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31 commenti

Antibufala: Il cellulare che funziona senza campo

Telefonare col cellulare senza campo, davvero in Australia si può?


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "paolo_ab*" e "cermaria".

Secondo Panorama, "ad Arkaroola Sanctuary, un posto dimenticato da Dio a 700 chilometri da Adelaide" è stata effettuata "una chiamata con un normale telefonino in un’area senza nessuna copertura di rete". Per il Corriere, "un nuovo software permette di bypassare le torri della telefonia mobile e di chiamare in assenza di segnale" e "potrebbe costituire una svolta nel caso degli interventi di soccorso. O nei luoghi più remoti della terra." Titola La Stampa: "Telefonare con un cellulare senza alcuna copertura di campo? Adesso si può".

In realtà, come gli articoli linkati sopra spiegano solo in parte, non si tratta affatto di poter telefonare anche quando si è soli nel deserto o in caso di disastro. Il software proposto dai ricercatori della Flinders University di Adelaide, infatti, usa semplicemente i ricetrasmettitori Wifi integrati nei telefonini avanzati per creare una rete di comunicazione alternativa (mesh network). I cellulari presenti in una zona si possono quindi parlare fra loro senza passare per una stazione radio base, ma solo nei limiti di portata del loro segnale Wifi: in pratica, non più di qualche centinaio di metri in condizioni ideali.

Questo significa che il sistema funziona soltanto se nelle vicinanze ci sono altri telefonini, che a loro volta sono vicini ad altri telefonini, e così via, fino a che uno dei telefonini della catena è a portata di una stazione radio base della rete cellulare. Niente telefonate quando siete soli nel deserto, insomma. È semplicemente una versione evoluta e cellularizzata dei walkie-talkie tradizionali.

Del resto, articoli come quelli di Techworld e Physorg.com chiariscono che Serval, il sistema proposto da Paul Gardner-Stephen della Flinders University, è in realtà doppio: per i disastri prevede che vengano paracadutati nelle zone colpite delle piccole stazioni radio base autonome, autoalimentate e capaci di coordinarsi autonomamente per ripristinare le comunicazioni telefoniche. L'interconnessione diretta fra telefonini via Wifi è prevista invece solo per situazioni permanenti, per portare il servizio telefonico in luoghi nei quali installare una stazione radio base cellulare tradizionale sarebbe economicamente insostenibile oppure per interconnettere un gruppo di persone che si trovano in una zona non servita dalla rete cellulare senza dover ricorrere a un ricetrasmettitore apposito ma usando il normale telefonino.

Nulla di magico, insomma: alla fine i telefonini hanno bisogno di una rete di qualche genere che trasporti le loro chiamate, e le soluzioni che usano il Wifi per chiamare esistono già (Skype, per esempio). L'aspetto interessante di questo progetto australiano è che gestisce automaticamente l'instradamento delle telefonate, permettendo agli utenti di fare e ricevere chiamate usando il proprio numero cellulare normale. Ma se non ci sono apparecchi ripetitori, la sua portata è limitata appunto a qualche centinaio di metri. Ed è abbastanza difficile perdersi a così poca distanza. Anche in Australia.
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Commenti
Commenti (31)
Un telefonino GSM ha una portata teorica di circa 35 km, non vedo perche' debbano tarparsi le ali con solo 100 metri. Se riesce a 'tirare' anche solo 10km le probabilità che ci sia un altro telefono sono alte.
Non so nello specifico per gli apparati utilizzati, ma il range del comunissimo Wifi può arrivare anche oltre qualche centinaia di metri - parlo di diffusione omnidirezionale.

Niente di rilevante eh, lo dico solo come curiosità.
Dire che si può telefonare senza campo è come affermare di non mangiare da 70 anni... ogni riferimento a santoni indini è puramente voluto.
Il bello è che questo sistema non esiste solo in Australia: presso la facoltà di Ingegneria di Bologna sono diversi i sistemi attualmente in studio che sfruttano reti eterogenee per la trasmissione di dati in mancanza di un supporto fisico di rete nelle vicinanze. Uno tra questi è il protocollo DTN (Delay-tolerant Networking) in studio presso il dipartimento ARCES e attualmente in integrazione anche su Android (un mio amico sta attualmente sviluppando come lavoro di tesi un sistema di mailing basato su questo protocollo), oppure il sistema RAMP (Real Ad-hoc Multi-hop Peer-to-peer) in studio presso il DEIS, il dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica dell'università. Dico questo perchè alla fine ai giornalisti basterebbe veramente pochissimo per conoscere quello che esiste, soprattutto anche nel nostro Paese.

PS: complimenti per il blog Paolo, ormai lo seguo da mesi e non riesco più a farne senza!
L' OLPC, il laptop per l'educazione dei bambini dei paesi in via di sviluppo, già nel 2007 era in grado di creare una mesh network tra OLPC distanti 2km (ok, in condizioni ottimali, ma 2km>>100m).

Ah, e se si toccano entrambe le antenne non perde il segnale!!!

http://www.zdnet.com.au/olpc-achieves-2km-range-in-802-11s-tests-339277912.htm
La tecnologia wi-fi puo' anche percorre 300 KM (http://www.gizmag.com/go/7878/). Il punto è che con le antenne presenti nei telefoni non puoi arrivare oltre 200 m ad essere ottimista.
Un commento tecnico: I protocolli di questa categoria sono chiamati "mobile ad hoc networks". Il problema maggiore è che l'instradamento non è fisso (come nella rete GSM), ma variabile, perché i cellulari si spostano, e quindi il collegamento temporaneo può saltare, e il protocollo deve trovare un istradamento alternativo. Il numero di hop inoltre unfluenza la "latency", ovvero il ritardo tra quando uno parla e quando l'altro sente la voce. Se un hop è 100 m, per coprire 10 Km servono almeno 100 salti, e con una decina di millisecondi a salto, si fa presto a ottenere qualche secondo di latenza. Per non parlare del fatto che i telefonini nel mezzo dovranno anche loro ricevere/fare chiamate. Ad occhio, probabilmente la qualità delle chiamate con questa tecnologia è molto più bassa del normale GSM, ma in situazioni di emergenza suppongo vada benissimo.

E sono d'accordo con Denis: in Italia si fanno cose anche più belle di queste, ma non sempre vanno sui giornali.
Dall'articolo del Corriere:
"La tecnologia, messa a punto da scienziati dell'università Flinders di Adelaide, utilizza un'interfaccia WiFi, normalmente usata per internet, per trasmettere la voce senza dover transitare da un punto centrale di raccolta ed è stata collaudata con successo in remote aree desertiche dell'Australia centrale, dove non vi è ricezione nè da tralicci nè da satelliti."


Mi permetto di far notare che i satelliti Iridium garantiscono copertura all'aperto sul 100% del pianeta, come indicato qui:
http://www.geoborders.com/iridium/it/index.htm

e non penso che "le aree desertiche dell'Australia" siano al coperto! :)

E poi il costo della telefonata è a carico dell'ultimo cellulare che si collega alla BTS? :P

Ciao*.*
Reti Mesh sono un argomento interessante.
Ci sono comunità che stanno attivamente sperimentandole anche qui in europa.
In Germania c'è: http://wiki.freifunk.net/Kategorie:Italiano
In Spagna c'è: http://guifi.net/
In Italia c'è: http://wiki.ninux.org/
(tanto per citarne alcune)
Ciao, ho paura a fare questa domanda però la faccio lo stesso. Quando sono fuori campo, il cellulare mi avvisa che posso fare solo chiamate di emergenza. Ma se non c'è campo, come faccio a chiamare il 112? Volevo fare una prova, ma non mi pareva il caso... Sapete spiegarmi? Grazie
Probabilmente telefoni utilizzando un altro operatore
OT: guardate cosa scrive Francesco Tortora (http://tinyurl.com/3936nou):

a Spock, il celebre personaggio della saga cinematografica e serie televisiva Guerre Stellari.

mmmmm
Alberto: si ma il sistema in oggetto non usa la copertura GSM bensì quella wifi degli smartphone. E quella se arriva a 50 metri è tanto. ^_^ E' il principio della piconet Bluetooth esteso.

Michele: con "non c'è copertura" si intende "non c'è copertura per il mio operatore", ma per altri si: le chiamate di emergenza vegono infatti dirottate in roaming su altri operatori. Dove non c'è proprio copertura il telefono dice semplicemente "nessun servizio di rete" e non permette nemmeno la chiamata al 112.
Voglio solo precisare che la foto nell'articolo riporta un GoogleFonino (più esattamente un G1) ed il programma che compare serve per fare il Tethering del segnale Wifi.
@David

prima o poi doveva succedere

:)
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Se fosse vero avrebbero risolto l'effetto mano di iPhone4!!!!! :D

Se notate sul bordo della pagina di Panorama c'è proprio una foto con un link ad un articolo proprio sull'iPhone4. Sarà un caso o un messaggio nascosto?
Magari si potesse telefonare senza campo! :-D
C'e pure un interessante articolo su Le Scienze di Giugno:
LINK

Saluti
Michele
Qua l'unico campo è quello che dovrebbe zappare chi scrive 'sti articoli pressapochisti :D
C'e pure un interessante articolo su Le Scienze di Giugno

Esatto, da dove si evince che è una tecnologia ancora molto acerba. Funziona bene se i telefonini sono sempre gli stessi e sempre lì vicino. Ma portarla nel reale, dove chi telefona si muove, ma si muovono anche gli altri nodi di trasmissione (gli altri telefonini) che entrano ed escono dal campo di ricezione WiFi o da quello WiFi-ripetitore è tutt`altro che semplice. L´articolo per buona parte infatti verteva su quale era l´algoritmo migliore per suddividere il segnale in modo che anche se qualche cammino si perdeva (si "sconnetteva" quel nodo) l´informazione totale (la telefonata) non si perdesse. Insomma esiste, si, ma in condizioni ideali.
C'era anche il progetto HAGGLE, finanziato dall'unione europea, che faceva più o meno le stesse cose, anche se principalmente per messaggi, non telefonate.
Dico c'era perchè mi sembra che sia stato chiuso, sono finiti i finanziamenti
@David:
OT: guardate cosa scrive Francesco Tortora (http://tinyurl.com/3936nou):

a Spock, il celebre personaggio della saga cinematografica e serie televisiva Guerre Stellari.


Fossi in te, scriverei una lettera di protesta intestandola "al direttore del Corriere Ezio Mauro" :-)
prima o poi doveva succedere

E quello è ancora niente...
Impagabili i commenti sotto il video linkato da drakkar. Mi sembra di rileggere le vecchie discussioni "ma è più forte Hulk o Thor?" nell'angolo della posta dei fumetti Marvel/Corno... *lacrimuccia nostalgica*
Il Corriere della sera ne ha fatta un'altra delle sue. In mancanza di apparizioni del mostro del lago di Ness, le alabarde spaziali vanno sempre bene:

"Oltre Guerre Stellari, l’arma che l’occhio umano non può vedere
Gli Usa stanno mettendo a punto un nuovo sistema di difesa antiaerea, basato su un laser allo stato solido
Oltre Guerre Stellari, l'arma che l'occhio umano non può vedere".


Il sistema (sperimentale) esiste davvero; il laser allo stato solido direi di no. :-)
@Accademia dei pedanti ♂

Il sistema (sperimentale) esiste davvero; il laser allo stato solido direi di no. :-)

Questa volta ha ragione il Corriere della sera, il laser a stato solido esiste; ed esiste dal 1960 ;)

Ps non è il fascio di luce ad essere solido ma il materiale con cui si amplifica la luce; nel classico laser a luce rossa si utilizza un rubino come amplificatore.
Per motogio

Il sistema (sperimentale) esiste davvero; il laser allo stato solido direi di no. :-)

Questa volta ha ragione il Corriere della sera, il laser a stato solido esiste; ed esiste dal 1960 ;)

Ps non è il fascio di luce ad essere solido ma il materiale con cui si amplifica la luce; nel classico laser a luce rossa si utilizza un rubino come amplificatore.


Ma sei sicuro che è un termine scientificamente corretto laser a stato solido?
E poi, anche se per un'arma ha scarsa importanza: davvero quel raggio laser è invisibile all'occhio umano?
@Accademia dei pedanti ♂

Ma sei sicuro che è un termine scientificamente corretto laser a stato solido?

Non sono uno specialista di laser ma il termine commerciale è quello o, nella versione inglese, solid state laser.

E poi, anche se per un'arma ha scarsa importanza: davvero quel raggio laser è invisibile all'occhio umano?

Questo non lo so, il comunicato stampa del produttore non fa nessun accenno a questa presunta invisibilità; a che pro poi renderlo invisibile ;)
Raytheon.com
io vorrei sapere se ci sono cellulari x chiamate di emergenza in montagna in caso di incidente?
… quasi necroposting …

Un qualsiasi apparato radiotrasmittente funziona ed è utile solo se un'antenna capta il segnale emesso.
L'articolo lo spiega più che bene.
Anche l'ARVA funziona ma può risolvere situazioni potenzialmente tragiche solo ed esclusivamente se qualcuno capta e localizza il segnale emesso.
In caso contrario, se non c'è chi riceve, qualsiasi apparecchio è solo un inutile contenitore di pile.
… però se ha la funzione "registratore" puoi lasciare le tue ultime parole … …

Un cellulare ha sicuramente la sua utilità ma per le emergenze in montagna, quelle vere, si può fare solo prevenzione comunicando prima di partire percorso e tempi previsti.

Poi se intendi invece un cellulare che possa attivarsi con la semplice pressione di un tasto bello grande già predisposto per una chiamata d'emergenza allora sì: ci sono modelli appositamente previsti per questo, ad esempio per anziani che vivono soli.