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2008/04/14

Complotto dei cavi tranciati: l’epilogo?

Cavi sottomarini tranciati, niente complotto, trovati alcuni responsabili


Ricordate la misteriosa serie di guasti ai cavi sottomarini per telecomunicazioni avvenuta ai primi di febbraio? Ne avevo parlato qui e qui.

Il 30 gennaio, due cavi di telecomunicazione nel Mediterraneo risultavano danneggiati, con rallentamenti fino al 70% alle comunicazioni in Medio Oriente e in India. Due giorni dopo risultava tranciato il cavo FALCON, al largo delle coste del Dubai. Altri due giorni più tardi, un cavo fra Qatar ed Emirati Arabi dava problemi e veniva disattivato. Panico generale: il capitano Nemo se la stava prendendo con i cavi di telecomunicazione, forse indignato da una bolletta troppo... salata.

Emerse entro pochi giorni che uno dei cavi non era stato affatto tranciato, ma aveva subito un problema di alimentazione, e che il FALCON era stato tranciato da un'ancora abbandonata di circa sei tonnellate. Ora sono state trovate le due navi che, secondo le immagini satellitari e i rapporti degli inquirenti a Dubai, sono colpevoli di quest'ultimo tranciamento: la sudcoreana Ann e l'irachena Hounslow. Entrambe hanno attraversato una zona proibita e calato l'ancora, che si è impigliata nel cavo FALCON. L'equipaggio della nave coreana ha già pagato 60.000 dollari di risarcimento.

Non si sa ancora nulla sulle cause degli altri tranciamenti, ma come già raccontato, questi incidenti sono piuttosto frequenti, tanto che normalmente non vengono neppure segnalati nei media.

Fonti: The Register, The Hindu, Khaleej Times, Vnunet, TelecomTV.

4 commenti:

Rado il Figo ha detto...

Come nessun complotto?

Ci sono tutte le prove!! Allora i satelliti che hanno fotografato le navi colpevoli sono americani, quindi figuriamoci se le immagini rese pubbliche non sono state abilmente ritoccate. Anzi, sono talmente ritoccate bene che non si nulla di anormale ad una attentissima analisi.

Poi i coreani, immagino sud coreani, sono alleati USA: niente di più facile di alcune telefonatine fra Bush ed il fantoccio USA di Seoul in modo da trovare una nave da far passare come "capro espiatorio". Anche qui le prove ci sono tutte: innanzitutto è credibile che dei poveri marinai coreani, pagati una ciotola di riso a viaggio, siano capaci di fare una colletta di 60.000 (sessantamila!!) dollari. Solo i debunker kamikaze di Bush possono crederci. E poi la prova definitiva: su YouTube non esiste alcun filmato che provi che proprio quella nave coreano si trovasse sul luogo dell'incidente quando in teoria avrebbe dovuto gettare l'ancora e tranciare "per sbaglio" i cavi.

A me non la si fa!!


p.s.: Paolo, se poi in qualche sito complottaro (tipo quello di MMZZ o MB o GC) trovo anche mezza di queste mie conclusioni, ti chiamo come testimone perché mi risarciscano i diritti d'autore. :-))

Oniros ha detto...

L'equipaggio della nave coreana ha già pagato 60.000 dollari di risarcimento.

L'equipaggio o l'armatore ?

Camicius ha detto...

Voto per il capitano...

Dan ha detto...

Direi... a parte la leggera differenza in disponibilità economiche, in questi casi i marinai stavano "solo eseguendo gli ordini", quindi al massimo se la prendono col capitano della nave (le autorità, o l'armatore incacchiato e alleggerito di tanti bei soldini).