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21 commenti

No, non è stata trovata vita aliena in una meteorite

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “marelott”. L'articolo è stato ampiamente aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/01/17.

La “vita extraterrestre” secondo Wickramasinghe
A furia di gridare “al lupo, al lupo”, quando troveremo davvero la vita extraterrestre non ci crederà nessuno. La notizia della scoperta di forme di vita extraterrestri unicellulari in una meteorite in Sri Lanka, diffusa in italiano per esempio da Meteoweb e AGI, è una bufala. Più precisamente, è un bell'esempio di come non si fa ricerca e comunicazione scientifica.

Lo sbufalamento tecnico preparato da Phil Plait (in inglese) spiega benissimo perché; in italiano potete leggere Sofia Lincos su Query e Federica Sgorbissa su Oggiscienza (grazie ai lettori che mi hanno segnalato i loro articoli).

Primo indizio: l'articolo contenente l'annuncio originale non è stato pubblicato su una rivista scientifica, come meriterebbe una scoperta così importante. Non è neanche stato pubblicato da una rivista non scientifica. Infatti Meteoweb dice che si tratta di “Una ricerca pubblicata sul ‘Journal of Cosmology’” e Mario di Martino su Focus.it dice che “il fatto che sia stata pubblicata su una rivista scientifica come Journal of Cosmology... fa pensare che possa essere vera” (Luigi Bignami, sempre su Focus, è un po' più cauto).

Ma il Journal of Cosmology non è una rivista: è un sito web. Se si trattasse di una scoperta seria, non verrebbe pubblicata da un semplice sito, ma dalle testate scientifiche più prestigiose, che farebbero a cazzotti per contendersela. Invece Plait mostra, attraverso un elenco di esempi eloquenti, quanto sia poco serio il Journal of Cosmology.

Secondo indizio: l'autore principale dell'articolo è N. C. Wickramasinghe, che è anche uno degli editor del Journal of Cosmology. Un conflitto d'interessi piuttosto curioso. Wickramasinghe è anche ferventissimo sostenitore della teoria (peraltro interessante) della panspermia, ossia che la vita si propaghi nello spazio e sia arrivata sulla Terra tramite le meteoriti. Wickramasinghe attribuisce alla panspermia qualunque cosa, dall'influenza alla pioggia colorata. La sua “scoperta” confermerebbe questa teoria.

Vale insomma la Regola dello Scienziato Innamorato (della Propria Tesi), che è parente del Principio di Belzebù: quando uno scienziato scopre qualcosa che conferma le sue idee predilette, è meglio non fidarsi; quando scopre qualcosa che smentisce le sue idee, probabilmente ci si può fidare.

Terzo: le forme di vita trovate, descritte come “fossili di diatomee”, non sono affatto fossili, ma a giudicare dalle immagini, analizzate dall'esperto contattato da Plait, sono tutte diatomee di specie terrestri, specificamente tutte d'acqua dolce. E tutte esistenti. Se provenissero dallo spazio, dovrebbero essere differenti, perché avrebbero avuto un'evoluzione differente. Non lo sono. In altre parole, la spiegazione più logica è che la meteorite sia stata contaminata per contatto con acqua dolce e che Wickramasinghe e colleghi abbiano scoperto, udite udite, che c'è vita sulla Terra.

La presunta meteorite.
Quarto: Meteoweb scrive che nella meteorite in questione “si possono ben osservare agglomerati di olivina tipici di questo tipo di rocce”, ma l'olivina è in realtà onnipresente sulla Terra e per nulla tipica delle meteoriti. E anche l'aspetto della meteorite (foto qui accanto) è molto differente da quello normale.

Tiriamo le somme. Come al solito, vale la Legge di Sagan: affermazioni straordinarie esigono prove straordinarie. Nell'annuncio di Wickramasinghe non c'è nulla che si avvicini a una prova. Men che meno una prova del livello qualitativo straordinario che occorre presentare prima di dichiarare una scoperta così sensazionale.

Gli ufologi si calmino: non sto dicendo che l'idea della vita extraterrestre è una bufala. Anzi, è un'idea sensata e per nulla osteggiata dalla comunità scientifica. Sto dicendo soltanto che non è così che la si alimenta e incoraggia. Così la si rende ridicola.
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Commenti
Commenti (21)
>Wickramasinghe is a proponent of the idea of panspermia:<

Un classico caso in cui chi fa la "ricerca" trova esattamente quello che vuole trovare LOL
E, per chi non mastica l'inglese, c'è la bravissima Federica Sgorbissa: http://oggiscienza.wordpress.com/2013/01/16/la-diatomea-che-cadde-dallo-spazio-ovvero-la-bufala-galattica/

Saluti,

Mauro.
...Per chi invece non sa l'inglese consiglio questo articolo di Query:
http://www.queryonline.it/2013/01/16/organismi-viventi-dallo-spazio-profondo/
Vado paurosamente off topic, chiedo scusa in anticipo.

Vorrei segnalare un problema di fruizione del blog con l'ipad.
Il link in fondo alla pagina per visualizzare la versione normale non funziona: rimanda sempre alla versione mobile.
Non ho idea di come funzioni la cosa, anche perché l'url sembra corretto, ma le pagine finiscono sempre per essere caricate con l'appendice "?m=1", cosa che invece non succede, ad esempio, su undicisettembre.blogspot.com, che funziona correttamente.
Se puoi sistemare 'sta cosa faresti una cosa gradita a tutti quelli che vorrebbero continuare ad usare il pinch to zoom nel tuo sito.

Grazie.
Mmh... sono ricco e non lo sapevo... dov'è che si può contattare Wickramasinghe? Ho un cassone pieno di "meteoriti" come quello che ha fotografato, oltre ad un piazzale di possibili "meteoriti" da ricavare con una buona mazza e tanta lena...

Potrei fornirgli la prova ontologica della panspermia vendendogli un "meteorite" con una bella ammonite fossilizzata al suo interno. Ho anche un lastrone di "meteoriti to be" pieno di conchiglie grosse come una mano, molto simili alle capesante. Oppure un tufo costituito da sabbia e microfossili marini.

Qualcuno mi dà il suo numero?
Paolo, giorni fa lessi un articolo sul Corriere che parlava di un ritrovamento in Nord Africa di un meteorite marziano contenente acqua (e dunque batteri secondo l'articolo). E' qualcosa attinente a questa bufala oppure è un altra bufala? Grazie
non c'entra niente col post, Paolo, ma ieri ho visto un esperimento a Mistero riguardante l'elettricità... un tizio che aveva scoperto (o riscoperto, visto che citavano Tesla) una forma di elettricità molto meno pericolosa di quella attuale, capace addirittura di accendere una lampada dentro l'acqua. Ho visto di sfuggita la cosa, volevo chiederti se per caso era già in programma una eventuale "sbufalata".
Sono d'accordo con Plait sul fatto che non si può ignorare la fonte di simili affermazioni. Scienziati troppo desiderosi di confermare il loro lavoro, pseudo pubblicazioni, metodo scientifico a dir poco traballante. Il risultato è che una tesi magari valida può essere presa in modo scettico se proviene dagli stessi ambienti, e richiedere molti più sforzi per essere presa in considerazione.
Piccolo refuso: diffeente -> differente
Ciao, buona serata!
Refuso corretto, grazie!
>No, non è stata trovata vita aliena in una meteorite

Disquisizione: ma "meteorite" non è maschile?
Qui ci vuole Accademia dei Pedanti...
Martinobri,

ma "meteorite" non è maschile?

Per la Garzanti è maschile e anche femminile.
Mah .. meteora è femminile e meteorite è maschile.... almeno a me suona così. Cmq l'importante è il concetto :-)
Mi ritengo soddisfatto.
Però se Accademia ci legge ancora, mi farebbe piacere sentire il suo parere.
Manco a farlo apposta, io lo sto invocando qui
(Credo che il link al principio di belzebù sia errato, rimanda ad una sbufalata sulle due simone)

A me personalmente Accademia dei Pedanti non manca: non mi piacciono le persone che non ammettono i propri errori.
Ed intanto pare che Wickramasinghe abbia ammesso che il campione possa essere stato contaminato dall'ambiente terrestre.
Affari Italiani, su Libero spara uno dei titoloni usuali "Gli alieni sono fra noi" per la presunta vita aliena trovata in un meteorite :-)...arrivano sempre in ritardo e oltretutto non sanno che la notizia è già stata "smontata".
@Paolo,
scusa se ri-uppo questa storia vecchia ma volevo fare una piccola correzione:

"Ma il Journal of Cosmology non è una rivista: è un sito web."

Non è esatto, il JoC è effettivamente una rivista, che poi pubblica gli articoli che passano la sua peer-review sul suo sito internet.
http://journalofcosmology.com/About.html

Lo fanno anche altre riviste, anche se spesso i contenuti sono a pagamento.
Tanto per fare un esempio in un campo a te caro:
http://arc.aiaa.org/loi/jsr

Poi si fa presto a fondare una rivista scientifica, bisogna anche costruire una credibilità, e il Journal of Cosmology non mi pare che si stia sforzando da questo punto di vista. Il prossimo anno acquisirà l'Impact Factor, e dubito che sarà alto. Se poi contina a pubblicare articoli che non si sa quale peer review abbiano mai passato, la credibilità andrà sotto zero e rimarrà una rivista di meno che scarso prestigio.
Consiglio di cambiare il capoverso

"Ma il Journal of Cosmology non è una rivista: è un sito web. Se si trattasse di una scoperta seria, non verrebbe pubblicata da un semplice sito, ma dalle testate scientifiche più prestigiose, che farebbero a cazzotti per contendersela. Invece Plait mostra, attraverso un elenco di esempi eloquenti, quanto sia poco serio il Journal of Cosmology"

in

"Il Journal of Cosmology è una rivista open access, che probabilmente acquisirà l'impact factor nell'anno in corso o nel prossimo anno. Non si tratta dunque di un semplice sito privo di controllo, ma di una rivista scientifica con peer review. Va comunque precisato che si tratta di rivista molto discussa che, insieme a contributi di un certo interesse, presenta lavori che destano stupore non tanto per l'importanza di quanto presentano, quanto per il fatto di aver superato incredibilmente una peer review. Si veda ad esempio Plait per un elenco di punti che destano perplessità nei confronti di questa giovane rivista che pare esser partita, almeno in parte, con un piede sbagliato".

In sostanza, non dico cose molto diverse da quelle del titolare del blog, ma ritengo sia opportuno essere precisi: non è un sito, ma una rivista.