e sepolto."





Non ti resta che fare la controprova per avere a certezza:

la prossima volta che parli con tua moglie, lamentati che non trovi più il ferrarino testarossa che avevi parcheggiato dietro alla villa con piscina...

Scatola Grande ha detto...

@Marco Ternelli,
potrebbe essere una coincidenza che tu noti proprio perché hai parlato di videoproiettori: di quante cose hai parlato e non ti è apparsa alcuna pubblicità?
Il fatto è che tendiamo a notare le coincidenze e non i fatti contrari che sono molti di più.

Claudio Costerni ha detto...

Allora potremmo dire anche: talvolta è meglio spegnere lo smartphone, oppure metterlo nel frigorifero.

Scatola Grande ha detto...

A me non sembra che tali algoritmi siano poi tanto raffinati. Io non capisco perché Amazon a volte mi propini pubblicità su dispositivi che ho comperato su Amazon stesso. Se ho appena comperato un frullatore perché diavolo mi propina poi pubblicità sui frullatori? Per farmi cambiare frullatore? Fra l'altro a spese di Amazon?

Claudio Costerni ha detto...

Scatola Grande (#49),

potresti essere un collezionista di frullatori, potresti volerli regalare, potresti volerli vendere, potresti aver bisogno di più d'uno per tutti i tuoi appartamenti, o per tutte le postazioni del tuo ristorante ... non solo per una grande scatola!

Non c'è una connessione neuronale,
non funziona in modo ottimale,
ma meno male.

Scatola Grande ha detto...

@Claudio Costerni
:-)

piuttosto, invece di mettere lo smartphone nel frigo o spegnerlo lo si potrebbe mettere accanto ad un dispositivo che ripeta ossessivamente una parola oppure discorsi senza senzo o altre cose.

Amazon ha anche un'altra cosa buffa: a volte traduce in automatico il nome di alcuni oggetti. Ebbene, in vendita ci sono oggetti a forma di gallo, cock in inglese, che in italiano curiosamente viene tradotto con cazzo.
https://www.amazon.it/Wddwarmhome-Cazzo-lampada-decorativa-E14/dp/B0749LDGDB/

Guastulfo (Giuseppe) ha detto...

@Scatola Grande
Amazon ha anche un'altra cosa buffa: a volte traduce in automatico il nome di alcuni oggetti. Ebbene, in vendita ci sono oggetti a forma di gallo, cock in inglese, che in italiano curiosamente viene tradotto con cazzo.

LOL :-)

Chissà se è un errore di amazon o del venditore che si affida a Google Translate per tradurre l'inserzione nelle varie lingue.

A proposito hai letto le "domande tipiche relative ai prodotti"?

- L'articolo ha una lunga durata?
- L'articolo è facile da utilizzare?
- Quali sono le dimensioni dell'articolo?

Proprio domande "su misura" :-D

pgc ha detto...

Proprio stamattina una pubblicità mi chiedeva se volevo provare certi reggiseni di nuova concezione.

Evidentemente l'Intelligenza Artificiale di Google è talmente elevata che ieri si è fatta qualche birra di troppo...