skip to main | skip to sidebar
30 commenti

Antibufala: militari cinesi falsi monaci violenti

Agenti cinesi fotografati prima di travestirsi da monaci tibetani?



Sta circolando almeno dai primi di aprile una fotografia (mostrata qui sotto) accompagnata da un testo che ne descrive il contenuto in maniera inquietante.



Il testo dell'appello



Vi invito a guardare la foto sottostante! !!
(via satellite, from:Britain' s GCHQ, the government communications agency) scattata prima degli scontri e la rivolta di Lhasa.

Subject: Ecco i monaci che hanno causato le violenze a Lhasa!!!

Per favore, fate girare il più possibile questa foto, per far in modo che arrivi anche a giornalisti di TV pubbliche e private, giornali ecc affinchè possano pubblicarla.

Pechino orchestrava la rivolta nel Tibet'
Canada Free Press [Venerdi, 21 Marzo, 2008 10:20] spie britanniche confermano la denuncia del Dalai Lama sulle violenze inscenate

di Gordon Thomas

Londra, 20 Marzo - Britain's GCHQ, l'agenzia governativa delle comunicazioni che controlla elettronicamente mezzo mondo dallo spazio, ha confermato la rivendicazione del Dalai Lama che agenti dell'Esercito Popolare di Liberazione, l'EPL, travestiti da monaci, hanno innescato le rivolte che hanno lasciato dietro di sé centinaia di morti e feriti tibetani.

Gli analisti della GCHQ ritengono che la decisione fosse deliberatamente calcolata dalla leadership di Pechino per fornire una scusa per schiacciare il malcontento che ribolliva nella regione, che sta già attirando la sgradita attenzione del mondo proprio durante la corsa alle Olimpiadi di questa estate.

Per settimane c'è stato un crescente astio a Lhasa, la capitale del Tibet, contro azioni minori compiute dalle autorità cinesi.

I monaci hanno guidato sempre più azioni di disobbedienza civile, chiedendo il diritto di compiere il tradizionale rito d'incensi bruciati. Alle loro richieste si unisce il grido per il ritorno del Dalai Lama, il 14esimo a tenere la massima carica spirituale.

Impegnato ad insegnare i punti fermi della sua autorità morale--pace e compassione- -il Dalai Lama aveva 14 anni quando l'Esercito Popolare di Liberazione invase il Tibet nel 1950 e fu costretto a fuggire in India da dove ha condotto senza sosta una campagna contro la durezza del dominio Cinese.

Ma i critici hanno obiettato sulla sua attrazione per le star dei film. Il magnete dei giornali Rupert Murdoch l'ha definito: 'un monaco molto politico con scarpe Gucci'

Scoprendo che i suoi sostenitori dentro il Tibet e la Cina sarebbero divenuti ancora più attivi nei mesi precedenti le Olimpiadi di quest'estate, I funzionari della British Intelligence a Pechino hanno compreso che il regime avrebbe cercato una scusa per muoversi e schiacciare l'attuale malcontento.

Questo timore è stato pubblicamente espresso dal Dalai Lama. I satelliti del GCHQ, geo-posizionati nello spazio, erano incaricati di monitorare da vicino la situazione.

Il complesso a forma di ciambella, vicino all'ippodromo di Celtenham, è situato nel piacevole Cotswords ad ovest dell'Inghilterra. Con 700 dipendenti, include i più grandi esperti elettronici e analisti del mondo. Tra di loro si parla più di 150 lingue. A loro disposizione ci sono 10.000 computers, molti dei quali sono stati appositamente costruiti per il loro lavoro.

L'immagine che hanno scaricato dai satelliti ha fornito la conferma che i Cinesi hanno usato agenti provocatori per iniziare le rivolte, cosa che ha dato all'EPL la scusa per muovere su Lhasa e uccidere e ferire durante l'ultima settimana.

Ciò che il regime di Pechino non si aspettava era che le rivolte si sarebbero diffuse, non solo attraverso il Tibet, ma anche nelle province del Sichuan, Quighai e Gansu, trasformando una larga parte della Cina occidentale in una zona di battaglia.

Il Dalai Lama lo ha chiamato 'genocidio culturale' e si è offerto di dare le dimissioni come capo delle proteste contro il governo cinese al fine di portare la pace. L'attuale agitazione è cominciata il 10 Marzo, segnando l'anniversario della rivolta del 1959 contro il regime cinese.

Comunque, I suoi seguaci non stanno ascoltando il suo 'messaggio di compassone'.

Molti di loro sono giovani, disoccupati ed espropriati di ogni diritto e rifiutano la sua filosofia della non-violenza, credendo che la sola speranza per un cambiamento sia l'azione radicale che stanno portando avanti.

Per Pechino, l'urgente bisogno di trovare una soluzione alla rivolta sta diventando un crescente imbarazzo.

Tra 2 settimane, le celebrazioni nazionali per i Giochi Olimpici inizieranno con la tradizionale accensione della torcia. E' previsto che i teodofori passiono per il Tibet. Ma la torcia potrebbe ritrovarsi ad essere portata dai corridori in mezzo a palazzi e templi in fiamme.

Un segno di questa urgenza è che il primo ministro Cinese ha ora affermato che è pronto ad aprire un dialogo col Dalai Lama. Poco prima di questo annuncio, il primo ministro britannico Gordon Brown ha dichiarato che avrebbe incontrato il Dalai lama durante la sua visita a Londra il prossimo mese. Questa è la prima volta che entrambi I leaders hanno proposto di incontrare il Dalai Lama.

Pechino 2008: Un mondo, Un sogno - Tibet libero

Lhadon Tethong


Non entro nel merito delle accuse fatte dal Dalai Lama e riportate da alcune testate (Repubblica, che cita Asianews), in merito all'asserita presenza di agenti cinesi travestiti da monaci per fomentare sommosse: ma posso dire che la foto e parte del testo dell'appello che l'accompagna sono bufale.

Innanzi tutto la foto non proviene da alcun satellite: l'angolazione e la prospettiva sono totalmente sbagliate e incompatibili con una ripresa dall'alto da una quota orbitale.

In secondo luogo, pare molto, molto strano che il GCHQ (il ramo britannico di Echelon), non certo noto per la sua passione per la condivisione delle informazioni, sia così generoso da dare in esclusiva a un illustre sconosciuto come Gordon Thomas e alla Canada Free Press una foto così straordinaria, senza darla a nessun'altra testata.

C'è poi da chiedersi come mai degli agenti che vogliono spacciarsi per monaci si dovrebbero cambiare d'abito segretissimamente sulla pubblica via, sotto gli occhi dei passanti.

Inoltre non c'è nessun articolo come quello attribuito a Gordon Thomas presso la Canada Free Press. Quello che sembra essere l'originale dell'articolo è invece presso Epoch Times, e non è accompagnato dalla fotografia in questione.

La spiegazione che viene presentata da Thinkpossible è che l'articolo fu in effetti pubblicato brevemente presso Canada Free Press ma poi ritirato su richiesta dell'autore per una questione di diritti. L'articolo proveniva da G2 Bulletin, che è un servizio a pagamento. Thinkpossible afferma inoltre che Thomas ha legami con il Ku Klux Klan, David Duke e Willis Carto (due mie vecchie conoscenze per via delle mie indagini sulle teorie antisemite riguardanti l'11/9).

La medesima fonte segnala che gli è stato riferito che la foto proviene dalla quarta di copertina di un documento intitolato "2003 TCHRD Annual report" del Tibetan Centre for Human Rights and Democracy, ma che il PDF del documento non contiene la foto. Il TCHRD, contattato da Thinkpossible, ha risposto che la foto era presente nella versione cartacea del documento e non mostra le recenti sommosse a Lhasa (ovviamente, visto che era già presente in un documento di cinque anni fa); si tratterebbe delle comparse di un film.

Il sito della campagna internazionale pro-Tibet, SaveTibet.org, ha dichiarato di non ritenere credibile la foto e che più probabilmente l'immagine provenga da un set cinematografico nel quale dei soldati si sono vestiti da monaci per fare da comparse, cosa che avviene abbastanza spesso. Il sito ha dichiarato di disporre di altre foto analoghe risalenti al 2001.

In conclusione, è umanamente comprensibile essere tentati di usare l'efficacia comunicativa di una foto anche se è falsa, per avvalorare un messaggio drammaticamente vero come quello della condizione del Tibet, ma quando la falsificazione viene scoperta, anche il messaggio vero finisce per essere sporcato e screditato. Per cui non è il caso di distribuire la foto-bufala.
Invia un commento
I commenti non appaiono subito, devono essere tutti approvati da un moderatore. Lo so, è scomodo, ma è necessario per tenere lontani scocciatori, spammer, troll e stupidi.
Siate civili e verrete pubblicati, qualunque sia la vostra opinione: gli incivili di qualsiasi orientamento non verranno pubblicati, se non per mostrare il loro squallore.
Inviando un commento date il vostro consenso alla sua pubblicazione, qui o altrove.
Maggiori informazioni riguardanti regole e utilizzo dei commenti sono reperibili nella sezione apposita.
NOTA BENE: l'area sottostante per l'invio dei commenti non è contenuta in questa pagina ma è un iframe, cioè una finestra su una pagina di Blogger esterna a questo sito. Ciò significa che per poterla visualizzare senza problemi dovete assicurarvi che il vostro browser (tramite l'azione di qualche estensione, tipo quelle che eliminano le pubblicità) e/o altri programmi di protezione (antimalware, tipo Kaspersky) non la blocchino per qualche motivo e inoltre che sia permesso accettare i cookie da terze parti.
Commenti
Commenti (30)
mi sembra una vera baracconata.
Anzi, a veder bene mi sembrano tutti monaci tibetani che si sono appena vestiti da soldati cinesi.
Quella foto l'hanno anche trasmessa durante un telegiornale (non mi ricordo pero' quale). Possibile che nessuno verifichi le fonti? Basta dire "questa foto circola su Internet" per poter pubblicare qualsiasi cosa.
Potrei prendere l'iniziativa e diffondere l'antibufala a tutti i miei contatti, per evitare che questi si "scaldino" troppo quando riceveranno la foto dall'amico del fratello del collega...

Ma tanto sono sicuro che anche le persone che leggerano l'antibufala, sarebbero capace di diffondere lo stesso la notizia falsa.

Io nel vedere la foto mi chiederei per primissima cosa: ma questi tizi organizzano una manfrina del genere e poi si fanno beccare in mezzo alla strada coi "costumi di scena"?
Eh beh, in fondo se anche gli alieni (o i militari) lasciano i crop circle a dimostrazione dei loro esperimenti "segreti", perchè i cinesi non possono fare lo stesso?
Comunque anche se la foto non è autentica, nei templi aperti al pubblico i monaci sono effettivamente solo delle controfigure mandate dal governo cinese, che non può permettersi che i turisti possano effettivamente entrare in contatto con i monaci tibetani veri.
ciao, la foto era già stata da me sbufalata in data 29/03 nei commenti al blog di Fabio Cavalera del Corriere ( http://lanostracina.corriere.it/2008/03/lhorror_delle_ipocrisie.html e seguenti ), dopo che un utente aveva postato un link a uno dei siti originari ( http://buddhism.kalachakranet.org/chinese-orchestrating-riots-tibet.htm )da cui è partita la bufala.

In realtà nel sito originario la foto non era esplicitamente associata all'articolo di Thomas (uno che tra l'altro afferma che Diana è stata uccisa dal Mossad e che Chavez, Castro, Morales, ecc. sono d'accordo con Al Qaeda per far entrare fronde di kamikaze negli u.s.a.), anche se erano messe una sotto l'altra.
comunque tale sito ha successivamente corretto la didascalia indicando che la foto è presa dal retro-copertina di una foto di un report di TCHRD del 2003 .
qui (http://www.zonaeuropa.com/200803c.brief.htm e http://www.zonaeuropa.com/200804a.brief.htm ) si possono trovare altre prove che si tratta di una bufala (es. le divise sono estive, non invernali, e non più in uso da diversi anni).

sgerwk hai ragione, io la stessa foto l'ho vista sul tg2 edizione sera di sabato 12/04, ovviamente non sapevano che si trattava di colossale bufala

a proposito dei recenti avvenimenti in tibet, credo di aver trovato nel mio piccolo un'altra piccola bufala che riguarda reporter senza frontiere, il sito dell'amministrazione centrale tibetana e un fantomatico hacker..
per chi è interessato, qui ( http://cinasconosciuta.blogspot.com/2008/04/hacker-o-bufala.html )
si trovano link e dettagli
anch'io nel mio piccolo avevo sbufalato la notizia.

http://nuovalibertalia.blogspot.com/2008/04/quando-il-tibet-era-libero-e-i-tibetani.html

peccato per questa infelice e ambigua frase di Paolo "per avvalorare un messaggio drammaticamente vero come quello della condizione del Tibet". quale condizione? perchè se ti riferisci a certe cose che dice il dalai lama, anche quelle non sono assolutamente provate.

la cosa più importante che volevo far notare è che il sito anti-cnn.com non funziona più. che sarà successo?
Perché infelice e ambigua? Mi sembra che le restrizioni e repressioni imposte al Tibet dalla Cina siano un fatto assodato e di dominio pubblico.
"Perché infelice e ambigua? Mi sembra che le restrizioni e repressioni imposte al Tibet dalla Cina siano un fatto assodato e di dominio pubblico."

ha Paolo, sai quante bufale sono di dominio pubblico. vedo che questo sito è tornato online, approfittane.

http://www.anti-cnn.com/

quali sarebbero le restizioni? quali le repressioni? un esempio molto significativo: i tibetani, come tutte le minoranze etniche, sono esentate dalla politiche del figlio unico.e dal 1950 ad oggi si sono passati da poco più di un milione a 5 milioni solo in Tibet. a fronte di un tasso di crescita molto più basso del paese intero. ma che razza di pulizia etnica è?
Quindi secondo te questo profilo della BBC dei problemi derivanti dalla mancanza di autonomia del Tibet è sbagliato?
interessante "il profilo" della bbc. quindi credi che hanno fatto bene i tibetani a bruciare vivi e a sprangate gli han?
errata corrige "prendere a sprangate"
http://byfiles.storage.live.com/y1phrrOYdDY5fs-FDzrYA9dzwoYMf7P4dLD5O6rdDMQlGHXlfXC6_CWKF-sIvpOgmQobes995KBFS8

questa BBC?

dai Paolo...
Mi avevano chiesto di pubblicarla in un sito, ma quando ho letto il testo e ho trovato la parola "Photoshop" nei metadati dell'immagine non ci ho pensato due volte e te l'ho mandata. Ora ho rimandato il mittente qui ed al sito della campagna pro-Tibet. Grazie come sempre.
questa BBC?

Jean, hai preso uno screenshot che arriva da chissà dove e mostra una pagina della BBC che contiene posting dei lettori.

Sii un po' meno arbitrariamente selettivo.
E' anche vero che in Tibet non si stava meglio prima dell'invasione cinese. Se ci si documenta un po' su cos'era il regime teocratico dei lama c'è da farsi venire i capelli bianchi per l'orrore.

Non sarà il massimo della vita ma lameno è stato eliminato il fatto che il 94/95% della popolazione fosse propietà dei nobii o dei monaci, con diritto di vita e di morte sui tapini in causa. Il fatto che i bambini venissero RAPITI alle famiglie per diventar "novizi" dei templi, cosa che comportava fra l'altro fare da materasso ai monaci di rango superiore.

Ci andrei piano a prendere i lama come i "buoni della situazione" e a plaudire il cosidetto "governo in esilio" che MAI ha chiesto scusa per i crimini contro l'umanità commessi dal loro regime.

Ci sarà una ragione, dopo tutto, se sono solo i monaci a protestare. I tibetai sanno che se se ne và la Cina, per quanto spiacevole sia, gli amiconi occidentali gli ripiazzano in casa im olto accondiscendenti lama.
Quando preparai l'esame di Storia dei Paesi AfroAsiatici, andai a colloqui con la Professoressa Collotti Pischel, e mi ricordo che prime di me c'era una ragazza che voleva preparare un lavoro sul Tibet. Sentii la Pischel infervorarsi, e affermare che la questione del Tibet era un problema interno alla Cina, e non una questione di diritto internazionale.

Un po' come il dualismo Taiwan-Cina... Ma forse quello si risolve in maniera pacifica, con buona pace degli USA...

E*
quella della professoressa è stata una grande perdita.

"Jean, hai preso uno screenshot che arriva da chissà dove e mostra una pagina della BBC che contiene posting dei lettori."


non arriva da chissà dove. arriva dal sito che ti avevo consigliato di visitare per farti un' idea.
www.anti-cnn.com
non arriva da chissà dove. arriva dal sito che ti avevo consigliato di visitare per farti un' idea.
www.anti-cnn.com


Appunto.

Cosa ti fa pensare che chi fa controinformazione sia infallibile o non abbia secondi fini?
Credo che possa essere utile, per riflettere su questo argoomento, leggere la risposta che Sergio Romano ha dato a un lettore del Corriere della Sera.
Mi ha colpito perché viene da una persona che certamente estremista non è, e che ha una profonda esperienza di queste cose, e mi ha fatto capire quanta strumentalizzazione ci sia dietro a questa faccenda. Paolo, consiglio anche a te la lettura di quel pezzo.
La foto è apparsa anche su Tv Sorrisi E Canzoni, ma nella didascalia è scritto che (vado a memoria, non ce l'ho sottomano) la provenienza e la sua autenticità sono dubbie e non è ancora stata ricevuta nè conferma nè smentita. Almeno quello...

Peccato che i lettori si fermeranno alle prime 2 righe.
"E' anche vero che in Tibet non si stava meglio prima dell'invasione cinese. Se ci si documenta un po' su cos'era il regime teocratico dei lama c'è da farsi venire i capelli bianchi per l'orrore."

Hai delle fonti per approfondire questo aspetto?

"Ci sarà una ragione, dopo tutto, se sono solo i monaci a protestare. I tibetai sanno che se se ne và la Cina, per quanto spiacevole sia, gli amiconi occidentali gli ripiazzano in casa im olto accondiscendenti lama."

Lama che del resto sarebbero a casa loro.Nella rivolta del 1959 sono morti più di 80000 tibetani, erano tutti monaci?
PICCOLA BIBLIOGRAFIA SUL TIBET :

1.Melvyn C. Goldstein, The Snow Lion and the Dragon: China, Tibet, and the Dalai Lama (Berkeley: University of
California Press, 1995), 6-16.
2.Mark Juergensmeyer, Terror in the Mind of God, (Berkeley: University of California Press, 2000), 113.
3.Kyong-Hwa Seok, "Korean monk gangs battle for temple turf," San Francisco Examiner, December 3, 1998.
4.Gere quoted in "Our Little Secret," CounterPunch, 1-15 November 1997.
5.Dalai Lama quoted in Donald Lopez Jr., Prisoners of Shangri-La: Tibetan Buddhism and the West (Chicago and
London: Chicago University Press, 1998), 205.
6.Stuart Gelder and Roma Gelder, The Timely Rain: Travels in New Tibet (New York: Monthly Review Press, 1964), 119.
7.Gelder and Gelder, The Timely Rain, 123.
8.Pradyumna P. Karan, The Changing Face of Tibet: The Impact of Chinese Communist Ideology on the Landscape
(Lexington, Kentucky: University Press of Kentucky, 1976), 64.
9.Gelder and Gelder, The Timely Rain, 62 and 174.
10.As skeptically noted by Lopez, Prisoners of Shangri-La, 9.
11.See the testimony of one serf who himself had been hunted down by Tibetan soldiers and returned to his master: Anna
Louise Strong, Tibetan Interviews (Peking: New World Press, 1929), 29-30 90.
12.Melvyn Goldstein, William Siebenschuh, and Tashì-Tsering, The Struggle for Modern Tibet: The Autobiography of
Tashì-Tsering (Armonk, N.Y.: M.E. Sharpe, 1997).
13.Gelder and Gelder, The Timely Rain, 110.
14.Strong, Tibetan Interviews, 15, 19-21, 24.
15.Quoted in Strong, Tibetan Interviews, 25.
16.Strong, Tibetan Interviews, 31.
17.Melvyn C. Goldstein, A History of Modern Tibet 1913-1951 (Berkeley: University of California Press, 1989), 5.
18.Gelder and Gelder, The Timely Rain, 175-176; and Strong, Tibetan Interviews, 25-26.
19.Gelder and Gelder, The Timely Rain, 113.
20.A. Tom Grunfeld, The Making of Modern Tibet rev. ed. (Armonk, N.Y. and London: 1996), 9 and 7-33 for a general
discussion of feudal Tibet; see also Felix Greene, A Curtain of Ignorance (Garden City, N.Y.: Doubleday, 1961), 241-249;
Goldstein, A History of Modern Tibet 1913-1951, 3-5; and Lopez, Prisoners of Shangri-La, passim.
21.Strong, Tibetan Interviews, 91-92.
22.Strong, Tibetan Interviews, 92-96.
23.Waddell, Landon, and O'Connor are quoted in Gelder and Gelder, The Timely Rain, 123-125.
24.Quoted in Gelder and Gelder, The Timely Rain, 125.
25.Goldstein, The Snow Lion and the Dragon, 52.
26.Goldstein, The Snow Lion and the Dragon, 54.
27.Heinrich Harrer, Return to Tibet (New York: Schocken, 1985), 29.
28.Strong, Tibetan Interview, 73.
29.See Kenneth Conboy and James Morrison, The CIA's Secret War in Tibet (Lawrence, Kansas: University of Kansas
Press, 2002); and William Leary, "Secret Mission to Tibet," Air & Space, December 1997/January 1998.
30.Leary, "Secret Mission to Tibet."
31.Hugh Deane, "The Cold War in Tibet," CovertAction Quarterly (Winter 1987).
32.George Ginsburg and Michael Mathos Communist China and Tibet (1964), quoted in Deane, "The Cold War in Tibet."
Deane notes that author Bina Roy reached a similar conclusion.
33.See Greene, A Curtain of Ignorance, 248 and passim; and Grunfeld, The Making of Modern Tibet, passim.
34.Los Angeles Times, 18 August 1997.
35.Harrer, Return to Tibet, 54.
36.Karan, The Changing Face of Tibet, 36-38, 41, 57-58; London Times, 4 July 1966.
37.Gelder and Gelder, The Timely Rain, 29 and 47-48.
38.Tendzin Choegyal, "The Truth about Tibet," Imprimis (publication of Hillsdale College, Michigan), April 1999.
39.Karan, The Changing Face of Tibet, 52-53.
40.Elaine Kurtenbach, Associate Press report, San Francisco Chronicle, 12 February 1998.
41.Goldstein, The Snow Lion and the Dragon, 47-48.
42.Strong, Tibetan Interviews, 15-16.
43.Jim Mann, "CIA Gave Aid to Tibetan Exiles in '60s, Files Show," Los Angeles Times, 15 September 1998; and New
York Times, 1 October, 1998.
44.Reuters report, San Francisco Chronicle, 27 January 1997.
45.News & Observer, 6 September 1995, cited in Lopez, Prisoners of Shangri-La, 3.
46.Heather Cottin, "George Soros, Imperial Wizard," CovertAction Quarterly no. 74 (Fall 2002).
47.The Gelders draw this comparison, The Timely Rain, 64.
48.The Han have also moved into Xinjiang, a large northwest province about the size of Tibet, populated by Uighurs; see Peter
Hessler, "The Middleman," New Yorker, 14 & 21 October 2002.
49.Report by the International Committee of Lawyers for Tibet, A Generation in Peril (Berkeley Calif.: 2001), passim.
50.International Committee of Lawyers for Tibet, A Generation in Peril, 66-68, 98.
51.John Pomfret, "Tibet Caught in China's Web," Washington Post, 23 July 1999.
52.Goldstein, The Snow Lion and the Dragon, 51.
53.Tendzin Choegyal, "The Truth about Tibet."
54.The Dalai Lama in Marianne Dresser (ed.), Beyond Dogma: Dialogues and Discourses (Berkeley, Calif.: North Atlantic
Books, 1996).


Testimonianze di ex monaci in merito ai rapimenti per rimpiguare le fila ed agli abusi sessuali sui novizi sono reperibili in internet, basta cercare.

Spiacente di infrangere i sogni a qualcuno, ma la Teocrazia tibetana è stato un regime bestiale e inumano. Il governo cinese è un bello schifo, ma rispetto a gentaglia che pratica la schiavitù, rapimenti di bambini ritualizzati e abusi sacralizzati son cento spanne sopra.
Da ricordarsi anceh come la reocrazia Tibetana ospitasse felicemente le SS in visita.
"Cosa ti fa pensare che chi fa controinformazione sia infallibile o non abbia secondi fini?"

nessuno dice che sono infallibili. però quando sbagliano qualcuno dovrebbe provarlo. per ora smentite non ne sono arrivate a parte una risposta stizzita della Cnn che diceva che la loro serietà non è in dubbio bla bla bla...

"Lama che del resto sarebbero a casa loro.Nella rivolta del 1959 sono morti più di 80000 tibetani, erano tutti monaci?"

ammesso che siano morti 80mila monaci e bla bla bla. ma ci rendiamo conto che stiamo parlando di cose successe 50 anni fa?
ci rendiamo conto che stiamo parlando di cose successe 50 anni fa?

Come lo sono, presumibilmente, queste affermazioni (non tue): "Da ricordarsi anceh come la reocrazia Tibetana ospitasse felicemente le SS in visita"

Attenzione a non dare ai figli le colpe dei padri, altrimenti qualcuno potrebbe lamentarsi del fatto che l'Italia ne combinò qualcuna con i gas...
@ iilaiel

googlando ho visto che hai tratto la tua lista di fonti da un sito che rimanda ad uno scritto di Michael Parenti.

Verificando che si tratta di un personaggio quantomeno autorevole, non mancherò di leggere i suoi scritti in merito al Tibet, tempo permettendo.

grazie per la segnalazione!
beh, Paolo, non mi risulta che il c.d. governo tibetano in esilio sia stato eletto democraticamente.
Capisco che il giornalismo d'inchiesta sia estremamente sensibile ai diritti umani, e capisco anche che la questione del Tibet sia stata trattata talmente tanto dai martellanti media occidentali che sia impossibile parlarne senza esserne in qualche modo plagiati, a meno di avere studiato a fondo la materia. Ma mi permetto di suggerire sia a Paolo, sia al lettore Jean Lafitte di sospendere gli scontri 'culturali' e attenersi allo sbufalamento di notizie false, attività che Paolo svolge con estrema competenza e passione ormai da anni, e con risultati di altissimo livello.
La questione dell'autonomia e dell'indipendenza tibetana dalla 'dominazione' cinese non merita di essere trattata con tanta superficialità da essere relegata ad uno striminzito commento e diventare argomento da off-topic, neppure sotto la rincorsa indignata di chi sventola le violazioni dei diritti umani. E mi riferisco anche al fondo della BBC, citato con intento se non polemico quantomeno politico, perché assolutamente parziale. Cioè a dire: le politiche di ripopolamento sono osteggiabili, la pratica è da condannare, ma nessuno informa che queste politiche sono risultate inefficaci già negli anni Ottanta (quando Hu era segretario del partito nella Regione autonoma), e nessuno si rende conto che il Tibet gode di un'autonomia - anche a causa di fattori geografici, geopolitici, socio-culturali, e ad un ricchissimo patrimonio simbolico/pacifista nei fatti rispettato solo dai leader in esilio - incomparabile rispetto ad altre minoranze oppresse all'interno della stessa Cina (Xinjiang, vietnamiti, mongoli; addirittura cattolici!, sebbene la Santa Sede stia riguadagnando terreno nell'ultimo decennio)? Sarebbe fallace puntare il dito su chi fa attenzione solo ad un problema e non alle migliaia di altri nel mondo, senonché parecchi sono spesso collegati (did anyone say 'Kosovo'?); peraltro è naturale ed istintivo arrivati ad un certo punto dichiararsi soddisfatti e prendere una posizione netta e decisa. Gli occidentali sono in particolar modo decisi, poi, quando si tratta di regioni lontane, soprattutto in Oriente (cfr. Orientalismo in Wikipedia). La legittima indignazione dimentica spesso ciò che non vuole sentire, e riesce ad essere sorda addirittura agli stessi accorati appelli del Dalai Lama alla rinuncia della lotta violenta. Perché i tibetani delle rivolte di strada sono nazionalisti almeno tanto quanto lo sono i Kosovari, abitanti frammentati in clan di un ennesimo "failed state" creato sull'onda dell'entusiasmo di - pochi, per la verità - Paesi che si fanno vanto d'essere portavoce della famigerata Comunità Internazionale. Lo dimostra il rifiuto di più parte dei nazionalisti radicali tibetani di riconoscere l'appello alla moderazione del Dalai Lama, arrivando addirittura ad ipotizzare una lotta *armata* e solitaria.
Torniamo per un momento al Kosovo. Questo Stato nato già fallito era destinato sin dagli incunabula a diventare ricettacolo di mafie di tutte le specie da quando s'è mutato in protettorato internazionale a tutti gli effetti (ricordo: traffici provati di armi, droga, organi e esseri umani; fonti esercito tedesco e svedese, Limes di questo mese). Non era forse meglio il tacito patto Milosevic-Rugova (io non faccio votare il mio popolo alle politiche, tu mantieni a livelli accettabili la repressione) del pre-UCK e, donc, del pre-invasione?
Nessuno si rende conto degli enormi problemi che creerebbe un Tibet autonomo e - nel caso - in armi? Quanti ancora (e a livello internazionale) un Tibet indipendente?

Non vorrei addentrarmi ulteriormente nella materia, che peraltro mi compete e sulla quale mi ritengo quindi abbastanza esperto da potermi permettere di fare commenti da analista, e non da spettatore indignato (figura archetipica dei nostri tempi, colui che si autoproclama membro della fantomatica, inesistente opinione pubblica mondiale).
Se qualcuno volesse ulteriormente continuare la conversazione, spero che riuscirà a fornirmi spiegazioni convincenti del perché il Tibet dovrebbe essere 'indipendente', mentre non dovrebbero esserlo Abkhazia, Ossezia, Transnistria, Romania ungherese, Sahara Occidentale, Paesi baschi e Sud Tirolo.
Ciao a tutti.
"Quella foto l'hanno anche trasmessa durante un telegiornale (non mi ricordo pero' quale). Possibile che nessuno verifichi le fonti? Basta dire "questa foto circola su Internet" per poter pubblicare qualsiasi cosa."
Continuano a non capirne un bel niente, ma ora che i giornalisti hanno "scoperto" internet lo usano come agenzia stampa gratis... applicando i loro soliti finissimi criteri di verifica delle informazioni. Oppure, come Striscia, per recuperare filmatini divertenti senza sforzo o costi.

"peccato per questa infelice e ambigua frase di Paolo "per avvalorare un messaggio drammaticamente vero come quello della condizione del Tibet". quale condizione? perchè se ti riferisci a certe cose che dice il dalai lama, anche quelle non sono assolutamente provate."
Eh, caro Jean, data la tua ben nota autorevolezza pari a 0.1%, il mio cervello aveva già cestinato quella frase cinque secondi dopo. Adesso verrà fuori che la vera vittima è il governo cinese... ma dai. Qualcosa di più solido, più consistente no?

Quanto alla foto e alla email puzzano di bufala lontano un miglio... il solito testo pieno di imprecisioni, informazioni generiche, voli di fantasia, foto interpretate tendenziosamente, i soliti elementi che servono solo a ridicolizzare lo scrittore originale.
@ilialel
le tue fonti provengono da questo sito:
http://www.resistenze.org/sito/te/po/ci/poci5m21.htm

non facevi prima a postare il ink? ;)
"Eh, caro Jean, data la tua ben nota autorevolezza pari a 0.1%, il mio cervello aveva già cestinato quella frase cinque secondi dopo"

dan con la tua intelligenza, simpatia ed educazione la metti nel culo a tutti. bravo