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2017/10/29

Come si manipolano i social network: i bot

Un esempio di bot.
Ultimo aggiornamento: 2017/11/04 8:40. Ringrazio @ChiaraCodeca per la segnalazione.

Su Twitter, @Stonekettle ha pubblicato una bella spiegazione di come funzionano i bot (programmi automatici che simulano di essere utenti) nei social network e di come contrastarli nella loro opera di manipolazione di massa a scopo commerciale o politico (vengono usati da alcuni governi, per esempio, per influenzare le opinioni).

La traduco in sintesi qui sotto per renderla disponibile a chi usa Twitter ma non mastica l’inglese: è un ottimo promemoria per chi ancora pensa che Internet e i social network siano luoghi liberi e non condizionati.

La prima cosa che fa un bot è andare in cerca di parole chiave o di argomenti che sono molto popolari (trending). Poi genera e pubblica un’affermazione generica costruita per provocare una risposta.



La stragrande maggioranza degli utenti, quando viene citata in una provocazione del genere, risponde automaticamente. A questo punto il bot rincara la dose con una serie di affermazioni e di insulti sempre più pesanti.

Lo scopo del bot, va ricordato, non è far cambiare idea al suo bersaglio (per esempio a voi, se vi ha preso di mira), ma indurvi a dibattere, farvi arrabbiare, scatenare la rissa verbale e interferire nei vostri processi mentali: in pratica, farvi perdere tempo e impedirvi di fare cose più costruttive.

Se cadete nella sua trappola e discutete intensamente con un bot, al suo posto subentra un operatore umano: di solito ci si accorge del rimpiazzo perché cambiano la sintassi e la grammatica.

Ragionare con un operatore o fargli cambiare idea è impossibile: non potete fermarlo, non potete ferire i suoi sentimenti, non potete offenderlo. Per lui è un lavoro, sostenuto dai suoi committenti (per esempio governi). Ma se non sapete che è un operatore, vi verrà spontaneo tentare di fare tutte queste cose.

La risposta più efficace è bloccare immediatamente il bot: non mettere in Silenzia (Mute), ma bloccare. Bloccandolo, infatti, non ha più accesso alla vostra cronologia dei post (timeline) e ai vostri contatti, che altrimenti userà per cercare nuovi bersagli, come ha fatto per trovare voi.

È vero che una navigazione privata gli permetterebbe di accedere alla vostra cronologia dei post, ma non lo farà: è una fatica eccessiva per un gestore di bot di massa.

Insomma, non fatevi fregare dai provocatori professionisti, robotici o umani: imparate a riconoscerli e bloccateli invece di metterli in Silenzia.


2017/11/04 8:40. Se volete approfondire l’argomento e conoscere le tecniche sofisticate che potete usare per riconoscere un bot di Twitter e profilarlo, consiglio questo articolo su Poynter, ricco di suggerimenti pratici e di strumenti online di analisi come Graphika.com, Tweetbeaver e Account Analysis. L’articolo propone dieci test da applicare a un account, insieme alla spiegazione di ciascun test (in inglese):

  1. È stato creato da poco?
  2. Cosa scrive nel suo primo tweet?
  3. Chi lo segue?
  4. C’è un account corrispondente su Facebook?
  5. Ci sono parole sospette nei suoi tweet?
  6. Che relazioni intrattiene con altri account?
  7. Si riesce ad associare l’account a una persona reale tramite Foursquare?
  8. Che punteggio social ha su Klout.com?
  9. Quanto è attivo l’account?
  10. In che orari twitta?

10 commenti:

Nicola dm ha detto...

Io credo che questa sia la stessa strategia che usano nello scrivere quegli assurdi titoli di prima pagina di Libero.
Rumore iniettato sistematicamente nel dibattito pubblico, che non importa che non stia in piedi logicamente: ci sarà sempre qualcuno a cadere nella provocazione e a perdere tempo a confutarlo e a dargli così spazio e pubblicità.

Mars4ever ha detto...

Ciò che non mi è ancora del tutto chiaro è: una cosa sono il click bait e le bufale, ma da questo tipo di trollaggio chi e come ci guadagna?
Gli account fake che inondano youbube di commenti sulla Terra piatta o i vaccini pieni di Uranio sono sempre vuoti per cui faccio fatica a vederne l'utilità per gli autori.

Nuvolotta Nuvi ha detto...

A volte mi chiedo, in alcuni post di testate giornalistiche su Facebook se i leoni da tastiera possano essere pagati per alimentare i click sugli articoli, specie su articoli ritenuti inutili che sono bombardati da notizie che provengono da wikipedia, o da ricette di cucina e altre stupidate, quando se proprio proprio il modo migliore per evitare che abbiano seguito è di ignorarle e saltarle a pie pari... (p.s è un pensiero ironico, ma leggendo la notizia sui bot mi chiedo se effettivamente possa succedere)

puffolottiaccident ha detto...

TLDR: chi s'incazza muore.

Non bisogna mai cadere nell'errore del pensare che il furore umanamente comprensibile possa vincere sulla lucida consapevolezza. Specialmente se suddetto furore è stato provocato scientemente con il preciso scopo di impedire di ragionare, di negare l'accesso alla lucida consapevolezza.
Essere infuriati è sempre uno svantaggio rispetto all'essere lucidi.

Dico: è l'unica cosa su cui scienziati, monaci, lottatori, pugili, karateki, ninja e militari son tutti d'accordo.
Deve per forza essere vera.

Il Lupo della Luna ha detto...

Programmiamo un bot anti bot?

Mario Di Giovanna ha detto...

Articolo molto interessante.
Non mi è chiaro però chi avrebbe interesse (economico, politico o di altra utilità) a sviluppare bot e poi pagare utenti in carne ed ossa per farmi 'perdere tempo e impedirvi di fare cose più costruttive'.

Berto ha detto...

@Mario: ma è chiarissimo! I rettiliani.

Il Lupo della Luna ha detto...

Semplicemente aumenta visualizzazioni e circolazione dei vari retweet, raccogliendo comodamente un sacco di contatti Twitter.

Ci vorrebbe uno spambot che faccia retweet incrociati di quelli di altri spambot, una specie di "denial of service" di spam 😀

giubbe ha detto...

un esempio di bot ce l'hai? Mi piacerebbe sapere come ha fatto una macchina a non farsi riconoscere...

Berto ha detto...

Messaggio: "cia-o n-on so-no una mac-chi-na, vuo-i chat-ta-re co-n me?"
Per molti utOnti è imho sufficientemente convincente.
^_^